Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

Fa pena lo sceicco che offre un milione per un nuovo Shalit

domenica 30 ottobre 2011 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 30 ottobre 2011

Che pena quando a fronte di tante aspirazioni che noi pretendiamo si levino dal mon­do arabo con la loro primavera, di fatto ci si deve accorgere che quella più evidente, quella più pubblicizzata è sempre la stes­sa: far fuori qualche ebreo, ag­gredire Israele. È la migliore di tutte le pubblicità, venghino venghino signori e signore. [...]

Ma la storia di Ariel è solo da rivalutare

venerdì 28 ottobre 2011 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 28 ottobre 2011

Il migliore augurio che si può fare alla nuova biografia di Ariel Sharon, ad opera di uno dei suoi figli, Gilad, è che essa ristabilisca almeno una parte della verità su Sharon. Perchè questo significherebbe ristabilire la verità su Israele, la cui intera storia di difesa e di utopia Arik incarnava perfettamente, significherebbe togliergli quella cappa di delegittimazione che si è accanita in maniera parossistica sulla sua figura come sul suo Paese. [...]

Se il terremoto riavvicina Turchia e Israele

giovedì 27 ottobre 2011 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 27 ottobre 2011

Il terremoto che domenica scorsa si è abbattuto sulla Turchia è un disastro che fa male al cuore. Adesso, molti gruppi internazionali sono alle prese con il salvataggio e soprattutto con il ricovero e il primo soccorso degli sfollati. Fra loro, a segnale che il destino è il fautore del mondo, e non la politica anche dei più astuti, scorgiamo con stupore alcuni soccorritori con una bandiera (ideale) ornata da una stella di Davide. Israele è là ad aiutare la Turchia, che sotto la presidenza di Erdogan non ha fatto che attaccarla in maniera brutale fino all'odio dichiarato e sconnesso, rompendo una vecchia alleanza, considerando Hamas uno dei suoi migliori amici. [...]

La primavera araba è un buco nero

martedì 25 ottobre 2011 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 25 ottobre 2011

I risultati elettorali del primo Paese in cui si è votato liberamente fanno temere un futuro inquietante. I risultati della rivoluzione araba detta "primavera" saranno del tutto diversi dalle nostre aspettative

I risultati della rivoluzione araba detta “primavera” saranno del tutto diversi dalle nostre aspettative: certo il povero Muhammed Bouazizi che con tragica e spontanea mossa si immolò e dette fuoco ai regimi arabi corrotti non si sarebbe immaginato che le prime elezioni libere nel suo Paese, dove il numero di minigonne è il maggiore di quello di tutto il mondo arabo, sarebbero state vinte, come pare certo, dal partito islamico Ennahda, che si presenta come islamico moderato. Né l’inno alla non violenza che noi occidentali abbiamo cantato per l’insorgenza araba prevedeva nel suo immaginario un linciaggio feroce come quello di Gheddafi. Né si pensava che gli egiziani si sarebbero di nuovo attardati in un regime militare, con morti e violenze sulle donne. La rivoluzione araba è in fase di misteriosa transizione, ha la faccia di un’incertezza violenta e dello scontro millenario fra sunniti e sciiti, specie fra Arabia Saudita e Iran. [...]

Israele si sveglia all’alba per l’abbraccio a Shalit

mercoledì 19 ottobre 2011 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 19 ottobre 2011

Bandiere, fiori, canzoni. E festeggiano anche le famiglie delle vittime. Mentre a Gaza la folla inneggia ai terroristi: "Vogliamo un altro Gilad"

Israele ha messo la sveglia alle 5 di mattina per non perdere un attimo del ritorno di Gilad Shalit. Del corpo vivo di Gilad. Voleva, tutto quanto, assistere alla realizzazione della grande promessa di Israele, che dice: «Madre che temi per il tuo figliolo soldato, e qui una guerra può sempre accadere, non sarai abbandonata in nessun caso, nemmeno nella situazione più estrema». Voleva vedere la tradizione ebraica farsi politica con tutta la sua concezione utopistica, quella per cui ogni uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio, vale tutto, e in ogni circostanza. E questo in particolare dopo che a mucchi, a schiere che restavano senza nome, gli ebrei sono stati sbriciolati dalle persecuzioni e dalla Shoah. [..]

«Tutti vittime per Shalit», Israele si ribella allo scambio

sabato 15 ottobre 2011 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 15 ottobre 2011

Dunque Gilad Shalit tornerà martedì, e lo farà attraverso il Cairo cui verrà consegnato in un gioco opportunistico che riflette il distacco di Hamas dalla sua sede di Damasco ormai in fiamme, e quella del governo militare egiziano nel caos alla ricerca di consenso internazionale. Israele vibra nell’attesa, alla contentezza corrispondono anche indignazione, paura, disperazione: il figlio superstite della famiglia Schijveshuurder, Shvuel (un 27enne che nel 2001 ha avuto il padre, la madre e tre fratelli uccisi con altre 12 persone nella Pizzeria Sbarro di Gerusalemme) che da allora dà segni di squilibrio, ha vandalizzato il monumento a Yitzhak Rabin a Tel Aviv. Ron Kerman, padre di Tal, una ragazzina uccisa sull’autobus numero 27 a Haifa nel 2003 ha attaccato Noam Shalit: «Per salvare tuo figlio hai vittimizzato tutta Israele». Si preparano anche manifestazioni organizzate e ci si rivolge al Bagaz, l’Alta Corte, per fermare lo scambio. [...]

Cristiani cacciati dal Medio Oriente: Europa e Usa scelgono di lasciar fare

venerdì 14 ottobre 2011 Il Giornale 9 commenti
Il Giornale, 14 ottobre 2011

Si disegna all’orizzonte il tramonto della bimillenaria presenza cristiana in Medio Oriente, così come il 1948 segnò la cacciata degli ebrei da tutti i Paesi arabi. La Chiesa, l’Europa, chi se non noi, sodali e fratelli nella civiltà giudaico cristiana, dovremmo avere il buon senso di difenderla, di porre condizioni d’acciaio alle famose primavere arabe: se volete fiorire, non lo farete col nostro aiuto se continuate a perseguitare e uccidere i cristiani. Perché questa è una tendenza per niente episodica ma strutturale, che ha già cambiato la faccia dei Paesi arabi. [...]

Israele, colpo di scena: salvato il soldato Shalit L'annuncio di Netanyahu: è libero dopo 5 anni

mercoledì 12 ottobre 2011 Il Giornale 2 commenti
 Accordo tra Israele e Hamas. In cambio del militare rapito verranno scarcerati un migliaio di detenuti palestinesi. Il premier: "Restituisco un figlio alla sua famiglia". Ma Bargouti non esce di galera.

Ragazzo Gilad Shalit, forse ti rivedremo presto a casa, dinoccolato, pallido, chissà se ce la farai a tornare a essere quel timido secchione di buona famiglia dopo cinque anni e più, dal 25 giugno del 2006, nelle mani di Hamas, chissà in quale cunicolo di Gaza, chissà che cosa ti hanno fatto, se lo potrai mai raccontare. Ma torna, torna a casa, e ora facciamo presto, prima che qualcuno ci ripensi: così in queste ore sospira e grida tutta Israele che aspettava la conferma ieri notte della decisione del gabinetto convocato d’urgenza da Benjamin Netanyahu per la decisione della più importante fra tutte quelle prese durante la sua cadenza. [...]

Kabul scopre il rock E i talebani scappano

mercoledì 5 ottobre 2011 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 5 ottobre 2011

E vai, let's rock and roll in Kabul col concertone di sabato. Chissà dove si erano infilati i talebani, che effetto gli ha fatto nello stomaco il basso, nella testa l'urlo della chitarra elettrica, nelle gambe le percussioni. Tutti erano preoccupati, ma loro non si sono fatti vivi, evidentemente la forza cosmica del rock gli fa paura, abituati come sono solo agli scoppi delle bombe. [...]

Arabi sempre più antiamericani: attaccato l’ambasciatore in Siria

venerdì 30 settembre 2011 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 30 settembre 2011

Mentre Assad si avvia alla sua vittima numero 2800, nel suo nome (proprio al grido di “Abu Hafez”, padre di Hafez, soprannome per Assad) una folla di sostenitori del dittatore ha assalito a Damasco l'ambasciatore americano Robert Ford con pietre e pomodori. Ford era andato in visita con altri diplomatici a un leader dell'opposizione. Anche la sua ambasciata era stata messa sotto assedio l'undici luglio dopo una visita di Ford nella città ribelle di Hama, quasi che attaccare gli americani sia una funzione della repressione del dittatore siriano. Assad, invece di scusarsi, ha dichiarato che «prese di posizioni recenti dell'amministrazione americana ci dimostrano che gli Stati Uniti sono coinvolti nell'incoraggiare gruppi armati a praticare la violenza contro l'esercito siriano». [...]

Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.