Fiamma Nirenstein Blog

In nome del consenso Donald trascura pure i dati della Cia

mercoledì 17 giugno 2026 Il Giornale 0 commenti
In nome del consenso Donald trascura pure i dati della Cia - Fiamma Nirenstein Home page

Il Giornale, 17 giugno 2026

Tu chiamala se vuoi “discrepanza”, e visto che si tratta della CIA, il suo direttore John Ratcliffe nominato dal presidente Trump, è chiaro che devo esprimersi con garbo. Ma la questione non è garbata, è la conclusione con un accordo una guerra quasi mondiale: quando si muove l’universo mondo per questo, quando il presidente della maggiore potenza mondiale indossa la veste del pacificator, si pensa lo faccia in base a informazioni che glielo permettono. Ovvero, gli iraniani sono d’accordo. Trump avverte, viaggia, firma, va a Versailles e a Evian, il mondo celebra, si riunisce, il G7 gioisce, la parola accordo, persino “pace” si fa largo. Secondo il criterio di convenienza e di buon senso di Trump, che è un businessman, gli iraniani impoveriti, decimati, privati di buona parte delle armi e dei proxy, dovrebbero starci. Così dopo che il palcoscenico era stato occupato dalla gloria, l’onore, vittoria sul regime omicida di Teheran, dopo “aspettate che arriviamo a salvarvi”,dopo la promessa di battere il terrorismo e l’avventura atomica degli Ayatollah, Trump si avvenbtura ad annunciare il grande cambaimento, il regime starebbe per consegnare l’uranio, mollare lo Stretto, smetterla di assediare il Medio Oriente e l’Occidente. Solo Israele non è contento, si dice, ma questo, anzi, serve al consueto esercizio di isolare e mettere nell’angolo Netanyahu, che la stampa diffida dal difendere i suoi cittadini dall’attacco continuo degli Hezbollah. “Occupazione!”. Israele deve stare fermo e anzi ritirarsi perché il Libano, forse, ma non si sa, è compreso nel prezzo.

Ma tutto questo verrà concluso dall’accettazione iraniana di un pacco di soldi in cambio della pace. Davvero? No, non è vero. Discrepanza: parla Ratcliffe, l’orecchio americano su tutto ciò che si dovrebbe sapere prima di avventurarsi in decisioni fatali. E il direttore della CIA  dice appunto quello che noi poveri esperti di medioriente  ripetiamo. C’è una “discrepanza” fra quello che i persiani affermano nei colloqui e quello che poi si dicono fra loro, ovvero non hanno nessuna intenzione di cessare dall’arricchimento dell’uranio, di pacificare il Libano, di rinunciare alla propria identità islamica antagonista all’Occidente. Qualcosa si intuisce anche dal fatto che Trump dice che semmai in Libano potrebbero andare a ripulire l’ambiente i siriani di Al Shara. Conoscendoli si può immaginare questo cosa significherebbe: una strage spaventosa di sciiti per mano dei sunniti dell’Isis.

Trump però là vuole affermare la sua verità che dice: punto! Non sa, non vuole ascoltare che cosa dicono veramente gli iraniani, ma proprio i suoi migliori amici sono molto preoccupati: Mark Rubio e Pete Hegseth hanno espresso il loro dissenso, il senatore Lindsey Graham avverte che “è un understatement” pensare che l’Iran possa accettare un accordo e coi denari diventerà un incubo sul Golfo,il petrolio, i terroristi, l’atomica; Il senatore Ted Cruz parla di “disastroso errore”; Mark Levin, famoso anchorman, avverte che gli iraniani non manterranno nessuna promessa contenuta nell’accordo. 60 giorni, si aggiunge, serviranno addirittura a rimettere in moto le strutture di arricchimento dell’uranio, e molto presto la minaccia atomica sarà concreta come non mai. La ragion d’essere del regime è trascendentale, è la conquista del mondo contro i nemici dell’ Islam, la norma della giurisprudenza Islamica, Vilayeth e Faghilh che contiene fedelmente la lapidazione, la esecuzione delle vittime violentate, l’eliminazione dei dissidenti, delle donne che non indossano il velo, degli omosessuali. Che cosa si vuole di più per capire che il sorriso felino di Aragchi è una menzogna? Eppure ormai il New York Times, glorifica la bimillenaria storia persiana a fronte dell’”Imperialismo americano” e anche israeliano, contento dell’equivoco. E’ un impazzimento, una negazione della realtà che si pagherà cara, come quello di mettere da parte le informazioni della CIA in nome del consenso.

 Lascia il tuo commento

Per offrirti un servizio migliore fiammanirenstein.com utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.