Iran, rischio batteriologico
Dany Shoham, del Besa center for strategic studies, ritiene invece che l’Iran sia disposto a risposte estreme: l’attacco biologico o un fitto lancio di missili, combinato con una serie di attacchi terroristi, organizzati con Hamas e Hezbollah. Però se Mahmoud Ahmadinejad optasse per la distruzione reciproca, non è detto che l’intero gruppo dirigente di Teheran sarebbe d’accordo. In ogni caso, aggiunge Shoham, un contrattacco sarebbe proporzionato alle distruzioni provocate dall’intervento contro i siti nucleari, che purtroppo non sono distanti dalle città.
Ma Israele si prepara al peggio: 80 milioni di euro sono stati dirottati dall’addestramento di truppe alla difesa della popolazione, in particolare all’acquisto di maschere antigas: oggi sono disponibili solo per la metà della popolazione.
