Le verità tra film e realtà

Il Giornale, 14 settembre 2026
Io c’ero, sono stata in tutti e due i film: quello applaudito a Venezia, vi inganna. Gli autori anche se israeliani usano un classico “blood libel”, l’accusa del sangue, contro gli ebrei. Sul campo, ho indagato la guerra dell’IDF, la morte dei civili che il film "Naza" dipinge come una scelta di crudeltà e di sterminio. Semplice: è vero il contrario. Il secondo schermo, quello di Netflix su cui tutto il mondo vede Fawda: all’indomani del 7 di ottobre, ho visitato i kibbutz carbonizzati, le case dei ragazzi e i kindergarten pieni di sangue, ho visto i morti ammassati, ascoltato genitori, bambini, testimonianze di stupri.Il film di Venezia dimostra solo che quel salotto anela, forse inconscio, alle leggi razziali del 1938. Gli anonimi che affermano la decisione di colpire i civili, blaterano; i miei testimoni non sono anonimi. A Tze Elim sono entrate in tende tecnologiche da cui si guidano i soldati, edificio per edificio, casa per casa, galleria per galleria. Asaf colonnello di 51 anni, e altri militari mi hanno spiegato come si ordina stop, avanti, cambiate strada, distruggete, evitate. Scopo: la salvaguardia dei soldati e la protezione di civili, l’opposto del film.
Ho incontrato gli avvocati che in base al diritto internazionale stabiliscono se dalla torre, dal sottosuolo, dall’ospedale, si disegna un rischio di vita. In Fawda la strage delle belve si vede per la prima volta nelle puntate 7 e 8. Il grande pubblico non conosce i 53 minuti che molti giornalisti hanno visto girate dalle nukbe stesse. Peccato. Ho parlato allora con Avida: assediato nel rifugio, con una gamba staccata dal corpo, ha visto uccidere la moglie Dana e Carmel, 15 anni, che gli ha detto “babbo, seppelliscimi col mio skateboard”, è sopravvissuto con Hadar 13 anni. Nir, padre di Amit, 6 anni, rapito; mi disse che “è tifoso della Juventus, è’ saggio, vedrà che se la cava, poi lo porto in Italia”. Intanto venivano strangolati i bambini Bibas. In questi giorni, avete davanti due schermi. Dice il Deuteronomio:”Io ho posto davanti a te la vita e la morte, la benedizione e la maledizione...”. Forse è tempo di scegliere la verità.
