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  <title>Fiamma Nirenstein.com</title>
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  <category>Home page Blog</category>  
  <description>Il blog di Fiamma Nirenstein</description>
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  <copyright>Copyright (c) 2010 Fiammanirenstein.com</copyright>
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  <lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 23:30:34 GMT</lastBuildDate>
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    <title>In Europa c'&#232; chi difende il burqa. E fa la festa alle donne</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2331&amp;Categoria=6</link>
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    <pubDate>Mon, 8 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 9 marzo 2010<BR></STRONG><BR>&#200; l&#8217;otto marzo, ed &#232; molto triste ma significativo che l&#8217;Europa lo debba festeggiare con l&#8217;oltraggiosa riflessione sul burqa che, nella ricorrenza, Thomas Hammarberg ha presentato sul giornale pi&#249; liberal d&#8217;Inghilterra, <STRONG><A href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/mar/08/europe-ban-burqa-veil">il Guardian</A></STRONG>, il solito che sostiene soprattutto i diritti degli estremisti e dei terroristi. Di Hammarberg ho un recente ricordo personale: una visita nella sua stanza della delegazione italiana al Consiglio d&#8217;Europa in cui gli furono porte forti rimostranze per una sua visita in incognito sul nostro terreno nazionale ai campi rom e per le sue aggressive conclusioni consegnate direttamente a Repubblica in un&#8217;intervista invece di elaborarle e discuterle, come si usa, in sede politica prima di pubblicizzarle. Fu gelido e formale, ceruleo, corretto e scostante quanto si pu&#242; immaginare possa un tipo come lui con l&#8217;Italia d&#8217;oggi, anche se la delegazione era bipartisan; ricordo di essere rimasta ipnotizzata per alcuni secondi dai suoi piedi, infilati, forse per dimostrare un fiero rifiuto del cuoio, invece che nelle scarpe, in pantofole di stoffa. Il suo commento adesso potrebbe essere che ho violato, parlando dei suoi piedi, la sua privacy, perch&#233; &#232; quella che sembra stargli molto a cuore quando ne parla come uno dei principali diritti umani violati se si proibisse alle donne musulmane di indossare il burqa. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2331&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>8 MARZO: LE DICHIARAZIONI HAMMAMBERG SUL BURQA SONO UN INSULTO ALLA FESTA DELLA DONNA</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2330&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 7 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>(ASCA) - Roma, 8 mar - ''E' insopportabile che il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, proprio nella Giornata Internazionale della Donna, <STRONG><A href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/mar/08/europe-ban-burqa-veil">si sia espresso contro ogni eventuale divieto legislativo del burqa</A></STRONG> in quanto ''potrebbe costituire una palese violazione del diritto al rispetto della vita privata e del diritto al rispetto di manifestare liberamente la propria religione''. Lo afferma in una nota Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.</P>
<P>''L'interpretazione di Hammarberg, del tutto formalista, dei principi su cui si regge la nostra societa' democratica - prosegue - , e' lo specchio di una visione cieca che rendera' impossibile affrontare realisticamente le sfide dei nostri tempi, in primis quella dell'integrazione. Il burqa esprime vergogna e disprezzo per il corpo della donna, lo rinchiude in una prigione che rappresenta senza ombra di dubbio la negazione del corpo femminile. Permettere che delle donne - e non sapremo mai quanto per libera scelta o per imposizione familiare - possano circolare segregate dal resto del mondo, costituisce una palese violazione di quei diritti sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo a cui Hammarberg si richiama.</P>
<P>Inoltre - aggiunge - il Commissario, sostenendo che il divieto del burqa impedisce la liberta' religiosa, sembra ignorare quello che viene ormai ripetuto anche dalle piu' alte cariche dell'Islam sunnita, come Mohammed Said Tantawi, grande Imam dell'Universita' al Ahzar, ovvero che il burqa non e' imposto dal Corano.</P>
<P>Durante le celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna - conclude Nirenstein - e' ben piu' giusto riflettere su quanto hanno lottato e lottano le societa' democratiche per i diritti delle donne e su quanto ogni attacco alla liberta' delle donne, anima e corpo, sia un attacco alla democrazia''.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2330&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Bush aveva ragione, da Bagdad speranza di libert&#224;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2329&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 7 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 8 marzo 2010<BR><BR></STRONG>Lasciatemi essere per un momento molto personale, anzi, lasciatemi vantare. Avevamo ragione, e lo dico durante queste quinte elezioni irachene che tutto il mondo, nonostante le difficolt&#224;, definisce come un altro decisivo passo verso una democrazia s&#236; minimalista, in pericolo, ma in decisa ascesa verso la misteriosa composizione del puzzle sciita-sunnita eccetera verso quella magnifica, misteriosa aspirazione umana che &#232; la libert&#224;.<BR>L&#8217;ex presidente George Bush l&#8217;aveva capito, come Natan Sharansky, suo ispiratore che per esperienza in Russia aveva visto come i dittatori hanno i piedi d&#8217;argilla, e l&#8217;aveva capito anche un gruppo di strapazzati giornalisti e intellettuali. Ci fu pena e disgusto verso tutti questi oscuri neoconservatori, non si cap&#236; o non si volle capire niente dell&#8217;aspirazione libertaria di base che ne determinava il pensiero: essa fu addirittura scambiata per una specie di neofascismo imperialista. Hybris, petrolio, stupidit&#224;, imperialismo. Ce ne dissero di tutte. Non posso dimenticare il senso di sollievo il 15 dicembre del 2005 quando vidi la foresta di dita blu sollevate dopo il voto dalle donne velate e dagli uomini che avevano sfidato, in coda davanti ai seggi, la reazione sanguinaria del saddamismo, del qaedismo, dell&#8217;estremismo sciita.<BR>Il Corriere della Sera, il 7 febbraio, per la penna di Pierluigi Battista, scrisse in prima pagina che si doveva un risarcimento simbolico a quegli osservatori &#171;da Bernard Lewis a Oriana Fallaci a Paul Berman a Andrew Sullivan a Fiamma Nirenstein&#187; che &#171;si erano affannati a definire, in solitudine e spesso accompagnati da dileggio, &#8220;antifascista&#8221; la guerra contro Saddam e per l&#8217;Irak libero&#187;. Molti invece, dall&#8217;altra parte, avevano evocato come &#8220;resistenza&#8221;, spesso marciando in piazza nel rogo delle bandiere degli Stati Uniti, la lotta armata anti-americana in Irak, con la sicumera di chi distribuisce, diceva Battista, &#171;il ruolo dei buoni e dei cattivi&#187;. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2329&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Apartheid week: la malafede dei professori anti-Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2328&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 6 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 7 marzo 2010<BR><BR></STRONG>La apartheid week contro Israele che si sta concludendo in troppi campus in giro per il mondo, comprese, che peccato, le universit&#224; di Firenze, Pisa, Milano (mentre la Sapienza di Roma con un bel colpo di reni ha siglato un accordo con l&#8217;Universit&#224; di Tel Aviv), &#232; uno degli eventi pi&#249; intellettualmente ripugnanti mai concepiti. &#200; il sesto anno che professori e allievi estremisti mobilitano gli atenei sul tema &#171;Israele stato di apartheid&#187;: non sono tanti, ma l&#8217;impatto delle campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele sono come il suono del campanello per il cane di Pavlov, e la risposta allo stimolo &#232; la criminalizzazione e la delegittimazione dello Stato ebraico.<BR>Cos&#236; come il mondo distrusse l&#8217;indegno regime sudafricano di apartheid, suggerisce la settimana, altrettanto deve fare con Israele. Uno Stato accusato di discriminare per motivo etnico, razziale, religioso i suoi cittadini deve sparire, pensa il mondo attuale. E la &#171;settimana&#187; non ha nel mirino il razzismo nei suoi tanti aspetti e latitudini: &#232; uno Stato nella sua specificit&#224; che &#232; preso di mira, e il velenoso paragone con il Sudafrica dell&#8217;apartheid, sparito per la pressione internazionale, suggerisce l&#8217;indegnit&#224; di Israele a esistere. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2328&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2327&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 21 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/298050?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Il 19 di gennaio, l'omicidio di Mahmoud al-Mabhouh, tra i leader di Hamas e uno dei fondatori delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam. Responsabile di diverse azioni terroristiche contro Israele, ma soprattutto l'uomo chiave nel traffico di armi tra Iran, Hezbollah e&nbsp;Hamas a Gaza.<BR>Questo episodio, la cui responsabilit&#224; &#232;&nbsp;attribuita al Mossad, si inserisce in una catena di operazioni che sembrano avere un comun denominatore: a&nbsp;dicembre, un autobus sul quale viaggiavano ufficiali iraniani e membri di Hamas, &#232; stato fatto esplodere a Damasco (i siriani, con grande imbarazzo, dissero che era scoppiata una gomma).<BR>Il mese dopo, un gruppo di Hamas e Hezbollah &#232; stato attaccato nel sud di Beirut. Poi l'omicidio di Mahbouh il 19 di gennaio (la notizia &#232; stata diffusa dopo settimane).<BR>Prima ancora c'&#232; da collegare la morte del leader di Hezbollah Imad Mughniyeh (febbraio 2008).&nbsp;Nel mirino c'&#232; chiaramente l'asse iraniano-siriano-libanese.<BR><BR><U>E' in corso uno scontro interno?<BR></U><BR>Il capo della polizia di Dubai, durante una conferenza stampa, ha dichiarato che <STRONG><A href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/feb/21/mahmoud-al-mabhouh-passports-hamas">molte delle informazioni sui movimenti di Mabhouh sono state fornite da membri di Hamas stessi</A></STRONG>. Pare anche che molte informazioni venissero fornite da palestinesi di Gaza legati a Dahlan.<BR><BR><U>Le reazioni nel mondo</U><BR><BR>L'indignazione dell'Inghilterra e dell'Irlanda (convocano gli ambasciatori israeliani). La Germania non l'ha fatto, nonostante fosse coinvolto anche un passaporto tedesco.<BR>Non si &#232; parlato di assassinio extragiudiziario. La preoccupazione &#232; per l'uso improprio di passaporti.<BR><BR>Il ritorno di El Baradei in Egitto, dopo aver appena concluso il suo mandato come Direttore dell'Agenzia Internazionale Atomica. C'&#232; un movimento popolare che lo vorrebbe presidente al posto di Mubarak.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2327&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2326&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 4 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/298802?30105></OBJECT>
<P><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Si torna ai colloqui indiretti tra Israeliani e Palestinesi, con l'intermediazione americana. Non si sa ancora dove avranno luogo.<BR><BR><U>Sul fronte interno israeliano</U>: si stanno ridistribuendo le maschere antigas. Corruzione: nuova inchiesta su Lieberman.<BR><BR>Previsto sabato l'arrivo dell'inviato americano in Medioriente, George Mitchell, insieme al Vicepresidente Joe Biden, che far&#224; un discorso stile Obama al Cairo. Perch&#233; lui e non Obama stesso, ci si chiede in Israele?<BR>Nei giorni scorsi al Cairo Abu Mazen &#232; stato convinto&nbsp;dai paesi della lega Araba ad accettare queste trattative, nonostante il freezing parziale nella costruzione nei territori.<BR>La reazione di Hamas: il ritorno a questi colloqui &#232; una perdita di tempo e rappresenta una ulteriore rottura con Abu Mazen.<BR><BR><U>Damasco</U>: la settimana scorsa summit tra Ahmadinejad, Bashar Assad, Hassan Nasrallah (il capo di Hezbollah che non si muove quasi mai dal suo bunker per la paura di attentati)&nbsp;e Khaled Meshal, il leader di Hamas residente appunto in Siria.<BR>Ahmadinejad si &#232; recato in visita in Siria a pochi giorni dall'insediamento del nuovo ambasciatore americano, che gli USA avevano deciso di ritirare nel 2005, a seguito dell'assassinio dell'allora premier libanese Rafik Hariri (per cui &#232; indicato dagli inquirenti il coinvolgimento di vertici militari e politici siriani).<BR><BR>Nell'incontro forti attacchi non solo a Israele, ma anche agli USA stessi. La riunione poi &#232; continuata a Teheran dopo due giorni e sembra che si siano portati in tavola intenti bellici non troppo velati, con la crazione di nuovi focolai di guerra tra Hezbollah e Israele per creare un diversivo all'attenzione mondiale sul nucleare iraniano.<BR><BR><U>Frattura interna a Hamas</U>: uccisione di Mahbouh a Dubai. Il ruolo di <STRONG><A href="http://www.youtube.com/watch?v=SmmujStCGxM">Mossab Hassan Yousef</A></STRONG>, figlio di uno dei fondatori di Hamas, convertito&nbsp;al Cristianesimo&nbsp;e collaboratore per anni con i servizi segreti israeliani. Nonch&#233; il ruolo di due palestinesi di Gaza, dipendenti di una impresa edile di Dahlan, con precedenti nei servizi segreti di Fatah, arrestati dalla Giordania nei giorni scorsi.<BR><BR>Mahmoud Al-Zahar, ex ministro degli esteri di Hamas, ha dato le dimissioni dal gruppo che trattava lo scambio tra Ghilad Shalit e i prigionieri palestinesi. Anche il mediatore palestinese ha abbandonato. Sembra che Zahar e Hanyie non ne possano pi&#249; della gestione di Khaled Meshal da Damasco.<BR><BR><U>Turchia:</U>&nbsp; La commissione esteri della Camera americana (con 23 voti vs 22) ha deliberato di denominare ufficialmente "genocidio" l'eccidio di un milione e mezzo di Armeni durante la prima guerra mondiale, facendo andare su tutte le furie la Turchia, che ha richiamato l'ambasciatore in patria.<BR><BR><BR>Secondo gli studi della Freedom House, 15 su 18 paesi arabi sono migliorati sul fronte del suffragio e dell'alfabetizzazione delle donne. In particolare per quanto riguarda Kuwait, Algeria e Giordania. Ma a un certo miglioramento dei diritti civili, tuttavia ancora non corrisponde un'emancipazione della donna nell'ambito domestico e familiare.&nbsp;La Tunisia e la Giordania sono gli unici che offrono una legislazione contro la violenza domestica.<BR><BR>La settimana contro l'apartheid di Israele che si sta celebrando in questi giorni in molte universit&#224; del mondo e in 4 italiane.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2326&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il vertice dell&#8217;asse del male che mette paura al mondo</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 27 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 28 febbraio 2010</b><br>
&nbsp;<br>
<i>Summit a Damasco tra Ahmadinejad, il siriano Assad e i capi di Hamas
e Hezbollah. Tutti uniti per spingere l&#8217;assalto di Teheran contro
l&#8217;Occidente. Minacce: il ministro siriano Moallem parla di &#171;guerra
definitiva&#187;. Obama sbeffeggiato.</i><br>
<br>
Se si parla di guerra, si riuniscono i generali, si contano le armi, si
sbatacchiano gli scudi e si sventolano gli stendardi, pu&#242; darsi che ci
sia una guerra in vista. L&#8217;esame delle ultime mosse strategiche
iraniane ci fornisce un messaggio che riassumiamo prima di analizzare
gli eventi: di fronte all&#8217;ipotesi di sanzioni serie che finalmente si
prefigurano dopo i rifiuti del regime degli ayatollah di cessare
l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, l&#8217;Iran sta valutando l&#8217;opportunit&#224; di
aprire un focolaio bellico che attiri tutta l&#8217;attenzione
internazionale, e assegna i ruoli. L&#8217;obiettivo &#232; Israele, e il
grilletto che dovrebbe aprire il fuoco sarebbero gli Hezbollah, ormai
in possesso di 40mila missili in grado di colpire la zona industriale
di Israele nel nord, Tel Aviv e il Negev. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2325&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Omicidio di Dubai: guerra senza divise</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2324&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 23 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 24 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>La logica deve essere un&#8217;opinione al Quai d&#8217;Orsay, se il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha trovato consequenziale legare la morte di un terrorista come Mahmoud Al Mabhouh alla necessit&#224; assoluta della nascita di uno Stato palestinese, e in tempi brevi. In generale, &#232; davvero debilitante, politicamente e intellettualmente, che dall&#8217;assassinio mirato di Dubai l&#8217;Europa abbia ricavato una nuova spinta pacifista, per cui il ministro degli Esteri spagnolo Miguel &#193;ngel Moratinos e Kouchner, con un articolo comune, ma senza l&#8217;approvazione di Nicolas Sarkozy, che ha parlato di soluzioni negoziate, spingono a forza una soluzione tutta europea per uno Stato palestinese entro 18 mesi.<BR>Non &#232; certo un caso che in parallelo con questo giuramento di Pontida, l&#8217;Unione abbia formulato luned&#236; la sua condanna per &#171;gli assassini del comandante a Dubai che... hanno usato falsi passaporti degli Stati europei&#187;. Senza specificare chi &#232; stato. Ma una condanna a Israele d&#224; forza a una nuova pressione a cedere ai palestinesi senza trattative e quindi senza che prendano le loro responsabilit&#224;. Il nuovo assassinio mirato non spinge affatto a chiedersi come mai Mabhouh facesse di mestiere il collettore di missili per Hamas, ma solo se lo Stato palestinese sia un&#8217;urgenza inderogabile. Se poi le sgridate provengono dall&#8217;Inghilterra (Gordon Brown avr&#224; le elezioni alla fine dell&#8217;anno, con tre milioni di votanti musulmani), dalla Francia e dall&#8217;Irlanda dove gli episodi di antisemitismo hanno avuto un&#8217;impennata legata alla guerra di Gaza, allora &#232; anche facile leggervi una ricerca di popolarit&#224; a casa propria. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2324&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Onu, che vergogna se l&#8217;Iran decider&#224; sui diritti dell&#8217;uomo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2323&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 16 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Il Giornale,&nbsp;17 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>Per capire cos&#8217;&#232; diventato l&#8217;Onu basta pensare che forse a maggio l&#8217;Iran, con il suo carico di condanne a morte di dissidenti e omosessuali, con la sua persecuzione dei dissidenti, diventer&#224; membro del Consiglio dell&#8217;Onu per i Diritti umani con il voto della maggioranza dei 192 membri dell&#8217;assemblea generale. Non c&#8217;&#232; niente da ridere. Teheran ci sta lavorando parecchio, e le possibilit&#224; sono alte: i nuovi membri del Consiglio, composto di 47 Paesi, saranno eletti a scrutinio segreto. La durata del mandato &#232; di tre anni. Il gruppo asiatico adesso ha a disposizione quattro posti e gioca su cinque candidati: la Malaysia, le Maldive, il Qatar, la Thailandia... e l&#8217;Iran. Un calibro da 90 rispetto agli altri, in grado di dire semplicemente &#171;fatti pi&#249; in l&#224;&#187; a parecchi soggetti. E il gioco sarebbe fatto.<BR>Dunque l&#8217;Iran potrebbe, magari mentre gli vengono comminate le famose sanzioni che tanto tardano nonostante la violenza fisica e la protervia atomica del regime, ricevere una legittimazione internazionale attraverso la maggioranza automatica dei Paesi non allineati e dei Paesi islamici, e acquisire cos&#236; potere decisionale sulla moralit&#224; del mondo, su chi giudicare buono e chi cattivo, su chi spedire alla Corte penale internazionale, chi accusare di crimini di guerra. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2323&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Sconcertante e grottesca la candidatura dell'Iran al Consiglio diritti umani dell'ONU</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2322&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 14 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Roma, 15 FEB (Velino) - "Non si sa se ridere o piangere alla notiziadella candidatura dell'Iran a un seggio nel Consiglio per i DirittiUmani dell'Onu dal giugno prossimo, per tre anni: e' una candidaturasconcertante e grottesca, nonostante il paradosso continuo delledinamiche delle Nazioni Unite, che perlopiu' proteggono i violatori didiritti umani a causa di assurde maggioranze automatiche". Lo dichiarain una nota Fiamma Nirenstein, esponente del Pdl e vicepresidente dellacommissione Esteri della Camera.<br>"Proprio in questi giorni la violenta risposta del regime iraniano allerichieste di democrazia da parte della sua popolazione ha segnato unanuova quantita' di estreme violazioni di diritti umani, con uccisioni,imprigionamenti senza processo e persecuzione di dissidenti - prosegue-. Condivido e lodo le parole dell'ambasciatore Laura Mirachian, nostrorappresentante permanente presso le organizzazioni internazionali diGinevra, che oggi con estrema chiarezza ha espresso la contrarieta' delnostro Paese a questa candidatura. La partita resta tuttavia aperta dalmomento che<br>i posti a disposizione per il gruppo asiatico sono 4 e i candidati inlizza 5 (oltre all'Iran, il Qatar, la Malesia, le Maldive e laThailandia). Se, a causa di pressioni politiche, uno degli altri 4candidati dovesse rinunciare, l'Iran entrera' automaticamentenell'organismo che dovrebbe in teoria sorvegliare la morale del mondo.Giusto per completare il paradosso, la questione si pone proprio in<br>questi giorni in cui il Consiglio per i Diritti Umani stesso staesaminando le violazioni iraniane dalle elezioni del giugno scorso inavanti". [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2322&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Intervento in Aula sull'Iran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2321&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 14 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><A href="http://www.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idSeduta=282&amp;resoconto=stenografico&amp;indice=alfabetico&amp;tit=00100&amp;fase=#sed0282.stenografico.tit00100"><STRONG>Resoconto stenografico, seduta di gioved&#236; 11 febbraio 2010<BR></STRONG></A><BR>FIAMMA NIRENSTEIN Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi dato la parola, vorrei anch'io, dopo il collega intervenuto precedentemente, sottolineare la nostra attenzione, come Parlamento italiano, nei confronti di questa giornata, che pu&#242; essere decisiva o fatale per quei coraggiosi che cercano di prendere le strade mentre il potere degli ayatollah dispiega tutta la sua forza per opprimerli, imprigionarli, ucciderli. Voglio ricordare anche che questa aggressivit&#224; insopportabile nei confronti di coloro che ormai stanchi, dopo tanti anni di oppressione teocratica, cercano di scrollarsi di dosso un regime che ormai tormenta le donne, uccide gli omosessuali, perseguita i dissidenti, questa oppressione va di pari passo con l'arricchimento dell'uranio che avviene in maniera conclamata e ormai palese.<BR>Dopo aver rifiutato le migliori proposte che l'Occidente aveva fatto ad Ahmadinejad, a partire dall'ottobre scorso quando gli aveva proposto di arricchire l'uranio - gi&#224; arricchito al 3 per cento - al di fuori dei suoi confini e restituirglielo gi&#224; arricchito e quindi pronto per un uso pacifico, soltanto due giorni or sono il potere centrale iraniano dopo essersi preso gioco di noi pi&#249; volte - &#232; ormai dal 2003 che lo sta facendo, ma in particolare in questi mesi a partire da ottobre, quando ha ricevuto la proposta della Nazioni Unite - ha rifiutato una volta per tutte questa proposta di mano tesa e sta procedendo a tutta velocit&#224; all'arricchimento dell'uranio, dimostrando cos&#236; che i suoi fini sono sostanzialmente aggressivi.<BR>L'Iran &#232; l'unico Paese dell'ONU che minaccia quotidianamente di morte un Paese dell'ONU, e lo fa dentro l'Assemblea dell'ONU, inficiando cos&#236; tutte le buone intenzioni nate nel consesso internazionale all'indomani del disastro della seconda guerra mondiale. Noi qui abbiamo tre elementi di cui il nostro Parlamento deve tenere gran conto: la crescita verticale ed esponenziale della preparazione di ordigni micidiali, che non sono solo la bomba atomica, ma anche i missili Shahab 2 e 3 ormai realizzati e un sistema antimissili S-300 sostitutivo di quello che persino i russi si sono ormai rifiutati di fornire all'Iran; l'oppressione complessiva e generalizzata sia delle minoranze dissidenti, sia di quelle che il regime crede contravvenire ai principi dell'islamismo per come lo interpreta; infine la minaccia di genocidio che l'altro giorno quaranta premi Nobel, con un articolo pubblicato a pagamento su The New York Times, hanno dichiarato passibile di processo da parte del Tribunale dell'Aja, come tentativo di genocidio. Io credo che il nostro tribunale... (il lapsus non &#232; casuale), il nostro Parlamento si debba associare alla richiesta dei quaranta premi Nobel di processare Ahmadinejad per il tentativo di genocidio al Tribunale dell'Aja (Applausi).</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2321&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>E nell&#8217;ombra si nasconde la terza Intifada</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2320&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 13 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 14 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>La teoria dei corsi e ricorsi &#232; un po&#8217; vecchiotta, ma quando mercoled&#236; scorso un poliziotto palestinese al posto di blocco di Tapuah nell&#8217;West Bank ha pugnalato, uccidendolo, un soldato israeliano, tutta Israele non ha potuto fare a meno di ricordare quell&#8217;ottobre del 2000, quando la pace sembrava fatta, gli accordi di Oslo ancora non erano stati distrutti a Camp David, e tutt&#8217;a un tratto un poliziotto palestinese, in una di quelle speranzose ronde congiunte di forze armate palestinesi e israeliane insieme, spar&#242; in testa a un soldato di Tzahal. Poco dopo, ci fu l&#8217;assalto alla tomba di Giuseppe, dove un soldato israeliano druso fu ferito a morte e mor&#236; dissanguato perch&#233; una torma jihadista non lasci&#242; arrivare i soccorsi. Era l&#8217;anticamera dell&#8217;Intifada. Oggi, i segnali somigliano a quelli antichi: due mesi fa, &#232; stato ucciso un padre di sette figli, Meir Chai, e fra i tre assassini, tutti di Fatah, uno era un membro dei servizi di controspionaggio; nel novembre del 2007 tre poliziotti palestinesi uccisero un abitante di Shaveui Shomron, negli insediamenti. Un mese dopo due membri del Servizio Generale di Intelligence uccisero due autostoppisti israeliani. E non &#232; finita qui. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2320&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Let's go on</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2319&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 11 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Dear friends,<BR><BR>Just a few lines to keep you posted on my recent initiatives.&nbsp;We passed through an extremely prolific and significant period of work.<BR>I'm writing now having just came back from a very intensive week in Israel: first, I was part of President Berlusconi&#8217;s delegation for the first bilateral summit between Italy and Israel. Eight Italian Ministers took part in it and it was very successful, as you could probably see from the great media coverage that was granted to this historical event. You can read some of my impressions in one of my recent articles I&#8217;m forwarding below.<BR><BR>Just one day after Berlusconi&#8217;s visit ended, on February 4th, I led the delegation of MPs we promoted in the framework of our very active Italy-Israel Parliamentary Friendship Association. This was our second visit to Israel. Last year we concentrated in the Southern border, while this year we focused on the Jerusalem question, the "freezing" issue and the Northern border. The group, totally voluntary and self-funded, was made of 30 people, 14 MPs from the various political parties (totally bipartisan), some of them accompanied by their partners, professors and journalists. We had a ultra intensive 5 days program, from Thursday 4, coming back with the Tuesday 9 early morning flight in order to be right back for the voting in the Parliament&#8230; [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2319&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2318&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 11 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><br><br><object data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/297373?30105" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/297373?30105"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"></object><strong><u><br><br>Sintesi degli argomenti della puntata di questa settimana:<br><b><br></b></u></strong><b>Sul fronte iraniano:</b>
il cambiamento di Mir Hossein Mousavi, da esponente della leadership
iraniana, tra i principali sostenitori del programmma nucleare, a
leader del movimento di democratizzazione.<br>Il movimento &#232; forte. Ma anche il consenso di Ahmadinejad sembra esserlo, almeno a giudicare dalle piazze che lo sostengono.<br>A
meno ch enon si riesca ad aiutare il movimento interno in maniera
determinante, cher per&#242; sembra molto difficile, la comunit&#224;
internazionale deve intervenire sul fronte delle sanzioni. Venerd&#236;
prossimo si riunisce il Consiglio di Sicurezza ONU per deliberare in
merito.<br>La Russia si &#232; convinta nel corso degli ultimi mesi che l'Iran &#232; un pericolo anche per la Russia stessa.<br>Il
premier israeliano Netanyahu ha in programma una visita in Russia in
settimana per sensibilizzare Putin e Medvedev in vista della riunione
del COnsiglio di SIcurezza.<br><br>L'Unione Europea frattando ha votato
in settimana, per la prima volta, un documento sul mancato rispetto dei
diritti umani in Iran. E su questo fronte l'anello debole &#232; costituito
da un altro membro permanetente del COnsiglio di Sicurezza ONU, la Cina.<br><br>Sembra
che le sanzioni che verranno valutate la settimana prossima, siano
mirate a colpire le elite e quanto meno la popolazione.<br><br>Israele
richiede lo stopo completo dell'arricchjimento dell'uranio da parte
dell'Iran, mentre la comunit&#224; internazionale parla solo di "volerlo
controllare". E questo nonostante sua dal 2003 che le trattative per un
nucleare, in teoria a scopi civili, vanno avanti, con un Iran che ha
preso pi&#249; volte in giro l'interlocutore.<br><br><b>Sul fronte Israele/Autorit&#224; Nazionale Palestinese (ANP):</b>
Mitchell ha proposto il ritorno a negoziati indiretti. Ovvero,
significa tornare indietro a 16 anni fa. In cambio di alcune
condizioni, il 20 febbraio si dovrebbe riaprire un dialogo tra Israele
e ANP con intermediazione.<br><br>A un check point a Tapuach, nelle
vicinanze di Gerusalemme, un soldato israeliano &#232; stato accoltellato e
ammazzato da un ufficiale palestinese. Trattasi di uno di qeulli
ufficiali che vengono istruiti proprio dalle forze di polizia americane
e israeliane. Gi&#224; nell'ottobre 2000 si verific&#242; un episodio simile:
durante un pattugliamento congiunto tra israeliani e palestinesei, un
ufficiale palestinese spar&#242; a uno israeliano e questo fu uno degli
episodi che diede il via alla Seconda Intifada.<br>Salam Fayyad, il
primo ministro palestinese, ha condannato questo attacco, dimostrando
cos&#236; l'importanza del training israelo-americano delle forze di polizia
palestinesi, al quale non possiamo rinunciare.<br><br>Per Fayyad &#232; un
modo di indicare, soprattutto al popolo palestinese, che in realt&#224; la
situazione non sta andando cos&#236; male: il mercato azionario palestinese
&#232; cresciuto del 12% nel corso del 2009 e a Gerusalemme e al nord di
Jerico, si stanno compiendo importanti progetti di pianificazione
urbana per la popolazione palestinese.<br><br>Lo scandalo sessuale
all'interno dell'ANP, che vede coinvolto Rafik Al-Husseini, uno dei
principali consiglieri di Abu Mazen. La storia &#232; stata scoperta
inizialmente dal giornalista palestinese Khaled Abu Toameh, che ha
intervistato un avvocato, ex funzionario dei servizi di intelligence
palestinesi a capo dell'unit&#224; anti-corruzione dell'ANP, di nome Fahmi
Shabaneh. Nell'intervista, Shabane rivela numerosi casi di corruzione e
in sostanza rivolge un appello ad Abu Mazen: elimina le mele marce nei
vertici dell'ANP, o far&#242; nomi e cognomi che ti comprometteranno
seriamente.<br><br>Ora Shabaneh, originario di Hebron, <a href="http://www.jpost.com/MiddleEast/Article.aspx?id=168327"><b>&#232; ricercato da un mandato di cattura da parte dell'ANP</b></a>.
E' scappato verso Gerusalemme Est, dove, per sua stessa ammissione, ha
gi&#224; proveduto a comprare una tomba, ritenendo di avere i giorni contati
per via dell'entit&#224; delle sue rivelazioni.<br><br>Nota positiva in
conclusione: sono state appena create due nuove unit&#224; di salvataggio
della Protezione Civile israeliana, interamente arabe, ognuna composta
di 25 volontari, il 25% donne.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2318&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>IRAN: NIRENSTEIN (PDL), AL FIANCO DELL'ADNKRONOS PER LIBERTA' INFORMAZIONE</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2316&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 9 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 10 feb. (Adnkronos) - ''La minaccia rientra nella politica, ormai istituzionale del regime iraniano, di oscurare l'informazione. E' l'unico paese membro dell'Onu che minaccia di distruzione un altro paese dell'Onu, impicca i dissidenti, minaccia l'Italia, cosi' come tutti i paese democratici e liberali''. Lo dice Fiamma Nirenstein, commentando la minaccia rivolta alla redazione di Aki-Adnkronos International dall'Esercito informatico iraniano'.<BR>La parlamentare del Pdl esprime ''solidarieta' all'Adnkronos, la cui azione e' indispensabile per il pluralismo dell'informazione: sono al suo fianco in questa battaglia per le liberta' di informazione''.<BR><BR>IRAN: 'ESERCITO INFORMATICO IRANIANO' MINACCIA AKI</P>
<P>Teheran, 10 feb. - (Adnkronos/Aki) - "Il potente Esercito Informatico Iraniano ammonisce tutti i siti d'informazione e gli attivisti coinvolti nel ''progetto soft'', intento a rovesciare il governo, che, come siamo riusciti ad oscurare il sito ''Mowjcamp'', abbiamo la possibilita' di colpire anche altri centri d'informazione che vogliano continuare la propria attivita' ostile al popolo iraniano. Questi soggetti devono essere consci che potranno essere colpiti drasticamente, dal nostro esercito, nello spazio virtuale''. <BR>E' la minaccia contenuta in un messaggio fatto pervenire via mail alla redazione di Aki-Adnronos International. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2316&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>L&#8217;Iran ci attacca? &#200; un buon segno</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2315&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 9 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 10 febbraio 2010</STRONG><BR><BR>Non &#232; una novit&#224; vedere l'Italia al centro dell'attenzione dell'integralismo islamico. Ci sono parecchi imam e mufti che a svariate latitudini inveiscono appena possono contro Roma, i crociati, il cristianesimo, la civilt&#224; occidentale, e promettono la vittoria. L'attacco di ieri all'ambasciata italiana &#232; parte dell'anima della rivoluzione iraniana e della guerra islamista contro l'Occidente: quel qualche centinaio di basiji che lanciavano pietre e gridavano morte all'Italia devono avere sentito echeggiare nei loro imi precordi sentimenti profondi, cos&#236; come chi ha preparato la protesta contro il discorso di Berlusconi a Gerusalemme e ha chiamato a severo colloquio il nostro ambasciatore, &#232; senz'altro convinto che si tratti di una tappa come tante altre di un conflitto alla lunga inevitabile, proprio per l'essenza laica e democratica del nostro Paese. Perch&#233; l'Iran, che festeggia domani, il 22 di Bahman, 11 di febbraio, la rivoluzione del 1979, &#232; aggressiva ontologicamente. Lo sciismo di Ahmadinejad e di Khamenei crede che, per facilitare l'arrivo del suo Messia, non il migliorare l'accordo e l'accomodamento siano necessari, ma che lo siano invece il conflitto, il confronto e anche la conflagrazione finale. Allora sar&#224; garantita la redenzione e la supremazia islamica sulla storia. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2315&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2315&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>IRAN: NIRENSTEIN (PDL), ATTACCO ALL'AMBASCIATA &#200; UNA MEDAGLIA PER L'ITALIA</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2314&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 8 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>IRAN: NIRENSTEIN (PDL), ATTACCO ALL'AMBASCIATA &#200; UNA MEDAGLIA PER L'ITALIA<BR>CI FA ONORE CHE SIA PRESO DI MIRA L'IMPEGNO PER LA LIBERT&#192; E LA DEMOCRAZIA</P>
<P>Roma, 9 feb. (Adnkronos) - &#171;L'attacco alla nostra ambasciata, che giunge dopo le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a favore dei diritti dell'opposizione in Iran, &#232; un evento che ci fa onore&#187;. Lo dice all'ADNKRONOS la vice presidente della commissione Esteri di Montecitorio Fiamma Nirenstein (Pdl), dopo il tentato assalto da parte di un centinaio di persone alla sede diplomatica italianaa Teheran. &#171;D'altronde -aggiunge- &#232; un'azione che si conf&#224; ad un regime oppressivo e completamente antidemocratico come quello iraniano, la cui unica preoccupazione &#232; reprimere il popolo, fabbricare la bomba atomica e perseguire il genocidio del popolo ebraico. Che la nostra ambasciata sia stata presa di mira -conclude- &#232; una medaglia che il nostro Paese pu&#242; vantare sul fronte della difesa della libert&#224; e della democrazia&#187;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2314&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2314&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L&#8217;amore di Israele per Silvio? Lui sfida il politically correct</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2313&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 3 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><B><I>Il Giornale</I>, 4 febbraio 2010</B><BR><BR>&#171;Ma perch&#233; non resta da noi, cosa ha da fare in Italia?&#187; ha esclamato il conduttore del telegiornale del Canale statale tv dopo aver parlato ieri di Berlusconi. &#171;Dopo tre giorni con lui devo dirlo: &#232; uno charmeur irresistibile&#187; ha ripetuto il giornalista del secondo canale. Ma addirittura Shimon Peres lo ha definito Shimsh&#236;, solare, nel discorso alla colazione in cui ha anche suggerito in maniera semplice e diretta al leader italiano che &#171;la stampa chiacchiera ma gli elettori scelgono&#187;. &#171;Lei ci ha scaldato il cuore&#187; ha sorriso Peres durante la colazione di saluto di ieri, e non si riferiva alla indubbia simpatia che il Premier italiano ha suscitato, ne alla storiella che ha raccontato, ma soprattutto alle prese di posizione sostanziali e coraggiose di Berlusconi in tutte le occasioni in cui si &#232; espresso, e in particolare durante l&#8217;intervento alla Knesset. Berlusconi &#232; stato diverso da tutti i leader europei, non ha cercato di insegnare niente a nessuno ma ha offerto la sua stima e la sua mediazione a un Paese che, ha detto, &#171;bisogna ringraziare per il solo fatto di esistere&#187;.&nbsp; [...]<BR><BR><STRONG>Israel's love for Berlusconi? He challenges the political correctness<BR><BR><EM>Il Giornale</EM>, February 4, 2010<BR><BR></STRONG>"But why don&#8217;t you remain with us, what do you have to do in Italy&#8221; exclaimed the anchorman of the State TV Channel news program in talking about Berlusconi. "After three days with him, I must say: he is an irresistible charmeur" chimed the journalist of the second channel. Indeed Shimon Peres defined him shimsh&#236;, sunny, in his speech delivered during the official reception. He also simply and directly said to the Italian leader that &#8220;the press chits chats but voters choose&#8221;. &#8220;You warmed our hearts&#8221; smiled Peres during the farewell lunch on the last day of Berlusconi&#8217;s visit. And he was not referring to the undoubted popularity the Italian Prime Minister gained, nor to the joke he told. But he referred specifically to the substantial and courageous positions that Berlusconi took on all the occasions in which he expressed his opinion. And in particular, during his speech to the Knesset. Berlusconi had a different approach with respect to all other European leaders. He did not try to teach anything to anyone. But he offered his appreciation and mediation to a country that &#8211; as he said &#8211; &#8220;we must thank for its very existence&#8221;. He did not leave the title &#8220;best friend of Israel&#8221; to remain a rhetorical exercise and the moving story of his mother Rosa who saved a Jewish woman as part of Bibi Netanyahu&#8217;s welcome speech: on a day in which the enemies turned up with every possible means, with war threats from Syria and large bombs launched in the sea probably by Hamas to blast shores and Israeli ships and to cause a massacre. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2313&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Dura battaglia al Consiglio d'Europa...</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 30 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR><BR>In questi giorni al Consiglio d&#8217;Europa (CDE),&nbsp;a Strasburgo,&nbsp;ho condotto una dura battaglia, sostenuta dai miei compagni del gruppo PPE, per ottenere una migliore mozione sul Medio Oriente.<BR>Il rapporto, richiesto alla Sottocommissione Medioriente del CDE, di cui anche&nbsp;io sono componente,&nbsp;era stato affidato all'On. Piero Fassino, anche lui componente della delegazione italiana presso questa istituzione.<BR>Il rapporto &#232; stato presentato durante la&nbsp;prima sessione plenaria del CDE, che quest'anno si &#232; svolta&nbsp;nella settimana del Giorno della Memoria.&nbsp;A proposito: ho presentato <STRONG><A href="http://assembly.coe.int/Mainf.asp?link=/Documents/WorkingDocs/Doc10/EDOC12137.htm">una&nbsp;dichiarazione affinch&#233; l'Aula celebrasse&nbsp;il ricordo della liberazione di Auschwitz</A></STRONG> (perch&#233; non c'era&nbsp;assolutamente&nbsp;nulla in&nbsp;agenda!). Dopodich&#233;, il dibattito sul rapporto sul&nbsp;Medioriente (badate bene: il rapporto &#232; proprio titolato "La situazione in Medioriente", tuttavia, e non ce ne stupiamo molto, si concentra per circa 40 dei 49 paragrafi che lo compongono, unicamente sul conflitto Israelo-Palestinese. Alla situazione in Siria, Libano e Turchia, per esempio, sono riservati un paragrafo ciascuno!) si &#232; svolto in maniera serratissima. I tempi in Aula sono molto stretti: il CDE non va confuso con una istituzione europea, bens&#236; &#232;&nbsp;un'organizzazione internazionale il cui scopo &#232; promuovere la democrazia, i diritti dell'uomo, l'identit&#224; culturale europea, di cui fanno parte 47 Stati, compresi&nbsp;quindi&nbsp;stati non membri dell'Unione Europea, come la Svizzera, la Turchia, la Russia, l'Ucraina.<BR>Io avevo presentato, col sostegno dei colleghi di partito, 28 emendamenti a questo rapporto, per spiegare ognuno dei quali avevo a disposizione&nbsp;circa trenta secondi.<BR>A questo link potete trovare il botta e risposta che si &#232; svolto sugli emendamenti: <A href="http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261500E.htm">http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261500E.htm</A>.<BR>E' stata una vera e propria lotta. Vi consiglio questa lettura per capire come viene trattata la vicenda mediorientale: in maniera superficiale, conformista e chiaramente pregiudizialmente contro Israele.<BR>Il rapporto completo (emendato in parte, perch&#233; molti dei miei emendamenti, messi ai voti dell'Aula, sono stati bocciati) lo trovate invece&nbsp;qui: <A href="http://assembly.coe.int/ASP/Doc/ATListingDetails_E.asp?ATID=11141">http://assembly.coe.int/ASP/Doc/ATListingDetails_E.asp?ATID=11141</A><BR><BR>Infine, qui di seguito trovate il testo del mio intervento nel dibattito generale sul rapporto, anche questo molto sintetico per via dei tempi ristretti (l'intero dibattito &#232; disponibile a questo link: <A href="http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261000E.htm">http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261000E.htm</A>). [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2312&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Andiamo avanti</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 1 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR><BR>poche righe da Israele dove mi trovo con la delegazione del presidente Berlusconi. Rester&#242; qui anche per unirmi alla delegazione di parlamentari dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele, che giungeranno questo gioved&#236;. Queste poche righe sono solo per dire che in questi giorni ho la bella sensazione che il lavoro di accumulare un chicco di sabbia sopra l&#8217;altro, un cucchiaino d&#8217;acqua del mare insieme all&#8217;altro, alla fine sia un lavoro con un significato. In questi giorni, quali che siano le opinioni politiche sul freezing o quelle sul Golan, la mia sensazione &#232; che esista un mondo che ha di Israele una visione realistica, non vista attraverso la lente deformante dell&#8217;odio arabo e palestinese che ne fa una grottesca caricatura di uno stato razzista, indegno di vivere, ma un meraviglioso simbolo dell&#8217;irrinunciabile amore della cultura ebraica per la democrazia e di resistenza di fronte al costante pericolo di vita.<BR><BR>Berlusconi ieri ha visitato Yad Vashem con concentrazione e passione intense, incitando la guida (molto brava) a continuare con le sue spiegazioni, fermandosi davanti a ogni fotografia. La cena con Bibi Netanyahu non ha trattato di banalit&#224; diplomatiche, ma sempre e soprattutto di Iran, di terrorismo, di collaborazione economica, di cose vere.</P>
<P>Veniamo da giorni di lavoro duro, io e Sharon insieme a altre persone di buona volont&#224;. come Veronica e vari colleghi del Parlamento che verranno con noi in viaggio, fra loro l&#8217;Onorevole Pianetta, che &#232; il presidente dell&#8217;Associazione di Amicizia Italia-Israele. Due iniziative pubbliche, <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2303">una sul rapporto Goldstone sulla guerra tra Israele e&nbsp;Hamas dell'anno scorso</A></STRONG>&nbsp;e una <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2309">sull&#8217;informazione nel mondo palestinese</A></STRONG>, con la proiezione di scioccanti filmati provenienti dalle TV palestinesi.<BR>A Strasburgo, <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2312">al Consiglio d&#8217;Europa ho condotto una dura battaglia</A></STRONG>, sostenuta dai miei compagni del gruppo PPE, per ottenere una migliore mozione sul Medio Oriente. Questa &#232; veramente incredibile e vi raccomando la lettura del resoconto (in questo post precedente: <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2312">http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2312</A>).<BR>Alla Camera, abbiamo tenuto la prima sessione della commissione d&#8217;indagine conoscitiva sull&#8217;antisemitismo, <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2306">con un'audizione del Ministro Frattini</A></STRONG>, meditata e seria, nel Giorno della Memoria. Ho scritto, come sempre, tanti articoli. E ancora molto troverete se scavate un po' nel blog, molto nelle coscienze che percorrono questo cammino con noi. Da gioved&#236;, cammineremo con una ventina di parlamentari fra israeliani e palestinesi, cercando di fare quello che &#232; riuscito bene, come si vede durante questa visita, a Berlusconi: vedere una realt&#224;, amarla, aiutare. Mandate i vostri commenti, andiamo avanti.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2311&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>&quot;Silvio, amico sincero&quot;: un bene raro per Israele</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 31 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 1 febbraio 2010</STRONG><BR><BR><EM>I media di Gerusalemme esaltano il ruolo di Berlusconi in un Paese a rischio di genocidio, tra Hamas, Hezbollah e l&#8217;incubo dell&#8217;atomica<BR></EM><BR>Un amico... haver tov, un buon amico. Gi&#224; dalla giornata precedente all&#8217;arrivo di Silvio Berlusconi in Israele tutti i media cartacei, radiofonici, televisivi erano pieni di questa espressione. Per Israele gli amici sinceri sono importanti quanto rari, specialmente quando arrivano dall&#8217;Europa. Israele &#232; abituata a vedere il mondo gestire con le pinze la sua situazione, sa che avere un rapporto caldo e gentile come quello di Berlusconi con lo Stato ebraico e con Bibi Netanyahu &#232; una scelta costosa, che il mondo islamico guarda e aggrotta le sopracciglia. Israele &#232; spesso calunniata e rimproverata mentre la premono mille minacce esistenziali, e il fatto che qualcuno capisca quanto &#232; duro difendere l&#8217;unica democrazia del Medio Oriente le dona un attimo di respiro, una autentica consolazione. Il panorama che Berlusconi vedr&#224; sar&#224; quello di una societ&#224; piena di voglia di vivere, di un&#8217;economia che si basa sull&#8217;innovazione tecnologica. Netanyahu, che ci tiene molto a dare un suo segno fortemente liberale, ha creato l&#8217;ambiente perch&#233; l&#8217;indice delle cento compagnie israeliane pi&#249; forti nello stock Exchange di Tel Aviv siano cresciute dell&#8217;88,8% in un anno, riprendendosi velocemente dalla crisi del 2008. Lo standard medio della vita &#232; simile a quello italiano. Sembra incredibile che sia una societ&#224; minacciata di genocidio, affaticata dalle spese militari, in cui la leva militare &#232; di tre anni, e in cui il pericolo &#232; pane quotidiano. L&#8217;Iran &#232; oggi il centro dell&#8217;attenzione strategica, un pericolo chiaro e presente: Israele lo vede appollaiato sui suoi confini, sempre pi&#249; aggressivo. Al nord Hezbollah, parte importante del governo libanese, milizia sciita integralista armata dagli ayatollah lungo il confine israeliano, &#232; pronto a scattare quando l&#8217;Iran lo ordini. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2310&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Seminario del &quot;Palestinian Media Watch&quot; alla Camera su &quot;Ideologia e indottrinamento nei media e nei testi scolastici palestinesi&quot; </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2309&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 27 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>(ANSA) - ROMA, 28 GEN - ''In inglese, Abu Omar parla di processo di pace ma in arabo, rivolto al proprio popolo, afferma che Israele non esiste ne' ha il diritto di esistere''.<BR>&nbsp;&nbsp; E' rivolto a una comunita' internazionale ''del tutto inconsapevole'' l'appello fatto oggi dal direttore Itamar Marcus e dai ricercatori dell'ong israeliana Palestinian Media Watch (Pmw), che ha illustrato quella che ha definito la campagna sistematica di istigazione all'odio contro gli ebrei e al terrorismo internazionale condotta dai palestinesi e tragicamente rivolta soprattutto ai bambini, in un seminario organizzato oggi dall'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele.<BR>&nbsp;&nbsp; La ong israeliana, che si occupa di analisi e monitoraggio delle televisioni e dei testi scolastici palestinesi, ha proiettato per due ore estratti di spot televisivi, documentari ma soprattutto 'insegnamenti' veicolati, a suo giudizio, per conquistare la mente dei piu' piccoli: personaggi di cartoni animati - Topolino incluso - che inneggiano allo sterminio degli ebrei, libri di testo che incitano all'odio, scuole e campi da gioco intitolati alla ''stimata martire'' Dalal Mughrabi, autrice del sanguinoso attentato terroristico del 1978, nel quale morirono 37 ebrei.<BR>&nbsp;&nbsp; Secondo la Ong israeliana, si tratta di una campagna capillare che, se sottovalutata, rischia di degenerare con conseguenze catastrofiche per l'umanita'. Che non sembra pero' preoccuparsi ''perche' dai tempi della Guerra Fredda, il mondo e' stato diviso in due parti, gli imperialisti cattivi e i buoni sofferenti, e in questo i palestinesi sono riusciti a piazzarsi molto bene'', ha detto l'onorevole Fiamma Nirenstein (Ufficio di Presidenza dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele). La conseguenza e' la diffusione di una serie di ''menzogne sconfinate e ripetute'' che ha prodotto la cecita' di ''un'opinione pubblica precondizionata dall'Onu, dalle ong e da tutti gli istituti internazionali in cui ci sono delle maggioranze precostituite dei paesi islamici''.<BR>&nbsp;&nbsp; La soluzione auspicata e' che i governi occidentali pongano la condizione di ''educazione alla pace'' prima di concedere finanziamenti all'Autorita' Palestinese. E monitorino costantemente cio' che avviene nelle scuole e sui media di molti paesi arabi, al di la' delle parole di pace pronunciate solo in inglese dai loro leader. (ANSA).<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Il Palestinian Media Watch al Parlamento Italiano</FONT><BR><BR>Cronaca di Costantino Pistilli, <EM>Informazione Corretta</EM><BR>16 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>Quello che il premier palestinese dice in inglese alla comunit&#224; internazionale non lo ripete, in arabo, al proprio popolo.&nbsp;Lo ha dimostrato Itamar Marcus, direttore del Centro <STRONG><A href="http://www.palwatch.org/">Palestinian Media Watch</A></STRONG> al seminario "Ideologia e indottrinamento nei media e nei testi scolastici palestinesi". Marcus, dal 1996, monitora e analizza testi scolastici, programmi tv, documentari, cartoons, giornali: in Palestina intere generazioni sono educate all&#8217;odio e alla violenza contro l&#8217;ebreo, singolo e collettivo, cio&#232;, Israele. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2309&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;odio per gli ebrei c&#8217;&#232; ancora: ora si chiama antisionismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2308&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 27 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Il Giornale, 28 gennaio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Chi nega il diritto dello Stato d&#8217;Israele a esistere riprende gli odiosi metodi di quanti cercarono di sterminare un popolo<BR></EM><BR>A leggere i tanti comunicati e prese di posizione nel Giorno della memoria si assiste a una variegata dimostrazione di buona volont&#224;, ma molte volte, mi dispiace, gli ebrei non c&#8217;entrano niente. Spesso non &#232; una parola sul loro sterminio, sull&#8217;antisemitismo e su come combatterlo quella che viene pronunciata, gridata, sussurrata da uomini politici e fondi di giornale, ma piuttosto una presa di posizione sulla propria personale virt&#249;, sulle virt&#249; della memoria in s&#233; o su temi generici come la difesa dei gruppi che soffrono pregiudizi e persecuzioni da parte di maggioranze. Si dicono due parole di circostanza, poi si parla di Hiroshima, dei pellerossa, delle minoranze etniche ospiti in Italia, del Darfur, della memoria della Resistenza offesa dalle scritte antisemite, dell&#8217;immigrazione sfruttata al Sud; tutte cose che denotano sentimenti elevati, e anche una decisa volont&#224; di obliterare il fatto che l&#8217;antisemitismo attuale ha come obiettivo gli ebrei, lo Stato d&#8217;Israele. C&#8217;&#232; chi si indigna che proprio nel Giorno della memoria i muri di Roma siano stati imbrattati con svastiche, ma chi dichiara la sua indignazione si dimentica di dire che le scritte dicono &#8220;Hamas vincer&#224;&#8221; e &#8220;Usa e Israele boia&#8221;. Quello non d&#224; noia. Qualcuno arriva a punti comici, come il Manifesto, che denunciava Israele anche ieri sul suo sito: &#171;Israele attacca l&#8217;Iran mentre il mondo ricorda l&#8217;Olocausto&#187;. Che maleducato. Peccato che l&#8217;Iran nel frattempo gli prometta di nuovo lo sterminio. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2308&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il burqa &#232; disprezzo per la donna e la democrazia, va vietato</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2307&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 26 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</STRONG></P>
<P>&#8220;Non deve essere permesso nel nostro paese indossare il burqa, o qualsiasi altro tipo di velo integrale. E non perch&#233; si tratti di un simbolo religioso: molti esperti di Islam negano infatti che lo sia e inoltre i simboli religiosi nel nostro paese sono permessi come espressione della libera scelta dell&#8217;individuo.<BR>Il dibattito riguarda invece un fenomeno culturale e rappresenta inoltre una violazione delle norme di sicurezza vigenti da anni in Italia. <BR>Il burqa esprime vergogna e disprezzo per il corpo della donna, lo rinchiude in una spaventosa e scomoda prigione che rappresenta senza ombra di dubbio la negazione del corpo femminile.<BR>Inoltre, nascondendo il volto della persona, ne impedisce l&#8217;identificazione, come stabilito invece dal nostro ordinamento, secondo cui ogni cittadino deve poter essere immediatamente identificato.<BR>Le societ&#224; democratiche hanno fatto memorabili battaglie per il diritto delle donne a essere fiere del proprio corpo. Quindi reputo ogni attacco alla libera esposizione del corpo femminile un attacco alla democrazia&#8221;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2307&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Giorno della Memoria: Frattini apre l&#8217;Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo alla Camera</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2306&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 26 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Shoah: Frattini apre l&#8217;Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo alla Camera<BR></STRONG></P>
<P><STRONG><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/296054">ASCOLTA LA REGISTRAZIONE DELL'AUDIZIONE</A>: <A href="http://www.radioradicale.it/scheda/296054">http://www.radioradicale.it/scheda/296054</A><BR><BR><BR>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/296054?30105></OBJECT><BR><BR><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</EM></STRONG></P>
<P>&#8220;Sono molto fiera del modo in cui la Camera dei Deputati ha scelto oggi di commemorare la Giornata della Memoria: l&#8217;invito del Presidente Fini al premio Nobel Elie Wiesel a intervenire nell&#8217;Aula di Montecitorio e l&#8217;inaugurazione dell&#8217;Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo con la prima audizione del Ministro Frattini&#8221;, ha dichiarato l&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.<BR>&#8220;In questo giorno, nel ricorrere del 65esimo anniversario dalla liberazione del campo di sterminio Auschwitz-Birkenau, purtroppo dobbiamo registrare che la minaccia di sterminio nei confronti del popolo ebraico &#232; ancora reiterata pi&#249; volte dal Presidente Iraniano Ahmadinejad e dai suoi alleati. Questo invito alla distruzione di Israele &#232; la conseguenza di un barbaro antisemitismo che trova la sua base tenace nella negazione della Shoah e in insensate accuse a Israele di razzismo e persecuzione nei confronti del Palestinesi&#8221; ha affermato Nirenstein nel corso dell&#8217;audizione del Ministro Frattini dinanzi alle Commissioni Esteri e Affari Costituzionali congiunte, che compongono il Gruppo di Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo istituito dal Presidente Fini, e che ha cominciato oggi i suoi lavori.<BR>&#8220;Mi associo alla preoccupazione del Ministro Frattini&#8221; ha aggiunto Nirenstein &#8220;per i dati riportati dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), dai quali emerge che, se il 56 per cento degli italiani non nutre sentimenti antisemiti, il 44 per cento mostra in qualche modo ostilit&#224; agli ebrei e il 12 per cento degli italiani si dichiara apertamente antisemita. Inoltre, concordo con il Ministro nel dichiarare che gran parte dei sentimenti antisemiti si esprimono con un attacco razzista e spregiudicato nei confronti dello Stato d&#8217;Israele&#8221;</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2306&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>GIORNATA DELLA MEMORIA: DOMANI PRESENTAZIONE AVVIO INDAGINE CONOSCITIVA SU ANTISEMITISMO</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2305&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 25 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>GIORNATA DELLA MEMORIA: DOMANI PRESENTAZIONE AVVIO INDAGINE CONOSCITIVA SU ANTISEMITISMO;&nbsp;PRIMA AUDIZIONE AL MINISTRO FRATTINI<BR></P>
<P><A href="http://nuovo.camera.it/336"><STRONG>SARA' POSSIBILE SEGUIRE IN DIRETTA SUL SITO DELLA CAMERA L'AUDIZIONE DEL MINISTRO FRATTINI, DALLE 8:30</STRONG></A><STRONG>*<BR></STRONG><BR>Roma, 26 gen. (Adnkronos) - Domani, in occasione del Giorno della Memoria, la Camera avvier&#224; l'indagine conoscitiva sull'antisemitismo con la prima audizione del ministro deli Esteri Franco Frattini, davanti alle commissioni Esteri e Affari Costituzionali riunite. Alle 9,15, alla Sala del Mappamondo, si terr&#224; una conferenza stampa per presentare l'indagine e i suoi obiettivi. All'incontro parteciperanno Frattini, insieme all'ufficio di presidenza dell'organo parlamentare, Fiamma Nirenstein del Pdl, Pietrangelo Ferrari del Pd e Raffaele Volpi in rappresentanza della Lega Nord.<BR>L'indagine conoscitiva sull'antisemitismo, riferisce una nota, varata nell'ottobre scorso su mandato della presidenza della Camera, verr&#224; svolta congiuntamente dalle commissioni Esteri e Affari<BR>Costituzionali almeno per tutto il corso del 2010 con l'obiettivo, di istituire &#171;un'attivit&#224; di monitoraggio e di approfondimento tematico del fenomeno dell'antisemitismo, sia a livello internazionale che nazionale. L'indagine sar&#224; indirizzata a evidenziare i nuovi caratteri che tale fenomeno ha assunto rispetto alle impostazioni tradizionali, con particolare riferimento all'odio etnico e religioso alimentato dal fondamentalismo e allo strumentale intreccio con l'antisionismo e il negazionismo&#187;.<BR>L'indagine, con sopralluoghi sul campo e numerose audizioni di esperti e testimoni, dall'Italia e dall'estero, &#232; mirata a verificare in primo luogo il grado di consapevolezza dell'opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e del sistema educativo, l'adeguatezza degli apparati e delle misure legislative nazionali e delle previsioni delle convenzioni internazionali e infine l'efficacia degli organismi preposti al contrasto dell'antisemitismo.<BR><BR><EM><STRONG>* Al link </STRONG></EM><A href="http://nuovo.camera.it/336"><EM><STRONG>http://nuovo.camera.it/336</STRONG></EM></A><EM><STRONG>&nbsp;(dal sito </STRONG></EM><A href="http://www.camera.it/"><EM><STRONG>www.camera.it</STRONG></EM></A><EM><STRONG>, sezione Camera Video, cliccare su Conferenze stampa)</STRONG></EM></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2305&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Osama vs Obama: forse adesso la Casa Bianca cambier&#224; toni</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2304&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 24 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 25 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Non sono molte, negli anni, le dichiarazioni in cui la fantasmatica voce di Osama Bin Laden fa menzione di Israele; anzi, per molti anni la sua attenzione stragista &#232; stata molto pi&#249; concentrata sui crociati (i cristiani) anche se associati ritualmente agli ebrei in generale (siamo infedeli tutti quanti), sull&#8217;Occidente blasfemo e peccatore oppressore dell&#8217;Islam e soprattutto incarnato dagli Usa, e sulla parte infedele che macchia la Ummah Islamica, i moderati rinnegati da riconquistare con la forza alla Sharia, secondo Osama.<BR>Ai tempi dell&#8217;11 di settembre, che Bin Laden cita nel suo ultimo messaggio come un precedente all&#8217;attacco non riuscito del terrorista Umar Al Farouq Abdulmutallab, Gerusalemme era un elemento marginale per Al Qaida. Oggi invece, in questo messaggio, diventa centrale, anzi, retrospettivamente, a sentir lui, anche le Twin Towers sono state distrutte per difendere la giusta causa dei palestinesi, anzi, con balzo retroattivo, per aiutare la povera gente di Gaza, assediata da Israele. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2304&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2303&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 23 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2303&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Goldstone report conferece 21.1.2010.jpg" alt="Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento" title="Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>Cari amici,<BR>gioved&#236;&nbsp;abbiamo tenuto&nbsp;alla Camera il convegno sul Rapporto Goldstone. Sono intervenuti, moderati da Pierluigi Battista, Laura Mirachian, l'Ambasciatore italiano presso l'ONU a Ginevra, il Prof. Dore Gold, ex Ambasciatore israeliano presso l'ONU di New York, il Generale Giovanni Marizza, che &#232; stato vice comandante della forza multinazionale in Iraq, oltre al Presidente dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele e me.<BR>Il dibattito &#232; stato molto interessante. L'Ambasciatore Mirachian, che ha votato contro l'adozione del Rapporto da parte del Consiglio dei Diritti Umani,&nbsp;ci ha raccontato molti retroscena di quanto avviene presso questo organismo dell'ONU con&nbsp;sede Ginevra, un organismo gestito da maggioranze automatiche che non risponde assolutamente alla sua funzione di monitoraggio del rispetto dei diritti umani nel mondo. Dore Gold e il Generale Marizza hanno fornito un'importante analisi del Rapporto. Grazie a Radio Radicale, potete sentire tutto il convegno a questo link:<BR><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/295639"><STRONG>http://www.radioradicale.it/scheda/295639</STRONG></A>.<BR><BR>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http%3A%2F%2Fwww.radioradicale.it%2Fscheda%2Fembedcfg%2F295639%2F99999></OBJECT><BR><BR><BR><STRONG>La vera storia della guerra tra Israele e Hamas<BR><FONT size=3>Perch&#233; il Rapporto Goldstone non &#232; attendibile</FONT></STRONG><BR><EM>di Andrea Loquenzi Holzer, <A href="http://www.loccidentale.it/articolo/+perch%C3%A8+il+rapposto+goldstone+non+%C3%A8+attendibile+.0085115">L'Occidentale</A>, 23 gennaio 2010</EM><BR><BR><EM>Il Rapporto Goldstone che accusa l'esercito Israeliano di aver commesso crimini di guerra durante le recenti operazioni militari nella Striscia di Gaza &#232; stato finora al centro di un intenso dibattito. A gettare luce sulla questione &#232; intervenuto il convegno che si &#232; tenuto il 21 gennaio dal titolo "Il Rapporto Goldstone, un pericoloso fraintedimento", organizzato dall'associazione interparlamentare di amicizia Italia-Israele, con Dore Gold, Fiamma Nirenstein, Pierluigi Battista, Giovanni Marizza e Laura Mirachian.</EM>&nbsp; <BR><BR>Il giudice sudafricano Richard Justine Goldstone ha presieduto la commissione d&#8217;inchiesta voluta dal Consiglio sui Diritti Umani dell&#8217;Onu per investigare &#8220;tutte le violazioni dei diritti umani e della legge umanitaria internazionale che potrebbero essere stati commessi nel contesto delle operazioni militari condotte all&#8217;interno dell Striscia di Gaza, nel periodo compreso tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009&#8221;. La &#8220;fact finding mission&#8221; &#232; stata originata dalla risoluzione dell&#8217;UNHRC (il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite - United Nations Human Rights Council) del 12 gennaio 2009. Gli altri membri della commissione erano Christine Chinkin del Regno Unito, Hina Jilani dal Pakistan e il Colonnello irlandese Desmond Travers.<BR>Il giudice Goldstone si era detto &#8220;sopreso in quanto ebreo&#8221; per essere stato scelto come capo commissione ma anche di credere fermamente dei diritti umani e nella legge di guerra e nel fatto che i civili hanno diritto alla massima protezione possibile durante il corso di conflitti armati.<BR>La Human Rights Watch con sede a New York (di cui Goldstone faceva parte), ha applaudito alla scelta dell&#8217;ex-membro come capo commissione, sottolineando le sue doti di imparzialit&#224; universalmente riconosciute. Alcuni commentantori come il Professor Gerald Steinberg, o l&#8217;autrice Melanie Phillips, hanno invece fatto notare che, nonostante avesse rassegnato le dimissioni da HRW, Goldstone non poteva dirsi al riparo da accuse di partigianeria, visto che l&#8217;organizzazione newyorkese aveva in precedenza pi&#249; volte accusato Israele di violenze nei confronti della popolazione civile palestinese. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2303&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Haiti: se il Paese della guerra salva le vite</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2302&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 20 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2302&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/haiti.jpg" alt="Haiti: se il Paese della guerra salva le vite" title="Haiti: se il Paese della guerra salva le vite" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p><strong><em>Il Giornale</em>, 21 gennaio 2010<br><br></strong><em>Una parte della stampa internazionale accusa Israele di ignorare i diritti umani. Eppure ad Haiti &#232; in prima fila soprattutto nella cura dei feriti e nella ricerca dei dispersi. Chi viene da una terra dove la morte &#232; sempre in agguato, rispetta il valore dell&#8217;esistenza.</em><br><br>Chi vede che cosa sta facendo Israele ad Haiti, resta a bocca aperta: non c&#8217;&#232; mezzo di comunicazione di massa, non c&#8217;&#232; rappresentanza diplomatica che non abbia lodato il lavoro di quei volontari che non dormono e salvano vite a catena, e che lo fanno al massimo della competenza scientifica e umana. Ma non illudiamoci: non ci vorr&#224; molto perch&#233; Cnn, Sky News, Cbs e tutte le tv internazionali, accusino di nuovo Israele di essere un Paese crudele, violatore di diritti umani, oppressore, assassino di bambini. Loro lo sanno, ma seguitano a lavorare fra le rovine e nell&#8217;ospedale da campo.<br>&#171;Loro&#187; sono i duecentoventi medici e paramedici israeliani, fra cui molti soldati, che sono arrivati per primi sull&#8217;isola distrutta, hanno cominciato a scavare e non hanno ancora smesso, hanno messo su un ospedale da campo che non sgarra di un millimetro dai migliori standard internazionali; a questo ospedale si rivolgono tutti i Paesi che cercano con buona volont&#224;, ma in grande confusione (prima di tutto gli Stati Uniti), di portare aiuto ai terremotati. &#171;Solo gli israeliani sono riusciti a portare velocemente un&#8217;assistenza avanzata&#187;, ha detto alla Cnn la dottoressa Jennifer Furin della Harvard Medical School. [...]</p><p>Vedi anche:<br></p><p><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/4258">"Mi chiamo Israele, Il primo bimbo nato a Haiti si chiama Israel per ringraziare lo stato ebraico degli aiuti"</a></p><p>di Giulio Meotti<br></p></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2302&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Un discorso pieno d&#8217;affetto, ma il Papa non ha mai citato Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2301&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 17 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 18 gennaio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Ine ma tov u ma naim shevet ahim beyahad</EM>. Com&#8217;&#232; bello e com&#8217;&#232; dolce sedersi insieme da fratelli. Il salmo lo dice, e ieri non &#232; stata retorica: quando lo hanno ripetuto sia Rav Di Segni che Benedetto XVI alla sinagoga di Roma, l&#8217;ha cantato il coro, si &#232; avuto il senso di come sia possibile cambiare, svoltare, forgiare la storia con la volont&#224;. Quante ferite nel rapporto fra cristiani e ebrei, e quale ammirevole gesto di amicizia. Il pubblico fitto degli ebrei romani ieri ha riempito la sinagoga, ha coperto di affetto e di rispetto Papa Ratzinger, e Papa Ratzinger ha a sua volta dardeggiato simpatia, per quello che si pu&#242; capire dal sorriso timido e tutto preso nel suo ragionamento, con molteplici sguardi e segni personali affettuosi agli ex deportati e a Rita Levi Montalcini, oltre che alla sinagoga calda, cerimoniale, ecumenica con gli alti cappelli, gli abiti, i tallit roteanti, i canti tenorili e ben intonati, che solo a Roma sono cos&#236; italiani.<BR>L&#8217;antisemitismo e la Shoah sono stati protagonisti del discorso del Papa, il puntiglio della memoria che ha ripercorso la tragedia ebraica risponde chiaramente alle polemiche sui vescovi lefebvriani (come dire &#171;non ho un briciolo di simpatia per le loro tesi&#187;), la lode per chi cerc&#242; di salvare gli ebrei ha messo un punto personale sulla polemica su Pio XII: take the best, forget the rest, prendiamo ci&#242; che c&#8217;&#232; stato di buono e dimentichiamo le mancanze, dedichiamoci insieme alla memoria dei giusti. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2301&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>&quot;Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento&quot;</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2300&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 16 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><div align="center"><b>CONVEGNO</b><br>
<br>
<i>A un anno dalla guerra tra Israele e Hamas</i><br>
<br>
<b><font size="3">"Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento" </font></b><br>
<br>
<i>Modera</i>: Pierluigi Battista, Corriere della Sera <br>
<br>
<i>Intervengono: </i><br>
<br>
<b>Amb. Laura Mirachian</b> &#8211; Rappresentante Permanente d&#8217;Italia presso l&#8217;ONU e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra<br>
<br>
<b>Prof. Dore Gold</b> &#8211; Presidente del Jerusalem Center for Public
Affairs, Gerusalemme, ex Ambasciatore d&#8217;Israele presso le Nazioni Unite
di New York<br>
<br>
<b>Gen. Giovanni Marizza</b>, ex Vice comandante del corpo d&#8217;armata multinazionale in Iraq <br>
<br>
<i>Commenti: </i><br>
<br>
<b>On. Fiamma Nirenstein</b>, Vicepresidente della Commissione Esteri, Camera dei Deputati<br>
<br>
<b>On. Enrico Pianetta</b>, Presidente dell&#8217;Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele<br>
<br>
<b>On. Gianni Vernetti</b>, ex Sottosegretario agli Esteri <br>
<br>
<font size="3"><b>Gioved&#236;&nbsp; 21 gennaio 2010, ore 18:00</b></font><br>
<br>
Camera dei Deputati, Sala del Refettorio, Palazzo San Macuto, Via del Seminario 76, Roma &nbsp;<br>
<br>
<i><b>E' necessario accreditarsi con una mail a nirenstein_f@camera.it,
telefonando al 06-67606805 o al 393-8058906<br>(Per gli uomini &#232;
necessario indossare la giacca)</b><br>
</i></div>

<br>

<i><br>
Il 16 ottobre 2009, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni
Unite, cos&#236;&nbsp; come successivamente l'Assemblea Generale, ha approvato un
rapporto stilato dal Giudice sudafricano Richard Goldstone, sul
conflitto tra Israele e Hamas del gennaio scorso.<br>

<br>


Per otto anni, le cittadine israeliane intorno alla Striscia di Gaza
sono state prese di mira da oltre 9000 razzi da parte di Hamas,
l'organizzazione terroristica che oggi governa la Striscia. La guerra
di Gaza, scoppiata il 27 dicembre 2008, fu una conseguenza di questo
continuo attacco alla popolazione civile israeliana, che ha continuato
a perpetrarsi anche dopo il disimpegno dalla Striscia da parte
israeliana nell'agosto 2005. [...]</i></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2300&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2300&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Alla Chiesa i suoi Santi, agli ebrei il diritto di criticarli</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2299&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 15 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 16 gennaio 2010</b><br>
<br>
Tutta la polemica sulla visita del Papa in Sinagoga attiene al tema del
dolore, della tragedia, della rabbia, della delusione e della sete di
giustizia, ed &#232; per questo una polemica ragguardevole. Ma non ha niente
a che fare con la questione dei rapporti fra ebrei e cristiani: essi
abitano altrove. &#200; evidente che la visita di Benedetto XVI non pu&#242; che
essere utile a un&#8217;amicizia che ha molte ragioni per reggere, e molte
ragioni, invece, per dubitare, dopo tante ferite, di farcela. La
questione centrale del sospetto che Rav Laras, persona savia, integra
ed ebraica come piace a me, esprime sulla bont&#224; della visita &#232;
certamente quella della beatificazione, o santificazione, di Pio XII
propugnata dal Papa. Un Papa che esalta le attitudini &#8220;eroiche&#8221; in Pio
XII alla sua beatificazione rivendicher&#224; l&#8217;imprimatur della visita in
Sinagoga. <br>
Ma gli ebrei non possono, non devono, non vogliono legittimare o
delegittimare nessun santo. Noi non abbiamo santi, non nel senso
cattolico; non crediamo ai santi, non fanno parte del nostro universo
religioso. La Chiesa ha ogni e qualsiasi diritto sulla scelta dei suoi
santi; per&#242;, noi abbiamo diritto al giudizio storico, discutibile come
tutti i giudizi, su qualsiasi personaggio, anche se beato o santo.
Nessuno si offenda, qui non ci sono vignettisti blasfemi, solo una
civile discussione, dunque. [...]</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2299&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2299&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Israele e Turchia, gli ex amici rischiano la rottura</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2298&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 13 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 14 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Era logico che prima o poi Israele si risentisse, come una fidanzata tradita, dell&#8217;atteggiamento ostile della Turchia di Recep Tayyip Erdogan. Ma l&#8217;ha fatto senza calcolare bene le sue reazioni: sempre per restare al paragone con l&#8217;umana fragilit&#224;, il tradimento dopo tanti anni di fragile e preziosa vicinanza con un Paese musulmano in mezzo all&#8217;ostilit&#224; dei vicini islamici, ha causato a Israele una crisi di nervi che accelera per i due Paesi mediorientali una pericolosa rottura gi&#224; nell&#8217;aria. Il presidente G&#252;l, a sentire la televisione turca, ha minacciato di rompere le relazioni se le scuse formali non fossero pervenute entro la serata di ieri. La storia di questi giorni parla di oggetti e simboli, poltrone e bandiere, microfoni e strette di mano: il vice primo ministro degli Esteri Danny Ayalon, dato che la Tv turca ha messo in onda un serial in cui i soldati israeliani ammazzano per divertimento sadico qualche bambino, ha invitato luned&#236; alla Knesset l&#8217;ambasciatore Oguz Celikkol per protestare, ma si &#232; mosso all&#8217;orientale. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2298&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La nuova strategia: ora l&#8217;obiettivo &#232; colpire le &#233;lite. Funzioner&#224;?</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 12 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 13 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Il polverone sollevato in queste ore in Iran sull&#8217;assassinio dello scienziato nucleare Massoud Ali Mohammadi &#232; fatto di informazioni e disinformazioni che si elidono: era un grande sostenitore del regime; no, era un fiero alleato di Mir Hossein Moussavi, anzi aveva firmato una lettera in suo sostegno; era stato visto per strada inseguire gli studenti che partecipavano alle manifestazioni; no, era un tipo completamente apolitico. &#200; stato il Mossad, sono stati gli americani; no, &#232; un assassinio interno al regime... E cos&#236; via.<BR>Tutte queste diverse informazioni diffuse da agenzie di stampa, da vecchi amici dell&#8217;ucciso, dal rettore dell&#8217;universit&#224;, dal governo iraniano stesso, hanno tutte quante la stessa origine, e tutte tendono verso un solo punto: il caos. Perch&#233;, comunque sia andata la vicenda, resta chiara una cosa sola: Mohammadi non insegnava storia dell&#8217;arte, insegnava fisica nucleare. Non sappiamo se questo gli assegnasse un ruolo nei lavori in corso per costruire la potenza nucleare iraniana, ma possiamo pensare che un avvertimento ai dissidenti da parte del governo avrebbe potuto essere dato semmai colpendo qualche personaggio in vista nella rivoluzione in atto contro il regime di Ahmadinejad e degli Ayatollah. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2297&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La Chiesa si ribelli contro il cieco odio islamista</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 8 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 9 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Da troppi anni si aspetta invano che &#171;preoccupazione, tristezza, angoscia&#187; espresse ieri dal Papa dopo la strage di copti a Nagaa Hammadi, in Egitto, si trasformino in una decisa levata di scudi, in una posizione politica definitiva e scandalizzata in difesa dei cristiani nel mondo musulmano, anche a costo di qualche rottura. Eppure, &#232; senz&#8217;altro chiaro a un teologo dell&#8217;importanza di Benedetto XVI, che l&#8217;islam non porr&#224; fine al disastro in omaggio ai sentimenti, persino se espressi in cos&#236; alta sede.<BR>L&#8217;odio islamista contro i cristiani &#232; un odio teologico e oggi di profondo significato strategico, un odio che ambisce alla sostituzione, che ha lontane origini: basta pensare a come nel 1009 il sesto califfo fatimide Al Hakim Bi Amr Allah ordin&#242; la completa distruzione del Santo Sepolcro, poi ricostruito nel 1048, o come, a Gerusalemme cent&#8217;anni, dopo la conquista crociata i musulmani, tornati all&#8217;attacco, rimossero i siti cristiani dal Monte del Tempio, proprio come i crociati avevano rimosso i loro. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2296&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 5 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U><BR>Sintesi degli argomenti della puntata di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Il <STRONG><A href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1262339376052&amp;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull">video clip rap</A></STRONG> ("Never too late") del Principe saudita Faisal Bin Mansour bin Thunayan Al Saud, che ha suscitato grande scandalo in Arabia Saudita.<BR>Il precedente: una principessa saudita che, a seguito dello scandalo causato da sue&nbsp;fotografie senza velo (non senza veli...), si era suiscidata.<BR><BR>La censura in Iran: il regime ha diffuso una lista infinita di fondazioni, organizzazioni, mezzi di comunicazione con i quali la cooperazione&nbsp;per i&nbsp;cittadini iraniani &#232; proibita, costituendo reato.<BR><BR>Sul fronte egiziano: Omar Suleiman, il capo dell'intelligence egiziano, nonch&#233; il mediatore principale tra ANP e Israele, riferir&#224; a breve agli Stati Uniti circa due colloqui separati avvenuti al Cairo, il primo con Netanyahu e il secondo con Abu Mazen. Al termine del suo colloquio, Abu Mazen, si &#232; dichiarato non contrario in liena di principio alla riapertura di un dialogo con Israele, ribadendo le sue due condizioni: 1) l'acquisizione immediata da parte di Israele dell'idea di lasciare fino ai confini del '67; 2) il congelamento completo degli insediamenti.<BR><BR>La rezione di Israele &#232; cauta: non vuole partire dal dato territoriale (confini), ma dalla questione dei profughi e dal nodo di&nbsp;Gerusalemme. <BR><BR>La famosa compagnia di armi Lockheed Martin sta per vendere all'Egitto&nbsp;24 Jet F16, nel corso di un affare del valore complessivo di 3 miliardi e 200 milioni di dollari. Israele si preoccupa. Per capirne il perch&#233; a guardato il panorama generale.<BR>Il Congresso USA ha approvato nelle ultime settimane un costosissimo provvedimento sugli&nbsp;aiuti a vari paesi, tra cui Israelea cui vengono garantiti&nbsp;2 miliardi e 200 milioni di dollari. Ma circa il 75% di questi aiuti viene&nbsp;speso&nbsp;negli Stati Uniti stessi, in armi.&nbsp;Idem per l'Arabia Saudita, la Giordania, l'Egitto. Il Cairo&nbsp;ha richiesto&nbsp;145 milioni di dollari in missili anti nave; 1 miliardo e 290 milioni di dollari per 4 missili ad alta velocit&#224; per la marina e 450 missili aria-terra "Hellfire". Insomma, acquisti ingenti per un paese che non subisce nessuna minaccia diretta ed esplicita. Interesse anche con la Russia per l'acquisto di missili S-400. Considerato che dal 1975 l'America ha investito quasi 15 miliardi di dollari in una serie di progetti volti a migliorare le condizioni del popolo egiziano (83 milioni di persone, di cui praticamente la met&#224; al di sotto dei 25 anni e moltissimi sopravvivono con 2 dollari al giorno), c'&#232; da chiedersi come mai tutti questi investimenti in armamenti, cosa di buono potranno portare alla popolazione egiziana?<BR><BR>Sul fronte iraniano: non &#232; solo Israele l'obiettivo dell'Iran.<BR>A seguito della rivoluzione in Iran, dal giugno scorso, Israele ha via via ammorbidito&nbsp;la sua posizione sull'Iran, rendendosi pi&#249; disponibile alla via delle sanzioni, non alludendo pi&#249; a un attacco militare, anche attraverso esercitazioni militari particolari. C'&#232; una attesa e una volont&#224; di verificare se sanzioni dure, insieme alla rivolta intersa, potranno portare al collasso del regime.<BR><BR>Sul fronte interno&nbsp;palestinese: Hamas ha pi&#249; volte denunciato le torture subite dai suoi oltre 4000 militanti arrestati da Fatah. Queste notizie hanno piuttosto irritato Obama, che si &#232; rivolto al premier palestinese Salam Fayyad richiedendo di porre fine a questi abusi nei confronti dei prigionieri. Ma Hamas ha smentito le dichiarazioni di Fayyad. La stessa sorte subiscono palestinesi sospettati di essere simpatizzanti di Hamas.<BR><BR>L'attentato in Afghanistan in cui sono morti 7 uomini della CIA e il coinvolgimento di un paese moderato come la&nbsp;Giordania, divisa tra i&nbsp;suoi simpatizzanti jihadisti (uno degli attentatori) e la volont&#224; di combattere l'estremismo islamico.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2295&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ma Barack fa il duro soltanto a parole</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2294&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 5 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 6 gennaio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Forse Obama comincia a realizzare che la sua speranza di ingraziarsi l&#8217;islam con un atteggiamento rispettoso fino alla sottomissione, che la sua rivoluzione culturale circa il ruolo degli Usa nel mondo, non placano il terrorismo islamico e non mitigano la sua ambizione di dominare il mondo.</EM><BR><BR>Quand&#8217;&#232; che sapremo dalle labbra del presidente degli Stati Uniti che il nemico che &#232; deciso a combattere &#232; la jihad, la guerra santa che in maniera multiforme, sottile ma organizzata e massiccia, schiera i suoi uomini sulla linea del fuoco degli attentati di New York, di Londra, di Madrid, di Bali, di Buenos Aires, di Mombasa, di Gerusalemme... lungo la frontiera pi&#249; vasta e pervasiva della storia di ogni altra guerra? Non &#232; un problema linguistico, ma di grande sostanza: senza identificare il nemico, non lo si pu&#242; battere.<BR>Il presidente Obama dopo l&#8217;attacco fallito al volo 253 di Natale, sembra scosso; ha risposto duramente alla sua ministra degli interni Janet Napolitano che non &#232; vero affatto che &#171;il sistema ha funzionato&#187;. Poi, ha ordinato di riorganizzare il sistema di sicurezza degli aeroporti; tanto si &#232; reso conto di quanto fosse importante, unito ad altri, il segnale proveniente dal giovane terrorista nigeriano addestrato in Yemen, da chiudervi l&#8217;ambasciata. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2294&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ecco come si vive con la paura dei kamikaze</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2293&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 30 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 31 dicembre 2009<BR><BR></STRONG>In un altro mondo, quello in cui il terrorismo &#232; vita quotidiana, come accade in Israele, l&#8217;eventuale bomba si chiama semplicemente &#171;hefez hashud&#187;, oggetto sospetto. Quando lo si scopre sotto l&#8217;apparenza di un pacco, di una valigia, di qualsiasi cosa, si avverte la polizia che viene con un piccolo robot a farla saltare. &#200; un&#8217;unit&#224; molto occupata. Un &#171;hefez hashud&#187; non fa urlare di paura, non induce a fughe inconsulte, non spinge a investigare con occhi ansiosi dove sia il rifugio pi&#249; vicino, mentre ti chiedi semmai come passare sopra la testa dell&#8217;anziana signora in piedi dietro di te. Dove il terrorismo delle bombe &#232; uno slalom quotidiano, capita di fare tardi a un appuntamento. S&#236;, mi scusi tanto, c&#8217;era un &#171;hefez hashud&#187; sull&#8217;autostrada Tel Aviv-Gerusalemme. Sei fermo da un&#8217;oretta di fronte all&#8217;entrata di un ufficio, o di una scuola, di un grande magazzino dove hai lasciato un pacco e non puoi entrare finch&#233; non arriva il robot e danno il via libera? Pazienza, a volte capita, in una giornata puoi incontrarlo anche due volte. La radio annuncia con voce piatta durante le notizie sul traffico: &#171;Rallentamenti sulla strada numero 6 per la presenza di un hefez hashud vicino a Bacha el Garbiya&#187;. Non lo dice mai durante le notizie. Ok, si sa, speriamo non ci siano altri contrattempi, altrimenti faccio tardi.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2293&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Cara Italia, dall'America ti dico: la vera follia &#232; minimizzare</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2292&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 28 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 29 dicembre 2009<BR><BR></STRONG>Non &#232; come da noi, dove un paio di turisti sbattuti in ginocchio davanti all&#8217;integralismo islamico e alla minaccia sanguinaria di Al Qaida sono per l&#8217;opinione pubblica italiana un fatto collaterale al panettone; dove ci si seguita a interrogare da un paio di mesi se Mohammed Game, l&#8217;attentatore della caserma Perrucchetti armato di esplosivo e dell&#8217;ideologia islamista corroborata in Viale Jenner vada preso alla fine sul serio oppure no. Qui &#232; diverso. Senza il bagno di sangue dell&#8217;11 settembre 2001 tutta quanta la mente americana sarebbe diversa.<BR>Dopo il tentativo di tirare gi&#249; dal cielo di Natale sopra Detroit il 353 della Northwest &#232; meglio non farsi ingannare dal candore della neve, nel freddo punteggiato di festoni colorati, di canti natalizi, di sorrisi generosamente distribuiti col Merry Christmas e il Happy New Year, di colorati, pervasivi regali. Obama &#232; alle Hawaii, ma i segnali che non pensi ad altro che a Umar Farouk Abdulmutallab sono abbondanti: Obama tenne gran parte della sua campagna sulla promessa di restaurare il rispetto per i diritti individuali lasciandosi dietro le spalle l&#8217;era che Bush stesso aveva chiamato della &#171;guerra contro il terrorismo&#187;; insistette parecchio sulla scelta di conciliare sicurezza e libert&#224;. Ben tre dei suoi discorsi hanno avuto per tema la sicurezza nazionale. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2292&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>IRAN: NECESSARIO INTERVENTO COMUNITA&#8217; INTERNAZIONALE</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2291&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 27 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</EM></P>
<P>&#8220;In questi momenti, con incredibile sprezzo del pericolo, i giovani e i dissidenti iraniani tutti stanno dimostrando il loro desiderio di libert&#224; di fronte alla spietatezza della repressione messa in atto dalle Guardie della Rivoluzione Islamica. La preoccupazione che deriva dalla mancanza di informazioni, a causa della censura governativa, su quanto sta avvenendo nelle piazze iraniane, aumenta di fronte al fatto che&nbsp; fonti iraniane ci dicono che il numero reale delle vittime, dei feriti e degli arrestati tra i manifestanti &#232; ben superiore rispetto alle cifre ufficiali rilasciate dal regime iraniano.<BR>Inoltre &#232; ormai alle porte il 31 dicembre, la data stabilita dal Presidente Obama come nuova scadenza per la valutazione di una pi&#249; dura politica di sanzioni da parte del gruppo 5+1.<BR>In queste ore &#232; quindi quanto pi&#249; necessario che gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea intraprendano subito una seria e determinata politica che costringa il governo di Ahmadinejad a piegarsi alla volont&#224; del popolo iraniano, che da mesi chiede un cambiamento radicale.<BR>Auspichiamo che un forte segnale da parte della comunit&#224; internazionale possa spostare l&#8217;asse della politica estera iraniana, oggi diretto in maniera sempre pi&#249; preoccupante verso la corsa agli armamenti atomici e al sostegno del terrorismo internazionale&#8221;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2291&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Nella lunga notte di Israele si decide il destino di Shalit</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2289&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 21 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2289&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Gilad Shalit.jpg" alt="Nella lunga notte di Israele si decide il destino di Shalit" title="Nella lunga notte di Israele si decide il destino di Shalit" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 22 dicembre 2009<BR><BR></STRONG>Gerusalemme - Se questo non &#232; un Paese perseguitato da una forma di odio e di terrorismo senza precedenti, allora nessuno lo &#232; mai stato. Eppure nessuna organizzazione per i diritti umani, nessun governo si &#232; affacciato per dire ai governanti di Israele che il dilemma che devono risolvere in queste ore &#232; terribile,&nbsp;o a sostenerli nel pi&#249; nobile e anche folle fra tutti gli antagonismi storici e filosofici, quello fra la vita e la morte, fra il bene e il male. Ieri un popolo intero intorno all&#8217;ufficio del primo ministro Benjamin Netanyhau, circondato da sagome a grandezza naturale di Gilad Shalit, ostaggio di Hamas da pi&#249; di tre anni, ha ingoiato le lacrime, diviso fra opinioni diverse. Il gabinetto del premier, formato da sei membri pi&#249; Netanyahu, si &#232; riunito per due giorni consecutivi e ieri ha rinnovato gli incontri ancora e ancora fino a tardi per la discussione definitiva su uno scambio che sembra metafisico e assurdo. Hamas vuole un numero esorbitante di assassini e di terroristi, intorno a mille, in cambio del ragazzo rapito lungo il confine di Gaza mentre era di ronda. I palestinesi di Hamas minacciano dicendo che la trattativa &#232; finita e che i genitori di Gilad non lo vedranno mai pi&#249; se Israele non accetter&#224; di liberare una quantit&#224; di assassini che, come le statistiche degli scambi precedenti garantiscono, torneranno a uccidere nelle strade, sugli autobus, nei ristoranti di Israele. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2289&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Alla Knesset un riconoscimento per l'impegno del Parlamento italiano nella lotta contro l'antisemitismo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2287&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 15 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2287&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Knesset premiazione 2.jpg" alt="Alla Knesset un riconoscimento per l'impegno del Parlamento italiano nella lotta contro l'antisemitismo" title="Alla Knesset un riconoscimento per l'impegno del Parlamento italiano nella lotta contro l'antisemitismo" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Oggi la Knesset, il parlamento israeliano, ha conferito a Fiamma
Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei
Deputati, un'onorificenza per il suo impegno nella lotta contro
l&#8217;antisemitismo. La consegna &#232; avvenuta nel corso di una toccante
cerimonia presieduta dal Presidente della Knesset Reuven Rivlin, dal
Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman e dal Ministro per le questioni
della Diaspora Yuli Edelstein, nell&#8217;ambito del <a href="http://www.gfantisemitism.org/Pages/default.aspx"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Global Forum for combating antisemitism</span></a>,
la conferenza internazionale sulla lotta all&#8217;antisemitismo apertasi
oggi a Gerusalemme, alla presenza di accademici e autorit&#224; politiche da
tutto il mondo.<br><br>Il riconoscimento &#232; stato conferito ai
componenti del Direttivo della Coalizione Interparlamentare contro
l'Antisemitismo (ICCA), fondata a Londra lo scorso febbraio, ovvero,
oltre alla Nirenstein, l&#8217;On. Gert Weiskerchen, membro del Bundestag,
l&#8217;On. Irwin Cotler, parlamentare canadese e l&#8217;On. John Mann,
parlamentare inglese.<br>Questo riconoscimento, conferito a Nirenstein
come "testimonianza e tributo per il suo straordinario servizio nella
lotta contro l'antisemitismo", premia un costante impegno da parte
della giornalista e vicepresidente della Commissione Esteri anche
all&#8217;interno delle istituzioni italiane, che in questi giorni ha portato
alla realizzazione di due importanti risultati alla Camera dei
Deputati: &#232; stata varata <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2236"><span style="font-weight: bold;">un&#8217;indagine conoscitiva sull&#8217;antisemitismo</span></a>
che verr&#224; condotta congiuntamente dalle Commissioni Affari Esteri e
Affari Costituzionali, a partire da gennaio; si &#232; poi tenuta la prima
riunione del <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2235"><span style="font-weight: bold;">Gruppo di Collaborazione tra la Camera dei Deputati e la Knesset israeliana</span></a>,
stabilito dal Protocollo di Collaborazione tra le due assemblee
legislative, firmato a Roma dai Presidenti Fini e Rivlin il 6 ottobre
scorso. <br><br>Come ricordato da Nirenstein durante il suo discorso
di ringraziamento, queste iniziative rappresentano il culmine
istituzionale di tante altre iniziative di un Parlamento che nel corso
di questa legislatura non ha mai fatto mancare a Israele la propria
solidariet&#224;: il Parlamento italiano &#232; stato il primo a votare una
mozione che impegnava il governo al ritiro dalla conferenza di Durban
2; ha svolto una manifestazione in piazza Montecitorio, cui &#232;
intervenuto anche il Presidente Fini, in solidariet&#224; a Israele nella
guerra contro Hamas; ha fondato la sezione italiana della Coalizione
Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo <br><br>Sono anche degne di
nota la quantit&#224; e la qualit&#224; delle iniziative promosse
dall&#8217;Associazione parlamentare di amicizia Italia Israele, che riunisce
oltre 200 tra deputati e senatori. Il 21 gennaio prossimo, a un anno
dalla guerra tra Israele e Hamas, l&#8217;Associazione terr&#224; un convegno sul
rapporto Goldstone; il 28 gennaio un seminario sulla cultura dell&#8217;odio
nei mezzi d&#8217;informazione palestinese; inoltre dal 4 al 9 febbraio,
l&#8217;Associazione organizza per il secondo anno consecutivo il viaggio in
Israele per i parlamentari. <br><br>Questo riconoscimento &#232; quindi il
coronamento di un lungo e particolare impegno di tutto il Parlamento
italiano nella lotta per debellare il germe dell&#8217;antisemitismo che
ancora oggi &#232; pi&#249; vivo che mai.<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2287&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Teheran e Siria preparano la guerra contro Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2284&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 13 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 14 dicembre 2009</STRONG><BR><BR>Gerusalemme - Mentre i movimenti giovanili pacifisti pensano che il maggiore di tutti gli impegni sia quello di salvare la terra dai suoi guai ambientali, mentre tutti sollevano le sopracciglia perch&#233; Barack Obama ha pronunciato la parola &#171;guerra&#187; senza perdere i sensi, chi volesse occuparsi di salvare il mondo dovrebbe guardare al Medio Oriente. Perch&#233; qui si prepara un disastro per una vasta parte del mondo. L&#8217;Iran ha incrudelito ieri la linea dura in politica interna, mentre il miracolo delle piazze ancora formicolanti di desiderio di libert&#224; si ripete. La proiezione &#232; evidente nella politica egemonica di questo Paese che vuole dominare il mondo in nome dell&#8217;islam: l&#8217;Iran e la Siria hanno firmato un patto proprio ora che Teheran &#232; investita da nuova pressione internazionale e cerca di ciurlare nel manico negando e accettando, accettando e negando, mentre tutti sanno che il suo scopo &#232; solo quello di costruire la bomba atomica. <BR>Questo patto firmato due giorni or sono dal ministro della Difesa iraniana Ahmad Vahidi e dalla sua controparte siriana Ali Habib Mahmud, &#232; finalizzato ad affrontare &#171;comuni nemici e sfide&#187;, ovvero, se non si capisse, Israele, che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha gi&#224; destinato allo sterminio pi&#249; volte. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2284&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Caro Sgarbi, c'&#232; l'incubo terrorismo dietro a tutti quei controlli</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2282&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 12 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2282&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/ben_gurion_airport_sign.jpg" alt="Caro Sgarbi, c'&#232; l'incubo terrorismo dietro a tutti quei controlli" title="Caro Sgarbi, c'&#232; l'incubo terrorismo dietro a tutti quei controlli" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Cari amici, questa &#232; la mia risposta a Vittorio Sgarbi, che sul Giornale di oggi scrive <A href="http://www.ilgiornale.it/esteri/io_trattato_nemico_a_gerusalemme_non_tornero_mai_piu/13-12-2009/articolo-id=406470-page=0-comments=1"><B>"Io trattato da nemico. A Gerusalemme non torner&#242; mai pi&#249;"</B></A>:<BR><BR><B><I>Il Giornale</I>, 13 dicembre 2009</B><BR><I><BR>Quei giovani che controllano i passeggeri negli aeroporti sanno che la morte spesso &#232; arrivata dagli insospettabili</I><BR><BR>Caro Vittorio,<BR><BR>all&#8217;aeroporto, lo so, chi soffre di pi&#249; &#232; chi come te ascolta leragioni di Israele e cerca sempre di portare un raggio di luce nel buiodel pregiudizio che purtroppo prevale quando si parla dello Statoebraico. Proprio come me, ho sofferto anche io tante volte, squadrata,interrogata, bloccata per ore da ragazzotti a volte sordi e insistenti,a volte persino arroganti e aggressivi. Mi sono detta spesso chedovevano essere ignoranti, addestrati male a riconoscere il delinquenteterrorista, che c&#8217;era qualcosa di personale in quel farmi pagare,innocente e anzi amichevole, il rischio che loro e le loro famigliecorrono ogni giorno, le discriminazioni cui sono soggetti a partiredalle gare sportive fino alle Universit&#224; europee. A volte, sappilo, io,con tutti i miei libri e i miei articoli, sono finita seduta al pianosuperiore, scrutata, fotografata con qualche signora provenientedall&#8217;Europa orientale che cercava di entrare per lavorare in settoridisparati. Avevano ragione? Beh, alla fine s&#236;, e tu lo sai. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Dear Sgarbi,&nbsp; the nightmare of terrorism is behind all those checks</FONT><BR><BR></STRONG><EM>Vittorio Sgarbi is an important Italian art critic, former Member of Parliament and at present mayor of Salemi, a wonderful Sicilian town. He is also a sincere friend of Israel.&nbsp;Recently, invited for a Festival in Jerusalem,&nbsp;on his way back to Italy he was kept at length at&nbsp;Ben Gurion Airport by the security, as often happens.&nbsp;Yesterday he wrote an article on "Il Giornale" titled: "Treated like an&nbsp;enemy. I'll never come back to Jerusalem". I replied to this article with an open letter published on "Il Giornale" on the same day. Here it is</EM>:<BR><BR><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, December 13, 2009</STRONG>
<P>Dear Vittorio,</P>
<P>I know, the people who suffer the most are those who &#8211; like you &#8211; listen to the reasons of Israel and always try to bring a ray of light in the darkness of prejudice that prevails when talking about the Jewish state. Just like me. I too suffered many times when I was looked up and down, questioned, blocked for hours by young officials who sometimes were deaf and insistent and sometimes even arrogant and aggressive. I often said to myself that they were uneducated, ill trained to identify terrorists, that they had something against me, an innocent and even friendly individual who had to pay for the risk&nbsp;they and their families run every day, for the discriminations they have to endure, from sports activities to European Universities. You should know that&nbsp;sometimes I ended up sitting on the upper floor with all my books and articles, looked up and down, photographed together with some ladies coming from Eastern Europe who tried to enter the country to work in all sorts of fields. Were they right? Well in the end yes, they were, and you know that. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2282&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2282&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>Un&#8217;Europa cos&#236; non pu&#242; mediare con Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2281&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 10 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p><strong><em>Il Giornale</em>, 11 dicembre 2009<br><br></strong>E cos&#236; l&#8217;ha avuta la Svezia la sua risoluzione votata dai ministri degli Esteri europei che pomposamente prevede la divisione di Gerusalemme in due parti e l&#8217;istituzione di uno Stato palestinese per il quale, addirittura &#171;non si riconosce nessun cambiamento rispetto ai confini del &#8217;67&#187; a meno che non sia riconosciuto dalle due parti. Peccato che fra le due parti quella palestinese seguiti a rifiutare di sedersi a un tavolo e parlare. Questo, mentre Netanyahu ha bloccato la costruzione in qualsiasi parte del West Bank di ogni costruzione, spaccando cos&#236; il suo Paese appunto sull&#8217;altare di un ritorno al colloquio: infatti &#232; una decisione assai difficile se si pensa, e nessuno ci pensa mai in Europa, che il West Bank per tutte le guerre contro Israele, da quella del &#8217;48 in avanti &#232; stato il retroterra strategico essenziale. [...]</p><p><b><font size="3">A Europe with this stance cannot mediate with Israel </font></b><br></p><p><b><i>Il Giornale</i>, December 11 2009 </b><br>&nbsp;<br>And so Sweden got its resolution passed by the European ForeignMinisters: a bombastic document that - out of the blue &#8211; envisagessplitting Jerusalem in two parts and creating a Palestinian State with&#171;no change at all with respect to the 1967 borders&#8221; unless the twoparties recognize such change. Now, unfortunately, of the two parties,the Palestinians are those still opposing sitting around a table totalk. Therefore the basic condition does not exists and this, even fora child, would be a fundamental requirement before venturing tovaticinate about one of the thorniest issues in the world. This is happening while Netanyahu has stopped any settlement in anypart of the West Bank, thus splitting its Country on the altar of theresumption of talks: in fact, it is indeed a very difficult decision ifwe think &#8211; and nobody in Europe ever thinks about it&nbsp; - that the WestBank has been the essential strategic background &#8211; the bunker, theshelter, the hideout &#8211; for all the wars waged by terrorists and armiesagainst Israel since the 1948. [...]<br></p></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2281&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Ma la religione non c&#8217;entra: i minareti sono simboli politici</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2279&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 2 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p><strong><em>Il Giornale</em>, 3 dicembre 2009<br><br></strong>Per parlare della decisione svizzera di bandire i minareti, innanzitutto avvertir&#242; che nei miei anni come corrispondente da Gerusalemme ogni notte, alle 4, ben prima del gallo, dalla valle sotto casa mia ho dovuto subire il canto del muezzin da una vicina moschea, e non lontano da lui, l&#8217;eco di molte altre voci simili. Mai, tuttavia, ho pensato che quel muezzin dovesse star zitto. Nel suo villaggio non canta per farsi sentire anche da me, ma per chiamare i suoi alla preghiera. Questa &#232; libert&#224; religiosa, e Gerusalemme la d&#224; a tutti.<br>Pensare che laggi&#249; cercasse di affermare un messaggio politico oltre che religioso significherebbe andare oltre ci&#242; che &#232; legittimo per una persona democratica, liberale, rispettosa della cultura, della religione altrui. Di fatto l&#8217;islamofobia, salvo per alcuni casi patologici, &#232; un&#8217;invenzione dell&#8217;Onu quando nel 2004 il segretario Kofi Annan la defin&#236; ufficialmente causa della frustrazione di molti musulmani, senza dedicare una parola alla jihad che allora impazzava e ad altri immensi problemi. Infatti nella sua maggioranza l&#8217;Islam ufficiale, nei suoi luoghi d&#8217;origine e all&#8217;estero, non ha accettato la dichiarazione universale dei diritti umani, contrapponendovisi con altre come la Dichiarazione del Cairo che afferma &#171;ognuno ha diritto a sostenere ci&#242; che &#232; giusto, e a mettere in guardia contro ci&#242; che &#232; sbagliato e malvagio in conformit&#224; con la Sharia islamica&#187;. [...]<br><br><br><strong><font size="3">But religion has nothing to do with it: minarets are political symbols</font></strong><br><br><strong><em>Il Giornale</em>, December 3, 2009</strong><br><br><br>
As to
the decision by Switzerland to ban minarets, I would like first of
all&nbsp;to say that, in my years as a correspondent from Jerusalem, I had
to bear the Muezzin&#8217;s call from a nearby mosque every night at 4 a.m.,
much before the cock crow. And nor far away from him came many other
similar voices. However, I never thought that the Muezzin had to be
silent. In his village, he does not sing to be heard also from me, but
to call his followers to pray. This is religious freedom and Jerusalem
gives it to everybody. Thinking that, down there, he was trying to
convey a political message in addition to a religious one, would mean to
go well beyond what is legitimate for a person who is democratic,
liberal and respectful of other people&#8217;s culture and religion.<br>
Actually, except for some pathological cases, Islamophobia is an
invention of the U.N. Indeed, in 2004, the U.N. Secretary General Kofi
Annan officially defined it as the cause of frustration for many
Muslims, without mentioning the rampant jihad and other huge problems.
In fact, in most countries of origin and abroad, the official Islam has
not accepted the universal declaration of human rights. But it has
responded with other initiatives such as the Cairo Declaration, which
states that &#8220;anyone has the right to support what is right and to warn
against what is wrong and evil in line with the Islamic Sharia&#8221;. [...]</p></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2279&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2279&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2278&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 1 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti della puntata di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Cambio della leadership all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Ahmadinejad non demorde.<BR>Internet &amp; the Middle East:<BR>Due attivisti iraniani arrestati il 18 novembre e condannati a 6 anni di carcere&nbsp;per attivit&#224; di dissenso su internet contro il regime.<BR>Istituita una nuova unit&#224; di polizia per combattere "gli insulti e il diffondersi di bugie su internet".<BR>Ahmadinejad nella veste di blogger: "le memorie personali di Mahmoud Ahmadinejad" - 15 minuti alla settimana per avere un contatto personale con la popolazione.<BR>Blog in inglese e in farsi: due lingue, due versioni.<BR>L'esercito israeliano sta organizzando una nuova unit&#224; di media per rispondere agli attacchi su Youtube.<BR>Sito DEBKA: attendibile o&nbsp;no? Buona fonte, ma da verificare...<BR><BR>Questione Gilad Shalit: nulla di nuovo sotto il sole, tutto in sospeso dalla settimana scorsa.<BR>La vicenda&nbsp;&#232; in stretto collegamento con le elezioni palestinesi,&nbsp;inizialmente indette da Abu Mazen e poi sospese. Sempre rifiutate da Hamas, ma ora sembra che ci stia ripensando. Ovvero: la liberazione di Shalit farebbe grande pubblicit&#224; a Hamas, e quindi eventuali elezioni giocherebbero a suo favore.<BR><BR>Netanyahu ha annunciato tre giorni fa un congelamento di tutti gli insediamenti per 10 mesi. L'esercito ha gi&#224; iniziato a distribuire ordini di arresto dei lavori in tutti gli insediamenti.<BR>Frattanto, i membri del Likud, il partito di Netanyahu, che vivono in insediamenti, hanno a loro volta annunciato un "congelamento", ma della loro appartenenza al partito, fino a che non si riprender&#224; la ricostruzione. Ma riprender&#224; mai la costruzione una volta accettato il principio?<BR><BR>L'apprezzamento degli Stati Uniti per il gesto israeliano e la posizione ostile dell'Unione Europea.<BR>Un'Unione Europea fortemente condizionata dalla presidenza svedese di turno, in carica fino a fine dicembre. Dopo l'episodio della pubblicazione antisemita sul traffico di organi palestinesi da parte dell'Esercito israeliano sul giornale svedese Aftonbladet, e il rifiuto del Governo svedese di condannarla, i rapporti Svezia-Israele si sono incrinati.<BR><BR>Carl Bild, Ministro degli Esteri svedese, ha preparato un documento, che presenter&#224; la settimana prossima all'Unione Europea, in cui sancisce la spartizione di&nbsp;Gerusalemme. Ovvero, pone come primo punto quasi scontato,&nbsp;il nodo principale, la questione&nbsp;pi&#249; delicata in tutte le trattative israelo-palestinesi, come ci insegna Camp David 2000, le trattative tra Barak e Arafat, sotto gli auspici di Bill Clinton, che fallirono drammaticamente proprio su questo punto, perch&#233; Arafat disse che per lui era impossibile accettare la divisione di Gerusalemme.<BR><BR>Problemi: l'unilateralit&#224;. Impossibile pensare di non discutere di questo punto se non a un tavolo di trattative.<BR>La libert&#224; di culto, concessa a tutte le fedi solo dal 1967 (sotto il dominio giordano, agli ebrei &#232; sempre stato negato l'accesso al Muro del Pianto).<BR>La propaganda arafattiana per cui gli ebrei non avrebbero nessun legame con Gerusalemme.<BR>Sari Nousseibeh, professore palestinese, &#232; intervenuto a una recente presentazione all'Universit&#224; Ebraica di Gerusalemme del libro "Dove&nbsp;il Cielo e la Terra&nbsp;si incontrano: la Sacra Spianata di Gerusalemme", alla cui stesura ha contribuito, sostenendo il legame esistente tra ebrei e Gerusalemme. Alla presentazione, tuttavia, non ha parlato, probabilmente per preservarsi.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2278&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>L&#8217;Europa vuol dividere Gerusalemme in due per regalarla agli arabi</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2277&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 1 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 2 dicembre 2009<BR><BR></STRONG><EM>La proposta della Svezia, presidente Ue: &#171;Una citt&#224;, due capitali&#187;. Ma cos&#236; si riconosce lo Stato palestinese. E si scatena la guerra.<BR>RISCHI - Difficile pensare a una gestione liberale di quei luoghi da parte di chi adotta la sharia.</EM><BR><BR>Dato che la sua presidenza della Unione Europea durer&#224; fino al primo di gennaio, la Svezia fa di tutto per portare a casa pi&#249; in fretta possibile qualche risultato eclatante, spingendo l&#8217;Ue verso inusitate sponde di palestinismo. Carl Bildt ministro degli esteri svedese, lo stesso che si rifiut&#242; di dissociarsi dall&#8217;articolo del quotidiano Aftonbladet per il quale i soldati israeliani uccidono i palestinesi per commerciare nei loro organi, adesso ha preparato un documento svelato ieri dal giornale israeliano Ha&#8217;aretz. Sar&#224; presentato la prossima settimana all&#8217;incontro dei ministri degli esteri dei 27 paesi dell&#8217;Ue: l&#8217;Unione Europea vi si pronuncia perch&#233; Gerusalemme sia divisa in due, insieme capitale israeliana e capitale palestinese.<BR>Ecco come si risolve all&#8217;Europea una delle questioni pi&#249; delicate del mondo: un documento, una spina per Israele, un piacere ai palestinesi, e niente di fatto. Pare che la Germania, l&#8217;Italia, e la Spagna non vogliano starci, e invece la Francia e l&#8217;Inghilterra s&#236;. Il solito stile che ha portato l&#8217;Europa fuori di ogni rilevanza politica in Medio Oriente. Qui, &#232; solo l&#8217;avventata conclusione di una trattativa ancora non iniziata e mille volte abortita. [...]<BR><BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2277&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2277&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L&#8217;odio contro Israele, questo &#232; il risultato della politica della mano tesa di Obama</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2276&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 31 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Shalom</EM>, 1 novembre 2009</STRONG><BR><BR>Con l&#8217;approvazione del rapporto Goldstone si impedisce ad un paese democratico di difendersi dagli attacchi terroristi.<BR>Israele ha sempre dovuto difendere il suo diritto a sopravvivere come se fosse un lusso, come se le tante guerre, gli attacchi<BR>terroristi, le migliaia di morti di civili, e poi il bombardamento incessante portato da Hamas a Sderot, Ashkelon, Ashdod e ai kibbutz circostanti non comportassero abbastanza sofferenza. <BR>Mi piacerebbe sapere se c&#8217;&#232; qualcosa che vada bene nella politica della mano tesa di Barak Obama. Al momento, sembra che le sue speranze, sempre cos&#236; luminose sugli schermi tv e sulla carta, di fatto si riferiscano a un mondo che non vuole saperne.<BR>Dell&#8217;Iran, primo fra gli obiettivi del pacifismo obamiano, sappiamo che ancora non sono avvenute le promesse ispezioni alla struttura atomica di Qom; quand&#8217;anche avvenissero, sarebbero operate dall&#8217;AEIA di El Baradei, ovvero consterebbero di qualche evanescente, cauta notizia destinata a essere subito smentita da fatti ben pi&#249; crudi, per esempio da altri siti nascosti, oppure sarebbero la foto di un teatrino destinato a cambiare lo scenario poco dopo l&#8217;uscita dei tecnici dell&#8217;Agenzia Atomica. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2276&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2276&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L&#8217;Onu &#232; il vero ostacolo alla pace</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2275&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 30 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Shalom</EM>, ottobre 2009</STRONG><BR><BR>Quando Netanyahu &#232; intervenuto all&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite gioved&#236; 24 ottobre, ha compiuto un&#8217;audace rivoluzione concettuale, innanzitutto attaccando l&#8217;ONU frontalmente per la prima volta, e anche collegando fra loro quattro temi. Prima, ha ripercorso l&#8217;orrore della Shoah, e con una modestia da studente, che &#232; poi stata criticata da alcuni, ne ha mostrato pianamente la verit&#224; storica tramite documenti. In secondo luogo, inaspettatamente, ha accostato il tema della negazione della Shoah a quello della relazione della commissione dell&#8217;ONU guidata dal giudice Goldstone, incaricato di indagare sulla guerra di Gaza. Come tutti si aspettavano dato il pregiudizio che sempre caratterizza l&#8217;ONU quando tratta di Israele, la commissione ha elaborato il suo mito negativo, ha partorito cio&#232; un autentico blood libel, che collega l&#8217;idea stessa di Israele con quella di attacchi indiscriminati e senza ragione alla popolazione palestinese innocente e col concetto di crimini di guerra. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2275&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Un rapito vale mille criminali?</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2273&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 25 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il&nbsp;Giornale</EM>, 26 novembre 2009<BR><BR></STRONG>Per assistere alla pi&#249; espressiva parabola della condizione di Israele nel Medio Oriente, si pu&#242; guardare in questi giorni al peggiore fra tutti gli affari possibili: lo scambio di un ragazzo innocente, un caporale dell&#8217;esercito israeliano che doveva aver sparato ben pochi colpi se non nel corso delle esercitazioni, tenuto in crudele segregazione dal giorno del rapimento nel giugno 2006, contro un branco gigantesco di delinquenti, 1400 prigionieri palestinesi condannati nei pi&#249; rigorosi processi che sistema giudiziario possa garantire. Fra loro, almeno un centinaio di ergastolani, assassini seriali, killer volontari di donne e bambini.<BR>Queste sono le ore in cui si decidono gli ultimi nomi, e Israele cerca di evitare che escano liberi i pi&#249; fanatici assassini, quelli che probabilmente torneranno a uccidere. Ma Israele &#232; soggetta a due forze straordinarie: la totale devozione alla vita che nasce dal dovere di sopravvivere e di salvare i ragazzi per i loro genitori; e dall&#8217;altra parte, il cinismo di un mondo che da sempre lo spinge a considerare naturale rinunciare, abbandonare, come se dovesse farsi perdonare. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>A kidnapped soldier worth a thousand criminals?</FONT></STRONG>&nbsp;<BR><BR></P>
<P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, November 26, 2009</STRONG></P>
<P>On these days, to exemplify the parable of Israel's condition&nbsp; in the Middle East, you can look to the worst of all deals : the exchange of 1 innocent boy, an unexperienced Israeli army corporal, still held in cruel segregation from the day of the kidnapping in June 2006 by a gang of thugs, with 1400 Palestinian prisoners condemned by the most rigorous processes that can be ensured by justice. Among them, at least a hundred life convicts, murderers, serial killers of women and children. <BR>Now is the time when definitive names are decided, while Israel is trying not to free the most fanatical murderers, those who probably will return to kill. But Israel is subject to two special extraordinary forces: total devotion to life and&nbsp; will of survival, saving the children for their parents and on the other hand, the cynicism of a world that always pushes Israel to consider giving up, as if it needed to make amends... [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2273&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2272&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 23 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Le trattative in corso per la liberazione del caporale israeliano Ghilad Shalit: l'incontro del Cairo, a cui hanno partecipano non solo le frange militari, ma anche quelle politiche di Hamas. Tra questi, nome chiave &#232; Ahmed Jaabari, una sorta di capo di stato maggiore di Hamas, che sostiene di aver programmato il rapimento di Shalit e di starne preparando altre.<BR>Sul fronte israelaino: accordo di massima tra destra e sinistra sull'andare avanti con le trattative. Tra quelli contrari: Benny Begin, figlio del premier storico.<BR>Probabile comunque l'approvazione della trattativa da parte del gabinetto israeliano.<BR>La mediazione tedesca.<BR>Il succo della trattativa: 1400 prigionieri per avere indietro Ghilad Shalit. 450 sulla base di una lista stilata da Hamas; altri 550 come omaggio ad Abu Mazen e al presidente egiziano Mubarak; altri 400 tra donne e giovani. Ma il vero nodo&nbsp;&#232; una lista di 120 persone, poi ridotte a 70 (anche se ora sembri che il prezzo sia stato rincarato di nuovo), di cui&nbsp;4 nomi in particolare perch&#233; si tratta di terroristi responsabili di innumerevoli massacri: 1) Ibrahim Hamed, capo dell'ala militare di Hamas in Cisgiordania dal 2001 al&nbsp;2005 (76 israeliani ammazzati); 2) Abdallah Barghouti, detto l'"Ingegnere" di Hamas (46 israeliani ammazzati); 3) Abbas Sayed - responsabile dell'attacco di Netanya del 2002, nel quale morirono 30 israeliani e in seguito al quale venne decisa l'operazione "Scudo di Difesa"; 4) Ahmad Saadat, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che nel 2001&nbsp;mand&#242; ad ammazzare il ministro (appena dimessosi) israeliano Rehavam Zeevi.<BR>La controversia sul nome di Marwan Barghouti (condannato a 5 ergastoli) e il suo impatto sugli equilibri interni dell'Autorit&#224; Nazionale Palestinese.<BR>Barghouti &#232; l'unico possibile antagonista di Abu Mazen, che recentemente ha invocato una Terza Intifada, forse per accreditarsi agli occhi di Hamas come possibile uomo della mediazione tra Hamas e Fatah. D'altro canto, questo &#232; proprio il motivo per cui Hamas potrebbe non essere interessato alla sua liberazione, che farebbe accrescere la popolarit&#224; di Fatah, l'unico leader laico con cui forse sarebbe possibile per Israele avviare una trattativa.<BR>Abu Mazen in viaggio in America Latina, rispondendo alle voci su una possibile&nbsp;Terza Intifada, ha escluso questa possibilit&#224;, dicendo che con la Seconda Intifada i palestinesi hanno gi&#224; sofferto abbastanza.<BR>Le statistiche dicono che circa il 35% dei terroristi liberati in trattative di questo genere, torna alle stesse attivit&#224;. Nell'ambito di questo scambio viene avanzata anche l'ipotesi che alcuni tra questi possano essere esiliati. Pare che la Finlandia sia disponibile ad accoglierne qualcuno.<BR><BR>La visita di Ahmadinejad in Brasile - Ahmadinejad, accolto molto calorosamente dal Presidente Lula, ha detto che nessuno attaccher&#224; l'Iran perch&#233; tutti avrebbero paura della reazione.<BR>Come mai la Russia non ha ancora fornito all'Iran il sistema anti-missile S-300, come aveva promesso?<BR>E' di pochi giorni fa la notizia che l'Iran, attraverso un centro di beneficenza,&nbsp;ha dato 100mila dollari alla Columbia University dopo che questa ospit&#242;, nel 2007, Ahmadinejad per il famoso discorso.<BR><BR>Sul fronte siriano - Il comandante delle forze americane in Iraq, generale Ray Odierno, ha dichiarato alla Reuters che le indagini sulle&nbsp;esplosioni di Baghdad del 25 ottobre scorso, in cui morirono 150 persone, indicano che&nbsp;gli ordigni erano di provenienza siriana. L'idea &#232; quella che Al Qaeda, che ha subito una pesante sconfitta con il <EM>surge</EM> attuato dal generale Petreus, abbia trovato dei nuovi alleati nei baathisti siriani.<BR><BR>Il viaggio del Ministro Ben Eliezer in Turchia, l'incontro con Erdogan. Il discorso su una possibile riapertura del dialogo con la Siria attraverso la Turchia.<BR><BR>Lo stato di allarme in Israele, la distribuzione delle nuove&nbsp;maschere a gas. La straordinaria partecipazioni alle esercitazioni di difesa civile a Gerusalemme anche di centinaia di&nbsp;ultraortodossi anti-sionisti.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2272&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ecco perch&#233; la Casa Bianca sta sbagliando tutto</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2271&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 22 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 23 novembre 2009</b><br>
<br>
&#200; abbastanza difficile immaginarsi una serie di mosse pi&#249; sbagliate di
quelle intraprese dall&#8217;amministrazione Obama per rimettere in moto il
processo di pace: non perch&#233; ha spinto con tutte le sue forze Israele a
fare concessioni. Questo &#232; legittimo e potrebbe anche essere utile, se
fatto in maniera intelligente, cercando una contropartita rassicurante.
Ma prima di tutto ci vorrebbe un piano, e il piano, che tutti
richiedono, non &#232; mai saltato fuori. Non si conosce nessuna strategia
di Obama per raggiungere lo scopo desiderato di due Stati per due
popoli. Si sa solo che lo vuole fortemente.<br>
Oltre a questo, si &#232; visto che Obama ha avuto solo un&#8217;idea e che &#232;
sbagliata. Per la verit&#224; l&#8217;idea rovinosa l&#8217;ha avuta il suo delegato
speciale per il Medio Oriente George Mitchell: &#232; stata quella di
inventarsi la &#171;precondizione&#187; cio&#232; il &#171;congelamento&#187; di tutti gli
insediamenti, considerando per tali anche alcuni quartieri di
Gerusalemme che nessuno, n&#233; la destra n&#233; la sinistra, in Israele
bloccherebbe senza trattare. Cio&#232;, non si sa perch&#233; il congelamento &#232;
preventivo rispetto a ogni altro passo. In realt&#224; la risoluzione Onu
242, che stabilisce il fine di due Stati per due popoli, dice anche che
vi si deve arrivare con una trattativa e secondo criteri di sicurezza
per Israele. Persino Yossi Beilin, ex ministro degli Esteri del governo
laburista e leader di &#171;Pace Adesso&#187;, ha dichiarato che Mitchell
dovrebbe dimettersi, perch&#233; le trattative fra Netanyahu e Abu Mazen
devono avvenire su un tavolo sgombro, animati solo dalla volont&#224; di
arrivare a un accordo. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2271&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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<item>
    <title>Intervento nel corso del quinto Congresso Mondiale Parlamentare sul Tibet </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2270&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 18 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=330 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.5.swf></OBJECT><BR><BR>Sala della Lupa, Montecitorio</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2270&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Dopo l'intesa su &quot;Mr. Europa&quot; e &quot;Madame Pesc&quot;</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2269&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 19 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>"Il governo ha sostenuto con grande determinazione la nomina di D'Alema" <BR><BR>Intervista a Fiamma Nirenstein di Fabrizia B. Maggi<BR><EM>L'Occidentale</EM>, 20 novembre 2009</STRONG><BR><BR>Sono tante le polemiche nate all&#8217;indomani della scelta delle persone che guideranno l&#8217;Europa nei prossimi mesi. Dopo la riunione di ieri tra i leader dei Ventisette per decidere il nome del presidente stabile dell&#8217;Ue e quello dell&#8217;Alto Rappresentante della Politica Estera, una cosa &#232; certa: il nuovo primo ministro degli Affari Esteri europeo non sar&#224; Massimo D&#8217;Alema. Nel pomeriggio, &#232; arrivato infatti il colpo di scena. Nonostante tutti i bookmakers europei dessero quasi per sicura la nomina dell&#8217;ex premier italiano a &#8220;Mr. Pesc&#8221;, il gruppo dei socialisti europei ha deciso all&#8217;ultimo momento di ritirare la sua candidatura per dare preferenza alla baronessa britannica Catherine Ashton. Cos&#236;, Londra ha finalmente dato il via libera alla nomina di Herman Van Rompuy come nuovo presidente europeo.</P>
<P>Se per alcuni la decisione&nbsp; &#232; stata &#8220;una beffa&#8221; e &#8220;un affondo&#8221; da parte dei compagni europei di D&#8217;Alema, altri invece puntano il dito contro &#8220;lo scarso attivismo&#8221; del governo italiano e lo &#8220;scarso appoggio&#8221; del premier Silvio Berlusconi. La stessa persona che era scesa in campo (persino fino a poche ore prima della decisione finale) per appoggiare personalmente la candidatura di D&#8217;Alema, nonostante le ovvie divergenze politiche. Per capirne di pi&#249; abbiamo parlato con Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.</P>
<P><STRONG>Onorevole Nirenstein, Martin Schultz (capogruppo dei socialisti a Strasburgo) ha dichiarato che a far saltare la candidatura di Massimo D&#8217;Alema a responsabile della PESC sia stato lo scarso appoggio ricevuto dal governo Berlusconi. Sono andate davvero cos&#236; le cose?</STRONG></P>
<P>Come vicepresidente della Commissione degli Affari Esteri al Parlamento, sono stata presente ad un paio di riunioni e ho sentito il ministro Frattini parlare della candidatura di D&#8217;Alema con grande determinazione. E poi, mi &#232; sembrato capire che a ritirare la sua candidatura non sia stato il governo ma bens&#236; il Partito socialista europeo, cio&#232; i colleghi del suo stesso gruppo politico in Europa. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2269&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>&quot;Per i palestinesi anche Gerusalemme &#232; un insediamento d'Israele&quot; </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2268&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 19 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>L'Occidentale</i>, 20 novembre 2009<br>
Intervista a Fiamma Nirenstein di Andrea Holzer</b><br>
<br>
Una pioggia di critiche sono piovute addosso al governo israeliano,
dopo l&#8217;approvazione di un piano regolatore che prevede la realizzazione
di 900 appartamenti nella zona di Ghilo, a sud-ovest della Citt&#224; Santa,
da parte dell&#8217;amministrazione municipale di Gerusalemme. L&#8217;Onu, gli
Stati Uniti, l&#8217;Autorit&#224; Palestinese e altri governi occidentali, hanno
gridato alla scandalo e profetizzato la fine prematura dei negoziati,
bench&#233; l&#8217;approvazione del piano preveda comunque molti altri passaggi
burocratici (le palazzine, infatti, vedranno la luce soltanto tra
diversi anni).<br>
<br>
Il fatto &#232; che Ghilo non &#232; "un insediamento", visto che fa parte della
Citt&#224; Santa, e le cosiddette &#8220;precondizioni&#8221; poste dall'amministrazione
Obama, di cui tanto si &#232; parlato, facevano riferimento allo stop degli
insediamenti fuori dalla capitale israeliana. Ma gli arabi considerano
sacra quella parte di Gerusalemme in cui sarebbe passato il Profeta,
cos&#236; come gli israeliani reclamano il diritto inalienabile di abitare
quella che considerano da sempre la &#8220;loro&#8221; capitale. E' uno dei nodi
della irrisolta questione israelo-palestinese. Abbiamo chiesto a Fiamma
Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei
Deputati, di spiegarci meglio cos'&#232; accaduto a Ghilo. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2268&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2268&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2267&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 17 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.5.swf></OBJECT>
<P><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Due soldati israeliani processati e condannati per aver rifiutato di sgomberare delle case di settlers.<BR>L'aumento di soldati religiosi che si arruolano: il fenomeno del nazionalismo religioso e la crescente contestazione di destra all'interno dell'esercito.<BR>La richiesta del "congelamento" degli insediamenti.<BR>Le differenze tra Arafat e Abu Mazen che sono emerse anche durante il ricordo di Abu Mazen alle celebrazioni per l'anniversario dalla morte di Arafat alla Muqata nei giorni scorsi.<BR>Abu Mazen &#232; andato a sondare il terreno per verificare se andare avanti o meno sulla decisione di non ricandidarsi alle prossime lezioni presidenziali, indette da lui stesso per gennaio. In generale si pensa all'opportunit&#224; o meno di queste elezioni, dal momento che sembra quasi sicuro che Fatah le perderebbe.<BR>Saeb Erekat, storico negoziatore palestinese, ha sollevato l'idea di dichiarare unilateralmente la nascita di uno stato palestinese. Come?&nbsp;Facendo rilasciare alle Nazioni Unite una risoluzione ad hoc. Anche se dovesse avere valore solo simbolico, non &#232; detto che questa iniziativa all'ONU non passerebbe, soprattutto sulla scia della vicenda del Rapporto Goldstone.<BR>Frattanto, Netanyahu ha ribadito la richiesta di sedersi al tavolo delle trattative senza precondizioni (come quella del&nbsp;"congelamento"), riaffermando la disponibilit&#224; a grandi concessioni. Plausibile, ricordandoci degli accordi di Wye Plantation, fatti proprio da Bibi nel 1998 e in generale dei grandi gesti di uomini di destra per cercare di raggiungere la pace.<BR>Yaakov Katz, membro del governo Netanyahu, ha contestato la possibilit&#224; di&nbsp;dichiarazione unilaterale di uno Stato palestinese, facendo riferimento alla possibilit&#224; che allora anche Israele annetta unilateralmente zone della West Bank e richiamando piuttosto alla Risoluzione 242 che invita a sedersi al tavolo dei negoziati.<BR><BR>Il Times di Londra rivela oggi (17.11.09)&nbsp;che Muhammad El Baradei, il direttore dell'AIEA, avrebbe stilato da settembre un documento segreto, presentato dal Times come un documento di resa, che darebbe all'Iran la possibilit&#224; di arricchire il suo uranio, concedendo in cambio all'Agenzia per l'Energia Atomica di effettuare alcune ispezioni cicliche.<BR><BR>Mentre Obama dichiara "&#232; il momento che l'Iran si comporti in maniera pacifica e trasparente", l'AIEA ha rilasciato due rapporti, questi pubblici: uno sulla visita al sito segreto di Qom, scoperto il mese scorso e un altro sulla Siria.<BR>Nel primo rapporto si parla dell'eventualit&#224; che, essendo la centrale di Qom stata mantenuta in segreto molto bene per lungo tempo, esistano altre centrali non dichiarate.<BR>Il secondo rapporto fa riferimento a 3 luoghi nelle vicinanze del sito bombardato in Siria nel settembre 2007 dove, con i resti del reattore nucleare bombardato allora, sembra si stia continuando un'attivit&#224; di arricchimento di uranio e plutonio.<BR><BR>I sospetti sul rapimento da parte di&nbsp;forze che collaboravano con il Mossad di Ali Reza Askari, un ufficiale della difesa iraniano scomparso all'inizio del 2007 mentre si trovava in Turchia, forse ora detenuto in un carcere israeliano. Fonte: la radio militare israeliana (Galei Tzahal). Si suppone che sia Askari dietro al passaggio di informazioni sul reattore siriano&nbsp;succitato, bombardato nel settembre 2007 e sulla sorte di&nbsp;Ron Arad, il pilota israeliano scomparso dal 1986.<BR><BR>Fronte delle trattative israelo-siriane: il consiglio di Sarkozy a Netanyahu di concentrarsi su quel fronte dato lo stallo su quello palestinese. Il viaggio di questi giorni di Kouchner in Israele e Siria segue la visita della settimana scorsa di Bashar Assad a Parigi.<BR><BR>Nuovi revisionismi:&nbsp;<A href="http://www.memritv.org/clip/en/2260.htm"><STRONG>un professore dell'Universit&#224; di&nbsp;Gaza&nbsp;in un'intervista alla televisione Al Aqsa</STRONG></A> ha sostenuto che le lamentele degli ebrei che costruirono le Piramidi, per cui&nbsp;furono maltrattati e&nbsp;sfruttati, sono una mera bugia. I ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che gli schiavi ebrei erano trattati benissimo.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2267&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Le mogli dei dittatori ci fanno lezione</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2266&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 16 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 17 novembre 2009<BR><BR></STRONG><EM>L&#8217;Unit&#224; esalta la conferenza contro la fame delle first lady del Terzo mondo. Dove a spiegare come sconfiggere il sottosviluppo erano la signora Ahmadinejad e la rappresentante del governo cubano.<BR></EM><BR>&#200; davvero corruttiva rispetto al ruolo della donna nella societ&#224;, alla sua dignit&#224;, all&#8217;uso del corpo la prima pagina dell&#8217;Unit&#224; di ieri: una schiera colorata di foto di donne avrebbe dovuto testimoniare l&#8217;eccellenza della femminilit&#224; nel combattere la battaglia contro la fame nel mondo in occasione di un vertice di first ladies nell&#8217;ambito della Conferenza della Fao. Ma queste donne, che hanno come caratteristica predominante quella di essere mogli, se poi si va a guardare mogli di chi, si vede che il giornale fondato da Antonio Gramsci cade in una deprimente trappola propagandista. La patente di combattenti contro l&#8217;ingiustizia sociale che viene loro attribuita da un titolo &#171;Donne contro la fame&#187; infatti, certo non &#232; quello pi&#249; meritato da chi condivide e sostiene le politiche di paesi totalitari, discriminatori verso le donne, che perseguitano ogni opinione diversa e che sono poveri non per destino divino, ma perch&#233; la dittatura impoverisce la gente. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2266&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Prospettive europee dopo l'ok dei 27 al Trattato di Lisbona: discussione in Commissione</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2265&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 15 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>vi segnalo questa interessante discussione&nbsp;<STRONG><A href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/stenografici/16/congiunte/3-14-III-XIV-20091111-AU%200583%20(BOZZA).pdf">"Comunicazioni del Governo sugli esiti del Consiglio europeo del 29-30 ottobre 2009",</A></STRONG> nella quale &#232; intervenuto il Ministro degli Esteri Frattini davanti alle Commissioni Esteri e Unione Europea di Camera e Senato in seduta congiunta.<BR>La discussione &#232; molto interessante perch&#233; verte su tematiche cruciali per il futuro dell'Unione Europea: il 3 novembre scorso, con la ratifica da parte della Repubblica ceca del Trattato di Lisbona, si &#232; chiuso un lungo processo di riforma delle istituzioni europee.<BR>Trovate tutto il testo a questo link:<BR><A href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/stenografici/16/congiunte/3-14-III-XIV-20091111-AU%200583%20(BOZZA).pdf">http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/stenografici/16/congiunte/3-14-III-XIV-20091111-AU%200583%20(BOZZA).pdf</A><BR>Segue il mio intervento, durante il quale ho colto l'occasione per esporre la mia opinione sulla <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&amp;Id=2252">candidatura di D'Alema alla carica di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea</A></STRONG>.<BR><BR><BR>NIRENSTEIN (PdL): Presidente, ringraziare il Ministro in questo caso non &#232; solo una consuetudine, ma &#232; veramente sentito, perch&#233; ha cercato di dare una cornice di razionalizzazione ottimista a problemi epocali e giganteschi che questa specie di zattera della Medusa che &#232; l'Europa si trova ad affrontare nel mezzo di problemi mondiali spaventevoli, dopo che il Trattato di Lisbona &#232; passato sul filo del rasoio, come ha detto qualcuno, riproponendo il tema degli egoismi delle Nazioni. Soprattutto, a me sembra che l'Europa abbia problemi fondamentali dal punto di vista della sua definizione identitaria, morale, etica, tant'&#232; vero che ci troviamo tra il problema di un indispensabile rispetto della libert&#224; religiosa e delle minoranze da una parte e quello della conservazione e del rispetto della nostra identit&#224; giudaico-cristiana dall'altra. Non &#232; questione da poco e pone tutta una serie di problemi teorici e sociali di grandissimo livello. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2265&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Consigli di lettura: &quot;Non smetteremo di danzare&quot;, di Giulio Meotti</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2264&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 15 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2264&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/non smetteremo di danzare.jpg" alt="Consigli di lettura: &quot;Non smetteremo di danzare&quot;, di Giulio Meotti" title="Consigli di lettura: &quot;Non smetteremo di danzare&quot;, di Giulio Meotti" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Cari amici,<BR>ho qui vicino a me il libro di Giulio Meotti e sento il bisogno di comunicarvi la mia ammirazione per il suo lavoro.<BR>Parlo e scrivo spesso dell&#8217;eccezionalit&#224; di Israele, del coraggio edella coesione della sua societ&#224;, della determinazione dei giovani agodersi la vita nonostante tutto, dell&#8217;eroismo nel viverecontemporaneamente una vita di incredibili sacrifici e di gioiosavitalit&#224; moderna e democratica. Una volta la mia amica Ruthie Bloom -una famosa giornalista con cui ho condiviso tutti i giornidell&#8217;Intifada a Gerusalemme, quando tutto esplodeva e noiostinatamente, come tutti i gerosolimitani, andavamo a sederci, achiaccherare, a ridere nel prossimo caff&#232; che sarebbe stato oggettodell&#8217;attenzione dei terroristi - presentando un mio libro ha detto chequello che manca agli israeliani per spiegarsi al mondo &#232; sapersivedere come io li racconto. Bene, vorrei dire la stessa cosa del librodi Giulio Meotti <A href="http://www.ilfoglio.it/recensioni/152"><B>&#8220;Non smetteremo di danzare - le storie mai raccontate dei martiri di Israele"</B></A>, edito da Lindau.<BR><BR>Un libro che gi&#224; per come si presenta &#232; compatto e ponderoso, un lavoro che fin dalla copertina in cui compare una famigliola di <I>mitnahalim</I>, i famigerati &#8220;coloni&#8221; come la stampa italiana chiama gli abitanti degli insediamenti, sfida il cuore e la mente del lettore a entrare in un mondo nuovo, a indossare occhiali completamente diversi per capire la storia di Israele. Meotti osa avventurarsi dove nessun giornalista, nessun critico, nessun osservatore politically correct guarda mai per paura di bruciarsi, ovvero nel martirio infinito tramite un continuo stillicidio omicida del popolo ebraico, anche oggi che &#232; giunto nella sua terra, nello Stato ebraico. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2264&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Iran: Nirenstein, le donne iraniane sono con Neda </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2263&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 14 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i>Dichiarazione dell'on. Fiamma Nirenstein (Pdl), vice-presidente della Commissione Esteri della Camera dei deputati </i><br>
<br>
Siamo al fianco dei dissidenti iraniani e di tutti quelli che
manifestano contro la presenza a Roma e il discorso di Azam al Sadat
Farahi, moglie del presidente iraniano Ahmadinejad. Per noi, come per
tutti i democratici del mondo, il simbolo delle donne iraniane &#232; Neda
Agha Soltan, uccisa a 27 anni a sangue freddo dalle forze del regime
iraniano solo per aver portato in piazza il suo desiderio di libert&#224;,
la sua bellezza, la sua vitalit&#224;. Neda era contro il regime che la
signora Azam al Sadat Farahi e' venuta qui a rappresentare e a
pubblicizzare. Sono certa che le donne iraniane sono ben pi&#249; fiere di
Neda che della signora Ahmadinejad. Personalmente non possiamo
giudicarla, ma di lei il presidente iraniano dice che sia stata una
delle sue grandi maestre. Ad oggi, risulta perfettamente congeniale al
sistema ultrarepressivo di un Paese che penalizza in particolare la
donne.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2263&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Barack liquida la guerra globale al terrorismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2262&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 14 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 15 novembre 2009<BR><BR></STRONG><EM>SVOLTA Da Guantanamo all&#8217;Iran un filo conduttore nelle sue scelte: la fine del compito morale degli Usa<BR></EM><BR>Pi&#249; di tutte le critiche di carattere giuridico alla decisione di processare a New York i terroristi islamici responsabili dell&#8217;attacco alle Twin Towers, un&#8217;autentica sirena d&#8217;allarme suona, per chi ricorda le immagini dell&#8217;eroismo coperto di cenere e sangue dei vigili del fuoco che persero 343 uomini, nella presa di posizione di Steve Cassidy, presidente dell&#8217;associazione dei pompieri di New York: &#171;&#200; un terribile errore&#187;, dice e spiega che New York &#232; sempre stata il numero uno degli obiettivi dei terroristi, e adesso sar&#224; segnata da un ulteriore marchio. Cassidy dice che la discussione sar&#224; infinita, con corsi, ricorsi, deduzioni e controdeduzioni, che per anni risulter&#224; in misure di sicurezza insopportabili per i newyorkesi, e che susciter&#224; altri terribili attacchi dopo quello che fece 2973 morti.<BR>Di fatto la decisione garantista e all&#8217;apparenza legislativamente neutrale sostituir&#224; il leit motiv newyorkese del pianto delle famiglie delle vittime con la discussione sulla legalit&#224; dei trattamenti a Guantanamo. E contiene un messaggio tipico dell&#8217;amministrazione Obama. &#200; la desublimazione dell&#8217;eccellenza americana, il declino di un compito morale, per altro messo in discussione da Obama stesso ormai almeno una decina di volte quando ha accusato gli Usa di aver usurpato beni altrui e maltrattato popolazioni di culture diverse, di essere stati arroganti con l&#8217;Islam: l&#8217;idea di un processo civile contro gli autori di una strage di civili (che per&#242; in una guerra asimmetrica &#232; a tutti gli effetti militare anche secondo gli assassini) &#232; formalmente corretto, ma &#232; una rinuncia a una delle pi&#249; importanti primogeniture americane, quello della guerra mondiale al terrorismo. La scelta di rinunciare a un ruolo speciale degli Usa trasformando la guerra al terrorismo in un processo civile come succeder&#224; a New York, o politico come succede con l&#8217;Iran, ma anche con gli Hezbollah, o Hamas, o la Siria &#232; un errore continuo della presidenza Obama. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2262&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Quell&#8217;amicizia con Hezbollah pesa come un macigno</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2259&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 31 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><FONT size=2>
<P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 1 novembre 2009</STRONG></P>
<P>Massimo D&#8217;Alema commentando ieri l&#8217;ipotesi che egli, ex ministro degli esteri italiano diventi ministro degli esteri europeo, secondo Repubblica ha detto una delle sue frasi classiche, quelle in cui da del cretino a un po&#8217; di gente: &#171;Una nomina italiana a ministro degli Esteri d&#8217;Europa &#232; una questione di grande interesse nazionale, non un pastrocchio da piccolo interesse di bottega. Se qualche imbecille non lo capisce, peggio per lui&#187;. Ha ragione. E io sono, mi sembra, fra questi imbecilli. Una scelta per D&#8217;Alema implica una quantit&#224; di piani politico-ideologici: parla di scelte che riguardano la politica italiana; di Weltanschauung, la sua visione del mondo; delle attuali scelte degli italiani per l&#8217;Europa. Non c&#8217;&#232; dunque solo la questione che &#232; stata maggiormente messa in rilievo, il segnale di buona volont&#224; fra le parti politiche, la buona novella che quando si tratta dell&#8217;interesse nazionale si deve e si pu&#242; sotterrare un&#8217;ascia di guerra ormai insanguinata. Da questo punto di vista sarebbe una buona cosa che tutti concordassero su una candidatura italiana quale che ne sia la parte politica. Ma c&#8217;&#232; di mezzo l&#8217;Europa e il messaggio che l&#8217;Italia le vuole lanciare in un momento che non &#232; delicato solo per noi, ma per il Vecchio Continente alla ricerca di ruolo, di spazi, di significato. [...]</P></FONT></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2259&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Berlino 20 dopo - Al KeDeWe, amai la caduta del muro</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2258&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 9 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2258&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/muro berlino piccola.jpg" alt="Berlino 20 dopo - Al KeDeWe, amai la caduta del muro" title="Berlino 20 dopo - Al KeDeWe, amai la caduta del muro" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><I><B>Il Giornale</B></I><B>, 10 novembre 2009</B><BR><BR>Quando <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=2&amp;Id=2257"><B>&#8220;Epoca&#8221; diretto da Roberto Briglia mi sped&#236; a coprire la caduta del muro di Berlino</B></A> non bast&#242; subito il passaggio delle Trabant, piccoli dinosauri a due pistoni ansimanti verso la libert&#224;, per creare in me una sensazione di tenerezza, di giubilo politico e umano. Erano tedeschi. Cadeva il comunismo, e io avevo nei geni la passione per la libert&#224;, quindi ero felice fino negli imi precordi; nel corso degli anni avevo incontrato tanti refusenik, ero stata una fan attiva di Natan Sharansky, avevo fatto un film su Ida Nudel nei ghiacci del Gulag insieme a Giovanni Minoli; ma avevo coltivato verso l&#8217;est della Germania una antipatia personale: da ragazza comunista avevo fatto un viaggio in delegazione nella Germania comunista e avevo capito, avevo respirato l&#8217;orrido clima di repressione e di ovattato spionaggio che faceva suonare il telefono in camera per assicurarsi che tu non fossi andata a fare una passeggiata da sola, che non parlassi con qualcuno che non era stato programmato, che ti accontentassi delle balle sulla felicit&#224; del cittadino comunista universale e dei regalini che si trovavano sul comodino. Mi accorsi, facendo qualche domanda, che la Shoah per loro non era mai esistita, era rimossa, cancellata, era tutta colpa della Germania Ovest, capitalista, imperialista, insomma nazista. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2258&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2256&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 5 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><object data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf"><param name="flashvars" value="config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/290605"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"></object><br><br><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">Gli argomenti di questa settimana:</span><br><br>L'adozione del Rapporto Goldstone anche da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con le maggioranze automatiche date dai paesi arabi e dal blocco dei cosiddetti Non Allineati.<br>Israele ha avviato numerose inchieste su singoli episodi di presunte violazioni.<br>L'annuncio di Abu Mazen che non si ricandidera' alle prossime elezioni palestinesi, previste per gennaio e da lui stesso convocatie. La delusione americana. Il poco consenso popolare di Abu Mazen rispetto a Hamas.<br>Le ennesime trattative fallite per una riconciliazione nazionale palestinese tra Hamas e Abu Mazen, anche per via delle dichiarazioni di Obama secondo cui nel caso si formasse un governo palestinese di unita' nazionale, l'America si troverebbe costretta a smettere di finanziarlo perche' non si puo' dialogare con i terroristi.<br>La Clinton in visita negli Emirati, tesse le lodi di Netanyahu e parla di "moratoria" degli insediamenti e non di "congelamento", suscitando l'ira di Abu Mazen.<br>Un uomo vicino a Abu Mazen ha tuttavia riferito che non e' escluso che il presidente possa ritornare sui propri passi.<br>Il Capo dell'Intelligence militare Amos Yadlin ha fatto una relazione riportando che, nei giorni passati, Israele ha rilevato il lancio verso il mare di missili Fajar da Gaza, in grado di arrivare anche a Tel Aviv (piu' di 60 km di gittata).<br>La nave carica di tonnellate di armi iraniane fermata dalla marina israeliana presso le coste di Cipro. Partita dallo stretto di Hormuz, passata dallo Yemen, dallo Stretto di Suez, diretta verso la costa libano-siriana.La task force NATO, di stanza a Napoli e di cui fanno parte anche gli Israeliani, copre proprio il traffico di armi sul Mediterraneo.<br>Le allusioni del siriano Bashar Assad a una possibile emulazione dell'atteggiamento libico, con la rinuncia al nucleare.<br>La rabbia iraniana e nord-coreana su queste dichiarazioni.Nuovo rapporto su aumento antisemitismo in Europa, presentato da Moshe' Kantor (European Jewish Congress).<br>Sondaggio svedese: tra i giovani, uno su cinque crede che gli Stati Uniti si siano fatti da soli gli attacchi dell'11 settembre.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2256&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Lezioni di suicidio politico: il caso Abu Mazen</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2255&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 7 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 8 novembre 2009<br>
</b><i><br>
Il presidente dell&#8217;Anp, rinunciando a candidarsi alle prossime elezioni, si &#232; messo da solo in una via senza uscita</i><br>
<br>
Fine settimana piuttosto luttuosa per le politiche di conciliazione
internazionale, di cui il patrono &#232; Barack Obama. Da una parte, il
rifiuto ormai chiaro dell&#8217;Iran a seguire il piano occidentale che
doveva portare a un rallentamento della costruzione del suo nucleare,
con immediata e ossequiosa sostituzione del piano da parte di El
Baradei e entrata in scena della Turchia; dall&#8217;altra parte lo sconcerto
occidentale di fronte al ritiro di Abu Mazen dalla competizione
elettorale da lui stesso fissata per il 24 gennaio. Bernard Kouchner,
ministro degli Esteri francesi &#232; il pi&#249; disperato e chiede a Abbas di
ripensarci: il suo abbandono &#232; una minaccia non solo per la pace, dice,
ma &#171;per tutti noi&#187;. Anche Hillary Clinton spera di continuare con
Mahmoud Abbas &#171;qualsiasi sar&#224; la sua posizione&#187;.<br>Tutti, anche gli israeliani, fra cui Ehud Barak, sperano di recuperare
le vecchie abitudini, e quindi che Abu Mazen scenda dall&#8217;albero sui cui
si &#232; arrampicato. Ma la verit&#224; &#232; che la decisione di Abu Mazen riguarda
l&#8217;onda nera che si eleva e si arrotola all&#8217;orizzonte, e il modo in cui
egli stesso e il resto del mondo stanno cercando di affrontarla,
ovvero, debolmente, amatorialmente. L&#8217;unica maniera che forse avrebbe
Abu Mazen di tornare sulla scena sarebbe di rimandare quelle elezioni
che ha appena convocato e mettersi a nuotare contro corrente, e non &#232;
detto che alla fine non lo faccia. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2255&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2255&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Bene Italia su rapporto Goldstone all'ONU: cos&#236; si aiuta la pace</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2254&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 5 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</EM></P>
<P>&#8220;Purtroppo, come era prevedibile, dopo il Consiglio per i Diritti Umani, ieri anche&nbsp; l&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU ha votato, grazie alla solita maggioranza automatica data dal connubio tra Paesi Islamici e del Movimento dei Non Allineati, una risoluzione di sostegno al rapporto Goldstone sul conflitto del gennaio scorso tra Israele e Hamas.</P>
<P>Tale rapporto, l&#8217;abbiamo ribadito pi&#249; volte, fornisce una visione unilaterale e ingiusta di un conflitto che Israele ha cercato a lungo di evitare e che ha dovuto affrontare infine perch&#233; Hamas da Gaza bombardava incessantemente, da quasi dieci anni, i suoi civili, sconvolgendo la vita del sud del paese.</P>
<P>44 paesi si sono astenuti, 18 hanno votato contro e l&#8217;Italia &#232; tra questi ultimi. Mi congratulo quindi con la delegazione italiana all&#8217;ONU che ha saputo capire come aiutare veramente il processo di pace. Infatti, se si preclude a Israele il diritto all&#8217;autodifesa, le si impedisce di affrontare con le dovute garanzie di sicurezza il percorso delle concessioni territoriali che, come nel caso di Gaza nelle mani di Hamas da quando Israele si &#232; ritirata nel 2005 o come il Sud del Libano in ostaggio di Hezbollah, la mettono di fatto in pericolo di vita&#8221;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2254&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mozione sulla situazione dei diritti umani in Iran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2253&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 4 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>dopo che ieri si sono rinnovati&nbsp;gli scontri violenti in Iran tra l&#8217;&#8220;Onda verde&#8221; e il regime degli Ayatollah, &#232; pi&#249; che mai necessario discutere anche da noi sulle continue violazioni di diritti umani in corso in quel paese.<BR>Avrete di certo&nbsp;visto su internet&nbsp;in questi giorni la toccante ripresa dell&#8217;intervento dello studente Mahmoud Vahidnia che ha osato sfidare pubblicamente, con il solo uso della parola, la Guida Suprema Ali Khamenei. &#8220;Perch&#233; nessuno pu&#242; permettersi di criticarla in questo Paese?&#8221;, ha chiesto lo studente tra le altre cose. In seguito a questo intervento la sorte di Vahidnia risulta misteriosa, come quella di numerose altre persone scomparse negli ultimi mesi in Iran. Per questo oggi ho proposto una mozione ai colleghi deputati, che depositer&#242; non appena raggiunte le dieci firme necessarie nella speranza venga calendarizzata al pi&#249; presto per la discussione in Aula. Segue il testo.<BR><BR><BR></P><P align=center><OBJECT height=344 width=425><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/5Q3wbO5l8qo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/5Q3wbO5l8qo&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></OBJECT></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2253&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Su D'Alema Mr Pesc non siamo tutti d'accordo</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 12 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>alcuni di voi hanno espresso il proprio disappunto per una frase dell'articolo di Maurizio Caprara sul Corriere di ieri, che ho fatto circolare per sollecitare un dibattito sulla candidatura di Massimo D'Alema ad Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea: ovvero, nell'articolo vengo qualificata come "deputata del &#171;Po&shy;polo della libert&#224;&#187; di religio&shy;ne ebraica".<BR>Ora, io sono ebrea. Trovo che il menzionarlo sia non solo una descrizione della realt&#224;, ma anche un motivo di orgoglio.<BR>Certo, dipende da chi scrive, non siamo ingenui. Ma nelle parole di Maurizio Caprara, che&nbsp;&#232; un amico, non c'&#232; nessun elemento discriminatorio.<BR>Penso semmai che ci si debba concentrare di pi&#249; sul contenuto dell'articolo di Caprara. Stanno giungendo parecchi commenti, seguitate a dirmi cosa ne pensate.<BR>Segnalo&nbsp;l'articolo uscito sul Foglio di oggi.<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Massimo impegno<BR></FONT><EM>La lobby dalemiana in Europa alle prese con la contro spinta</EM><BR><EM>Il Foglio</EM>, 13 novembre, p. 1</STRONG> </P>
<P>Roma. I giochi sono sempre meno fatti, a Bruxelles, nel grande gioco che porter&#224; al nome del ministro degli Esteri europeo (&#8220;pi&#249; nomi che posti&#8221;, dice il presidente svedese dell&#8217;Ue Fredrick Reinfeldt). I giochi non sono fatti per il candidato Massimo D&#8217;Alema &#8211; che pochi giorni fa appariva favorito anche per l&#8217;Economist, specie dopo l&#8217;ufficializzazione dell&#8217;endorsement berlusconiano. Certo D&#8217;Alema pu&#242; ancora contare sul sostegno europeo ufficiale di Martin Schulz e di Paul Nyrup Rasmussen (con cui l&#8217;ex premier ha contatti diretti), sull&#8217;opera di indefessa sponsorship di Piero Fassino e sul sostegno ufficioso di chi, negli ambienti politico-economici internazionali, perora la sua causa tra Roma e l&#8217;Europa (un nome per tutti: Andrea Peruzy, segretario generale della dalemiana Fondazione Italianieuropei e membro del cda Acea). [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2252&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Iran, ennesimo rinvio. E l&#8217;Occidente si stanca</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2251&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 27 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 28 ottobre 2009<BR><BR></STRONG>Chi ancora aveva voglia di credere che la politica della mano tesa verso l&#8217;Iran avrebbe dato qualche risultato e che la proposta di El Baradei, cos&#236; vantaggiosa per l&#8217;Iran, sarebbe stata accettata, ieri, in Europa, ha sofferto particolarmente sulle ore del pranzo. Invece Obama si &#232; svegliato con la notizia che al Alam, il satellite in lingua araba dell&#8217;Iran, ha annunciato che gli Ayatollah daranno la risposta sulla proposta occidentale fra 48 ore; nel frattempo fa sapere che, mentre intende accettare il principio del trasferimento all&#8217;estero dell&#8217;uranio da arricchire, intende richiedere &#8220;cambiamenti&#8221;, senza specificare quali. Lo schema di accordo chiede all&#8217;Iran di trasferire entro l&#8217;anno alla Russia l&#8217;80 per cento della quantit&#224; di uranio che si pensa l&#8217;Iran possieda, una tonnellata e mezzo, e dopo l&#8217;arricchimento di passarlo alla Francia per l&#8217;ulteriore lavorazione che poi dovrebbe portare alla restituzione a Teheran dell&#8217;uranio trasformato in carburante per un reattore che produce radio isotopi. Una favola bella che sembra ormai praticabile solo a El Baradei. Comunque, adesso Alaeddin Borujerdi, capo della commissione parlamentare per la sicurezza e la politica estera, dice che l&#8217;accordo non prevede di trasferire all&#8217;estero tutta insieme la quantit&#224; proposta, ma di spedirla in piccole quantit&#224; e di sostituirla una volta arricchita al 20 per cento. La spiegazione &#232; logica. L&#8217;80 per cento tutto insieme, proprio per la sua consistenza, pu&#242; causare un rallentamento delle operazioni che portano alla bomba atomica. E, poi, sembra dire l&#8217;Iran, meglio non fidarsi e tenersi a casa il tesoro. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2251&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Serata in memoria di mio padre, Alberto Nirenstein</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2250&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 25 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2250&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/alberto_nirenstein.jpg" alt="Serata in memoria di mio padre, Alberto Nirenstein" title="Serata in memoria di mio padre, Alberto Nirenstein" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>CARI AMICI,<br>SPERO DI VEDERVI GIOVED&#236;.<br>FIAMMA<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2250&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Abu Mazen si gioca tutto con le elezioni</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2249&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 24 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 25 ottobre 2009</b><br>
<br>
Se sullo sfondo non si udisse risuonare a Ramallah lo squillo del
telefono proveniente direttamente da Obama, il gesto di Abu Mazen, al
secolo Mahmud Abbas, il presidente palestinese, di indire le elezioni
presidenziali e parlamentari per il 24 di gennaio potrebbe avere un che
di seriamente masochista. Ma due giorni fa il presidente americano ha
telefonato per rassicurare Abbas sul suo sostegno per un futuro Stato
palestinese, e, in sostanza, per dargli il suo appoggio. Gli americani
sono stati messi a parte per tempo, e forse lo hanno anche ispirato,
del giuoco durissimo in cui Abbas aveva intenzione di mettersi con la
mossa annunciata venerd&#236;: il presidente palestinese deve aver detto al
suo amico &#171;se non tento di riportare Hamas a un atteggiamento meno
strafottente la spaccatura crescer&#224; a dismisura insieme alla sua forza.
Tanto vale tentare di piegarlo prima che gonfi fino a sommergermi,
richiamandolo al fatto che esistono le elezioni e che io sono il
presidente&#187;.<br>
Abbas ha dunque detto al pubblico che le elezioni sono un obbligo
costituzionale, che la legge lo mette in condizioni di non potersi
esimere dal rimettere di nuovo il futuro della sua gente alle urne. Un
punto molto dignitoso per ribadire la sua legittimazione democratica.
Ha anche aggiunto che il fatto che Hamas sia contraria ad andare alle
elezioni adesso dopo il fallimento dei colloqui di riconciliazione
sponsorizzati da Mubarak (conclusisi pochi giorni fa con un s&#236; di Abu
Mazen, addirittura inviato al Cairo per fax, ma con un altro successivo
no di Hamas) non esclude che l&#8217;Egitto da qui a poco riesca a stilare
una carta di accordo buona per tutti. Abu Mazen lascia capire che in
quel caso sar&#224; malleabile. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2249&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2248&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 22 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><object width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/289703"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/289703" width="400" height="24" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash'></embed></object><P><BR><BR><STRONG><U>Gli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Tre fatti di politica interna israeliana: le voci sull'uscita di Ariel Sharon dal coma profondo; i dissidi interni al partito laburista tra Ehud Barak, Ministro della Difesa, e alcuni esponenti del partito e in particolare il parlamentare della Knesset Daniel Ben Simon; l'episodio di un gruppo di soldati che, durante il giuramento, ha manifestato contro lo sgombero di insediamenti. Gli obiettori di coscienza "di destra".<BR>L'attesa risposta dell'Iran alla proposta di El Baradei dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (arrichimento di parte&nbsp;dell'uranio iraniano in Russia, per "monitorare" il processo). Lo scetticismo di Israele. Lo strano incontro di qualche settimana fa al Cairo tra rappresentanti israeliani e iraniani, insieme ad altri, per la riunione della Commissione internazionale per la non proliferazione e il disarmo. Non un incontro bilaterale, ma comunque l'Iran ha negato, Israele no.<BR>Libano: l'arresto di 21 sospetti terroristi legati ad Al Qaeda nel campo profughi palestinese Nahr El-Bared (dove nel 2007&nbsp;&#232; avvenuta una&nbsp;durissima repressione da parte dell'esercito libanese, sulla quale non si &#232; mai indagato fino in fondo).<BR>La pubblica richiesta di Ban Ki-Moonal disarmo degli Hezbollah.<BR>La guerra sotterranea tra Israele, Libano, Siria: le "misteriose" esplosioni nel Sud del Libano di questi giorni. L'assassinio di Imad Mughniyehnel febbraio 2007. Il bombardamento della centrale nucleare in Siria nel settembre 2007.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2248&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2247&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 13 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>&nbsp;</P>
<OBJECT height=24 width=400><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.radioradicale.it/modules/flowplayer/flowplayer/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/289139"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always">
<embed src="http://www.radioradicale.it/modules/flowplayer/flowplayer/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/289139" width="400" height="24" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash'></embed></OBJECT><BR><BR><BR><STRONG><U>Gli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Le tensioni tra Israele e il sud del Libano, con nuove scoperte di depositi di armi nei villaggi nel sud del Litani; l'impotenza dell'UNIFIL; i continui insuccessi nella formazione di un governo libanese dal 5 giugno scorso; rinviati sine die i colloqui di riconcilazione tra Fatah e Hamas previsti al Cairo per la settimana prossima: in vista delle prossime elezioni palestinesi a febbraio, conviene una riconciliazione? Il rapporto Goldstone sui crimini di guerra durante la guerra tra Hamas e Israele:&nbsp;i tentennamenti di Abu Mazen, la sua rinuncia iniziale a portare il rapporto davanti al Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU, la condanna da parte del mondo arabo e la successiva ritrattazione.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2247&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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<item>
    <title>L&#8217;Iran non ferma la bomba: l&#8217;accordo di Vienna &#232; gi&#224; diventato una farsa</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2246&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 22 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 23 ottobre 2009<BR><BR></STRONG>Chiss&#224; se Mohammed El Baradei ha ancora stampato sul viso quel sorriso di soddisfazione che mercoled&#236; esibiva descrivendo la bozza di accordo fra l&#8217;Iran e il mondo che dovrebbe rappresentare la luce in fondo al tunnel dell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio per la produzione della bomba atomica degli ayatollah. Ma a poche ore dal preteso accordo (ancora non ratificato) della riunione di Vienna dell&#8217;Aiea, l&#8217;Agenzia per l&#8217;Energia Atomica, che per altro a uno sguardo meno entusiasta appare buono solo per l&#8217;Iran, arrivano gi&#224; le prime smentite. Mohammed Reza Bahonar, vicepresidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato beffardamente: &#171;Quelli (le potenze riunite a Vienna, ndr) ci dicono: voi ci date il vostro uranio arricchito al 3,5% e noi vi diamo il carburante per il reattore. Per noi &#232; inaccettabile&#187;. N&#233; pi&#249; n&#233; meno. &#200; certamente una premessa poco incoraggiante rispetto al parere ufficiale atteso dall&#8217;Iran entro oggi: esso pu&#242; dunque preludere a un tipico ritorno alla casella zero del gioco secondo uno schema ormai sperimentato, pi&#249; tempo guadagnato, pi&#249; uranio arricchito; oppure, Bahonar prepara il tavolo ai negoziatori per ottenere di pi&#249;. L&#8217;Iran non sceglier&#224; comunque questo momento di intensa pressione americana per chiudere la porta; seguiter&#224; a fare ci&#242; che vuole, cio&#232; la bomba, traccheggiando variamente per non causare l&#8217;ira funesta di Obama. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2246&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>&quot;Gli occhi del mondo sull'Iran&quot;: dibattito a Radio Anch'io</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2245&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 19 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P class=testobianco8 align=center><STRONG><A href="http://www.radio.rai.it/radio1/radioanchio/view.cfm?Q_EV_ID=300541">ASCOLTA LA TRASMISSIONE</A></STRONG></P>
<P align=left><FONT class=testobianco10>Teheran ha alzato i toni dopo l'attentato in Belucistan che ha provocato 42 morti tra i Pasdaran. Il capo dei guardiani della rivoluzione ha promesso rappresaglie contro Stati Uniti e Gran Bretagna, Ahmadinejad ha invece accusato il Pakistan. Una vicenda che certo non aiuta il complicatissimo dialogo sul nucleare iraniano. Oggi &#232; in programma un incontro cruciale a Vienna, con l'Iran che deve dare una risposta sulla possibilit&#224; di far arricchire l'uranio in un Paese terzo. <BR><BR>Saranno ospiti di Giorgio Zanchini: Bijan Zarmandili (giornalista e scrittore iraniano, esperto di politica mediorientale); prof. Renzo Guolo (docente di Sociologia dell'Islam all'Universita' di<BR>Torino); Bruno Ruffolo (giornalista del Giornale Radio Rai, piu' volte inviato in Iran); Yossi Melman (editorialista del quotidiano iraeliano Haaretz, co-autore di La sfinge nucleare di Teheran: Mahmoud Ahmadinejad e lo stato iraniano); on. Fiamma Nirenstein (vice presidente Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati/Pdl); Khaled Fouad Allam (docente di Sociologia del mondo musulmano all'Universita' di Trieste e di Urbino, editorialista de Il Sole 24 ore, gia' parlamentare dell'Ulivo); prof. Michael Cox (docente di Relazioni Internazionali alla London School of Economics di Londra).<BR></P></FONT></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2245&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Dall&#8217;Onu un bel regalo al terrorismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2243&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 17 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 18 ottobre 2009<BR><BR></STRONG>Una volta qualcuno ha detto che prima o poi l&#8217;Onu voter&#224; a maggioranza che il mondo &#232; quadrato, e che questa diventer&#224; una inviolabile risoluzione. Il rovesciamento della realt&#224; all&#8217;Onu succede continuamente, in realt&#224;, dato che questa organizzazione e tutte le strutture che ne derivano come il Consiglio dei Diritti umani hanno una maggioranza automatica formata da Paesi islamici e Paesi cosiddetti non allineati antiamericani e antisraeliani che votano qualsiasi cosa venga deciso a priori dai loro interessi, ovvero dagli interessi di fatiscenti e nuove dittature, senza nessun riguardo per la verit&#224; e con una perversa interpretazione del tema dei diritti umani. Ed essi sono tanto pi&#249; diritti e tanto pi&#249; umani quanto pi&#249; fanno comodo ai loro interessi. <BR>Ma adesso siamo tutti a rischio. Il voto che due giorni fa ha promosso il rapporto del giudice Goldstone che descrive a modo suo la guerra di Gaza per 575 pagine &#232;, anche se siamo abituati al peggio quando si tratta di Israele, un amaro pasto che ci rimangeremo per i prossimi anni a tutte le latitudini in cui si presenti un conflitto non convenzionale; una guerra, cio&#232;, in cui non siano due eserciti a fronteggiarsi, ma un esercito da una parte e dall&#8217;altra milizie fanatizzate e terroriste che ritengono loro diritto e, anzi, loro dovere fare uso della popolazione civile per condurre la loro guerra. Immaginiamo per esempio che in queste ore l&#8217;esercito pakistano nella sua offensiva anti-Al Qaida e anti-talebana, indispensabile per evitare che le bombe atomiche (90) di quel Paese finiscano all&#8217;estremismo islamico, sia regolato da norme che proibiscono categoricamente di affrontare il nemico se per caso si nasconde dentro strutture a uso civile, case, moschee, scuole. [...]<BR><BR><BR><STRONG><FONT size=3>A gift to terrorism from the UN</FONT></STRONG></P>
<DIV class=TestoArticolo>
<P>Once someone said that, sooner or later, the U.N would cast a majority vote to state that the world is square and that this resolution would be unassailable.<BR>The U.N. is consistently turning the tables on reality. In fact, this organization and all its agencies and bodies, such as the Human Rights Council, have an automatic majority of Islamic countries and of so-called non aligned anti-American and anti-Israeli countries that vote any decision based on their interests. That is the interests of obsolete and new dictatorships without any concern for truth and with a perverse interpretation of human rights. And these rights are the more righteous and human the more they meet their agenda.<BR>But now we are all in danger. Two days ago, the U.N. approved the report by judge Goldstone who provides his personal description of the war in Gaza in 575 pages. And even if we are used to the worst when it comes to Israel, this is a bitter pill that we will have to take wherever in the world there is a non conventional war; that is a war where there are not two armies fighting each other, but, on one side there is an army and, on the other, there are fanatic and terrorist militias who believe they have the right, indeed the duty, to use civilian populations to conduct their war. Let us imagine, for example, that, in its anti-Al Qaeda and anti-Taliban offensive &#8211; which is indispensable to prevent Islamic extremists from getting hold of (90) atomic bombs &#8211; the Pakistani army is governed by rules under which they must not face their enemies hidden in civilian facilities, houses, mosques and schools. [...]</P></DIV></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2243&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2243&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>Il rapporto Goldstone &#232; dannoso per la pace e per i diritti umani</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2242&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 15 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 16 OTT (Velino) - "Oggi a Ginevra il Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu ha adottato, per mezzo di una risoluzione nella quale sono menzionati solo i crimini di Israele, il rapporto Goldstone che, ignorando gli attacchi omicidi che Hamas ha portato con 1300 missili sulla popolazione civile di Israele, condanna con argomenti pretestuosi e falsi l'intervento militare del gennaio scorso, pure deciso dopo decine di tentativi di calmare le acque con Hamas".<BR>Lo dichiara Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. "La risoluzione e' dannosa sia per il processo di pace in Medio Oriente sia per la protezione dei diritti umani di tutti i popoli. Infatti incoraggia le organizzazioni terroristiche in tutto il mondo a colpire i civili e a usarli come scudi umani e criminalizza anche il piu' moderato tentativo di fermarli. Inoltre, e'<BR>evidente che Israele, che va incontro a rischi gravissimi nel cedere territori, come hanno dimostrato i suoi ritiri dal Libano e da Gaza, non potra' mai prendere questa decisione una volta che le si proibisca di difendersi, pena l'accusa di essere un criminale di guerra - prosegue -. La risoluzione e' stata votata con le solite maggioranze automatiche delle Nazioni Unite, che mettono insieme Paesi Islamici e del Movimento dei Non Allineati. Siamo orgogliosi che l'Italia sia tra i 6 paesi che hanno votato contro, dando un'altra prova di saggezza in politica estera. Questa risoluzione, ancora una volta, dimostra come le politiche dei diritti umani siano colonizzate dal palestinismo".</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2242&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La lunga retromarcia della Turchia: sempre meno Europa e pi&#249; islam</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2240&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 13 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 14 ottobre 2009</b><br><br>La Turchia continua a sconcertare. Di nuovo pi&#249; che un&#8217;operazionepolitica sembra una grintosa presa di posizione, come tutte quelle delgoverno di Recep Tayyp Erdogan, il governo del partito islamista Akp,anzi un riposizionamento, la ricerca di un nuovo &#171;brand&#187; che mette inimbarazzo chi tiene per il suo ingresso in Europa: dopo aver portatoalla cancellazione da parte americana e italiana delle esercitazioni&#171;Aquila anatolica&#187; perch&#233; il ministro degli Esteri Ahmet Davutogluaveva disdegnato di volare con gli F16 di Israele, ieri dieci ministriturchi (fra cui lo stesso Davutoglu) si sono spostati in massa aDamasco, con cui la Turchia era quasi in guerra negli anni 90, perpartecipare al nuovo &#171;Consiglio di cooperazione strategica&#187; con laSiria. <br>La Siria, &#232; bene ricordarlo, &#232; un Paese molto controverso, il suorapporto con l&#8217;Iran degli ayatollah, la sua implacabile inimiciziaverso Israele, la sua persecuzione dei dissidenti, e soprattutto la suafunzione di centrale di distribuzione di armi e di terrorismo la reseroai tempi di Bush un elemento centrale dell&#8217;&#171;asse del male&#187;. Molti hannocercato nel tempo di recuperarla, senza mai riuscirci. Un&#8217;alleanza cos&#236;stretta presuppone una fiducia simile a una comunanza di idee. Ma laTurchia, dai tempi di Kemal Ataturk aveva sempre rappresentato lasperanza di una presenza laica e moderata all&#8217;interno del mondomusulmano, e questo ne aveva fatto un candidato per l&#8217;Ue. Forsel&#8217;accanita opposizione che la Turchia ha incontrato in questi anni &#232;stata frutto di un eccessivo antagonismo, ma il fatto &#232; che l&#8217;identit&#224;che le ha conferito Erdogan &#232; sempre pi&#249; aggressiva. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2240&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La scomparsa dei diritti umani e l'ascesa del palestinismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2239&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 11 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM><STRONG>Discorso pronunciato nel panel "Diritti umani e responsabilit&#224; dell'Occidente" del convegno della Fondazione Magna Carta </STRONG><A href="http://www.magna-carta.it/le-nuove-relazioni-transatlantiche/2009"><STRONG>"Le nuove Relazioni Transatlantiche 2009",</STRONG></A><STRONG> realizzato in collaborazione con il Forum Strategico del Ministero degli Affari Esteri</STRONG></EM><BR><BR><STRONG>9 Ottobre 2009<BR></STRONG><BR>Un&#8217;autentica schizofrenia caratterizza oggi la politica dei diritti umani nel mondo. Si tratta di una sensibilit&#224; estrema, raffinata e dettagliata verso la politica dei diritti umani quando si tratta, da un lato, di rapporti verso determinate categorie sociali e politiche o verso temi legati alla nostra societ&#224;, e dall&#8217;altro, invece, di una progressiva indifferenza verso gli stessi temi quando si affrontano scenari internazionali. E&#8217; una suddivisione sperimentale, primitiva, che aspetta ancora una definizione migliore che spero venga dalla discussione. Ma di certo possiamo dire che negli anni passati, gli Stati Uniti si sforzavano di chiudere il gap nella sensibilit&#224; verso i diritti umani: le dottrine politiche che ne hanno guidato la politica estera, di cui ora non discuto gli inevitabili problemi, partivano dall&#8217;idea che l&#8217;oppressione dei popoli era un problema che penetrava direttamente la politica interna, e che comunque ogni uomo sulla terra, come ha scritto Natan Sharansky, desidera la libert&#224; e ha diritto di perseguirla.<BR>E&#8217; stata una naturale espansione del modo di vita americano, in cui lo stato di diritto, il rule of law, si deve estendere dentro i confini storicamente negoziati dell&#8217;accordo religioso e linguistico. L&#8217;Europa invece ha fatto del dettato dei diritti umani una specie di dottrinale trattato di 170 pagine di regole oppressive che definiscono una moralit&#224; post moderna di &#8220;non discriminazione&#8221; che di fatto mette a rischio le identit&#224; locali valorizzando principi astratti, e con i suoi annessi e connessi ha stabilito regole di &#8220;diritti umani&#8221; per ogni minuzia, principi astratti e severissimi per cui essi precedono i diritti della comunit&#224; primaria, e anche prescindono dalla situazione di fatto. Far&#242; degli esempi pi&#249; avanti. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3><BR>The disappearance of human rights and the advent of Palestinism</FONT></STRONG></P>
<P><EM><STRONG>Fiamma Nirenstein&#8217;s intervention during the round table on &#8220;Human Rights and responsibilities of the West&#8221; at the International Conference &#8220;New Transatlantic Relations&#8221;, of the Magna Carta Foundation</STRONG></EM></P>
<P>Today, human rights policies in the world are indeed characterized by schizophrenia. On the one hand, these policies are dealt with an extreme, refined and detailed sensitivity if they target certain social and political groups or rather themes related to our society. On the other hand, instead, dealing with international scenarios, they are faced with increasing indifference. It is an experimental and primitive approach that needs to be better defined, which I hope we will be able to do during our discussion. Certainly, in the past, the United States made an effort to close the sensitivity gap in the field of human rights: the political rationale of foreign policy - and its problems which I do not want to discuss here &#8211; was based on the idea that the oppression of people was directly relevant for domestic policy and that &#8211; as written by Natan Sharansky &#8211; every human being desires freedom and the right to freedom. This was a natural expansion of the American life style, according to which the rule of law had to be implemented within the historically negotiated boundaries of the religious and linguistic agreement. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2239&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Obama e il Nobel: un regalo a chi vuole gli Usa pi&#249; deboli</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2238&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 9 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 10 ottobre 2009</b><br>
<br>
Fossi Barack Obama, mi si scusi l&#8217;azzardo, direi al comitato che mi ha
assegnato il premio Nobel per la pace: &#171;Gentilissimi signori, &#232;
meraviglioso quello che mi capita, e ve ne sono grato: ma fatemi un
piacere tenetevi in un cassetto questo premio, assegnatelo magari a
un&#8217;afghana, che in questo momento laggi&#249; le donne ne hanno parecchio
bisogno: conservatemelo per il prossimo anno. Se me lo sar&#242; meritato,
lo verr&#242; a ritirare&#187;. Ma Barack &#232; Barack, e si vede benissimo che il
suo modo di vedere se stesso &#232; quello di chi pensa che qualsiasi lode,
qualsiasi onore, sia un po&#8217; meno di quel che si merita. Che &#232; la sua
essenza, progressista e finalmente realizzatrice della riscossa di neri
americani, che merita il Nobel: e non ci convincono le sue parole di
modestia. Obama fin dal primo giorno &#232; stato gratificato di aspettative
gigantesche, che egli ha alimentato con toni messianici e
palingenetici, ovvero suggerendo sempre che ora che era arrivato lui
cambia tutto. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2238&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Iran: L&#8217;Occidente tende la mano, ma prepara la guerra</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2237&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 8 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 9 ottobre 2009</b><br><br>Dal primo di ottobre, ovvero dai colloqui del 5+1 di Ginevra con l&#8217;Irandi Ahmadinejad, la situazione si &#232; ulteriormente complicata: i colloquihanno messo il mondo in uno stato di speranzosa aspettativa. Obama hamesso in scena con un certo successo lo spettacolo di &#171;utili colloqui&#187;,ma nessuno, anche negli Stati Uniti, ha voglia di farsi prendere ingiro. Il presidente americano sa che i risultati di una beffa sarebberodisastrosi e che fidarsi di Ahmadinejad &#232; un rischio che nessuno pu&#242;assumersi. Dunque l&#8217;ipotesi della guerra persiste. Nessuno vuol fare lafigura del cretino, se l&#8217;Iran finge di trattare solo per prepararci unabella sorpresa.<br>C&#8217;&#232; stata la decisione del Pentagono di costruire una &#171;gigantesca bombacapace di penetrare bunker profondi e ben difesi&#187;; i sistemi di difesaantimissilistica americani ora di stanza in Israele per esercitazioni,resteranno probabilmente sul suolo ebraico; in Arabia saudita &#232; sparitouno degli ingegneri atomici iraniani, Shahram Amiri, e l&#8217;Iran accusagli Usa di essere coinvolti. Dunque, Obama stesso sembra essere ilprimo a immaginare che l&#8217;atteggiamento di Ahmadinejad, melenso earrogante al contempo, non sia una garanzia. Oltretutto, sono molte leanalisi che danno la capacit&#224; iraniana di produrre la bomba come gi&#224;ultimata. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2237&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Indagine conoscitiva sull'antisemitismo alla Camera</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2236&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 7 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Rifacendoci al modello britannico e canadese di commissioni di inchiesta sull'antisemitismo e seguendo gli impegni presi in seguito alla <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2216"><span style="font-weight: bold;">riunione del Direttivo della Coalizione Interparlamentare contro l'Antisemitismo</span></a> (ICCA), tenutasi a Roma il 10 e 11 settembre scorsi, oggi abbiamo compiuto un importante passo avanti: gli uffici di presidenza riuniti delle Commissioni Esteri e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati hanno adottato il programma dell'Indagine Conoscitiva sull'Antisemitismo che le due commissioni svolgeranno nel corso di quest'anno, sotto mia proposta.<br>Il programma di istituzione dell'indagine stabilisce che l'obiettivo &#232; "un'attivit&#224; di monitoraggio e di approfondimento tematico del fenomeno dell'antisemitismo, sia a livello internazionale che nazionale. L'indagine sar&#224; indirizzata a evidenziare i nuovi caratteri che tale fenomeno ha assunto rispetto alle impostazioni tradizionali, con particolare riferimento all'odio etnico e religioso alimentato dal fondamentalismo e allo strumentale intreccio con l'antisionismo e il negazionismo. La recrudescenza dell'antisemitismo a livello mondiale, ed in particolare in Europa, unitamente al complesso rapporto con le vicente del Medio Oriente, induce a non sottovalutare <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=14386&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27"><span style="font-weight: bold;">gli episodi di intolleranza che hanno avuto luogo anche in Italia</span></a> e ad adottare un'impostazione del problema che coniughi i profili di interesse internazionale a quelli di interesse nazionale".<br>L'indagine &#232; mirata a verificare: <br>- il grado di consapevolezza dell'opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e del sistema educativo;<br>- l'adeguatezza degli apparati e delle misure legislative nazionali e delle previsioni delle convenzioni internazionali;<br>- l'efficacia degli organismi preposti al contrasto dell'antisemitismo.<br><br>Inoltre sulla base dell'indagine sar&#224; possibile fornire utili indicazioni ai fini di un rafforzamento del tessuto normativo, anche con riferimento ai nuovi mezzi di diffusione dell'antisemitismo, come le reti informatiche.<br><br>Ultimate le procedure burocratiche, nell'arco delle prossime settimane la Presidenza della Camera dar&#224; il via all'indagine, che prevede l'audizione di numerosi esperti ed eventuali sopralluoghi sul campo.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2236&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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<item>
    <title>Firmato il primo Protocollo di Cooperazione parlamentare Italia-Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 5 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Rivlin-Fini.jpg" alt="Firmato il primo Protocollo di Cooperazione parlamentare Italia-Israele" title="Firmato il primo Protocollo di Cooperazione parlamentare Italia-Israele" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Oggi &#232; stato compiuto un passo molto importante nei rapporti tra Italia e Israele: &#232; stato firmato, dal Presidente della Camera Fini e dal Presidente della Knesset Rivlin in visita in Italia, il primo Protocollo di Cooperazione tra la Camera dei Deputati e la Knesset.<br>Il Protocollo nasce dall&#8217;idea che la cooperazione tra Italia e Israele derivi dalla comune fede nei valori di libert&#224;, democrazia e tolleranza, e stabilisce una serie di obiettivi congiunti tra i due&nbsp; Parlamenti, in cui sono stati istituiti due gruppi di collaborazione che dovranno incontrarsi periodicamente per attuare un concreto piano di lavoro. I due gruppi si dedicheranno a un lavoro comune di progettazione e di studio, in ambito economico, amministrativo e formativo e in generale tutte le sfere che competono alla vita parlamentare.<br>Il gruppo Italiano &#232; formato da me in quanto presidente e da altri 6 Onorevoli in rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari: Adornato, Polledri, Fiano, Pianetta, Vernetti e Barbareschi.<br>Questa iniziativa &#232; il culmine istituzionale di tante altre prese di posizione di un Parlamento che nel corso di questa legislatura non ha mai fatto mancare a Israele la propria solidariet&#224; in un contesto invece a voltea ggressivo e privo della comprensione necessaria per un paese sempre minacciato da terribili nemici: il Parlamento italiano &#232; stato il primo a <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2120"><b>votare una mozione che impegnava il governo al ritiro dalla conferenza di Durban 2</b></a>; ha svolto una <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&amp;Id=2084"><b>manifestazione in piazza Montecitorio</b></a>, cui &#232; intervenuto anche il Presidente Fini, in solidariet&#224; a Israele nella guerra contro Hamas; ha sostenuto la sezione italiana della <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2216"><b>Coalizione Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo (ICCA)</b></a> promuovendo una indagine conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo che si avvier&#224; a breve; <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=4&amp;Id=1994"><b>non ha mai ricevuto Ahmadinejad</b></a> quando ha visitato l&#8217;Italia.<br>Questo accordo &#232; quindi il coronamento di un lungo e particolare impegno del Parlamento italiano.<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L'intifada lambisce Gerusalemme: un nuovo negazionismo infiamma la piazza palestinese</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2234&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 5 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 6 ottobre 2009</b><br>
<br>
Quando ieri mattina &#232; risuonata sulla spianata del Muro del Pianto la
benedizione dei Cohanim che hanno levato alto il talled bianco e nero
sopra le teste e gli occhi del popolo di Gerusalemme riuniti per la
Festa dei Tabernacoli, Sukkot, Gerusalemme ha finalmente preso un lungo
respiro dopo giorni di tensione.<br>
Da poco pi&#249; di dieci giorni, ovvero dalla festa di Kippur, tutta la
zona est della citt&#224; vecchia e dei quartieri arabi moderni che
confinano con le sue mura, verso il Monte degli Ulivi, sotto la parte
orientale della Spianata del Tempio, o Spianata delle Moschee, &#232; stata
tutta un lancio di pietre, di copertoni bruciati, fino all&#8217;attacco col
pugnale di un giovane poliziotto. Le cariche della polizia contro
gruppi di giovani si sono ripetute, con parecchi feriti sia fra loro
che fra i poliziotti. Il fuoco religioso islamico di Gerusalemme &#232;
divampato di nuovo, le organizzazioni estremiste hanno chiamato a
raccolta. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2234&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2234&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L&#8217;impossibile tentativo di sradicare la storia ebraica da Gerusalemme </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2232&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 31 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i><b>Shalom</b></i><b>, settembre 2009</b><i><br>
</i><br><i>Esiste un negazionismo palestinese che nega la millenaria presenza degli ebrei sulla spianata del tempio.</i><br>
<br>
Esiste un negazionismo che &#232; infame almeno quanto quello che riguarda
l&#8217;Olocausto, ed &#232; quello su Gerusalemme e il Monte del Tempio, dove
sorsero il Primo e il Secondo tempio.<br>
Proprio alla fine di agosto, di nuovo, in una infinita serie di
attacchi palestinesi che suonano insopportabili e disgustosi
all&#8217;orecchio di chi abbia un minimo di cultura storica, il capo della
corte islamica dell&#8217;Autorit&#224; Palestinese sceicco Taysir Rajab Tamimi ha
detto che non c&#8217;&#232; nessuna prova che Gerusalemme sia mai stata abitata
dagli ebrei, che il Beit ha Migdash non &#232; mai esistito, che gli
archeologi israeliani hanno ammesso che gli ebrei non hanno nulla a che
fare con la capitale di Israele. &#8220;Gerusalemme &#232; una citt&#224; araba e
islamica, ed &#232; sempre stato cos&#236;&#8221;. <br>
Questa linea ridicola, mai sperimentata prima dalla propaganda
palestinese e araba che anzi si pregiava di avere i propri santuari
costruiti sopra le vestigia del Tempio, ha il suo inizio conclamato a
Camp David, quando Arafat nel 2002, al nono giorno di summit, impose a
Clinton, stupefatto, una lezione di revisionismo: &#8220;Non c&#8217;&#232; traccia del
Tempio degli ebrei sul Monte del Tempio&#8221; disse a Clinton.<br>
Clinton gli rispose &#8220;Come cristiano sono certo del contrario&#8221; e, off
the records, gli disse anche, con tono molto deciso, che se non avesse
cessato questa vile propaganda, avrebbe rotto i rapporti. Non ha
funzionato: da allora questa folle linea ha preso enormemente piede,
tanto che oggi persino i giornalisti occidentali - che pure hanno letto
dei ritrovamenti relativi al Tempio (locazioni, bolle, proibizioni
incise su pietra, e strutture basilari evidenti a tutti) e sanno che
tutto &#232; minutamente provato sia dal punto di vista archeologico che dei
ricordi storiografici e biblici - scrivono del Tempio &#8220;che secondo gli
ebrei sorgeva a Gerusalemme...&#8221;, oppure &#8220;secondo il mito&#8221;, o &#8220;secondo
la religione ebraica...&#8221;. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2232&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2232&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>&#171;Il caporale Shalit &#232; vivo e sta bene&#187; Il video che premia il cinismo di Hamas</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2231&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 2 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 3 ottobre 2009</b><br>
<br>
&#200; vivo, &#232; in condizioni di salute apparentemente decenti, anche se
appare smagrito e la sua voce &#232; quella di una persona che non parla da
molto tempo: ma, pulito e sbarbato, &#232; in grado di leggere un testo
probabilmente tradotto da lui stesso dall&#8217;arabo e a cui ha aggiunto
particolari biografici che dimostrano che la sua memoria &#232; vivida e
particolareggiata. Gilad Shalit, il soldato ventitreenne rapito sul
confine di Gaza ben 1195 giorni fa, ha inchiodato la famiglia Shalit,
il padre Noam e la mamma Aviva, e stretto attorno a loro tutto il
governo e il pubblico israeliano in un&#8217;attesa ansiosa della cassetta
annunciata e trattata allo spasimo dal governo con Hamas. La cassetta,
consegnata verso le nove di mattina all&#8217;inviato del primo ministro
Hagai Hadas dal mediatore tedesco Ernst Urlan, &#232; la prima prova davvero
consistente che il ragazzo rapito pi&#249; di tre anni fa &#232; in vita. Gilad
legge un messaggio di due minuti in cui si rivolge direttamente a
Netanyahu chiamandolo per nome perch&#233; realizzi il suo sogno di tornare
a casa. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2231&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2231&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Rilasciato video di Gilad Shalit: &#232; vivo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 1 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/shalit video.jpg" alt="Rilasciato video di Gilad Shalit: &#232; vivo" title="Rilasciato video di Gilad Shalit: &#232; vivo" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">M.O., Nirenstein (Pdl): commozione per immagini Gilad Shalit<br><br>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera<br><br>&#8220;Siamo pieni di commozione nel vedere il soldato israeliano GiladShalit vivo e lucido dopo pi&#249; di tre anni di crudele sequestro da partedi Hamas e ci complimentiamo con gli intermediari tedeschi per essereriusciti a ottenere per la prima volta un concreto segnale di vita delgiovane di cui tuttora si ignora il luogo di detenzione.<br>Ci auguriamo con tutto il cuore che ben presto Gilad possa tornare sanoe salvo dai suoi genitori, che stanno vivendo momenti di incredibilecommozione dopo avere combattuto come dei leoni per ottenere questoprimo risultato.<br>Siamo certi che la citt&#224; di Roma, che ha dato di s&#233; ottima provaconferendo a Gilad Shalit la cittadinanza onoraria nel giugno scorso,continuer&#224; nella sua importante opera di solidariet&#224;&#8221;.<br><br><a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1194419829128&amp;pagename=JPost%2FPage%2FVideoPlayer&amp;videoId=1254393084258"><b>Clicca qui per vedere il video</b></a><br><br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Iran atomico: parole tante, risultati pochi</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2229&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 1 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 2 ottobre 2009</b><br>
<br>
<i>Uniche concessioni di Teheran, l&#8217;accesso all&#8217;impianto segreto di Qom
e l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio all&#8217;estero L&#8217;impressione &#232; che gli
iraniani vogliano guadagnare tempo. Obama: &#171;Ispezioni dell&#8217;Onu entro
due settimane&#187;</i><br>
<br>
Cos&#236; il primo d&#8217;ottobre &#232; arrivato, dopo l&#8217;allarme urgente di
Pittsburgh lanciato da Obama, Sarkozy e Brown circa la volont&#224; iraniana
di perseguire la bomba atomica: e con esso la concessione da parte
degli iraniani di visitare la struttura atomica di Qom che era stata
celata a tutto il mondo fino a pochi giorni fa. Da parte iraniana &#232;
un&#8217;offa all&#8217;Occidente per poter dire che i colloqui si sono aperti con
profitto, e tutti si sono affrettati a farlo. Ma anche la concessione
stessa &#232; a doppio taglio, perch&#233; se da una parte consente all&#8217;Aiea di
entrare per la prima volta in questa centrale che &#232; fra le pi&#249;
sotterranee e difese, dall&#8217;altra la legittima e la qualifica come pegno
di amicizia, cosa del tutto proditoria, agli occhi del mondo. Altra
concessione &#232; la possibilit&#224; di arricchire l&#8217;uranio all&#8217;estero, in
Francia e Russia. Ma Obama ha gi&#224; detto che anche se l&#8217;inizio pu&#242;
considerarsi &#171;costruttivo&#187;, ci si aspettano per&#242; fatti concreti: la
pazienza americana &#171;non &#232; illimitata&#187; ed entro due settimane gli
ispettori Onu dovranno avere accesso illimitato al sito di Qom. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2229&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2229&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>E se il regime iraniano avesse altre strutture nascoste?</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2228&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 26 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 27 settembre 2009</b><br>
<br>
L&#8217;Iran &#232; determinato oltre la nostra povera immaginazione occidentale a
ottenere la bomba atomica, e il suo bisogno esistenziale di potere
legato all&#8217;idea di un compito egemonico irrinunciabile, ha dato una
enorme, inevitabile evidenza di s&#233; nei giorni scorsi: la scoperta della
nuova struttura di arricchimento nucleare, che Obama voglia o no
ammetterlo, lo ha portato almeno ad un cambiamento verbale di linea; la
Russia, che &#232; pesante, si &#232; spostata; la Cina, mentre Sarkozy e Brown
denunciavano le violazioni di Teheran, non ha potuto mantenere la sua
orientale indifferenza.<br>
&#171;La nuova struttura, con l&#8217;aiuto di Dio, comincer&#224; a funzionare molto
presto&#187;: se non avevamo capito bene, la cocciuta determinazione
iraniana dopo che Obama, Sarkozy e Brown avvertivano Teheran che adesso
&#171;&#232; l&#8217;Iran che deve dare risposte&#187; come ha detto il presidente degli
Usa, ce l&#8217;ha di nuovo spiegata ieri Muhammad Muhammadi Golpayegani il
consigliere del leader spirituale dell&#8217;Iran, l&#8217;ayatollah Ali Khamenei. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2228&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2228&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Torna l'incredibile show di Hamas &quot;Pionieri di domani&quot;: quando educazione significa incitamento all'odio</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 24 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/nassur-al-aqsa-300x243.jpg" alt="Torna l'incredibile show di Hamas &quot;Pionieri di domani&quot;: quando educazione significa incitamento all'odio" title="Torna l'incredibile show di Hamas &quot;Pionieri di domani&quot;: quando educazione significa incitamento all'odio" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Dopo la tragica morte di <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=6&amp;Id=1743"><b>Farfour</b></a> (alias Topolino) e dopo <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=8&amp;Id=1757"><b>Nahool</b></a> (Ape Maya), la televisione di Hamas, Al Aqsa, torna alla carica nella nuova stagione televisiva con un nuovo personaggio per animare lo show per bambini "Pionieri di domani". Quando l'educazione passa per l'incitamento all'odio, e la libert&#224; per il "massacro degli ebrei in Israele".<br><br>Gerusalemme, 24 set (ANSA) - Il sito internet israeliano Palestinian
Media Watch riferisce che gli ospiti di un programma televisivo per
bambini, trasmesso a Gaza dalla Tv controllata dal movimento islamico
Hamas, hanno pi&#249; volte affermato che la &#8220;liberazione&#8221; della Palestina
passa attraverso il &#8220;massacro&#8221; degli ebrei in Israele.
Nel programma per bambini denominato &#8220;Pionieri di domani&#8221;, andato in
onda il 22 settembre sulla Tv Al Aqsa, Nassur, un pupazzo con le
sembianze di un orsacchiotto, si rivolge a una giovane ospite in
studio, dal nome Saraa, spiegandole che tutti gli ebrei &#8220;devono essere
eliminati dalla nostra terra&#8221;. &#8220;Saranno massacrati&#8221;, ribatte a sua
volta Saraa. Poi Nassur si rivolge telefonicamente a un bambino per
chiedergli &#8220;Cosa vuoi fare agli ebrei che hanno ucciso tuo padre?&#8221;.
&#8220;Voglio ucciderli&#8221; &#232; la risposta. Saraa: &#8220;Non vogliamo far niente a
loro, solo cacciarli dalla nostra terra&#8221;. Nassur: &#8220;Vogliamo massacrarli
(Nidbah-hom, in arabo), cos&#236; saranno cacciati dalla nostra terra,
giusto?&#8221;. Saraa: &#8220;S&#236;. E&#8217; giusto. Li cacceremo usando tutti i modi&#8221;.
Nassur: &#8220;E se non se ne andranno pacificamente, con la persuasione e il
dialogo, dovremo farlo sterminandoli (Shaht, in arabo)&#8221;. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Gli amici di Ahmadinejad ora sono in Svezia</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2226&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 24 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 25 settembre 2009</b><br>
<br>
&#171;Vergogna&#187;, ha detto ieri il primo ministro israeliano Benjamin
Netanyahu durante il suo discorso a New York, rivolgendosi &#171;a chi &#232;
rimasto seduto, in questa sessione dell&#8217;Assemblea dell&#8217;Onu, a
legittimare chi nega la Shoah e minaccia di sterminio gli ebrei,
vergogna a chi non capisce che il matrimonio fra fondamentalismo
religioso e armi di distruzione di massa minaccia tutto il mondo&#187;. E
peccato davvero che questa vergogna ricada sulla Comunit&#224; Europea, la
cui presidenza svedese, rappresentata dal ministro degli Esteri Carl
Bildt, ha dichiarato di essere rimasta seduta con altri membri dell&#8217;Ue
(non l&#8217;Italia) perch&#233; il discorso di Ahmadinejad non aveva superato &#8220;le
linee rosse&#8221; che si era data l&#8217;Europa rispetto alla possibilit&#224; di
abbandonare l&#8217;aula.<br>
Dunque, per responsabilit&#224; europea, lo spettacolo politico cui il mondo
ha assistito durante l&#8217;assemblea generale dell&#8217;Onu &#232; stato duplice, e
il ruolo europeo non &#232; stato certo quello dell&#8217;eroe: il peso politico
maggiore l&#8217;ha avuto alla fine la sensatezza americana e di alcuni Paesi
europei di fronte al pericolo iraniano, mentre la Svezia ha svolto una
parte frigida e invecchiata. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2226&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2226&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2225&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 20 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><object width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/287442"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/287442" width="400" height="24" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash'></embed></object></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2225&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2225&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>I sogni della Casa Bianca frantumati dai dittatori</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2224&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 23 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 24 settembre 2009</b><br>
<br>
No, il discorso di ieri di Obama non &#232; riuscito a restaurare un&#8217;idea
rassicurante del futuro del mondo nelle mani dell&#8217;Onu. E forse non
sarebbe poi una cattiva idea quella buttata l&#224; ieri da Gheddafi di
portare il Palazzo dell&#8217;Onu in qualche Paese dell&#8217;emisfero meridionale
del mappamondo. Perch&#233; al momento l&#8217;immagine di quello che dovrebbe
essere il punto di riferimento della salvaguardia mondiale, della
concordia e della pace, risulta di nuovo quella di uno specchio delle
immense difficolt&#224;, delle faglie di odio e incomprensione accompagnate
da insopportabili ipocrisie e anche dalle incontenibili aggressivit&#224;
che fanno parte dello scenario internazionale. Uno scenario inquieto a
dir poco.<br>
Cos&#236; &#232; andata ieri subito all&#8217;inizio: di fuori le manifestazioni anti
Ahmadinejad e anti Gheddafi di quelli che non vorrebbero vedere l&#8217;Onu
trasformata, come &#232; ormai da tempo, in un palcoscenico per dittatori e
leader islamisti antioccidentali, antiamericani, antisemiti. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2224&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2224&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Unesco: eletta la candidata bulgara Bokova, battuto l'egiziano Hosni</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2223&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 21 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</i><br><br>"Esprimiamo
la nostra soddisfazione per la vittoria della candidata bulgara Irina
Bokova sul candidato egiziano Farouk Hosni alla Direzione dell&#8217;Unesco.<br>Da
mesi, la candidatura di Hosni si prospettava come un&#8217;ombra sul ruolo
che dovrebbe svolgere l&#8217;Unesco rispetto alla promozione della cultura
nel mondo: Hosni, infatti, aveva espresso nel passato posizioni
pesantemente antisemite e anti-occidentali, pur rivestendo (e da ben 22
anni!) l&#8217;importante ruolo di Ministro della Cultura egiziano.<br>Hosni
aveva fatto ripubblicare in Egitto i Protocolli dei Savi di Sion, aveva
dichiarato il proprio disprezzo per la cultura ebraica e l'aveva
cancellata dal suo paese con tutte le sue forze, aveva promosso la
diffusione di tesi negazioniste dell&#8217;Olocausto e aveva anche boicottato
e censurato autori arabi colpevoli di aver scritto testi che non
combaciavano con le sue idee.<br>Siamo lieti che un candidato come
Hosni non sia stato accettato dal consesso internazionale, pur
rispettando il suo paese e il suo popolo dalla cultura millenaria:
Hosni &#232; stato bocciato grazie alla profonda consapevolezza, espressa
anche dai molti deputati italiani di tutte le parti politiche che hanno
firmato il nostro appello al Consiglio Esecutivo dell&#8217;Unesco, che la
cultura debba avere un carattere aperto e universale. E' una vittoria
della coscienza civile.<br>Ci congratuliamo infine con la neo Direttrice Irina Gueorguieva Bokova, la prima donna a ricoprire questo importante ruolo".<br><br><a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2199"><b>Leggi l'appello dei parlamentari contro la candidatura di Farouk Hosny</b></a><br><br>Mentre attendevamo il responso dell'ultima votazione in corso, era giunta anche questa notizia: <br><i><b><br><br>Corriere della Sera, 22/09/2009</b></i><br><div id=":13e" class="ii gt"><h3>Il principale candidato a direttore generale dell'agenzia dell'Onu per la cultura </h3><h1><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_22/farouk-hosni-unesco_124c4576-a772-11de-84dd-00144f02aabc.shtml">Unesco: nuove accuse a Farouk Hosni</a></h1><h2>Agli ordini dei servizi segreti egiziani contro studenti e intellettuali. Un ruolo nell'affare Achille Lauro <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2223">[...]</a><br></h2></div><br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2223&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2223&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>Obama ottiene il suo vertice. Ma nessuno crede a una svolta</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2222&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 20 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 21 settembre 2009</b><br>
<br>
<i>Il leader americano convoca il premier israeliano Netanyahu e il
palestinese Abu Mazen. Ma l&#8217;incontro di domani sar&#224; pi&#249; di immagine che
di sostanza.</i><br>
<br>
Dunque, Obama avr&#224; il suo vertice. Benjamin Netanyahu, primo ministro
d&#8217;Israele, e il presidente palestinese Abu Mazen partono oggi per New
York dove, domani, prima dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu di mercoled&#236;,
si terr&#224; un incontro con il Presidente degli Stati Uniti. Obama vedr&#224;
prima un leader alla volta e poi tutti e due insieme. Una bella
fotografia senza molta sostanza. Abu Mazen &#232; stato il pi&#249;
recalcitrante, e ha riempito la settimana scorsa di accuse contro
Netanyahu; d&#8217;altra parte il premier israeliano, che ha ripetuto che le
costruzioni negli insediamenti subiranno solo un blocco parziale,
insiste per riprendere i colloqui che furono interrotti da un ennesimo
rifiuto palestinese nel 2008.<br>
Abu Mazen accusa Bibi di restare attaccato alla politica degli
insediamenti, e dopo l&#8217;incontro di sabato con Mubarak al Cairo e con
Abdullah ad Aqaba, si &#232; rafforzato nell&#8217;idea che la palla debba essere
giocata in campo israeliano; la strada l&#8217;ha gi&#224; tracciata Obama, quella
di un completo &#171;congelamento&#187; degli insediamenti, fra cui Abu Mazen
considera anche Gerusalemme, come precondizione. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2222&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2222&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>L'impunit&#224; dell'Iran aumenta il rischio terrorismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2220&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 17 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 18 settembre 2009</b><br>
<br>
Il devastante attacco suicida dei talebani a Kabul &#232; l&#8217;ennesima tessera
di un mosaico che disegna sull&#8217;intero orbe terracqueo il mostro del
terrorismo. La dimensione strategica degli attacchi che punteggiano
tutta la carta geografica risponde a svariati disegni, sia di origine
sunnita sia sciita, e tutti mirano a stabilire un califfato mondiale.<br>
Per tutti i combattenti dell&#8217;islam estremo, sia sunniti sia sciiti, il
punto di riferimento, il modello ideale, l&#8217;incoraggiamento costante
verso quella che considerano una sicura vittoria, &#232; il regime degli
ayatollah, l&#8217;Iran, la bandiera strategica, la fonte primaria della
strategia mondiale e del finanziamento del terrorismo mondiale. Fra gli
insurgent afghani e l&#8217;Iran c&#8217;&#232; un rapporto strategico essenziale.
Teheran &#232; il modello e la fonte di approvvigionamento del terrorismo
islamista di tutti i tipi, molte volte se ne &#232; parlato addirittura come
di uno dei rifugi di Bin Laden.<br>
Proprio in questi giorni, scade per questo Paese un appuntamento che avrebbe dovuto essere cruciale, e non lo sar&#224;. [...]</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2220&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>&#200; il &#171;palestinismo&#187; la vera malattia dell&#8217;Onu</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2219&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 16 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i><b>Il Giornale</b></i><b>, 17 settembre 2009</b><i><br><br>La relazione della commissione Goldstone non mostra alcun interesse perla verit&#224;, ma solo per l&#8217;ennesima criminalizzazione di Israele. Estabilisce un principio: bisogna arrendersi ai terroristi checolpiscono i civili</i>.<br><br>La relazione della commissione Goldstone sull&#8217;operazione &#8220;Piombo fuso&#8221;&#232; un pericolo per tutti noi. &#200;, nero su bianco, il proclama chestabilisce che bisogna arrendersi di fronte al terrorismo sistematicoche colpisce e usa i civili. Se si d&#224; una rapida occhiata alle 575pagine prodotte per stabilire che cosa &#232; accaduto a Gaza nella guerradel 2008-2009, si vede che la commissione istituita dall&#8217;Onu non haavuto alcun interesse alla verit&#224;, ma solo alla ennesimacriminalizzazione di Israele: l&#8217;Onu incarna qui, ancora una volta, unesempio del palestinismo moralista che sfrutta, in funzione delladelegittimazione antioccidentale, i sensi di colpa del mondocontemporaneo e cerca, nella pratica immediata, la morte civile efisica dello Stato ebraico.L&#8217;Onu dedica ogni anno due terzi delle sue risoluzioni sui dirittiumani alla condanna di Israele; la sua assemblea, dove sono gi&#224;risuonati i discorsi antisemiti del presidente Ahmadinejad, adessoprocede con una versione flautata, quella del giudice Goldstone, unebreo con tanto di figlia che vive in Israele. [...]<br><br><br><font size="3"><b>"Palestinism", the real UN disease</b></font><br>
<br>
<b><i>Il Giornale</i>, 17 september 2009</b><br>

<br>

The report by the Goldstone Commission sponsored by the U.N. is a
danger for all of us; it is a written document stating that it is
necessary to give up the fight against systematic terrorism that hits
and uses civilians. A quick look at the 575 pages of the report
designed to establish what happened in Gaza in the 2008-2009 war: it is
clear that the Commission set up by the United Nations during the ninth
special session of the Human Rights Council in January 2009 has is not
at all interested in truth, but only in still another criminalization
of Israel: the U.N. embodies once again an example of moralistic
Palestinism that exploits the guilty feelings of the contemporary world
to delegitimize the West. And it practically aims to the physical and
institutional death of the Jewish State.

Every year, the U.N. devotes two thirds of its resolutions on human
rights to condemn Israel; its Assembly has already echoed the
anti-semitic speeches by President Ahmadinejad, and now it is going on
with a whipping version by Judge Goldstone, indeed a Jew with a
daughter who lives in Israel.&nbsp; [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2219&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2219&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>Parlamentari in solidariet&#224; a Giorgio Israel e contro l'antisemitsmo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2218&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 14 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Ecco l'iniziativa che stiamo portando avanti in Aula in questi momenti.<br>Fiamma<br><br><div align="right">Roma, 15 settembre 2009<br></div><br><br>L'episodio che ha colpito il professor Giorgio Israel impone a tuttigli italiani di alzare la guardia contro l'insorgenza di una nuova epesante ondata di antisemitismo. Esso si presenta qui in una delle sueforme pi&#249; tradizionali, quella della teoria del complotto, dell'ebreoburattinaio, "puparo" per l'appunto, che da dietro le quinte gestiscela politica. L'aggressione verbale al professor Israel, apparsa sulsito www.comedonchisciotte.org, contiene inoltre una vera e propriaminaccia con l'accostamento al giuslavorista Marco Biagi assassinatodalle Brigate Rosse.<br><br>Ci troviamo di fronte a un aumento esponenziale di incidenti antisemitiin tutta Europa e nel mondo intero, come testimoniano i dati di molteautorevoli indagini conoscitive. La settimana scorsa alcuni ordignisono esplosi di fronte a una scuola ebraica di Marsiglia; sabato serauna sinagoga di Khabarovsk, nella Russia orientale, ha subito la stessasorte; ieri in Argentina, 58 tombe sono state dissacrate in un cimiteroebraico nella provincia di Buonos Aires. In Svezia, il giornaleAftonbladet, sulla traccia della tradizionale "accusa del sangue", haaccusato i soldati israeliani di uccidere palestinesi per commerciarnegli organi. L'influenza di questo genere d&#8217;interventi si &#232; vista inquesti giorni sul giornale algerino Al-Khabar, che delinea unafantomatica rete di traffico di organi di bambini algerini ad opera diisraeliani e di ebrei americani. Anche in Italia sono comparse numerosesvastiche e scritte antisemite: una grossa svastica &#232; stata dipintaanche sul portone della casa del Presidente della Comunit&#224; ebraicaromana Riccardo Pacifici. Su internet &#232; in aumento l'invasione dimessaggi di odio antisemita. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2218&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2217&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 13 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><object width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286889"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286889" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24"></object><br><br><span style="font-weight: bold;">Gli argomenti di questa settimana:</span>La morte di Assaf Ramon, figlio di Ilan Ramon, il primo astronauta israeliano alla NASA, morto nel 2003. Il lutto privato che si lega indissolubilmente a quello pubblico. La vittoria del Leone d'Oro a Venezia per il film israeliano "Lebanon". Il malore del Presidente Shimon Peres: il timore, anche se solo momentaneo, di vedere sparire l'ultimo "padre fondatore". Ma Peres si &#232; gi&#224; ripreso, &#232; voluto uscire dall'ospedale e ha incontrato George Mitchell, l'inviato di Obama in Medioriente.Il misterioso viaggio di Netanyahu in Russia: luned&#236; scorso i giornali israeliani riferiscono che Netanyahu era "sparito", non era dove diceva di essere. Finch&#233; il vicepremier Dan Meridor ha rivelato che era in Russia. A quanto pare per discutere della vicenda della nave russa scomparsa a luglio vicino alla Svezia: la Russia parla di sequestro da parte di pirati, ma le voci sulla possibilit&#224; che stesse trasportando verso l'Iran missili terra-aria S-300, si stanno consolidando.I recenti accordi economici-militari Russia-Venezuela.Dal fronte libanese solo pessime notizie. Saad Hariri ha rimesso il mandato per formare il governo. Walid Jumblatt, leader druso, e lo spostamento filo-iraniano. Le due katyushe sparate dal Libano in territorio israeliano venerd&#236; scorso e le ipotesi su chi vi sia dietro: Palestinesi legati ad Al Qaeda o Hezbollah? Il ruolo dell'UNIFIL: si dice che sapeva delle katyushe e avesse avvisato l'esercito libanese, non permettendo le sue regole di ingaggio di disarmare direttamente. La dichiarazione israeliana: Israele ritiene responsabile il governo libanese di ogni attacco proveniente dal territorio libanese.Il messaggio di Bin Laden nell'anniversario dell'11 settembre: contro Obama e contro Israele.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2217&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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<item>
    <title>A Roma il Comitato Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2216&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 11 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2216&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/ICCA Fini Roma.jpg" alt="A Roma il Comitato Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo " title="A Roma il Comitato Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo " border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">di Rossella Tercatin<br>l'Unione Informa, 11 settembre 2009<br><br>Nirenstein: "Necessario predisporre strumenti concreti"<br><br>&#200; in visita a Roma il comitato direttivo della CoalizioneInterparlamentare contro l'Antisemitismo (ICCA), organizzazione cheriunisce i rappresentanti delle assemblee legislative di oltre quarantapaesi del mondo, tra cui Stati Uniti, Russia, Canada, Australia, SudAfrica e molti Stati europei.<br>Il suo intento &#232; di promuovere misure concrete per combattere l&#8217;antisemitismo in ogni sua forma ed espressione.<br>Invitati dall&#8217;onorevole Fiamma Nirenstein, vicepresidente dellaCommissione affari Esteri alla Camera, sono John Mann, presidente dellaCommissione parlamentare inglese contro l&#8217;antisemitismo, Irwin Cotler,gi&#224; Ministro della Giustizia canadese e procuratore di Stato,presidente della Commissione parlamentare canadese control&#8217;antisemitismo, il tedesco Gert Weiskerchen, e il ministro israelianoper la diplomazia e gli affari della diaspora Yuli Edelstein, membridel Comitato direttivo dell&#8217;ICCA, di cui anche la Nirenstein fa parte,insieme allo statunitense Chris Smith. &nbsp;<br>Una visita importante, dal programma fitto, in cui il Comitatodirettivo, oltre a compiere una valutazione del lavoro svolto dallaCoalizione fino a questo momento, incontrer&#224; il presidente della CameraGianfranco Fini, e poi, accompagnato dal sindaco di Roma GianniAlemanno, si recher&#224; alla Fondazione per il Museo Nazionale della Sho&#224;.Il programma prevede un incontro con il Presidente della Fondazione,Leone Paserman, il Presidente della Comunit&#224; Ebraica di Roma RiccardoPacifici, il Presidente dell&#8217;Unione delle Comunit&#224; Ebraiche ItalianeRenzo Gattegna, l'assessore alla Cultura Ucei Victor Magiar e ilrabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni.<br>L&#8217;onorevole Fiamma Nirenstein, <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2213"><b>di ritorno dalla Svezia dove ha preso parte alla riunione delle Commissioni esteri dei paesi dell&#8217;Unione Europea</b></a>, di cui lo stato scandinavo detiene questo semestre la presidenza, spiega l&#8217;importanza di questa organizzazione.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2216&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>La maledizione dell'eroe dei cieli: Assaf Ramon muore come il pap&#224; astronauta</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2215&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 13 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i><b>Il Giornale</b>, 14 settembre 2009</i><br>
<br>
Vicino a Har Hevron, nel primo pomeriggio, in tutto quel giallo
accecante del deserto della Giudea, fra i villaggi arabi e quelli
ebraici, il destino si &#232; esercitato di nuovo in una di quelle crudeli
giravolte che in Israele gli riescono particolarmente bene.<br>
Non &#232; usuale che un F16 A, il pi&#249; vecchio aereo da guerra che calza
come un guanto sui suoi piloti, precipiti durante un&#8217;esercitazione:
invece ieri, in un fungo di fumo nero che hanno raccontato stupefatti
sia i palestinesi che gli ebrei che vivono fra quelle pietre, uno di
quegli aerei imbattibili &#232; precipitato. Non si perde mai pi&#249; di un
pilota l&#8217;anno nelle esercitazioni, le statistiche assicurano che &#232; un
evento molto inconsueto. Quei ragazzi sono troppo preziosi, dopo ben
sette anni di studi pratici e teorici di qualit&#224; unica, in cui hanno
stretto i denti e dato l&#8217;anima. Invece stavolta decine di soldati e di
guardie di confine hanno cercato fra le pietre i resti di un pilota la
cui identit&#224; era troppo incredibile per essere proprio lui. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2215&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2215&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2214&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 10 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2214&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/foto famiglia Carfagna.jpg" alt="Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne" title="Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p>Cari amici,<br>il 9 e 10 settembre si &#232; tenuta a Roma laConferenza Internazionale&nbsp;sulla&nbsp;Violenza contro le Donne, un'iniziativadel Ministero&nbsp;per le Pari Opportunit&#224; nell'ambito degli eventi dellaPresidenza Italiana del G8. E' la prima volta che i grandi della terraaffrontano questo tema agghicciante&nbsp;in un consesso cos&#236; importante.Centinaia di donne e uomini da 26 paesi diversi si sono riuniti peraffrontare molti dei temi che ancora devastano la met&#224; del mondo: dallaviolenza nella famiglia, dove si consumano la maggior parte degliorrori, i reati cosiddetti d&#8217;onore - 50mila donne uccise o suicidel&#8217;anno - le molestie, le violenze sessuali, gli stupri da parte deimariti o dei parenti stretti; alla mercificazione del corpo della donnacon la tratta delle schiave usate a scopo sessuale; dall&#8217;abortoselettivo, all&#8217;acidificazione, alle mutilazioni genitali femminili -pi&#249; di 140 milioni di vittime sempre in crescita in Europa a causadell&#8217;immigrazione. Abbiamo voluto occuparci del nostro futuro dedicandodue sessioni alle violazioni nei confronti delle pi&#249; giovani: le sposebambine (oltre 60 milioni nel mondo, tra gli 8 e i 14 anni), l&#8217;accessoegualitario all&#8217;educazione, l&#8217;impiego delle bambine soldato.<br>Hoavuto l'onore di presiedere la prima sessione della Conferenza,&nbsp;chetrattava&nbsp;della violenza&nbsp;nell'ambito familiare. Sono intervenuti, contestimonianze&nbsp;toccanti e importanti, la&nbsp;giornalista cinese Xinran,che&nbsp;per anni -&nbsp;prima che&nbsp;lo stess provocatole dagli&nbsp;effetti dellacensura e dalle storie terribili confidatele da centinaia di donne lafacesse ammalare e la costringesse a lasciare la Cina -ha&nbsp;condotto&nbsp;alla radio cinese&nbsp;un&nbsp;programma rivolto per&nbsp;la prima volta aun pubblico femminile;&nbsp;il Magistrato afghano Marzia Basel, in primalinea&nbsp;per tutelare, con lo strumento giuridico, i diritti delle donnein ambito familiare in una societ&#224; dove il potere del clan e del maritospesso &#232; l'unica legge che alcune donne conoscono; il Dottor GiuseppeLosasso, presidente dell'Associaizone Smileagain a Udine, che da annisi dedica ad operare donne sfigurate da una pratica barbara,l'acidificazione, una pena inflitta, quasi sempre dai familiari,&nbsp;alledonne che rifiutano un pretendente, un matrimonio combinato; unapratica ancora molto diffusa specie in Pakistan e&nbsp;Bangladesh; infine lapsichiatra francese Marie France Hirigoyen, che ha parlato tra le altrecose del circolo vizioso della violenza in cui le vittime della stessaentrano a fare parte e che spesso impedisce loro di prendere coscienzadel male che subiscono.</p><p><a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1215:lunalleanza-internazionale-a-tutela-delle-donner&amp;catid=45:comunicati-stampa&amp;Itemid=226"><span style="font-weight: bold;">Qui potete leggere il documento conclusivo adottato dalla Conferenza</span></a></p><p>Qui sotto potete ascoltare la registrazione delle due giornate diconvegno. Questa &#232; invece la relazione di apertura del panel che hopresieduto sulla violenza all'interno del nucleo famigliare. [...]<br></p><p></p><object width="400" height="330"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286574/2380496"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286574/2380496" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="330"></object></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2214&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2214&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Prosegue la polemica tra Italia e Svezia sul tema dell'antisemitismo </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2213&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 6 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</EM> <BR></STRONG><EM>Visby, Svezia, 7 settembre 2009</EM> </P>
<P>Nel corso del dibattito sull&#8217;intervento del Ministro degli esteri svedese, Carl Bildt, davanti alle Commissioni esteri dei Paesi UE, riunitesi oggi a Visby in Svezia, l&#8217;Onorevole Fiamma Nierenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha chiesto al Ministro di precisare il suo programma per combattere l&#8217;antisemitismo in Europa, dato che il fenomeno &#232; in crescita verticale, come dimostrato dal rapporto pubblicato nel 2009 dalla European Union Agency for Fundamental Rights (FRA): lo studio, condotto sull&#8217;andamento dal 2001 al 2008 ha dimostrato infatti il grave incremento di incidenti antisemiti, anche nei Paesi del Nordeuropa, come conseguenza delle tensioni in Medio Oriente e della crisi finanziaria globale. <BR>Fra gli episodi pi&#249; significativi, ha detto al Ministro la Nirenstein, l&#8217;articolo del giornale svedese Aftonbladet, su cui il Governo svedese non ha voluto esprimere la propria opinione. [...]<BR><EM><BR><STRONG>Statement by MP Fiamma Nirenstein, Vice-President of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Chamber of Deputies<BR></STRONG>Visby, Sweden, 7 September 2009</EM>&nbsp;<BR>&nbsp;<BR>During the discussion following the speech of Sweden Minister of Foreign Affairs, Carl Bildt, at the meeting of the EU member States' Foreign Affairs Committees, which was held today in Visby, Sweden, MP Fiamma Nirenstein, Vice-President of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Chamber of Deputies, asked the Minister to clarify his program for combating anti-semitism in Europe. The phenomenon is dramatically increasing, as demonstrated by the 2009 report by the European Union Agency for Fundamental Rights (FRA): the study, which examined the trend from 2001 to 2008, has - in fact - demonstrated the rise of anti-semitism throughout Europe, and throughout Northern European countries as well. It's a phenomenon which can partly be explained as a consequence of the increasing tensions in the Middle East and as result of the recent global economic crisis.<BR>Among the most significant episodes as of late, MP Nirenstein cited to Minister Bildt the article on&nbsp;IDF killing Palestinians in order to traffic in their organs, published this August by the Swedish newspaper Aftonbladet, a report that the Swedish government refused to condemn. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2213&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2213&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>La Svezia si piega all&#8217;islam e guida il coro contro Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2211&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 24 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 25 agosto 2009</b><br>
<br>
Israele &#232; furiosa con la Svezia al punto che il suo primo ministro
Benjamin Netanyahu e il suo ministro degli Esteri Avigdor Lieberman
insistono duramente perch&#233; il governo di quel Paese si dissoci dal
contenuto dell&#8217;articolo che descrive i soldati del loro esercito come
interessati macellai. Perch&#233; non lasciano il giornale, come i critici
suggeriscono, a cuocersi nel suo brodo di menzogne? Perch&#233; Israele &#232;
satura, con la bomba atomica iraniana dietro l&#8217;angolo e la jihad in
tutto il mondo, sente che oltre a Gerusalemme, anche gli ebrei in
Europa sono in pericolo, e dopo anni in cui ha sollevato innanzitutto
dubbi su se stessa, ha capito che se non cambia registro l&#8217;incitamento
e l&#8217;odio possono soffocarla.<br>
Se chiedi in giro com&#8217;&#232; Israele e buona parte degli europei, nelle
universit&#224;, alle cene, ti descriveranno un vulcano di violenza contro i
poveri palestinesi innocenti, una sentina di crudelt&#224;, in cui i soldati
sparano ai bambini e il governo solleva muri razzisti di apartheid o fa
guerre inutili per il gusto di uccidere. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2211&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2211&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>I terroristi diventano ministri e l'Occidente rimane a guardare</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2209&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 22 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 23 agosto 2009</b><br><br>E&#8217; il tempo dell&#8217;istituzionalizzazione del terrorismo: potr&#224; capitare sempre pi&#249; spesso a un politico occidentale in visita in mezzo mondo di stringere la mano a un ricercato dall&#8217;Interpol in veste ufficiale, o almeno a qualche leader che ha lodato pubblicamente qualche noto assassino plurimo di donne, bambini, turisti, facendone la sua bandiera dopo averlo probabilmente finanziato. E&#8217; preciso il messaggio di tutto il regime iraniano quando decide, alla faccia di tutte le diplomazie, di nominare Ministro della Difesa Ahmad Vahidi, il comandante dell&#8217;unit&#224; &#8220;Forza Quds&#8221; della Guardia Rivoluzionaria, che ha perpetrato nel 1994 l&#8217;attacco dell&#8217;AMIA, un&#8217;associazione ebraica di Buenos Aires, facendo 85 morti e 200 feriti, ricercato dall&#8217;Interpol: qualcuno ricorder&#224; lo sventramento enorme causato dalla bomba, l&#8217;inferno di morte e dolore visto, e poi le immagini in replica in talmente tante citt&#224;, a New York, a Londra, a Parigi, a Mumbai, a Gerusalemme, a Mombasa... Con la nomina di Vahidi, Ahmadinejad dice che non solo uccidere innocenti &#232; buono e giusto, ma anche, attenti a noi, che un attentato diventa un esempio da premio quando ha luogo in un grande centro a sorpresa, lontano dal Medio Oriente. La scelta del regime iraniano ha a che fare con il suo coinvolgimento palese nel terrorismo internazionale, e ce lo butta in faccia come una promessa. [...]<br><br><br><font size="3"><b>Terrorists become ministers, and the West looks on</b></font><br>
<br>
<b><i>Il Giornale</i>, August 23, 2009</b><br>
<br>
It's time for terror institutionalization: it might happen more and
more often to Western politicians that they will be shaking the hands
of people on Interpol's "wanted" list, or at least to some leaders who
have been publicly praising - and probably also financing - certain
notorious multiple-killers of women, children, tourists.
The Iranian regime is sending a very precise messag, in spite of all
the diplomatic norms, by appointing Ahmad Vahidi as Iran's Minister of
Defense. Vahidi is on Interpol's "wanted" list because he is a former
commander of the "Quds Force" of the Revolutionary Guards, the unit in
charge of Iran's overseas operations that on 1994 carried out the bomb
attack on the Israeli-Argentine Mutual Association (AMIA) building in
Buenos Aires that killed 85 people and injured some 200: people still
remember the huge destruction and devistation caused by the bomb, the
hell of death and pain; the same images then replied in so many cities:
Jerusalem, New York, Mombasa, Madrid, London, Mumbai. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2209&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2209&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>OBAMA, NIRENSTEIN: INCOMPRENSIBILE RICONOSCIMENTO USA &quot;CAMPIONI DELLA LIBERTA'&quot; A MARY ROBINSON</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2208&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 12 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i>Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</i><br>
<br>
"E' soprendente che Mary Robinson, il pi&#249; carente tra gli Alti
Commissari Onu per i Diritti Umani (1997-2002), che promosse e difese
la scandalosa conferenza di Durban nel 2001, abbia ricevuto ieri dal
Presidente Obama la Medaglia Presidenziale per la Libert&#224;, il pi&#249; alto
riconoscimento americano per l'impegno civile.<br>
Vogliamo credere che il Presidente Obama non sia informato fino in
fondo dell'atteggiamento anti-israeliano che ha caratterizzato
l'operato della Robinson durante il suo mandato all'Onu, che ha
consentito, tra l'altro, di tenere una riunione preliminare per la
conferenza di Durban a Teheran, dalla quale furono ostracizzati i
delegati ebrei. Mary Robonson non ha mai rivisto le sue posizioni
fortemente anti-israeliane e anche anti-americane. Il fallimento di
Durban 1, con il ritiro progressivo di alcune delegazioni (tra le quali
quella americana) e di Durban 2, svoltasi nell'aprile scorso a Ginevra,
alla quale non hanno partecipato sin dall'inizio dieci paesi (tra cui
sempre gli USA), perch&#233; era evidente che avrebbe proseguito sulla
stessa linea antisemita del 2001, indicano il fallimento del lavoro
della diplomatica irlandese. E' quindi molto difficile capire il senso
di questo importante riconoscimento alla Robinson per chi crede nella
battaglia universale per il rispetto dei diritti umani e per
l'affermazione della libert&#224;".</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2208&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2208&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Ulteriori arresti in vista in Iran. Come deve agire l'Occidente?</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2205&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 10 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i>Il professore iraniano-olandese Afshin Ellian avverte che il regime iraniano sta per mettere in atto una purga dei leader della recente protesta post-elettorale, iniziando con l'arresto di Mousavi. L'analisi di Michael Ledeen.</i><br><br><a href="http://pajamasmedia.com/michaelledeen/2009/08/09/the-death-of-the-islamic-republic/"><b>The Death of the Islamic Republic</b></a><br>
<i><br>
</i><b>di<i> Michael Ledeen</i>, 9 Agosto 2009</b><br>
<br>
The show trials now on display in Tehran have several purposes. First,
to purge the regime&#8217;s ranks of those who have shown tolerance or
enthusiasm for the dissidents who are now calling for &#8220;death to the
dictator.&#8221; Second, to intimidate anyone contemplating action against
the regime. Third, to gauge the attitude and resolve of the West, in
order to calculate just how far the regime can go without a potentially
damaging reaction. That is why Saturday&#8217;s procession of &#8220;spies and traitors&#8221; included
French and British citizens or employees. The reaction must have been
encouraging to Supreme Leader Ali Khamenei, his son, and his band of
loyalists: thus far, the Brits and the French have limited themselves
to diplomatic tongue clicking, with nary a whisper of serious
sanctions, and no sign of active support for the millions of Iranians
who pray, and fight, for freedom.
As the <a href="http://pajamasmedia.com/blog/khamenei-wants-mousavi-arrested-and-broken/"><b>distinguished scholar and analyst Afshin Ellian tells us</b></a> nearby, <b>the
regime has already prepared arrest warrants for the leaders of the
national uprising, and an elite unit of the Revolutionary Guards has
been charged with carrying out the arrests</b>.&nbsp; Such a move is fraught
with peril for the regime. The arrest of the dissident leader, Mir
Hossein Mousavi, would surely throw the country into convulsion, and,
if it lasted long enough, might convince some Western leaders&nbsp; to
finally defend its own ideals, and thus the Iranian people. <b>There is no doubt, as Professor Ellian stresses, that Khamenei&#8217;s people desperately want to crush the opposition</b>. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2205&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2205&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>'Israel should drop apologetic tactics, admit it is at war' </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2204&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 7 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Haaretz</i>, August 8, 2009<br>by Cnaan Liphshiz</b><br><br>Israel should drop its apologetic advocacy and admit it's fighting a war.<br>This
is the message that Italian legislator Fiamma Nirenstein impressed upon
members of the new Knesset lobby that she recently helped create, which
aims to "strengthen ties between Israel and European parliaments."<br>Nirenstein,
a staunch supporter of Israel and a legislator for the party of Italian
President Silvio Berlusconi, was the driving force behind the formation
last month of Israel's European Forum of the Knesset (EFK).<br>The
new body - whose dozen-odd members include Tzipi Livni, Shaul Mofaz,
Daniel Ben-Simon and other notable lawmakers from across the political
spectrum - is meant to serve as a counterpart for the European Friends
of Israel, an umbrella organization for some 1,000 pro-Israel
legislators from all over the continent.<br>But while the European
body - in which Nirenstein plays a central role - aims to better
Israel's image in Europe, the Jewish Italian journalist and lawmaker
has a different vision for the new Israeli counterpart. [...]<br><br><br><b><font size="3">"MKs launch new alliance with European parliaments"</font></b><br><br><b><i>Jerusalem Post</i>, August 3, 2009<br>by Carrie Sheffield</b><br><br>Seeking
to combat a perceived growing anti-Israel trend in Europe, Knesset
leaders have joined a new alliance intended to strengthen ties with
European parliaments.<br>Funded by wealthy patrons within European
Jewish circles, the alliance is seeking to lower the rhetorical
temperature on the Palestinian issue and heighten awareness of a
potential Iranian nuclear threat, which has been downplayed by many
European leaders.<br>Last week, the lobbying group European Friends
of Israel (EFI) launched the European Forum of the Knesset, a coalition
spearheaded by MK Yohanan Plesner (Kadima) with the blessing of Knesset
Speaker Reuven Rivlin (Likud).<br>"I welcome you from the bottom of
my heart," Rivlin told European diplomats and ambassadors gathered at
the Knesset for the inaugural meeting of the alliance. Rivlin
acknowledged Israel's somewhat troublesome relationship with Europe,
but asserted, "The right not to agree between two friends is very
important, so long as everyone understands the opinion." [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2204&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2204&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Adesso Al Fatah vuole tutta Gerusalemme</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2202&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 8 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 9 agosto 2009</b><br>
<br>
Betlemme &#232; tutt&#8217;altro che quel luogo di pace che tanti cristiani
sognano e, in questi giorni, meno che mai. Proprio da qui, da quella
che &#232; stata (e che continuer&#224;, per cercare di sedare gli scontri,
ancora fino a marted&#236; prossimo) la prima convenzione di Fatah in venti
anni, oltre alla rielezione bulgara di Abu Mazen avvenuta ieri,
potrebbe scaturire una terza intifada. Non &#232; mancato nessuno dei
classici segnali del regresso e di un totale rifiuto del dialogo: il
documento di ieri invita a sacrificarsi, ovvero a perpetrare atti di
terrorismo, fin che Gerusalemme non sar&#224; interamente, anche nella sua
parte ovest, anche dentro la Linea Verde, consegnata ai palestinesi:
fino ad allora Fatah, la parte moderata rispetto a Hamas, non si
sieder&#224; a parlare con gli israeliani. Una linea inusitata, che dichiara
guerra fino a che vivr&#224; non solo l&#8217;ultimo israeliano, ma anche l&#8217;ultimo
ebreo: Gerusalemme &#232; nelle sue preghiere tre volte al giorno da che
mondo &#232; mondo, citata 622 volte nella Bibbia e migliaia di altre volte
con altri nomi. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2202&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2202&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Fatah a congresso, ma i &#171;falchi&#187; hanno gi&#224; vinto</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2201&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 3 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 4 agosto 2009</b><br>
<br>
Se il mondo si era affacciato alla finestra per guardare meglio la
conferenza di Fatah che da oggi raccoglie 2265 delegati a Betlemme per
tre giorni, meglio torni a dormire. Non ci sar&#224; un cambio della
guardia, i pi&#249; che settantenni resteranno al potere; non ci sar&#224; un
cambiamento di linea che porti il Mediorente verso la pace; non ci sar&#224;
la base per un accordo fra Fatah e Hamas. Il fatto che si tratti della
sesta convenzione in venti anni &#232; una grande occasione di incontro fra
personaggi sparsi ai quattro angoli del Mediorente in cui il West Bank
&#232; contro Gaza, i vecchi contro i giovani, i moderati, pochi, contro i
moltissimi rivoluzionari permanenti. Hamas, che ha tentato di impedire
ai 200 delegati di Fatah provenienti dalla sua zona di arrivare, &#232; di
fatto, per Fatah, il nemico da battere ma anche il remoto ispiratore di
una linea sempre pi&#249; tragicamente dura: la leadership di Abu Mazen,
ormai 74enne, cos&#236; come quella dei cinquantenni come Mahmud Dahlan o il
carcerato Marwan Barguti, in dura competizione fra di loro, hanno in
comune la determinazione a reggere la competizione di Hamas sfoderando
toni durissimi. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2201&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2201&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Obama fa il duro con Israele, non con i palestinesi</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2200&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 1 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 2 agosto 2009</b><br>
<br>
Va bene, adesso &#232; quasi sicuro, Bibi Netayahu ha intenzione di
dichiarare un &#8220;congelamento&#8221; temporaneo degli insediamenti, proprio
come gli hanno chiesto tutti gli inviati, dal segretario della difesa
Robert Gates, all&#8217;incaricato per il Medio Oriente George Mitchell, al
Consigliere per la Sicurezza James Jones, giunti in processione dagli
Stati Uniti. Ma questo aiuter&#224; a fare la pace? Sembra quasi che la
linea Obama, di cui le concessioni israeliane sono il perno, stia
creando una specie di scivolamento inerziale verso una strana,
pericolosa neghittosit&#224; palestinese, e un altrettanto automatico
riflesso antisraeliano da parte dell&#8217;Europa. Insomma: come se Israele
dovesse far tutto e i palestinesi, e anche il mondo arabo, richiesto
invano di un gesto di buona volont&#224;, solo quel che gli pare. Obama, al
contrario di quello che si sapeva, non ha pi&#249; voglia di presentare un
piano di pace per il Medio Oriente. Gli USA ora tenderebbero
semplicemente a puntare su ci&#242; che sembra a portata di mano, ovvero un
accordo con Israele per lo sgombero di alcuni &#8220;out post&#8221; illegali e per
il &#8220;congelamento&#8221; temporaneo degli insediamenti , in attesa che Abu
Mazen batta un colpo. Per spingere il mondo arabo a un gesto di buona
volont&#224;, Mitchell ha visitato gli Emirati, la Siria, l&#8217;Egitto: cerca
una pace onnicomprensiva, ma per ora Obama dovr&#224; approfittare della
sola buona volont&#224; israeliana. E cos&#236;, tutti spingono su Bibi che vuole
buoni rapporti con Obama a causa della minacciosit&#224; dell&#8217;Iran. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2200&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2200&amp;Categoria=6</guid>

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    <title>Appello all'UNESCO contro la candidatura di Farouk Hosny</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2199&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 27 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br>Senza l&#8217;intervento attivo delle istituzioni e del mondo della cultura, la direzione dell&#8217;UNESCO potrebbe essere prossimamente assegnata a Farouk Hosny, attuale Ministro della Cultura egiziano, che, nel corso della sua carriera, si &#232; qualificato per le sue spudorate campagne antisemite e contro lo Stato d&#8217;Israele, che &#232; per altro in pace con l&#8217;Egitto da 30 anni a questa parte.<br><p>L&#8217;Italia fa parte dei 58 Paesi del Consiglio Esecutivo che a settembre dovr&#224; scegliere, tra gli aspiranti alla Direzione, il candidato che ad ottobre sar&#224; sottoposto al voto di ratifica della Conferenza Generale dei 193 stati membri dell&#8217;UNESCO.<br>Per questo ho proposto l'appello che segue tra i parlamentari e stiamo raccogliendo le firme, in vista della elezione preliminare di settembre.</p><p><i>Leggi anche:</i></p><p><a href="http://www.ilfoglio.it/zakor/194"><i><b> </b></i></a><i><b><a href="http://www.ilfoglio.it/zakor/194">"Salvare l'UNESCO da Farouk Hosni", </a></b></i><a href="http://www.ilfoglio.it/zakor/194"><i>di Giulio Meotti</i></a><i><br></i></p><p><i><a href="http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=8&amp;sez=120&amp;id=30961"><b>"Ecco la lista nera dei libri banditi al Cairo dal ministro egiziano che 'per l&#8217;Italia &#232; il favorito'"</b></a></i>, <i>di Giulio Meotti</i></p><p><br>---<br>"Noi parlamentari della Repubblica Italiana ci rivolgiamo ai 58 Paesi che siedono nel Consiglio Esecutivo dell&#8217;UNESCO per evitare che le istituzioni delle Nazioni Unite subiscano l&#8217;ennesimo oltraggio. </p><p>Il prestigioso incarico della Direzione dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza, la Cultura e la Comunicazione (UNESCO) potrebbe essere affidato a Farouk Hosny, attuale Ministro della Cultura egiziano, che, nel corso della sua carriera, si &#232; qualificato per le sue spudorate campagne antisemite e contro lo Stato d&#8217;Israele, che &#232; per altro in pace con l&#8217;Egitto da 30 anni a questa parte. [...]</p></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2199&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La Knesset guarda all'Europa</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2198&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 29 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2198&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/collage EFK2.JPG" alt="La Knesset guarda all'Europa" title="La Knesset guarda all'Europa" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Questo marted&#236;&nbsp;<SPAN lang=EN-US style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: HE">sono stata invitata a parlare come key-note speaker al </SPAN>Parlamento Israeliano in occasione dell'inaugurazione del Forum Europeo della Knesset, un'istituzione volta a rafforzare i legami e la cooperazione tra i parlamentari israeliani ed europei (sia a livello delle singole assemble ligislative nazionali, sia a livello di Parlamento Europeo).<BR>All&#8217;evento, coordinato dall&#8217;On. Yohanan Plesner (Kadima), promotore del Forum, ha partecipato anche Presidente della Knesset, Rubi Rivlin, e vi hanno preso parte numerosi parlamentari dei diversi schieramenti nonch&#233; oltre una quindicina di Ambasciatori di Paesi Europei (per l&#8217;Italia era presente il&nbsp;Vice Capo Missione Davide La Cecilia), un rappresentante della Commissione Europea in Israele, alcuni esponenti del mondo accademico israeliano e coordinatori di organizzazioni non governative.<BR>Dopo il Presidente della Knesset &#232; intevenuto l&#8217;On. Plesner che ha moderato la tavola rotonda. Dopo il mio intevento, che trovate per ora in inglese pi&#249; sotto,&nbsp;sono intervenuti alcuni parlamentari israeliani, tra cui&nbsp;Tzipi Livni, Capo dell&#8217;Opposizione e leader del partito Kadima e Majalli Whbee, gi&#224; Vice Ministro degli Esteri nel precedente Governo Olmert. <SPAN lang=EN-US style="FONT-SIZE: 9pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Tahoma; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: EN-US; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: HE">Erano presenti anche Shaul Mofaz, gi&#224; Ministro della Difesa, Rony Bar-On, gi&#224; Ministro del Tesoro, l&#8217;On. Daniel Ben-Simon.</SPAN> [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2198&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2198&amp;Categoria=6</guid>

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    <title>Gioco delle parti fra Usa e Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2197&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 26 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Panorama</EM>, n. 31, 30 luglio 2009, pag. 90<BR><BR></STRONG>Da lontano Israele e la nuova amministrazione americana sembrano in continuo scontro. Il grande dice al piccolo: lascia gli insediamenti. Il piccolo al grande: invece di giocherellare con la politica della mano tesa, attento all'Iran nucleare. Ma il gioco Usa-Israele &#232; complesso, anche perch&#233; il nucleare di Mahmoud Ahmadinejad &#232; ormai alle porte e il governo degli ayatollah ha mostrato con la spietata repressione di non avere da parte sorrisi neanche per Barack Obama, che pure vuole dialogare. Notizie riservate mostrano all'orizzonte una visita del segretario della Difesa americano Robert Gates in Israele agli inizi della prossima settimana. Solo pochi giorni fa Gates ha detto all'Economic club di Chicago: &#171;L'iran mi preoccupa pi&#249; di ogni altra cosa perch&#233; non vedo uno scenario in cui si trovino opzioni positive. La mancanza di ottimismo non &#232; solo legata alla sua scelta nucleare, ma anche alla incapacit&#224; della comunit&#224; internazionale di influenzare la determinazione a portarla a termine&#187;. Il programma di Gates in Israele &#232; soprattutto, possiamo arguire, la discussione sull'Iran. Ma attenzione: con lui agli incontri di massimo livello parteciper&#224; (fatto di non piccolo significato) l'inviato del presidente Obama per il Medio Oriente George Mitchell. Mitchell &#232; in realt&#224; il responsabile dei rapporti fra israeliani e palestinesi e quindi degli eventuali sviluppi di un processo di pace. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2197&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2197&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>Le illusioni della politica estera americana</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2195&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 18 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b>Pubblicato sul numero di giugno de <i>L'Ircocervo - la rivista della libert&#224;</i></b><i><br>
</i><br>
Il discorso di Obama all&#180;Islam &#232; un mistero per chiunque si occupi con
mente fredda e occhio allenato delle questioni mediorientali: &#232; chiara
solo la determinazione di Obama a restare fedele al proprio modello,
quello che gli ha conquistato la fiducia e oseremmo dire, per una
parte, persino qualche idolatria da parte della maggioranza del
pubblico americano. Obama &#232; determinato a incarnare, al di l&#224; della
ratio politica e storica, una figura messianica, post moderna,
decisamente relativista. La sua barca veleggia sempre pi&#249; lontana,
decisa a tracciare una nuova scia, dal sogno americano tradizionale,
inteso come determinazione, spazio, libert&#224; a ogni costo; trasfigura e
modifica nella mente del mondo intero il disegno dei valori americani,
della loro letteratura, della loro musica e della loro filmografia. La
figura del cow boy, e non solo del tipo duro alla John Wayne, ma
persino di quello pi&#249; solitario e elegiaco alla James Dean, persino la
figura del bohemienne newyorkese, alla Bob Dylan, si spengono e si
trasfigurano su Barack Hossein Obama, il nuovo americano. Gli interessa molto di pi&#249; mostrarsi comprensivo e pieno di buone
intenzioni; non frequenta l&#180;ironia amara, democratica e irridente,
consapevole dei limiti della natura umana, il poetico disprezzo per il
politically correct, e infine anche il coraggio di affermare la
leadership americana nel mondo, costi quello che costi, anche quando
deve imporsi, certa di farlo per il bene comune. Gli manca la follia
generosa e severa dello sbarco in Normandia e anche, ebbene s&#236;, della
guerra in Iraq. Gli manca l&#180;imperativo ineludibile di tenere a viso
aperto per il coraggio dei manifestanti iraniani, e di aiutarli a
vincere. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2195&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2195&amp;Categoria=6</guid>

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    <title>Le tre proposte di Bibi</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2194&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 11 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Shalom</i>, luglio 2009</b><br>
<br>
Quando il Primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha visitato
l&#8217;Italia e la Francia, gli incontri sono stati vissuti dalla stampa
internazionale e dai politici europei e americani come una prova da
superare per Bibi.<br>
Era una normale visita organizzata secondo i pi&#249; classici dei criteri,
e intanto il vero gigantesco problema sul tappeto era certo la
disperata rivoluzione iraniana, gi&#224; in fase di spietata repressione nei
confronti di chi, in quel paese, molto pi&#249; che un governo capeggiato da
un altro clerico come Moussawi, sogna la libert&#224;. La premessa degli
incontri era una sorta di diffusa convinzione di colpevolezza nei
confronti del premier israeliano, che, scandalo internazionale, era
dubbioso rispetto alla tradizionale formula "due Stati per due popoli";
inoltre aleggiava la disapprovazione preventiva legata all&#8217;idea che
Netanyahu &#232; un presidente &#8220;di destra&#8221;, un &#8220;falco&#8221; e che il presidente
americano Obama sia deciso a costringerlo a cessare da ogni attivit&#224;
negli insediamenti, quali che siano le idee del governo israeliano. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2194&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2194&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Quei folli sogni di conquista e dominio del mondo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2193&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 31 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Shalom</i>, giugno 2009<br>
<br>
</b><i>Pur profondamente diverse, l&#8217;Iran e la Corea del Nord hanno una strategia in comune: sfidare l&#8217;Occidente creando insicurezza.</i><br>
<i>L&#8217;episodio pi&#249; impressionante &#232; la costruzione della centrale
nucleare siriana di Kimbar, dove si sono trovate tracce di tecnologia e
uomini di ambedue i Paesi dopo che grazie al cielo Israele l&#8217;ha
distrutta</i><br>
<br>
La storia di questi giorni ha una doppia lettura, e ognuno &#232; libero di
credere a quella che gli piace di pi&#249;, salvo poi prendersi la
responsabilit&#224; della propria inter- pretazione. Da una parte assistiamo a una delle situazioni pi&#249; conflittuali mai
rappresentate sulla scena mondiale. Dall&#8217;altra alla messa in scena di
una encomiabile speranza di pace che fa acqua. Lasciamo da parte l&#8217;area
Pakistana e Afghana di cui si &#232; parlato tante volte. Baster&#224; ricordare
che la crescente aggressivit&#224; talebana e di Al Qaeda non trova nessun
contenimento adeguato, e che le &#8220;bombe islamiche&#8221; pakistane, nel numero
di almeno 90 secondo gli esperti, sono custodite in una situazione
mancante di qualsiasi garanzia di sicurezza politica o militare. <br>
Ma se guardiamo agli avvenimenti pi&#249; recenti, per capire che il livello
dell&#8217;antagonismo antioccidentale &#232; molto alto, basta pensare alla bomba
atomica nord coreana, un evento per niente sorprendente per chi non si
&#232; abituato a farsi illusioni inutili; l&#8217;esperimento ha sviluppato
un&#8217;esplosione di potenza terrificante, assai pi&#249; significativa del
precedente esperimento del 2006, pari come potenza a una magnitudine
fra 4,5 e 5,3 pari all&#8217;esplosione che distrusse Nagasaki. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2193&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2193&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Le buone illusioni degli occidentali </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2190&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 28 Feb 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2190&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2190&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>I muscoli di Hezbollah fanno paura</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2189&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 19 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 20 luglio 2009</b><br>
<br>
L&#8217;attacco subito nel sud del Libano dalle truppe dell&#8217;Unifil mentre
tentavano di verificare in che cosa consistesse il deposito d&#8217;armi
degli hezbollah saltato per aria qualche giorno prima con morti e
feriti, &#232; un pessimo segnale per la pace in Medio Oriente. Quel
centinaio di abitanti di Kirbat a Silm, che alla fine si sono persino
messi a sparare contro le forze internazionali, sono il segno della
solida presenza degli hezbollah al sud del fiume Litani, dove hanno
comprato, costruito, arruolato; &#232; un segnale della determinazione della
milizia sciita a proteggere le armi e le loro infrastrutture nonostante
la risoluzione dell&#8217;Onu che ne stabilisce lo smantellamento.<br>
<br>
La chiave dell&#8217;aggressivit&#224; delle ultime azioni degli hezbollah, che
hanno taciuto per lungo tempo e che sembravano determinati a
conquistare il potere in Libano tramite un percorso di legittimazione
democratica, deve essere letta alla luce dei risultati delle ultime
elezioni, anche se &#232; lo scontro con Israele la stella polare intorno a
cui costruiscono l&#8217;azione e il consenso. [...]<br>
</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2189&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2189&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Israele cacciata dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2187&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 13 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>GIORNALISTI: NIRENSTEIN, ESCLUSIONE ISRAELE NON GIUSTIFICABILE</STRONG></P>
<P><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione esteri della Camera</EM></P>
<P>"Consideriamo l'esclusione di Israele dalla Federazione Internazionale dei giornalisti (Ifj) una discriminazione senza giustificazioni plausibili e riteniamo un gesto sbagliato estromettere la stampa libera dell'unica democrazia del Medio Oriente dall'associazione che dovrebbe protegge la libert&#224; e l'etica del giornalismo internazionale.<BR>Non mettiamo in discussione la buona fede di Paolo Serventi Longhi, membro italiano del Comitato Esecutivo della Ifj, che sostiene che i giornalisti israeliani siano stati esclusi per il mancato pagamento di quote associative. Ma appare ai nostri occhi del tutto evidente come questa sia soltanto una scusa di quelle forze che, con molta determinazione e con attivit&#224; permanente, boicottano Israele, ovunque possono, ma soprattutto nell'ambito delle attivit&#224; intellettuali, sportive e commerciali.<BR>I giornalisti israeliani da noi interpellati lamentano di non essere nemmeno stati avvisati del fatto che alla riunione di Oslo del giugno scorso, in cui &#232; stata deliberata la loro esclusione, si fosse fissato di discutere delle quote associative: essi ci dicono altres&#236; che la comunicazione &#232; giunta per via epistolare solo a decisioni prese.<BR>Ci sembra convincente l'ipotesi del Foglio, per altro confermata da fonti israeliane, che la decisione di boicottare Israele non abbia nulla a che fare con le quote, ma risalga invece alla guerra del Libano del 2006, quando la Ifj attacc&#242; lo Stato ebraico per aver colpito gli studi televisivi di Al-Manar, organo degli Hezbollah.<BR>Ribadiamo quindi che l'episodio ci appare ispirato alla linea del boicottaggio che ha escluso gi&#224; pi&#249; volte Israele dall'abito accademico e dalle competizioni sportive (ultimo caso i Giochi del Mediterraneo) e speriamo che i giornalisti della Federazione italiana insorgano con una chiara presa di posizione, aldil&#224; delle scuse burocratiche, contro una decisione che sa da lontano di antisemitismo e di apartheid".<BR><BR><STRONG>"Cercasi minoranza giornalistica che non creda alla quota anti israeliana"<BR><EM>Il Foglio</EM>, 14 luglio 2009<BR>di Giulio Meotti</STRONG><BR><BR><I>Roma</I>. Aidan White, segretario generale della Federazione internazionale dei giornalisti, ieri attaccava chi, come il Foglio di sabato e il Corriere della Sera con Pierluigi Battista, ha denunciato il boicottaggio d&#8217;Israele da parte della Federazione, che ha appena espulso dal sindacato la branca israeliana con i suoi seicento giornalisti: &#8220;Parlare di boicottaggio di Israele o di antisemitismo o di motivi politici dietro quest&#8217;azione &#232; assurdo&#8221;, ha detto White. Anche il portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti, chiede alla Federazione di chiarire subito sull&#8217;espulsione. Haim Shibi, veterano dell&#8217;Unione dei giornalisti di Gerusalemme, spiega che la decisione di cacciare gli israeliani non ha nulla a che fare con le quote, risale invece alla guerra in Libano del 2006, quando la Federazione attacc&#242; lo stato ebraico per aver colpito gli studi di al Manar, l&#8217;organo di propaganda di Hezbollah.&nbsp;[...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2187&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2187&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale - da Gerusalemme</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2186&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 9 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Ascolta l'ultima puntata di Mediorientale: lil post-G8, le deboli reazioni alla crisi iraniana, Gilad Shalit, la visita di Peres in Egitto, i primi 100 giorni di Netanyahu, la figura della moglie di Netanyahu, il congelamento degli insediamenti e la proposta di moratoria per sei mesi, il ruolo di mediazione di Egitto e Marocco...</P>
<OBJECT height=70 width=400><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/283369"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always">
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  </item>
  
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    <title>Reportage: Cisgiordania, viaggio negli insediamenti dove la vita &#232; da tempo &#171;congelata&#187;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2185&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 12 Jul 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2185&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Efrat con Sindaco Oded Revivi.JPG" alt="Reportage: Cisgiordania, viaggio negli insediamenti dove la vita &#232; da tempo &#171;congelata&#187;" title="Reportage: Cisgiordania, viaggio negli insediamenti dove la vita &#232; da tempo &#171;congelata&#187;" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Nella fotot: Efrat, con il Sindaco Oded Revivi</STRONG><BR><BR><STRONG><EM><BR><BR>Il Giornale</EM>, 13 luglio 2009<BR><BR></STRONG>Quei diavoli negli insediamenti. Anzi: quei diavoli di &#8220;coloni&#8221;, con la parola che implica truci memorie di sfruttamento e imperialismo. Tutto il mondo ne parla in questi giorni, e lo ha fatto anche il G8, per chiedere il &#8220;congelamento&#8221; della loro presenza nell&#8217;West Bank. E l&#8217;idea viene dal presidente Obama in persona. I coloni nell&#8217;immaginazione popolare hanno il fucile sempre in mano, devastano gli ulivi palestinesi, sono fanatici religiosi, producono figli come conigli cos&#236; da rendere la loro &#8220;crescita naturale&#8221;un&#8217;arma devastante. Congeliamoli, non pu&#242; che far bene, dice oggi la lectio comune.<BR>Ma cos&#8217;&#232; in realt&#224; un colono? Siamo andati parecchio in giro a dare un&#8217;occhiata, fra&nbsp;ulivi, carte, leggi, storia. Intanto, &#232; una figura minuscola sullo sfondo dei conflitti mediorientali, il suo giganteggiare politico odierno ha ben poco a che fare con una jihad che dagli anni &#8217;20 proibisce agli arabi di considerare Israele come uno Stato definitivamente atterrato nella Umma islamica, che sia vista in termini religiosi o panarabisti &#232; poco importante. Israele &#232; per di per s&#232;, agli occhi di molti fedeli dell&#8217;Islam, un grande insediamento. In secondo luogo, anche se ora il delegato americano Mitchell e Netanyahu stanno forse per presentare una sospensione di sei mesi nella crescita interna degli insediamenti, molti villaggi e comunit&#224; sono gi&#224; bloccati da anni. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Journey through the West Bank, where life is "frozen"</FONT><BR><BR><EM>Il Giornale</EM>, 13 July 2009</STRONG><BR><BR>Those devils in the settlements. In reality, those &#8220;colonist&#8221; devils, using a word that evokes the cruel memories of exploitation and imperialism. These days, everyone is talking about them &#8211; even the G8 &#8211; demanding a &#8220;freeze&#8221; of their presence in the West Bank. And the idea comes from President Obama himself. In the popular imagination, the colonists keep their rifles by their side, devastate Palestinian olive trees, are religious fanatics, and breed like rabbits, turning their &#8220;natural growth&#8221; into a devastating weapon. Today, common wisdom says that a freeze is the only way to go. But what exactly is a colonist? We went around quite a bit to check things out, studying olive trees, maps, laws, and history. First, the colonist is a tiny figure in the Middle Eastern conflict. The fact that he is a political giant today has little to do with a jihad that &#8211; since the 1920s &#8211; has forbidden Arabs to see Israel as a state firmly anchored amidst the Islamic umma. And whether that umma is seen in religious or pan-Arabic terms is of little importance. In the eyes of many of the Islamic faithful, Israel itself is just one big settlement. Second, even though US representative Mitchell and Netanyahu might be on the verge of presenting a six-month suspension in the settlements&#8217; internal growth, many villages and communities have been blocked for years. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2185&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Frattini incontra Noam Shalit</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2184&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 30 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>(ANSA) - ROMA, 1 LUG - Nel giorno del conferimento della cittadinanza onoraria della citta' di Roma al caporale israeliano Gilad Shalit, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha incontrato Noam Shalit, il padre del ragazzo, assicurandogli che ''tornera' a fare pressioni anche in sede europea'' per la richiesta di ''liberazione immediata''. <BR>&nbsp;&nbsp; Erano presenti all'incontro - si legge in una nota della Farnesina - anche Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, Riccardo Pacifici, presidente della Comunita' ebraica di Roma e Joanna Arbib, presidente mondiale del Consiglio di amministrazione del Keren Hayesod.<BR>&nbsp;&nbsp; Gilad Shalit e' stato rapito il 25 giugno 2006 mentre pattugliava il confine con la Striscia di Gaza in territorio israeliano; da oltre tre anni e' ostaggio nelle mani di Hamas e <BR>non si sono mai avute notizie ufficiali circa il luogo della sua detenzione, ne' sul suo stato di salute, fisica o psichica.<BR>&nbsp;&nbsp; Il ministro ha affermato che la richiesta di liberazione immediata di Shalit e' una questione cruciale perche' riguarda il tema universale del rispetto dei diritti umani e della liberta' dell'individuo. Per questo tornera' a fare pressioni in questo senso anche in sede europea.<BR>&nbsp;&nbsp; I partecipanti all'incontro hanno manifestato al ministro Frattini l'auspicio che Hamas possa dimostrarsi piu' flessibile riguardo alla richiesta di rilascio, in cambio del soldato, di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, scendendo ad un compromesso sul numero di prigionieri condannati per crimini gravissimi e che Israele e' riluttante a liberare. Inoltre, durante l'incontro si e' espresso l'auspicio che Israele dia segno di buona volonta' nell'alleviare le difficolta' della popolazione di Gaza. In questo senso, e' stata anche ribadita la fiducia nella mediazione del capo dell'intelligence egiziana Omar Suleiman, che sta lavorando a un prossimo incontro di riconciliazione tra Hamas e Fatah.&nbsp;Tali tentativi - si legge ancora nella nota - sono fondamentali per creare un clima di maggiore fiducia, che possa porre le premesse anche per ottenere l'immediato rilascio di Shalit e, in generale, il raggiungimento di una soluzione pacifica in Medio Oriente.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2184&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Le cautele israeliane su Teheran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2183&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 28 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Panorama</i>, 29 giugno 2009</b><br>
<br>
Israele cammina sul filo. Il maggiore di tutti i suoi problemi modifica
il suo profilo, ha un esito misterioso: nessun commentatore &#232; in grado
di prevedere cosa diverr&#224;, una volta che le armi tacciano e le folle si
ritirino dalle piazze, l'Iran dell'attuale rivoluzione postelettorale.
E Israele, che fino a ieri aveva impostato l'insieme della sua politica
internazionale, compresa la prospettiva di pace con i palestinesi, su
una sostenuta politica anti nucleare iraniano, si riposiziona. La
parola d'ordine &#232;: cautela. Pare che essa venga direttamente dalla Casa
Bianca, che avrebbe ispirato il tono decisamente sobrio di Benjamin
Netanyahu sulla questione iraniana in genere durante il famoso discorso
di Bar Ilan, due domeniche or sono. Bibi ha sottolineato, certo, il
pericolo iraniano, ma ha lasciato che le prospettive di pace con i
palestinesi occupassero il centro del palcoscenico retorico. Il messaggio &#232;: noi non ci sbracciamo per l'opposizione democratica,
come del resto anche Obama, e la piazza di Teheran non &#232; ispirata da un
complotto filooccidentale. Un atteggiamento che tuttavia si &#232; un po'
modificato quando Bibi ha detto: &#171;L&#224; sta accadendo qualcosa di molto
profondo, di fondamentale, si nota fra la gente un gran desiderio di
libert&#224;&#187;. Ma non si tratta ancora di sostegno aperto alla rivolta, e
molti considerano miope il mancato aperto sostegno alla piazza. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2183&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2183&amp;Categoria=6</guid>

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    <title>Ora l&#8217;Occidente mostri se ha coraggio</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2182&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 28 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 29 giugno 2009</b><br>
<br>
Fra poco, se da Teheran promaner&#224; solo il silenzio e i ragazzi
spariranno dai tetti e dalle piazze, sar&#224; colpa nostra. Perch&#233; avremo
fatto mancare loro la bandiera con la nostra mancanza di coraggio. Il
leader di quei giovani non &#232; Moussavi, n&#233; chiunque altro dal 12 giugno
si sia atteggiato a difensore della loro libert&#224;. Il loro leader,
ovvero l&#8217;icona libertaria in cui essi si rispecchiano, su cui
proiettano i loro desideri, la parte da cui deve venire lo squillo di
tromba, siamo noi. &#200; il nostro modo di vivere arioso che li guida, i
luoghi di lavoro misti, energici e frenetici, le serate dell&#8217;estate
cittadina al concerto, i ragazzi e le ragazze che camminano allacciati,
le palestre, le donne con le maniche corte e la gonna al ginocchio,
l&#8217;aperitivo, le letture, i film, la musica. La libert&#224; di andare per la
strada preferita, di &#171;leggere Lolita a Teheran&#187;. Siamo anche, ai loro
occhi carichi di utopia, quelli che sanno far funzionare l&#8217;economia,
redistribuire la ricchezza, buttar gi&#249; inflazione che l&#224; &#232; al 30 per
cento e la disoccupazione, a pi&#249; del 20 per cento. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2182&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2182&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>Al via i Giochi del Mediterraneo. Senza Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2181&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 25 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">"Si aprono oggi a Pescara i Giochi del Mediterraneo. Certamente per
l&#8217;economia abruzzese colpita dal terremoto potr&#224; essere un momento di
sollievo e di questo rendiamo onore agli organizzatori.<br>
Tuttavia suscita in noi grave sconforto e persino un senso di disagio
morale il fatto che, anche a questa edizione dei Giochi, come avviene
sin dalla loro istituzione negli anni &#8217;50, Israele non sia invitata".
Lo ha sottolineato Fiamma Nirenstein, parlamentare del Pdl e
vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. "Come ha scritto <a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&amp;sez=120&amp;id=29900">Maurizio Caprara sul Corriere della Sera di luned&#236;</a>,
il nome 'Giochi del Mediterraneo' non &#232; appropriato, dato che l&#8217;unica
democrazia che dal Medio Oriente si affaccia su di esso, non vi &#232; stata
inclusa. Escludere Israele &#232; un gesto di apartheid e di razzismo, privo
di qualsiasi ragione e di qualsiasi significato. Speriamo almeno che il
momento dell&#8217;inaugurazione dei Giochi sia l&#8217;occasione per affermare
l&#8217;indecenza di una simile esclusione, che non deve e non pu&#242; essere
messa da parte. Speriamo anche, dopo questa edizione, di vedere chiuso
ufficialmente un capitolo che non fa onore allo sport mondiale, n&#233; al
nostro paese che li ospita quest'anno."</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2181&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Diritti umani e contro-terrorismo al Consiglio d'Europa</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2180&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 24 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>E&#8217; possibile rispettare i diritti umani quando le forze armate intervengono in operazioni contro il terrorismo? Per rispondere al quesito l&#8217;On. Fiamma Nirenstein, membro della delegazione parlamentare italiana presso il Consiglio d&#8217;Europa di Strasburgo, ha organizzato assieme al suo collega polacco Tadeusz Iwinski, una tavola rotonda. Oltre a numerosi parlamentari e giornalisti, hanno preso parte al dibattito in qualit&#224; di esperti &#8220;sul campo&#8221; il colonnello inglese Richard Kemp, comandante delle forze britanniche in Afghanistan nel 2003, e il professore Barry Rubin, direttore del Global Research in International Affairs di Tel Aviv. A moderare l'incontro &#232; stato Alexander Guessel, Coordinatore delle attivit&#224; di contro-terrorismo del Consiglio d'Europa.<BR>Tutti gli interventi sono partiti dal presupposto basilare che una delle maggiori&nbsp;violazioni di diritti umani consiste nell'attacco consapevole della popolazione civile da parte di autentici eserciti di terroristi in quasi tutti i teatri di guerra apertisi nel mondo, che hanno come obiettivo principale i civili del nemico e che usano i priopri civili come scudi umani. Gaza e l'Afghanistan sono gli esempi che stanno quotidianamente di fronte all'opinione pubblica di tutto il mondo. I vari interventi &#8211; tutti molto appassionati e sentiti &#8211; hanno purtroppo evidenziato come, nonostante i buoni propositi, non vi siano risposte certe a questa domanda, e hanno auspicato un aggiornamento degli strumenti giuridici e delle tecniche di guerra che possano consentire il minore danno alle popolazioni civili e la pi&#249; larga garanzia di rispetto dei diritti umani. [...]<BR><BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2180&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Ora &#232; l&#8217;Europa il miglior alleato di Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2179&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 24 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 25 giugno 2009<BR><BR></STRONG>Uno spostamento di alleanze, forse &#232; questo ci&#242; che si &#232; visto in questi giorni durante la visita europea di Benjamin Netanyahu, abbracciato con la sua nuova linea di pace da Berlusconi e Sarkozy, e invece costretto ad annullare l&#8217;appuntamento con l&#8217;inviato americano Mitchell a Parigi. C&#8217;&#232; chi dice che Obama avrebbe mandato a dire a Bibi di &#171;preparare bene i compiti di casa&#187;, ovvero di decidere di consegnare agli Usa la decisione di congelare gli insediamenti come Obama richiede e poi di dare il via a una discussione fattiva con la mediazione americana sulle prospettive.<BR>Tant&#8217;&#232;: il fatto nuovo &#232; che l&#8217;Europa, incarnata da Berlusconi e Sarkozy e sullo sfondo dalla Merkel, pur chiedendo di fermare gli insediamenti e, come ha detto Sarkozy, di dare un chiaro segnale di buona volont&#224;, pure valorizza la scelta di Bibi di ammettere uno Stato palestinese smilitarizzato; e comprende ci&#242; che i palestinesi per ora rifiutano: che Israele chiede, per procedere con le trattative, che essi accettino l&#8217;esistenza dello Stato ebraico. &#171;Noi riconosciamo lo Stato dei palestinesi, che loro riconoscano lo Stato degli ebrei&#187; dice Netanyahu. E pare che stia trattando per un congelamento, come segnale di buona volont&#224;, di tutti gli insediamenti per sei mesi. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2179&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Ghilad Shalit: tre anni di buio totale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2178&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 24 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Tre anni fa, il 25 giugno 2006, veniva rapito il soldato israeliano dicianovenne Ghilad Shalit, prelevato da terroristi di Hamas mentre pattugliava il confine con la Striscia di Gaza, in territorio israeliano. Suo padre, Noam Shalit, che conduce una battaglia estenuante per cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica e i leader mondiali sul suo caso, oggi invita tutti a tenere gli occhi chiusi per tre minuti, per figurarsi l'oscurit&#224;, l'isolamento, la pena in cui si trova suo figlio da tre anni. Tre minuti contro tre anni di oblio totale.<BR>Durante questo lunghissimo periodo n&#233;&nbsp;i genitori di Ghilad, n&#233; nessun altro ha mai potuto ricevere la minima informazione sulla salute del ragazzo. Neppure la Croce Rossa Internazionale, in contrasto con quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra, ha potuto visitare Ghilad per verificarne le condizioni di salute, fisica e psichica, o semplicemente per potere certificare che sia ancora in vita.<BR>Ci rivolgiamo quindi oggi alla Croce Rossa Internazionale affinch&#233; si impegni con ogni mezzo per visitare Ghilad Shalit, rinnovando cos&#236; l'invito formulato nello scorso dicembre dal confine con la Striscia di Gaza <STRONG><A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2069">con una lettera sottoscritta da 24 parlamentari italiani in visita in Israele</A></STRONG>.<BR>Ci appare inoltre molto significativa e da prendere d'esempio l'iniziativa del Comune di Roma di conferire la cittadinanza onoraria a Ghilad Shalit, decisione che &#232; stata presa oggi in Consiglio Comunale concludendo cos&#236; l'iter avviato il 2 aprile scorso.<BR>Da oggi pomeriggio, in piazza del Campidoglio, campegger&#224; un manifesto con la foto di Ghilad e la scritta: "Roma vuole il suo cittadino Gilad Shalit libero".</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2178&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2178&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>LEGGI RAZZIALI: FINE DI UN DOLOROSO EQUIVOCO PER CITTADINI ITALIANI VITTIME DI DISCRIMINAZIONE </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2177&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 17 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</EM></P>
<P>Tutti ricordano certamente <A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=6&amp;Id=2020">la vicenda del signor Bert Vorchheimer</A>, che sul Corriere della Sera ha occupato per diversi giorni intere pagine.<BR>Il signor Vorchheimer, nato a Milano ed emigrato nel 1944 negli Stati Uniti, denunciava l'impossibilit&#224; di riacquistare la cittadinanza italiana, che gli fu revocata in seguito alle leggi razziali del 1938. All'epoca seguimmo assiduamente la vicenda e sollevammo la questione rivolgendoci al Ministro dell'Interno Maroni e al sottosegretario Mantovano, che mostrarono ambedue grande sensibilit&#224;.<BR>Apprendiamo ora che il Ministero dell'Interno, <A href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/cittadinanza/0677_2009_06_17_Cittadinanza_a_chi_ne_fu_privato_da_leggi_razziali.html?back=%2Ftools%2Fsearch%2Findex.html%3Faction%3Dsearch%26matchesPerPage%3D10%26displayPages%3D10%26index%3DProgetto+Online%26sort%3D%26category%3D%26searchRoots%3D%252Fit%252F%26text%3Dordinanza%2Bcittadinanza%26start%3D%26end%3D%26type%3Dgeneric"><STRONG>con una circolare del 15 giugno</STRONG></A>, ha provveduto a fare chiarezza su questa dolorosa vicenda.<BR>La sorte del signor Vorchheimer fu quella di tutti quei cittadini che avevano acquisito la cittadinanza italiana dopo il 1 gennaio 1919. Il Regio decreto n. 1381/38 e il RDL 1728/38 prevedevano infatti la revoca delle "concessioni di cittadinanza italiana fatte a stranieri ebrei posteriormente al 1 gennaio 1919". Questi cittadini, a fronte delle persecuzioni, sono stati costretti in molti casi ad emigrare all'estero, facendo domanda di cittadinanza ai paesi che li avevano accolti. Nonostante nel 1944 tali leggi furono abrogate, questi cittadini, nel momento in cui si sono rivolti alle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero per vedere ripristinata la loro cittadinanza italiana, si sono trovati ad affrontare lunghe trafile burocratiche, spesso con esito negativo, come denunciato dal signor Vorchheimer.<BR>La circolare ministeriale di questi giorni chiarisce che "poich&#233; non si tratt&#242; di una scelta volontaria in quanto determinata dalle tragiche vicende storiche, i nostri ex connazionali, salvo espressa rinuncia, non hanno mai perso la cittadinanza italiana, trasmettendola dunque ai loro discendenti".<BR>Si pone cos&#236; fine a un equivoco che ha amareggiato la vita di cittadini sui cui gi&#224; nel passato si era accanita la sorte di un'odiosa discriminazione razziale. </P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2177&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2177&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>In piazza per la democrazia in Iran</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2176&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 16 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2176&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/iran.jpg" alt="In piazza per la democrazia in Iran" title="In piazza per la democrazia in Iran" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>Sono con tutto il cuore al fianco del popolo iraniano, contro gli orrori di un regime antisemita e guerrafondaio, e spero che i governi democratici di tutto il mondo, sappiano finalmente porgere quell'aiuto sostanzioso e decisivo, che sino a oggi purtroppo &#232; mancato, ai dissidenti che difendono i diritti umani e che sono contro la bomba atomica.<BR>Per questo aderico e sar&#242; presente alla manifestazione promossa da Il Riformista e Radio Radicale, <STRONG>oggi, mecoled&#236; 17 giugno, dalle 18:30 a Piazza Farnese</STRONG> a Roma.<BR>Spero di incontrarvi l&#236;.<BR><BR><STRONG><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/281621">GUARDA IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE:</A></STRONG><BR><BR>
<OBJECT height=330 width=400><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always"><PARAM NAME="flashvars" VALUE="config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/281621">
<embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf" width="400" height="330" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash' FlashVars='config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/281621'></embed></OBJECT><BR><STRONG><BR>DIAMO UNA MANO AI RAGAZZI DI TEHERAN</STRONG><BR>di Antonio Polito</P>
<P>Dobbiamo dare una mano ai coraggiosi di Teheran. Sfidare il regime, in cos&#236; tanti, per chiedere elezioni libere senza brogli, &#232; una prova che l'Iran pu&#242; cambiare, se il mondo gli d&#224; una mano a cambiare. Spedite la foto che pubblichiamo in questa pagina all'ambasciata iraniana a Roma, la troverete sul nostro sito <A href="http://www.ilriformista.it/">www.ilriformista.it</A> insieme con l'indirizzo mail. Venite a Piazza Farnese domani sera, alle 19, dove il Riformista e Radio radicale terranno una no-stop di solidariet&#224; col popolo iraniano. Mettete qualcosa di verde, un nastro, una t-shirt, un berretto, per dire ai ragazzi di Teheran che non sono soli. Gli europei e gli americani hanno una responsabilit&#224; nei confronti dell'Iran. E si comportano invece spesso in modo schizofrenico. I governi passano da minacce di intervento armato, per fermare la corsa al nucleare di un regime fanatico e pericoloso, a profferte di dialogo e di strette di mano. Negli ultimi tempi l'Italia si &#232; distinta in questo secondo atteggiamento, e ancora ieri Frattini ha detto che s&#236;, l'Europa &#232; preoccupata della sorte dei ragazzi che protestano a Teheran, s&#236;, &#232; preoccupata dei brogli elettorali, s&#236;, &#232; preoccupata delle violenze del regime: ma la priorit&#224; resta l'Afghanistan, e quindi resta anche l'invito al governo iraniano per i colloqui di Trieste. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2176&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2176&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L'esodo dimenticato degli ebrei</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2175&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 15 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Oggi, in un&#8217;audizione alla Commissione Esteri della Camera, &#232; stata per la prima volta affrontata la questione dei profughi ebrei dai paesi arabi. La Commissione ha ascoltato il Prof. Irwin Cotler, gi&#224; Ministro della Giustizia Canadese e presidente onorario dell'organizzazione "Justice for Jews form Arab Countries" e il Prof. David Meghnagi dell'Universit&#224; Roma Tre, lui stesso scappato dalla Libia nel 1967. <BR>E&#8217;importante portare alla conoscenza degli italiani quello che nessuno sa: ovvero che oltre alla ben nota <EM>nakba</EM> palestinese, esiste una ben pi&#249; voluminosa, e prolungata nei tempi, <EM>nakba</EM> ebraica, che &#232; nata dal cuore dell&#8217;antisemitismo arabo nei confronti degli ebrei, una realt&#224; che si contrappone al mito della tolleranza islamica nei confronti delle minoranze religiose. <BR>Il numero di profughi ebrei cacciati dai paesi arabi si aggira intorno al milione, superando quindi quello dei palestinesi. La portata delle persecuzioni e dei sequestri di beni fu ben pi&#249; duratura: ebbe il suo apice nel periodo 1945-48 e poi di nuovo nel 1967. <BR>La <EM>nakba</EM> palestinese fu causata dall&#8217;invito arabo ad andarsene e da una guerra contro Israele da parte di cinque eserciti che si opposero alla risoluzione di partizione dell&#8217;Onu del novembre 1947, mentre l&#8217;espulsione degli ebrei dai paesi arabi era rivolta a una popolazione che non aveva mai adottato un atteggiamento ostile verso quelle che consideravano le loro patrie. <BR>E' impressionante come questi fatti storici siano del tutto ignorati: siamo abituati ad assistere alla commozione generale per i discendenti dei profughi palestinesi del 1948, il cui status &#232; mantenuto artificiosamente come alibi e arma per una politica anti-israeliana, mentre tutti ignorano invece questo enorme esodo ebraico, che &#232; costato vite e sofferenze. <BR>Dopo la proposta del premier israeliano Netanyahu, nel suo discorso di domenica, di trattare sulla base di due stati per due popoli, si capisce quanto ci sia di attuale in questa questione: oltre all&#8217;evidente necessit&#224; di non invadere Israele con un numero sovrastante di nipoti e pronipoti di profughi palestinesi, cos&#236; come accadrebbe se si applicasse il - peraltro univoco - diritto al ritorno, di nuovo la leadership palestinese solleva la questione dell&#8217;impossibilit&#224; di riconoscere Israele, la patria degli ebrei, come Stato ebraico. Questa &#232; la negazione dell&#8217;identit&#224; degli ebrei come nazione, che va a braccetto con la negazione dell&#8217;identit&#224; della sofferenza ebraica provocata direttamente dall&#8217;antisemitismo arabo e che ha prodotto quest&#8217;altra <EM>nakba</EM> ignota ai pi&#249;, che &#232; giunto il momento che il mondo metta almeno alla pari di quella dei palestinesi. <BR>La nostra iniziativa non &#232; di rivendicazione, ma di memoria, verit&#224; e giustizia nella speranza che il riconoscimento delle reciproche sofferenze serva alla causa della pace.&nbsp;<BR><STRONG>&nbsp; <BR>Potete riascoltare l'audizione qui:</STRONG><BR><BR>
<OBJECT height=70 width=400><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always"><PARAM NAME="flashvars" VALUE="config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/281359">
<embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf" width="400" height="70" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash' FlashVars='config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/281359'></embed></OBJECT><BR><BR><STRONG>e la conferenza stampa che &#232; seguita, qui:</STRONG><BR><BR></P>
<P>
<OBJECT height=70 width=400><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always"><PARAM NAME="flashvars" VALUE="config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/281615">
<embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf" width="400" height="70" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash' FlashVars='config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/281615'></embed></OBJECT></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2175&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2175&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>La sfida di Netanyahu: ora tocca ai palestinesi decidere</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2174&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 15 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 16 giugno 2009<BR><BR></STRONG>Per pronunciare quelle tre parole, Stato palestinese smilitarizzato, Bibi Netanyahu ha sofferto i dolori del parto. La casa del padre, lo storico Benzion, il sacrificio del fratello Yoni capo dell&#8217;operazione di Entebbe, la sua stessa vicenda di membro della Saieret Mathal, l&#8217;unit&#224; speciale antiterrore, i libri che fanno di lui un antesignano nel disegnare i pericoli del terrorismo, tutto gli vietava di promettere lo Stato ai palestinesi. Eppure l&#8217;ha fatto, non ha detto n&#233; &#171;autonomia&#187; n&#233; &#171;confederazione con i giordani&#187;, ha proprio parlato di Stato palestinese a fianco dello Stato ebraico. E qui sta l&#8217;altro punto di novit&#224;: Netanyahu ha spostato il tema alla questione reale, quella che nel corso di questi anni ha impedito la pace con i palestinesi. E non si tratta di territorio: si tratta del rifiuto arabo. Bibi l&#8217;ha gettato sul tappeto come questione politica, e adesso non ci sar&#224; pi&#249; chi potr&#224; ignorarlo. Adesso, la palla &#232; nel campo palestinese e arabo, ma anche nelle mani di Obama. Il presidente americano ha fatto sapere di ritenere il discorso un importante passo avanti, ma in realt&#224; il passo deve farlo lui e chiedere ad Abu Mazen: ma voi lo Stato degli ebrei accanto al vostro, lo accettate davvero? Fino a che punto desiderate il vostro Stato? O desiderate di pi&#249; la scomparsa di Israele? [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2174&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2174&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Il mondo diventa vittima impotente dell&#8217;odio di piccoli e grandi dittatori</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2173&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 13 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 14 giugno 2009</b><i><br>
<br>
Chavez, kim Jong-li, Ahmadinejad: il comune desiderio d'umiliare l'Occidente</i><br>
<br>
Quale orribile risultato. Mettiamo pure che i brogli elettorali
riducano la proporzione della vittoria di Ahmadinejad, mettiamo anche
che gli scontri a Teheran possano modificare o condizionare la
leadership iraniana. &#200; molto difficile tuttavia evitare il pensiero che
le preferenze per il futuro, ed anche ex, presidente iraniano, sono il
doppio di quelle per Hossein Moussavi, la pallida stella di un
cambiamento che tuttavia avrebbe avuto un carattere interno. &#200; anche interessante, e denota il consueto ottimismo pacifista, che la
stampa di tutto il mondo e i vari leader mondiali abbiano seguitato a
immaginare che Moussavi potesse vincere, nonostante fosse facile
prevedere la vittoria di Ahmadinejad: il supremo ayatollah Khamenei,
tutta la classe dirigente della Repubblica islamica hanno rinnovato
semplicemente la scelta fatta a suo tempo, nel 2005, per l&#8217;uomo che
avrebbe raddrizzato l&#8217;Iran dopo otto anni di tentennamenti del
riformista Khatami. Khamenei, che durante la campagna ha tenuto un
atteggiamento da Sibilla Cumana, tuttavia alla fine l&#8217;ha detto
chiaramente: &#171;Noi siamo favorevoli al candidato pi&#249; capace di
contrapporsi all&#8217;Occidente&#187;. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2173&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2173&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Un disegno per Ghilad Shalit</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2172&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 11 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Cari amici,<br><br>questo video &#232; stato realizzato da una scuola elementare di Pistoia, dopo che le insegnanti avevano letto il libro <em><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=6&amp;Id=1979"><span style="font-weight: bold;">Quando il pesciolino e lo squalo s&#8217;incontrarono per la prima volta</span></a> </em>tratto
da una storia che Ghilad Shalit aveva scritto quando era piccolo. Tra
due settimane, il prossimo 25 giugno, ricorrerano 3 anni dal rapimento
del giovane soldato, e nessuna notizia certa si ha finora sul suo
destino, nessun operatore umanitario ha mai potuto fargli visita,
contro quanto stabilito da ogni convenzione internazionale.<br><br><br>
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5IeYt1bHQZI&hl=it&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/5IeYt1bHQZI&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2172&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2172&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Renzo Foa: il suo amore per Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2171&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 10 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Marted&#236; sera &#232; scomparso&nbsp;Renzo Foa, dopo aver lottato a lungo con la malattia. Liberal, il giornale che ha diretto fino all'ultimo, gli dedica il ricordo di tanti amici e personalit&#224;.<BR>Questo &#232; il mio.<BR><BR><STRONG>"Il suo amore per Israele"<BR><EM>Liberal</EM>, 11 giugno 2009<BR></STRONG><BR>Prima di raccontarne una sola, lasciatemi dire quante cose belle potrei ricordare parlando di Renzo Foa: a me colpiva particolarmente il suo garbo, la sua gentilezza, la voce bassa e quieta quando si esercitava in osservazioni molto pungenti e ironiche; mi soddisfaceva il fatto che una domanda a lui non rimanesse mai inevasa;&nbsp; aveva il coraggio e la cultura per concentrarsi e rispondere a tutto, per quanto la questione fosse &#8220;overwhelming&#8221; come dice Thomas Elliott. Renzo era un amico e un intellettuale eccezionale per coraggio e cortesia. Ma, a me, lasciatemi piangere l&#8217;amore di Renzo Foa per Israele. Era radicato dentro il suo amore per la vita. La storia del mio venirvi in contatto va da intervista a intervista: la prima, quando Renzo divenne direttore dell&#8217;Unit&#224; e io lo intervistai insistendo sul Medio Oriente. In tempi di antisemitismo di sinistra, trovai una posizione limpida, con chiarezza morale sapeva gi&#224; benissimo da che parte stavano il torto e la ragione. <BR>Per tanti anni, prima dell&#8217;ultima intervista, l&#8217;uno ottobre 2008, abbiamo condiviso l&#8217;ottima avventura culturale di Liberal, fin dai tempi del mensile, con le pagine color sabbia. L&#8217;ultima intervista la fece Renzo a me. La malattia lo riempiva di dolori, l&#8217;esercizio del lavoro e del movimento erano uno spettacolo di incredibile volont&#224;. Con l&#8217;aiuto di Luisa Arezzo, sulla sua scrivania di Liberal, Renzo frug&#242; partendo da tutto ci&#242; che pu&#242; definire un pensiero complesso su Israele; mi mise alla prova in lungo e in largo col suo amore per Israele, esigendo che dai suoi dubbi spremessi la promessa infallibile della sopravvivenza. La pace, voleva sapere, come la si raggiunge? [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2171&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2171&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Visita di Gheddafi: necessaria cautela</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2170&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 9 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 10 GIU (Velino) - &#8220;Forse il Senato non &#232; la sede pi&#249; adatta per un discorso di Gheddafi: la sua visita di Stato pu&#242; benissimo articolarsi in una quantit&#224; di altre sedi pi&#249; consone alla cortesia e alla cautela al contempo. La visita di Stato del leader libico Gheddafi fa seguito a un trattato che, sia dal punto di vista della cooperazione che nel contenimento del fenomeno dell&#8217;immigrazione clandestina, pu&#242; portare a importanti risultati. Esso &#232; frutto di un ottimismo politico che, per altro, nei mesi passati &#232; stato condiviso dall&#8217;ONU, che ha messo la Libia alla presidenza della commissione per i diritti umani e dall&#8217;Unione Africana, che ha posto Gheddafi alla sua testa". Lo afferma Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della commissione Esteri<BR>della Camera. <BR>"Tuttavia, ci sembra che un personaggio dal passato e anche dal presente complicato come quello di Muammar Gheddafi, sia da guardarsi e, di conseguenza, da accogliersi s&#236; con cortesia, ma anche con la dovuta cautela. Il nostro Senato, casa della democrazia, difficilmente pu&#242; essere considerato come luogo ideale per una concione di un personaggio che viola i diritti umani; sui cui servizi segreti pesa il sospetto di avere imprigionato e torturato quattro ex islamici convertiti al cristianesimo; che nel suo Libro Verde sanziona la libert&#224; femminile nel campo del lavoro e della vita civile, che la vede pari &#8220;ai fiori creati per attrarre i granelli di polline e produrre i semi&#8221;. Gheddafi ha invitato il mondo arabo a impugnare le armi contro Israele; la sua storia &#232; punteggiata di estremismo e di episodi di terrorismo e solo recentemente nuovi accordi hanno portato all&#8217;arresto del programma di sviluppo di armi di distruzione di massa. La proposta poi di un incontro con la comunit&#224; ebraica romana di origine libica proprio di Shabbat, il giorno del riposo per gli ebrei, sembra un inconscio ripetersi di quell&#8217;atteggiamento di supremazia riservato ai dhimmi nel corso dei secoli.<BR>Auspichiamo dunque che Gheddafi, in Senato e in ogni altra circostanza istituzionale, esprima il suo apprezzamento verso l&#8217;apertura di credito che l&#8217;Italia gli concede, impegnandosi a rispettare i diritti umani, ad affermare la sua considerazione per la piena libert&#224; della donna, ad assumere un atteggiamento nettamente di contrasto all&#8217;estremismo islamista quando si parla dello Stato d&#8217;Israele. Per quanto riguarda invece il precedente richiamato dall&#8217;On. D'Alema di Arafat che venne alla Camera con la pistola, si tratt&#242; - conclude Nirenstein - di un episodio abominevole, certo non da citare come esempio&#8221;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2170&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2170&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Hezbollah sconfitto non rinuncia alle armi</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2169&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 8 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 9 giugno 2009</b><br>
<br>
&#200; difficile credere che il Libano adesso ce la far&#224;. Eppure ci prova
ancora, ed &#232; commovente: ieri sera il capo di Hezbollah, lo sceicco
Nasrallah, ha ammesso la sconfitta e si &#232; addirittura complimentato con
i vincitori. Buona parte dei libanesi, soprattutto per merito dei
cristiani risvegliati dal vescovo maronita Nasrallah Boutros Sfeir,
andando a votare hanno scelto un Libano ancora arabo, e non dominato da
interessi iraniani; pluralista, e non musulmano sciita; in cui una
ragazza possa camminare per mano con un ragazzo. L&#8217;unico, solitario
Paese arabo multietnico, multiculturale e multireligioso tenta ancora
di liberarsi del continuo tentativo di asservirlo a una logica
totalitaria, come nel &#8217;58 quando i sunniti cercarono di forzarlo
nell&#8217;orbita ultranazionalista di Nasser, nel &#8217;75 la guerra civile port&#242;
l&#8217;Olp in posizione dominante e mise in giuoco Israele e la Siria, che
solo due mesi fa aprendo l&#8217;ambasciata a Damasco ha formalizzato l&#8217;idea
di non essere il padrone. Nell&#8217;82 la rivoluzione iraniana allung&#242; le
mani sul Libano con la nascita della forza armata degli hezbollah, che
da allora hanno cercato di disegnare il Paese dei Cedri come punta
della guerra islamista sciita, asservendolo al gioco bellico che
chiamano &#8220;resistenza&#8221;: ma mentre si disegnavano come la testa di ponte
del rifiuto antisraeliano e antioccidentale, un esercito armato di
50mila missili, che ama la morte e scambia con uomini vivi feretri e
pezzi di soldati israeliani, l&#8217;amico pi&#249; intimo dell&#8217;Iran e il pi&#249;
fedele fratello della Siria, cercavano anche, pazientemente,
legittimit&#224; interna e internazionale. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2169&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Premio Polena a Fiamma Nirenstein</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2168&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 6 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Da <EM>Il Riformista</EM>, 7 giugno 2009, pag. 14:<BR><BR></STRONG>Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo pi&#249; interessante va a Fiamma Nirenstein con <A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&amp;Id=2166"><STRONG>"Il vero ostacolo: il mondo musulmano non &#232; quello che il presidente USA dipinge"</STRONG></A> pubblicato sul Giornale di venerd&#236; 5 giugno 2009.<BR>Scrive Fiamma Nirenstein che sarebbe bello vivere nel mondo disegnato da Obama al Cairo: un mondo senza&nbsp;conflitti tra islam e cristianesimo e con un tratto comune fondamentale tra le due civilt&#224;, rappresentato dalla tutela dei diritti umani. Purtroppo per&#242; non &#232; cos&#236;.<BR>Prima di tutto, sostiene Nirenstein, la storia dei diritti umani &#232; saldamente ancorata all'Europa e agli Usa, non certo a uno o pi&#249; paesi orientali. In secondo luogo, la storia delle due culture &#232; sempre stata conflittuale e, mentre le nostre masse lo hanno dimenticato, quelle islamiche ne fanno invece la bandiera di ogni giorno. E, anzi, la strategia dei terroristi &#232; proprio quella di tenere vivo lo scontro, con lo scopo fondamentale di emarginare l'islam moderato.<BR>Obama sbaglia a negare l'esistenza dello scontro; sarebbe invece pi&#249; opportuno offrire aiuto concreto ai paesi arabi moderati.<BR>Conclude Fiamma Nirenstein: solo la battaglia dei moderati contro gli estremisti potrebbe confederare l'islam in un segno di pace.<BR><BR><A href="http://www.ilriformista.it/">www.ilriformista.it</A>, <A href="http://www.polena.net">www.polena.net</A><BR><BR>Riportamo il testo dell'articolo:</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2168&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Obama nel paese delle buone intenzioni</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2166&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 4 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><STRONG><FONT size=3>"Il vero ostacolo: il mondo musulmano non &#232; quello che il presidente USA dipinge"<BR></FONT></STRONG><BR><EM>Il Giornale</EM>, 5 giugno 2009<BR><BR></STRONG>Sarebbe bello vivere nel mondo disegnato ieri da Obama al Cairo, ma il senso di realt&#224; suggerisce che non sar&#224; possibile. Tralasciamo le ovvie parole di apprezzamento per la volont&#224; di pace e per il coraggio politico del presidente americano: chi potrebbe negarli. Obama ha tentato al Cairo di creare con la forza della sua magia una svolta epocale, quella in cui non esiste il conflitto fra islam e Occidente. Ne &#232; risultato il ritratto un po&#8217; banale di un giovane presidente buono. Obama immagina il mondo a partire da Obama, dalla sua autobiografia: non a caso non ha nemmeno citato la parola terrorismo. Il presidente americano si &#232; presentato come la prova vivente della negazione del conflitto di civilt&#224;, un giovane uomo cresciuto senza conflitto fra islam e cristianesimo, il padre e il nonno musulmani, la madre cristiana e bianca, gli Stati Uniti il porto d&#8217;arrivo, dove anche l&#8217;islam &#232; una componente indispensabile. Obama ha parlato un&#8217;ora intera, ma il mondo ha sentito bene solo alcune cose: la prima riguarda il tono apologetico, io ho fatto del male a te, tu ne hai fatto a me, tu hai dei pregi e dei difetti, io ne ho altrettanti, parliamone, capiamoci, in fondo abbiamo principi simili, quelli dei diritti umani. Ma non &#232; andata cos&#236;.&nbsp;[...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3></FONT></STRONG><STRONG><FONT size=3>"Obama in Good Intentions Land"</FONT></STRONG></P>
<P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 5 June 2009</STRONG></P>
<P>It would be wonderful to live in the world that Obama paintedyesterday in Cairo, but a sense of reality suggests that it isimpossible. We can leave aside obvious words of appreciation for the USPresident&#8217;s desire for peace and his political courage: both areundeniable. In Cairo, Obama used all the force of his magic to try tocreate a turning point for our era, where the conflict between Islamand the West would cease to exist. What came out was a ratherpredictable portrait of this young, good president. Obama&#8217;s image ofthe world starts from his own autobiography: it is no accident that henever even mentioned the word terrorism. The American Presidentexhibited himself as living proof that the conflict of civilizations isinexistent, a young man who grew up without conflict between Islam andChristianity, with a Muslim father and grandfather, a white, Christianmother, and the United States as his destination, a US where Islam isalso an essential component. Obama spoke for an entire hour, but theworld only really heard a few points. The first was his apologetictone: in essence, we have similar principles, those of human rights.But that is not the way it is. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2166&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Candidly Speaking: Ugly vibes from Europe</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2164&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 31 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2164&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Pi&#249; piano, presidente Obama...</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2163&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 2 Jun 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 3 giugno 2009<BR><BR></STRONG>Dovrebbe andarci pi&#249; piano, dar segno di capire che la posta in gioco non &#232; la sua popolarit&#224;. Invece Obama sembra incamminarsi sulla via del Cairo innamorato della sua stessa bont&#224;, delle sue parole innovatrici, a tutto gas ancora prima di aver guardato negli occhi un mondo cui spesso la cortesia appare debolezza. Il presidente sembra in queste ore essere alla ricerca di consensi preventivi, plateali, le sue parole prima della partenza sembrano ripetere quello strano gesto di profonda riverenza nei confronti del re saudita che lasci&#242; anche i suoi pi&#249; grandi ammiratori stupefatti. <BR>Obama si &#232; espresso contro il pericolo di cercare di imporre la &#171;nostra cultura&#187; a chi ha &#171;storia e cultura diversi&#187;. Pericoloso, difficile pu&#242; esserlo. Certo per&#242; quando Obama specifica e dice che &#171;la democrazia, lo stato di diritto, la libert&#224; di espressione, la libert&#224; di culto, non solo valori propri dell&#8217;Occidente ma sono valori universali&#187; e quindi insiti anche nelle culture non occidentali, viene da ridere per la (speriamo voluta) ingenuit&#224; dell&#8217;affermazione, in cui si avverte o superficialit&#224; o cinismo; soprattutto essa fa compiangere i dissidenti, i condannati a morte, le donne oppresse, quelle torturate con mutilazioni genitali, gli omosessuali perseguitati. Si appanna l&#8217;America che ha sempre cercato di salvare gli oppressi, dall&#8217;Europa sotto il nazismo, all&#8217;Urss, all&#8217;Irak. Sembra ritirarsi dalla grande gara mondiale per istaurare la libert&#224;. Obama ha dichiarato semplicemente che vorr&#224; servire da esempio passivo, e ignora che invece l&#8217;Islam per esempio, si vede come esempio estremamente, aggressivamente attivo, in fase di espansione. Sembra che la visione da lui pi&#249; volte espressa dell&#8217;Occidente come di un mondo sostanzialmente oppressivo, che deve fare ammenda e quindi essere trasceso, sia vincente nelle sue esternazioni. [...]<BR><BR><BR><STRONG><FONT size=3>More slowly, President Obama... </FONT></STRONG></P>
<P><STRONG>Il Giornale, 3 June 2009</STRONG> </P>
<P>He should go more slowly, demonstrating that he understands that what is at stake is not his popularity. Instead, Obama seems to walk towards the road to Cairo in love with his own goodness, with his own innovative words, which go at full throttle before he has first looked in the eyes a world in which often courtesy appears as weakness. The president seems to be at this time in search of consensus estimates, blatant, his words before departure seem to repeat those of a bizarre gesture of deep reverence towards the King of Saudi Arabia, which have left even his greatest admirers perplexed. <BR>Obama has spoken against the danger of trying to impose "our culture" on those who have a "different history and culture." Dangerous, difficult as it can be. Surely, but when Obama says that "democracy, rule of law, freedom of expression and freedom of worship are not just the values of the West but are universal values" and are therefore embedded also within non-Western cultures, one comes to laugh (we hope that is the desired outcome) in relation to the ingenuousness of the statement in which one notices superficiality or cynicism; especially this ingenuousness sympathizes with dissidents, those condemned to death, oppressed women, those tortured by genital mutilation and homosexuals persecuted.&nbsp;[...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2163&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Piano Obama: la buona volont&#224; non basta </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2162&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 28 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Panorama</EM>, 29 maggio 2009, pag. 110<BR><BR></STRONG>Democratico, contiguo, demilitarizzato: con queste tre parole magiche, il giornale londinese in lingua araba AlQuds al-Arabi ha presentato il piano di Barack Obama per il futuro stato palestinese. Lo ha fatto a dispetto dei santi: il premier israeliano Benjamin Netanyahu si era appena incontrato con il presidente Usa e, per quel che se ne sa, non aveva avuto alcuna rivelazione diretta. Abu Mazen, il presidente dell'Autonomia palestinese, stava dirigendosi a Washington e i palestinesi si sono detti stupiti per il piano. Obama il 4 di giugno al Cairo dovrebbe rendere ben chiaro che le piramidi non faranno da sfondo al piano di pace. E che il suo discorso sar&#224; tutto una mano tesa dall'Occidente all'Islam. Ma la sensazione &#232; che anche il piano uscito su Al-Quds al-Arabi sia in rodaggio, perch&#233; Obama comprende che i sogni non sempre si possono avverare e compie verifiche. Che se ne far&#224; Obama della buona volont&#224; se, come previsto, gli Hezbollah, longa manus dell'Iran, il 7 giugno otterranno un grande successo elettorale in Libano e il confine con Israele sar&#224; sotto il controllo a distanza di Teheran? E che ne sar&#224; del tanto pubblicizzato dialogo con l'Iran? [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2162&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La pressione di Obama per gli insediamenti: un inutile siparietto</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2161&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 30 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 31 maggio 2009<BR><BR></STRONG>Sembra semplice e diretta, l&#224; per l&#224;, l&#8217;idea di puntare tutte le carte sul blocco degli insediamenti e lo sgombero degli outpost: Obama ha insistito nei suoi incontri con Netanyahu e Abu Mazen rovesciando l&#8217;impostazione americana. Prima lo sgombero, poi le trattative, poi semmai si riparla dell&#8217;Iran, del suo assedio a Israele tramite Hamas e Hezbollah. &#171;Gli Usa chiedono di smantellare gli insediamenti&#187;, e poi &#171;Doccia fredda di Israele sulle richieste americane&#187; e poi &#171;Abu Mazen si appoggia a Obama e crea un nesso fra il piano arabo e la pace israelo-palestinese&#187;. Questo sarebbe lo stato dell&#8217;arte, nell&#8217;opinione pubblica. Ma &#232; vero? Solo in parte. E che cosa significa? Con la guerra degli insediamenti Obama innanzitutto vuole, prima di andare al Cairo per il suo discorso al mondo islamico del 4 giugno, dare un forte segnale che il vento &#232; cambiato, che gli Usa pressano gli israeliani senza tanti complimenti e non ritengono indispensabile un impegno prioritario palestinese per la democrazia e contro il terrorismo. Se si ricorda cos&#8217;&#232; stato lo sgombero di Gaza sotto Ariel Sharon, l&#8217;uso dell&#8217;esercito nell&#8217;estrarre donne, bambini, vecchi, dalla Striscia; se, parlando di outpost, ovvero di ci&#242; che deve essere subito smantellato, si pensa a Amona, nel West Bank, in cui la cronista ha visto 300 feriti fatti dai soldati a cavallo in un paio d&#8217;ore, si capisce cos&#8217;&#232; uno sgombero.&nbsp;[...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2161&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Le istituzioni internazionali ostaggio della cultura dell'odio: no a Farouk Hosni alla guida dell'UNESCO</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2160&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 21 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>E' con grande senso di partecipazione che facciamo nostro l'appello lanciato su Le Monde e sul Corriere della Sera dal premio Nobel Elie Wiesel, dal filosofo Bernard Henri Levy e dallo scrittore Claude Lanzmann. I tre firmatari dell'appello si rivolgono all'intero consesso internazionale perch&#233; impedisca che l'attuale Ministro della cultura egiziano, Faruk Hosni, ottenga il ruolo di direttore generale dell'Unesco.<BR>Wiesel, Levy e&nbsp;Lanzmann descrivono la basilare importanza che, nella storia di Hosni, ha avuto l'incitamento all'odio verso lo Stato ebraico.<BR>E' impensabile che L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza, la Cultura e la Comunicazione possa essere guidata da un personaggio che ha fatto della cultura dell'odio nei confronti di Israele - uno stato con il quale l'Egitto &#232; in pace da 30 anni - la propria bandiera politica.<BR>Che contributo pu&#242; portare alla promozione della pace e dei diritti umani attraverso il canale della cultura, come si prefigge l'UNESCO, un candidato che invita a bruciare i libri israeliani e che enuncia teorie chiaramente antisemite parlando di "infiltrazione degli ebrei nei mass media internazionali" e imputando alla cultura israeliana di "rubare quello che non le appartiene per poi pretendere di impadronirsene"? [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2160&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Viaggio del Papa: quei temi politici distorti dai media</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2159&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 15 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 16 maggio 2009<BR><BR></STRONG>Il Papa si era posto l&#8217;obiettivo durante il suo viaggio in Terra Santa di volare alto sopra i conflitti regionali: Gerusalemme &#232; sempre accompagnata nei Salmi da invocazioni di pace e il Papa sperava che il suo viaggio aiutasse la concordia; il vento del luogo, met&#224; arso dal deserto, met&#224; fresco di pini, ha, nei secoli, soffiato sul viso di Cristo e dei profeti; la sua dimensione terrestre sconfina in quella celeste; l&#224; &#232; nato il monoteismo che le tre religioni si contendono e a Benedetto XVI interessava un messaggio per lo spirito di tutti: unit&#224;, pace, lotta contro la violenza e la sofferenza dei poveri. Ma proprio il cercare di evitare gli spigoli politici ha fatto s&#236; che essi diventassero il coro quotidiano di tutti i&nbsp;media, tv, radio, giornali, compresi i nostri. Cos&#236; il viaggio papale ne &#232; uscito stropicciato. Molti dei suoi temi sono poi risultati sui media parte del pi&#249; abusato schema di colpevolizzazione di Israele. Il tema Shoah non c&#8217;entra: ha avuto un impatto un po&#8217; controverso, ma a noi sembra che l&#224; il Papa non abbia dato adito a veri equivoci sul negazionismo. L&#8217;obbrobrio &#232; stato condannato. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2159&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Benedetto XVI: dopo un inizio positivo la verit&#224; purtroppo non ha trionfato</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2158&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 13 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Intervista a </STRONG><A href="http://loccidentale.it/articolo/ma+benedetto+xvi+ha+riaperto+il+dialogo+tra+mondo+ebraico+e+mondo+cristiani.0071428"><STRONG>L'Occidentale<BR></STRONG></A><STRONG>di Fabrizia B. Maggi</STRONG><BR><STRONG>14 maggio 2009</STRONG><BR><BR>La visita in Medio Oriente di Papa Benedetto XVI sta per concludersi dopo un viaggio di otto giorni che ha toccato i principali luoghi sacri delle tre religioni monoteiste. Dopo i viaggi di Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 2000, il viaggio di Ratzinger rappresenta la terza visita di un capo della Chiesa cattolica in Terrasanta. Nonostante l&#8217;apprezzamento da parte della maggioranza dei media internazionali, non sono mancate le critiche, specialmente da parte della stampa israeliana che ha parlato di &#8220;occasioni perse&#8221;. Ne parliamo con Fiamma Nirenstein, deputata del Pdl e vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, che definisce quelle usate dal Pontefice come &#8220;parole che hanno rafforzato ancora di pi&#249; il rapporto che unisce il popolo ebraico e quello cristiano&#8221;. </P>
<P><STRONG>Onorevole, che opinione si &#232; fatta quindi del viaggio di Benedetto XVI in Medio Oriente fino a ora?</STRONG></P>
<P>L&#8217;impressione &#232; quella di un viaggio all&#8217;insegna della buona volont&#224; perch&#233; impregnato dal sogno del dialogo fra le tre religioni. Ho apprezzato le sue buone intenzioni, soprattutto quando ha invitato i giovani palestinesi a non farsi affascinare dall&#8217;incitamento all&#8217;odio e alla violenza o quando ha chiesto ai politici di esplorare ogni possibile via per la pace. Ho giudicato molto positivamente che, durante la visita allo Yad Vashem, il Papa abbia invitato a non dimenticare il passato, affermando che non bisogna permettere che l&#8217;orrore della Shoah possa ripetersi. A differenza dei media israeliani, a me non interessava avere delle scuse ufficiali da Ratzinger per l&#8217;atteggiamento di Pio XII e della Chiesa cattolica durante l&#8217;Olocausto. Devo ammettere per&#242; che da un Papa cos&#236; saggio, cos&#236; carico di sapienza teologica, mi aspettavo una testimonianza sulla gravit&#224; delle minacce di morte che gli ebrei devono ancora sopportare, prima tra tutte quella che proviene dall&#8217;Iran. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2158&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il Papa in Israele - Consigli: il momento &#232; pessimo ma &#232; un'occasione da non perdere </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2157&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 8 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 9 maggio 2009<BR><BR></STRONG>Il Papa in Israele e a casa dei palestinesi &#232; una grande occasione, proprio perch&#233; il momento di questo viaggio &#232; pessimo. Mai il nodo dei problemi &#232; stato cos&#236; gordiano, e dunque mai tanto opportuno cercare di dire davvero qualcosa che, come nei progetti della Santa Sede, promuova la pace nei cuori e fra le parti. Israele e i palestinesi hanno interessi contrapposti e ciascuno parler&#224; al Papa cos&#236; da convincerlo alla sua causa. Ma, se ci possiamo permettere un consiglio, il Papa potrebbe utilmente attenersi ai temi della verit&#224; e della libert&#224; religiosa. <BR>La verit&#224;: il Papa andr&#224; a Yad Vashem, il museo della Shoah, la cui eccezionale rappresentazione di certo gli sollever&#224; emozioni e pensieri, specie a lui tedesco (un aspetto, questo, di cui Israele discute in tesa sospensione). Oggi, mentre &#232; in atto un attacco senza precedenti alla memoria dell&#8217;Olocausto capeggiato dal presidente iraniano Ahmadinejad, la negazione della Shoah &#232; diventata l&#8217;aggancio politico, ormai istituzionalizzato, per una narrativa antisemita diffusa che si conclude con la distruzione dello Stato d&#8217;Israele. Se il Papa chiarir&#224; fino in fondo il senso malefico del negazionismo compir&#224; giustizia anche rispetto all&#8217;episodio del vescovo Williamson, ma soprattutto se indicher&#224; il negazionismo come un peccato dello spirito, pi&#249; che come un errore storico, questo sar&#224; un gesto da ricordare nella storia della pace. E allora un suo ritornare sulla storia di Pio XII non sar&#224; visto come una prepotenza, ma come una proposta di discussione. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2157&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Leggi razziali? Il Pd non infanghi la Shoah</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2156&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 7 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 8 maggio 2009<BR><BR></STRONG>&#200; umiliante che Franceschini abbia usato l&#8217;argomento delle leggi razziali riferendosi al ddl sulla sicurezza sul quale verr&#224; richiesta la fiducia marted&#236; mattina. Non fa piacere che il leader dell&#8217;opposizione in Italia diseduchi i giovani italiani circa la storia del proprio Paese, usandone titoli senza contenuto come specchi per le allodole. Il segretario del Pd ha reso una fra le nostre peggiori tragedie moneta corrente di una disputa politica che oltretutto &#232; impropria e superata, perch&#233; sia sulla questione detta dei &#8220;medici spia&#8221; sia su quella dei &#8220;presidi spia&#8221; il governo ha promesso di correggere il provvedimento. Impossibile non essersene accorti. Quindi, tanto pi&#249; l&#8217;osservazione di Franceschini &#232; pretestuosa. Scrivo di questo argomento avendo firmato la cosiddetta "lettera dei 101", che semmai ha dimostrato che obiezioni sollevate con chiarezza possono essere ascoltate e possono cambiare le cose. Non cos&#236; i gorghi concettuali di Franceschini.<BR>Le leggi razziali dell&#8217;autunno 1938 furono in Italia la premessa necessaria alla delegittimazione degli ebrei in quanto cittadini italiani, e quindi li resero profughi pronti per le fauci della Shoah. I fascisti espulsero alcuni membri della mia famiglia dalla scuola, altri dal lavoro, mio nonno fu cacciato dalla banca in cui lavorava in posizione onorata. Fu vietato il matrimonio fra italiani ed ebrei; proibito avere alle proprie dipendenze domestici; vietato alle pubbliche amministrazioni, alle banche, alle assicurazioni e altre societ&#224; private di avere dipendenti ebrei; furono chiuse la professione di giornalista e di notaio e altre libere professioni, ai ragazzi l&#8217;iscrizione alle scuole pubbliche, alle scuole fu proibito adottare libri di testo di autori ebrei. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2156&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>&#171;Io, colono di Cisgiordania, cederei casa per una pace vera&#187;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2155&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 4 May 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 5 maggio 2009<BR><BR></STRONG>&#200; senz&#8217;altro molto assertivo, ma statelo a sentire, perch&#233; sa molto bene quel che si dice, e il messaggio che ha portato all&#8217;Italia &#232; fiduciosamente innovativo, ma non alieno dalla pace. Solo che lui vuole farla con la certezza che il nemico non user&#224; il processo di pace o lo sgombero di terra come un&#8217;arma. Lo dice chiaro, a costo di apparire un falco, come lo descrivono quasi tutti.<BR>&#171;Io, che sono un colono di un piccolo insediamento del West Bank...&#187;: il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, detto &#8220;Yvette&#8221;, ama mostrare sovente questa sua inusitata carta d&#8217;identit&#224;, gli piace far balenare all&#8217;interlocutore italiano (che sovente fa una faccia di circostanza alla notizia) la sua casa di Nokdim, con la moglie e i tre figli che lo aspettano nel cuore della Giudea ogni notte. Bene, sembra dire il ministro mentre spiega che lui e i palestinesi sono vicini di casa e che anzi il suo villaggio &#232; la migliore risorsa economica per loro: un colono ha due gambe e due braccia, vedete, pu&#242; anche essere ministro, pu&#242; dire cose ragionevoli e innovative. Per esempio Lieberman dice che bench&#233; stia a Nokdim dall&#8217;88 lo lascerebbe subito ai palestinesi se questo potesse aiutare la pace. Ma, ha spiegato varie volte, del mio insediamento, dei &#171;territori&#187; come del resto del West Bank, non se ne farebbero niente, come non se ne sono fatti niente di Gaza, se non per le rampe di lancio. E poi i Territori sono stati offerti tante volte, i palestinesi hanno rifiutato ogni accordo. E inoltre, insiste, sono in guerra con noi da ben prima che esistessero i &#171;Territori&#187;. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2155&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L'esecuzione della Darabi oggi &#232; l'ennesima dimostrazione dell'inaffidabilit&#224; dell'Iran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2154&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 30 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>PENA MORTE: NIRENSTEIN (PDL), IRAN TOTALMENTE INAFFIDABILE&nbsp;<BR>(ANSA) - ROMA, 1 MAG - 'La notizia dell'avvenuta esecuzione oggi della giovane pittrice iraniana Delara Darabi, condannata per l'omicidio di un parente con un processo di dubbia attendibilita', e' un'ennesima dimostrazione della totale inaffidabilita' dell'Iran'. Lo dichiara in una nota Fiamma Nirenstein, deputata del Pdl e vicepresidente della commissione Esteri della Camera.<BR>'Il 19 aprile scorso, anche grazie alla mobilitazione di Amnesty International, che oggi ha reso nota la notizia dell'esecuzione - ricorda Nirenstein -, era stata garantita all'imputata, minorenne all'epoca del reato, una sospensione di due mesi della pena. L'improvvisa esecuzione della giovane, per altro avvenuta senza darne comunicazione neppure al suo avvocato, e' una chiara mossa di aggiramento della mobilitazione internazionale che si era fatta sentire in questi giorni e che aveva contribuito ad ottenere la sospensione'.<BR>'Dall'inizio del 2009 - conclude - la Darabi e' il secondo minorenne al tempo del reato giustiziato in Iran. Cio' porta il bilancio generale delle esecuzioni nel solo 2009 a 140: l'Iran si guadagna cosi' il record mondiale, secondo solo alla Cina'.(ANSA).<BR>COM-KVI 01-MAG-09 19:36 NNNN&nbsp;</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2154&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Israele? Per i suoi nemici non &#232; uno Stato ebraico</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2153&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 28 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 29 aprile 2009</STRONG><BR><BR>Oggi compie 61 anni, ancora non lo vogliono chiamare per nome e dicono che non aveva diritto a nascere. Ha perso 22.570 soldati in guerra, 3.000 cittadini in attentati terroristici, ma la popolazione non ha abbandonato le case di pietra, i vicoli, i ristoranti di Gerusalemme, n&#233; sono rimasti spopolati spiagge e pub di Tel Aviv; nessuno ha smesso di frequentare le scuole o le universit&#224;; l&#8217;high-tech &#232; settore di eccellenza, la musica della Filarmonica fra le pi&#249; apprezzate del mondo, la medicina, la fisica, l&#8217;agricoltura producono premi Nobel, l&#8217;Alta Corte &#232; un esempio di correttezza. Eppure, secondo alcuni, a 61 anni lo Stato ebraico &#232; l&#236; per caso, paracadutato in un&#8217;area con cui non ha niente a che fare, solo per realizzare un vasto disegno colonialista e razzista, oppure, secondo altri, &#232; stato edificato per riparare ai sensi di colpa degli Europei dopo la Shoah, che per altro non &#232; esistita. Insomma, deve sparire: lo dicono Ahmadinejad, Hamas, gli Hezbollah, e altri lo pensano. Ad Abu Mazen, Netanyahu propone di ricominciare a discutere su &#171;due Stati per due popoli&#187; purch&#233; il rais riconosca Israele come Stato Ebraico, ma egli ha ripetuto anche luned&#236; che non accetta, e il motivo &#232; evidente: non vuole permettere che ci&#242; diventi un ostacolo per il &#171;diritto al ritorno&#187; o per l&#8217;idea di Israele come &#171;Stato dei suoi cittadini&#187;. Arafat a Camp David rifiut&#242; la Spianata delle Moschee pur di non riconoscere quella che &#232; un&#8217;affermata verit&#224; storica registrata in tanti testi musulmani, ovvero che sotto la Spianata giacciono le memorie del Grande Tempio ebraico di Erode distrutto nel 70 d.c. dai Romani. Flavio Giuseppe descrisse da cronista le fiamme e la rovina. [...]<BR><BR><BR><STRONG>Israel? For its enemies is&nbsp;not the Jewish State<BR><BR><EM>Il Giornale</EM>, April 29, 2009</STRONG><BR><BR>Today Israel celebrates 61 years, and still there are those who don't want to call it by name and say that it had no right to be born. It has lost 22,570 soldiers in war, 3,000 citizens in terrorist attacks, but the population has not abandoned the stone houses, alleys and restaurants of Jerusalem, nor have beaches and bars of Tel Aviv remained deserted; no one has stopped attending schools or universities; its high tech sector is among the first, its Philharmonic Orchestra is among the most esteemed in the world, its medicine, physics and agriculture produce Nobel Prizes, its Supreme Court is an example of propriety. And yet at 61, the Jewish State would be there by accident, it was parachuted into an area that it has nothing to do with, it is in the Middle East only in order to fulfill a vast colonialist and racist design, or else it was built to make up for the European's guilt after the Shoah - which however&nbsp;has never happened. In short, it must disappear: Mahmoud Ahmadinejad, Hamas and Hezbollah say it openly while others think it. To Abu Mazen, Benjamin Netanyahu proposes to start to talk again of &#8220;two states for two peoples,&#8221; provided that the Rais recognizes Israel as a Jewish State, but he repeated again last Sunday that he does not accept it, and the reason is clear: he does not want to allow that to become an obstacle for the &#8220;right of return&#8221; or for the idea of Israel as a &#8220;State of its citizens.&#8221; At Camp David, Yasser Arafat refused the Temple Mount in order not to recognize what is a stated historical truth registered in many Muslim texts, or rather that under it lie the memories of the Second Great Jewish Temple of Herod, destroyed in 70 CE by the Romans. Josephus Flavius described like a reporter the flames and ruin.. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2153&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Sono israeliani i salvatori della nave Melody. Ma non fa notizia</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2152&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 26 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>La reazione alla notizia del salvataggio della nave Melody da parte del capitano e del servizio di sicurezza formato da cinque israeliani &#232; stata davvero strana. Probabilmente &#232; stata una pulsione spontanea, una incontenibile preferenza per il politically correct, il quale insiste in genere su quanto sia cattivo e dannoso per il mondo lo Stato d&#8217;Israele e tutto ci&#242; che ne promana. Perch&#233; non possiamo pensare che sia invece una mancanza di consapevolezza delle pi&#249; elementari regole del giornalismo, che, certo, non espungerebbero mai dall&#8217;informazione il dato che una nave carica di italiani sia stata salvata prevalentemente da giovani israeliani. Anche per la suggestione che comporta la storia del valore dei ragazzi di quelle parti in azioni straordinarie, come Entebbe o tante altre imprese di salvataggio dal terrorismo internazionale.<BR>Invece ieri il tg1 delle 13,30 e anche delle 17 e il tg2 delle 13 hanno citato i salvatori della Melody, appunto, come i &#8220;ragazzi della sicurezza&#8221; o gli &#8220;uomini della sicurezza&#8221;, mentre il dato indispensabile alla completezza dell&#8217;informazione, ovvero&nbsp;che la sicurezza era composta da ex soldati israeliani, non c&#8217;era. Anche il sito di Repubblica non riportava l&#8217;elementare dato di cronaca e sinceramente non posso fare a meno di pensare che se la squadra della sicurezza fosse stata formata da cinque, che so, bulgari, o cinesi, tutti avrebbero esclamato: &#8220;Duecento italiani salvati da cinque bulgari&#8221;. O cinesi.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2152&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Manifestazione a Ginevra di fronte all'ONU</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2151&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 24 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=left><A href="http://fiammanirenstein.com/foto.asp"><IMG style="WIDTH: 332px; HEIGHT: 212px" height=518 src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/Foto/Ginevra%202009%20Durban%202%20020.jpg" width=797 border=1>&nbsp;<IMG style="WIDTH: 321px; HEIGHT: 213px" height=464 src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/Foto/Ginevra%202009%20Durban%202%20026.jpg" width=527 border=1>&nbsp;<IMG style="WIDTH: 328px; HEIGHT: 241px" height=388 src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/Foto/Ginevra%202009%20Durban%202%20037.jpg" width=543 border=1>&nbsp;<IMG style="WIDTH: 320px; HEIGHT: 238px" height=394 src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/Foto/Ginevra%202009%20Durban%202%20050.jpg" width=579 border=1>&nbsp; <IMG style="WIDTH: 328px; HEIGHT: 228px" height=461 src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/Foto/Ginevra%202009%20Durban%202%20059.jpg" width=399 border=1>&nbsp;<IMG style="WIDTH: 323px; HEIGHT: 228px" height=424 src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/Foto/Ginevra%202009%20Durban%202%20029.jpg" width=527 border=1></A></P>
<P><EM>Cari amici,</EM><BR><BR>mercoled&#236; scorso ho partecipato a Ginevra a una manifestazione in un luogo altamente simbolico: alle mie spalle il grande palazzo dell&#8217;Onu con le sue 192 bandiere, appena insozzato dall'indecenza del discorso del presidente iraniano Ahmadinejad. Davanti a me, invece, un pubblico che gridava il proprio sostegno alla vita e all&#8217;unica democrazia in Medio Oriente. La manifestazione &#232; stata convocata da numerose organizzazioni internazionali che protestavano contro l&#8217;impostazione dei lavori della "Conferenza dell&#8217;Onu contro il razzismo e le discriminazioni", la ormai nota "Durban 2", che si &#232; conclusa ieri, boicottata da 10 paesi (Italia, Polonia, Olanda, Germania, Repubblica Ceca, Canada, Stati Uniti, Israele, Australia, Nuova Zelanda). L'evento voleva anche ricordare il sessantesimo anniversario della Risoluzione 273 che ammetteva Israele all'Onu come uno Stato amante della pace (peace-loving state). Su quel palco rappresentavo l'Italia nella sua coraggiosa scelta che ha fatto da apripista a una maggiore consapevolezza dell'Unione Europeasulla farsa&nbsp;che si stava nuovamente per compiere sotto l'egida delle Nazioni Unite e, questa volta, nel cuore dell'Europa, a Ginevra. [...]<BR><BR><EM>Dear friends,<BR></EM><BR>last Wednesday, April 22, I participated in a rally in Geneva in a very symbolic location: behind me the huge UN building with its 192 flags, that has just been soiled by Iranian president Ahmadinejad's indecent speech. In front of me, a public showing its support for life and for the only democracy in the Middle East. The rally was promoted by a large number of international organizations protesting against the works of the "UN conference against racism and discrimination", better known as "Durban 2", which eventually ended last Friday being boycotted by 10 countries. The rally was aimed also at celebrating 60th Anniversary of UN Resolution 273, which admitted Israel to the UN as a peace-loving state.<BR>On that stage, I, as Vice-president of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Parliament, represented Italy in its courageous choice not to attend the Conference, being thus the first European country to pull out of it and paving the way for a major European Union consciousness of this umpteenth farce in the name of human rights, which was taking place within the UN frame and this time in the core of Europe, Geneva. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2151&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il ruggito del Rais</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 22 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Panorama, 20 aprile 2009, pag. 66<BR><BR></STRONG>&#171;Lo sceicco scimmia&#187;: &#232; solo uno degli epiteti che in questi giorni la stampa egiziana ha attribuito a Hassan Nasrallah, il grande capo degli hezbollah, venerato stratega sciita della guerra senza fine contro Israele e, soprattutto, l'uomo dell'iran fra gli arabi. Gli attacchi di A1-Ahrarn e di radio e tv includono esplicitamente l'Iran. E uno scontro diretto senza precedenti fra sunniri e sciiti, fra moderati e radicali, e l'insieme del mondo arabo guarda sbigottito a quanto &#232; accaduto al Cairo. Tutto si &#232; svolto in tre puntate. Dapprima la scoperta di 50 terroristi egiziani, libanesi, siriani, sudanesi, e di Gaia, agli ordini dello 007 di Nasrallah, Sami Shehab: avevano 2 milioni di dollari e ville in punti strategici del Cairo, del Sinai e di Suez. Poi il loro arresto, largamente pubblicizzato e accompagnato da minacce all'Iran. Inf&#236;ne l'orgogliosa rivendicazione da parte di Nasrallah della presenza degli hezbollah su territorio straniero e le dure parole di accusa a Hosni Mubarak trattato come un agente israeliano o americano che ha tradito la &#171;resistenza&#187;. Perch&#233; Mubarak, rais duro ma paziente, ha reagito cos&#236; drasticamente? La risposta &#232; che l'attacco di Nasrallah voleva, nel quadro di un'ampia strategia, mettere in discussione l'esistenza stessa del suo paese. L'Iran aveva deciso di violare la santit&#224; araba della terra dei faraoni. L'Egitto &#232; il pi grande e il pi antico fra i paesi arabi, &#232; il guardiano del crocevia fra Asia e Africa, ha l'esercito pi grande e meglio armato del Medio Oriente. L'idea degli hezbollah era quella di suscitare, attraverso una serie di attacchi terroristici contro turisti, popolazione, rappresentanze straniere e istituzioni, il caos. L'ira di Mubarak &#232; nata proprio dal pianodi attaccare il Canale di Suez, la maggiore fonte di potere e di ricchezza del- e l'Egitto, la via d'acqua che ne fa un indispensabile giocatore sulla scena mondiale. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2150&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il coraggio dell&#8217;Europa dura 12 ore</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2149&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 21 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 22 aprile 2009<BR><BR></STRONG>Avevano un&#8217;aria dignitosa e unita i rappresentanti dell&#8217;Ue, quando marted&#236; hanno lasciato, a Ginevra, la sala in cui Ahmadinejad delirava sugli ebrei e sullo Stato Ebraico. &#200; stato bello, ed &#232; subito finito. Nel corridoio subito dietro la porta la piccola assemblea ha consumato il suo momento di chiarezza morale aspettando semplicemente i 20 minuti del discorso del presidente iraniano. Poi, chi prima chi dopo, tutti gli europei sono rientrati fuorch&#233; la Repubblica Ceca e i veterani del no: noi italiani, la Polonia, la Germania, l&#8217;Olanda. La giornata di ieri ha visto l&#8217;Iran, insieme all&#8217;Albania e al Belgio, presiedere come niente fosse il comitato per il documento finale. E il documento finale di nuovo indelebilmente inquinato dalla riconferma delle conclusioni di Durban 1 che nominava solo i palestinesi come vittime del razzismo secondo loro derivante dal sionismo.<BR>Nel testo c&#8217;&#232; anche una parte dedicata, senza nominare Israele, alle conseguenze razziste dell&#8217;occupazione. E di fronte agli occhi dell&#8217;Europa ritornata alle sedie, si &#232; svolto il solito teatro (con cui la lotta al razzismo c&#8217;entra poco, e l&#8217;aggressione a Israele e all&#8217;Occidente parecchio) messo in scena dai Paesi chiamati a parlare: Siria, Qatar, Palestinesi, Pakistan, Sudan, Yemen. Conserviamo ancora oggi, dal 2001, gli appunti fotocopiati del discorso di Arafat che stabiliva come Israele fosse nato dall&#8217;imperialismo razzista giusto per opprimere e sfruttare i palestinesi. Questa era allora la linea, ed essa si ripresenta peggiorata dalle promesse di sterminio dell&#8217;Iran. &#200; fonte di tristezza che Bernard Kouchner (nella foto) abbia parlato di &#171;vittoria&#187;, della speranza di una conclusione che porti finalmente a un bagno di diritti umani condivisi, di lotta ai genocidi, di difesa delle donne. Con chi, con Ahmadinejad? L&#8217;intera scena della grande uscita europea seguita dal grande rientro &#232; triste perch&#233; compulsiva, inevitabile, incapace di mettere a nudo i problemi della struttura madre della moralit&#224; internazionale, l&#8217;Onu. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2149&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ahmadinejad, un uomo belva. L&#8217;ha capito anche la Ue</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 20 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 21 aprile 2009<BR><BR></STRONG>E adesso, per favore, non rientrate in quella sala, rappresentanti della Francia, della Norvegia, dell&#8217;Ungheria. Restate fuori dalla trappola antisemita di Durban 2, lasciate per sempre la marea nera delle parole di Ahmadinejad, che in apertura ha di nuovo predicato odio e distruzione. E perdonate, ma l&#8217;Italia non pu&#242; che dirvi oggi: ve l&#8217;avevamo detto. E pu&#242; anche aggiungere: non era facile superare il tab&#249; dell&#8217;Onu, la vacca sacra che quando chiama a raccolta esige sempre una risposta conformista, uno scatto sull&#8217;attenti in nome della retorica universalista; e qui, l&#8217;Onu seguitava a suonare, per chiamare tutti a raccolta, il campanello della battaglia contro il razzismo, una battaglia cos&#236; importante per tutti noi. <BR>Ma noi chi? Era chiaro che per le commissioni che preparavano il documento introduttivo, per i violatori seriali di diritti umani Iran e Libia, il razzismo era una pura scusa, come lo era stato ai tempi di Durban 1. Noi che ci crediamo, che viviamo nelle democrazie, che davvero pensiamo che il diritto e l&#8217;integrit&#224; morale debbano illuminare la strada, volevamo una conferenza contro il razzismo, condivisa anche dal resto del mondo, ma esso non ci crede. Quel mondo &#232; infatti dominato da dittature e violenza e pratica il razzismo, sia etnico che religioso. L&#8217;Italia, per&#242; ha avuto coraggio. A Ginevra, che dal tempo del primo diritto internazionale umanitario del 1864 ha lavorato duro a tante convenzioni per aiutare a far luce nel mondo, si stava preparando una conferenza di confusione e di odio, contro Israele e anche contro gli Usa nonostante Obama, come si &#232; visto ieri nel discorso di Ahmadinejad. La conferenza &#232; in realt&#224;, sia chiaro, una fanfara di guerra in favore del terrorismo, quello dell&#8217;era nuova di Ahmadinejad. L&#8217;Italia ha letto la storia e il presente, e ha compreso che andare a Ginevra era un grosso rischio morale e politico. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2148&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Durban 2: lungimirante la scelta italiana di non partecipare</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 19 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>ONU: NIRENSTEIN (PDL), LUNGIMIRANTE SCELTA ITALIANA DI NON PARTECIPARE.<BR>NESSUNO RIENTRI IN CONFERENZA CONTAMINATA DA RAZZISMO AHMADINEJAD</P>
<P>Roma, 20 apr. (Adnkronos) - Fiamma Nirenstein interverra', come unica rappresentante dall'Italia e insieme, tra gli altri, a Nathan Sharansky, Irwin Cotler e David Harris, alla grande manifestazione organizzata per questo mercoledi' a Ginevra da tutte le organizzazioniche si oppongono all'obbrobrio di Durban 2 che si sta inscenando in questi stessi momenti presso la sede dell'Onu di Ginevra. "La decisione italiana -ha dichiarato la vice presidente della commissione Esteri della Camera- di non partecipare alla pseudo-conferenza contro il razzismo, presa dal ministro Frattini con grande coraggio e inizialmente in grande solitudine nel contesto europeo, si e' dimostrata non solo corretta, ma anche di lungimirante intelligenza politica e strategica".<BR>"Infatti -prosegue- oggi, all'apertura dei lavori della conferenza, il discorso di Ahmadinejad, in cui accusava Israele e gli Stati Uniti di essere la causa dei mali del mondo e impartiva lezioni <BR>di antirazzismo, mentre nel suo Paese i dissidenti politici vengono incarcerati, gli omosessuali impiccati e le minoranze religiose come i Baha'i perseguitate, ha portato decine e decine di delegati di vari paesi ad uscire dalla sala. Una sala contaminata dall'indecenza di un discorso antisemita e razzista, nella quale -conclude l'esponente Pdl- nessuno dovrebbe piu' fare rientro".</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2147&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Durban 2, luned&#236; il via al festival dell&#8217;antisemitismo</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 16 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 17 aprile 2009<BR><BR></STRONG>Sar&#224; comunque strano che, luned&#236; prossimo, giorno della Shoah in tutto il mondo e data in cui avr&#224; inizio a Ginevra la famosa conferenza delle Nazioni Unite detta &#171;Durban 2&#187; contro il razzismo, il podio venga offerto a un razzista negazionista che ha pi&#249; volte dichiarato di voler distruggere Israele come Mahmoud Ahmadinejad: il premier iraniano, alla ricerca di un palcoscenico adatto a lui, ha infatti annunciato la sua partecipazione alla conferenza. Nonostante molte polemiche e cambiamenti della piattaforma, essa rischia dunque ancora di pi&#249; di essere il doppione di Durban 1, e comunque una sua versione ancora pi&#249; pericolosa, dato che l&#8217;Iran finanzia gran parte del terrorismo mondiale (compresi gli Hezbollah e Hamas) e prepara le sue postazioni nucleari. La Germania, che capisce cosa potrebbe accadere, si prepara in queste ore a seguire il piccolo coscienzioso corteo di chi a Ginevra non intende farsi vedere. Nel 2001, si riunirono in Sudafrica centinaia di delegazioni e migliaia di Ngo che trasformarono una conferenza contro il razzismo in una conferenza razzista contro Israele e contro gli Usa. Si sprecarono le marce sotto gli striscioni inneggianti a Bin Laden, le grida di &#171;morte all&#8217;America&#187; e le accuse di apartheid a Israele. Durban 2 pu&#242; diventare la replica in versione attivamente antisemita e guerrafondaia contro Israele dell&#8217;evento che precedette di pochi giorni l&#8217;attacco alle Twin Towers. A cominciare dall&#8217;evento previsto per il fine settimana: una riunione di organizzazioni non governative che porta il nome &#171;Conferenza di esame (review) di Israele&#187;, completa di un rally antisraeliano il 18 aprile. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2146&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La delusione da Obama spinge a cercare nuove alleanze</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 11 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 12 aprile 2009<BR><BR></STRONG>&#200; la nostra prima Pasqua nel mondo post americano, e da Gerusalemme si vede molto bene. Mentre tutti i media si entusiasmano a un punto tale dell&#8217;impostazione pacifista di Obama da averlo gratificato di un applauso alla conferenza stampa di Londra, il mondo intero cerca di affrontare una realt&#224; percorsa, per motivi ideologici o di interesse, da invincibili correnti di ostilit&#224; in cui tuttavia l&#8217;America sembra posare lo scettro. Si conquistano postazioni, il mondo cambia alleanze e molti cercano di mettere il cappello sulla sedia adesso che l'atmosfera prescritta &#232; ottimista. &#200; dunque uno strano tempo di brutalit&#224; e minuetti, un ponte sospeso e dondolante. Un esempio mediorentale: ieri Hassan Nasrallah, il capo degli Hezbollah, dopo che cinquanta uomini ritenuti suoi sono stati accusati dai servizi segreti di Mubarak di preparare attentati sul suolo egiziano e passaggio d&#8217;armi iraniane verso Gaza, ha ammesso, persino attaccando con foga Mubarak perch&#233; non aiuta &#8220;la resistenza&#8221; di Hamas, che Sami Shehab, uno degli arrestati &#232; un leader Hezbollah in azione sul territorio egiziano. Se ne &#232; vantato. Ovvero: il Cairo cerca di fermare la sovversione iraniana sulla sua terra e nella Striscia di Gaza e Hezbollah gonfia il petto e afferma di essere fiero di diffondere l&#8217;egemonia sciita iraniana con il terrorismo.<BR>&#200; uno scontro di esplicita violenza che mostra senza veli la faglia sciita-sunnita. Tutto ci&#242; mentre gli inglesi, certo consigliati dagli Usa, cercano pubblicamente un colloquio con Nasrallah, che pone condizioni. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2145&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Sull'Iran &#232; scontro fra Usa e Israele</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 4 Apr 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Panorama</i>, 3 aprile 2009, p. 102</b><br>
<br>
Gli orologi israeliano e americano sullo stato dei progressi nucleari
dell'iran non sono sincronizzati. Il capo di Aman, il servizio segreto
dell'esercito israeliano, Amos Yadlin, la settimana scorsa ha affermato
che la bomba &#232; praticamente pronta, ma l'Iran frena volutamente per non
accendere la reazione dell'Occidente. Con lui altre fonti di sicurezza
israeliane spiegano che il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad non
sbandiera il risultato gi&#224; ottenuto (una bomba) perch&#233; vuole prima
accumulare un arsenale composto da una dozzina di ordigni. Per questo
scopo gli occorre pi uranio arricchito e quindi pi tempo. Yadlin pensa
pure che ormai Teberan non teme pi l'attacco americano o israeliano, e
che in questo momento di cambiamenti strategici mondiali gioca con
l'Occidente per vedere come sfruttare al meglio sul terreno economico e
diplomatico l'era Obama. Yadlin suona dunque un allarme rosso: l'Iran &#232;
gi&#224; arrivato al momento fatale, ma La strategia del colloquio scelta
dagli Stati Uniti abbassa la guardia dell'Occidente e di fatto
favorisce il rafforzamento degli ayatollah. E, all'incertezza sul che
fare di fronte all'evidente determinazione di Ahmadinejad, si aggiunge
la differenza fra i due orologi americano e israeliano che ticchettano
a velocit&#224; diverse. Se Yadlin sostiene che &#171;l'Iran ha superato la
soglia della realizzazione del nucleare&#187;, il direttore della National
intelligence americana Dennis Blair ha detto al comitato per le
Strutture armate del Senato che &#171;l'Iran non ha ancora deciso di
accelerare verso una bomba atomica sulla testata di un missile&#187;. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2144&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 29 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>&nbsp;</P><!-- Radioradicale: inizio badge --><object class="flash_badge_micro" classid='clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000' codebase='http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0' width='100%' height='90'><param name='wmode' value='transparent' /><param name='allowScriptAccess' value='always' /><param name='movie' value='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' /><param name='scale' value='noscale' /><param name='FlashVars' value='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/276063'><embed class="flash_badge_micro" src='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' wmode='transparent' scale='noscale' width='100%' height='90' allowScriptAccess='always' type='application/x-shockwave-flash' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' FlashVars='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/276063' /></embed></object><!-- Radioradicale: fine badge --></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2143&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Iran e diritti umani: 30 dalla rivoluzione</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 30 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>CONFERENZA STAMPA: 1 APRILE, ORE 11.30<BR><BR></STRONG>Insieme a un gruppo di giovani promotori del neo-costituito &#8220;Comitato per gli studenti Iraniani&#8221;, i deputati Fiamma Nirenstein, Gianni Vernetti, Beatrice Lorenzin e Benedetto Della Vedova hanno tenuto oggi una conferenza stampa nel ricorrere del trentennale dalla proclamazione della Repubblica Islamica dell'Iran. Da trent'anni la Repubblica Islamica dell'Iran continua a perpetrare sistematiche violazioni dei diritti umani contro la propria popolazione e ripetute aggressioni alla pace mondiale.<!-- Radioradicale: inizio badge --><object class="flash_badge_micro" classid='clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000' codebase='http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0' width='100%' height='90'><param name='wmode' value='transparent' /><param name='allowScriptAccess' value='always' /><param name='movie' value='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' /><param name='scale' value='noscale' /><param name='FlashVars' value='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/276182'><embed class="flash_badge_micro" src='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' wmode='transparent' scale='noscale' width='100%' height='90' allowScriptAccess='always' type='application/x-shockwave-flash' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' FlashVars='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/276182' /></embed></object><!-- Radioradicale: fine badge --><BR><BR><STRONG>Iran, appello bipartisan: Piu' sanzioni e sostegno ai dissidenti<BR></STRONG>Roma, 01 APR (Velino) - Rinnovare e irrigidire le sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran, sostenere "a distanza" i giovani dissidenti, costruire una coalizione di paesi arabi moderati che contrasti il rischio di egemonia del paese degli ayatollah nella regione mediorientale. Sono obiettivi ambiziosi quelli che parlamentari come Fiamma Nirenstein, Gianni Vernetti, Benedetto Della Vedova e Beatrice Lorenzin, vogliono raggiungere. Per spiegarne le ragioni i quattro hanno tenuto una conferenza stampa alla Camera dei deputati, insieme al giornalista Ahmed Rafat,<BR>Francesco Parisi della direzione nazionale dei giovani democratici e Daniele Nahum, presidente dell'unione giovani ebrei d'Italia. "Bisogna dire chiaramente all'Iran che deve fermare il programma di arricchimento dell'uranio, impedendo al regime di disporre di armi atomiche" dice la Nirenstein. "Poi dobbiamo lavorare per far cessare le esecuzioni capitali e per dire basta alla tortura dei dissidenti politici". L'Iran, secondo la parlamentare del Pdl, rappresenta una "minaccia", infatti ha come obiettivo "l'eliminazione di uno Stato democratico come Israele". E la mano tesa del presidente americano Barack Obama non pare produrre risultati soddisfacenti: "Obama balla da solo - dice la Nirenstein -, per ballare il tango bisogna essere in due, ma dal versante<BR>iraniano non c'e' risposta".&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<BR>L'Iran, secondo Gianni Vernetti (Pd), ex sottosegretario agli Esteri, e' "la principale fonte di instabilita' nell'area mediorientale e ha un obiettivo ben preciso: il cambio di regime dei paesi arabi moderati". Intanto, il presidente Ahmadinejad "incarcera i dissidenti, ad esempio i giovani blogger". Per questo, aggiunge l'ex dielle, "ho chiesto al presidente della commissione Esteri di<BR>istituire una commissione d'indagine sulla Repubblica islamica, che approfondisca le questioni, ad esempio, dei diritti civili". Ma con l'Iran si devono attivare solo i canali diplomatici? "L'intervento militare non e' auspicabile - spiega Vernetti -, ma rimane come ultima opzione una volta saltati i canali di dialogo. Diciamo che e' un'alternativa che fa da sfondo alle trattative". Per Della Vedova, deputato del Pdl e presidente dei Riformatori liberali, bisogna "evitare la logica del 'comunque le cose alla fine si sistemano'. E serve far capire all'opinione pubblica iraniana che l'Occidente libero non sta dalla parte del regime". (udg) [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2142&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Con Barak e Netanyahu Israele &#232; in buone mani</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 26 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2141&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/sabena_n2.gif" alt="Con Barak e Netanyahu Israele &#232; in buone mani" title="Con Barak e Netanyahu Israele &#232; in buone mani" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 27 marzo 2009<BR><BR></STRONG>Sull&#8217;ala di un aereo della Sabena alcune figure in tuta bianca si schiacciano contro la parete del velivolo per evitare di essere visti dai finestrini dai terroristi palestinesi che lo hanno sequestrato con tutto il carico di passeggeri. &#200; una foto in bianco e nero del 1972. In un attimo gli uomini appostati sull&#8217;ala con le armi in pugno, balzeranno all&#8217;interno e libereranno gli ostaggi. Fra loro si identificano Ehud Barak, comandante dell&#8217;unit&#224; Sayeret Matchal, e Bibi Netanyahu, uno dei suoi uomini. Una coppia di eccellenza, di idee completamente diverse, intellettuali e guerrieri, l&#8217;uno bravo economista, l&#8217;altro stratega eccezionale, che quali che siano le critiche nei loro riguardi, ogni Paese vorrebbe avere nella sua classe dirigente.<BR>Adesso la squadra la guida Netanyahu, ed &#232; quella del governo. Ma Barak &#232; ancora insieme a lui, nel ruolo di ministro della Difesa, con l&#8217;intenzione di difendere Israele. Proponiamo l&#8217;immagine della Sabena non certo per sollevare inutili emozioni, ma per spiegare quello che sta succedendo oggi in Israele evocandone la storia e cercando cos&#236; di evitare che si strologhi su destra e sinistra in maniera tutta europea e disadatta a quel Paese. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2141&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Medici &amp; clandesitini: nessuno scandalo nella petizione indirizzata al premier</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2140&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 18 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Bufera sul ddl sicurezza<BR><STRONG><FONT size=3>Nirenstein: "Nessuno scandalo nella petizione indirizzata al premier"</FONT></STRONG> <BR><BR><STRONG>di Fabrizia B. Maggi, <A href="http://www.loccidentale.it/articolo/nirenstein:+%22la+mussolini+non+vuole+visibilit%C3%A0,+non+mi+sembra+abbia+convocato+una+conferenza+stampa%22.0068174">L'Occidentale</A></STRONG></P>
<P>Il disegno di legge sulla sicurezza &#232; tornato in Aula alla Camera dopo le modifiche del Senato ed &#232; subito ricominciata la polemica. Tra le fila della maggioranza &#232; immediatamente circolata una petizione indirizzata al capo del governo Silvio Berlusconi, che lo esortava a non porre la fiducia sul provvedimento: l&#8217;Aula avrebbe cos&#236; l&#8217;opportunit&#224; di discutere due norme largamente contestate quali l&#8217;introduzione del reato di clandestinit&#224; e l&#8217;eliminazione del divieto di segnalazione degli irregolari alle autorit&#224; da parte dei medici. Capeggiata da Alessandra Mussolini, &#8220;la carica dei 101&#8221; &#8211; come &#232; subito stata ribattezzata dai media &#8211;, ha ottenuto anche il sostegno di Fiamma Nirenstein che in una breve intervista all&#8217;Occidentale spiega le motivazioni che l&#8217;hanno spinta a firmare.</P>
<P><B>L&#8217;onorevole Mussolini propone di modificare il ddl sicurezza nella parte che riguarda l&#8217;abolizione del divieto di denuncia degli immigrati irregolari e l&#8217;introduzione del reato di clandestinit&#224;. Cosa l&#8217;ha spinta a sottoscrivere la richiesta? </B></P>
<P>Essenzialmente per una ragione di carattere giuridico: perch&#233; non si deve mettere il cittadino nella condizione di dover risolvere il problema della clandestinit&#224; chiedendogli di denunciare. Ad esempio i genitori di un bambino che ha un&#8217;infezione o una malattia, si trovano di fronte alla difficolt&#224; di dover decidere se far curare il proprio figlio o meno per la paura che il medico li denunci. Inoltre, non ritengo giusto che alcune categorie deboli come i malati e i minori possano trovarsi a dipendere da una parte di cittadini pi&#249; forti di loro, come i medici e gli insegnanti, solo perch&#233; sono clandestini o figli di clandestini. Bisogna avere pi&#249; cautela, non &#232; questione di essere pi&#249; morbidi &#232; questione di non mettere di mezzo i cittadini in una questione che in realt&#224; &#232; istituzionale. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2140&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Giochi del Mediterraneo, Nirenstein: s&#236; a invito Israele, anche al di fuori delle competizioni</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2138&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 24 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><!-- Radioradicale: inizio badge --><object class="flash_badge_micro" classid='clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000' codebase='http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0' width='100%' height='90'><param name='wmode' value='transparent' /><param name='allowScriptAccess' value='always' /><param name='movie' value='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' /><param name='scale' value='noscale' /><param name='FlashVars' value='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/275613'><embed class="flash_badge_micro" src='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' wmode='transparent' scale='noscale' width='100%' height='90' allowScriptAccess='always' type='application/x-shockwave-flash' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' FlashVars='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/275613' /></embed></object><!-- Radioradicale: fine badge --><P><STRONG>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</STRONG></P>
<P>Nel corso di una conferenza stampa oggi alla Camera, i deputati Fiamma Nirenstein, Enrico Pianetta, Margherita Boniver, Alessandro Pagano e Franco Narducci hanno presentato la lettera inviata al Presidente del Consiglio Berlusconi dall&#8217;Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele (che annovera oltre 200 tra deputati e senatori), nella quale denunciano l&#8217;esclusione di Israele dai Giochi del Mediterraneo, che si terranno quest&#8217;anno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio.<BR>L&#8217;On. Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera, ha dichiarato: &#8220;E&#8217; inammissibile che l&#8217;unico stato democratico del Medioriente sia continuamente soggetto a boicottaggi, contro le sue universit&#224;, i suoi prodotti, contro i suoi atleti. L&#8217;esclusione di Israele dai Giochi del Mediterraneo si &#232; palesata peraltro negli stessi giorni in cui alla tennista israeliana Shahar Peer &#232; stato vietato di giocare in Dubai e, a Malmoe, si giocava la sfida Svezia-Israele della Coppa Davis a porte chiuse, mentre fuori le folle si scatenavano in cori antisemiti&#8221;.<BR>&#8220;L&#8217;idea del Ministro Frattini di invitare le delegazioni sportive escluse alla cerimonia di apertura dei Giochi &#232; senz&#8217;altro positiva&#8221;, continua Nirenstein. &#8220;La mia proposta &#232; quella che l&#8217;Italia compia un ulteriore passo avanti per affermare la propria volont&#224; di evitare un boicottaggio di Israele: che inviti gli atleti israeliani a esercitare le loro specialit&#224; sportive anche al di fuori delle competizioni&#8221;.<BR>&#8220;Questa scelta&#8221; conclude Nirenstein, &#8220;scavalcherebbe le scadenze della burocrazia del Comitato internazionale preposto all&#8217;organizzazione dei Giochi, promettendo nei fatti, e non in termini astratti, l&#8217;apertura alla delegazione israeliana alla prossima edizione dei Giochi&#8221;.<BR><BR><STRONG>E, a proposito di boicottaggi...</STRONG><BR></P>
<P align=center>
<OBJECT style="WIDTH: 343px; HEIGHT: 279px" height=279 width=343><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/lqkz9DVz5yw&amp;hl=it&amp;fs=1"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always">
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    <title>L'Onu &quot;dimentica&quot; i crimini palestinesi</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2137&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 24 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 25 marzo 2009<BR><BR></STRONG>Mentre alcuni soldati israeliani dichiaravano i loro compagni colpevoli di crimini di guerra compiuti a Gaza sullo sfondo di un potente coro di accuse che occupava l&#8217;etere e la carta stampata, l&#8217;Onu arrivava puntualissimo all&#8217;appuntamento. Il rapporto della commissione incaricata del rapporto su Gaza ha dedicato a quel mostro dello Stato ebraico il lavoro presentato dalla signora Radika Coomaraswamy. Essa, accusando Israele di crudelt&#224; contro i civili, fra l&#8217;altro racconta che un bambino ha testimoniato di essere stato usato come scudo umano da alcuni soldati: certo questo &#232; molto brutto, anche se l&#8217;opinione ci pubblica &#232; abituata, e adesso Israele aprir&#224; un&#8217;inchiesta con conseguenti incriminazioni e punizioni. E questo &#232; giusto.<BR>Solo, chi si domanda, invece, come la mettiamo con le migliaia di bambini di Gaza che Hamas ha usato come scudi umani? Ecco come ne parlano gli stessi genitori di Gaza secondo un reportage di Lorenzo Cremonesi: <SPAN style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">&#171;"</SPAN>Andatevene, andatevene via di qui" dicevano agli uomini di Hamas... "Volete veder morire sotto le bombe i nostri bambini? Portate via le vostre armi e i vostri missili&#8230;&#8221; E poi: (a sparare fra gli uomini di Hamas) &#8220;Erano spesso ragazzini di 16 e 17 anni, armati di mitra&#8230; Volevano che sparassero sulle nostre case per accusarli di crimini di guerr"<SPAN style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">&#187;</SPAN>. Qui si va oltre addirittura l&#8217;uso dello scudo umano per passare a quello del civile sacrificato tout court. I camici dei medici e degli infermieri venivano usati dai terroristi di Hamas che si fingevano civili, e gli ospedali, difesi da ogni convenzione che riguarda i civili, venivano usati per nasconere i capi di Hamas e per torturare i militanti rivali. E soprattutto: lo scopo di Hamas era risucire a tirar fuori un lanciamissili per sparare non all&#8217;esercito, cui ha sparato pochissimo, ma alla gente di Sderot. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2137&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Giochi del Mediterraneo: conferenza stampa dei parlamentari &#8220;Italia-Israele&#8221; contro l'esclusione di Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2136&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 23 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>L&#8217;ufficio di presidenza dell&#8217;Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, che annovera oltre 200 parlamentari tra deputati e senatori, terr&#224; domani una conferenza stampa contro l&#8217;esclusione d&#8217;Israele dai prossimi Giochi del Mediterraneo di Pescara. Nel corso della conferenza stampa i parlamentari esporranno le iniziative dell&#8217;Associazione in merito alla vicenda e presenteranno la lettera inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Sottosegretario con delega allo sport Rocco Crimi e all&#8217;On. Mario Pescante, Commissario Straordinario di Pescara2009, nella quale si chiede di intervenire presso il Comitato organizzatore per invitare la delegazione israeliana ancora a questa edizione dei Giochi.<BR>A renderlo noto &#232; l&#8217;ufficio di presidenza dell&#8217;Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, costituito da Enrico Pianetta, Fiamma Nirenstein, Gianni Vernetti e Rossana Boldi.</P>
<P>La conferenza stampa si terr&#224; domani, mercoled&#236; 25 marzo, alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, in via della Missione (Sala del Mappamondo).</P>
<P>Per accrediti stampa: fax: 06-6783082.<BR><BR>Roma, 24 marzo 2009<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2136&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Duello per cinque miliardi</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2135&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 19 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Panorama, 20 marzo 2009</STRONG><BR><BR>C&#8217;&#232; un piccolo particolare che non funziona nelle trattative fra Hamas e Al-Fatah per tornare a governare insieme: la prima organizzazione non intende rinunciare al suo punto programmatico principale, la distruzione di Israele, anzi intende distruggere anche l&#8217;Olp, di cui Al-Fatah di Abu Mazen &#232; il cuore politico. L&#8217;ha detto il 28 gennaio il suo leader Khaled Mashaal in Qatar e nessuno l&#8217;ha smentito. Le due fazioni palestinesi rivali nel dialogo mediato dall&#8217;Egitto sono riuscite a dichiarare in coro che vogliono le elezioni nel gennaio del 2010, ma sul resto, salvo che sul fatto che con la riunificazione sarebbe pi&#249; facile ottenere la gestione dei 5 miliardi di dollari donati per la ricostruzione di Gaza dal consesso internazionale, non c&#8217;&#232; n&#233; accordo n&#233; simpatia.<BR>Non c&#8217;&#232; neppure dentro Al-Fatah, o fra l&#8217;Hamas all&#8217;interno della Striscia e quella all&#8217;esterno, ovvero Khaled Mashaal, che sotto il diretto controllo iraniano siede a Damasco. Basta uno sguardo dentro Gaza per vedere che, nella confusione del riassetto postbellico, il primo ministro Ismail Haniyeh &#232; circondato da un&#8217;opinione pubblica che ha pagato la politica di Hamas con oltre 1.000 morti e vorrebbe almeno vedere il ritorno a casa dei prigionieri, su cui si tratta in cambio del soldato Gilad Shalit, in cattivit&#224; da quasi tre anni. Si parla di liberare ben 750 prigionieri, forse anche 1.000, molti, come si dice in Israele, con le mani macchiate di sangue. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2135&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La nuova strategia Usa umilia i Paesi arabi moderati</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2134&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 21 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 22 marzo 2009</STRONG></P>
<P>&#200; stato molto interessante osservare il linguaggio corporeo del presidente Obama mentre mandava il suo messaggio di pace all&#8217;Iran e quello di Al&#236; Khamenei mentre gli rispondeva. Il primo fervoroso, intento, con le mani e con gli occhi, a mostrare la maggiore simpatia possibile; il secondo ieratico, alieno dalle forme, occupato solo dal suo scopo divino. E lo ha snocciolato calmo e lento, spiegando in sostanza che gli Usa devono mostrare nei fatti, e non con le parole, rispetto.<BR>Ci&#242; vuol dire che Obama, per essere amico dell&#8217;Iran, deve smettere di ostacolare la costruzione della bomba atomica, ormai allo stadio ultimo dell&#8217;arricchimento o al primo di assemblamento, a seconda di fonti americane o israeliane.<BR>Comunque ormai basta poco tempo perch&#233; tutto il mondo sia sotto la minaccia atomica degli ayatollah. Essere amico dell&#8217;Iran, dice inoltre in sostanza Khamenei, significa abbandonare l&#8217;insopportabile abitudine di difendere l&#8217;esistenza di Israele e lasciare che si compia sul popolo ebraico la soluzione finale pi&#249; volte annunciata da Ahmadinejad. <BR>Vuole anche dire abbandonare, come del resto si legge gi&#224; nel discorso di Obama, ogni distinzione tra il governo teocratico e autoritario, che impicca gli omosessuali e rinchiude i dissidenti, e il nobile popolo iraniano che ha dato molte volte segno di volersi ribellare. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2134&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Lettera dell'Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele al Presidente Berlusconi</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2133&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 18 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=right>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; On. Silvio BERLUSCONI<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Presidente<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Consiglio dei Ministri</P>
<P align=right>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;E p.c.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; On. Rocco CRIMI<BR>&nbsp;&nbsp; Sottosegretario alla <BR>&nbsp;&nbsp; Presidenza del Consiglio</P>
<P align=right>&nbsp;&nbsp; On. Mario PESCANTE<BR>&nbsp;&nbsp; Commissario Straordinario <BR>&nbsp;&nbsp; XVI Giochi del Mediterraneo</P>
<P align=right>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Loro SEDI</P>
<P>Signor Presidente,<BR>come &#232; noto, ai prossimi Giochi del Mediterraneo, che si terranno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio 2009, &#232; confermata l'esclusione degli atleti israeliani.<BR>Il mancato invito non solo della delegazione israeliana, ma anche di quella palestinese,&nbsp; danneggia la nostra azione di promozione della pace e dell&#8217;amicizia fra i popoli.<BR>&nbsp;La mancata partecipazione degli atleti israeliani costituirebbe, anche contro la nostra stessa intenzione, l&#8217;ennesima discriminazione dello Stato di Israele, imposta da paesi che non ne riconoscono il diritto all&#8217;esistenza e alla sicurezza e operano attivamente al suo isolamento sul piano internazionale.<BR>Rispetto ai prossimi Giochi del Mediterraneo il nostro paese &#232; chiamato ad esercitare al meglio il ruolo di paese organizzatore e quindi ad assolvere al compito di assicurare la pi&#249; ampia partecipazione alle competizioni sportive; nondimeno, sull&#8217;Italia grava anche la responsabilit&#224; di non apparire, fosse pure indirettamente, complice di una discriminazione odiosa.<BR>&nbsp;N&#233; ragioni diplomatiche, n&#233; ragioni di sicurezza debbono indurre il nostro paese ad accettare come scontata un&#8217;esclusione che va al contrario rigettata come inammissibile, perch&#233; avalla la posizione di chi vuole delegittimare lo Stato d'Israele.<BR>L&#8217;esclusione di Israele &#232; in contraddizione con i principali obiettivi dei Giochi del Mediterraneo, come sanciti dallo Statuto di tale manifestazione, ovvero: a) la diffusione dell&#8217;educazione olimpica nei paesi del Bacino del Mediterraneo; b) il rafforzamento dei legami di amicizia e di pace tra i giovani e gli sportivi del Mediterraneo; c) la promozione di comprensione, consultazione, cooperazione e solidariet&#224; tra i Comitati Olimpici Nazionali del Bacino del Mediterraneo, nonch&#233; lo sviluppo dello sport mediterraneo.<BR>A nome dell&#8217; &#8220;Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele&#8221; che annovera oltre 200 colleghi tra deputati e senatori, Le chiediamo di voler intervenire presso il Comitato organizzatore affinch&#233; la delegazione israeliana sia invitata ai prossimi Giochi del Mediterraneo 2009.<BR>Certo del Suo interessamento La ringraziamo e con l&#8217;occasione porgiamo cordiali saluti.</P>
<P>On. Enrico Pianetta&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; On. Gianni Vernetti&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sen. Rossana Boldi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; On. Fiamma Nirenstein</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2133&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Conferenza sul razzismo, cos&#236; l&#8217;Italia ha vinto</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2132&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 18 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 19 marzo 2009<BR><BR></STRONG>La vittoria politica &#232; evidente, anche se c&#8217;&#232; ancora un trucco politico seminascosto che deve essere smascherato. Il documento di preparazione della &#171;conferenza dell&#8217;Onu contro il razzismo&#187;, prevista per il 20 di aprile a Ginevra, &#232; stato modificato cedendo alla pressione internazionale. Come si sa gli Usa, il Canada, Israele, e, ultima ma certo non meno importante, l&#8217;Italia avevano dichiarato che il documento di preparazione della conferenza &#171;contro il razzismo&#187; era moralmente osceno e che non avrebbero partecipato. Poi, i 27 Paesi dell&#8217;Unione Europea, seguendo l&#8217;esempio dell&#8217;Italia e sulla base di un documento olandese, hanno dichiarato in coro che o si cambiava il documento o nessuno sarebbe andato. Infatti il documento preparatorio, stilato dalla commissione presieduta dalla Libia, si accaniva su Israele in termini di autentico antisemitismo, chiamandolo Stato di apartheid, accusandolo di razzismo, definendolo solo lui e non, che so, l&#8217;Iran o la Corea del Nord, &#171;un grave pericolo per la pace&#187;.<BR>Insomma, si abbandonava all&#8217;estremismo che nel settembre 2001, durante la prima conferenza di Durban applaudiva Arafat, Mugabe, Fidel Castro, condannava Israele e l&#8217;America (mentre le ong fiancheggiatrici marciavano sotto i ritratti di Bin Laden, bruciavano le bandiere americana e israeliana), minacciava di distruggere l&#8217;Occidente &#171;imperialista e schiavista&#187;. Fu un&#8217;autentica ondata di odio nel nome dell&#8217;Onu mentre il tema del razzismo veniva del tutto ignorato: quattro giorni dopo le Twin Towers venivano attaccate. Durban fu il manifesto ideologico dell&#8217;11 settembre e un inno alla distruzione di Israele. Ora, il documento di preparazione di Durban 2, ripercorreva fino a ieri la stessa strada: Israele uno Stato mostro, proibita la critica alle religioni (basta ricordare le vignette su Maometto per capire di cosa stiamo parlando), l&#8217;omofobia non ritenuta una forma di discriminazione. Il tutto in 47 pagine per 200 paragrafi di blaterazioni anti-occidentali. Ora, dopo la defezione americana e la richiesta europea, sull&#8217;onda italiana, di cambiare tutto minacciando il ritiro, il documento consta di 17 pagine, elimina i riferimenti a Israele stato razzista, non parla pi&#249; di religione. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2132&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Iran, Siria, Hezbollah...: che sta facendo l&#8217;Occidente?</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2131&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 17 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Pubblicato su</STRONG> <STRONG><A href="http://www.libertiamo.it/2009/03/18/iran-siria-hezbollah-%e2%80%a6-che-sta-facendo-l%e2%80%99occidente/">Libertiamo.it</A>, 18 marzo 2009<BR></STRONG><BR>C&#8217;&#232; qualcosa di fervoroso nelle mosse che caratterizzano la politica sia americana che europea nei confronti del Medio Oriente, specie delle sue parti pi&#249; aggressive, quelle complici della strategia iraniana che per Bush caratterizzava &#8220;l&#8217;asse del male&#8221;. Strano e tutto da capire, ogni atteggiamento aggressivo e irriducibile &#232; premiato da sorrisi, da doni, mentre dall&#8217;altra parte giungono tutt&#8217;al pi&#249; regali cenni del capo. I casi sono due: o siamo molto intelligenti, oppure qui c&#8217;&#232; qualche grosso errore.<BR>L&#8217;Iran: ha completato, si ripete, il processo di preparazione dell&#8217;uranio arricchito ed &#232; in fase di assemblamento della bomba. Il 4 marzo scorso a Teheran si &#232; tenuta un&#8217;altra conferenza di negazionismo e incitamento a distruggere Israele. Il recente lancio del satellite &#232; stata una dimostrazione della capacit&#224; di usare missili della potenza dello Shihab 3 per mirare, con l&#8217;arma atomica, ovunque si voglia. Gli Ajatollah proibiscono ai palestinesi la pace e anche l&#8217;accordo fra Hamas e Fatah, tanto che Abu Mazen gli ha detto di farsi i fatti suoi; intimano alla Siria di non avventurarsi in rapporti di pace; usano Hezbollah per controllare il Libano e, per contro, Hillary Clinton invita Ahmadinejad a una conferenza di pace sull&#8217;Afghanistan entro il mese. Apre cos&#236; all&#8217;Iran come Obama desidera, ma irrita tutto il mondo sunnita moderato che non vuole vedere l&#8217;Iran legittimato, non vuole il suo strapotere a casa, in Libano e a Gaza, &#232; furioso per l&#8217;affermazione che il Bahrain sia parte dell&#8217;Iran.<BR>Che cosa spera Hillary Clinton dall&#8217;invito a Ahmadinejad? Se spera di aprire un vero terreno di confronto, basti pensare a quanto astutamente l&#8217;Iran ha menato tutti per il naso costruendo le centrali per tanti anni: il tempo &#232; il bene pi&#249; prezioso per compiere l&#8217;opera atomica.&nbsp;[...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2131&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Giochi del Mediterraneo: fuori Israele e i palestinesi. Nirenstein: &quot;Atto che fa male alla pace&quot;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2130&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 13 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>di Eleonora Grossi, </STRONG><A href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/03/06/156207-fuori_israele_palestinesi.shtml"><STRONG>Quotidiano.net</STRONG></A><STRONG>, 6 marzo 2009<BR></STRONG><BR>Pescara, 6 marzo 2009 - "E' un gesto che fa male alla pace". A parlare &#232; Fiamma Nirenstein, deputata del Pdl e vicepresidente della commissione Esteri della Camera. La Nirestein nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione parlamentare per capire come sia possibile che nei Giochi del Mediterraneo, in programma il prossimo giugno a Pescara, non si annoverino tra i paesi partecipanti n&#233; lo Stato di Israele n&#233; l'Autorit&#224; palestinese, cio&#232; le due realt&#224; che pi&#249; di altre avrebbero bisogno di trovare un punto d'incontro.<BR>Da Pescara gli organizzatori dicono di avere le mani legate: "Noi non abbiamo escluso nessuno, perch&#233; Israele non fa parte del Comitato". E la portavoce dell'Ambasciata israeliana in Italia spiega che "s&#236;, non &#232; stata fatta domanda all'edizione del 2009 dei Giochi: ma solo perch&#233; ce ne fu gi&#224; rifiutata una in Spagna, dove ai Giochi di Almeria del 2005 tutti i paesi arabi votarono no all'ingreso di Israele nel Comitato. Perch&#233; presentarne un'altra?". Ma anche se il motivo &#232; un precedente rifiuto, dall'Abruzzo spiegano che comunque &#232; facolt&#224; del comitato internazionale decidere l'ingresso di un paese ai Giochi. Ed &#232; su questo che l'onorevole Nirenstein contrattacca: "So che l'onorevole Mario Pescante (che guida i Giochi di Pescara assieme all'onorevole Sabatino Aracu) non ha nulla contro Israele. So anche per&#242;, che se il ministro Frattini ha scelto di non andare ad una conferenza promossa dall'Onu, Pescante potrebbe anche prendere una posizione pi&#249; coraggiosa, scuoterre gli animi e far s&#236; che il comitato internazionale si renda conto di quello che questa situazione rappresenta: una grandissima prevaricazione, e un atto di indecenza politica. Un atto che fa male alla pace". [...]<BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2118"><STRONG>Presentata interrogazione sull'esclusione di Israele dai Giochi del Mediterraneo</STRONG></A></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2130&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2128&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 15 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=center>&nbsp;</P><!-- Radioradicale: inizio badge --><object class="flash_badge_micro" classid='clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000' codebase='http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0' width='100%' height='90'><param name='wmode' value='transparent' /><param name='allowScriptAccess' value='always' /><param name='movie' value='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' /><param name='scale' value='noscale' /><param name='FlashVars' value='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/275033'><embed class="flash_badge_micro" src='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' wmode='transparent' scale='noscale' width='100%' height='90' allowScriptAccess='always' type='application/x-shockwave-flash' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' FlashVars='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/275033' /></embed></object><!-- Radioradicale: fine badge --></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2128&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Audio del convegno su &quot;Durban 2&quot; promosso dall'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2124&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 12 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><!-- Radioradicale: inizio badge --><object class="flash_badge_micro" classid='clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000' codebase='http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0' width='100%' height='90'><param name='wmode' value='transparent' /><param name='allowScriptAccess' value='always' /><param name='movie' value='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' /><param name='scale' value='noscale' /><param name='FlashVars' value='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/274688'><embed class="flash_badge_micro" src='http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_micro.swf' wmode='transparent' scale='noscale' width='100%' height='90' allowScriptAccess='always' type='application/x-shockwave-flash' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' FlashVars='path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/274688' /></embed></object><!-- Radioradicale: fine badge -->BR&gt;<BR><BR><STRONG><U>INTERVENTI:</U><BR><BR>Enrico Pianetta</STRONG><BR>presidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele<BR><BR><STRONG>Ghideon Meir</STRONG><BR>ambasciatore Israeliano in Italia <BR><BR><STRONG>Franco Frattini<BR></STRONG>ministro degli Affari Esteri <BR><BR><STRONG>Gerald Steinberg</STRONG><BR>professore Universit&#224; di Bar-Ilan, Israele, Centro di monitoraggio delle Ong per i diritti umani (Ngo-monitor.com)<BR><BR><STRONG>Piero Ostellino</STRONG><BR>editorialista "Corriere della Sera" <BR><BR><STRONG>Fiamma Nirenstein</STRONG><BR>vicepresidente Commissione Affari Esteri della Camera <BR><BR><STRONG>Gianni Vernetti</STRONG><BR>vicepresidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele <BR><BR><STRONG>Interventi dalla sala<BR><BR></STRONG>Domenica 15 marzo all'1:00 di notte andr&#224; in onda, all'interno&nbsp;del programma "Sorgente di Vita" (Rai 2), un servizio dedicato a "Durban 2" e al convegno dell'Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele.<BR>Repliche: luned&#236; 16 marzo sempre all'1:00 di notte e luned&#236; 23 marzo alle 9:30 del mattino.<BR><BR><STRONG>[CONTINUA...]</STRONG><BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2124&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Per l&#8217;Iran Hillary ha una carta</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2123&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 7 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Panorama</EM>, 9 marzo 2009, pag. 108</STRONG><BR><BR>Il messaggio giunto dall&#8217;Iran in questi ultimi giorni, persino quando finge uno spunto diplomatico (&#171;Parleremo con Obama, ma solo quando gli Usa ci mostreranno rispetto&#187; dice Mahmoud Ahmadinejad), &#232; chiaro: &#171;Siete tutti fuori tempo massimo&#187;. L&#8217;annuncio che la Russia ha completato il reattore di Busher, il satellite caricato su missili che possono condurre una bomba atomica a ogni latitudine, l&#8217;annuncio esplicito del capo dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;energia atomica Gholamreza Aghazad (&#171;L&#8217;America deve guardare la realt&#224; in faccia e accettare di vivere con un Iran nucleare&#187;), gli interrogativi sull&#8217;acquisto del sistema russo di difesa S300, il lento risveglio dell&#8217;Iaea di Mohamed el-Baradei, oltre agli avvertimenti (&#171;&#200; fatta purtroppo&#187;) degli esperti americani e israeliani...<BR>Si prospettano solo due ipotesi: o il mondo &#232; pronto a vivere con la minaccia del paese integralista islamico che ritiene indispensabile dominare il mondo, oppure qualcuno deve fare qualcosa. George W. Bush fu bloccato dal proclama del National intelligence estimate (il coordinamento delle 16 agenzie di spionaggio Usa), che riteneva, erroneamente, interrotto l&#8217;arricchimento atomico. Ora Barack Obama spera di riuscire a parlare con l&#8217;Iran.<BR>Israele, come ha recentemente detto il ministro della Difesa Ehud Barak, &#171;non esclude alcuna opzione&#187;. Ma &#232; chiaro che la gestione Obama non invita ad agire. Comunque, per trattenere Israele ci sono varie strategie. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2123&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Italy pulls out of &#8220;Durban 2&#8221; conference</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2122&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 4 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><I>Statement by&nbsp; Fiamma Nirenstein, Vice-president, Committee on Foreign Affairs, Italian Chamber of Deputies</I><BR><BR>Italy&#8217;s decision to pull out of the forthcoming UN conference against racism, which is set to be held in Geneva on April 20-24, fills me with pride and satisfaction. This is in fact a courageous decision. It is&nbsp;the first coming from a European country, after those of Canada, Israel and the USA. We hope this decision will lead the way to a joint European position, against a conference that seeks to elevate&nbsp;anti-democratic and anti-Semitic hatred.<BR><BR>The decision taken by the Minister of Foreign Affairs Franco Frattini not only completes, but also puts into effect the <A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2121"><B>resolution which, under our initiative, was voted on unanimously</B></A> by the Italian Parliament on December 4, 2008 - the first time a country in Europe has taken such action. The resolution bound the Government to monitor &#8220;Durban 2&#8221; preparatory process. The documents formulated during this process have confirmed the worst expectations: as for the first Durban conference in 2001, Israel is being again slandered and defined as a racist state of apartheid, while every other effective case of racism and discrimination is being completely ignored.<BR><BR>Italy has kept its promise: it will not take part in an initiative spreading anti-Semitic hatred; and moreover, one that is promoted by the United Nations, which is unable to manage and monitor such hatred adequately. This gesture by the Italian Government is an important contribution in that it attempts to rescue the UN from the hands of those countries that - like in this case Iran, Libya and Cuba, who are among the States involved in the preparatory process of Durban 2 &#8211; are holding this institution hostage with their partisan and discriminatory positions.<BR><BR>On March 12, we will hold a conference in the Italian Parliament, promoted by the Italy-Israel Parliamentary Friendship Association, that will host lectures by the Minister of Foreign Affairs Franco Frattini, Prof. Gerald Steinberg (Bar-Ilan University, Director of Ngo-Monitor), Pierluigi Battista (Deputy Director, <EM>Corriere della Sera</EM>), Piero Ostellino (columnist, <EM>Corriere della Sera</EM>) and the board of the Italy-Israel Parliamentary Friendship Association (Enrico Pianetta, President, Rossana Boldi and Gianni Vernetti, Vice-presidents and me).</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2122&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Razzismo: No dell&#8217;Italia a Durban 2</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2120&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 4 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><B><I>Il Giornale</I>, 6 marzo 2009</B><BR><BR>L&#8217;Italia non andr&#224; alla infame conferenza detta Durban 2 cosiddetta&#171;contro il razzismo&#187;. L&#8217;ha annunciato ieri il ministro Franco Frattinialla ministra israeliana Tzipi Livni ed &#232; una notizia che far&#224; dabattistrada al resto d'Europa, da dove, timidamente (dalla Francia,dall&#8217;Olanda) nei giorni scorsi, gi&#224; si levavano voci di sdegno perl&#8217;antisemitismo plateale del documento preparatorio.<BR>Frattini ha anche annunciato di aver cancellato per ora il suo previstoincontro con il ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki, dopole parole di negazione della Shoah ripetute a Teheran mercoled&#236;.<BR>Stati Uniti,Canada e Israele erano per ora i soli Stati che avevano avuto ilcoraggio didire &#8220;no&#8221; a un documento di linee programmatiche ispirato dai paesiislamici, specie dalla Libia e dall&#8217;Iran, presidente e vicepresidentedel comitato preparatorio, che di nuovo inchiodava Israele all&#8217;anticoslogan del 1975 che fu risoluzione dell&#8217;Onu poi cancellata: sionismoeguale razzismo.<BR>La conferenza che si terr&#224; a Ginevra su iniziativa dell&#8217;Onu a met&#224;aprile, pur dichiarandosi contro il razzismo, porta ancora invece quell&#8217;indelebile marchio di antisemitismo eantiamericanismo che nei giorni della prima conferenza, tenutasi aDurban all&#8217;inizio del settembre 2001, fu la rivelazione ideologicadell&#8217;odio che port&#242; subito dopo all&#8217;11 settembre. [...]</P>
<P><FONT size=3><B>Italy pulls out of &#8220;Durban 2&#8221; conference</B></FONT><BR><BR><I>Statement by&nbsp; Fiamma Nirenstein, Vice-president, Committee on Foreign Affairs, Italian Chamber of Deputies</I></P>
<P><B>March 5, 2009</B><BR><BR>Italy&#8217;s decision to pull out of the forthcoming UN conference against racism, which is set to be held in Geneva on April 20-24, fills me with pride and satisfaction. This is in fact a courageous decision. It is&nbsp;the first coming from a European country, after those of Canada, Israel and the USA. We hope this decision will lead the way to a joint European position, against a conference that seeks to elevate&nbsp;anti-democratic and anti-Semitic hatred.<BR><BR>The decision taken by the Minister of Foreign Affairs Franco Frattini not only completes, but also puts into effect the <A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2121"><B>resolution which, under our initiative, was voted on unanimously</B></A> by the Italian Parliament on December 4, 2008 - the first time a country in Europe has taken such action. The resolution bound the Government to monitor &#8220;Durban 2&#8221; preparatory process. The documents formulated during this process have confirmed the worst expectations: as for the first Durban conference in 2001, Israel is being again slandered and defined as a racist state of apartheid, while every other effective case of racism and discrimination is being completely ignored.<BR><BR>Italy has kept its promise: it will not take part in an initiative spreading anti-Semitic hatred; and moreover, one that is promoted by the United Nations, which is unable to manage and monitor such hatred adequately. This gesture by the Italian Government is an important contribution in that it attempts to rescue the UN from the hands of those countries that - like in this case Iran, Libya and Cuba, who are among the States involved in the preparatory process of Durban 2 &#8211; are holding this institution hostage with their partisan and discriminatory positions.<BR><BR>On March 12, we will hold a conference in the Italian Parliament, promoted by the Italy-Israel Parliamentary Friendship Association, that will host lectures by the Minister of Foreign Affairs Franco Frattini, Prof. Gerald Steinberg (Bar-Ilan University, Director of Ngo-Monitor), Pierluigi Battista (Deputy Director, <EM>Corriere della Sera</EM>), Piero Ostellino (columnist, <EM>Corriere della Sera</EM>) and the board of the Italy-Israel Parliamentary Friendship Association (Enrico Pianetta, President, Rossana Boldi and Gianni Vernetti, Vice-presidents and me).</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2120&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Frattini su Durban 2: &quot;non si pu&#242; negoziare il non negoziabile&quot;</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2119&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 8 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>E' anche con queste parole che il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha ieri motivato, di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato riunite, la decisione dell'Italia di ritirarsi dal processo di revisione di Durban, ovvero la prossima conferenza dell'Onu contro il razzismo che si terr&#224; ad aprile a Ginevra e che tutti conosciamo come "Durban 2".<BR>Un comunicato sul sito del Ministero degli Esteri, che riporto qui sotto, approfondisce la questione. Ma per avere un quadro completo su cosa si nasconda dietro la facciata della "lotta contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l&#8217;intolleranza", ovvero i presunti obiettivi del processo di Durban, vi invito ancora una volta a partecipare oggi al convegno che promuoviamo come Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele e che si terr&#224; alle ore 16:00, alla Sala Capitolare del Senato (Piazza della Minerva 38).</P>
<P align=left>Sono arrivate moltissime richieste di accredito e vi ringrazio per questo.<BR>A pi&#249; tardi!<BR><BR><STRONG><A href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Approfondimenti/2009/03/20090311_ConferenzaDurban.htm">Conferenza Durban: le ragioni di un "no"</A><BR></STRONG><BR>11 Marzo 2009<BR><BR>La decisione del Governo italiano di ritirarsi dai negoziati in corso a Ginevra sul documento preparatorio alla Conferenza di revisione di Durban che si terra&#8217; dal 20 al 24 aprile con il titolo "United Against racism: dignit&#224; and justice for all",&#232; stata dettata da un duplice ordine di ragioni. In particolare:<BR>&#8226; come nel 2001, di nuovo la questione israelo-palestinese fa capolino in diversi paragrafi del documento in discussione. Il documento negoziato sinora parla di &#8220;politica di discriminazione razziale nei confronti della popolazione palestinese&#8221;. Israele viene definita responsabile di praticare l&#8217;apartheid, la tortura e numerosi atti criminali che sarebbero in contrasto con i diritti umani. In definitiva, una &#8220;minaccia per la pace e la sicurezza internazionale&#8221;. <BR>&#8226; il documento sinora negoziato contiene anche riferimenti alla questione della &#8220;diffamazione religiosa&#8221;. Esistono gi&#224; le Convenzioni internazionali contro il razzismo. Occorre adoperarsi affinch&#233; siano pienamente applicate. Il governo italiano ritiene invece inopportuno parlare di &#8220;standard aggiuntivi&#8221;, che di fatto mirano ad introdurre nuovi limiti alla libert&#224; di espressione nell&#8217; ipotesi che sia una religione ad essere &#8220;diffamata&#8221;. La libert&#224; di espressione &#232; uno dei valori fondamentali della nostra civilt&#224; e della nostra cultura giuridica, secondo la quale sono gli individui, non le religioni, ad essere titolari di diritti. <BR>Su temi di questa importanza, profondamente condivisi da tutti i Paesi dell&#8217;Unione Europea, l&#8217;Italia ha voluto riaffermare in maniera molto chiara il proprio orientamento. Non &#232; un caso che tali temi siano stati definiti come &#8220;linee rosse&#8221; dell&#8217;Unione, che coincidono del resto con quelle delle altre democrazie occidentali, come ad esempio gli Stati Uniti. <BR>La precedente Conferenza (la terza) contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l&#8217;intolleranza si svolse a Durban dal 31 agosto all&#8217;8 settembre 2001 sulla base della risoluzione dell&#8217;Assemblea Generale ONU 52/111 del 1997.<BR>La Conferenza si concentr&#242; su cinque temi (cause e forme di razzismo; vittime; misure di prevenzione, educazione e protezione; misure di compensazione e di risarcimento; strategie per realizzare una piena ed effettiva eguaglianza) e si concluse, dopo un difficile dibattito, con l&#8217;adozione, per consenso, di una Dichiarazione e di un Programma d&#8217;Azione. Tali documenti riaffermano in linea generale principi concordati a livello internazionale e contengono una serie di misure da mettere in atto per rafforzare la lotta al razzismo. Al tempo stesso, la Conferenza affront&#242; anche temi fortemente controversi, come la questione mediorientale, il riconoscimento delle ingiustizie del passato (schiavit&#249;, tratta degli schiavi, colonialismo) e dei mezzi per compensarle o indennizzarle e l&#8217;identificazione delle vittime del razzismo e dei criteri di discriminazione.<BR><BR></P>
<P align=center><STRONG><FONT size=5></FONT></STRONG><FONT size=3><STRONG>Gioved&#236; 12 marzo 2009, ore 16:00</STRONG></FONT><BR>&nbsp;<BR><FONT size=3>Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele</FONT><BR>&nbsp;<BR>CONVEGNO<BR>&nbsp;<BR><STRONG><FONT size=4><EM>"Durban 2: una conferenza antisemita contro la democrazia"</EM></FONT></STRONG> <BR></P>
<P align=center><EM>Interverr&#224;:</EM></P>
<DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">&nbsp;</DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">On. Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri</DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">&nbsp;</DIV></DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center"><EM>Con:</EM></DIV>
<DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">&nbsp;</DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">Pierluigi Battista, Vicedirettore del Corriere della Sera</DIV>
<DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">Sen. Rossana Boldi, Vicepresidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele</DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente Commissione Affari Esteri della Camera</DIV></DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">Piero Ostellino, editorialista del Corriere della Sera</DIV></DIV>
<DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">Prof. Gerald Steinberg, Universit&#224; di Bar-Ilan, Israele,&nbsp;Centro di monitoraggio delle Ong per i diritti umani</DIV></DIV>
<DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">On. Gianni Vernetti, Vicepresidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele</DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">&nbsp;</DIV></DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center"><EM>Presiede:</EM></DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">&nbsp;</DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: center">On. Enrico Pianetta, Presidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele<BR><BR></DIV>
<DIV align=left><B>Senato della Repubblica<BR></B></DIV>
<DIV style="TEXT-ALIGN: left">Sala Capitolare presso il chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva<BR>Piazza della Minerva 38, Roma<I><BR>R.S.V.P (E' necessario accreditarsi per partecipare)<BR></I><A href="mailto:pianetta_e@camera.it" target=_blank>pianetta_e@camera.it</A><BR>393-8058906; 339-8804466<BR><BR><STRONG>Per gli accrediti stampa: fax 06/67062947 (Sala Stampa del Senato)<BR></STRONG><BR><STRONG><BR>MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA SU "DURBAN 2", PROMOSSE DALLA FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI DI AMICIZIA ITALIA-ISRAELE<BR><BR></STRONG>Per dire no al razzismo contro Israele e l'Occidente, in sostegno del convegno in Senato promosso dall'On. Fiamma Nirenstein, per ringraziare il Governo Italiano della decisione di NON partecipare alla conferenza razzista di Ginevra (Durban 2), gioved&#236; 12 marzo in 28 citt&#224; italiane - sedi di altrettante Associazioni Italia-Israele - si terranno manifestazioni informative.</DIV></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2119&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2119&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Presentata interrogazione sull'esclusione di Israele dai Giochi del Mediterraneo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2118&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 1 Mar 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Interrogazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a risposta orale in Aula</STRONG><BR><BR><STRONG><EM>Per sapere &#8211; premesso che<BR></EM></STRONG>&nbsp;<BR>Ai prossimi Giochi del Mediterraneo, che si terranno a Pescara dal 26 giugno al 5 luglio 2009, &#232; confermata l'esclusione degli atleti israeliani, cos&#236; come avviene sin dal 1951, anno di istituzione&nbsp; di questa manifestazione sportiva;</P>
<P>il mancato invito non solo della delegazione israeliana, ma anche di quella palestinese,&nbsp; danneggia la nostra azione di promozione della pace e dell&#8217;amicizia fra i popoli;<BR>&nbsp;<BR>la mancata partecipazione degli atleti israeliani costituirebbe, anche contro la nostra stessa intenzione, l&#8217;ennesima discriminazione dello Stato di Israele, imposta da paesi che non ne riconoscono il diritto all&#8217;esistenza e alla sicurezza e operano attivamente al suo isolamento sul piano internazionale;<BR>&nbsp;<BR>rispetto ai prossimi Giochi del Mediterraneo il nostro paese &#232; chiamato ad esercitare al meglio il ruolo di paese organizzatore e quindi ad assolvere al compito di assicurare la pi&#249; ampia partecipazione alle competizioni sportive; nondimeno, sull&#8217;Italia grava anche la responsabilit&#224; di non apparire, fosse pure indirettamente, complice di una discriminazione odiosa;<BR>&nbsp;<BR>n&#233; ragioni diplomatiche, n&#233; ragioni di sicurezza debbono indurre il nostro paese ad accettare come scontata un&#8217;esclusione che va al contrario rigettata come inammissibile, perch&#233; avalla la posizione di chi vuole delegittimare lo Stato d'Israele;</P>
<P>sono numerosi infatti i casi in cui, in modo direttamente discriminatorio, &#232; stata proibita da parte degli organizzatori la partecipazione alle competizioni sportive degli atleti israeliani: l&#8217;ultimo episodio &#232; stata la recente esclusione da parte degli Emirati Arabi Uniti della tennista Shahar Peer dal torneo Wta di Dubai, perch&#233; in possesso di passaporto israeliano; [...]<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2118&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Pregiudizio antiisraeliano </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2117&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 25 Feb 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Panorama</EM>, 26 febbraio 2009</STRONG><BR><BR>Che Hamas si dichiarasse subito schifato dai risultati delle elezioni israeliane, anzi &#171;sioniste&#187;, non pu&#242; sorprendere. Fawzi Barhoum, esponente di Hamas, ha definito i risultati &#171;la dimostrazione del sostegno di Israele per un governo estremista guidato da una troika del terrorismo&#187;, intesa come Benjamin Netanyahu, Tzipi Livni e Avigdor Lieberman. Osama Hamdan, un altro alto dirigente, ha detto che &#171;ambedue le parti (Netanyahu e Livni) agiscono contro Hamas, contro i palestinesi&#187; e che la differenza fra &#171;Bibi&#187; e Tzipi &#232; questa: il primo lo fa &#171;in modo indifendibile da chiunque&#187;, la seconda &#171;pi&#249; delicatamente, cos&#236; da poter essere difesa dall&#8217;Occidente e dagli Stati Uniti&#187;.<BR>Fin qui nessuna sorpresa. Ma fa specie che Sa&#8217;eb Erakat, il pi&#249; classico fra i negoziatori di Al-Fatah, abbia deciso che &#171;considerer&#224; il prossimo governo un non partner&#187;. Per questi motivi: &#171;Nessuno dei governi che possono uscire da queste elezioni accetter&#224; la soluzione di due stati per due popoli&#187;. Ma come, non hanno detto ambedue che &#232; una soluzione a cui guardare con fiducia, sia pure con sfumature diverse? Il fatto &#232; che la delegittimazione di qualsiasi governo come partner di pace, il disprezzo degli israeliani, &#232; una carta da giocare sul fronte interno, dove Al-Fatah cerca sempre simpatie nella zona di Hamas (che invece lo ritiene un traditore), ma anche un alibi per evitare la strada del compromesso e della messa al bando del terrorismo. &#200; anche una specie di riflesso condizionato, tanto che gi&#224; prima che fossero aperte le urne i giornali arabi prevedevano risultati spaventosi, legati soprattutto alla figura di Avigdor Lieberman e alla crescita del suo partito. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2117&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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<item>
    <title>Quando antirazzismo fa rima con antisemitismo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2116&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 28 Feb 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 1 marzo 2009</b><br>
<br>
Obama non ci andr&#224;, ed &#232; una grande notizia. Chi c&#8217;era, come &#232; capitato
a questa cronista, sa che cosa &#232; stato e quanto sia importante che gli
Usa abbiano fatto la cosa giusta. A Durban, in Sud Africa, nel 2001,
giusto alla vigilia dell&#8217;11 settembre, la scena stessa era paradossale:
una selva di follie antiamericane e antisemite celebrava quella che
avrebbe dovuto essere una conferenza contro il razzismo... Cortei di
Ong che affiancavano la conferenza dell&#8217;Onu marciavano sotto ritratti
di Bin Laden urlando slogan jihadisti e bruciando bandiere americane,
se appariva un ragazzo che indossava una kipp&#224; la caccia all&#8217;uomo si
faceva inseguimento; nei corridoi dello stadio, sede delle Ong, poco
lontano dal Palazzo dei Congressi, si distribuivano volantini in cui
gli israeliani venivano chiamati nazisti, gli americani boia e
sfruttatori; Israele era divenuto uno Stato di apartheid con astuto
riferimento al Sud Africa in cui ci trovavamo.<br>
Nei corridoi del palazzo dei congressi le folle dei giornalisti
seguivano Arafat, Fidel Castro, Mugabe, che nei loro interventi
disegnavano un mondo in cui la giustizia era dipinta alla rovescia, i
diritti umani seguivano lo schema dello scontro &#8220;antimperialista&#8221;, il
dittatore Mugabe diventava un santo protettore dei figli degli schiavi
deportati dall&#8217;Occidente capitalista (per carit&#224;, mai dagli arabi), e
ora reclamanti risarcimenti dagli Usa per i loro regimi oppressivi.
Israele era senz&#8217;altro definito come un&#8217;entit&#224; del tutto illegittima,
avida di sangue, la costruzione di uno Stato ebraico, espressione della
volont&#224; nazionale del popolo ebraico eguale a ogni altro popolo e
approvata da tutto il mondo, un muro di apartheid pari a quello che
aveva separato bianchi e neri in Sud Africa fino alla rivoluzione di
Mandela. Il terrorismo appariva una legittima, addirittura
indiscutibile lotta per la libert&#224;. La delegazione canadese fu la prima
ad andarsene, poi seguirono, incerti e stupefatti, Israele e gli Usa. [...]<br>
</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2116&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2116&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>&quot;Durban 2&quot;, Obama dice no. Ora sta a noi: convegno il 12 marzo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2115&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 27 Feb 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2115&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Durban.jpg" alt="&quot;Durban 2&quot;, Obama dice no. Ora sta a noi: convegno il 12 marzo" title="&quot;Durban 2&quot;, Obama dice no. Ora sta a noi: convegno il 12 marzo" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR><BR>possiamo essere molto contenti, gli Stati Uniti non andranno a Ginevra il prossimo aprile per la conferenza detta &#8220;Durban 2&#8221;. Voi tutti sapete di che cosa si tratta, una falsa conferenza contro il razzismo e di fatto una conferenza razzista contro Israele. Mi limiter&#242; a ricordare quando, mentre mi trovavo nella citt&#224; del Sud Africa nel 2001, gli ebrei con la kipp&#224; venivano aggrediti da cortei che marciavano sotto immagini di Bin Laden, e gli slogan antiamericani e&nbsp;il rogo delle bandiere si mescolavano con i cori, i documenti, le dichiarazioni in cui Israele era definita &#8220;razzista&#8221;, &#8220;uno stato di apartheid&#8221;, un ragime nazista persecutore dei Palestinesi.<BR>L&#8217;onda lunga di quella conferenza ancora si sente, la delegittimazione che ne usc&#236; fece di Israele un paese mostruoso, indegno di vivere perch&#233; si pone fuori dagli standard della morale contemporanea proprio in quanto Stato degli ebrei. I dittatori attaccavano i democratici, i paesi Judenrein quelli in cui tutte le razze e le religioni hanno diritto all&#8217;eguaglianza: era un mondo alla rovescia, in cui i dittatori Mugabe, Arafat, Fidel Castro erano gli eroi, un mondo che ha dato il via a un antisemitismo senza limiti, quello genocida di Ahmadinejad che contagia il mondo intero.<BR>Questo rifiuto di Obama segna un grande punto a favore della verit&#224; su Israele, anche se sappiamo che la battaglia&nbsp;&#232; lunga e tutta davanti a noi. Adesso dobbiamo dire ai Paesi europei, e all&#8217;Italia innanzitutto, che l&#8217;onore stesso della cultura dei diritti umani ci proibisce di andare a quell&#8217;incontro. La scelta degli USA ci incoraggia, gli inviati americani hanno detto che il testo della dichiarazione finale in preparazione in questi giorni si era trasformato da cattivo a pessimo. Tzipi Livni ha aggiunto che&nbsp;&#232; un testo intessuto di pregiudizi antisemiti. Lo stesso&nbsp;ribaltamento della concezione di diritti umani ha forgiato l&#8217;immagine di Israele nei giorni della guerra di Gaza.<BR>Sta a noi ristabilire la verit&#224;. Per questo, come Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele,&nbsp;stiamo preparando&nbsp;un convegno che si terr&#224; il&nbsp;12 marzo, alle&nbsp;ore&nbsp;16:00,&nbsp;in Parlamento e dove interverranno anche il Ministro Frattini e il professore Gerald Steinberg, esperto di diritto internazionale e da anni attivo nel monitoraggio del processo di preparazione di "Durban 2". A breve tutti i dettagli, intanto: <STRONG>SAVE THE DATE</STRONG>.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2115&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2115&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Il no della Livni a Netanyahu</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2114&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 22 Feb 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 23 febbraio 2009<BR><BR></STRONG>Incontro all&#8217;Hotel Inbal nel pomeriggio gerosolimitano, una specie di convegno sull&#8217;uscio di casa, niente pompa e c