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Il Giornale, 20 novembre 2014

(Gerusalemme) La capitale di Israele ci è già passata, un video in ebraico spiega bene tramite un cartone con un ebreo terrorizzato e una canzone fatta di frasi semplici cosa deve succedere. Dice: “Ebreo, guarda a sinistra, guarda a destra, ora morirai, ti schiacciano, ti pugnalano, compra un biglietto e vattene. Via da Gerusalemme”. Altro che due Stati per due popoli. Gerusalemme dopo mesi di attentati guardati dal mondo con distacco e scetticismo, proprio come nel 2001 ai tempi dell'Intifada quando saltavano per aria autobus e ristoranti, adesso reagisce con terribile dolore per i suoi morti, ma anche con gesti decisivi. Le case dei terroristi verranno distrutte.[...]
Il Giornale, 19 novembre 2014

Quei due cugini palestinesi con gli occhi annegati nel sangue, che sono entrati nella sinagoga di via Agassi per sparare alla gente che pregava e farla a pezzi con le mani brandendo coltelli da cucina non sono squilibrati, ma il risultato di una campagna cinica e fanatizzante che ha al suo centro la Moschea di Al Aqsa e Gerusalemme; ma al loro gesto ha contribuito, dispiace dirlo, l'atteggiamento sconclusionato e spastico dell'Unione Europea e degli Stati Uniti.[...]
Il Giornale, 13 novembre 2014

(Gerusalemme) La simmetria dei due episodi di violenza di ieri in Israele disegna il peggiore degli incubi: la guerra di religione, peggiore del conflitto territoriale che forse, poi, alla fine, può presupporre una soluzione il cui logoro slogan è "due Stati per due Popoli". Nella stessa giornata una moschea è stata data alle fiamme vicino a Ramallah, ad Al Maghir, un punto di continua frizione fra palestinesi e settler. Il sindaco sostiene che i coloni sono colpevoli dell'atto vandalico, e si rifà a un altro incendio, ad Aqraba, il 13 ottobre. Nella stessa notte una bottiglia molotov ha colpito le antiche mura della sinagoga a Shfaram, in Galilea. Il fuoco non ha causato danni gravi mentre ad Al Maghir fra il primo e il secondo piano si vedono pagine del Corano e suppellettili bruciate.[...]
Il Giornale, 12 novembre 2014

Se inviti a cena una persona con cui si vuole fare amicizia, quello entra in casa, tira un calcio al tuo gatto, sputa per terra, tira un pugno a tuo figlio, d'un tratto capisci che hai commesso un errore. Invece dopo che, a seguito di una lettera di Obama nel segno dell'accordo e dell'alleanza l'ayatollah Khamenei ha twittato il suo progetto genocida di eliminazione di Israele Urbi et Orbi, non si è sentito ancora nessuna reazione da parte dei timidi ambasciatori dei P5+1 che in questi giorni, sono rimasti a colloquio con gli iraniani in Oman per discutere il nucleare.[...]
Israele ancora nel mirino, due assassinati
martedì 11 novembre 2014 -  commenti
Il Giornale, 11 novembre 2014

Il secondo regolare attacco terrorista della giornata ha avuto luogo proprio allo stesso incrocio, la "trampiada" dove i ragazzi chiedono un passaggio a Allon Shvut, nel Gush Etzion, appena fuori di Gerusalemme. Fu là che il 12 giugno scorso cominciò a avvolgersi la spirale di violenza col rapimento dei tre studenti che subito vennero macellati sulla strada. A seguire, alcuni ripugnanti pazzi il 5 luglio rapirono e uccisero un ragazzo arabo Mohammed Abu Khdeir. Le tre famiglie, la società, le istituzioni israeliane respinsero con orrore l'atto. Invece Abu Mazen flirta con la violenza e Hamas esalta gli innumerevoli attacchi terroristi di questi giorni.[...]
Mediorientale
lunedì 10 novembre 2014 -  commenti

RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin


I continui attentati palestinesi contro i cittadini israeliani, le preoccupazioni (e le contromisure) dello Stato ebraico e degli arabi israeliani, le reazioni della vicina Giordania; questi i principali argomenti della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme, per continuare con le reazioni israeliane alle elezioni USA di mid-term, il vertice in Oman tra Usa-Iran per riprendere le trattative sul programma nucleare iraniano -mentre Teheran punta ad aprire nuovi impianti con l'aiuto di Mosca- e concludere con alcune notizie che arrivano dallo Yemen.

Il Giornale, 09 novembre 2014

Ci dev'essere un errore, non può essere che un tale diluvio di ignoranza e di malizia si riversino sul Parlamento italiano. Sulle orme della Svezia e dell'Inghilterra sta per essere investito da tre richieste di riconoscimento dello Stato palestinese. La prima è una mozione di maggioranza firmata da 19 deputati del gruppo misto e del PD, poi c’è un documento che tratta Israele come una pezza da piedi ed è del Movimento 5 Stelle, poi c'è il SEL che considera la propria mossa "un elemento chiave per assicurare una soluzione negoziata". Bizzarro, mentre si sostituisce il negoziato con un'imposizione. Il negoziato i palestinesi l'hanno rifiutato parecchie volte, e semmai invitarli con una mozione a sedersi al tavolo e a smettere di sognare di buttare tutti gli israeliani in mare, questa sarebbe la cosa da fare[...]
Il Giornale, 01 novembre 2014

(Gerusalemme) Gerusalemme è nella fantasia di ognuno, di tutte le religioni e di tutti i popoli, è un luogo che desta gelosie e odio, è la culla del monoteismo che è terra contesa, Gerusalemme è il luogo dove tutti sono stati, dove tutti vogliono andare, la città di Abramo e Davide, di Cristo, di Maometto. La Spianata delle Moschee. ovvero il Monte del Tempio, è sempre il centro della battaglia per la città, e anche ieri lo è stata. Qui la guerra non finisce mai, anche se per le strade sempre fiorite, sulle pietre grigie, sul panorama glorioso lo svolgersi del tempo quasi non si sente. Ieri, come nei giorni passati, sono volate pietre e bombe molotov, mentre la polizia cercava, con caschi e scudi, gas e spintoni di bloccare migliaia di giovani islamici che cercavano di sfondare i blocchi verso la Moschea di Al Aqsa. Per fortuna ci sono stati pochi feriti e pochi fermati, i disordini sono dietro l'angolo, letteralmente[...]
Mediorientale
venerdì 31 ottobre 2014 -  commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin







Gli scontri per la Spianata delle Moschee, i recenti attacchi terroristici palestinesi, l'appello di Abu Mazen a mobilitarsi per celebrare una "giornata dell'odio" e le reazioni del vicino Regno Hashemita; questi i principali argomenti della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme, per continuare con l'analisi delle recenti relazioni tra Usa e Israele e concludere con due notizie che arrivano dall'Egitto e dalla Tunisia, fresca di elezioni.

Il Giornale, 30 ottobre 2014

Grande tempesta in Israele per le affermazioni di un alto funzionario della Casa Bianca che ha dichiarato al giornalista Jeffrey Goldberg (vicinissimo ad Obama) che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è una "merda di gallina", un poveraccio, un vile perché non attacca l'Iran e anche perché non sa fare la pace con i palestinesi. La colpa è sua: recalcitrante, miope, ottuso, pomposo... dicono a casa di Obama. [...]
Israele, il diavolo a prescindere
martedì 28 ottobre 2014 -  commenti
La guerra di Gaza, il “tifo contro” dei media europei e la disinformazione cronica sul Medio Oriente


(Saggio tratto da il libro-inchiesta "Non perdiamo la testa” pubblicato da IL Giornale dove le migliori firme del quotidiano spiegano perché l’Occidente ha il diritto-dovere di salvaguardare la propria identità)


E' una questione di coraggio. Per vincere la battaglia contro i tagliatori di teste dell'ISIS e contro gli altri jihadisti selvaggi sunniti come loro o sciiti come gli Hezbollah, occorre guardare al Medio Oriente abbandonando i vecchi stereotipi. Essi ci hanno sempre ripetuto la leggenda di un conflitto Israelo-Palestinese miccia e dinamite, origine di ogni esplosione regionale. Niente di più falso: il Medio Oriente è una fornace di odio islamico diretto soprattutto verso il nostro mondo e fra gruppi musulmani. Israele è considerato l'empio rappresentante del mondo Occidentale, una scheggia di proprietà islamica da cui gli ebrei devono sparire. Da questo odio, quel piccolo Paese si difende da prima ancora della sua fondazione avvenuta nel 1948. La guerra e il terrorismo si avventarono contro gli ebrei che tornavano agli inizi del ‘900 alla loro terra d'origine (e non dopo la Shoah, usandola strumentalmente per avere un pezzo di terra non loro, come la narrativa comune vorrebbe farci credere). Più avanti, non sono stati solo gli Stati Arabi a puntare alla distruzione di Israele ma anche l'Iran e la Turchia: tutto il mondo islamico sogna di infliggere questa sconfitta ai "miscredenti" all'ebraismo e al cristianesimo, e di tornare alle glorie dei tempi di Maometto e poi dell'Impero Ottomano. L'Iran è la testa del fronte sciita che punta a dominare il mondo, la Turchia sunnita della Fratellanza Musulmana: ambedue hanno motivi religiosi per partecipare alla gara, sempre vincente, di chi brucia più bandiere con la Stella di David e si candida a uccidere più ebrei. Quando si guarda al conflitto mediorientale credendolo Israelo-Palestinese, si perde di vista l'odio contro Israele di più di 400milioni di arabi e di più di un miliardo e mezzo di musulmani, un Paese di oltre 8 milioni di abitanti, di cui un milione e 88mila arabi e con eguali diritti e tenore di vita, viene così ritratto agli occhi del mondo come la parte forte contro una minoranza di vittime dell'imperialismo, del colonialismo, del capitalismo internazionale[...]
Mediorientale
venerdì 24 ottobre 2014 -  commenti
RIASCOLTA La rubrica "Il Medio Oriente visto da Gerusalemme" di questa settimana con Fiamma Nirenstein e Massimo Bordin



Israele rafforza le misure di sicurezza e la presenza di militari a Gerusalemme dopo che mercoledì un’auto guidata da un palestinese ha investito un gruppo di persone, uccidendo una bambina di tre mesi, una ragazza di 22 anni e ferendo altre sette persone; le voci delle persone che hanno assistito all'attentato, la reazione del sindaco gerosolimitano; da Israele si passa al vicino Libano dove continuano gli scontri tra militari e jihadisti legati al gruppo qaedista siriano Jabhat al Nusra; questi i principali argomenti della puntata settimanale de Il Medio Oriente visto da Gerusalemme, per continuare ad analizzare alcune notizie che arrivano dall'Iran, dalla Turchia e dalla Siria.
Il Giornale, 24 ottobre 2014

(Gerusalemme) Sono le armi più vili e pericolose quelle della vita quotidiana. Le immagini del video dell'attentato di mercoledì a Gerusalemme minacciano tutti: una piccola folla scende dal tram, fra loro una coppia con una carrozzina dove Chaia Zisser vive i suoi ultimi momenti di creatura di tre mesi. La mamma si liscia la gonna, il padre spinge la carrozzina, anche loro sono quasi ragazzi. E un attimo dopo, sui viaggiatori piomba un'auto bianca. Si avventa a tutta velocità sulla pensilina affollata, uccide Chaia, ferisce sette persone. Niente rende un attacco più letale della sua domesticità, e che cosa può essere più usuale di un'utilitaria che si avvicina. Eli Dayan, uno dei passeggeri del tram appena sceso, racconta che ha afferrato alla vista dell'auto bianca il figlio e l'ha trascinato giù dalla pensilina, mentre due donne venivano travolte. "Durante la prima Intifada, dicevo ai miei figli di guardarsi dall'autobus; poi, dopo l'attacco del 4 agosto gli ho detto di cambiare strada alla vista di una ruspa. Ci sono stati diversi attacchi col caterpillar. Quello rovesciò un autobus e un'auto uccidendo una persona e ferendone cinque. Adesso, cerco di evitare le fermate, e occhio a qualsiasi macchina che si avvicina"[...]
Siamo vulnerabili, diamoci una mossa
giovedì 23 ottobre 2014 -  commenti
Il Giornale, 23 ottobre 2014

Ieri i Parlamenti democratici di tutto il mondo hanno avuto il loro 11 settembre. Se fino a oggi era facile entrare nella sede delegata delle democrazie occidentali, visitarne le affascinanti, grandi strutture, andare a incontrare i parlamentari; se le misure di sicurezza erano ragionevolmente lievi, da ora in avanti non sarà più così: l'attacco al Parlamento di Ottawa cambia tutto.[...]

Il Giornale, 21 ottobre 2014

Corriamo ai botteghini: fra qualche tempo all'Opera di Roma si rappresenterà un'opera in cui il tenore è il tagliateste dell'ISIS, cantando riverserà su di noi le sue buone ragioni; a Parigi verrà presentato il punto di vista del Ku Klux Klan sulla morte di Martin Luther King, David Duke sarà un baritono in controcanto con un mezzosoprano; infine a Londra avremo l'assassinio di John Kennedy secondo Lee Harvey Oswald, col coro. Intanto ieri al prestigioso Metropolitan di New York, il Met diretto da Peter Gelb è stata rappresentata l'opera "La morte di Klinghoffer" dal punto di vista degli assassini palestinesi.[...]

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