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martedì 26 maggio 2015, ore 01:11 , utenti connessi :
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Shalom, gennaio 2015

Dobbiamo ammettere con dispiacere che se una sola foto dovesse mostrare l’immagine più importante, più sofferta e significativa di quest’anno, essa sarebbe quella della decapitazione del giornalista americano James Foley. Il camicione color arancio, il suo viso contratto, il mostro incappucciato poi risultato essere un disk jockey di Londra che ha aderito all’Isis e che con accento britannico spiega che la testa di Foley è necessaria all’acquisizione del sommo fra tutti gli scopi del genere umano, il Califfato Islamico, e che la colpa della morte (e che morte) di Foley è tutta colpa nostra perché tormentiamo e perseguitiamo i depositari dell’unica verità per cui valga la pena di vivere e vincere. Non sono le immagini di un fatto di cronaca ma il punto di svolta del terrorismo islamico, il segnale che ciò che abbiamo di fronte è una battaglia senza quartiere contro un pericolo molto più serio che nel passato, peggiore di quello già terribile inflittoci da Al Qaeda, comparabile a quello che ci propone l’Iran sulla strada della bomba atomica. Il terrorismo dell’Isis è molto pericoloso, quanto lo è il rischio nucleare Iraniano. Perché l’Isis è peggiore di Al Qaeda?[...]
Il Giornale, 30 dicembre 2014

"Ho visto per la prima volta i corpi degli infedeli uccisi e ah ah ah quanto ho riso, quanto piacere"; "Cameron, Obama, voi e i vostri Paesi sarete sono i nostri talloni, il vostro sangue sarà versato dai nostri cuccioli"… Su internet le chat delle "sorelle" che sono state reclutate dall'ISIS sono puri luoghi di perversione, una sorta di sfogo alla rovescia della violenza islamista subita nei secoli, dialoghi fra creature terrorizzate trasformatisi in mostri alla ricerca della parità nella crudeltà. L' ISIS fa tre cose per le donne: stupra, uccide, rende schiave quelle che, appartenenti alle schiere nemiche, hanno la sventura di cadere nelle sue mani; irretisce fanciulle in Occidente con i suoi siti e la propaganda diretta nelle moschee, finché acquistano un biglietto per la Turchia e da là passano in Siria.[...]
Il Giornale, 27 dicembre 2014

Tululu: si chiama così in curdo, la notte il villaggio occupato dall'ISIS lo sente e trema, è l'urlo di guerra delle donne, il gorgheggio, la nota di disprezzo che le guerriere curde di notte lanciano come animali da preda verso gli uomini dell'ISIS nei villaggi fra la Siria e l'Iraq dove il confine non esiste più e esiste solo invece l'orma sanguinolenta dello Stato Islamico, che ha decapitato, ucciso col colpo alla nuca a migliaia, infilzato sulle picche le teste dei bambini[...]
Terrorismo? Hollande finge che non ci sia
martedì 23 dicembre 2014 -  commenti
Il Giornale, 23 dicembre 2014

Due attentati al grido di Allah hu Akbar, e il secondo anche nel nome dei "bambini palestinesi" forse sono opera di squilibrati come predicano ora le voci politically correct: ma sono balordi che appartengono alla famiglia dello squilibrato di Sideny, dei due matti canadesi, tutti assassini, un club invisibile che ha in comune una fissazione islamista e l'adesione a quel disgustoso universo fantasmatico che ci inonda di stragi di innocenti infedeli, teste tagliate, bambini a pezzi.[...]
Mediorientale
lunedì 22 dicembre 2014 -  commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Israele in piena campagna elettorale; i pessimi rapporti con l'Unione europea -dopo i riconoscimenti unilaterali di uno Stato palestinese e la dimissione di Hamas dalle liste terroristiche; il conflitto interno all'ANP, e il profilo dei tre sfidanti di Abu Mazen; questi i principali argomenti della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme, per continuare con notizie che arrivano dall'Arabia Saudita, dalla Tunisia e dal fronte curdo nella guerra contro l'IS.
Il Giornale, 18 dicembre 2014

Bell'idea davvero, mentre piangiamo la tragedia di Peshawar in Pakistan e ci fa tremare l'attacco di Sidney; mentre i talebani, ISIS, Boko Haram, Hezbollah, Hamas stessa sono attivi in tutto il mondo; bell'idea quella della Corte Generale dell'Unione Europea che per "motivi procedurali" ha tolto Hamas dalla lista delle organizzazioni terroristiche donando una giornata trionfale alla isterica nevrosi anti-israeliana dell'Europa. "Questo è un esempio dell'ipocrisia dell'Europa che sembra non ricordarsi di che cosa ha fatto a 6 milioni di ebrei" ha commentato duro Benjamin Netanyahu.[...]
Il Giornale, 13 dicembre 2014

A Peshawar, in Pakistan, al grido di "Allah è grande", i talebani hanno ucciso in una scuola 141 persone, per la grande maggioranza bambini. Non c'è nulla per un uomo o una donna del nostro mondo che sia più comunicativo della parola "bambino": significa amore , protezione, dovere. L'adorazione del Bambin Gesù è un luogo basilare della cultura occidentale, la nostra arte, la nostra letteratura sono popolate da sguardi infantili. Anche da noi avvengono episodi terribili contro l'infanzia, ma si tratta di bestemmie imperdonabili. Giusto Hitler mandò i bambini tedeschi a morire in divisa. Qui la divisa non c'è, ma nel mondo islamista c'è invece una disponibilità a uccidere in massa i bambini e anche a utilizzarli come armi letali. Per i talebani, gli iraniani, l'ISIS, per sciiti e sunniti estremisti non c'è niente di importante quanto la vittoria finale dell'Islam, e l'enorme numero di bambini si presenta come un'assurda svalutazione del loro valore.[...]
Il Giornale, 16 dicembre 2014

C'è ormai nel mondo un club invisibile fino al momento in cui il ghiribizzo islamista afferra il cervello, si libera la sotterranea sete di vendetta contro il fantasma di un mondo occidentale persecutorio e dominatore; allora a Sidney, a Londra, a Roma, chi pensa di aver sofferto un'ingiustizia da parte del mondo ebraico-cristiano può cercare un'arma e una bandiera nera su cui scrivere "non c'è nessun altro Dio fuori di Allah e Maometto è il suo Profeta" (la professione di fede propria di tutti i credenti dell'Islam e trasformata in uno slogan politico da Al Qaeda) e aprire la sua guerra personale sull'onda di Isis, Al Qaeda, Jabat al Nusra... Insomma, di una delle organizzazioni che ogni giorno ci offrono lo spettacolo in cinemascope del taglio delle teste, dello stupro collettivo delle schiave sessuali, dell'odio etnico, della strage di massa, dell'infanticidio. La tv, il video, internet garantiscono l'efficacia della guerra islamista; ipnotizzano.[...]
Il Giornale, 13 dicembre 2014

Gerusalemme. Ecco una nuova idea per l'Isis e gli altri terroristi: attaccare con l'acido. La Strada delle Gallerie che costeggia Betlemme e connette Gerusalemme ai villaggi circostanti nei territori e dentro la Linea Verde, ieri è stata testimone del primo attacco chimico. E' accaduto verso l’una del pomeriggio. Un'altra ispirazione rabbiosa dopo che in 11 attacchi dal 27 ottobre, quando furono travolte alla fermata del tram una neonata e una ragazza, sono stati trucidati 24 passanti. Ieri un terrorista palestinese ha gettato acido su sette israeliani, fra cui una madre con le sue tre figlie e una delle nipotine. Altri due passanti sono stati feriti.[...]
Mediorientale
mercoledì 10 dicembre 2014 -  commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



L'argomento principale di questa puntata de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme è lo scioglimento del Parlamento israeliano dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha destituito Yair Lapid, ministro delle Finanze e il ministro della Giustizia Tzipi Livni. Dalla politica interna dello Stato ebraico si è passati a parlare del recente raid aereo dell'aviazione israeliana contro l'aeroporto internazionale di Damasco, di Iraq, di curdi, per poi concludere con alcune interessanti notizie sulla leadership palestinese.
Il Giornale, 09 dicembre 2014

Gerusalemme
. L'attacco aereo israeliano (mai confermato) di domenica è avvenuto nella piena luce del giorno. I sei velivoli da guerra dell'esercito hanno lasciato che il loro rombo e le dieci esplosioni causate dal bombardamento dei siti stipati di armi letali dirette agli Hezbollah, si sentissero bene. I due siti sono lontani fra di loro, uno vicino all'aeroporto di Damasco, e l'altro presso Dimas, verso il confine libanese. L'aeroporto è in genere la meta delle armi iraniane o russe destinate agli Hezbollah. Potrebbe aver innescato l'azione l'arrivo di missili particolarmente potenti e pericolosi, come accadde quando Israele attaccò il trasporto di febbraio e prima quello del maggio 2013. Fu in quel maggio che i missili Fateh 110 arrivarono in aereo dall'Iran e la notte successiva un sito di stoccaggio presso il confine libanese fu distrutto.[...]
Il Giornale, 06 dicembre 2014


È una pulsione, una necessità, scavalca ogni stereotipo italiano, la mamma, il cibo e il campanile che ci piacciono tanto: i giovani ebrei della comunità italiana più che mai nel passato, prendono un volo El-Al per Tel Aviv, salgono al primo piano dell'aereoporto, ufficio accoglienza, con le carte che provano la loro origine di provenienza e fanno l' aliah. Richiedono cioè sul posto la cittadinanaza israeliana che secondo la legge del ritorno per cui ogni ebreo deve avere ormai una patria sicura, hanno diritto a ricevere. Il 2014 registrerà il numero più alto di ebrei immigrati in Israele dall'Italia negli ultimi 40 anni: fino allo scorso ottobre si sono avuti 300 nuovi immigrati, un numero notevole se si pensa che rappresenta circa l'uno per cento della minuscola comunità che vive in Italia.[...]
Il Giornale, 28 novembre 2014

Ci sono tre ragioni per cui è sbagliato pensare che il poliziotto Darren Wilson avrebbe dovuto essere accusato di omicidio e consegnato alla giustizia dal Gran Giurì, che invece l'ha prosciolto. Forse la polizia americana ha il grilletto facile, e le dinamiche criminali conducono a tiro più ragazzi neri che ragazzi bianchi. Ma il Gran Giurì non ha voluto difendere un eventuale pregiudizio razziale, come urlano i manifestanti black block con le maschere candide, ennesimo paradosso dell'era Obama, il primo presidente nero d'America. [...]
Il Giornale, 25 novembre 2014

Chuck Hagel non era fatto per durare, uno straniero alla Casa Bianca da quando è diventato ministro della Difesa: paradossi della politica, è stato lui il capro espiatorio, della sconfitta di Obama alle elezioni di mezzo termine. Per dare un segnale di sveglia e di efficienza di fronte alla nuova guerra al terrore e alla sfida di Ebola, Obama ha fatto fuori proprio lui, il controverso ministro della Difesa repubblicano, ovvero del partito avverso al suo, nel periodo in cui il valore militare del Paese a stelle e strisce viene di nuovo chiamato in causa dalla guerra all'Isis e dal terremoto mediorientale. E' come se l'amministrazione avesse voluto dire al Paese: ok, ci siamo resi conto che la sfida attuale ha bisogno di veri leader che la raccolgano.[...]
A Berkeley vietato fumare ok decapitare
venerdì 21 novembre 2014 -  commenti
Il Giornale, 21 novembre 2014

Berkeley, California, immagine dorata dell'anima intellettuale dell'America, quanti film, quanti sogni sono stati alimentati dal suo campus popolato di ragazzi per cui solo il cielo è il limite. Ma se guardiamo un video realizzato per Fox News da Ami Horowitz si capisce che anche chi studia può essere un cretino: è un storia di due bandiere. Ami dispiega sul campus la bandiera nera dell'ISIS in nome della quale parecchi americani sono stati decapitati, la sventola a lungo e grida: "Voi non capite l'ISIS, la colpa è vostra, l'imperialismo americano ci perseguita, noi vogliamo solo il nostro Stato, solo i killer americani devono essere biasimati…".[...]
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