Fiamma Nirenstein Blog

Crimini di guerra e crimini della propaganda

domenica 18 gennaio 2009 L'ospite del giorno 0 commenti
di Ben- Dror Yemini
10 gennaio 2009 (pubblicato originalmente in ebraico su Maariv)

 
"Conquisteremo Roma e poi tutta l'Europa. Quando avremo finito con l'Europa, conquisteremo entrambe le Americhe e non rinunceremo neanche all'Europa orientale". L'oratore, così avido di territori, ha proseguito dicendo che tutti gli ebrei devono essere annientati". 

Sembra Hitler, parla come Hitler, ma queste parole sono state pronunciate dal Dr. Yunis al-Astal, un membro di Hamas nel Parlamento palestinese. Il Dr. Al-Astal e altri leader di Hamas neanche provano a nascondere le loro idee a proposito dello sterminio degli ebrei e del dominio del radicalismo islamico sul mondo. I loro discorso sono trasmessi dalla televisione di Hamas e chiunque fosse interessato a comprendere quale sia la vera natura di questa organizzazione, può vederli sui siti web di MEMRI o PMW, in ebraico, inglese e in altre lingue.

Anche la NATO compie degli errori

I rifugiati credevano di aver trovato un riparo. Ma si sbagliavano. Il bombardamento non ha risparmiato le loro vite. Questa non è la storia del tragico bombardamento della scuola a Gaza. Questa è la storia del bombardamento di Korisa, nella ex-Jugoslavia. Gli attacchi erano condotti dagli aerei della Nato. E tutto questo è avvenuto meno di dieci anni fa, il 13 maggio 1999. C'è di più. Il 12 aprile, aerei della Nato uccisero, ovviamente in modo accidentale, dodici civili. Il 14 aprile uccisero 70 rifugiati. Il 27 aprile altri 16 civili rimasero uccisi. Il primo maggio, 23 persero la vita nel bombardamento di un autobus. Il 6 maggio, 16 furono uccisi da una bomba a grappolo. Il 19 maggio fu bombardato un ospedale di Belgrado e morirono tre persone. Il 30 maggio in undici rimasero uccisi nel bombardamento di un ponte. Lo stesso giorno, un anziano venne ferito e 20 cittadini uccisi. Il giorno successivo morirono altre 11 persone. All'incirca alla stessa ora, venne bombardata l'ambasciata cinese e un missile, caduto 30 miglia fuori dalla traiettoria, colpì Sofia, la capitale bulgara. "È stato un errore. Ce ne scusiamo", fu la risposta standard del portavoce della Nato.
Questo è ciò succede in guerra. È triste. È spiacevole. E gli europei dovrebbero guardare indietro nel tempo, non al lontano passato, al bombardamento di Dresda, ma al passato recente prima di puntare il dito contro Israele. Perché Israele non ha raggiunto e non raggiungerà neanche un centesimo del numero di innocenti uccisi dalle democrazie occidentali nelle loro guerre giuste. 
 

Israele non deve giustificare se stesso davanti all'Europa

L'Europa è cambiata? Quella che segue è una citazione da un rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite. "Degli 8000 morti in Afghanistan nel 2007, 1500 erano civili". Di questi 1500, da metà a 2/3 sono stati uccisi dai loro fratelli talebani. Gli altri sono rimasti uccisi nel corso dei bombardamenti, inclusi quelli degli eserciti europei che operavano nella regione per conto della Nato. Gli esperti sostengono che i numeri reali sono significativamente più alti di quelli stimati. Nel 2008, la situazione è peggiorata e molte altre migliaia di persone sono state uccise. In effetti, ogni settimana gli eserciti europei uccidono civili innocenti e giustificano queste morti come inevitabili nella lotta contro i talebani.

Gli israeliani non devono spiegazioni gli europei; sono piuttosto gli europei a dovercene. I talebani non hanno lanciato missili contro nessuna città europea, mentre Hamas spara su Israele. I talebani non professano il loro desiderio di uccidere gli europei, mentre Hamas incoraggia l'assassinio degli ebrei nella sua carta istitutiva e nei discorsi dei suoi leader. Ciononostante, gli europei continuano a combattere in Afghanistan, magari per distruggere un ulteriore ramificazione del fanatismo islamico. Proprio come Israele con Hamas. Tuttavia, la minaccia di Hamas per Israele è maggiore della minaccia che i talebani costituisco per l'Europa.

E allora perché mai gli Europei possono condurre una guerra in un territorio che è a migliaia di chilometri dalle loro case, uccidere centinaia o migliaia di civili e sostenere che è per una giusta causa, e Israele non può fare lo stesso? Che ipocrisia è questa?

Migliaia di combattenti talebani muoiono ogni anno, in confronto a poche dozzine di soldati europei. Centinaia di migliaia di civili muoiono in Afghanistan, in confronto al numero pari a zero delle vittime in Europa. E voi in Europa volete insegnarci l'etica della guerra e "le risposte proporzionate"? Parlate seriamente? 

Il Libano può e Israele non può?

Nel maggio 2007, è scoppiato un conflitto tra l'esercito libanese e un piccolo gruppo, Fatah-al-Islam, nel campo-profughi di Nahr-al-Bared, in Libano. Il gruppo non è che un'altra cellula cancerogena del movimento della Jihad mondiale. L'esercito libanese non ha optato per imbarcarsi in una guerra urbana. Ha semplicemente bombardato e distrutto edifici in un modo che Israele mai neanche concepirebbe.

Il numero ufficiale delle vittime dell'esercito libanese era di 168, e più di 300 sono stati lasciati morire nel campo. Alcuni erano miliziani, altri civili. Sono stati uccisi anche sei soldati dell'UNIFIL e due dipendenti della Croce Rossa. Il campo profughi è stato distrutto. 33.000 dei 40.000 abitanti del campo non avevano più una casa alla quale fare ritorno. I soldati libanesi non volevano correre rischi non necessari. Il numero di combattenti che affrontavano era ridotto, certamente minore dei 16.000 terroristi di Hamas che si nascondono nei tunnel scavati a Gaza. Se l'esercito libanese dovesse affrontarli, non rimarrebbe in piedi neppure una casa, l'intera Gaza sarebbe cancellata dalla faccia della terra.

Quando il Libano ha dovuto far fronte alla dilagante minaccia dell'Islam radicale, esso è stato "il tesoro" della gran parte del mondo libero così come del mondo arabo. Esso ha usato mezzi che Israele neanche sogna di impiegare. Molte delle vittime erano innocenti. Le terribili fotografie della morte e della distruzione, tutte disponibili per chi fosse interessato a vederle, non hanno portato a nessuna protesta di massa nelle strade di Londra o Paragi. Al contrario, si è applaudito al Libano. Agli arabi è consentito "prendersi cura" degli arabi. 

Perché si permette al Libano di ricorrere a misure brutali per estirpare la crescita del radicalismo islamico? Perché l'Europa può fare metà giro del mondo per uccidere migliaia di combattenti e civili nel nome della stessa causa anti-jihadista? E perché Israele non è autorizzata a fare altrettanto, anche se affronta una minaccia ancora più grande?

L'importanza del piccolo schermo

Nella lotta tra Israele e Hamas, non ci può essere vittoria senza legittimità. Israele non è la Russia in Cecenia, la Nato che combatte contro i talebani o i libanesi che cancellano un intero campo profughi e vengono applauditi per questo. Israele ha bisogno di sostegno. E Israele può ottenere questo sostegno attraverso la verità. 

La leadership israeliana sta cercando di far arrivare il suo messaggio al mondo: che Hamas è un'organizzazione antisemita che invoca lo sterminio degli ebrei; che Hamas vuole conquistare il mondo. Che la "risposta proporzionata" è un completo nonsenso al quale l'Europa non ha aderito nei conflitti che ha combattuto in passato né in quelli che sta combattendo ora. Che Hamas è più pericolosa dei talebani, e che i danni causati da Israele ai civili, per quanto siano tragici, sono minori di quelli causati dall'Europa. 

La riluttanza del mondo ad accettare questo messaggio ha ridotto il sostegno che Israele ha trovato nei primi giorni della guerra. Ma questo non per colpa d'Israele. Se Hamas vincerà la guerra della propaganda, sarà l'intero mondo libero a uscirne perdente. Non possiamo permetterci di perdere. La verità deve prevalere. 

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