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Rivincita all’estero. Se in patria è ko, visto dal Medio

giovedì 22 settembre 2005 Panorama 0 commenti
Katrina si è abbattuta su George Bush, oltre che sugli sfortunati cittadini di New Orleans: il consenso nei confronti del presidente è caduto al 40 per cento dall’80 per cento di cui godeva dopo l’11 settembre. Ma da una prospettiva mediorientale si vede subito che niente potrebbe essere più avventato dell’idea che l’America di Bush sia un fallimento perché, capitalista e imperialista, disprezza i poveri, quelli di New Orleans come quelli di Baghdad. Guardando alla scommessa di Bush per istituire in Medio Oriente la democrazia madre della lotta contro il terrorismo, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se Bush è stato sconfitto dall’uragano, quel mostro geopolitico che è il Medio Oriente, con le sue guerre e il suo terrore, non ce l’ha fatta. L’Egitto per la prima volta nella storia ha votato con regole semidemocratiche. E anche se, com’era annunciato, Hosni Mubarak ha stravinto, il navigato presidente ha corso contro altri nove candidati, subendo accuse che in altri tempi sarebbero costate la vita ai critici. Il Libano non ha mai vissuto una stagione di aperture democratiche così emozionanti. La Siria, poi, è sotto accusa per l’assassinio di Rafik Hariri e al suo interno è scossa da proteste. Non è tutto. Muammar Gheddafi ha rinunciato al suo programma di armamenti non convenzionali. I paesi del Golfo sono in un processo riformista. Il Pakistan si avvicina a Israele e l’Arabia Saudita gli toglie l’embargo. Il premier israeliano Ariel Sharon esce da Gaza e consegna ai palestinesi la grande occasione per il loro stato e la democrazia. L’Iraq stila una costituzione che è il primo tentativo della sua storia di far giustizia fra sciiti, sunniti e curdi, anche se i secondi concepiscono ancora disegni di dominio. Il primo ministro giordano Adnan Badran ha visitato l’Iraq... E quando mai si erano viste Europa e America così vicine per contrastare il pericolo nucleare iraniano? Anche questo il presidente Usa è riuscito a fare: riavvicinare Marte e Venere. Lui, il grande perdente, il criticatissimo Bush.

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