*
*
mercoledì 1 luglio 2015, ore 13:53 , utenti connessi :
Appuntamenti Appuntamenti
  Home page    I libri    Biografia    Video    English    Mailing List
Mediorientale
lunedì 29 giugno 2015 -  commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica con Massimo Bordin "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana
Il Giornale, 27 giugno 2015


Il terrorismo è il nostro maggior campo di battaglia, il problema bellico più importante del nostro tempo. E ieri ha sferrato un attacco inusitato, prova che il conflitto innescato dalle primavere arabe fra sunniti e sciiti si è tradotto letteralmente in un esercito di invasati che ci invade con la sua crudeltà senza precedenti, che ci risulta inafferrabile per l'imprevedibilità delle sue continue stragi di innocenti. La terribile pervasività del terrore islamista durante la giornata di ieri, la sua , tende, innanzitutto, a diffondere un'immagine di onnipotenza, che minaccia chiunque si opponga al piano del califfato universale: gli attacchi di ieri ci ripetono quello che già da tempo la carta geografica ormai tutta macchiata di sangue dovuto al terrorismo islamico ci dice. Ovvero: per te non c'è nascondiglio, se sei contro di me sei potenzialmente un morto che cammina. Se si dovesse scoprire nelle prossime ore che una regia unica ha messo in moto ieri gli attentati di Lione, del Kuwait, della spiaggia di Sousse in Tunisia, forse finalmente cominceremo a capire che siamo in guerra, e che questa guerra viene condotta da una galassia di gruppi che in Medio Oriente e in Europa riconoscono un capo, Abu Bakr Al Baghdadi, o comunque una struttura verticale.[...]
Il Giornale, 23 giugno 2015

Che l'ONU , e ancor più il suo Consiglio per i Diritti Umani (UNHRC) condanni Israele è talmente ovvio: è come la notizia del cane che morde un uomo. La "fissazione", come ha detto Netanyahu, è evidente dalle percentuali abnormi: fra il 2006 e il 2013 è stata condannata 45 volte, lo stesso numero di tutti gli altri 192 membri Stati tutti insieme. Ma stavolta l'ONU ha cercato di fare il furbo e di offrire in pasto all'opinione pubblica anche l'uomo che morde un cane: la notizia infatti è che (ambedue secondo l'UNHRC) Israele e Hamas, l'organizzazione terroristica padrone di Gaza, "possono aver commesso crimini di guerra" durante il conflitto dell'estate scorsa: questa è la conclusione cui giunge un rapporto di 50 pagine che mette sullo stesso piano un Paese democratico con un esercito dal codice morale inflessibile, e un'organizzazione terrorista che usa le cinture esplosive e uccide i "collaborazionisti" per strada col colpo alla nuca, e che prevede lo sterminio degli ebrei nella sua Carta.[...]
Il Giornale, 21 giugno 2015

No, non è esagerato Benjamin Netanyahu quando dichiara che l'attacco del BDS a Israele è simile a quello dei nazisti agli ebrei subito prima di Hitler. E' così, anche se non hanno gli stivali o la divisa i protagonisti del "boicottaggio e disinvestimento" antisraeliano. Ci sono fra loro gli studenti e i professori di Londra che votano democraticamente per chiudere ogni contatto con le università israeliane; c'è la ditta di telefonia Orange che dichiara "se potesse lascerebbe Israele domani" (poi si è dovuta scusare); c'è la Fifa che poi all'ultimo momento si è tirata indietro ma che su richiesta del terrorista Jibril Rajoub, capo dello sport palestinese, stava per escludere Israele da tutti i campi di calcio; ci sono 16 ministri degli Esteri con una lettera alla Mogherini per chiederle che i prodotti dell'West Bank siano etichettati così da mettergli una specie di stella gialla; c'è l'ONU il cui "Comitato per le ONG" ha appena conferito il distintivo dell'organizzazione al "Palestinian Return Center" che è in pratica la rappresentanza di Hamas, mentre ha escluso Zaka, volontari santi che raccolgono i resti degli uccisi negli attentati; sempre l'ONU che ha evitato solo di striscio, dopo pressanti richieste, di mettere Israele con Boko Haram e l'Isis, fra i soggetti che uccidono i bambini; e Ban Ki-moon che negando il diritto di Israele a difendersi lo biasima per l'intervento a Gaza; ci sono attori e musicisti che escludono Israele dai teatri, irresponsabili gruppi di scienziati che non vogliono contatti con le ricerche d'Israele che ci possono salvare dal cancro e dall'Alzheimer; o di ricercatori di high tech che sanno benissimo che senza Israele non saremmo arrivati ai livelli d'oggi eppure la respingono. Nei campus universitari americani e europei ogni minuto si svolge una settimana in cui si spargono le più inverosimili menzogne, accuse di apartheid,di pulizia etnica… Mentre gli arabi israeliani che sono un quinto della popolazione sono i più liberi, i più integrati (anche alla Knesset), i più sicuri di tutto il Medio Oriente.[...]
Mediorientale
venerdì 19 giugno 2015 -  commenti
Cari amici,

cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica con Massimo Bordin "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana

Poche parole, troppo poche, per ricordare l'aspetto civile e politico di un grande della musica italiana. Grande anche fuori dai nostri confini, in Israele, per esempio, dove di recò nel 1936 (1936 !) per l'inaugurazione della Filarmonica, destinata poi a diventare una delle orchestre più famose del mondo. A Bologna furono i fascisti a schiaffeggiarlo, naturalmente nessuno di loro, tutti ben conosciuti, pagò mai per quella aggressione, anzi. Per la gioia nostra e di chi legge IC, riprendiamo, dopo la breve della Stampa, un magnifico articolo di Fiamma Nirenstein, scritto nel gennaio 1997, che racconta la storia della Filarmonica di Israele. (Tratto da Informazione Corretta)

L'orchestra nasceva nel 1936 a Tel Aviv. C'era una volta un celebre violinista ebreo polacco di nome Bronislav Hubermann, piccolo, religioso ma senza barba, rotondo e infantile nei tratti. Un giorno, dopo molto pensare, mise il suo violino nella custodia, lo lasciò a Varsavia e cominciò un lungo viaggio dall'uno all'altro dei musicisti più prestigiosi dell'epoca. I violinisti e i pianisti erano quasi tutti ebrei e Hubermann disse loro: sto per imbarcarmi per la Palestina poiché ho la sensazione che qualcosa di grande, di davvero terribile stia per travolgere gli ebrei d'Europa. Chi se la sente venga con me a creare l'Orchestra Ebraica di Palestina (c'era ancora il mandato britannico, che sarebbe durato quasi dodici anni da quel momento) e salverà così , insieme alla sua musica, se stesso. Chi non gli credette rimase in Europa, morì nei campi di concentramento.[...]
L’antisemitismo avanza mascherato
giovedì 11 giugno 2015 -  commenti
Il Giornale, 11 giugno 2015

C'è una piazza ad Amsterdam dove, per tradizione, si mostrano in un riquadro le idee più smart, più moderne, quelle che diventano la moda del giorno, che si tratti di diritti degli animali o di cambio climatico o di rivoluzione permanente. Chi non la conosce? È piazza Dam. Bene in questi giorni la gran moda è una ripugnante raffigurazione di Israele, in cui si vede il Primo Ministro Benjamin Netanyahu con i denti da Dracula da cui cola il sangue di un bambino palestinese ucciso mentre lui, tutto soddisfatto, inalbera una scritta sulla fronte "I can't get enough". Non mi basta mai. Il sangue dei palestinesi, naturalmente.[...]
Il Giornale, 06 giugno 2015

Era un tipo duro e tiglioso, e anche se era un cristiano caldeo, la sua fede era diventata un aggettivo giornalistico rispetto alla enorme devozione dedicata al suo capo, Saddam Hussein. Era molto ambizioso e capace di gesti terribili, anche se col sigaro e i baffi e i grandi occhiali sembrava Groucho Marx.Chi non se lo ricorda Tarek Aziz, il cui nome era una arabizzazione rispetto all'originario Mikhail Yuhanna, tracotante e impettito durante la guerra del Golfo fino alla resa che lui stesso dichiarò nel 2003, morto ieri all'età di 79 anni per un attacco cardiaco dopo un mungo periodo in ospedale.[...]
Mediorientale
venerdì 5 giugno 2015 -  commenti
Cari amici, cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica con Massimo Bordin "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme"  di questa settimana 





Anche questa mattina sento a Galei Zahal, poco dopo le notizie che riguardano un ennesimo attacco missilistico da Gaza a Israele, che l’ambasciatore americano a Gerusalemme ripete la bizzarra tesi enunciata con insistenza da Obama: poiché non c’è trattativa, ci sembra difficile seguitare a difendere Israele nelle istanze internazionali. Leggi, non vogliamo più bloccare l’ONU dal riconoscimento di uno Stato palestinese nei confini del ‘67.[...]
Moked, 03 giugno 2015

Quattro le liste che concorreranno alle prossime elezioni della Comunità ebraica romana, in programma domenica 14 giugno. In ordine cronologico di presentazione “Per Israele” (candidata presidente Ruth Dureghello); “Menorah” (candidato presidente Maurizio Tagliacozzo), “Binah-Cer posto per tutti” (candidata presidente Claudia Fellus) e “Israele siamo noi” (candidata presidente Fiamma Nirenstein). Abbiamo chiesto ai quattro candidati di presentarsi e di presentare la loro squadra, le loro aspettative, i loro progetti, la loro aspirazione di conquistare la fiducia degli elettori. Rispettando l’ordine cronologico, concludiamo oggi con Fiamma Nirenstein.[...]
Mohammed Badie, il capo spirituale della Fratellanza Musulmana di cui anche il presidente turco Erdogan è membro e guida, ha dichiarato che è tempo per tutto l’Islam di unirsi sotto una sola guida per riconquistare Gerusalemme con la jihad. Nel contempo Erdogan seguito dal Primo Ministro turco Davutoğlu ha detto più o meno la stessa cosa, sostenendo che Gerusalemme appartiene ai musulmani e candidandosi ad essere quella guida di cui parla Badie.

Purtroppo non è strano che Erdogan conti il tempo solo dal 700 dopo Cristo, o più ancora dalla conquista ottomana di Gerusalemme[...]



                                                                                                                                                                                                                                                            


Lunedì 1 giugno 2015, ore 18.00Palazzo Vecchio – Salone dei Cinquecento, sarà presentato il documentario del regista Isaac Hertz  “One Rock Three Religions” sulla città di Gerusalemme.

Seguirà un dibattito con Valentina Castellani-produttore del film – Isaac Hertz, regista, Fiamma Nirenstein- giornalista e autrice, Bobby Sager- Presidente della Polaroid e attivista di YPO International, Dick Simon – YPO-Peace Action Network, Activist, fondatrice kNOw THEM Initiative. Parteciperanno anche il Rabbino Joseph Levi, l’Imam Izzedin Elzir, e il Cardinale di Firenze Giuseppe Betori.

L’evento è realizzato da Quinn Studios e dal Centro Unesco di Firenze, in collaborazione con il Comune di Firenze, che ospita l’evento, il Ministero degli Affari Esteri, il Consolato USA di Firenze, l’Ambasciata di Israele, l’Ambasciata della Giordania, l’Ambasciata della Palestina e gli altri enti indicati nel programma.


Alle ore 21 cena a Palazzo Strozzi offerta da Palazzo Strozzi e dall’Hotel Villa Tolomei.



Per partecipare è necessario registrarsi a vquinn@quinnstudios.tv


Mediorientale
venerdì 29 maggio 2015 -  commenti
Cari amici, cliccando qui potrete riascoltare e leggere la trascrizione della rubrica con Massimo Bordin "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme"  di questa settimana
Il Giornale, 28 maggio 2015

Nonostante il titanico sforzo dei leader mondiali, soprattutto di Obama, di spiegare che l'Isis è una perversione "random" casuale per quanto pericolosa, che il suo collegamento all'Islam è marginale se non nullo, la realtà sovente si occupa di smentire questa pacificante osservazione, e di getta di fronte a una cruda realtà. L'Islam, specie se sunnita, non disprezza l'Isis almeno in gran parte. Ce lo fa sapere il Qatar, che dell'Isis è un amico segreto ma non tanto. Ed è Al Jazeera, la televisione che è stata il geniale strumento dei suoi emiri per disegnare a suo piacimento le convulsioni del mondo musulmano, che ci getta in faccia una realtà davvero scioccante, anche se con i dovuti dubbi e obiezioni: un' indagine della TV dimostra che l'81 per cento degli intervistati rispondono "sì" alla domanda: "Appoggiate le vittorie che organizza lo Stato Islamico in Iraq e in Siria?" ovvero l'Isis. Decapitazioni, stupri, rapimenti, fucilazioni di massa, non hanno creato nel cuore del mondo musulmano quel rifiuto che si desidererebbe, secondo la TV.[...]
 1  2  3  4  >  »  Ultima »