Il Giornale
Bugie antisemite per nascondere il fallimento russo
Il Giornale, 03 maggio 2022
Cupo, oscuro, pesante: Sergey Lavrov oltre a peggiorare, se possibile, l'immagine del suo Paese, esce dalla triste performance televisiva italiana con una bolla di volgarità, un leader mondiale che ha gettato la sua credibilità alle ortiche suscitando una tempesta diplomatica di misero contenuto: un personaggio di primo piano in difficoltà,che non sapendo cosa dire spara stupidaggini arroganti e disonorevoli. La sua intervista è stata la conferma di quanto la guerra per i Russi vada sostanzialmente male,e anche di quanto povera sia la ratio originaria sostenuta dalla propaganda di Putin, che parla di "denazificazione". E' stata una parola d'ordine che è andata male fin dall'inizio, una scelta avventata: era difficile far passare Zelensky il suo governo, le sue aspirazioni, per "naziste": con tutto lo sconto dovuto alla Russia per la scelta, a causa della sua grandiosa battaglia contro il nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale, nulla che potesse somigliare ai peccati, pur gravissimi, del passato dell'Ucraina,certo, si è mai potuto identificare come il motivo attuale di una crociata in cui la Russia avesse ragione. [...]
La follia grillina sulla Palestina
Il Giornale, 29 aprile 2022
L'Italia, un grande Paese, non può permettersi un presidente della Commissione Esteri del Senato così confuso moralmente e così poco informato dei fatti come Vito Petrocelli. La sua uscita su Twitter è parte di una campagna che cerca similarità fra il conflitto russo-ucraino e quello israelo-palestinese con l'unico scopo di un'ennesima criminalizzazione di Israele, e stavolta anche con un altro obiettivo, quello della diminuzione dello spirito di resistenza Ucraino. Gli ucraini, per lui, e i palestinesi, non sono come vorrebbe il "pensiero unico occidentale" (forse quella liberale? o quello della "dittatura sanitaria"?) gli uni "resistenti" e gli altri "terroristi". Lui non ci sta, esclama fiero e inneggia poi allo Stato palestinese. Ci offre così un paragone già sentito da parte di Alessandro Di Battista: se si danno armi agli ucraini allora si devono dare anche ai palestinesi. [...]
La lezione israeliana: cedere territori non porterà la pace
Il Giornale, 22 aprile 2022
Quando Hitler sin dai suoi primi inizi, due mesi dopo che Hindenburg gli aveva affidato la costruzione del nuovo governo nel 1933, mise in funzione i primi provvedimenti contro gli ebrei tedeschi, nessuno poteva immaginare che quello sarebbe stato il seme della gigantesca seconda guerra mondiale che ha gettato l'Europa e il mondo nel sangue e nel caos, e che ha avuto come lid lo sterminio degli ebrei. Fino al 1935 con le leggi di Norimberga,furono promulgati disgustosi provvedimenti vari che iniziarono con l'esclusione dai pubblici uffici e dall'avvocatura e poi dei medici dalle mutue: le reazioni in Europa furono blande e svariate. In genere, i governi non intervennero, le cancellerie miravano alla pacificazione. L'appeasement desiderato tutt’al più era fatto di parole di biasimo, anche biasimo acuto, perchè no. Qui, anche se come ho già scritto, non voglio disegnare nessuna analogia fra Shoah e stragi compiuti dall'esercito russo, per motivi che non ripeterò, tuttavia siamo addirittura a un punto più avanzato rispetto ai segnali di emergenza per la pace europea: chi voleva vedere già avrebbe potuto farlo. I bambini uccisi a frotte con le loro mamme, gli uomini uccisi con le mani legate, i finti sentieri di evacuazione che si rivelano trappole per i civili, sono certamente episodi su cui la frase "never again" può essere applicata, e la previsione di una guerra totale è del tutto ammissibile dato che le inibizioni cono cadute. [...]
L'Iran sostiene Hamas, un messaggio a Biden
Il Giornale, 17 aprile 2022
La Pasqua ebraica, iniziata venerdì, è stata vista dai nemici di Israele come un segnale di battaglia di cui la Moschea di Al-Aqsa è stata la nave ammiraglia. E adesso, anche la guerra di Putin sale su quel pontile della storia: l'Iran ha pensato bene, per motivi che si possono facilmente immaginare legati alla crisi mondiale, di scendere sul campo insieme a Hamas e alle forze terroriste sul campo della guerra aperta a Israele, cercando di impugnarne la bandiera in questi giorni saldamente gestita dai palestinesi. La scarica di attacchi terroristi che hanno fatto 14 morti e decine di feriti ebrei in pochi giorni, i 60 attacchi che lo Shabbach ha sventato in un mese, sono stati parte, oltre che della sete di sangue che accompagna il movimento antisemita jihadista,, di un disegno propagandistico ben congegnato: il messaggio è, ed è anche ripetuto apertamente, che l'attacco incessante e prolungato ai cittadini nelle sue strade, nei caffè, nei negozi erode l'esistenza stessa dello Stato del Popolo Ebraico. [...]
Il vizio antico di Vauro fissato sul naso degli ebrei
Il Giornale, 13 aprile 2022
Nel mio modesto ruolo di giornalista, riconosco tuttavia su un eroe contemporaneo, Vladimir Zelensky, quello stesso naso, quel tratto di penna. È successo nel 2008, quando stavo per essere eletta Deputata col Partito della Libertà. È un naso da ebreo, carico di malevolenza, secondo un'iconografia che il buon senso e il buon gusto dovrebbero suggerire conclusa. Ma non lo è: su tutte le pubblicazioni antisemite nel mondo, da quelle naziste-suprematiste bianche a quelle islamiste un bel naso adunco la racconta quasi tutta, e basta un'occhiata ai social media dei neonazisti o alle vignette di "Palestinian Media Watch" e vedrete nasi alla Vauro a milioni. Oltre il naso, sul petto a me Vauro disegnò una stella di David e un fascio, col simbolo del partito. Perché, ogni naso ebraico è sempre accompagnato da buoni pretesti. [...]
Israele a rischio elezioni. E Bibi torna protagonista
Il Giornale, 07 aprile 2022
Israele rischia di nuovo le elezioni; il governo è in crisi, Benjamin Netanyahu è di nuovo il possibile protagonista del futuro del Paese da quando ieri ha rassegnato le sue dimissioni la presidente della coalizione, membro del partito "la Destra", Idit Silman. La Knesset ha 120 parlamentari, occorrono 61 membri per governare e oggi sono ridotti a 60, Naftali Bennett è un leader azzoppato: ma non è detto che si dimetta. Può darsi che seguiti a cercare di tirare avanti cercando di ricostruire il consenso o l'appoggio a una coalizione di 60, la Knesset è in vacanza per la Pasqua e questo allunga i tempi. Ma è improbabile che riesca a ricuperare qualche nome, e l'opposizione può chiedere il voto di sfiducia: 61 voti basteranno a distruggere l'attuale laboriosissima coalizione arlecchino. Tuttavia, il Likud non ha un leader da proporre che verrebbe votato come primo ministro da 61 parlamentari. [...]
Ondata di attentati e 11 morti, Israele ha paura. Il premier: «Chi ha la licenza per le armi, le usi»
Il Giornale, 01 aprile 2022
"Chi ha la licenza per il porto d'armi, è il momento che la usi": un messaggio certo non costruito per calmare l'ansia e la paura, ma che avverte invece la popolazione che ancora bisogna stare in guardia, che siamo nel mezzo di una difficile vicenda tutta da districare. Israele da giorni seppellisce le sue vittime del terrorismo, tutte giovani, nella disperazione delle famiglie, nella rabbia di non sentirsi abbastanza difesi. "Ce la faremo, li batteremo e vinceremo come tutte le altre volte" ha incoraggiato il primo ministro Naftali Bennet nello stesso messaggio in cui ha annunciato nuove misure di sicurezza dopo una riunione drammatica in cui si sono aumentate le forze di sicurezze e i loro mezzi. Si combatte, si fruga, si ferma ma l'allargamento del numero dei palestinesi che possono entrare in Israele resta allargato di 30mila oltre i 90mila consueti, e le Moschee sono aperte per l'inizio di Ramadan. [...]
La partita di Erdogan, l'altro tiranno
Il Giornale, 30 marzo 2022
Prima di iniziare i colloqui di martedì, Erdogan ha organizzato la cerimonia in modo che le delegazioni russa e ucraina lo omaggiassero con sfarzo pubblico: l'ospite prescelto fra i tanti mediatori che si offrono per risolvere il conflitto russo-ucraino, già una vittoria in sé. Un omaggio all'uomo che vuole disegnarsi adesso come possibile mallevadore di pace, e che tuttavia, per il mondo è davvero difficile cessare di identificare come il novello Sultano di un Impero Ottomano rivisitato. Tuttavia Erdogan mette molto impegno sul tavolo della difficile trattativa, ed è solo l'ultima di una serie di mosse: il presidente turco tenta il tutto per tutto, adesso, per indossare una veste da agnello, per conquistare un profilo internazionale diverso da quello consueto. Le caratteristiche politiche che ne possano fare una figura capace di ospitare le delegazioni nemiche alla ricerca della quadra pacifista, sono un puzzle esoterico che lo rendono praticabile nonostante il suo ruggito si oda molto chiaramente sullo sfondo. [...]
Agli Usa servono Israele e i sunniti come alleati. Ma non possono fare sconti sul nucleare all'Iran
Il Giornale, 29 marzo 2022
Richiede un esercizio acrobatico, dalla guerra in Ucraina al terrorismo islamico ai Patti di Abramo al ruolo degli USA alla mediazione Israeliana, per disegnare in un'unica cornice le immagini che provengono da Israele nelle ultime ore. Eppure alla fine il puzzle è completo, e deprimente. Gli scenari base sono due: un grande summit israeliano di pace e una strada d'Israele crivellata di spari terroristi. Il summit conclusosi ieri è stato il primo della storia: a Sde Boker, nel Negev, casa di David Ben Gurion, si sono riuniti, invitati dal ministro degli esteri israeliano Yair Lapid, i suoi colleghi Antony Blinken dagli USA e dai Paesi del Patto di Abramo. Egitto, UAE, Bahrain, Marocco. Era certo presente in spirito anche l'Arabia Saudita. Scopo degli USA: ristabilire un ruolo leader, oggi consumato dai troppi abbandoni, a fronte dei Paesi Sunniti. [...]
Israele in equilibrio fra Blinken e i ministri arabi
Il Giornale, 27 marzo 2022
Traffico strategico vicino all'ingorgo, equilibrismi inusitati. Si tratta per i Paesi mediorientali di compiacere gli Stati Uniti, di non dispiacere troppo alla Russia, e anche di tenere d'occhio i movimenti della Cina, che come sempre gode fra i litiganti. Per questo si sta svolgendo un evento senza precedenti:sono in arrivo in Israele, ospiti del ministro degli esteri Yair Lapid, il Segretario di Stato americano Anthony Blinken, e i ministri degli esteri degli Emirati Arabi, del Marocco e del Bahrain. Solo tre giorni fa Naftali Bennett, il Primo ministro israeliano ha incontrato a Sharm el Sheich Abdel Fattah al Sisi, il premier egiziano, e il principe di Abu Dabi, Mohammed bin Zayed. [...]
