Fiamma Nirenstein Blog

Il Giornale

L’Egitto ora censura pure Romeo e Giulietta

giovedì 1 marzo 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 1 marzo 2012

Primavera oscurantista: ritirato al festival di Luxor il film "Uscita dal Cairo", una storia d’amore che non rispettava i "confini" tra religioni

La buona notizia è che, almeno, un gruppetto di intellettuali protesta, e fra questi Tarek el Shenawi, critico cinematografico egiziano di fama. Ma la notizia cattiva conferma il clima di pesante oscurantismo che domina ormai la “primavera” egiziana: il film «Uscita dal Cairo», una love story fra una donna musulmana e un cristiano copto, è stata censurata e ritirata dal Festival del cinema africano in corso a Luxor, dove avrebbe dovuto essere proiettato stamattina. Ci sono tanti motivi per essere molto dispiaciuti di questo fatto, ma il più immediato riguarda la infinita, invincibile eliminazione di Romeo e Giulietta nel nostro tempo. Ma in una società diversa. Infatti, non c’è molto spazio per l’amore nelle società islamiche, a meno che il fidanzamento non coincida con una quantità di regole prefissate dalla tradizione, dalla famiglia, dalla sharia, dalla religione… da una folla in cui comunque le donne non contano niente. [...]

Afghanistan ancora in rivolta. Non si può chiedere scusa a chi sparge odio e uccide.

domenica 26 febbraio 2012 Il Giornale 5 commenti
Il Giornale, 26 febbraio 2012

Il rogo del Corano "uccide" due americani. Sebbene bruciare i testi sacri sia stata una mancanza di rispetto, non si può chiedere scusa a chi ammazza.

C’è un errore di approccio culturale evidente nel bruciare dei testi del Corano. Ed esso è pesante e insopportabile quando proviene dalla potenza americana oltretutto nella delicatissimo fase di ritiro dall’Afghanistan. Come abbiano potuto gli ufficiali americani decidere di bruciare cento testi del Corano, è difficile da capire. Diremmo che questo presuppone una sorta di cieca innocenza, inammissibile a quel livello di responsabilità. Potevano stipare i volumi in qualche armadio con tutte le indicazioni e le spiate (forse anche quelli agli occhi dei fedeli, santificate?) che si mandavano per loro tramite i prigionieri. E invece hanno suscitato il finimondo. Ovvero: hanno compiuto, oltre che un brutto sgarbo, anche un errore culturale che sembra un lapsus quasi voluto: il mondo occidentale, dopo tante umiliazioni, ha qui ignorato il fatto che laddove si compiono atti che offendano la religione, là si scatena una violenza delittuosa e incontenibile. Consideriamo dunque l’errore per quello che è stato: non una distrazione, ma una mancanza di rispetto per le altrui opinioni, certamente. [...]

Stop all’asse con l’Iran. Solo così fermeremo la mattanza in Siria.

venerdì 24 febbraio 2012 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 24 febbraio 2012

La guerra fredda non è stato niente a confronto, e a questa non mancano le sue peggiori caratteristiche: furore ideologico, sangue innocente, terrorismo diffuso... A una delle due parti manca tuttavia una delle caratteristiche di allora. La bomba atomica. Ma sta per averla, e quindi, diamoci una regolata. La rivoluzione siriana sta toccando un apice. [...]

Criticare il governo? In Palestina è tabù

domenica 12 febbraio 2012 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 12 febbraio 2012

Solo i palestinesi non avranno la loro primavera araba, neppure nella fase germinale, quella dei messaggi che criticano i leader su Facebook. Ultimamente le forze di sicurezza di Abu Mazen e di Salam Fayyad hanno fermato a Ramallah Rami Samara, giornalista dell’agenzia Wafa. Aveva scritto, dopo che i suoi avevano annunciato che era colpa degli israeliani se erano falliti i colloqui di pace: «Davvero i membri dell’unica leadership legittima dei palestinesi pensano che questo annuncio gli guadagni le loro poltrone, i caffè e tè nei loro uffici di Ramallah?». [...]

Ma che follia definire moderati i Fratelli Musulmani

domenica 5 febbraio 2012 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 5 febbraio 2012

L’Occidente aiuta una forza che farà portare il velo e opprimerà le differenze politiche. E in Siria 300 morti non bastano per fermare Assad.

Il mondo europeo e americano, dopo essersi dichiarato a iosa colpevole di non aver capito nulla, di non aver saputo prevedere le rivoluzioni arabe, adesso cerca una pericolosa scorciatoia: individuare nei Fratelli Musulmani, i grandi vincitori dello scuotimento, un interlocutore plausibile, aperto, perfino moderato. Basta frequentare le riunioni (recentemente per esempio quella delle commissioni estere convocata dall’UE) in cui si discutono i futuri rapporti con i nuovi poteri, per capire che il maggiore desiderio dei funzionari e dei politici addetti è avviare subito il previsto nuovo «piano Marshall» che dovrebbe aiutare lo sviluppo della democrazia. [...]

Hamas cerca sponsor. Arriva la Turchia e sborsa 300 milioni

lunedì 30 gennaio 2012 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 30 gennaio 2012

Hamas abbandona la nave che affonda e cerca casa in un mare di difficoltà nuove. Ma ecco che si avvicina un nuovo sponsor, Erdogan e gli regala 300 milioni di dollari. Così si può ricapitolare la corrente situazione di una organizzazione che è nella lista europea e quella americana del terrorismo internazionale. Hamas lascia Damasco, anche se com’è ovvio smentisce, perché il suo sempiterno protettore, l’Iran, che ancora sponsorizza Bashar Assad di Siria, gli ha richiesto di combattere contro gli insorgenti, ovvero, in larga parte, la Fratellanza Musulmana, e Hamas ha rifiutato perché, comunque, ne fa parte. Quindi ha perduto il suo migliore mecenate e anche la sede. [...]

Il Giorno della Memoria Ecco l’antisemita di oggi

venerdì 27 gennaio 2012 Il Giornale 22 commenti
Il Giornale, 27 gennaio 2012

Odia gli ebrei per motivi ideologico-politici, demonizza Israele e ottiene il plauso del mediocre mondo culturale.

Qualsiasi cosa si scriva e si dica oggi nel Giorno della Memoria, non servirà a porre fine l’antisemitismo. E’ difficile ormai credere nel potere della memoria. Questo giorno varrà come un blando tranquillante; potrà funzionare per blandire per alcuni minuti la coscienza europea che mal sopporta il crimine della Shoah. [...]

Ci manca solo l’atomica sotto le Piramidi

giovedì 19 gennaio 2012 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 19 gennaio 2012

Magari gli impianti nucleari egiziani danneggiati nella località di Naaba di cui ha parlato con grande allarme Fayza Abouel Naga, ministro della pianificazione e della cooperazione, sono un'iniziativa innocente, persino utile.. ma nel clima mediorientale, molto meglio mettere le mani avanti. [...]

And here comes the Egyptian atom power

Il Giornale, jenuary 19 2012

Maybe the damage to the Egyptian nuclear power plants in Naaba, alarmingly reported by Fayza Abouel Naga, the Egyptian Minister of Planning and Cooperation, is an innocent, perhaps useful initiative … But in the Middle East, it’s better to play it safe. [...]

Lo strano gioco dello sceicco Al Thani, amico dell’America e dell’Iran

lunedì 16 gennaio 2012 Il Giornale 2 commenti
Il Giornale, 16 gennaio 2012

Bashar Al Assad da dieci mesi è come un torero: mentre il toro della rivoluzione galoppa a corna basse contro di lui, con mille mosse riesce a evitare il disastro, ormai previsto da tutti, del suo sanguinario regime. Per sopravvivere usa l’arma della ferocia con cui sono stati uccisi più di cinquemila fra i suoi concittadini. [...]

The strange game of Sheikh Al Thani, friend of America and of Iran

Il Giornale, January 16 2012

Bashar Al Assad has been acting as a matador for more than ten months now: while the bull of revolution charges horns down against him, with thousands of moves he manages to avert the impeding and expected disaster of his bloody regime. In order to survive, he has been using the arm of savagery in killing more than five thousand of his nationals.

Perché arriva l'ora dell'attacco agli ayatollah

domenica 15 gennaio 2012 Il Giornale 8 commenti
Il Giornale, 15 gennaio 2012

Israele ha buone ragioni di pensare che l'attacco sia necessario?

Non è che tutti si debba credere ai film made in Usa: l'allarme americano per un imminente attacco israeliano all'Iran potrebbe essere una specie di «tenetemi, sennò non so che gli faccio», sulle orme del solito politically correct obamiano, contro la guerra, per le trattative, per la pace…
Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.