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Hamas cura a Gaza i terroristi feriti dello Stato Islamico

mercoledì 10 febbraio 2016 Il Giornale 0 commenti
Il Giornale, 10 febbraio 2016

Hamas e Fatah da domenica scorsa, con quale sponsor se non con l'aiuto del Qatar che è da sempre il protettore di tutte le tendenze più estreme del mondo arabo, cercano di nuovo l'unità in colloqui che si tengono a Doha. Un'unità in cui ci si deve accordare sui finanziamenti, sulla leadership, sugli organismi burocratici, ma che pur esprimendosi in tanti modi diversi, alla fine porta il segno del terrorismo e dell'odio anti-israeliano. E' di queste ore la notizia che Hamas accoglie i terroristi di Isis a casa sua a Gaza per sottoporli, nei suoi ospedali, alle cure mediche di cui necessitano. I guerrieri più feroci del mondo vengono introdotti nella Striscia in cambio di denaro, di armi, di beni vari, provengono naturalmente dal Sinai attraverso i tunnel costruiti da Hamas lungo il suo confine, e vengono condotti poi all'ospedale Nasser nella città di Khan Yunis. La notizia l'ha data, sulla base di fonti arabe, il generale israeliano Yoav Mordechai, capo del Coordinamento governativo dell' unità dei Territori.

Che l'Isis si annidi a Gaza, territorio di estremismo sunnita, è piuttosto naturale,ed è già stato notato. Ma ancora di più lo è che Hamas si presti volentieri a dare aiuto all'organizzazione dei tagliagole dopo che l'Egitto ha rotto qualsiasi rapporto amichevole. Non si tratta di un'inimicizia che si esprime a parole: l'Egitto ha distrutto a decine i tunnel che da Gaza portano nel suo territorio in Sinai, inondandoli o facendoli esplodere. Il portale arabo Elaph ha scritto persino che l'Egitto utilizza le foto dei droni israeliani per identificare e demolire i tunnel. Le gallerie sotterranee, vere retrovie del terrore, spesso anche casematte e rifugi, sono la perla della strategia di Hamas, il suo modo di rifornirsi di beni, di denaro, di armi, di portare in territorio israeliano attacchi terroristici.

La loro costruzione procede ogni giorno. Ultimamente, una serie di crolli -l'ultimo anche lunedì scorso- hanno ucciso i giovani palestinesi che scavano e murano i passaggi sotterranei: l'ultimo morto aveva 24 anni. Hamas ha celebrato le vittime dei tunnel come eroi e martiri. Oltre le parole, queste vicende segnalano una febbrile attività unita a difficoltà strategiche ed economiche che ormai assediano Hamas da tempo e lo spingono a cercare di nuovo l'alleanza con Fatah. In Israele, il generale Eisenkot,Capo di Stato Maggiore, fa sapere che l'esercito si sta dotando di nuovi mezzi per identificare e colpire i tunnel.

E' di domenica la chiamata di Hamas a servirsi degli attacchi suicidi per colpire Israele: con un video musicale, Hamas loda i terroristi di fronte ad un autobus in fiamme: è l'autobus verde e bianco della Egged, la compagnia israeliana, e dice: "L'Intifada non è Intifada se l'autobus non vola in pezzi". La memoria corre immediatamente alla Seconda Intifada, con i tanti autobus esplosi fra il 2001 e il 2005. Il clip di sei minuti mostra anche un terrorista di Hamas che sale sull'autobus. La stretta di Hamas si è vista due giorni fa anche nell'esecuzione di uno dei suoi capi militari, Mahmoud Eshtawi, responsabile dei tunnel: "Le brigate Al Qassam (il braccio militare di Hamas ndr) annunciano la pena di morte contro il suo membro, eseguita alle 16 di oggi", dice un laconico comunicato. Siti collegati a Fatah hanno detto che Eshtawi aveva condotto gli israeliani al nascondiglio del comandante Muhammed Deif, mitica primula rossa del terrore, che tuttavia, come altre volte, l'ha scampata. La fibrillazione di Hamas spiega il tentativo di riconciliazione con Fatah, che a sua volta non manca un'occasione per lodare e spingere i terroristi.

A dicembre Israele scoprì una cellula di Hamas che pianificava attacchi terroristici a Gerusalemme Est, più tardi sono stati arrestati più di venti operativi dell'organizzazione, la maggior parte studenti dell'università di Abu Dis. Abu Mazen, preoccupato per la presenza di Hamas sul suo territorio, pure cerca di gareggiare in estremismo: ha ricevuto con grandi onori le famiglie degli attentatori, e la sua tv è tutta un inno agli shahid terroristi. L'unità prospettata sembra essere il puntello di due forze in difficoltà, Hamas per mancanza di supporto economico e logistico, Fatah perché perde terreno fra i giovani.

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