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Il Giornale, 19 settembre 2011

Comincia una settimana drammatica all’Onu, l’istituzione internazionale più importante e spesso la più dannosa e confusa. Dall’Onu, poiché è nelle mani di una maggioranza automatica di stati islamici e di ex Paesi non allineati, più che soluzioni ci si possono aspettare equivoci e violazioni dei diritti umani. E così si presenta lo scontro di questa settimana: da una parte l’Autonomia Palestinese che chiede il riconoscimento unilaterale di uno Stato, cioè cancello tutto, mi disegno da solo i miei confini, risolvo io problemi bilaterali spinosissimi come i profughi e Gerusalemme, senza trattative, senza garanzie di sicurezza per Israele, senza riconoscerlo come stato del popolo ebraico, senza i precedenti dell’Onu, del quartetto, della road map; [...]

Delegitimizing Israel: the farsa of this U.N. week

Il Giornale, September 19, 2011

A dramatic week starts at the United Nations, the most important international organization and also the most damaging and confused. Since the U.N. is in the hands of an automatic majority of Islamic States and of former Non-Aligned Countries, it is always to be expected that it will create only misunderstandings and human rights violations, rather than solutions. And this is what will happen this week: on one side we have the Palestinian Authority asking for a unilateral recognition of a State. It is the incredible pretence of announcing: “I’ll cancel every previous agreement, I’ll set the boundaries, I’ll solve the extremely thorny bilateral issues such as refugees and Jerusalem, ignoring negotiations, security guarantees for Israel, all the previous decisions by the U.N. and the Quartet and with no recognition of the State of the Jewish people”. [...]

Il Tempo, 17 settembre 2011

Intervista l'On. Fiamma Nirenstein di Marino Collacciani

«La pace si fa tra nemici, una dichiarazione unilaterale non ha senso e rischia di sfociare in una violenza senza confini». Ha le idee chiare l'on. Fiamma Nirenstein e i passi dell'intervista che ci ha rilasciato sono flash, notizie a raffica che svelano piacevolmente la lunga militanza nella carta stampata, da giornalista di razza, dell'attuale vice-presidente della Commissione Esteri della Camera. [...]
Mediorientale
venerdì 16 settembre 2011 -  commenti

RIASCOLTA:

Nella rubrica "Due sguardi sul Medio Oriente" di questa settimana Massimo Bordin e Fiamma Nirenstein affrontano questi argomenti:

Dichiarazione unilatrale dello Stato palestinese: la richiesta di full membership all'Assemblea Generale dell'ONU è destinata a destabilizzare gli equilibri nell'aera del Medio Oriente. Profili molto diversi assumerebbe la stessa richiesta se presentata al Consiglio di Sicurezza dove il Presidente Obama ha già dichiarato il veto degli Stati Uniti. Ma in questo caso la vicenda si arricchirebbe di valori propagandistici in tutto il mondo arabo.

La posizione dell'Europa sulla dichiarazione unilaterale: Catherine Ashton, Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri, si sta impegnando a fondo su questo tema per evitare una spaccatura europea. Ha elaborato la porposta di rimandare la richiesta palestinese di essere riconosciuto come Stato ma di essere riconosciuto come osservatore a tutti gli effetti.

Israele: Netanyahu sarà presente in prima persona a New York, la preoccupazione è palpabile e l'esercito è in allarme. Il forte isolamento del mondo arabo (tre ambasciate sgomberate: Egitto, Turchia, Giordania) nei confronti d'Israele non ha precedenti.

Risoluzione in Commissione Esteri

La III Commissione,
premesso che:


in vista della discussione presso l’Assemblea generale dell’ONU di una risoluzione per la dichiarazione unilaterale dello Stato palestinese, appare necessario riaffermare con forza l’impegno italiano, europeo ed internazionale per una risoluzione pacifica e negoziata del conflitto tra israeliani e palestinesi, fondata sul principio di due Stati per due popoli che convivano l’uno accanto all’altro in pace e sicurezza; [...]

Il Giornale, 15 settembre 2011

Il migliore amico che ha Israele in questo momento è Hamas: il gruppo terrorista palestinese è contro la dichiarazione unilaterale di uno Stato Palestinese all’ONU. Dice chiaramente che è una perdita di tempo, dato che lo scopo autentico è la distruzione dello Stato d’Israele. Dunque, meglio investire in terroristi e missili. Abu Mazen possiamo invece definirlo un nemico esitante: gli americani (in particolare Obama) sono contrari alla dichiarazione unilaterale palestinese, gli europei tentano di evitare un gesto che rifiuta la trattativa, indispensabile premessa di pace, e che sarĂ  invece un tornado nel mondo arabo. Abu Mazen la sta facendo grossa, si sa che è confuso, ma per ora procede.  [...]

Erdogan makes up his own “Arab spring”

At this moment, Israel’s best friend seems to be Hamas: the Palestinian terrorist group is against the unilateral declaration of a Palestinian State to be discussed at the UN general Assembly soon. It openly says it is a waste of time since its real aim is the destruction of the Sate of Israel. So, for Hamas it is sincerely better to invest on terrorists and missiles, and they affirm that. On the other side, Abu Mazen can be defined as a hesitant enemy: the Americans are against the unilateral declaration of the Palestinians, while the Europeans try to avoid the rejection of the principle of negotiations. They know that a unilateral declaration will not bring to any peace and will be instead a tornado in the Arab world. But even in his confusion, Abu Mazen is going on straight fro a victory at the UN. [...]

Le Commissioni riunite Affari esteri e comunitari di Camera e Senato hanno svolto l'audizione del Ministro degli Affari esteri, Franco Frattini, sui recenti sviluppi del processo di pace in Medio Oriente.

Al minuto 15:25 puoi rivedere l'intervento dell'On. Fiamma Nirenstein.
WebTv Camera dei Deputati

L'Occidentale, 13/9/2011
intervista all'On. Fiamma Nirenstein, di Alma Pantaleo

Si è conclusa giovedì scorso la tre giorni di missione negli Stati Uniti del direttivo dell'International Council of Jewish Parliamentarians (ICJP), organizzazione che riunisce oltre 300 parlamentari ebrei da tutto il mondo, durante i quali la delegazione composta da 11 parlamentari, di diverso orientamento politico, provenienti da Canada, USA, Brasile, Australia, Italia, Costa Rica, Belgio, Ungheria, Inghilterra, Israele ha tenuto una serie di incontri all'ONU e al Congresso Americano in vista dell'imminente presentazione il 20 settembre, all'Assemblea Generale, di una risoluzione per il riconoscimento unilaterale dello Stato Palestinese. Abbiamo chiesto all’On. Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, che presiede l’ICJP, qual è stato l’esito di questo importante summit. [...]


*Nella foto: i componenti del Direttivo ICJP al Congresso Americano, dove sono stati ricevuti da 11 parlamentari americani ebrei e hanno tenuto un incontro con l'Ambasciatore Israeliano negli USA, Michael Oren
Il Giornale, 13 settembre 2011

Piazza Tahrir, che magnifica preda per Tayyip Erdogan, e a un prezzo così basso, l’odio contro Israele: dai tempi dell’impero ottomano la Turchia non si presentava sul proscenio come potenza islamica internazionale e ora dall’Egitto parte un suo tour di saluto alle primavere arabe, Egitto, Tunisia, Libia. Erdogan, e come no, ha già annunciato che il suo discorso al Cairo sarà incentrato sulla laicità e la democrazia. Ma noi sappiamo perché lo si deduce da tutte le carte, che il sottinteso è il cemento che finora ha legato Erdogan ai suoi amici e ex amici Siria e Iran. [...]

Erdogan opens his hate tour against Israel

Il Giornale, September 13, 2011

Tahrir Square, what a wonderful prey for Tayyip Erdogan and at such low price, the hatred against Israel: Turkey has not come to the stage as an international Islamic power since the time of the Ottoman Empire and now he chooses Egypt to start his tour to salute the Arab spring, moving then to Tunisia and Libya. Erdogan has indeed already announced that his speech in Cairo will focus on secularism and democracy. But we know that this is a lie: the cement that has so far connected Erdogan to his friends and former friends Syria and Iran is the hate against Israel. [...]
Il Giornale, 11 settembre 2011

Al Qaida sopravvive al suo leader e si ramifica. E la nuova "primavera araba" è un pericolo a cui non siamo preparati

Non c'è chi non sappia dove si trovava quando le Twin Towers furono colpite. Io ero a Gerusalemme, appena tornata da Durban; avevo già visto, scritto sul muro, quello che sarebbe accaduto. So esattamente dove mi trovato subito prima e durante l'attacco. Al centro dell'odio. A Durban, la conferenza dell'ONU sul razzismo che avevo coperto, si era senza vergogna trasformata in una conferenza razzista contro ebrei e americani. L'odio antioccidentale era al picco: Mughabe, Fidel Castro, Arafat, applauditi a scena aperta, predicavano la nuova religione globale delle sale del Centro Congressi e dello Stadio dove erano riunite le ONG: i giovani rincorrevano quelli identificati come ebrei e americani, maledicevano l'occidente, schiavista, oppressore, imperialista. L'Occidente doveva pagare. Le marce si svolgevano sotto manifesti e striscioni che ritraevano Bin Laden, che certo anche allora non era uno sconosciuto. Al Qaida aveva già compiuto, nel '93, l'attacco del World Trade Center, poi la Somalia, quindi Ryiad, nel '96 l'attacco alle Khobar Towers che uccise 19 americani, nel '98 le ambasciate USA in Kenia e Tanzania, 224 morti, nel 2000 la nave Cole…. Israele intanto esplodeva ovunque, era la festa delle cinture suicide. [...]
Grande successo per missione ICJP negli USA per il processo di pace, contro l'unilateralismoWashington DC, 9 settembre 2011 - Si è conclusa ieri sera la missione negli Stati Uniti del direttivo dell'International Council of Jewish Parliamentarians (ICJP), organizzazione che riunisce oltre 300 parlamentari ebrei da tutto il mondo, presieduta dall'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati. La delegazione guidata dall'On. Nirenstein e composta da 11 parlamentari, di diverso orientamento politico, provenienti da Canada, USA, Brasile, Australia, Italia, Costa Rica, Belgio, Ungheria, Inghilterra, ha tenuto dal 6 all'8 settembre una serie di incontri all'ONU e al Congresso Americano in vista dell'imminente presentazione, all'Assemblea Generale, di una risoluzione per il riconoscimento unilaterale dello Stato Palestinese. [...]

Great success for ICJP mission in the USA on  Palestinian unilateralism

Washington DC, September 9, 2011 - The  International Council of Jewish Parliamentarians (ICJP) just ended its U.S. mission in  view  of  the  imminent  submission  to  the  General Assembly  of  a  resolution  for  the  unilateral  recognition  of  the  Palestinian State. The  ICJP  is  an  organization  gathering more  than  300  Jewish  parliamentarians  from  all  over  the  world,  chaired  by Fiamma  Nirenstein  (Pdl), vice president of the Foreign Affairs Committee of the Italian Chamber of Deputies. The delegation was led by Nirenstein and formed by members of  parliament  from  different  political  parties  coming  from  Canada,  the USA, Brasil, Australia, Italy, Israel, Costa  Rica, Belgium, Hungary and Great Britain. [...]

* In the photo: the ICJP Steering Committee together with Ronald Lauder, President of the World Jewish Congress

Dal 6 all’8 settembre, l’On. Fiamma Nirenstein, nella sua qualità di Presidente dell’International Council of Jewish Parliamentarians (ICJP), sarà negli Stati Uniti per guidare la delegazione internazionale dell’ICJP che - in vista della votazione, il prossimo 20 settembre all'Assemblea Generale ONU, della risoluzione per il riconoscimento unilaterale dello Stato Palestinese – sarà ricevuta alle Nazioni Unite e al Congresso Americano. Della delegazione fanno parte i membri del direttivo dell’ICJP provenienti da Australia, Belgio, Brasile, Canada, Costa Rica, Inghilterra, Stati Uniti, Ungheria.

I lavori saranno aperti con un incontro tra i membri dell’ICJP e le rappresentanze diplomatiche all’ONU dei paesi europei. La delegazione sarà ospitata da Ronald Lauder, presidente del World Jewish Congress.

La ragione del viaggio a New York e Washington è la situazione estremamente drammatica in cui si verrebbe a trovare il processo di pace nel caso in cui l’Assemblea Generale dell’ONU dovesse votare la richiesta dei palestinesi che vanga riconosciuto uno Stato palestinese a prescindere da qualsiasi trattativa e da qualsiasi accordo con Israele. Il principio della trattativa è in generale la base di tutta la legalità internazionale ed esso verrebbe distrutto da questo precedente. Inoltre tutti i precedenti accordi tra israeliani e palestinesi e tutte le precedenti risoluzioni dell’ONU in proposito sarebbero cancellati. Tale situazione creerebbe un’estrema eccitazione nel mondo arabo tale da avere un carattere destabilizzante per tutta l’area. Per evitarlo provenendo dai quattro angoli del mondo i parlamentari dell’ICJP sono giunti negli Stati Uniti e si recheranno alle Nazioni Unite e al Congresso Americano guidati dall’On. Fiamma Nirenstein.

La delegazione presenterà la propria missione mercoledì 7 settembre nel corso di una conferenza stampa presso le Nazioni Unite. Il titolo della conferenza stampa è: “ICJP supports peace negotiations and rejects Palestinian Unilateral demands as fatal Blow to Peace”.

L'ICJP è un'organizzazione fondata nel 1992 che riunisce i parlamentari ebrei di tutto il mondo. Dall'ultimo congresso, tenutosi nel giugno scorso a Gerusalemme, l’On. Fiamma Nirenstein ne è la presidente.

Roma, 5 settembre 2011

Il Giornale, 4 settembre 2011

La Turchia caccia l’ambasciatore di Israele, annuncia che porterà il Paese alla corte dell’Aja e che farà scortare le prossime navi dirette a Gaza contro «il bullo» del Mediterraneo. La Turchia ha dei sostenitori: Hamas e la Jihad Islamica hanno dichiarato che ha fatto benissimo, e che il rapporto Palmer, le 150 pagine stilate della commissione Onu per giudicare le responsabilità nello scontro della Flotilla il 31 maggio del 2010, sono frutto di un complotto sionista. [...]

The “bullies” are the Turks that attack Israel

Il Giornale, September 4, 2011

Turkey ousts the ambassador from Israel, it states that it will take the country to the Hague court and that it will escort the next ships bound to Gaza against the “bully” of the Mediterranean. Turkey has some supporters: Hamas and the Islamic jihad have publicly voiced their support and that the Palmer report – the 150 pages drafted by the UN commission to judge the responsibilities in the Flotilla clashes on May 31 2010 - is the result of a Sionist plot. Actually Turkey is staging an ideological charade using the charges against Israel to strengthen its new political approach to power. [...]
Il Giornale, 3 settembre 2011

Se qualcuno giocherella con la Shoah, questo fa Ahmadinejad contento. Fa contento anche Nasrallah capo degli Hezbollah, fa contenta Hamas, fa contenta la jihad islamica e Al Qaeda, fa felice i neonazisti e tutti quelli che vanno a disegnare svastiche nei cimiteri ebraici. Decidere come ha fatto la Francia che la parola «Shoah» non si può più usare nei libri di testo, sparare errori storici sul numero dei prigionieri tedeschi uccisi per compararlo ai sei milioni di ebrei sterminati, come ha fatto Günter Grass, sono giuochi da salotto che oltre a essere cretini, dato che la storia della Shoah è un masso inamovibile e un testo trasparente per la coscienza e la conoscenza di chi ce l’ha, hanno ormai un significato politico evidente. Giocare con la Shoah, annettersi in un modo o nell’altro all’ormai grande vecchio carrozzone della sua negazione, è la maggiore arma oggi in uso per distruggere gli ebrei e Israele. Insomma, è un’arma antisemita. [...]

Those who touch the word “Shoah” attack Israel

Il Giornale, September 3, 2011

Playing with the word Shoah will make Ahmadinejad happy. This pleases Nasrallah, the head of the Hezbollah, Hamas, the Islamic jihad and Al Qaeda. It makes neo-Nazis happy and all those who draw svastikas om Jewish cemetries. Blatantly reporting historical errors in text books on the number of German prisoners killed to compare it to the six million Jews exterminated, as did GĂĽnter Grass, is a parlour game that is first of all stupid. In fact, the Shoah is an unmovable rock and a transparent text for the conscience and the knowledge of those who are aware of it. But it also has an evident political meaning. Playing with the Shoah, jumping in a way or another on the old bandwagon of its denial, is the most frequently used weapon to destroy Israel and the Jews. In sum, it is an anti-Semitic weapon. [...]
Mediorientale
venerdì 2 settembre 2011 -  commenti

Nella rubrica "Due sguardi sul Medio Oriente" di questa settimana Massimo Bordin e Fiamma Nirenstein affrontano questi argomenti:

Egitto: sono sempre più evidenti le luci e le ombre della Primavera Araba. Prova ne è l’intenzione di richiedere la revisione del trattato di pace tra Egitto ed Israele nel senso di una maggiore presenza delle forze armate egiziane nel Sinai.

Turchia: è stato pubblicato il rapporto ONU della Commissione Palmer – commissione presieduta dall’ex primo ministro neozelandese in cui erano presenti in maniera paritetica rappresentanti di Israele e della Turchia – sulla vicenda della flottiglia 2010. Il rapporto addossa delle colpe ad Ankara e rimprovera l’eccessiva reazione dell’esercito israeliano, ma non nega il diritto di difesa di Israele. Da ciò si desume che Israele non debba scusarsi ma continuare a esprimere il suo convinto rincrescimento. E’ del tutto inopportuna la reazione della Turchia che continua a pretendere scuse ufficiali e minaccia di troncare i rapporti diplomatici tra Turchia e Israele.

Siria: l’accerchiamento internazionale per il violento e sanguinoso governo di Bashar al-Asad è stato evidenziato dall’atteggiamento dell’Iran che seppur in maniera ancora cauta ma nuova si è espresso per una risoluzione pacifica del conflitto siriano.

Cosa rimane di quel giorno che, dimostrando la vulnerabilità degli Stati Uniti, ha cambiato il mondo? L’attacco alle Twin Towers ha spinto l’Occidente a intervenire per stanare le centrali del terrorismo mondiale, con gli interventi in Iraq e Afghanistan. Ora che Osama Bin Laden è stato ucciso, si può dire che la lotta al terrorismo islamico sia vinta? Possiamo sentirci sicuri? E il Mullah Omar che ruolo recita? E ancora, è giusto ipotizzare il ritiro delle truppe Nato dall’Afghanistan?

Riascolta il dibattito di Cortina InConTra del 26 Agosto tra Fiamma Nirenstein, giornalista scrittrice e Vice Presidente della Commissione Esteri della Camara dei Deputati, Antonio Capranica, giornalista e corrispondente Rai da Londra, Letizia Leviti, giornalista e inviata di Sky Tg24, Enrico Cisnetto, giornalista e ideatore di "Cortina InConTra", Carlo Jean, epserto dtrategia militare e geopolitica, Andrea Angeli, giĂ  portavoce Onu in Afghanistan, Monica Maggioni, conduttrice Speciale Tg1 Rai.

http://www.radioradicale.it/scheda/333729/cortina-incontra-2011-11-settembre-dieci-anni-dopo 
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