Soccorso a metà
giovedì 1 aprile 1999 Diario di Shalom 0 commenti
In tempo di Giubileo cresce il numero degli interventi che parlano del grande e profondo rapporto fra le tre fedi monoteistiche, si esalta volentieri la comune provenienza da nostro padre Abramo, si sogna un futuro di reciproca comprensione e simpatia. E allora scriviamo nel calendario un appuntamento molto importante, che fornirà un banco di prova delimitato ma significativo per l'amicizia ebraico-cristiano-musulmana: il prossimo ottobre, quando si riunirà la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna. E dov'è la Stella di David Rossa, quella che campeggia sulle ambulanze che sgomberano troppo spesso le strade delle città israeliane dai morti e dai feriti degli attentati; quelle che portano all'ospedale i soldati in gravi condizioni e si muovono sul campo affrontando situazioni di grande pericolo; quelle che, più normalmente, urlano sulle troppo martoriate autostrade israeliane, dove il numero dei morti e dei feriti è in relazione fra i più alti del mondo? Alla riunione internazionale, le ambulanze con la stella di David non sono invitate, né mai lo sono state. La Stella di David non è accettata a fianco della Croce e della Mezzaluna, con un gesto di pura discriminazione. Da più di cinquant'anni l'associazione israeliana si configura come una qualunque altra associazione si soccorso, formata da gente che si dedica a un pio servizio di aiuto e di assistenza. In più, le squadre di soccorso israeliane sono note in tutto il mondo per la loro bravura, la loro specializzazione purtroppo dovuta anche alle prestazioni particolari e intensive richieste sul campo, e anche per la loro dedizione: recentemente su tutte le prime pagine si sono visti i volontari della Croce Rossa partecipare al salvataggio dei superstiti dell'attentato di Nairobi contro l'ambasciata americana. Dopo poche ore già scavavano fra le macerie estraendone i feriti, e sono stati apprezzati da tutti per la loro particolare abilità. Sugli israeliani, quando c'è una catastrofe naturale o causata dall'uomo, il mondo sa che si può sempre contare: il loro aiuto è esperto e la loro ideologia tenace e solidarista li rende preziosi. Eppure, nonostante centocinquanta Stati siano presenti nell'Associazione della Croce e della Mezzaluna Rosse, la Stella non entra. All'inizio nel 1864, quando fu fondata la Croce Rossa, il suo simbolo non era affatto inteso come un simbolo religioso: era solo l'immagine della bandiera svizzera rovesciata. Un tributo allo Stato fondatore di un'iniziativa benemerita. Ma nel 1929 la Turchia sostenne che i musulmani non potevano agire sotto l'emblema della croce e quindi optarono per il simbolo islamico. Era logico che anche Israele non potesse operare accettando croce e mezzaluna come sue insegne, e che proponesse a questo punto la sua. L'opposizione della Federazione Internazionale è stata tanto netta quanto incomprensibile. La Stella di David Rossa ha nella Federazione un bizzarro ruolo di "osservatore", che le impedisce di votare alla pari con gli altri Stati, di ottenere gli stessi finanziamenti, e di ottenere la necessaria coordinazione magari in azioni di importanza vitale. Neanche a dirlo, la Croce Rossa Americana è l'unico alleato dichiarato della Stella di David. E la Croce Rossa Italiana che ne pensa? Sarebbe bello che si pronunciasse apertamente, che volesse compiere un passo deciso per aiutare un'organizzazione che non ha che meriti nel suo curriculum. La sua sola colpa è nel simbolo ebraico. E la storia di questo simbolo è in questo secolo così tormentata e problematica, che certo non se ne vorrà continuare a fare un segno di discriminazione e di esclusione.
