Con i pacifisti al potere il mondo è sempre più vicino alla guerra
domenica 9 ottobre 2016 Il Giornale 4 commenti
Il Giornale, 09 ottobre 2016Ogni tanto lo ammette anche il Papa, perfino Kerry talvolta si piega all'idea, e accade persino di vedere Obama preoccupato: viviamo ormai in un mondo in guerra. In linea di massima però il messaggio va contromano rispetto a questa schiacciante realtà. La realtà dovrebbe essere maestra di vita: invece nel mondo di oggi non accade. Il pacifismo oltre che l'ideologia inventata dal mondo comunista nel 1952 dichiaratamente come arma per vincere lo scontro con l'imperialismo è diventato un costume politico invincibile, non c'è chi non si dica pacifista, e con esso si moltiplicano le guerre.[...]
Obama prepara una mossa d'addio contro Israele
sabato 8 ottobre 2016 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 08 ottobre 2016Mentre ci perseguitano le terribili immagini dello sterminio di Aleppo e ci accompagnano nella desolazione di aver visto, nella nostra era, naufragare il "successo della libertà" del discorso inaugurale di John Fitzgerald Kennedy, ovvero della garanzia americana di un mondo in cui la democrazia fosse almeno in lizza per stabilire il suo primato, è ancora più paradossale, persino frivola, la china su cui in questi giorni ci tocca a discendere. Da parte di Obama, dopo la rinuncia (ormai irrecuperabile data la presenza Russa con gli S300), a bombardare gli aerei di Assad, Obama scende nel grottesco con la sua ormai quasi noiosa antipatia per Israele che sembra, proprio adesso, alla ricerca di nuovi orizzonti. Potrebbe essere la sua legacy in un Medio Oriente a pezzi: una povera cosa per la leadership che era partita col mantello rosso del premio Nobel. Ma come un filo d'Arianna, una quantità di indizi portano a sospettare che Obama proprio subito dopo il voto dell'8 novembre e prima della nomination del 20 gennaio, quando non si può più influenzare il voto e danneggiare Hillary, immagini una durissima mossa anti-israeliana.[...]
Mediorientale
martedì 4 ottobre 2016 Generico 0 commenti
Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin.
Il mondo cambia ma l’Onu resta sempre la stessa. Forse cambierà?
sabato 1 ottobre 2016 Generico 0 commenti
Shalom, ottobre 2016L’assemblea generale dell’ONU segue da decenni lo stesso copione: arriva sul podio Abu Mazen (prima naturalmente c’era Arafat) e comincia una sequela di accuse sanguinose contro Israele, fra cui: quella ridicola di “ethnic cleansing” (ridicola perché i palestinesi dal 1948 si sono almeno triplicati, e stanno molto meglio economicamente, quanto a natalità, a sanità, a rappresentatività), di apartheid, anche quella insensata dato il livello di integrazione nella Knesset, negli ospedali, all’università, allo shopping, nei mall degli arabi-israeliani-palestinesi; di strage di innocenti; di “esecuzioni extragiudiziarie” riferendosi alla reazione della polizia contro accoltellatori e aggressori di innocenti per strada; di punizione collettive, riferendosi alle misure di sicurezza prese in zone e in ambienti sociali da cui fuoriescono terroristi a frotte, come Hevron.[...]
Israele perde i fondatori ma le radici restano salde
sabato 1 ottobre 2016 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 01 ottobre 2016
E' stato triste davvero per tutta quella folla di politici, leader, teste coronate, da Obama a Hollande, da Clinton a Charles d'Inghilterra, a Donald Tusk, al re Felipe, a Tony Blair e quant'altri mai che con i loro settanta aerei sono piombati all' aeroporto Ben Gurion, per dare l'ultimo saluto a Shimon Peres. Sì certo, il dialogo politico filtrava fra le lacrime: importante è stato che Bibi Netanyahu abbia stretto la mano a Abu Mazen, che Sara lo abbia invitato a cena. Brutto invece che gli arabi israeliani che siedono alla Knesset abbiano deciso di disertare un evento di questa portata. Ma più forte è stata la memoria di tutti gli oratori: Netanyahu, il presidente Rubel Rivlin, i tre figli di Peres, Amos Oz, Barak Obama. Quest'ultimo ha spinto la sua identificazione con Peres fino a sovrapporre, con slancio poetico davvero inaspettato, la sua biografia di girovago, meticci, gente del mondo con quella del polacco Shimon Persky immigrato a 11 anni.[...]
L'Shana Tovah
venerdì 30 settembre 2016 Generico 2 commenti

Israele piange Shimon Peres, l'ultimo dei padri della Patria
giovedì 29 settembre 2016 Il Giornale 3 commenti
Il Giornale, 29 settembre 2016

Ancora un giorno, un minuto prego, non aveva ancora concluso, non aveva ancora finito. E così la morte ha aspettato un poco, come a intendere che il suo lavoro è rimasto incompiuto, ma i miracoli non sono di questo mondo, anche se, dopo l'esplosione dello stroke del 13 settembre è un po’ tornata indietro, la famiglia ha smesso per qualche giorno di piangere, la stampa ha lasciato il corridoio dell'ospedale di Sharee Tzedek, i commentatori che già avevano fatto tutti il coccodrillo hanno smesso di incensarlo o di vituperarlo. Shimon poi però se n'è andato, che peccato; in questo intervallo avevo pensato che fosse eterno davvero, coi suoi 93 anni così ben portati. Ancora nel giorno dello stroke Shimon Peres aveva postato un video in cui invitava con entusiasmo a comprare prodotti israeliani, specie la frutta: "Tutti vogliono un vassoio di frutta israeliana!".[...]
Addio Shimon Peres
mercoledì 28 settembre 2016 Generico 0 commenti
“Piango Shimon Peres, una persona con cui ho condiviso molto: sapevo
bene, e lui me lo ha confermato in cento interviste e occasioni
amichevoli, che non era solo un difensore della speranza di pace, ma
soprattutto un insostituibile padre di Israele, difensore della sua
sicurezza, consapevole del duro compito di garantirla. Un vero leader,
un visionario, un poeta, un pioniere, un personaggio consapevole della
grandezza del ruolo di Israele e del Popolo Ebraico nella storia mondo”
La svolta dell'ONU: Israele ora è amico
martedì 27 settembre 2016 Il Giornale 1 commento
Il Giornale, 27 settembre 2016La settimana scorsa abbiamo assistito alla prima visione di un nuovo film: l'ONU cambiata. La sua crisi porta molte cicatrici, ma l'Assemblea Generale dell'ONU della settimana scorsa, ce ne ha offerto un saggio notevole. Spesso gli interventi di Benjamin Netanyahu e di Mahmud Abbas, detto Abu Mazen, sono una ripetizione di un film di duellanti, un po’ stufi di ripetere sempre le stesse cose, Netanyahu logico e diretto, negli anni passati impegnato a descrivere il pericolo iraniano senza ma anche a chiedere ai palestinesi di discutere razionalmente, mentre l'Assemblea disapprova il suo inglese perfetto; Abu Mazen furioso e pallido, in arabo, spavaldo nonostante il terrorismo dei suoi, certo invece di raccogliere gli applausi dell'ente che ha fornito ai palestinesi tutto l'ossigeno, il denaro, la legittimazione per cercare di distruggere Israele anche con mezzi diplomatici.[...]
Mediorientale
lunedì 26 settembre 2016 Generico 0 commenti
Cari amici,cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica di questa settimana Il Medio Oriente visto da Gerusalemme condotta da Massimo Bordin.





