E i grandi dormono. Nel frattempo il Medio Oriente brucia
giovedì 13 luglio 2006 Panorama 0 commenti
La pace in Medio Oriente è appesa a un filo e i grandi del mondo dormono. La settimana scorsa lo spettacolo dei G-8 e dell’Onu a fronte della crisi scoppiata in Medio Oriente ha mostrato che, mentre il mondo vero erutta lava, quello delle istituzioni si gingilla con vecchie formule, inutili agli altri e a se stesse. Israele, dopo un migliaio di missili Kassam piovuti da Gaza, completamente sgomberata entro la Linea verde, e dopo l’attacco, sempre nei suoi confini, che ha visto uccisi due militari e rapito il soldato Gilad Shalit, ha lanciato un’offensiva che ha portato all’arresto di 64 alti ufficiali di Hamas al governo da dicembre. L’Iran e la Siria sono state le due forze motrici dell’incendio che potrebbe dare fuoco all’area. Egitto e Giordania hanno cercato di mediare per evitare che le varie organizzazioni integraliste (Hamas, Hezbollah, Al Qaeda) si dedichino d’ora in poi ai rapimenti. E i G-8, mentre Israele scaldava i motori dei carri armati, cosa facevano? Hanno genialmente suggerito la liberazione del soldato e chiesto a Israele «moderazione». E il segretario di stato Condoleezza Rice ha scoperto che «con la misura forse si torna alla speranza per un reale processo di pace». Anche l’Iran è «fonte di preoccupazioni », però rimane la «speranza» di una rapida valutazione delle proposte internazionali. Prima, magari, che i piani atomici siano operativi. Intanto all’Onu la commissione per i Diritti umani, appena riformata dopo la scoperta che troppo spesso si dimenticava di mettere sotto inchiesta i tiranni, nella prima sessione del 30 giugno ha votato (29 voti contro 12) una risoluzione: tema permanente, da affrontare per obbligo in ogni riunione, saranno le violazioni israeliane dei diritti umani. Solo quelle d’Israele. Una scelta che, insieme alle dichiarazioni dei G-8, sconcerta: il conflitto israelo-palestinese si è trasformato nello scontro permanente fra un paese democratico e un governo retto da un’organizzazione terroristica (anche secondo l’Ue) che lo bombarda ogni giorno con missili Kassam e ha come scopo l’islamizzazione totale.
