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Serve più decisione. L’Occidente tentenna mentre l’Iran avanza

giovedì 16 febbraio 2006 Panorama 0 commenti
Iran: finalmente l’agenzia per l’energia atomica dell’Onu ha deciso di rivolgersi al Consiglio di sicurezza. Ma il Consiglio è impastoiato in ostacoli che rischiano di vanificare la decisione. Intanto si pensa di spostare di un mese la discussione così che cessi la presidenza del deciso americano John Bolton. Inoltre il veto cinese e quello russo restano sullo sfondo. Questa l’iniziativa occidentale a fronte di un pericolo mortale come quello di un’atomica nelle mani di un paese fondamentalista e aggressivo. Dall’altra parte, ecco la risposta del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad: «Fatevi tutte le risoluzioni che vi pare... Vogliono visitare i nostri impianti nucleari e saperne di più sulla nostra difesa, ma non glielo permetteremo». E per andare ai fatti, ha annunciato la ripresa dell’arricchimento dell’uranio e lanciato un missile terra-terra della gittata di 2 mila chilometri. Gli iraniani, inoltre, dopo la vittoria di Hamas mostrano un sempre maggiore interesse a una presenza consolidata nei Territori palestinesi. Corrispettivamente, il leader di Hamas Moussa Abu Marzouq ha dichiarato di avere fonti alternative di finanziamento a quelle europee. Qui viene di nuovo una mossa positiva ma tentennante dell’Europa: l’intenzione di sospendere gli aiuti per l’Autorità palestinese finché Hamas non abbia riconosciuto Israele, non abbia rinunciato al terrorismo (detto «lotta armata») e non si sia dichiarato fedele alla road map. Di fatto Hamas ha dichiarato in molte occasione che Israele deve morire. Tutti, anche gli Usa, rimandano nella speranza che Abu Mazen si faccia vivo. Al contempo, mentre Mahmoud Zahar dichiara che le forze armate non resteranno nelle mani di Abu Mazen, Israele passa ai palestinesi 250 milioni di shekel (circa 60 milioni di euro) con cui si devono pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Non è finita: gli hezbollah, per non sentirsi troppo fuori gioco, hanno attaccato Israele venerdì 3 con una pioggia di missili; al sud nelle stesse ore Israele veniva bombardato dalla jihad islamica. Difficile pensare che non si trattasse di una azione coordinata, dato che le due organizzazioni prendono ordini diretti da Damasco e dall’Iran. Insomma la loro catena si stringe, la nostra è fragile e incerta.

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