L'insana ideologia dell'Albanese

Il Giornale, 11 novembre 2025
Ho poche righe, e invece se avete lacrime, preparatevi a versarle adesso, lacrime per il funerale della cultura e della storia quando ci si imbatte in qualcosa che riguarda la signora Albanese, capa degli amici di Hamas. Non me ne sono mai occupata: ne dice tali e tante che mi prenderebbe molto tempo; una volta rifiutai il dibattito con lei anche perché, dissi, “non intendo respirare la sua stessa aria”. Resto su questa posizione quando comincia con la sua serqua di accuse di genocidio, etnich cleansing, razzismo, apartheid: una quantità sovrastante di documenti, numeri, testi, dimostrano il contrario di tutto quello che dice, basta voler guardare Ma ieri in una tragica intervista col Corriere della Sera, nel mare delle ignobili bugie che spara ce n’era una che le raccoglieva, e dice quanto è proprio Israele debba essere cancellato: diceva che tanti israeliani sionisti (parola che ritiene offensiva, ignorandone la magnifica storia culturale e nazionale dei Garibaldi e Cavour ebrei che hanno trasformato in pensiero compiuto l’autodeterminazione del loro popolo) sentono come unico problema magari il ‘67 e l’occupazione, ma non basta! “il problema è l’esistenza di Israele come Stato di apartheid all’interno di un Paese che si chiamava Palestina”. Cancelliamolo. Anche se ohimè, non c’è mai stata nessuna Palestina da quelle parti, e i palestinesi sono apparsi molto più avanti.
La parola, uno scherno antico romano, semmai la usavano gli ebrei delle prime aliyah. Mio padre che venne da Israele con la Brigata a salvare l’Europa dal nazifascismo, sulla sua carta d’identità aveva scritto palestinese. Gli ebrei erano i palestinesi, Golda Meir si presentava così. Gli abitanti arabi, spesso detti siriani del sud, giunsero dai dintorni (Giordania, Egitto...) in numeri più larghi mentre gli ebrei zappavano il deserto, il mandato Britannico dopo lo sfascio dell’Impero Ottomano aveva il mandato legale e più verificato da larghe maggioranze internazionali perché gli ebrei tornassero alla loro casa ancestrale, senza mai averla peraltro mai lasciata (a Gerusalemme la maggioranza era ebraica dall’800). Israele tuttavia accettò una partizione con gli arabi, e dopo la guerra, la Giordania (non i palestinesi) furono i padroni della Cisgiordania e di Gerusalemme Est, e l’Egitto (non i palestinesi) occupò la striscia di Gaza.
Da lì, è tutta una storia di aggressioni arabe che diventano negli anni terrorismo palestinese, poi OLP e oggi anche Hamas. Perché si formi un movimento palestinese si deve arrivare agli anni 60-70, quando l’Europa se ne fa mentore e l’URSS lo adotta. Prima, esisteva l’odio arabo antisemita religioso contro gli ebrei, come quello di Haj Amin al Husseini, il muftì di Gerusalemme amico di Hitler. Anche la guerra del ‘67 si conclude con un’occupazione di territori non palestinesi, ma giordani e egiziani. La cosiddetta occupazione odierna, regolamentata dagli accordi di Oslo per cui ci sono tre aree che aspettano una sistemazione concordata, non è illegale: questo deriva dalla leggenda onusiana antiebraica, non un progetto di Stato palestinese. La costruzione ideologica cui aderisce la signora, ha come scopo non la costruzione di qualcosa, ma la distruzione di Israele e del popolo ebraico. Che, invece, è sempre stato là, resterà là. Anche la BBC ha ripetuto un sacco di menzogne per farne uno Stato affamatore, di apartheid, genocida, come amano dire quelli che vorrebbero veder sparire Israele dalla terra. Era bugiarda su questo e altro. Ma è stata beccata. Sulle balle della signora si potrebbe scrivere un noiosissimo libro, ma bastano i suoi per sbadigliare.
Mi domando come è possibile che un personaggio di tale ignobiltà possa essere riuscita ad arrivare all'ONU . Una persona vergognosa per quello che dice i immagino cosa ci sia veramente nel suo cervello. E' proprio vero , gli antisemiti alle volte riescono allo scoperto sotto varie forme. WE questo giustifica la presenza dello Stato di Israele. Una esistenza essenziale come luogo sicuro contro le continue manifestazioni di odio contro gli ebrei che rigurgitano dalle cloache mai pulite a sufficienza.
Paola Gaetani , Italia
Come non essere d'accordo con Lei sull'opinione espressa rispetto a Francesca Albanese, simbolo dell'ipocrisia e della cattiva informazione che regna nella stampa italiana. Sembra che la (signora) Albanese ignori completamente quanto accaduto il 7 ottobre.Dopo la mia esperienza di vita famigliare in paesi musulmani, ho sviluppato una certa diffidenza rispetto al mondo musulmano e di conseguenza molta difficoltà ad accettare le narrazioni dominanti , che appartengano alla cultura di sinistra, tuttora egemone nel panorama culturale italiano .I Pro Pal possono indignarsi e gridare al genocidio tuttavia è difficile dimenticare le loro reazioni abiette, vergognose il 7 Ottobre. Sono anche indignata dell'amnesia nella mente della Albanese tendenzialmente femminista, che sostiene una cultura politico-religiosa che vede la donna asservita alla figura maschile dimenticandosi che la società israeliana è tra le più avanzate al mondo nella parità di genere. La ringrazio per il Suo lavoro che mette a nudo le menzogne nell'informazione distorta e parziale sul conflitto tra un paese democratico, Israele, e un gruppo terroristico, cosìdovrebbe, Hamas.Continuerò a seguirlaPaola
