Fiamma Nirenstein Blog

Spira forte il vento dell'antisemitismo

sabato 1 dicembre 2001 Diario di Shalom 0 commenti
Dopo l'11 di settembre, l'America è un'altra cosa, e un'altra cosa siamo noi ebrei. E' come se il risveglio del mondo intero all'antagonismo infinito fra mondi, allo scontro delle culture e delle civiltà, ci avesse richiamato d'un tratto a quella frattura, a quella malattia delle coscienze che si chiama antisemitismo: l'avevamo obliterata, scambiata per qualcos'altro, attribuita a differenze d'opinione sulla politica israeliana, messa da una parte. E adesso, però, si avverte qualcosa di infetto nell'aria, spore che volano da più di un anno e infiammatesi da qualche mese. Quando ero piccola, e con mia nonna e mia sorella Susanna cantavamo e ballavamo una hora inventata nella nostra casa di Firenze, la Shoah aveva appena chiuso le sue fauci. L'Italia avvolta in un vento resistenziale e Israele intesa come modello socialista, somma di tutte le perfezioni, scevra dal peccato originale, garantivano che quella fornace era chiusa per sempre. Quando ho visto le ceneri dell'11 settembre al Ground Zero e al Pentagono, solo la voce forte di mio cugino Andrea Fiano (ormai quasi newyorkese per quanto noto giornalista economico italiano) il cui ufficio era a dieci metri dalle Twin Towers mi ha risvegliato da una sensazione buia, nota:" Ricordati", mi ha detto "che la mana jomit (la porzione quotidiana) di Auschwitz, come la chiama Aleph Beth Yeoshua, era di 15mila persone al giorno". E' vero; e tuttavia io vedo in queste ceneri il segno di un odio spietato e grandioso che mi ricorda quello, e solo quello. E che deve fare ricordare, e pensare bene a quello che oggi gli Ebrei e Israele passano. Dove siamo noi in questo frangente storico? Intanto, con Israele, siamo nel mezzo geograficamente, fisicamente, in una situazione di faglia fra Occidente e mondo islamico in cui siamo rigettati, delegittimati come Stato e come Nazione (nazione di esseri umani, non necessariamente tutti raccolti in un luogo, ma 13milioni di persone che sentono insieme). Siamo nella posizione fisica e morale in cui è facile citare gli ebrei e Israele del tutto pretestuosamente, come ha subito fatto Bin Laden, come causa di uno scontro di cui invece siamo una delle vittime e dei bersagli, come ogni altro pezzetto d'Occidente. In più siamo affondati, da quando è in atto questa seconda Intifada (che è stata chiamata come la prima, ma che non ne ha nessun tratto) in un mare di odio, di parole malate, di sciocchezze scambiate per realtà. Non è nuovo l'odio antisraeliano, ma da quando abbiamo sentito ripetere che se non fosse stato perché l'America è amica di Israele non sarebbe mai stata attaccata; o in forma ancora più volgare che il Mossad ha organizzato tutto il disastro; o peggio, che quel giorno nelle Twins non c'era neppure un ebreo, ecco che di nuovo ci si ripropone all'ennesima potenza la vecchia storia della ricerca del capro espiatorio, dell'ebreo colpevole, complottardo, egoista, un mostro, nemico humanis generis. Roba da primitivi, niente di cui preoccuparsi veramente? Eppure c'è chi lo seguita a chiedere: "E' vero che non c'era neppure un ebreo, là?". E quanti magnati e intellettuali arabi l'hanno detto e ridetto, come lo sceicco Muhammad Gemeaha rappresentante in America dell'Università di al Azhar, la grande Università del Cairo: "Solo gli ebrei" ha detto "sono capaci di distruggere il World Trade Center, e quando questo sarà compreso dagli americani, essi faranno agli ebrei ciò che fece loro Hitler". E questo è uno studioso, uno dei tanti rappresentanti islamici che parlano così. Ma prima di lui, i protocolli dei Savi di Sion sono stati distribuiti a Durban e gli ebrei presenti sono stati picchiati, mentre Israele veniva definito uno Stato di apartheid; Assad dice al papa che gli ebrei fanno ai palestinesi ciò che sono sempre stati abituati a fare, basta guardare cosa hanno fatto a Gesù; l'Olocausto è stato negato sulle prime pagine di tutto il mondo arabo, e fior di intellettuali siriani, giordani, egiziani, hanno sostenuto che gli ebrei se lo sono inventato per mettere insieme soldi e consenso per Israele...Non è finita: non vi sarete dimenticate le storie dei chewing gum avvelenati, del gas nervino, dell'uranio impoverito, delle soldatesse israeliane nude che distraggono i combattenti palestinesi... e al di là di queste menzogne così infantili da apparire ingenue, la sottile ma intensa penetrazione dell'idea che non sia da prendersi neppure in considerazione il fatto che Israele possa aver ragione e non torto, in questo conflitto. L'idea di un Israele criminale, situato in Palestina per un volere colonialistico ed espansionista è passata; l'idea di un conflitto nato per la prepotenza e persino per l'espansionismo israeliano - e non, come si vede benissimo nella storia, da un rifiuto arabo e palestinese - non è parte della grammatica giornalistica e intellettuale corrente. Volano nell'aria ormai inquinata l'idea di una mostruosa occupazione imposta per priapismo ideologico (non si sa neppure che il 98 per cento della popolazione palestinese già vive sotto Arafat) e l'idea vuota di senso storico che una volta finita l'occupazione il mondo arabo accetterà Israele; è accaduta un'obliterazione spietata, nella mente e nel cuore della gente, del terrorismo cui gli israeliani sono sottoposti, in misura che le parole non bastano a spiegare; e soprattutto ha preso piede la delegittimazione storica di Israele, l'accettazione del punto di vista che la soluzione in fondo risieda nel fatto che gli ebrei smettano di avere tutte queste pretese, smettano di agitarsi, smettano... Il mondo ha già creduto varie volte di vedere negli ebrei i perturbatori da scansare. Dopo l'Olocausto, c'è stato un attimo di respiro; oggi sento che di nuovo il peso della menzogna è sugli ebrei come un tempo. Chi crede che riguardi Israele, si veda tutte le chiamate in causa degli ebrei, in Europa e in America, tutte le richieste di abiurare, di discolparsi, di farsi indietro. Tutta la vicenda del processo Sharon in Belgio. Questa Intifada è stata una terribile rivelazione dello stato della psiche del mondo; poi, Durban l'ha identificato e definito punto per punto, rincorrendo gli ebrei sudafricani o francesi con la kippà mentre Israele veniva chiamata assassina e violatrice di diritti umani; e infine, l'11 di settembre, ha alzato alte nuvole di fumo.

 Lascia il tuo commento

Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.