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Il Giornale, 06 maggio 2014

Se volete capire cos'è Israele, guardate al passaggio fra ieri il giorno del ricordo di 23.169 soldati uccisi nelle guerre dal '48 in poi, più i 10mila uccisi in attentati terroristi, e ieri sera, quando comincia Yom Azmaut, il 66esimo Giorno dell'Indipendenza: un'esplosione di canti, fuochi, felicità però mista alla gratitudine per quei ragazzi il cui il futuro è solo nei sogni di loro cari.

Mediorientale
lunedì 5 maggio 2014 -  commenti

RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Questi gli argomenti della puntata settimanale de Il Medioriente visto da Gerusalemme: Israele oggi ricorda i soldati caduti e le vittime di terrorismo, alle 11:00 in punto le sirene sono risuonate in tutto il Paese e gli israeliani hanno interrotto le loro attività per due minuti nell'ambito delle celebrazioni della Giornata del ricordo; sempre da Israele, dopo una panoramica sulla crescita demografica, culturale, del melting pot, della tecnologia e di ogni area del pensiero dello Stato ebraico dalla sua fondazione, altredue notizie: la prima su una rivolta interna all'IDF dopo che un soldato è stato accusato di puntare la pistola contro un giovane palestinese mentre la seconda riguarda gli episodi di estremismo di alcuni gruppi israeliani. Lasciato Israele si continua poi a parlare dell'accordo tra Hamas ed Al Fatah e di un possibile nuovo incontro in Qatar delle due fazioni palestinesi, per poi concludere con l'Arabia Saudita, teatro di una recente parata militare per mostrare nuovi missili balistici (made in China), e con due notizie arriavate dall'Iran dove Whatsapp è stato messo al bando mentre un nuovo report denuncia la diffusione del terrorismo nel mondo finanziata dal regime degli Ayatollah.

Il Giornale, 04 maggio 2014

Dopo le lacrime di papa Francesco sulle foto dei crocifissi di Raqqa, ieri vibrava nell'aria la paura dell'uomo che ha consegnato al mondo le foto-testimonianza dell'orrore siriano. Si chiama Abu Ibrahim Alraquaoui: ne scriviamo il nome coll'ammirazione dovuta agli eroi. I predicatori dell'Isi, l'organizzazione sconfessata per i suoi metodi da Al Qaeda stessa, ha raccontato Alraquaoui, promettono denaro contro informazioni per la sua cattura.[...]

Shalom.it, maggio 2014

Dunque, celebriamo insieme il 66esimo compleanno di Israele. Dice sul suo tweet Saud Bakheet, columnist di un giornale saudita, che, a differenza degli arabi "gli ebrei aiutano a creare la civiltà, non si limitano a consumarla". E aggiunge: "La cultura (tecnologica) che usiamo per comunicare, gli apparecchi per l'aria condizionata che ci consentono di dormire, gli ospedali in cui veniamo curati, i tetti di cemento sotto i quali preghiamo… è tutta cultura degli ebrei e dei crociati".[...]

Il Giornale, 29 aprile 2014

Più che aiutare la lotta contro l'islamismo estremo di cui la Fratellanza Musulmana è certamente il più importante esponente, condanne come quella che ieri ha emanato un tribunale egiziano a Minya danneggiano ogni possibilità di batterlo con un atteggiamento civile e legale, e mostrano il Medio Oriente come quella folle polveriera in cui la stabilità il buon senso sono ormai un'opzione impossibile. Ieri un giudice egiziano ha condannato a morte, tutti insieme, 687 imputati ritenuti sostenitori della parte dell'ex presidente e adepto della Fratellanza Mohammed Morsi, cacciato nel luglio scorso dopo una serie di mosse estremiste e errori marchiani.[...]

Il Giornale, 28 aprile 2014

Gerusalemme. Che un leader arabo importante come il presidente palestinese Abu Mazen dica che "ciò che è accaduti agli ebrei con l'Olocausto "è stato il peggior crimine contro l'umanità di tutta la storia moderna" è molto importante. Che lo affermi pubblicamente di fronte al suo popolo stupefatto nella sera di inizio del Giorno della Memoria, in cui Israele è chino sui suoi sei milioni di assassinati dai nazisti, è ancora più importante. Per l'Islam moderno il negazionismo è istintivo, naturale: il meccanismo è quello di pensare,o pretendere di pensare, che gli ebrei si sono inventati la Shoah come scusa per fondare lo Stato d'Israele.[...]

Il Giornale, 28 aprile 2014

Khaled Abu Toameh è un giornalista puro. Nato a Tulkarem nel 1963, musulmano, vive a Gerusalemme. Da trent'anni ha scelto la verità più scomoda. Oggi scrive su giornali e website arabi, israeliani, americani, il Wall Street Journal ospita le sue colonne, ma nel passato ha pagato cara la sua battaglia per la libertà di opinione dei giornalisti palestinesi. E' "distinguished fellow" del Gatestone Institute di New York. Riceve una quantità di premi giornalistici e di minacce.

Khaled, perchè Abu Mazen dopo gli ultimi nove mesi di trattative ha deciso di lasciare il suo ruolo di moderato e di fare un accordo con Hamas?

"Per ora si tratta soltanto di strette di mano, baci e abbracci. Ma Abu Mazen porterà Hamas a Ramallah, o Hamas lascerà entrare Fatah a Gaza? I due hanno visto scorrere molto sangue, Abu Mazen ha arrestato migliaia di membri di Hamas, Hamas vede Fatah come un nido di traditori".[...]

Il Giornale, 27 aprile 2014

Gerusalemme. Domani alle dieci suonerà la sirena in ogni remoto angolo di Israele. Le auto si fermeranno, giovani e vecchi, uomini, donne e ragazzini scenderanno, e sull'attenti aspetteranno che il suono diventi roco e si spenga. Ai semafori, sui marciapiedi, nei negozi la vita si bloccherà, e il popolo ebraico prenderà idealmente per mano le sue nonne e bisnonne, i suoi genitori e fratelli uccisi nella Shoah. E i bambini di tre o quattro anni guarderanno senza capire.[...]

Mediorientale
venerdì 25 aprile 2014 -  commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin




Durante la maggior parte della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme è stata analizzata la recente notizia del riavvicinamento tra Al Fatah e Hamas, per poi parlare di alcune news, che arrivano da Francia e Inghilterra, relative alla fratellanza musulmana e alla minaccia jihadista e concludere con un rapido aggiornamento sulle elezioni presidenziali libanesi.

YNET, 23 aprile, 2014

Pubblicato durante le festività pasquali in vista del conferimento del Premio Genesis

Quando ero piccola, subito la libertà mi si disegnò come un fine indispensabile. Era una grande ondata che si avventata sulla mia vita. Era spumosa, alta, il più grande fra i doveri, il maggiore fra i piaceri. Non era contemplativa la mia libertà, non si poteva solo godersela, si doveva nuotare: per averla bisognava essere determinati come la mia mamma, forti come mio padre, furbi e dolci come la nonna. Bisognava evitare il male: come quando io e mia sorella per evitare l'iniezione del vaccino fuggimmo da casa di fronte al medico che brandiva la siringa. Bisognava osare di essere se stessi: come quando comunicai alla mia maestra delle elementari che volevo leggere in classe una mia poesia; o quando detti uno spintone a Vivetta (chi può dimenticare il suo nome) che a sette anni mi chiese se gli ebrei avevano la coda; da adolescenti, mi sembrò di dover chiedere al mio ragazzo se, insomma, mi amava, pessima idea; e al giornale, più avanti, devi dire "vado io" e partire nel mezzo della notte per una guerra del tutto sconosciuta.[...]

Il Giornale, 24 aprile 2014

Le quinte del dramma Medio Orientale sono logore e rosse di sangue, ma non importa: siamo all'ennesima replica. Ieri Abu Mazen e Ismail Haniyeh, i leader di Fatah e di Hamas hanno annunciato fra esplosioni di gioia popolare, di essere pronti a unificare il popolo palestinese in un governo di coalizione. Da subito sarà "tecnico", e fra sei mesi elettivo, e cinque settimane dopo Hamas e la Jihad Islamica entreranno tutti a far parte dell'OLP. Questo significherà una radicalizzazione di tutti i palestinesi? La vittoria di Hamas su Abu Mazen, che molti prevedono?[...]

Il Giornale, 23 aprile 2014

Ogni giorno un nuovo titolo ci garantisce che i colloqui con l'Iran sulle sue strutture atomiche vanno non bene, benissimo. E' formidabile la notizia di ieri che le parti si incontreranno a New York, mai successo prima, nelle giornate fra il 5 e il 9 maggio. Si parla anche di un accordo a breve sul reattore ad acqua pesante di Arak. L'agenzia degli Studenti Iraniani cita il negoziatore Abbas Araghchi che annuncia che i negoziati vi saranno tenuti a lato di un incontro sul Trattato di Non Proliferazione.[...]

Il Giornale, 20 aprile 2014

Ci sembra di saperle già tutto, di dover ormai solo un piccolo sospiro agli attacchi antisemiti poveraccisti di Beppe Grillo, una dolorosa contrazione al petto per gli omicidi del Ku Klux Klan in Kansas, un mal di testa per quello che capita in Ungheria, un singhiozzo per il negozio di memorabilia hitleriane aperto a Londra. L'antisemitismo quasi non passa più sui giornali, stufa, ce n'è talmente tanto, l'Europa mostra d nuovo la sua piaga, la sua vergogna essenziale con l'aiuto dell'immigrazione musulmana. Ciò crea in un ebreo, posso testimoniare, uno stato di nausea permanente, conosco molti che faranno le valige con dolore e disprezzo. [...]

Il Giornale, 20 aprile 2014

Gerusalemme.
A migliaia, nel vento di chamsin che non lascia respirare, si asserragliano davanti alle sette porte di pietra di Gerusalemme come assetati. Ma la Porta di Giaffa, la più vicina al Santo Sepolcro, è del tutto bloccata: la polizia non lascia entrare finché non si crea un po' di spazio nei vicoli, la Città Santa è un autobus verso il Paradiso ormai troppo pieno:nel giorno che precede la Pasqua arriveranno a toccare la pietra liscia su cui giacque il corpo di Cristo solo quelli che si sono svegliati presto. [...]

Mediorientale
venerdì 18 aprile 2014 -  commenti

RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Appena rientrata a Gerusalemme Fiamma Nirenstein offre un'analisi sullo sviluppo dei colloqui tra israeliani e palestinesi, sulle novità sul caso Pollard -molto ammalato!-, per poi passare a parlare di Algeria, fresca di elezioni, e della situazione Giordania, da dove c'è un via vai di jihadisti calamitati dalla guerra siriana (alcuni dei quali foraggiati da Ankara), e della lotta contro lo jihadismo da parte del governo hashemita, per poi concldere con due notizie che ci arrivano dalla Thailandia -una delle quali legata alle attività di Hezbollah- e dalla Cina.

 

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