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  <title>Fiamma Nirenstein.com</title>
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  <category>Home page Blog</category>  
  <description>Il blog di Fiamma Nirenstein</description>
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  <copyright>Copyright (c) 2010 Fiammanirenstein.com</copyright>
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  <lastBuildDate>Fri, 3 Sep 2010 05:09:16 GMT</lastBuildDate>
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    <title>Lettera all'Onu per fermare la lapidazione di Sakineh e liberarla</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 31 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2425&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/sakine-stopstoning.jpg" alt="Lettera all'Onu per fermare la lapidazione di Sakineh e liberarla" title="Lettera all'Onu per fermare la lapidazione di Sakineh e liberarla" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>stiamo raccogliendo le adesioni delle parlamentari italiane a questa lettera, che invieremo alla Commissione dell'Onu per la Condizione Femminile, dove l'Iran, nel maggio scorso, ha ottenuto un seggio per acclamazione:<BR><BR><EM>All&#8217;attenzione della Commissione delle Nazioni Unite per la Condizione Femminile</EM></P><P><EM>E per conoscenza:<BR>all&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Sig.ra Navanethem Pillay</EM></P><P><BR><STRONG><U>URGENTE: FERMARE LA LAPIDAZIONE DI SAKINEH MOHAMMADI ASHTIANI</U></STRONG></P><P>Le parlamentari della Camera e del Senato della Repubblica Italiana, a nome del popolo italiano, chiedono solennemente alla Commissione Onu per la Condizione Femminile di farsi interprete di fronte alle autorit&#224; iraniane della nostra decisa richiesta di cancellare ufficialmente la condanna alla lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, cittadina iraniana accusata di adulterio, nonch&#233; di liberarla dal carcere. Sakineh da quattro anni &#232; detenuta nel carcere di Tabriz, dove sono recluse altre donne in attesa della medesima pena, tra loro anche minorenni. Chiedere oggi la liberazione di Sakineh significa intercedere per ogni donna che rischia di subire la stessa ingiusta e disumana sorte in base a una legge che riteniamo barbarica.<BR>Ricordiamo che nel maggio scorso l'Iran &#232; stato ammesso a far parte della Commissione dell'Onu per la Condizione Femminile e chiediamo quindi che, alla luce di quanto sta succedendo e succede da anni in quel Paese, tale decisione venga rivista. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2425&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Zitti, parla Teheran. Insulti alla Bruni e nessuno s&#8217;indigna</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2424&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 30 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 31 agosto 2010<BR><BR></STRONG><EM>I giornali iraniani danno della &#171;prostituta&#187; alla signora Sarkozy. La sua colpa: essersi schierata contro la lapidazione di Sakineh.<BR></EM><BR>In altri tempi sarebbe stata una dichiarazione di guerra: non si &#232; mai dato di prostituta alla moglie di un re, di un primo ministro o un presidente di un Paese straniero, e nemmeno all&#8217;anima gemella di un qualsiasi uomo di onore senza che, nella storia e nella letteratura, questo creasse reazioni di sdegno popolare, diplomatico, ritiro di ambasciatori, duelli, cazzotti&#8230;<BR>Invece Carla Bruni, per aver difeso la vita di Sakineh Mohammadi Ashtian, la donna iraniana condannata alla lapidazione, dicendo che &#171;la Francia non abbandoner&#224; la signora Mohammadi Ashtiani madre di famiglia di 43 anni&#187; si &#232; vista trattare da &#171;prostituta&#187; prima da un giornale conservatore di Teheran, Kayhan, poi da un sito internet vicino al governo, e infine dalla televisione iraniana, senza nessuna reazione significativa, n&#233; diplomatica, n&#233; personale. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2424&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L'Iran continua a lapidare le donne e siede nella commissione Onu per la tutela delle donne</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2423&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 18 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Iran, Nirenstein: lapidazione per adulterio e tutela delle donne all'Onu incompatibili <BR><BR><EM>Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</EM></STRONG> </P>
<P>19 agosto 2010 - Aderisco all'appello lanciato oggi dalle pagine del Corriere della Sera dal filosofo Bernard Henry Levi per salvare la vita a Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio.<BR>Solo nel 2010, in Iran sono state eseguite gi&#224; 160 condanne a morte. Nella prigione di Tabriz, la stessa dove &#232; reclusa da ormai quattro anni Sakineh, si trovano altre donne in attesa della medesima condanna, e tra loro anche minorenni. Sakineh Ashtiani, come denuncia il suo avvocato, dopo aver subito la pena della fustigazione davanti a uno dei suoi figli, &#232; stata costretta a una confessione pubblica anche in concorso in omicidio, per poter accelerare l'iter dell'esecuzione capitale, che potrebbe avvenire anche tra pochi giorni. <BR>Alla luce di tutto cio' e' ancora piu' paradossale pensare che da maggio l'Iran, dopo aver fallito nell'ottenere un seggio nel Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu, &#232; stato eletto membro della Commissione per lo Status delle Donne. <BR>C'&#232; da chiedersi fino a quando il mondo sopportera' le incredibili violazioni di diritti umani commesse quotidianamente dall'Iran e la sua aggressivit&#224;, considerato anche che prosegue con velocit&#224; sempre piu' accettata la costruzione della bomba atomica.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2423&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Israele far&#224; accordi soltanto quando l&#8217;odio avr&#224; un freno</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2422&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 21 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 22 agosto 2010</b><br>
<br>
<i><br>
I negoziati inizieranno il 2 settembre, ma la storia insegna che in passato i ritiri territoriali non hanno portato sicurezza</i>.<br>
<br>
Ok, che inizino dunque il 2 settembre i negoziati fra israeliani e 
palestinesi che Obama e Hillary Clinton hanno annunciato: non si pu&#242; che
 essere contenti di questa nuova speranza di accordo che secondo la 
Clinton dovrebbe essere raggiunto in un anno. Netanyahu e Abu Mazen non 
possono che preparare le valigie per Washington, verso questa nuovo 
photo-opportunity; il premier israeliano dovr&#224; intanto accettare di 
bloccare di nuovo le costruzioni sia negli insediamenti sia a 
Gerusalemme; Abu Mazen dovr&#224; accettare di pessimo umore un invito in cui
 non crede. Anche perch&#233; sa che un milione e mezzo di palestinesi non 
risponde al suo governo n&#233; al potere di Fatah. Pieni di paura o di 
fanatismo, sono i sudditi di Hamas a Gaza, e Hamas ha gi&#224; dichiarato 
guerra ai nuovi colloqui. I palestinesi rispondono a due poteri, e 
fingere che Abu Mazen possa disporre di tutti quanti, ignora il nuovo 
ordine stabilito in medio oriente da una presenza iraniana che foraggia,
 esercita, arma l&#8217;organizzazione terroristica che domina Gaza proprio 
per lo scopo opposto di quello di Obama: fare la guerra, non la pace.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2422&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Un&#8217;altra vittoria per i terroristi di Al Qaida</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2421&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 14 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><B><I>Il Giornale</I>, 15 agosto 2010</B><BR><BR>&#200; pi&#249; forte di lui: il 70% degli americani non vuole la moschea aGround Zero. La sua politica, dopo essere apparsa &#171;foriera di speranze&#187;al 51% degli arabi, &#232; declinata al 16. Tuttavia, Barack Obama non pu&#242;fare a meno di sognare la pace universale: sin dalla sua nascita, sipotrebbe dire, sin dai primordi della sua educazione politica e poi deisuoi passi come presidente, con il discorso del Cairo, l&#8217;inchino al resaudita, la critica inusitata allo Stato d&#8217;Israele, la mano tesa finoai crampi verso un Iran che adesso nonostante le sanzioni, ricever&#224;, il21 di agosto, la benzina nucleare russa per procedere verso la Bomba,ha sempre avuto un disegno, nobile quanto inutile. Essere iscrittonella storia americana come il grande presidente che riusc&#236; a creareun&#8217;amicizia, o almeno una tregua, con l&#8217;islam. Un Kennedy che invecedella grande conquista dell&#8217;integrazione dei neri, realizzi un rapportopositivo con l&#8217;islam, in patria e fuori. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2421&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Quei ragazzini super tecnologici che proteggono i cieli di Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2420&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 12 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 13 agosto 2010<BR><BR></STRONG><EM>Hanno poco pi&#249; di vent&#8217;anni, vivono in un bunker, sorvegliano 24 ore su 24 il Medio Oriente. Da schermi che vedono il futuro.</EM><BR><BR>Biranit (Israele) - La vetta di una montagna dove Israele, Libano, Siria, si toccano senza simpatia. Una piccola passeggiata in mezzo a sassi e cespugli dopo un cancello scorrevole guardato da un ragazzo stanco e bruciato dal sole che controlla bene chi sei. E poi qualche vecchia baracca di legno spellata dal vento, fra i cespugli spinosi e i sassi. &#171;Forza - dice Tzachi, 26 anni, occhi allegri color nocciola - sali su...&#187;. Una scala di ferro fra gli alberi appoggiata a una specie di vagone verniciato di nero, e poi una porta con un maniglione. E sei dentro, al buio, in un piccolo antro dove a malapena si sta in piedi. Gli occhi si abituano dopo il sole accecante, e vedi una quantit&#224; di stelline verdi in movimento inquadrate negli schermi della pi&#249; incredibile tecnologia. Due lunghi ragazzini di leva, riccioli e brufoli e voce ancora stonata, controllano seduti al buio nello spazio di un metro tre schermi, quello nel mezzo mostra una mappa di tutti i colori. Il Medio Oriente. Gli altri due scrutano al centimetro, 24 ore al giorno, il cielo del nemico, qualsiasi cosa si muova dalla Siria e nel resto delle vicinanze. Ecco guarda, dice Tzachi, e mostra un punto verde a luce intermittente: &#171;Questo lo conosciamo bene, atterra a Damasco sempre alla stessa ora. Nessun problema. Ma se laggi&#249; si muovesse qualcosa di diverso, di nuovo, un aereo, un missile, non importa quanto piccolo, se venisse verso di noi, allora sentiresti subito una sirena. Centottanta soldati, 90 delle riserve e 90 di leva, si muoverebbero tutti insieme. E ognuno sa esattamente cosa deve fare. Ora ti mostro&#187;. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2420&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>I nemici di Hamas assassinati e gettati in mare</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2419&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 8 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale,</EM> 9 agosto 2010<BR><BR></STRONG><EM>Sulla spiaggia di Gaza riaffiorano i corpi delle vittime di un acerrimo regolamento di conti tra le fazioni. Il movimento islamista al potere consolida con la violenza la propria posizione: chi si oppone viene eliminato.</EM><BR><BR>La calda, affollata spiaggia di Gaza cinque anni fa, al momento dello sgombero, era per i proprietari degli alberghi e dei ristoranti affacciati sulla sabbia la rappresentazione della vita dopo gli israeliani: turismo in costume da bagno, giornalisti che si abbronzano e fanno la siesta sulle sdraio mentre gli asinelli sospinti dai ragazzini giocano con la schiuma del Mediterraneo. Per i camerieri, pesce fresco da spinare in cambio di buone mance. Il mare, orlato da palme ed edifici moderni per il turismo. Sarebbe dovuto andare cos&#236;. Ma sin dal primo momento, quando Hamas prese il potere, quella spiaggia &#232; stata percorsa da rivoli di sangue, sovente sangue di fratelli palestinesi invisi al potere assoluto dell&#8217;organizzazione integralista. Uscire di metafora &#232; troppo facile: dalle voci dei palestinesi locali, spaventati e confusi, si sa che &#232; molto frequente l&#8217;affiorare di corpi riportati dalle onde sulla spiaggia. I giornali riportano spesso un&#8217;ecatombe di affogati, ma si sa che non &#232; colpa solo del mare: spesso quei morti hanno anche una pallottola in testa, e fra di loro si trovano personaggi della nomenclatura,&nbsp;burocrati del ministero degli Interni, ufficiali della polizia e degli uffici di sicurezza che Hamas ha piazzato ovunque. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2419&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Venti di guerra tra Israele e Libano</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2418&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 3 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 4 agosto 2010<BR><BR></STRONG><EM>Convocato il Consiglio di sicurezza. Il premier Netanyahu: &#171;Il governo di Beirut &#232; responsabile&#187;. Hezbollah minaccia: &#171;La prossima volta spareremo anche noi&#187;</EM><BR><BR>L&#8217;incidente pi&#249; grave che il confine israelo-libanese abbia conosciuto dalla guerra del 2006 e che ha causato un morto israeliano pi&#249; un ferito grave e quattro morti libanesi, ha qualcosa di surreale: un attacco a fuoco da parte dell&#8217;esercito libanese, non di Hezbollah, di cui &#232; difficile vedere le ragioni se non in una crisi d&#8217;odio tipica del conflitto arabo-israeliano, o in un piano molto sofisticato che promette guerra. Le guerre qui nascono fra i cespugli delle montagne e la polvere di strade sterrate con spari e rapimenti inaspettati. Cos&#236; fu il 12 luglio del 2006 vicino a Zarit; stavolta, e speriamo non sia guerra, a met&#224; della caldissima giornata di ieri, l&#8217;esercito libanese ha reagito con l&#8217;artiglieria alla presenza di una pattuglia israeliana in una delle enclave vicino al kibbutz Misgav haAm, fra la linea blu, il confine stabilito dall&#8217;Onu, e la barriera di sicurezza israeliana: nelle enclave Israele ha il permesso di entrare, ma data l&#8217;incertezza dell&#8217;appartenenza, entrarvi &#232; sempre un rischio, come si &#232; visto in un simile incidente nel 2007. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2418&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Risposta all'interrogazione sulla Ong IHH </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2417&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 1 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>gioved&#236; scorso ho ricevuto una risposta dal goveno sulla richiesta di adoperarsi perch&#233; l'IHH (Insani Yardim Vakfi, ovvero la Ong turca che ha organizzato la spedizione tutt'altro che pacifica della Mavi Marmara lo scorso maggio) sia messa fuori legge. La risposta del sottosegretario Alfredo&nbsp;Mantica in Commissione Estera &#232; stata prudente ma abbastanza positiva e io a mia volta ho risposto di non essere d'accordo con la sua posizione.<BR>In generale comunque la questione &#232; stata posta, &#232; agli atti della Camera ed &#232; stata presa molto sul serio cambiando cos&#236; completamente i termini&nbsp;della vicenda della flottiglia e anche quelli del suo rapporto con la Turchia, che infatti &#232; stato trattato nel contesto della risposta. Il punto base del governo era che l'origine dell'organizzazione &#232; umanitaria, che essa si ritrova in Bosnia e che &#232; molto difficile rintracciare tutti gli elementi che la consegnano senza ombra di dubbio all'ambito terroristico. Tuttavia Mantica ha ammesso che ci sono molti elementi oscuri e problematici e ha ripetuto, come riporto nell'interrgazione, che la Germania ha espulso l'IHH, senza commenti.<BR>Collegando il tema dell'IHH a quello della Turchia senza tuttavia esserne richiesto, Mantica ha detto che qui sono sopravvenuti altri nuovi problemi, che la Turchia si &#232; assunta un ruolo nuovo in Medio Oriente, che &#232; grave la sua rottura con Israele ed evidente il suo nuovo atteggiamento islamista, che l'Europa ha le sue colpe a causa della lunga sospensione dell'ammissione in Europa e che l'Italia far&#224; di tutto per restaurare un rapporto che riporti la Turchia all'antico ruolo di interlocutore dell'Europa,&nbsp;moderato e mediatore con l'Islam.<BR>Ce la possiamo fare? Io ho sostenuto che la Turchia d&#224; segni di profondo distacco dall'antico binario e ho anche sottolineato come l'uso che fa della denigrazione e dell'azione anti-israeliana sia funzionale alla sua nuova relazione con l'Iran e alla ricerca di un ruolo in Medio Oriente. Sull'IHH, ho ripetuto che se non ci spicciamo a fermarla, ce la ritroverema su un'altra flottiglia con i medesimi intenti violenti e che la prossima potrebbe partire dall'Italia.<BR>Insomma, la questione &#232; stata ben ascoltata, presa in coniderazione e certo siamo uno dei pochi parlamenti in cui questo &#232; accaduto.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2417&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>La Siria impone a Beirut la &#171;stabilit&#224;&#187; iraniana</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2416&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 2 Aug 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 3 agosto 2010<BR><BR></STRONG>Niente suona pi&#249; futile della parola &#171;stabilit&#224;&#187; usata ad abbondanza dall&#8217;inusuale duo saudita siriano mostratosi in visita a Beirut la settimana scorsa: Hezbollah si frega la mani, mentre cadono missili terroristi su Eilat in Israele e su Aqaba in Giordania, mentre su Hamas piomba un missile che fa 24 feriti di probabile provenienza Hezbollah, mentre palestinesi e israeliani si agitano sulla eventuale ripresa di colloqui. E insieme, strana coppia, si presentano a Beirut Abdullah, il re saudita, e Bashar Assad, il presidente siriano, per una perorazione comune che secondo loro dovrebbe salvare il Libano: &#171;Chiediamo di non pubblicizzare le scoperte del tribunale incaricato di scoprire chi &#232; l&#8217;assassino di Rafik Hariri, pena uno scontro micidiale che travolger&#224; il Libano&#187;. Insomma: salviamo Hezbollah, principale fonte di instabilit&#224; a Beirut. Perch&#233; i due vengono insieme a tentare di bloccare le rivelazioni del tribunale di Antonio Cassese, dopo essersi gi&#224; incontrati gioved&#236; in un altro inconsueto appuntamento a Damasco per parlare fitto fitto prima della mossa libanese? [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2416&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ahmadinejad ha fatto il nido al Palazzo di vetro</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2414&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 28 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 29 luglio 2010</STRONG><BR><BR><EM>Nonostante le sanzioni pi&#249; volte votate dal Consiglio di sicurezza, l&#8217;Iran &#232; sempre pi&#249; attivo nelle principali organizzazioni delle Nazioni Unite. I casi limite della Commissione per lo status delle donne e del consiglio sulle armi chimiche.</EM></P>
<P>Dell&#8217;Onu, dei suoi paradossi, abbiamo gi&#224; pi&#249; volte tentato di ridere per non piangere, e tuttavia non si pu&#242; fare a meno di soffrire: nata per preservare il mondo da dittature, persecuzioni, guerre, &#232; divenuta spesso la pi&#249; ipocrita e aggressiva cassa di risonanza antioccidentale e antidemocratica. Causa ne sono le maggioranze automatiche cosiddette &#8220;non allineate&#8221; e islamiste. Adesso a misurare in maniera intelligente e particolare il danno ci aiuta la giornalista Claudia Rossett su Forbes, e lo diciamo per non derubarla del difficile computo da lei operato sulla presenza dell&#8217;Iran dentro le istituzioni dell&#8217;Onu. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2414&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Per Wikileaks la guerra &#232; un inferno? Sai che scoop</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2413&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 27 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 28 luglio 2010<BR><BR></STRONG>Forse le sole notizie contenute nei 92mila documenti di Julian Assange, il capo di Wikileaks,&nbsp;sono che i talebani hanno missili antiaerei attratti dal calore e anche i particolari di come l&#8217;Iran sostiene i talebani e Al Qaida, anche se in generale si sapeva anche questo. Per il resto, quello che si impara &#232; che la guerra &#232; un inferno, grazie tante, e che in Afghanistan tutto &#232; molto difficile. Il buon giornalismo rivela novit&#224;, rompe stereotipi, aiuta la verit&#224;. L&#8217;operazione Wikileaks contro la guerra in Afghanistan non fa niente del genere, al contrario, con questi 92mila documenti classificati (forse si classifica troppa roba) si nutre l&#8217;insistenza di chi vuole che gli Stati Uniti e i suoi alleati tornino a casa piuttosto che combattere la guerra mondiale contro il terrorismo. Il capo di Wikileaks l&#8217;ha detto chiaro e tondo: &#232; un modo di dire che la guerra in Afghanistan &#232; uno schifo. Insomma &#232; un&#8217;operazione prima ideologica che giornalistica. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2413&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Israele ora ha uno scudo che lo protegge dai razzi degli amici di Teheran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2411&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 22 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 23 luglio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Pronto il sofisticato sistema di difesa Iron Dome per difendersi dagli attacchi da Gaza e dal Libano<BR></EM><BR>L&#8217;arte della guerra &#232; un&#8217;avventura psicologica molto pi&#249; che tecnica; chi riesce a intraprendere le rivoluzioni necessarie, vince. E in genere, soltanto le democrazie riescono a mettersi in discussione fino a scavalcare tradizioni d&#8217;arma e gerarchie militari che impongono vecchi sistemi perdenti. Adesso, siamo di fronte a una rivoluzione strategica di valore globale. Tre giorni or sono su Israele &#232; stata virtualmente eretta una &#171;cupola di acciaio&#187;, Iron Dome, un sistema di difesa missilistico le cui due prime batterie saranno pronte a novembre. &#200; la risposta ai missili Kassam, Katiusha, Grad, Fajr e simili lanciati, con un raggio fino a 70 chilometri, da Gaza e da Hezbollah in Libano, ovvero i razzi a breve gittata che tengono i civili di Israele ostaggio ogni giorno dell&#8217;anno. &#200; la risposta al nuovo pericolo strategico immediato che si affianca, nel programma dell&#8217;Idf, l&#8217;esercito israeliano, al Magic Wand contro i missili a medio raggio, e l&#8217;Arrow, contro i missili a lungo raggio. [...]</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2411&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Presentata interrogazione per inserire l'IHH nella black list dell'Unione Europea</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2410&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 19 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera:</EM></P><P>&#8220;L'organizzazione turca IHH (Insani Yardim Vakfi), che ha organizzato la spedizione tutt'altro che pacifica della Mavi Marmara lo scorso maggio, ha tutte le caratteristiche storiche e operative per essere inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche europee ed &#232; per questo che ho presentato oggi una interrogazione in tal senso al Ministero degli Esteri, assieme ai colleghi Martino, Pianetta, Picchi, Malgieri e Polledri&#8221;. Lo dichiara in una nota l'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.</P><P>&#8220;La nostra iniziativa segue di pochi giorni due eventi importanti nella stessa direzione: la decisione della Germania, annunciata dal proprio Ministro dell'Interno Thomas de Maizier, di bandire l&#8217;IHH, presente sul proprio territorio con una sede a Francoforte, in quanto l'organizzazione &#8216;lotta contro il diritto all'esistenza di Israele&#8217; e &#8216;consciamente e deliberatamente supporta organizzazioni sotto il controllo di Hamas, o Hamas direttamente&#8217;. Il secondo fatto di grande rilievo &#232; l&#8217;appello rivolto al Presidente Obama da un gruppo bipartisan di 87 senatori americani, con la richiesta di inserire l'IHH nella lista USA delle organizzazioni terroristiche&#8221;.</P><P>&#8220;La definizione dell'Unione Europea di &#8216;terrorismo&#8217; - sottolinea Nirenstein - si riferisce a tutti gli individui, gruppi o entit&#224; che hanno commesso, tentano di commettere, o agevolano l'attuazione di atti terroristici. Con &#8216;atti terroristici&#8217; si intende anche &#8216;la partecipazione alle attivit&#224; di un gruppo terroristico, anche sotto forma di finanziamento o di fornitura di mezzi logistici&#8217;.<BR>&#8220;Stando a quanto emerso in particolare a seguito dei tragici eventi del 31 maggio, come ormai &#232; possibile leggere in numerosi rapporti, l'IHH mantiene stretti legami con Hamas, organizzazione inclusa nella black list europea dal 2003, e fa parte della &#8216;Union of Good&#8217;, una organizzazione ombrello islamica affiliata ai Fratelli Mussulmani, che nel 2008 &#232; stata a sua volta inserita dagli Stati Uniti nella propria black list&#8221;.</P><P>&#8220;L&#8217;IHH &#232; stata oggetto di diverse inchieste: negli anni '90 - continua Nirenstein - il governo turco allora in carica indag&#242; l'IHH per i suoi legami con Al Qaeda e per supporto della lotta armata in Afghanistan, Cecenia e Balcani. Nel 1997, una perquisizione delle sedi della presunta Ong turca port&#242; alla scoperta di armi, esplosivi e documenti che ne provavano il legame con gruppi terroristici. Negli Stati Uniti e in Francia l&#8217;IHH &#232; stata anche oggetto di indagini per coinvolgimento nel fallito attentato all&#8217;aeroporto di Los Angeles il 31 dicembre 1999&#8221;.</P><P>&#8220;Inoltre, il carattere islamista estremo dell'organizzazione IHH &#232; documentato da numerosi interventi inneggianti al martirio e alla distruzione di Israele; per esempio, gi&#224; nel febbraio 2009, durante una manifestazione a Gaza, il capo dell'IHH, B&#252;lent Yildirim, aveva auspicato il &#8216;martirio nel nome di Allah&#8217; contro l'embargo della Striscia; diversi militanti imabarcatisi sulla Mavi Marmara, prima di partire avevano dichiarato ai giornalisti che il loro scopo era il &#8216;martirio religioso&#8217;. Tutto quanto emerso da interviste, numerosi filmati e persino per ammissione di parenti o dai diari di alcune delle 9 vittime, conferma le intenzioni estreme e violente dell&#8217;operazione di IHH sulla flottiglia&#8221;.</P><P>&#8220;Per queste ragioni &#8211; conclude Nirenstein &#8211; ci siamo rivolti al Ministro degli Esteri per sapere quale sia la posizione del Governo italiano rispetto alla possibilit&#224; di includere l'organizzazione IHH nella lista delle organizzazioni terroristiche dell&#8217;Unione Europea&#8221;.</P><P>Segue il testo dell&#8217;interrogazione.<BR><BR>Leggi anche l'articolo sul Jerusalem Post: <A href="http://www.jpost.com/International/Article.aspx?id=182846"><STRONG>http://www.jpost.com/International/Article.aspx?id=182846</STRONG></A>&nbsp;[...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>IHH should be put in the EU terror list</FONT><BR><BR>Parliamentary question to&nbsp;the Minister of Foreign Affairs</STRONG><BR></P><P><EM>Whereas:</EM><BR><BR>The NGO called IHH ("Insani Yardim Vafki": Foundation for Human Rights and Freedoms and Humanitarian Relief), according to findings from several sources especially following the tragic events that occurred off the coast of Gaza on 31 May, maintains close ties with Hamas, which is included in the EU&#8217;s list of terrorist organizations since 2003;</P><P>IHH is one of the prominent members of the "Union of the Good,"&nbsp;an Islamic umbrella organization based in Saudi Arabia and affiliated with the Muslim Brotherhood, that on 2008 has been placed on the United State&#8217;s black list (under Executive Order 13224);</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2410&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>&quot;Il mondo deve capire che Israele &#232; un Paese come gli altri&quot;</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 18 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><A href="http://www.loccidentale.it/articolo/il+mondo+intero+deve+rendersi+conto+che+israele+%C3%A8+un+paese+come+gli+altri.0093547"><STRONG><EM>L'Occidentale</EM></STRONG></A><STRONG>, 19 luglio 2010</STRONG><BR><BR><STRONG>Intervista a Fiamma Nirenstein di Alma Pantaleo<BR></STRONG><BR><EM>Fin dalla sua nascita, Israele &#232; stata sotto tiro, nel mirino dei suoi nemici e sotto la lente d'ingrandimento della comunit&#224; internazionale. La <STRONG><A href="http://www.friendsofisraelinitiative.org/">&#8220;Friends of Israel Initiative&#8221;</A></STRONG> si pone invece come obiettivo di mostrare che lo Stato ebraico &#232; un Paese normale, una democrazia occidentale. Ne parliamo con Fiamma Nirenstein, vice-presidente della Commissione Affari Esteri della Camera, e fra i promotori della iniziativa.</EM></P><P><STRONG>Onorevole, cos'&#232; l&#8217;iniziativa &#8220;Friends of Israel&#8221;?</STRONG></P><P>L'iniziativa nasce per merito di Aznar che ha riunito un piccolo gruppo di amici che pensano tutti quanti una cosa molto precisa: &#232; l&#8217;ora di finirla con le bugie su Israele e sulla sua delegittimazione ed &#232; il caso che il mondo intero si renda conto che Israele &#232; un Paese come gli altri.</P><P><STRONG>Avete gi&#224; fatto qualche passo insieme?</STRONG></P><P><STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2403">L&#8217;editoriale uscito qualche giorno fa sul Wall Street Journal</A></STRONG> &#232; stato il nostro primo gesto comune e spiega che Israele &#232; un Paese democratico, occidentale, che ha tutto il dovuto rispetto per le minoranze, per la legge, per il libero mercato e soprattutto che viene fuori da una cultura che ha consentito lo sviluppo della democrazia. Una democrazia con un retroterra ricco di valori che appartengono alla tradizione giudaico-cristiana. E' giunto il momento di smetterla con la sua criminalizzazione e la sua delegittimazione. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2409&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2408&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 16 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>RIASCOLTA LA CONVERSAZIONE SETTIMANALE CON IL DIRETTORE DI RADIO RADICALE MASSIMO BORDIN:</STRONG></P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/307824?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>La ricomparsa improvvisa dello scienziato iraniano Shahram Amiri: spia iraniana o collaboratore con gli Usa? Pi&#249; probabile la prima versione,&nbsp;ovvero un doppio gioco a favore dell'Iran.<BR>Sempre sul fronte iraniano: nuove sanzioni bilaterali da parte degli Usa, in aggiunta a quelle decise con il Consiglio di Sicurezza del giugno scorso.<BR>La nuova posizione russa con le dichiarazioni di Medvedev circa l'avvicinarsi dell'Iran al potenziale per la realizzazione della bomba atomica.<BR><BR>Sul fronte turco: risentimento della Turchia verso gli Usa, in particolare dopo la vicenda della Mavi Marmara.<BR>Il ruolo dell'organizzazione turca IHH nella fase aggressiva avvenuta sulla nave.<BR>Il coinvolgimento della IHH in varie azioni terroristiche internazionali e i rapporti tra l'organizzazione e il partito di Erdogan.<BR>La richiesta di 87 senatori americani, bipartisan, a Obama di indagare su IHH e valutare la possibilit&#224; di inserirla nella black list delle organizzazioni terroristiche.<BR>La messa al bando in Germania della filiale dell'IHH con sede a Francoforte, per via del sostegno diretto a Hamas.<BR>La nuova flottiglia prevista per settembre, con una ventina di navi e circa 5000 partecipanti.<BR>L'esito positivo della nave libica diretta a Gaza, organizzata dal figlio di Gheddafi, grazie a un intervento diplomatico multilaterale.<BR><BR>Le commissioni di inchiesta in Israele sulla vicenda della flottiglia del 31 maggio: si cominciano ad avere i risultati di una delle due commissioni, quella interna militare, condotta dal generale Ghiora Eiland. Il rapporto appena consegnato &#232; piuttosto severo. Evidenziati "errori operativi", contrapposti a&nbsp;"fallimenti operativi". E' mancato un "piano B", nonch&#233; una buona conoscenza di cosa ci fosse sulla nave. Nel momento in cui i soldati si sono avvicinati e hanno visto la presenza di violenti, era necessario mettere in atto un piano B, allontanarsi, evitando il corpo a corpo sanguinoso. Ma era possibile fermare la nave senza abbordarla? La risposta di Eiland &#232; no, era comunque necessario abbordarla, ma non in quella maniera.<BR>L'esame balistico delle pallottole ritrovate nel corpo di alcuni soldati, fa riferimento ad altre armi, non quelle in dotazione dei soldati stessi.<BR><BR>Sul fronte libanese: il governo libanese ha mandato nel sud del Libano un contingente dell'esercito, per cercare di evitare nuovi attacchi di Hezbollah verso le forze Unifil. Ci&#242; significa che la minaccia di una nuova guerra &#232; presa molto sul serio anche dalle autorit&#224; libanesi.<BR>L'esercito israeliano ha rivelato nei giorni scorsi delle informazioni classificate sull'armamento di Hezbollah nel sud del Libano in particolare all'interno di 160 villaggi sotto al Litani. I villaggi, infatti, a differenza delle riserve naturali, non possono essere ispezionati dalle forze Unifil secono il mandato della forza Onu.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2408&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>In Libano si prepara la guerra: la far&#224; Hezbollah in nome dell'Iran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2407&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 14 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 15 luglio 2010<BR><BR></STRONG>Al nord: appena accadde, quattro anni fa, noi giornalisti partimmo uno a uno verso il confine settentrionale. Viaggiavamo lenti oltre la valle del Giordano lungo una strada su cui gi&#224; rollavano in file insuperabili i carri armati e mezzi corazzati di vario genere. Oltre Kiriat Shmone. Nella cittadina di Metulla, dove i carri armati occupavano la parte suburbana che bordeggiava con il Libano, verdeggiante, morbido, ma irto di postazioni di Hezbollah, chi fece in tempo prenot&#242; una stanza nell&#8217;albergo locale. Io trovai posto poco lontano in un bed and breakfast senza rifugio, ma con una buona colazione. Era iniziata una guerra che non &#232; mai finita se non nel suo aspetto pi&#249; evidente, quello dei razzi che piovevano su Israele e che ci scoppiavano fra i piedi, facendo crateri nelle strade di comunicazione, distruggendo case e scuole fino ad Acco e a Haifa, incendiando i boschi di conifere orgoglio di Israele. Un ranger che mi guid&#242; in jeep fra gli alberi in fiamme, blocc&#242; l&#8217;auto mentre piovevano i missili per tirare fuori dalla cenere un piccolo camaleonte. A un paio di centinaia di metri da noi, una schiera di soldati delle riserve fu annientata da un solo razzo. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2407&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Spero che la voce rauca di Bordin continui a farmi compagnia a colazione...</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2406&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 12 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Sono addolorata dalla scelta di Massimo Bordin di lasciare il ruolo di Direttore di Radio Radicale. Un ruolo che ha sempre svolto con grande equilibrio, estrema professionalit&#224;, garantendo un'informazione di totale apertura verso ogni posizione, rispettando appieno lo stile e la storia di Radio Radicale e il motto einaudiano della radio "conoscere per deliberare". Durante la nostra conversazione settimanale sulle vicende mediorientali abbiamo pi&#249; volte discusso, ma il dibattito che ne nasceva, &#232; da considerarsi di certo un arricchimento per gli ascoltatori. Cos&#236; come &#232; stato durante le mitiche conversazioni domenicali con Pannella.<BR>Spero di cuore che la collaborazione di Bordin con la Radio possa trovare un compromesso e di continuare ad avere il piacere di fare colazione con la sua lettura dei giornali.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2406&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;Iran &#232; pronto per l&#8217;atomica. Ora lo dice anche la Russia</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2404&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 12 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 13 luglio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Medvedev scarica l&#8217;ex alleato, reo di aver protestato per il sostegno di Mosca alle sanzioni decise dall&#8217;Onu</EM><BR><BR>Adesso, secondo il perverso principio che se lo dice chi fino ad ora aveva mentito o si sbagliava, allora &#232; vero, non ci sar&#224; pi&#249; nessuno che potr&#224; tirarsi indietro di fronte alla luce rossa sfolgorante che lampeggia dall&#8217;Iran. Perch&#233; adesso l&#8217;ha detto anche Medvedev, il presidente russo, e certo non senza il permesso di Putin: l&#8217;Iran sta per arrivare alla conclusione della sua corsa verso la bomba atomica. &#200;, dice, &#171;vicino al possesso del potenziale che in linea di principio potrebbe essere usato per la creazione dell&#8217;arma atomica&#187;. Linguaggio un po&#8217; pi&#249; diplomatico, ma chiarissimo. E la Russia, insieme alla Cina, prima che i pasdaran turco e brasiliano si ergessero al Consiglio di sicurezza contro le sanzioni, era stata sempre il principale nemico delle sanzioni stesse e il migliore amico dell&#8217;Iran, quello che metteva il bastone fra le ruote degli Usa per non arrivare mai a una chiara definizione del problema. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Iran is ready for nuclear power: now even Russia says so.</FONT></STRONG></P>
<P>Now, according to the perverse principle that says that&nbsp;if one who until now has lied or was mistaken, then it is true, nobody will pull out in front of the blazing red light that flashes from Iran. Because now Medvedev, the Russian president, has also said it, and certainly not without Putin's permission: Iran is arriving at the conclusion of its race towards the atomic bomb. It is, he says, &#8220;moving closer to possessing the capability that could in principle be used to build nuclear weapons&#8221;. This rhetoric is a bit more diplomatic, but clear. And Russia, together with China, who - before the Turkish and Brazilian Pasdaran rose against the sanctions at the Security Council - had always been the main enemy of those sanctions and Iran's best friend, as well as the one who put the spoke in the wheel of the United States in order to never arrive at a clear definition of the problem. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2404&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2404&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Israele: un paese normale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2403&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 8 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>quello che segue &#232; un articolo pubblicato ieri sul Wall Street Journal, che presenta la dichiarazione di intenti di un gruppo da poco costituitosi, <STRONG><A href="http://www.friendsofisraelinitiative.org/">"The Friends of Israel Initiative"</A></STRONG>, nato su iniziativa dell'ex premier spagnolo Jos&#232; Maria Aznar e di cui sono&nbsp;tra i fondatori, insieme a&nbsp;David Trimble, John Bolton, Alejandro Toledo, Marcello Pera, Andrew Roberts, George Weigel, Robert F. Agostinelli e Carlos Bustelo.<BR>La dichiarazione &#232; molto bella, semplice ed efficace. La potete leggere per intero e sottoscriverla&nbsp;a questo link: <A href="http://www.friendsofisraelinitiative.org/"><STRONG>http://www.friendsofisraelinitiative.org/</STRONG></A><BR>Attendo i vostri commenti.<BR>Fiamma<BR><BR><BR><BR><STRONG><FONT size=3>Israele: un paese normale</FONT></STRONG><BR><BR><STRONG><EM>The Wall Street Journal</EM>, 8 luglio 2010<BR><BR><A href="http://www.loccidentale.it/articolo/israele%3A+un+paese+normale.0093130"><EM>Traduzione di Alma Pantaleo&nbsp;per L'Occidentale</EM></A><BR></STRONG><BR>Israele &#232; una democrazia occidentale e un Paese normale. Ciononostante, sin dalla sua nascita Israele ha fronteggiato condizioni anormali. Infatti &#232; l&#8217;unica democrazia occidentale la cui esistenza sia stata messa in discussione con la forza, e la cui legittimit&#224; venga tutt&#8217;ora messa in dubbio indipendentemente dalle sue azioni. La recente crisi legata alla questione della &#8220;Flottilla&#8221; nel Mediterraneo ha fornito ancora un&#8217;altra occasione per i detrattori di Israele di rinnovare la loro frenetica campagna. La situazione era la stessa anche prima che venissero alla luce i fatti del tragico incidente. Si &#232; stati ciechi di fronte alle ragioni per le quali Israele ha dovuto rispondere alla chiara provocazione della Flottilla di Gaza.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2403&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Obama non pu&#242; perdere il poker con Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2402&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 4 Jul 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 5 luglio 2010<BR><BR></STRONG>Stavolta non mancher&#224; la torta. Stavolta il presidente Obama, mentre Bibi Netanyahu vola verso Washington per incontrarlo, prepara la cena, probabilmente per domani; invece, quando a marzo il primo ministro israeliano visit&#242; il presidente USA, questi si alz&#242; dalla loro gelida riunione alla Casa Bianca un minuto prima dell&#8217;ora del pasto, mettendo alla porta il collega mediorientale. E non aveva nessun altro a tavola ad aspettarlo se non la famigliola, come precis&#242; allo stupito ospite. Fu uno scandalo, e soprattutto la prova di quanto gli Usa di Obama stessero prendendo le distanze da Israele. Adesso, alla vigilia del nuovo incontro, ci sono buone ragioni per immaginare che le cose andranno meglio, ma l&#8217;intrigo si &#232; fatto molto pi&#249; fitto e danza sempre sull&#8217;orlo del baratro.<BR>Cosa c&#8217;&#232; in gioco? Naturalmente il processo di pace con i palestinesi, cui Obama tiene assai per portarne a casa almeno una nella sua tormentata politica estera. Come primo punto all&#8217;ordine del giorno per Israele, per fare la pace le due parti perlomeno si devono sedere l&#8217;una di fronte all&#8217;altra e parlarsi direttamente, uscendo dall&#8217;impasse dovuta alla scelta dei palestinesi di comunicare attraverso l&#8217;inviato americano George Mitchell. &#200; ridicolo, dice Israele, che questi compia una insensata spola fra Gerusalemme e Ramallah, attaccate l&#8217;una all&#8217;altra come sono e dopo che Bibi ha aperto i varchi di Gaza, ha sbloccato una quantit&#224; di check point, ha fatto il famoso &#171;freezing&#187; degli insediamenti dieci mesi fa. E l&#8217;ha anche detto: vogliamo due Stati per due popoli, ma parliamoci una buona volta. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2402&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Luci spente al Colosseo per Gilad Shalit</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 23 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>trovandomi in Israele in visita ufficiale, purtroppo non potr&#242; partecipare a questo evento che vi segnalo e al quale vi invito a partecipare.<BR>Oggi alla Knesset ho aperto il mio intervento in occasione della prima riunione del Gruppo di Collaborazione Italia-Israele, ricordando Gilad Shalit:&nbsp;quattro anni di reclusione totale sono un tempo mostruoso per un ragazzo la cui unica colpa &#232; stata quella di trovarsi a difendere il confine di un Paese in costante pericolo e quindi, in definitiva, a difendere il suo diritto ad esistere.<BR>Quattro anni di solitudine, di lontananza dalla famiglia, sono un tempo indicibile per una madre, un padre e dei fratelli che non hanno avuto la possibilit&#224; neppure di avere notizie sulla salute del proprio ragazzo, in contravvenzione di ogni norma di diritto internazionale. Gilad deve tornare a vivere. Il mondo deve sapere che egli &#232;, per milioni di persone, uno dei primi pensieri del mattino, nonch&#233; la denuncia vivente dell'orrore del terrorismo e dell'estremismo islamico.<BR>Gilad &#232; cittadino di Roma, quindi cittadino italiano, ma soprattutto &#232; cittadino del cuore di qualsiasi persona che si ribella a questa ripugnante ingiustizia.<BR>Promettiamo che saremo al suo fianco e al fianco della sua famiglia fino alla sua liberazione e anche qui oggi, alla Knesset, l'abbiamo promesso a nome del Parlamento italiano.<BR></P>
<P class=MsoNormal style="TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN style="FONT-SIZE: 16pt; COLOR: rgb(15,36,62)">Ben&#232; Berith Giovani, Unione Giovani Ebrei d'Italia e Comune di Roma</SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN style="FONT-SIZE: 14pt">Vi invitano a </SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN style="FONT-SIZE: 26pt; COLOR: rgb(15,36,62)">Manifestazione per la liberazione del soldato israeliano GILAD SHALIT</SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN style="FONT-SIZE: 18pt; COLOR: red">Il 24 Giugno 2010 alle 21.30</SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN style="FONT-SIZE: 14pt">Di fronte al </SPAN></P>
<P class=MsoNormal style="TEXT-ALIGN: center" align=center><SPAN style="FONT-SIZE: 36pt; COLOR: red">COLOSSEO </SPAN></P>
<P class=MsoNormal align=center>Il 24 Giugno a mezzanotte, saranno passati 4 anni dal rapimento del soldato israeliano, nonch&#233; cittadino onorario di Roma, Gilad Shalit.<BR>Purtroppo sulla vicenda &#232; calato un assoluto silenzio, nessun media ne parla pi&#249;, ma la vita del ragazzo (Shalit ha soli 24 anni) &#232; ancora salvabile!<BR>Per questo &#232; di primaria importanza che ognuno di noi sia presente il 24 Giugno; per far sentire la nostra voce, per far s&#236; che se ne parli, per riaccendere una speranza.<BR>Non mancare!!</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2400&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Prima riunione del Gruppo di Collaborazione tra la Camera dei Deputati e la Knesset</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2399&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 22 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=left>Cari amici,<BR>mi trovo in Israele a seguito della delegazione del Presidente Fini per la prima riunione del Gruppo di Collaborazione tra la Camera dei Deputati e la Knesset, ufficialmente istituito a Roma il 6 ottobre scorso con la firma di un Protocollo da parte dei Presidenti Fini e Rivlin. La riunione che abbiamo tenuto oggi alla Knesset &#232; stata estremamente produttiva. Il dibattito tra la nostra delegazione, che comprende parlamentari di tutti i gruppi politici (presenti in Israele sono: Luca Barbareschi (Pdl), Massimo Polledri (Lega), Emanuele Fiano (Pd) e Augusto Di Stanislao (Idv)), e i colleghi israeliani, anche loro in rappresentanza dei vari partiti, si &#232; concentrato su tre tematiche principali: 1) Scenari strategici e prospettive di cooperazione bilaterale e multilaterale; 2) Cooperazione culturale, scientifica e tecnologica, con particolare riferimento alla spinosa questione dei boicottaggi accademici e commerciali di istituzioni israeliane; 3) Ruolo dei parlamenti nella promozione dei diritti umani e nei processi di integrazione.<BR>Abbiamo anche prodotto una dichiarazione comune di intenti che dovr&#224; indirizzare il futuro dei nostri lavori. La potete leggere qui sotto.<BR><BR><BR><BR><FONT size=3><STRONG>PRIMA RIUNIONE DEL GRUPPO DI COLLABORAZIONE <BR>TRA LA CAMERA DEI DEPUTATI E LA KNESSET<BR>(Gerusalemme,23 giugno 2010)</STRONG></FONT></P><P class=MsoNormal><BR>Il 23 giugno 2010 si &#232; svolta, presso la Knesset, la prima riunione del Gruppo di collaborazione parlamentare tra la Camera dei deputati e la Knesset, la cui programmazione &#232; stata fissata dal Protocollo sottoscritto dai Presidenti delle due Assemblee il 6 ottobre 2009 <BR>La Presidenza dei lavori &#232; stata assicurata congiuntamente dall&#8217;on. Fiamma Nirenstein e dall&#8217;on. Orly Levy.<BR><BR>Al termine, la Commissione ha adottato la seguente:</P><P class=MsoNormal><STRONG>DICHIARAZIONE&nbsp; FINALE</STRONG></P><P class=MsoNormal><STRONG>Il Gruppo di collaborazione</STRONG><BR><BR>1.&nbsp;Ribadisce il reciproco rispetto e la immarcescibile amicizia fra i due Paesi di provenienza dei rispettivi membri dei Parlamenti e si impegna a portare avanti azioni di comprensione internazionale e di sostegno delle nostre due nazioni nel rispetto dei principi che accomunano le nostre culture di democrazia e di pace, fondati su comuni radici che impongono il rispetto della libert&#224; dell&#8217;individuo.</P><P class=MsoNormal>2.&nbsp;Evidenzia la centralit&#224; della cooperazione parlamentare per una migliore conoscenza tra i rispettivi popoli ed il rafforzamento dei vincoli di amicizia e di collaborazione che uniscono Italia e Israele, rafforzata dalla presenza in Israele di un&#8217;ampia e dinamica collettivit&#224; di origine italiana, che rappresenta un prezioso patrimonio per entrambi i Paesi. Anche l&#8217;Italia peraltro gode di un&#8217;antica e preziosa presenza ebraica che sempre ha dimostrato la sua affezione e il suo attaccamento allo stato di Israele, e ne promuove il rispetto religioso e culturale impegnandosi anche a livello parlamentare a combattere ogni forma di antisemitismo. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2399&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2398&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 10 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/305560"><STRONG>RIASCOLTA LA CONVERSAZIONE SETTIMANALE CON IL DIRETTORE DI RADIO RADICALE MASSIMO BORDIN:</STRONG></A><STRONG> </STRONG><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/305560"><STRONG>http://www.radioradicale.it/scheda/305560</STRONG></A><BR><BR>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/305560?30105></OBJECT><BR><STRONG><U><BR>Sintesi degli&nbsp;argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Il&nbsp;dibattito sulll'istituzione della commissione d'inchiesta internazionale sui fatti della Flottiglia.<BR>Yaakov Tirkel, ex giudice dell'Alta Corte di Giustizia israeliana, &#232; il principale candidato a dirigere la commissione. Sar&#224; affiancato da un giurista americano, uno europeo e osservatori stranieri.<BR>La commissione si esprimer&#224; anche sul blocco a Gaza.<BR><BR>Alcuni dati di sondaggi in Israele sulla gestione della crisi, l'istituzione della commissione di inchiesta e la valutazione dell'operato di Netanyahu (valutato "di basso livello" al 45%).<BR>Se ci fossero oggi votazioni,&nbsp;secondo i sondaggi, il Likud prenderebbe 32%, Kadima 25%, Avod&#224; 11%.<BR><BR>Abu Mazen in viaggio negli Stati Uniti ha detto -&nbsp;per la&nbsp;prima volta - che non si &#232; mai sognato di negare il rapporto tra ebrei e la terra di Israele.<BR>A Istanbul, pochi giorni fa, Abu Mazen ha anche fatto presente a Erdogan che il suo stretto rapporto con Hamas lo danneggia. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2398&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Riad apre il cielo ai jet di Israele contro l&#8217;Iran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2397&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 12 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 13 giugno 2010<BR><BR></STRONG><EM>Fonti americane nel Golfo: l&#8217;Arabia Saudita &#232; pronta a garantire un corridoio aereo verso Teheran in caso di attacco alle installazioni nucleari degli ayatollah. Anche Giordania ed Egitto preoccupate dei piani atomici di Ahmadinejad.<BR></EM><BR>Nel compleanno delle sanguinose elezioni iraniane, il Times di Londra ha impacchettato un bel regalo per Mahmoud Ahmadinejad: &#232; la notizia che l&#8217;Arabia Saudita avrebbe compiuto test significativi nel campo aeronautico e della difesa missilistica. Avrebbe sperimentato la disattivazione dei sistemi di scrambling, ovvero di messa in avaria di meccanismi utili a chi viola il suo spazio, e quella dei sistemi missilistici destinati a colpire qualsiasi velivolo si azzardi a sorvolare il regno sunnita. Lo scopo &#232; evidente: consentire a Israele di utilizzare lo spazio aereo dell&#8217;Arabia Saudita, paese che non riconosce Israele, aprendo una scorciatoia verso il bombardamento delle strutture atomiche iraniane. Sarebbe stato anche previsto il rifornimento in volo dei jet. In caso di attacco israeliano alle installazioni nucleari iraniane, infatti, gli obiettivi distano circa 2.250 chilometri, un&#8217;immensit&#224; se non si accorcia la strada passando per il Nord dell&#8217;Arabia saudita. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2397&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2396&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 5 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>RIASCOLTA LA CONVERSAZIONE CON IL DIRETTORE DI RADIO RADICALE MASSIMO BORDIN: <A href="http://www.radioradicale.it/scheda/305389">http://www.radioradicale.it/scheda/305389</A></STRONG></P>
<P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/305389?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi della conversazione:<BR><BR></U></STRONG>Gi&#224; all'inizio della vicenda Nirenstein aveva informato della nave che stava partendo dalla Turchia (<A href="http://www.radioradicale.it/scheda/304063"><STRONG>conversazione del&nbsp;21 maggio</STRONG></A> e articolo <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&amp;Id=2377"><STRONG>http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&amp;Id=2377</STRONG></A>).<BR><BR>Grande tensione tra Turchia e Israele. L'ambasciatore israeliano, pur convocato dal ministero degli esteri turco, non &#232; stato espulso.<BR><BR>Il profilo della IHH (Insani Yardim Vakfi),&nbsp;il principale sponsor della flottiglia: <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2394">una organizzazione estremista</A></STRONG> affiliata ai Fratelli Mussulmani e a Hamas.<BR><BR>Solo sulla nave nella quale si trovavano la maggior parte degli membri dell'IHH, ovvero la Mavi Marmara, sono avvenuti gli scontri violenti e fatali. Le altre 5 navi sono state abbordate da Israele senza problemi e condotte pacificamente al porto di Ashdod per essere ispezionate.<BR><BR>I beni contenuti sulle navi, ispezionati, sono stati fatti passare da Israele tramite i valichi di terra verso Gaza. dove per&#242; li sta tenendo bloccati Hamas. [Continua...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2396&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ora la sinistra ci ripensa: basta fango su Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2395&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 8 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2395&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/reuters-disinformazione collage piccolo.JPG" alt="Ora la sinistra ci ripensa: basta fango su Israele" title="Ora la sinistra ci ripensa: basta fango su Israele" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 9 giugno 2010<BR><BR><EM>Dopo le accuse rovesciate contro Gerusalemme, arriva il mea culpa di stampa e osservatori internazionali. Anche Henri-L&#233;vy condanna la disinformazione. Reuters sotto accusa: <A href="http://www.ilgiornale.it/esteri/reuters_sotto_accusa_sangue_e_coltelli_spariscono_foto/09-06-2010/articolo-id=451582-page=0-comments=1">sangue e coltelli via dalle foto</A></EM><BR><BR></STRONG>Israele &#232; una discussione primaria nel mondo odierno, &#232; il pomo della discordia, il pretesto preferito per attaccare l&#8217;Occidente, la migliore arma di legittimazione della vecchia bandiera sovietica totalitaria della pace a strisce, &#232; il tarlo che rode l&#8217;anima degli ebrei di sinistra che adorano la loro legittimazione narcisistico-diasporica che li esime dalla poco elegante vicenda di essere un popolo, anzi, una nazione; e soprattutto &#232; la questione che d&#224; agli antisemiti la possibilit&#224; di esprimersi sotto copertura e alle maggioranze automatiche dell&#8217;Onu quella di farsi forti. &#200; anche il migliore degli stendardi rossi da sventolare davanti al toro islamista, come hanno fatto da Istanbul Ahmadinejad, che di nuovo ha promesso di cancellare Israele, Bashar Assad dalla Siria ed Erdogan, il premier turco che sta costruendo una carriera islamista per il suo Paese sulla minaccia a Israele.&nbsp;[...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2395&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Inserire IHH nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'UE</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2394&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 7 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>"L'organizzazione turca IHH (Insani Yardim Vakfi), che ha organizzato la spedizione tutt'altro che pacifica della "Mavi Marmara", ha tutte le caratteristiche storiche e operative per essere inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche europee, cos&#236; come suggerito ieri dall'European Jewish Congress". Lo dichiara in una nota l'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.<BR>"La definizione dell'Unione Europea di 'terrorismo' - sottolinea Nirenstein - si riferisce a tutti gli individui, gruppi o entit&#224; che hanno commesso, tentano di commettere, o agevolano l'attuazione di atti terroristici. Con &#8217;atti terroristici' si intende anche 'la partecipazione alle attivit&#224; di un gruppo terroristico, compreso il finanziamento delle sue attivit&#224; o la fornitura di risorse materiali'.<BR>"Stando a quanto emerso in questi giorni a seguito dei tragici eventi del 31 maggio, come ormai &#232; possibile leggere in numerosi rapporti, l'IHH mantiene stretti legami con Hamas, che &#232; inclusa nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'UE dal 2003, e fa parte della "Union of the Good", una organizzazione ombrello islamica affiliata ai Fratelli Mussulmani, che nel 2008 &#232; stata inserita dagli Stati Uniti nella propria black list.<BR>"Negli anni '90 - continua Nirenstein - il governo turco allora in carica indag&#242; l'IHH per i suoi legami con Al Qaeda e per supporto della lotta armata in Afghanistan, Cecenia e Iraq. Nel 1997, una perquisizione delle sedi della presunta Ong turca port&#242; alla scoperta di armi, esplosivi e documenti che ne provavano il legame con gruppi terroristici.<BR>&#8220;Gi&#224; nel febbraio 2009, durante una manifestazione a Gaza, il capo dell'IHH, B&#252;lent Yildirim, aveva parlato di "martirio nel nome di Allah" contro l'embargo della Striscia.&nbsp; Yildirim &#232; stato anche nel mirino dell'intelligence francese negli anni '90 per supporto e finanziamento di gruppi di fondamentalisti islamici in paesi mussulmani.<BR>"Da ultimo, il terribile atteggiamento aggressivo del gruppo che era presente sulla nave Mavi Marmara - l'unica sulla quale si sono registrate violenze - come documentato dai video, conferma l'atteggiamento aggressivo degli appartenenti all'organizzazione IHH, che con spranghe di ferro, coltelli e da quanto si pu&#242; vedere nelle foto, anche pistole forse sottratte ai militari, hanno aggredito i soldati israeliani.<BR>"Credo che queste preoccupanti informazioni - conclude Nirenstein - vadano tenute in seria considerazione per valutare lucidamente quanto avvenuto il 31 maggio e che non sia possibile accettare la definizione di Ong pacifista per una organizzazione che per anni ha usato una veste umanitaria per nascondere azioni di supporto al terrorismo e di destabilizzazione dell'area mediorientale".</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2394&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Intervista a Radio 24</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2393&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 3 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>A questo link potete riascoltare l'intervista di stamattina nel programma di Oscar Giannino su Radio 24:<BR><BR><A href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=100604-noveinpunto.mp3"><STRONG>http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=100604-noveinpunto.mp3</STRONG></A></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2393&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il vero terrorismo sono le bugie contro Israele</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 2 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 3 giugno 2010<BR><BR></STRONG>Davvero &#232; uno choc, come ha detto Ban Ki Moon, come hanno detto i governi che scandalizzati hanno richiamato gli ambasciatori, la Turchia, la Svezia, la Grecia, la Giordania, &#232; uno choc, oh s&#236;, come ha detto Hillary Clinton e come anche Tony Blair ha dichiarato. &#200; un orrore come ha detto il ministro degli Esteri dell&#8217;Unione Europea la signora Ashton&#8230; &#232; un grande scandalo: ma non stiamo parlando della battaglia compiutasi, purtroppo con nove morti, fra gli attivisti armati della nave Marmara e le forze israeliane che cercavano di condurre il convoglio carico di beni e di personaggi non identificati a Ashdod per evitare che fossero consegnati a Hamas doni esplosivi adatti a continuare, fino a Tel Aviv, il lancio di seimila missili in territorio israeliano. No, il maggiore scandalo, il vero orrore &#232; legato alla foga con la quale, da muro a muro, tutto il salotto internazionale si &#232; affrettato a brandire lo stendardo antisraeliano senza nessuna cura per la verit&#224;, fregandosene dei video in cui si vede come i soldati che volevano ispezionare il contenuto del convoglio sono stati accolti a mazzate, coltellate, bombe a mano, spari; non importa alla Clinton o alla Ashton la verificata origine aggressiva e la dichiarata intenzione terrorista suicida delle organizzazioni filo-Hamas imbarcate sulla Marmara. [...]<BR><BR><BR><STRONG><FONT size=3>The real terrorism is the lie against Israel</FONT></STRONG> <BR><BR><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 3 June 2010</STRONG><BR><BR>It really is a shock, as said Ban Ki Moon, as said the governments who recalled their ambassadors, Turkey, Sweden, Greece, Jordan. It is a shock, oh yes, as said Hillary Clinton and as Tony Blair declared. It is a horror as the EU Foreign Minister Lady Ashton said... it is a big scandal: but we're not talking about the battle undertaken and which, unfortunately, caused nine deaths, between the armed activists of the Marmara ship and the Israeli forces, who tried to lead the convoy loaded with unidentified goods and people to Ashdod, so as to avoid handing over potential explosive to Hamas, letting it&nbsp;continuing the launch of six thousand missiles into Israeli territory, as far as Tel Aviv. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2390&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Al Consiglio d'Europa dibattito sulla vicenda della flottiglia</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2388&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 1 Jun 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Ieri si &#232; svolta a Parigi una sessione della Commissione Politica del Consiglio d&#8217;Europa. Abbiamo discusso tanti argomenti, fra cui quello dello sviluppo della democrazia, la situazione in Kosovo e nel Caucaso e&nbsp;molti altri argomenti complessi.&nbsp;Ma non poteva mancare una discussione urgente sullo scontro nel Mediterraneo e il presidente della Commissione, lo spagnolo De Puig, l&#8217;ha introdotta con inequivocabili toni di scandalo e di condanna, senza concedere a Israele nemmeno il beneficio del dubbio. Il delegato turco ha a sua volta preso la parola per accusare Israele di essere un criminale stragista, di aver perpetrato un crimine contro innocenti denominati &#8220;civili&#8221; e &#8220;pacifisti&#8221;, due parole magiche ai nostri giorni. Il palestinese ha aspettato dopo il mio intervento per ripetere a sua volta gli stessi concetti, ribadendo che l&#8217;Autorit&#224; Palestinese e Hamas sono uniti nella condanna internazionale contro Israele. Io ho detto le cose che sapete, elencando le verit&#224; che si conoscono dai video e dalle testimonianze. Appena disponibile il verbale, metteremo sul sito la discussione. Il collega turco era stupefatto e ha tentato di interrompermi pi&#249; volte. Io sono andata avanti lentamente e senza farmi impressionare, e sui volti dei delegati provenienti da tutti i Paesi d&#8217;Europa e oltre, ho visto almeno interessamento per qualcosa che ignoravano completamente. Ci&#242; che sapevano, e che l'osservatore palestinese ha ribadito,&nbsp;&#232; solo che Israele ha attaccato dei poveri civili pacifisti che volevano rompere l&#8217;assedio a un popolo affamato. Nient'altro.<BR><BR><BR><STRONG><FONT size=3>The Council of Europe debates what happened on the flotill<BR></FONT></STRONG><BR>Yesterday, a sitting of the Political Commission of the Council of Europe was held in Paris. We discussed many topics, including the development of democracy, the situation in Kosovo and in the Caucasus, and many other complex issues. But what could not be missed was an urgent debate on the recent clash in the Mediterranean and the Chairman of the Commission, the Spanish Lluis Maria De Puig, introduced it with unequivocal tones of scandal and condemnation, without even giving Israel the benefit of the doubt. The Turkish delegate took his turn to address the floor by accusing Israel of being a criminal slaughterer, of committing a crime against innocent people he called "civilians" and "pacifists", two magic words today. The Palestinian observer waited after my speech to repeat the same concepts, stressing that the Palestinian Authority and Hamas were united in the international condemnation against Israel. I said things that you know, listing the truths we know from videos and testimonials. As soon as the minutes of this meeting are available, we will post the discussion on this website. The Turkish colleague was stunned and tried to interrupt me several times. I continued slowly without him letting upset me, and on the faces of the delegates coming from all the countries of Europe and beyond, I saw at least interest for something they have completely ignored. What they knew, and what the Palestinian observer reiterated, was simply that Israel attacked poor civilian pacifists who wanted to break the siege of a starving people. Nothing else.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2388&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Diretta oggi su &quot;Radio Anch'io&quot;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2386&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 31 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>A questo link potete riascoltare la trasmissione di questa mattina,&nbsp;alla quale ho partecipato insieme all'On. Piero Fassino del PD,&nbsp;su "Radio Anch'io" (Gr1), dedicata alla vicenda della flottiglia.<BR><BR><A href="http://www.radio.rai.it/radio1/radioanchio/view.cfm?Q_EV_ID=315941"><STRONG>http://www.radio.rai.it/radio1/radioanchio/view.cfm?Q_EV_ID=315941</STRONG></A></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2386&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Dieci morti per una verit&#224; capovolta</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2385&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 31 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=left><STRONG>--- NOTA: Riceviamo una quantit&#224; di messaggi offensivi che non pubblichiamo in questa casa che &#232; il nostro sito&nbsp;----</STRONG><BR><BR><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 1 giugno 2010<BR></STRONG><BR>L&#8217;episodio di ieri notte, con i suoi morti e feriti sulla nave turca, ha qualcosa di diabolico. Perch&#233; diabolico &#232; il rovesciamento, la bugia che si sta disegnando nell&#8217;opinione pubblica internazionale, come per la battaglia di Jenin, come per la morte di Mohamed Al Dura: la verit&#224;, salvo quella tragica e che dispiace assai, dei morti e dei feriti, ne esce capovolta, capovolte le responsabilit&#224;. Le condanne volano, e hanno tutte un carattere nominalista: chi era sulle navi si chiama &#171;pacifista&#187; o &#171;civile&#187;, i soldati israeliani coloro che ne hanno sanguinosamente interrotto la strada verso una &#171;missione di soccorso&#187;. Nessuno parla di organizzazioni filo Hamas, nessuno di provocazione: ed &#232; quello che davvero veniva trasportato da quelle navi. Oltre naturalmente, all&#8217;essenza umana di chi ci spiace comunque di veder sparire. Ma non basta dichiararsi pacifista per esserlo. L&#8217;organizzazione turca IHH, protagonista della vicenda, &#232; sempre stata filo terrorista, attivamente amica degli jihadisti e di Hamas, essa stessa legata ai Fratelli Musulmani, i suoi membri ricercati e arrestati e la sua sede chiusa dai turchi stessi per possesso di armi automatiche, esplosivo, azioni violente. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Ten deaths for an inverted truth</FONT></STRONG></P><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 1 June 2010</STRONG></P><P>With its deaths and wounded, last night&#8217;s episode on the Turkish ship, has diabolical elements. What is diabolical is the reversal, the lie that is being designed by International public opinion, as in the battle in Jenin and like the death of Mohamad Al Dura: the truth, apart from being tragic and regretful, has been inverted, flipping responsibility. Condemnations fly, and they all have a nominal character: who was on the ship is called &#8220;pacifist&#8221; or &#8220;civil&#8221; while the Israeli soldiers are depicted as having bloodily interrupted their path of a &#8220;rescue mission.&#8221; No one speaks about organizations that are pro-Hamas, none about provocations, which is really what was being transported by those ships. Besides of course the human essence that we are sad to see disappearing. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2385&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Flottiglia: grande rammarico, ma la crisi &#232; il risultato di una grave provocazione</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2384&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 30 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 31 mag. (Apcom) - "Esprimo grande rammarico per i morti e i feriti, ma &#232; necessario sottolineare che la flottiglia ha portato avanti una provocazione che nulla ha a che vedere con intenti umanitari, altrimenti avrebbe accettato la richiesta che Israele le rivolgeva da giorni di far attraccare le navi al porto di Ashdod per essere ispezionate prima di far passare i doni a Gaza": &#232; quanto ha dichiarato Fiamma Nirenstein, deputato del Pdl e vice presidente della Commissione Esteri della Camera, commentando l'assalto compiuto oggi dall'esercito israeliano contro un convoglio navale di attivisti filo-palestinesi, che stava cercando di rompere il blocco alla Striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione locale.</P>
<P>&nbsp;"La flottiglia ha invece raggiunto il proprio obiettivo - ha aggiunto Nirenstein -, ovvero creare una grave crisi nei rapporti internazionali con un'azione di disturbo da parte di gruppi simpatizzanti di Hamas a bordo della nave. L'organizzazione terroristica, va ricordato, ha giurato di distruggere Israele e governa la Striscia di Gaza illegalmente da 3 anni danneggiando in primis la popolazione palestinese".</P>
<P>"Non &#232; ancora chiara la dinamica degli avvenimenti sulla nave - ha proseguito la parlamentare -, ma dalle cronache israeliane e dalle immagini che cominciano a cicolare, risulta che il comportamento dei passeggeri della nave &#232; stato tutt'altro che pacifico: hanno subito cominciato a sparare dal tetto della nave e hanno assalito soldati con spranghe e coltelli, ferendone<BR>molti, due dei quali versano in gravi condizioni. A quel punto, i soldati hanno risposto. Quello che &#232; accaduto &#232; doloroso ma dipende da un micidiale estremismo internazionale, imprudentemente sostenuto dalla Turchia, che non pu&#242; altro che avere effetti deleteri sulla gi&#224; complessa situazione di conflitto".</P>
<P align=center><STRONG><A href="http://jerusalem2day.posterous.com/using-web-20-during-flotilla">I SOLDATI ISRAELIANI APPENA APPRODANO SULLA NAVE VENGONO ATTACCATI.<BR>UN SOLDATO VIENE BUTTATO GIU' DAL PONTE DELLA NAVE</A></STRONG><BR><BR></P>
<P align=center>
<OBJECT style="WIDTH: 374px; HEIGHT: 325px" height=325 width=374><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/gYjkLUcbJWo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always">
<embed src="http://www.youtube.com/v/gYjkLUcbJWo&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></OBJECT></P>
<P align=left><BR><STRONG><BR>ALCUNE INFORMAZIONI DIFFICILMENTE REPERIBILI IN ITALIANO <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2384"><EM>[Continua...]</EM></A></STRONG></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2384&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2384&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Bene l'annuncio della Coop, ma restano elementi discriminatori </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2383&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 26 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>In una nota congiunta i deputati del Pdl Nirenstein, Orsini, Zacchera, Raisi, Pianetta, Farina, Vernetti (Api) e Corsini (Pd) dichiarano:</EM> </P><P>&#8220;Oggi a piena pagina su alcuni quotidiani troviamo una dichiarazione della Coop che afferma che sui propri scaffali si trovano i prodotti israeliani da loro "regolarmente distribuiti". La Conad a sua volta ci ha fornito analoghe assicurazioni. Ne prendiamo atto con soddisfazione, dal momento che queste posizioni pubbliche seguono una campagna di cittadini e rappresentanti delle istituzioni che in questi giorni hanno protestato per le decisioni discriminatorie delle due catene di supermercati. Le Coop e le Conad avevano infatti risposto positivamente (come per altro ancora risulta dal sito di "Stop Agrexco") all'invito di un gruppo di Ong anti-israeliane ad eliminare tutti i prodotti provenienti dello stato ebraico per il sospetto che lo 0,4% dei prodotti importati dalla societ&#224; "Agrexco", provenisse dai territori contesi del West Bank. <BR>Non ci risulta che questo puntiglio di tracciabilit&#224; sia applicato a nessun altro stato fornitore di queste catene e constatiamo dunque che almeno le Coop, stando alle loro affermazioni, seguitano ad applicare un elemento di discriminazione nei confronti dello Stato d'Israele. Elemento ribadito ancora oggi nell'annuncio sui quotidiani, nel quale &#232; riportato che su alcune merci "sono in corso ulteriori verifiche&#8221;. </P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2383&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Minacce al Comitato di Indagine Conoscitiva sull'Antisemitismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2382&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 25 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=center><STRONG>RIASCOLTA LA CONFERENZA STAMPA DI OGGI A MONTECITORIO:<BR></STRONG><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/304472"><STRONG>http://www.radioradicale.it/scheda/304472</STRONG></A><BR><BR><OBJECT style="WIDTH: 340px; HEIGHT: 286px" type=application/x-shockwave-flash height=286 width=340 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/304472?30105></OBJECT></P><P><BR><STRONG>CAMERA: NIRENSTEIN (PDL), MINACCE NON FERMERANNO COMITATO ANTISEMITISMO<BR>STUDIARE COME FERMARE ODIO CONTRO ISRAELE CHE CORRE SUL WEB</STRONG><BR>Roma, 26 mag. (Adnkronos) - ''Le minacce? Le vedo come una vittoria, perche' significa che stiamo lavorando bene''. Fiamma Nirenstein, presidente del Comitato di indagine conoscitiva <BR>sull'Antisemitismo, risponde cosi' alle minacce apparse su diversi siti internet contro di lei e i 29 membri del comitato. In una conferenza stampa alla Sala del Mappamondo, a Montecitorio, Nirenstein denuncia i ''gravi atti'' e spiega che ''sul web, in diversi siti, oltre a minacce 'esoteriche' alla mia persona, si attacca il lavoro della nostra commissione, e dunque il Parlamento. Questo e' inaccettabile''.<BR>''Io -aggiunge la parlamentare Pdl- sono il bersaglio preferito delle loro invettive, perche' sono ebrea. Mi vedono come una sorta di capo della 'mafia ebraica', ma nel mirino ci sono anche altri <BR>componenti del comitato. Per alcuni di questi ultimi, l'accusa rivolta e' di essere al soldo di Israele, altri vengono invece ritenuti agenti del Mossad. Quanto a me -denuncia- un sito arriva ad auspicare l'intervento di un 'kamikaze dell'anima' che possa salvare la mia anima. Questo, al di la' del linguaggio, a me pare un invito ad agire''.<BR>''Ma continueramo a lavorare -assicura il presidente del comitato- non ci arrenderemo. Stiamo studiando a fondo come fermare l'odio antisemita che corre sul web e vedremo se le leggi che esistono possono essere ritoccate. Nel 1995 -ricorda- esistevano nel mondo 5&nbsp; siti che incitavano all'odio contro Israele, oggi se ne contano piu'&nbsp;di 8.000. La risposta -rimarca Nirenstein- non puo' essere solo nazionale, perche' se grazie alla legge Mancino e' possibile in Italia oscurare un sito che incita all'odio razziale o religioso, e' anche vero che lo stesso sito puo' esere riaperto all'estero. E gia' ora qualcuno parla di riaprire siti nel 'libero Iran', aggirando i controlli''. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2382&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2382&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Presentata interrogazione bipartisan sul boicottaggio Coop/Conad</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2381&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 25 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>(DIRE) Roma, 26 mag. - Fiamma Nirenstein e Andrea Orsini hanno presentato alla Camera una interrogazione in merito alle notizie secondo le quali le catene di supermercati Coop e Conad avrebbero deciso di escludere dai loro scaffali le merci prodotte in Israele. <BR>&nbsp;&nbsp; Dopo aver sottolineato "che tale scelta si basa su un pregiudizio ideologico verso lo stato di Israele, uno stato amico ed alleato dell'Italia, una delle poche democrazie compiute del<BR>Medio Oriente", i parlamentari affermano che "questi atteggiamenti ricordano in modo inquietante il boicottaggio dei negozi ebraici posto in atto da alcune dittature negli anni 30 in Europa". Nell'interrogazione si chiede quindi al governo di "prendere posizione in ordine a tale scelta, che fra l'altro penalizza gravemente i consumatori&nbsp; italiani, pur nel rispetto della liberta' di impresa doveroso in una nazione ad economia di mercato" e di valutare se il comportamento delle due catene della grande distribuzione non violi "le norme contro le discriminazioni razziali, politiche o religiose previste dal nostro ordinamento".L'interrogazione e' stata sottoscritta anche dai deputati Renato Farina ed Enrico Pianetta del Pdl, Paolo Corsini e Pierangelo Ferrari del Pd e Gianni Vernetti (Api).<BR><BR><STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2381">SEGUE IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE:</A></STRONG></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2381&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La cricca delle coop che boicotta Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2379&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 24 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 25 maggio 2010<BR><BR></STRONG>&#200; uscito da poco un libro che spiace non sia stato ancora tradotto in italiano: si chiama "The Israeli Test" e l&#8217;autore, George Gilder, sofisticato economista che gode di fama internazionale, spiega che il mondo deve a Israele in termini di scienza dell&#8217;agricoltura, medicina, software, una prodigiosa, inverosimile quantit&#224; di gratitudine. Il mondo sarebbe molto peggiore senza l&#8217;aiuto di questo piccolo Paese impegnato nella sua quotidiana lotta di sopravvivenza. C&#8217;&#232; chi lo capisce, ed ha cos&#236; superato l&#8217;Israeli test. Ma molti di pi&#249; invece, poich&#233; ottusi dall&#8217;ideologia, non sono in grado di superare l&#8217;esame: &#232; il caso delle Coop, il consorzio nazionale delle cooperative di consumatori, e della Conad che piamente hanno ieri piegato la fronte sotto le pressioni di un gruppo di Ong e associazioni varie che hanno chiesto loro di boicottare i prodotti israeliani agricoli importati dalla societ&#224; Agrexco, perch&#233; lo 0,4% di questi prodotti, non contrassegnato col marchio dei lebbrosi come nei sogni delle Ong, potrebbe invece provenire dai Territori della Giudea e della Samaria. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3><BR>The gang of cooperatives that boycott Israel</FONT></STRONG><BR><BR></P><P><STRONG><EM>Il Giornale,</EM> 25 May 2010</STRONG></P><P>There is a recently published book, that I'm sorry has not yet been translated into Italian, entitled &#8220;The Israel Test&#8221; and the author, George Gilder, a distinguished economist who enjoys international fame, explains that the world owes Israel an unbelievable amount of gratitude in terms of science, agriculture, medicine and software. The world would be much worse without the help of this small country engaged in its daily struggle for survival. Some understand this, and have thus passed the Israel Test. That said, many others because of their obtuse ideology are not able to pass the test: this is the case of <STRONG>Coop</STRONG> &#8211; Italy's National Consortium of Consumer Cooperatives, and <STRONG>Conad*</STRONG> (Italian retail brands which operate two of the largest supermarket chains in Italy, ndr), who dutifully folded under pressure by a group of NGOs and other associations, named "Stop Agrexco",&nbsp;who have asked them to boycott Israeli products imported by the company <STRONG>Agrexco</STRONG> (Israel's foremost agricultural exporter, ndr), because 0.4% of these products are not marked with the seal of leprosy as in the dreams of NGOS, as they might come from the territories of Judea and Samaria. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2379&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 20 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>CONVERSAZIONE SETTIMANALE DI FIAMMA NIRENSTEIN CON IL DIRETTORE DI RADIO RADICALE MASSIMO BORDIN<BR><BR><STRONG><U>RIASCOLTA LA PUNTATA DI QUESTA SETTIMANA:</U></STRONG></P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/304063?30105></OBJECT></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2378&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La flotta turca verso Gaza aiuta l&#8217;Iran</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 21 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 22 maggio 2010<BR><BR></STRONG>Stavolta Israele ha proprio diritto di dire &#171;mamma li turchi&#187;. Dieci vascelli turchi vogliono raggiungere la settimana prossima la costa di Gaza per portare quello che essi chiamano aiuto umanitario. In realt&#224;, portano un gesto di solidariet&#224; e legittimazione a Hamas, che domina Gaza con violenza integralista nei confronti della propria gente e di Israele, che ha giurato di distruggere. A Gaza chiamano il prossimo avvento della flottiglia &#171;l&#8217;Intifada delle navi&#187;. La Turchia &#232; l&#8217;unico Paese che assiste l&#8217;organizzazione delle navi. La prepara la IHH (Fondazione di Soccorso umanitario turco): il premier Recep Tayyp Erdogan ha incontrato gli organizzatori e ha reso pubblico il suo &#171;sostegno per rompere l&#8217;assedio di Gaza&#187;. Sulle navi viaggeranno membri del governo turco, artisti, giornalisti: tutto quello che serve a rendere la spedizione intoccabile. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2377&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Una regata di pace da Herzelya</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2376&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 19 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>chiunque di voi abbia una qualsiasi barchetta o yacht o voglia aggregarsi a un altro equipaggio e si trovi dalle parti di Israele, si unisca perfavore sabato prossimo alla flottiglia di pace che esce da Herzelya con cartelli rivolti soprattutto a Erdogan, il premier turco, per chiedergli di fermare il viaggio per mare di una quantita di vascelli che, soprattutto dalla Turchia, vogliono raggiungere Gaza per "portare aiuto umanitario". E' una impresa totalmente antisraeliana: Gaza&nbsp;&#232; in difficolt&#224; a causa della gestione crudele, autoritaria, iper-religiosa di Hamas. Questi movimenti umanitari internazionali sono movimenti politici di delegittimazione che di fatto intendono aiutare l'organizzazione terroristica di Hamas. Anche noi chiediamo a Erdogan di non coinvolgere Israele, aggredondolo con parole e azioni in ogni momento, nella sua gestione del potere in Turchia che diventa sempre pi&#249; islamista.<BR>Chi vuole unirsi alla regata di pace, che non arriver&#224; a incontrarsi fisicamente con l'altra flotta, mandi un messaggio al dottor Guy Bechor, promotore dell'iniziativa, alla mail <A href="mailto:mashatgadol@gmail.com">mashatgadol@gmail.com</A> o sulla sua pagina facebook "Guy Bechor". O&nbsp;ci risponda e noi faremo giungere le adesioni e vi daremo ulteriori informazioni. </P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2376&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Chomsky attacca Israele ma fa l&#8217;amico dei dittatori</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2375&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 18 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 19 maggio 2010<BR><BR></STRONG>Ok, sia che l&#8217;ordine provenisse dall&#8217;alto o che si sia dato troppo da fare uno di quei giovanotti che al confine di Israele stanno sempre spasmodicamente attenti a chi entra (magari questo era uno studente che aveva letto i libri del professore), sarebbe stato meglio che il professore del Mit (Massachusetts Institute of Technology) Noam Chomsky fosse andato a tenere la sua conferenza a Bir Zeit, Ramallah. Chi lo avesse ascoltato lo avrebbe pleonasticamente applaudito con frenesia quando avesse detto che Israele &#232; uno stato di apartheid, una colonia americana, sostanzialmente nazista, e avrebbe battuto le mani ancora pi&#249; forte quando avesse sostenuto che Hamas &#232; un&#8217;organizzazione non solo legittima, ma anche indispensabile per la pace in Medio Oriente.<BR>Chomsky lo dice, lo scrive, lo ripete senza sosta, e quindi impedirgli, domenica, di avviarsi attraverso Israele sulla strada per Ramallah (Netanyahu nega, per la cronaca, di averlo mai ordinato) gli ha solo consentito di ripetere al mondo che Israele &#232; un Paese totalitario e razzista - anzi, stalinista - e di avere una grande eco in tutto il mondo. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2375&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Antisemitismo online: una nuova sfida. Intervista su Rainews24</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2374&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 16 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=center><OBJECT style="WIDTH: 308px; HEIGHT: 271px" height=271 width=308><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/wC5dAXQoDBo&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/wC5dAXQoDBo&hl=en_US&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></OBJECT></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2374&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Luned&#236; diretta su Rainews24, alle 10:30</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2373&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 15 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Domani, luned&#236; 17 marzo, alle 10:30 di mattina, sar&#242; ospite della trasmissione "Meridiana" su RaiNews24.<BR>Insieme a Stefano Gatti del Cdec, che abbiamo recentemente ascoltato sulla diffusione del fenomeno su internet&nbsp;in un'audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'antisemitismo, affronteremo il tema dell'escalation di episodi antisemiti in Europa negli ultimi anni.<BR><BR>Potete seguire la diretta su internet a questo link: <A href="http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php"><STRONG>http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php</STRONG></A><BR><BR>Oppure su Sky, canale 506. Sul Digitale Terrestre: canale 42.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2373&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>STEHE F&#220;R ISRAEL, STEHE F&#220;R DIE VERNUNFT </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2372&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 6 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>SIGN THE PETITION AT THIS LINK: </STRONG><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><STRONG>http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html</STRONG></A><BR><BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2363"><STRONG>FRENCH</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2362"><STRONG>ITALIAN</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2367"><STRONG>SPANISH</STRONG></A>&nbsp;&nbsp; &nbsp; <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2364"><STRONG>ENGLISH</STRONG></A><BR><BR><BR><STRONG>STEHE F&#220;R ISRAEL, STEHE F&#220;R DIE VERNUNFT&nbsp;<BR><BR></STRONG>Der Angriff auf Israel durch die JCall-Petition ist von einem kurzsichtigen Blick auf die Geschichte des arabisch-israelischen Konfliktes beseelt. In der Tat, den Unterzeichnenden dieses Aufrufs fehlt die klare Sicht auf die globale, physische und moralische Bedrohung,&nbsp; welcher Israel derzeit ausgesetzt ist. Es ist wirklich unglaublich, dass intelligente und gebildete Menschen wie Alain Finkelkraut und Bernard-Henri Levy - anstatt sich mit dem Iran zu befassen, welcher schon bald die ganze Welt mit Atombomben&nbsp; von grosser Reichweite bedrohen wird -&nbsp; suggerieren,&nbsp; Benjamin Netanyahu und Israel seien mit ihrer &#8222;kompromisslosen&#8220; Haltung das wesentliche Hindernis f&#252;r den Frieden und f&#252;r eine L&#246;sung des Konflikts. Die Intellektuellen, die das Manifest unterzeichnet haben, ignorieren mit ihrer Aktion die Geschichte und realisieren nicht, dass sie damit eine beispiellose Delegitimierung des Staates Israels unterst&#252;tzen. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2372&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Il tramonto veloce dell&#8217;Onu sotto gli occhi delle democrazie inermi</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2371&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 15 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 16 maggio 2010<BR><BR></STRONG>Quand&#8217;&#232; che l&#8217;implausibile comportamento dell&#8217;Onu render&#224; impraticabile la sua stessa esistenza nella forma attuale? &#200; il caso di chiederselo di nuovo, a cos&#236; pochi giorni dall&#8217;immissione dell&#8217;Iran nel Csw, la Commission for the Status of Women, ovvero il suo maggiore organismo per la condizione femminile, perch&#233; siamo di fronte a un altro evento incredibile, se non nella logica &#171;onusiana&#187;. Infatti lo Hrc, il Consiglio per i diritti umani, ha felicemente accettato che ne siano parte a gestire i temi del diritto di ogni uomo alla libert&#224; e alla giustizia la Libia, l&#8217;Angola, la Malesia, il Qatar, l&#8217;Uganda. Non sarebbe stato impossibile impedire l&#8217;ennesimo paradosso, se l&#8217;opposizione avesse avuto meno di 97 voti, ovvero anche un voto meno della maggioranza dei membri dell&#8217;Assemblea. Ma l&#8217;Organizzazione della Conferenza Islamica (Oic) ha il 70 per cento dei voti nei gruppi africano e asiatico e insieme ai Paesi non allineati che ancora esistono nonostante la supposta fine della Guerra Fredda raggiungono facili vittorie e in pratica determinano tutta la politica del Consiglio dei Diritti umani. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2371&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Presentata interrogazione sull'inserimento delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane nella &quot;black list&quot; dell'UE</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2369&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 12 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 13 MAG (Il Velino) - "Poiche' parte dei parlamenti europei si sta muovendo cercando di affrontare la questione iraniana, ho presentato in questi giorni un'interrogazione al Ministero degli Affari Esteri per sapere qual e' la posizione del Governo italiano rispetto alla possibilita' di includere il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea". Lo dichiara in una nota Fiamma Nirenstein, deputata del Pdl e vicepresidente della commissione Esteri della Camera. "Si tratta di un tema di strettissima attualita': e' imminente infatti la riunione del Consiglio di Sicurezza in cui deve avere luogo la discussione sull'inasprimento delle sanzioni all'Iran per la sua attivita' nucleare". Le Guardie Rivoluzionarie, da cui dipendono le famigerate milizie Basiji, costituiscono il principale mezzo di repressione interna del regime iraniano, rappresentano il principale supporto dell'Iran al<BR>terrorismo internazionale e promuovono la fornitura di armi a Hamas, Hezbollah e alle milizie anti-Occidentali attive in Iraq - prosegue la Nirenstein -. In Iran, l'influenza delle Guardie Rivoluzionarie e' radicata in ogni aspetto della vita politica, militare, economica e sociale del paese.<BR>Proprio per il fatto che controllano una larga parte delle attivita' economiche ed in particolare il settore militare e quello dello sviluppo nucleare, dal 2007 gli Stati Uniti hanno inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle "organizzazioni con attivita' di proliferazione nucleare", insieme alle Forze Quds, un'unita' di e'lite dell'IRGC, incaricata delle operazioni extraterritoriali, vietando quindi ogni rapporto finanziario con questi gruppi o personalita' che ad essi si possano ricondurre.<BR>L'Europa si e' ultimamente mobilitata nella stessa direzione: il parlamento olandese ha gia' approvato una mozione che impegna il Governo ad attivarsi in sede europea per inserire l'IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea. La stessa richiesta e' avanzata in una petizione sottoscritta da numerosi parlamentari di vari partiti provenienti da Germania, Spagna, Italia, Svezia, Francia, Olanda e Inghilterra - continua la deputata del Pdl.<BR>Considerato il trascorso impegno del Governo italiano, che nel 2003, grazie all'attuale Ministro degli Esteri Frattini, si fece con successo promotore dell'inserimento di Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea, mi e' parso dunque giusto rivolgermi al Governo - tramite un'interrogazione che ho presentato insieme ai colleghi Giorgio La Malfa, Furio Colombo, Paolo Corsini, Renato Farina e Gennaro Malgieri - per chiedergli notizie sulla possibilita' di inserire nella suddetta lista anche il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane, la cui attivita' si annovera di certo tra le principali cause di destabilizzazione dell'area mediorientale".<BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2369"><STRONG>TESTO DELL'INTERROGAZIONE:</STRONG></A><BR><BR><BR><STRONG><FONT size=3>Iranian Revolutionary Guards must be included in EU list of terrorist organizations</FONT></STRONG></P>
<P><EM>Statement by Hon. Fiamma Nirenstein (PDL), Vice-President of the Foreign Affairs Committee, Italian Parliament</EM> </P>
<P>"As some European parliamentary assemblies are trying to address the Iranian issue, I recently presented a parliamentary question to the Italian Ministry of Foreign Affairs in order to know the position of the Italian Government regarding the possibility of including the Iranian Revolutionary Guard Corps ( IRGC) in the EU list of terrorist organizations. This is turning into a crucial topic, considered the international community discussion regarding the reinforcement of sanctions on Iran for its nuclear activities.<BR>The Revolutionary Guards, which the famous Basij militias are affiliated to, are the main tool of internal repression of the Iranian regime. They support international terrorism and encourage the provision of weapons to Hamas, Hezbollah and to the anti-Western militias active in Iraq.<BR>In Iran, the influence of the Revolutionary Guards is rooted in all the aspects of the political, military, economic and social life of the Country. Because of their control over a large part of the economic activities, especially in the military and nuclear development sectors, in 2007 the U.S. designated the Revolutionary Guard Corps under Executive Order 13382, as &#8220;entity of proliferation concern&#8221;. At the same time, the Quds Forces, an IRGC special unit responsible for extraterritorial operations, have been included to the list of organizations that support terrorism (Executive Order 13224), with the aim of prohibiting any financial relationship with these groups or personalities that can be traced back to them.<BR>Europe is recently active in the same direction: the Dutch Parliament has already approved a resolution that commits the Government to take action at European level to place the IRGC on the EU list of terrorist organizations. The same request has been forwarded in a petition signed by many MPs from various parties of Germany, Spain, Italy, Sweden, France, Netherlands and UK.<BR>Considering the previous efforts made by the Italian Government, which in 2003, thanks to the current Foreign Minister Mr. Frattini, had successfully promoted the inclusion of Hamas in the EU list of terrorist organizations, it seemed right to me to turn to the Government - through a parliamentary question I submitted with the colleagues, both from majority and opposition parties, Giorgio La Malfa, Furio Colombo, Paolo Corsini, Renato Farina and Gennaro Malgieri - to ask about the possibility to include the Iranian Revolutionary Guard Corps, whose activity is a major cause of instability in the Middle East, in the EU terror list&#8221;.</P>
<P><STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2369">Here the text of the question:</A></STRONG></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2369&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Quasi 4000 adesioni...</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 11 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Siamo giunti a quasi 4000 firme all'appello "Con Israele, con la ragione"! Grazie a quanti continuano a farlo circolare sulla rete, ai traduttori volontari e al contributo dei ragazzi del Ben&#232; Berith Giovani che in questi giorni si sono attivati con dei banchetti per strada per spiegare i contenuti dell'appello e raccogliere le firme (circa 500!).<BR><BR><BR><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><FONT size=3><STRONG>FIRMA L'APPELLO "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"</STRONG></FONT></A><FONT size=3><STRONG><BR><BR>CLICCA SU&nbsp;QUESTO LINK: </STRONG></FONT><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><FONT size=3><STRONG>http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html</STRONG></FONT></A><BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2364"><STRONG>ENGLISH</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2362"><STRONG>ITALIAN</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp; &nbsp;</STRONG><A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2363"><STRONG>FRENCH</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <STRONG><A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2367">SPANISH</A>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2372">GERMAN</A></STRONG></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2368&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>POR ISRAEL, POR LA RAZ&#211;N</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 4 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><U><FONT color=#800080>PARA FIRMAR: <A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html">http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html</A></FONT></U></STRONG><BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2364"><STRONG>ENGLISH</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2362"><STRONG>ITALIAN</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp; &nbsp;</STRONG><A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2363"><STRONG>FRENCH</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2372"><STRONG>GERMAN</STRONG></A><BR><BR><BR><STRONG>POR ISRAEL, POR LA RAZ&#211;N*<BR><BR></STRONG>El ataque contra Israel por el documento de Jcall es inspirado por una vista miope de la historia del conflicto &#193;rabe-Israel&#237;. De hecho, los signatarios de esta s&#250;plica no tienen la idea clara de la amenaza f&#237;sica y moral global a la cual Israel actualmente est&#225; expuesta. Es de hecho incre&#237;ble que gente inteligente y cultivada como Alain Finkelkraut y Bernard-Hneri - en vez de asumir que Ir&#225;n pronto tendr&#225; el mundo entero bajo amenaza de su bomba at&#243;mica - juega con la idea que Benjamin Netanyahu es el obst&#225;culo verdadero a la paz, y que el obst&#225;culo esencial a una resoluci&#243;n del conflicto es una actitud reprochable de Israel. Los intelectuales que han firmado el manifiesto franc&#233;s no hacen caso de la historia y se percatan de la ayuda que dar&#225; y est&#225; dando ya a la delegitimization sin precedente que amenaza a la vida de Israel. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2367&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Alle soglie delle 2500 firme l'appello internazionale &quot;Con Israele, con la ragione&quot; in risposta a JCall </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2366&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 9 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=left><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><FONT size=3><STRONG>FIRMA L'APPELLO "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"</STRONG></FONT></A><FONT size=3><STRONG><BR><BR>CLICCA SU&nbsp;QUESTO LINK: </STRONG></FONT><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><FONT size=3><STRONG>http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html</STRONG></FONT></A><BR><BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2364"><STRONG>ENGLISH</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2362"><STRONG>ITALIAN</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp; &nbsp;</STRONG><A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2363"><STRONG>FRENCH</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <STRONG><A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2367">SPANISH</A>&nbsp;&nbsp; &nbsp;<A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2372">GERMAN</A><BR></STRONG><BR><BR>"Sono quasi 2500 le adesioni, tra cui quelle di numerosi personaggi di rilievo internazionale, all&#8217;appello in risposta a JCall, lanciato gioved&#236; da Fiamma Nirenstein, giornalista e parlamentare, dal quotidiano Il Foglio, dal sito &#8220;Informazione Corretta&#8221; e da L&#8217;Occidentale. Tra le ultime firme celebri quelle di Vittorio Sgarbi, Raffaele La Capria e Oliviero Toscani, che vanno ad affiancare Paolo Mieli, Giuliano Ferrara, Alain Elkann, l&#8217;On. Enrico Pianetta, presidente dell&#8217;Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele, Riccardo Pacifici, presidente della comunit&#224; ebraica romana, Dore Gold, ex Ambasciatore di Israele all&#8217;Onu, il filosofo francese Shmuel Trigano, Norman Podhoretz , scrittore americano ed ex direttore di Commentary Magazine, l a studiosa americana Phyllis Chesler, il professor Giorgio Israel, i giornalisti Angelo Pezzana, Giancarlo Loquenzi, Giulio Meotti e Carlo Panella e numerosi parlamentari.<BR>L&#8217;appello, diffuso anche in inglese, francese e spagnolo vuole essere una risposta a JCall, il gruppo di intellettuali francesi che luned&#236; scorso ha presentato al Parlamento Europeo un documento chiamato &#8220;Appello alla ragione&#8221;, in cui si oppone all&#8217;odierna politica israeliana.<BR>&#8220;Con Israele, con la ragione&#8221; &#8211; cos&#236; &#232; intitolato il documento promosso da Nirenstein e gli altri - sostiene invece che il principale ostacolo al processo di pace sia il rifiuto arabo e palestinese di accettare lo Stato d'Israele come dato permanente nell'area mediorientale e che solo una rivoluzione culturale in tal senso potr&#224; favorire un reale cambiamento. L'appello si ripropone inoltre di creare in Europa un movimento di sostegno alle ragioni di Israele come premessa basilare per un reale ed effettivo percorso di pace&#8221;.<BR><BR><STRONG>ALCUNI ARTICOLI:<BR><BR></STRONG><A href="http://www.informazionecorretta.it/main.php?mediaId=21&amp;sez=120&amp;id=34541"><STRONG>"Con Israele e per la ragione"</STRONG></A>, di Dimitri Buffa, l'Opinione, 8 maggio 2010<BR><BR><A href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/07/Israele_divide_gli_ebrei_Europa_co_9_100507043.shtml"><STRONG>"Israele divide gli ebrei d'Europa"</STRONG></A>, di Antonio Carioti, Corriere della Sera, 7 maggio 2010<BR><BR><A href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=RGL7N"><STRONG>"Un nuovo manifesto per condividere le ragioni di Israele"</STRONG></A>, di Angelo Pezzana, Libero, 7 maggio 2010<BR><BR><A href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=RFRRM"><STRONG>"Se Israele seguisse JCall a Gerusalemme pioverebbero razzi"</STRONG></A>, Il Foglio, 6 maggio 2010<BR><BR><A href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/219969_il_jcall_degli_ebrei_pressione_indebita._di_anna_momigliano/"><STRONG>"Il JCall degli ebrei? Pressione indebita"</STRONG></A>, di Anna Momigliano,&nbsp;Il Riformista, 5 maggio 2010<BR><BR><A href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=REV37"><STRONG>"Salviamo la ragione d'Israele - doppio appello italiano e francese contro la 'resa' chiesta da JCall"</STRONG></A>, di Giulio Meotti, Il Foglio, 5 maggio 2010<BR><STRONG><BR><IMG id=ipfWRt4YayQZTDp2M: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; BORDER-BOTTOM: 1px solid" height=92 alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:WRt4YayQZTDp2M:http://1.bp.blogspot.com/_eqI5BHZ81sY/SaRh2kY8vZI/AAAAAAAABr8/WRnS__WWDc8/s400/250px-FiammaNirenstein.jpg" width=111><IMG id=ipfkCwj1E8rDCLx8M: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; BORDER-BOTTOM: 1px solid" height=93 alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:kCwj1E8rDCLx8M:http://www.potamocheri.eu/blog/wp-content/uploads/2008/01/giulianoferrara.jpg" width=126><IMG style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 116px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 94px" height=88 alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ptCS8rysNlO_3M:http://www.rotarymilanonavigliograndesancarlo.org/Programmi/Schede_relatori/Mieli/Mieli_files/image003.jpg" width=110><IMG style="WIDTH: 96px; HEIGHT: 101px" height=111 alt="" src="http://www.informazionecorretta.com/foto/AngeloPezzana.jpg" width=69><IMG style="WIDTH: 109px; HEIGHT: 105px" height=105 src="http://www.festivaldellamente.it/ospiti/immagini/lacapria.jpg" width=111><BR>Fiamma Nirenstein&nbsp;&nbsp; Giuliano Ferrara&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Paolo Mieli&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Angelo Pezzana&nbsp; Raffaele La Capria<BR><BR><IMG style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 101px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 94px" height=88 alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:inKG172ibx7fGM:http://www.ilsussidiario.net/img/autori/Volli_Ugo.jpg" width=67><IMG id=ipf3vI5zgYzQgOiDM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 103px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 96px" height=97 alt="" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:3vI5zgYzQgOiDM:http://www.ilfoglio.it/media/img/portraits/israel.jpg" width=115><IMG id=ipfgeXZpgj28_qiTM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 112px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 101px" height=111 alt="" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:geXZpgj28_qiTM:http://moked.it/files/2009/10/meotti2.jpg" width=103><IMG id=ipf36nZRoBcihENoM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 110px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 103px" height=106 alt="" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:36nZRoBcihENoM:http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/23922/panella.jpg" width=105><IMG id=ipfO57R_uski9mLnM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 104px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 104px" height=129 alt="" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:O57R_uski9mLnM:http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/61/Daniele_Scalise.jpg" width=90><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ugo Volli&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giorgio Israel&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Giulio Meotti&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Carlo Panella&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Daniele Scalise</STRONG></P><P><BR><STRONG><IMG id=ipfE2Y-9xjDncKpkM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 115px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 111px" height=121 alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:E2Y-9xjDncKpkM:http://focusonisrael.files.wordpress.com/2008/01/magdi-allam.jpg" width=119><IMG id=ipfomA4JxZZ2dNUzM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 114px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 111px" height=89 alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:omA4JxZZ2dNUzM:http://sviluppo.centrodiascolto.it/2008/06/04/foto/266326.jpg" width=118><IMG id=ipfax5gjxl1Q9NQNM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 102px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 113px" height=116 alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ax5gjxl1Q9NQNM:http://www.harrywalker.com/images/photos/large/Gold_Dore.jpg" width=98><IMG style="WIDTH: 117px; HEIGHT: 112px" height=112 src="http://www.capellidavivere.it/wp-content/vittorio-sgarbi1-300x300.jpg" width=140><IMG style="WIDTH: 107px; HEIGHT: 110px" height=512 src="http://www.marsala.it/ed_images/Image/gente/oliviero%20toscani.jpg" width=338><IMG style="WIDTH: 101px; HEIGHT: 110px" height=113 src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/05/16/alian--140x180.jpg" width=107><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Magdi Allam&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Riccardo Pacifici&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dore Gold&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Vittorio Sgarbi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Oliviero Toscani&nbsp;&nbsp;&nbsp; Alain Elkann<BR><BR><BR><IMG id=ipfxEt4JJFtpImIiM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; BORDER-BOTTOM: 1px solid" height=114 alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:xEt4JJFtpImIiM:http://www.claremontmckenna.edu/mmca/fn/23/23-06-9.jpg" width=80><IMG style="BORDER-RIGHT: #ccc 1px solid; PADDING-RIGHT: 1px; BORDER-TOP: #ccc 1px solid; PADDING-LEFT: 1px; PADDING-BOTTOM: 1px; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: #ccc 1px solid; WIDTH: 107px; PADDING-TOP: 1px; BORDER-BOTTOM: #ccc 1px solid; HEIGHT: 116px" height=105 alt="" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:lnlr9VKLc1DdVM:http://www.jewcy.com/files/imagecache/profile/files/pictures/picture-3236.jpg" width=105><IMG id=ipfJuhSQoSUcuCD3M: style="BORDER-RIGHT: #ccc 1px solid; PADDING-RIGHT: 1px; BORDER-TOP: #ccc 1px solid; PADDING-LEFT: 1px; PADDING-BOTTOM: 1px; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: #ccc 1px solid; PADDING-TOP: 1px; BORDER-BOTTOM: #ccc 1px solid" height=115 alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:JuhSQoSUcuCD3M:http://www.aaci.org.il/upimages/caroline%2520glick.jpg" width=97><IMG id=ipfM0UQ1_F4vgdt7M: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; BORDER-BOTTOM: 1px solid" height=113 alt="" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:M0UQ1_F4vgdt7M:http://www.thewashingtonnote.com/archives/ledeen.jpg" width=121><IMG id=ipfQp5OpqXL_TlVyM: style="BORDER-RIGHT: 1px solid; BORDER-TOP: 1px solid; VERTICAL-ALIGN: bottom; BORDER-LEFT: 1px solid; WIDTH: 116px; BORDER-BOTTOM: 1px solid; HEIGHT: 116px" height=108 alt="" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:Qp5OpqXL_TlVyM:http://www.conservapedia.com/images/8/8c/NormanPodhoretz.gif" width=94><BR>Efraim Inbar&nbsp;&nbsp; Phyllis Chesler&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Caroline Glick&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Michael Ledeen&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Norman Podhoretz&nbsp;</STRONG></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2366&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>La beffa Onu: &#171;La minaccia viene da Israele&#187;</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 7 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 8 maggio 2010<BR><BR></STRONG>Avrebbe dovuto essere il momento critico in cui tutti gli occhi si sarebbero fissati sull&#8217;obiettivo di far cessare l&#8217;Iran dalla preparazione della bomba atomica, in cui l&#8217;Iran sarebbe stato affrontato in modo decisivo, e invece &#232; stata una memorabile, paradossale settimana di successi per Ahmadinejad, invitato a New York in occasione della Conferenza per la revisione del trattato di non proliferazione nucleare dell&#8217;Onu (Npt). All&#8217;apertura in pompa magna gi&#224; si &#232; svolto uno stravagante testa a testa alla pari, che certo Ahmadinejad sognava, fra il presidente iraniano e Hillary Clinton. Il presidente iraniano sdottoreggiava minacciosamente sui gravi rischi che il mondo corre a causa degli Usa e di Israele, e ha sfidato di nuovo tutti sul nucleare: &#171;Anche se le sanzioni non saranno benvenute, non le temiamo e la nazione iraniana non se ne lascer&#224; fermare&#187;. Insomma, seguiter&#224; con l&#8217;atomica. Perch&#233; non dovrebbe? Dagli eventi e dalle voci sulle possibili decisioni del Consiglio di Sicurezza, sembra che l&#8217;Iran potr&#224; seguitare ad arricchire il suo uranio senza troppi impicci. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2365&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>&quot;STAND FOR ISRAEL, STAND FOR REASON&quot;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2364&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 4 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>SIGN THE PETITION AT THIS LINK: </STRONG><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><STRONG>http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html</STRONG></A><BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2363"><STRONG>FRENCH</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2362"><STRONG>ITALIAN</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2367"><STRONG>SPANISH</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2372"><STRONG>GERMAN</STRONG></A><BR><BR><BR>Dear friends, <BR>a group of French Jewish intellectuals has recently promoted a manifesto (JCall - <A href="http://www.jcall.eu/?lang=en"><STRONG>"Call for Reason"</STRONG></A>), which essentially is an attempt to compel Israel to give up and surrender. <BR>The JCall document will contribute to strengthen the great wave of delegitimization of the State of Israel and of its politics. <BR>We have answered with the power of the real reasons, the reasons of Israel, and we want the number and quality of our signatories to show that a large opinion movement in defense of Israel exists all through Europe and worldwide. <BR>You can read below our appeal "Stand for Israel, stand for reason". We ask you to sign it and spread it through all your contacts to achieve our goal as soon as possible. <BR><BR><STRONG>"STAND FOR ISRAEL, STAND FOR REASON"</STRONG><BR><BR>The attack against Israel by the Jcall document is inspired by a short-sighted view of the history of the Arab-Israeli conflict. In fact, the signatories of this appeal do not have the clear perception of the global physical and moral threat to which Israel is currently exposed. It is indeed incredible that intelligent and cultivated people like Alain Finkelkraut and Bernard-Henri Levy - instead of dealing with Iran that will soon keep the whole world under the threat of the range of its atomic bomb - play with the idea that Benjamin Netanyahu is the true hindrance to peace, that the essential obstacle to a resolution of the conflict is a reproachable attitude of Israel. The intellectuals who have signed the French document ignore history and don&#8217;t care about the help that it will give and is already giving to the unprecedented delegitimization threatening the life of Israel. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2364&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>&quot;Avec Isra&#235;l, pour la raison&quot;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2363&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 4 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><STRONG>SIGNEZ L'APPEL</STRONG></A>: <A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><STRONG>http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html</STRONG></A><BR><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2364"><STRONG>ENGLISH</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2362"><STRONG>ITALIAN</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2367"><STRONG>SPANISH</STRONG></A>&nbsp;&nbsp; &nbsp;<A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2372"><STRONG>GERMAN</STRONG></A><BR><BR>Le document Jcall agresse Isra&#235;l et ses signataires sont inspir&#233;s par une vision myope de l'histoire du conflit isra&#233;lo-arabe, et par un manque de perception claire du danger que court aujourd&#8217;hui Isra&#235;l qui se trouve &#224; l&#8217;avant poste d&#8217;une attaque physique et morale qui risque de s&#8217;&#233;tendre au monde entier. Il est &#233;tonnant que m&#234;me des personnes aussi intelligentes et cultiv&#233;es qu&#8217;Alain Finkielkraut et que Bernard-Henri Levy, plut&#244;t que de s&#8217;occuper de l'Iran qui bient&#244;t tiendra le monde entier &#224; port&#233;e de sa bombe atomique, raisonnent comme des enfants avec l'id&#233;e que Benjamin Netanyahu est la vraie cause du blocage de la paix, parce qu&#8217;il ne voudrait pas mettre en p&#233;ril sa coalition par l&#8217;arr&#234;t de la construction dans les territoires. Il semble que les intellectuels signataires se fichent de la contribution que leur document apportera et apporte d&#233;j&#224; au mouvement de d&#233;-l&#233;gitimation d&#8217;Isra&#235;l et &#224; la vague d&#8217;antis&#233;mitisme sans pr&#233;c&#233;dent qui menace concr&#232;tement et en premier lieu, la survie d'Isra&#235;l. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2363&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Con Israele, con la ragione: una risposta a JCall</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 5 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=left><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2364"><STRONG>ENGLISH</STRONG></A><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2363"><STRONG>FRENCH</STRONG></A>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<A href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2367">SPANISH</A>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=5&amp;Id=2372">GERMAN</A><BR></STRONG><BR>Cari amici,<BR>nei giorni scorsi,&nbsp;un gruppo di intellettuali&nbsp;francesi ebrei&nbsp;ha promosso un appello (<STRONG><A href="http://www.jcall.eu/?lang=it">JCall - "Appello alla ragione"</A></STRONG>), che &#232;&nbsp;sostanzialmente un invito a Israele ad arrendersi.<BR>L'appello di JCall fa parte della grande ondata di delegittimazione dello Stato d'Israele e della sua politica.<BR>Noi&nbsp;abbiamo risposto&nbsp;con la forza della vere ragioni, le ragioni di Israele, e vogliamo che il numero e la qualit&#224; dei nostri firmatari dimostrino che esiste un grande movimento d'opinione che difende&nbsp;Israele, in Europa e nel mondo.<BR>Questo che segue &#232;&nbsp;il nostro appello "Con Israele, con la ragione", che vi prego di firmare e di diffondere il pi&#249; possibile&nbsp;tramite i vostri contatti (il testo &#232; in italiano, inglese e <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2363">francese</A></STRONG>),&nbsp;per raggiugere quanto prima il nostro obiettivo.<BR><BR><BR><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><FONT size=3><STRONG>FIRMA L'APPELLO "CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"</STRONG></FONT></A><FONT size=3><STRONG><BR><BR>CLICCA SU&nbsp;QUESTO LINK: </STRONG></FONT><A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html"><FONT size=3><STRONG>http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html</STRONG></FONT></A><BR><BR><BR><EM>Prime firme:</EM></P><P>Fiamma Nirenstein (giornalista e deputato), Giuliano Ferrara (direttore de Il Foglio), Paolo Mieli (presidente Rcs Libri, ex direttore del Corriere della Sera), Angelo Pezzana (giornalista, informazionecorretta.com e Libero), Ugo Volli (semiologo, Universit&#224; di Torino), Shmuel Trigano (professore, Universit&#233;s &#224; Paris X-Nanterre), Giorgio Israel (Universit&#224; La Sapienza), Giulio Meotti (giornalista, Il Foglio), Raffaele La Capria (scrittore), Vittorio Sgarbi (critico d'arte), Oliviero Toscani (fotografo), Evgeny Kissin (pianist), Gianni Vernetti (deputato, ex Sottosegretario agli Esteri), Peppino Caldarola (giornalista), Alain Elkann (scrittore, consigliere Ministero Beni Culturali), Carlo Panella (giornalista, Il Foglio), Susanna Nirenstein (giornalista), Emanuele Ottolenghi (Senior Fellow, Foundation for the Defense of Democracies), Daniele Scalise (giornalista), Giancarlo Loquenzi (Direttore, l&#8217;Occidentale), Vito Kahlun (responsabile Politiche giovanili del Partito Repubblicano Italiano), Piero Craveri (storico), Dounia Ettaib (Presidente Associazione Donne Arabe d'Italia), Davood Karimi (presidente Associazione Rifugiati Politici Iraniani residenti in Italia), Edoardo Tabasso (professore, Universit&#224; di Firenze),&nbsp;Leonardo Tirabassi (presidente Circolo dei Liberi Firenze, Fondazione Magna Carta), Angelo Moscati (Presidente Ben&#232; Berith Giovani Italia), Johanna Arbib (World Chairman Board of Trustees Keren Hayesod), Giacomo Kahn (Direttore mensile Shalom), Magdi Allam (parlamentare europeo), Luigi Compagna (senatore), Alessandra Farkas (corrispondente NY Corriere della Sera), Christian Rocca (giornalista Il Sole24Ore), David Cassuto (ex vicesindaco di Gerusalemme), Riccardo Pacifici (presidente Comunit&#224; Ebraica di Roma), Dimitri Buffa (giornalista), Anita Friedman (Associazione Appuntamento a Gerusalemme),&nbsp;Leone Paserman (presidente della fondazione Museo della Shoah di Roma), Francesco Nucara (deputato), Massimo Polledri (deputato), Enrico Pianetta (deputato, Presidente Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele), Alessandro Pagano (deputato), Renato Farina (deputato), Marco Zacchera (deputato), Gennaro Malgieri (deputato), Andrea Orsini (deputato), Lucio Malan (senatore), Emerenzio Barbieri (deputato), Giuseppe Calderisi (deputato), Carlo Jean (esperto strategie militari), Cecilia Nizza (Consigliere Comunit&#224; Ebraica Italiana, Gerusalemme), Dore Gold (President, Jerusalem Center for Public Affairs, former Ambassador of Israel to the UN), Norman Podhoretz (Writer, Editor-at-Large, Commentary Magazine), Farid Ghadry (presidente Reform party of Syria, in esilio), Bruce Bawer (scrittore), Michael Ledeen (Freedom Scholar, Foundation for Defense of Democracies), Barbara Ledeen (senior advisor, The Israel Project), Phyllis Chesler (Emerita Professor of Psychology and Women's Studies, City University of New York), Nina Rosenwald (Editor-in-Chief, <A href="http://www.hudson-ny.org/">www.hudson-ny.org</A>), Harold Rhode (esperto di Medioriente, ex Pentagono) Caroline Glick (editorialista, Jerusalem Post), Rafael Bardaji (Foreign Policy director, FAES Foundation), Raffaele Sassun (Presidente Keren Kayemeth LeIsrael Italia), Max Singer (a founder and Senior Fellow, Hudson Institute), George and Annabelle Weidenfeld (President, Institute for Strategic Dialogue), Anna Borioni, (associazione Appuntamento a Gerusalemme), Efraim Inbar (Director, Begin-Sadat Center for Strategic Studies), Zvi Mazel (former Ambassador of Israel to Egypt and Sweden), George Jochnowitz (Professor emeritus of Linguistics, College of Staten Island)<BR><BR><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <A href="http://www.petitiononline.com/israel48/petition-sign.html">"CON ISRAELE, CON LA RAGIONE"</A></STRONG><BR><BR>L&#8217;aggressione a Israele dei firmatari del documento Jcall &#232; ispirata da una visione miope della storia del conflitto arabo-israeliano, da una mancanza di percezione chiara del pericolo che Israele corre oggi di fronte a un grande attacco fisico e morale. E&#8217; addirittura incredibile che personaggi intelligenti e colti come Alain Finkelkraut e Bernard-Henri Levy, invece di occuparsi dell&#8217;Iran che ben presto terr&#224; tutto il mondo nel raggio della minaccia della sua bomba atomica, bamboleggino con l&#8217;idea che Benjamin Netanyahu sia il vero ostacolo alla pace, che l&#8217;impedimento essenziale per giungere a una risoluzione del conflitto sia un ipotetico, riprovevole atteggiamento israeliano. Sembra che gli intellettuali firmatari ignorino la realt&#224; e inoltre che se ne infischino del contributo che il loro documento dar&#224; e sta gi&#224; dando al movimento di delegittimazione senza precedenti che minaccia concretamente la vita di Israele. <EM><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2362"><STRONG>[Continua...]</STRONG></A></EM></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2362&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>&quot;L&#8217;Iran difende le donne&quot;, nuova beffa dell&#8217;Onu</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2361&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 1 May 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 1 maggio 2010<BR><BR></STRONG>L&#8217;Onu ogni giorno produce un inverosimile distruzione della ragionevolezza occidentale, ogni giorno ci propone il tema del suo significato, quando meno ci pensiamo ci salta su una spalla come una soffice civetta pazza. Stavolta ci fa restare a bocca aperta il Csw, la Commission on status of women dell&#8217;Onu, ovvero l&#8217;organismo dedicato alle donne del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, secondo lo statuto &#171;il principale corpo politico globale&#187; delle Nazioni Unite. Il Csw dovrebbe essere dedicato esclusivamente &#171;alla parit&#224; di genere e all&#8217;avanzamento delle donne&#187; e ne d&#224; buone prove: infatti mercoled&#236; ha cooptato per acclamazione l&#8217;Iran facendone un suo membro per un mandato di 4 anni con inizio nel 2011.<BR>Come si esaminino i candidati a questo alto seggio, &#232; difficile capirlo dal momento che l&#8217;Iran, secondo gli standard che definiscono la condizione femminile nella nostra cultura, &#232; davvero ai minimi immaginabili. Il suo ordinamento giuridico, cominciamo col dire, prevede la lapidazione dopo il seppellimento dalla vita in gi&#249;, riporta Anne Bayefsky sul suo sito di osservazione dell&#8217;Onu.<BR>Nel 2009, un rapporto del dipartimento di Stato sull&#8217;Iran mette in luce altre bellurie al femminile: violentare la moglie non &#232; illegale, e in generale la questione della violenza &#232; messa in modo tale che la donna &#232; quasi sempre violentabile e anche colpevole se denuncia l&#8217;accaduto. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2361&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ecco il cartone choc di Hamas: la bara con il soldato israeliano</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2359&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 25 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2359&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/hamas video shalit.jpg" alt="Ecco il cartone choc di Hamas: la bara con il soldato israeliano" title="Ecco il cartone choc di Hamas: la bara con il soldato israeliano" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 26 aprile 2010</STRONG><BR><BR><EM>Immagini in 3D per l'aut aut degli integralisti a Gerusalemme: liberate i prigionieri palestinesi o il giovane Shalit torner&#224; morto. <STRONG><A href="http://www.ilgiornale.it/video/palestina_cartone_choc_hamas/id=hamas_bara">Guarda il video</A></STRONG></EM></P>
<P>A coloro che spesso suggeriscono che bisogna parlare con Hamas, che l&#8217;organizzazione palestinese essendo stata eletta dal popolo ha una sua legittimit&#224;, che Gaza &#232; ingiustamente bloccata, suggeriamo innanzitutto di dare un&#8217;occhiata al cartone animato messo in circolazione ieri da Hamas: a quasi quattro anni dal sequestro, parla del soldato di leva Gilad Shalit. Hamas immagina, dopo aver mostrato il tragico peregrinare del padre Noam da un presidente all&#8217;altro con la foto del figlio in mano, che Gilad gli sia riconsegnato, s&#236;, ma in una bara coperta dalla bandiera israeliana. Noam, tradito e disperato grida &#171;no!&#187; quando si vede recapitare il suo feretro. Il cartone dura tre minuti, la colonna sonora &#232; la voce vera di Gilad, piana e sommessa come la si sent&#236; durante il video che alcuni mesi fa lo mostrava vivo dopo il sequestro. Il cartone vuole essere un&#8217;arma di pressione dopo lo stallo della trattativa in cui si ipotizzava la consegna di mille prigionieri circa in cambio di Shalit. Israele rifiut&#242; tuttavia qualche nome troppo insanguinato, e pose la clausola che alcuni prigionieri liberati sarebbero stati dislocati fuori dai confini israeliani e del West Bank. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2359&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>25 aprile: ancora contestazioni sconcertanti</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 24 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2358&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/con adolfo perugia 25 aprile piccola.JPG" alt="25 aprile: ancora contestazioni sconcertanti" title="25 aprile: ancora contestazioni sconcertanti" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>25 APRILE, NIRENSTEIN: CONTESTAZIONI A PORTA S. PAOLO RIPROVEVOLI E SCONCERTANTI</P>
<P>(9Colonne) - Roma, 25 apr - "Esprimo tutta la mia solidariet&#224; alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini che&nbsp;&#232; stata contesta con fischi e lancio di uova oggi al corteo a Porta San Paolo per l'anniversario della Liberazione. Plaudo inoltre al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti per essersi rifiutato di prendere la parola perch&#233; ci&#242; era stato negato alla Polverini.<BR>Voglio anche ringraziare il presidente nazionale dell'Anpi, Massimo Rendina e Ernesto Nassi, segretario provinciale dell'Anpi Roma, per aver ribadito la necessit&#224; di ricorrere all'unit&#224; e al rispetto nelle celebrazioni per la Liberazione e per aver ricordato il contributo della Brigata Ebraica alla liberazione dell'Italia dal nazifascismo. La Brigata, infatti,&nbsp;&#232; stata a sua volta contestata con attacchi al corteo che ne sventolava lo stemma insieme a bandiere d'Israele, nonch&#233; ad Alberto Tancredi, presidente dell'Associazione romana Amici d'Israele, salito sul palco per prendere la parola. E' del tutto sconcertante assistere ad atteggiamenti di tale aggressivit&#224; da parte di gente che ancora osa sventolare bandiere con falce e martello e soprattutto bandiere palestinesi nel giorno della Liberazione, quando si sa che il Gran Mufti di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, passava in rivista le truppe naziste insieme al suo alleato Hitler". E' quanto ha dichiarato l'on. Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.<BR><BR><STRONG><EM>* Nella foto con Adolfo Perugia, partigiano e presidente dell'Associazione Miriam Novitch, alla manifestazione del 25 aprile a Porta San Paolo</EM></STRONG></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2358&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Sfide del XXI secolo: l'antisemitismo online</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2357&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 22 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2357&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/foto audizione.JPG" alt="Sfide del XXI secolo: l'antisemitismo online" title="Sfide del XXI secolo: l'antisemitismo online" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR><BR>nei giorni scorsi ho portato davanti al Comitato d'Indagine Conoscitiva sull'Antisemitismo, che presiedo, un argomento ancora poco analizzato, ma di estrema,&nbsp;e sconcertante, attualit&#224;: la diffusione dell'antisemitismo su internet, in particolare sui potentissimi nuovi mezzi di comunicazione di massa costituiti dai social networks.&nbsp;Abbiamo ascoltato in <STRONG><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/301764">audizione</A></STRONG>&nbsp;due esperti: Stefano Gatti, redattore del portale <A href="http://www.osservatorioantisemitismo.it/default.asp"><STRONG>"Osservatorio Antisemitismo"</STRONG></A> del CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, che avevamo a sua volta sentito in una precedente audizione), che ci ha presentato una panoramica dei principali siti antisemiti sul fronte web italiano. <STRONG><A href="http://www.oboler.com/">Andre Oboler</A></STRONG>, giovane esperto australiano coordinatore del programma <STRONG><A href="http://www.internetengagement.com.au/">Community Internet Engagement</A></STRONG> della Federazione Sionistica Autraliana,&nbsp;ha affrontato l'aspetto della&nbsp;diffusione dell'antisemitismo online a livello globale e&nbsp;ha sviluppato il&nbsp;concetto di "Antisemitismo 2.0", cio&#232; la sempre pi&#249; diffusa accettazione nel mondo di internet&nbsp;dell'antisemitismo, o di altri atteggiamenti discriminatori, che la societ&#224;&nbsp;"reale" in cui viviamo&nbsp;ha imparato a ripudiare. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3><BR>New battlefields, old tools: the challenge of online Antisemitism</FONT><BR></STRONG><BR>For me, the computer has always been a great friend, a wonderful discovery, an incredible instrument to expand my knowledge and a working tool. <BR>And, since I started to investigate&nbsp;online anti-Semitism with the help of <STRONG><A href="http://www.jpost.com/Opinion/Op-EdContributors/Article.aspx?id=174108">Andre Oboler</A></STRONG> &#8211; a young Australian expert who lives all his life on the web - and of <STRONG><A href="http://www.osservatorioantisemitismo.it/">Stefano Gatti</A></STRONG>, editor&nbsp;of the&nbsp;portal &#8220;Observatory on contemporary anti-Semitism&#8221; of the CDEC, I have understood its tentacular and threatening dimension. Its power is immense: the first ten daily papers in the US &#8211; starting from the New York Times &#8211; account for 2% of Facebook or Youtube visitors. Its growth is skyrocketing for good or bad, simply because every day there is a geometrical expansion in the number of its global users. And this holds true for extremist and anti-Semitic sites. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2357&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Antisemitismo online: non cadere nella rete!</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2356&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 20 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2356&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/LOCANDINA-ANTISEMITIMO93.jpg" alt="Antisemitismo online: non cadere nella rete!" title="Antisemitismo online: non cadere nella rete!" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Antisemitismo, Nirenstein: necessario capire diffusione fenomeno su internet</EM></P><P>Roma, 21 APR (Il Velino) - "Il fenomeno dell'antisemitismo online, specie con la costante diffusione dei social network, costituisce uno degli aspetti piu' rilevanti dell'antisemitismo odierno. La polizia postale e rapporti di esperti indicano come ci sia un boom di siti che diffondono un vasto raggio di teorie antisemite: dalla cospirazione giudaica per impadronirsi del mondo (con un<BR>revival nella diffusione del falso storico dei Protocolli dei Savi di Sion), a forme aberranti di anti-israelismo, che descrivono Israele come la nuova potenza genocida che non ha diritto di esistere". E' quanto dichiara l'onorevole Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della commissione Esteri della Camera dei Deputati. "Per affrontare questa importante problematica - aggiunge - domani ascolteremo in un'audizione nell'ambito dell'Indagine Conoscitiva sull'Antisemitismo, svolta dalle commissioni Esteri e Affari Costituzionali congiunte, due esperti&nbsp; dell'argomento: Andre' Oboler, coordinatore del Comitato per la lotta all'antisemitismo online per il 'Forum globale contro l'antisemitismo' e Stefano Gatti, redattore del portale 'Osservatorio<BR>Antisemitismo' del Cdec (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)".<BR>Inoltre, questa sera, insieme a Oboler e Gatti, all'esperto di social network Alex Zarfati e al presidente della Comunita' Ebraica romana Riccardo Pacifici - sottolinea ancora - interverro' in una<BR>serata dal titolo 'Antisemitismo online: non cadere nella rete', organizzata presso il Palazzo della Provincia alle 20:30 dal gruppo Bene' Berith Giovani e dalla Consulta della Comunita' Ebraica di Roma, che da anni si confrontano con il problema dell'incitamento all'odio antisemita nella rete.<BR>Questi momenti di approfondimento si rivelano quanto piu' necessari in particolare in un momento in cui il fenomeno dell'antisemitismo e' in crescita esponenziale, come indicato da ultimo dal rapporto dell'Istituto Stephen Roth per lo Studio dell'Antisemitismo Contemporaneo di Tel Aviv: in Europa, nel 2009, si e' registrato il record di episodi antisemiti dalla seconda guerra&nbsp; mondiale, con un numero di incidenti triplicato, in particolare in Francia e Inghilterra.<BR>E' quanto mai necessario conoscere e capire le nuove dinamiche di diffusione dell'antisemitismo - conclude Nirenstein - anche per valutare l'adeguatezza delle norme vigenti volte a contrastarlo". (com/ste )</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2356&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il Governo risponde all'interrogazione sulla candidatura iraniana al Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 20 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>IRAN: NIRENSTEIN, OK ITALIA SU NO PER CONSIGLIO DIRITTI UMANI ONU</P><P>(AGI) - Roma, 21 apr - "Il 13 maggio verra' rinnovato il Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu con sede a Ginevra, che eleggera' 14 nuovi membri su 47 per un mandato di tre anni. L'Iran ha presentato la sua candidatura per il gruppo asiatico e, nonostante il record di violazioni dei diritti umani che caratterizza questo regime, esistono i presupposti legali e politici per una sua vittoria, che rappresenterebbe un vero oltraggio alla massima istituzione internazionale preposta al rispetto dei diritti umani nel mondo". Lo afferma Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Nirenstein aggiunge: "Ho quindi presentato nei giorni scorsi un'interrogazione al Ministro degli Esteri per sapere in che modo l'Italia intenda opporsi a questa eventualita'. La risposta che ho ricevuto ieri in Commissione Esteri e' stata rassicurante, anche se il percorso e' ancora in salita. Nella risposta, presentata dal Sottosegretario Scotti, si legge infatti che "il Governo italiano, condividendo le medesime preoccupazioni dell'On. Nirenstein, ha contribuito ad avviare la riflessione in corso in ambito europeo per scongiurare la possibilita' che Teheran risulti effettivamente eletta. [...] Pertanto, l'Italia ha proposto ai partner di ripetere quanto avvenuto in occasione della candidatura della Bielorussia nel 2007, quando l'UE decise l'invio, da parte della Presidenza, di una lettera a tutta la membership dell'ONU per ricordare i principi di rispetto dei diritti umani che dovrebbero ispirare la candidatura al Consiglio Diritti Umani. Gli altri Paesi, e in particolare la Germania, hanno appoggiato la nostra proposta. L'Alto Rappresentante inviera' pertanto a breve una lettera a tutta la membership dell'ONU, dai contenuti simili a quella del 2007". Mi reputo soddisfatta della risposta e dell'iniziativa italiana. Tuttavia, considerato che Ahmadinejad e' stato in passato in grado di utilizzare piu' volte, riscuotendo notevole successo, il palcoscenico dell'Onu - anche quello di Ginevra - come tribuna per propagare la sua politica di odio, la promessa della distruzione dello Stato d'Israele e la sua strenua difesa del regime teocratico che pratica la condanna a morte di dissidenti e omosessuali, temo che possa esercitare in questo ultimo periodo di "campagna elettorale" una forte pressione sui 4 candidati del gruppo asiatico affinche' una loro rinuncia ne assicuri l'entrata nel Consiglio, o che si impegni a rinnovare quella maggioranza automatica, che finora e' stata cosi' efficiente e compatta da far approvare ben 27 risoluzioni contro Israele su un totale di 33 risoluzioni passate dal Consiglio per i Diritti Umani dal 2006 al 2009. Auspico quindi che l'Italia e gli altri paesi democratici, in questi pochi giorni rimasti, mettano in campo ogni iniziativa possibile per evitare questa ennesima occasione di dequalificazione e perdita di significato delle Nazioni Unite stesse".(AGI)<BR><STRONG><BR><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2355">LEGGI L'INTERROGAZIONE E LA RISPOSTA DEL GOVERNO</A></STRONG></P><P><BR>&nbsp;</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2355&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L'asse Libano-Siria-Iran e la continua beffa all&#8217;Occidente</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 17 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 18 aprile 2010&nbsp;<BR><BR></STRONG><EM>La Siria ha consegnato agli Hezbollah i missili Scud, che sono in grado di colpire il cuore di Israele. Il riarmo dei miliziani filo-iraniani segna l&#8217;ennesimo colpo alle utopie pacifiste di Europa e Stati Uniti<BR></EM><BR>Tutti col numero sulla maglietta, il primo ministro Saad Hariri tutto sudato nello sforzo di fare gol mentre invece andava a rete solo Naim Gemayel, figlio di Bashir, il capo maronita assassinato, che si &#232; detto tuttavia contento di giocare insieme agli Hezbollah che ha sempre criticato: questa &#232; stata la scena idilliaca che marted&#236; a stadio chiuso i politici libanesi hanno rappresentato per commemorare il 35&#186; anniversario della terribile guerra civile che ha contrapposto le numerose fazioni, e la pretesa riconciliazione. Ma gi&#224; venerd&#236;, a una sessione del &#8220;dialogo nazionale&#8221;, di fronte alle altre fazioni gli Hezbollah (13 eletti e tre ministri nel governo Hariri) rivendicavano il possesso del loro esercito privato sostenendo che &#171;il Libano non ha alternativa se non la resistenza&#187; ovvero la guerra contro Israele, ormai ritiratosi dal 2000. Il segnale pi&#249; immediato di pericolo per il Libano oggi si chiama Scud, un tipo di missile che porta una tonnellata di esplosivo e pu&#242; raggiungere ogni parte di Israele, missile che, secondo fonti arabe e israeliane ha raggiunto per iniziativa siriana le mani degli Hezbollah. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2354&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Go4Europe: Winning the Battle of the Israeli image in Europe</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 31 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2353&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Audizione di Frattini sugli operatori di Emergency arrestati in Afghanistan</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 13 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>A questo link potete vedere l'audizione che oggi il Ministo degli Esteri Frattini ha tenuto di fronte alle Commissioni Esteri di Camera e Senato per informare sugli sviluppi della vicenda dei tre operatori sanitari di Emergency, arrestati sabato nell'ospedale di Lashkar Gah,&nbsp;nella provincia di Helmand in&nbsp;Afghanistan:<BR><A href="http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Commissioni"><STRONG>http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Commissioni</STRONG></A><BR>Dopo l'informativa del Ministro si &#232; aperto un acceso dibattito tra i parlamentari presenti,&nbsp;con&nbsp;forti contrasti tra maggioranza e opposizione. Un estratto del mio intervento &#232; stato ripresto dal comunicato qui sotto, tuttavia vi consiglio di riascoltare il dibattito, molto istruttivo sulle dinamiche politiche in Parlamento.<BR><BR>Roma, 14 APR (Il Velino) - "L'audizione di oggi del ministro Frattini ha fornito una visione equilibrata e realistica della vicenda dei tre operatori umanitari italiani arrestati, prendendo una&nbsp; posizione di totale garantismo e spiegando come si sta cercando di fornire ai nostri connazionali tutte le rassicurazioni possibili a fronte dell'azione di un governo, quello di Karzai, che non risponde ne' alla nostra legge ne' ai nostri ordini. E' quindi operazione delicata e complessa riuscire a dare l'aiuto piu' effettivo e ci sembra che l'Italia lo stia facendo con tutto il suo impegno, anche in una situazione in cui il contesto politico e' reso piu' scivoloso dai recenti dissapori fra il presidente Karzai e gli Stati Uniti". Lo dichiara l'onorevole Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della commissione Esteri della Camera. "Mi unisco alla speranza che la vicenda si concluda felicemente quanto prima possibile per i tre operatori umanitari e le loro famiglie, alle quali esprimo la mia piu' sentita solidarieta'. Constato tuttavia che l'innalzameno dei toni, oltre ad essere sbilanciato rispetto all'azione del nostro governo, che ovviamente si muove nell'ambito del possibile rapporto fra Stati sovrani - essendo fortunatamente finiti i tempi del colonialismo -, ha portato anche a posizione estreme come quella che rimette in discussione persino la presenza delle nostre truppe in Afghanistan. Abbassare i toni - prosegue l'esponente del Pdl -, accertare la realta' e discutere di come fare del nostro meglio per i nostri connazionali, questa mi pare la strada piu' sensata".<BR>"Mi sembra tuttavia utile, nell'ambito di questa discussione - aggiunge Nirenstein - notare che esiste una vasta zona grigia in cui ormai da tempo si trovano anche le maggiori organizzazioni umanitarie e di solidarieta' internazionale, che spesso sono portate a confondere la sofferenza delle persone che esse soccorrono con le loro ragioni politiche. E' cosi', per citare alcuni<BR>casi recenti, che Amnesty International simpatizza con la Jihad, Human Rights Watch si trova criticata alle fondamenta dal suo stesso fondatore, Robert Bernstein, che ne prende le<BR>distanze, e molte Ong francesi a Gaza, secondo la distratta testimonianza del ministro degli esteri Kouchner, risultano intime conoscitrici, almeno, della realta' dominata da Hamas.<BR>Sempre allineandomi sulla presunzione d'innocenza dei nostri connazionali, ritengo che Emergency, proprio per le continue prese di posizione politiche del suo fondatore, e' di certo una delle organizzazioni umanitarie che condivide la tendenza antiamericana e antioccidentale tipica delle associazioni sopra citate. E' questo un fenomeno rilevante di cui va tenuto conto quando si apre, come in questi giorni - conclude Nirenstein -, una discussione sulle organizzazioni di solidarieta' internazionale".</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2351&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Presentata interrogazione contro l'ingresso dell'Iran nel Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 12 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</EM> </P><P>"Il 13 maggio verr&#224; rinnovato il Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu con sede a Ginevra, che elegger&#224; 14 nuovi membri su 47 per un mandato di tre anni. L'Iran ha presentato la sua candidatura ed &#232; una beffa al mondo intero, dato che viola senza sosta tutti i diritti umani applicando carcere, tortura e pena di morte ai dissidenti, agli omosessuali, alle donne. E' dovere dell'Italia opporsi all'eventualit&#224; che, come sembra realistico date le dinamiche politiche del Consiglio, l'Iran entri a far parte di questa istituzione. <BR>Ho quindi presentato un'interrogazione al Ministro degli Esteri per essere rassicurata sull'opposizione italiana a questo paradosso. <BR>L'Iran cerca di entrare nel Consiglio per essere legittimata nella sua politica di continua aggressivit&#224; corroborata dall'incremento delle sue pericolose strutture atomiche, mentre propaganda e minaccia il genocidio. <BR>Fa specie che esista una possibilit&#224;, come purtroppo potrebbe profilarsi, che l'Onu possa non solo restare indifferente a tale assurdit&#224;, ma persino includerla in uno dei suoi pi&#249; importanti organismi, che per giunta nel proprio regolamento stabilisce che "al momento dell'elezione, gli Stati membri devono prendere in considerazione il contributo dei candidati alla promozione e protezione dei diritti umani e il loro impegno in tale senso". <BR><BR><STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2350">LEGGI IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE</A></STRONG></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2350&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>I nemici di Israele? Non la Chiesa, ma l&#8217;odio islamico e chi lo tollera</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 12 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 13 aprile 2010<BR><BR></STRONG>Non ci pu&#242; essere un modo migliore di celebrare Yom ha Shoah, il giorno della Shoah, ricordato ieri in Israele con una serie infinita di memorie personali trasmesse senza sosta da radio e giornali, che guardando la realt&#224; odierna negli occhi.<BR>Realt&#224; nuova e orribile, fotografata nell&#8217;ultimo lavoro del maggiore studioso dell&#8217;antisemitismo Robert Wistrich quando avverte: la realt&#224; in cui viviamo pu&#242; portare a una nuova Shoah. Ma attenzione: il pericolo nuovo contenuto nell&#8217;antisemitismo contemporaneo non &#232; quello, per quanto ripugnante, delle parole del Vescovo Giacomo Babini. &#200; vero: la Chiesa per gli ebrei &#232; stata per secoli, persino per millenni non certo l&#8217;oggetto di un attacco da parte degli ebrei come &#171;nemici naturali&#187;; &#171;deicidi&#187; come lui li definisce, contro ogni decisione conciliare, ma, all&#8217;opposto, una vittima &#171;naturale&#187;. La Chiesa ha fatto una enorme fatica a uscire dalla condizione di nemica degli ebrei in quanto essi sono i fondatori del monoteismo, i genitori di Ges&#249; Cristo: l&#8217;ansia di occupare il ruolo di &#171;Verus Israel&#187; al posto del giudaismo ne ha fatto i &#171;nemici naturali&#187; della Chiesa, che li ha perseguitati. Ci&#242; &#232; costato roghi, espulsioni, conversioni forzate. Ma nel tempo, e con grande accelerazione negli ultimi decenni, le cose sono cambiate, basta pensare all&#8217;azione di Giovanni Paolo II. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2349&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ho ascoltato Chopin tutto il giorno</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 10 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><DIV>La tragedia polacca ha qualcosa di fatale e spietato. Il fatto che sia accaduta proprio sulla strada della commemorazione di un'altra orrida tragedia, quella di Katyn, rafforza l'idea che la storia tenga sempre il fiato sul collo su questo Paese, la Polonia, alla ricerca della sua strada nella democrazia. Non &#232; mai facile per la Polonia: il ricordo della felicit&#224; dei giorni di Lech Walesa si &#232; pi&#249; volte annebbiato nella preoccupazione che la strada sia sempre stata in parte ostruita dalla forza del grande vicino russo... E adesso poi, tutte quelle candele e quei fiori sulle strade di Varsavia, una citt&#224; che desidera strenuamente divenire una metropoli moderna nel mondo liberale e democratico, sono una ragione di profondo sconcerto per tutto il mondo libero. In onore della Polonia ho ascoltato Chopin tutto il giorno, cos&#236; determinato e disperato.</DIV></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2347&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ma cos&#236; l&#8217;America si mostra debole</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 9 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 10 aprile 2010<BR><BR></STRONG>Che cosa commenta meglio la gigantesca ondata di cambiamento strategico cui Obama sta sottoponendo il mondo intero ispirandosi alla cultura del disarmo ricevuta con gratitudine e dedizione alla Columbia university? Fra le tante parole dette e scritte, il paradosso &#232; che colpiscano (alla rovescia, si capisce) le parole di Ahmadinejad, presidente iraniano, che nella sua orrida aggressivit&#224;, commentando l&#8217;annuncio della nuova strategia nucleare di Obama annunciata marted&#236;, gli ha lanciato, mentre peraltro lo minacciava di rompergli i denti, un avvertimento: &#171;Mr Obama - gli ha detto - sei nuovo in politica. Aspetta finch&#233; il sudore si asciuga e fai esperienza&#187;. Di certo il primo ministro iraniano cercava di spaventare Obama sull&#8217;ipotesi di nuove sanzioni ma, d&#8217;altra parte, la politica di Obama si sbraccia verso un premio Nobel che ha gi&#224; ricevuto. L&#8217;elemento iraniano, cio&#232; l&#8217;idea che le scelte di Obama fossero dirette soprattutto a creare una coalizione con Russia e Cina per affrontarlo, non &#232; che un aspetto minore di un piano rivoluzionario che conta in questi giorni tappe fondamentali verso la sovversione del ruolo americano nel mondo. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2346&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>ITALIA-ISRAELE: NASCE IL CHRISTIAN ALLIES CAUCUS IN PARLAMENTO</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2345&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 6 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 7 apr - Costruire un ponte, resistente e duraturo, tra la comunit&#224; cristiana e quella ebraica, tra Italia e Israele, in difesa dei valori della pace e della democrazia. &#200; lo scopo del neonato Knesset Christian Allies Caucus (Kcac), organismo presentato oggi presso la Biblioteca del Senato al termine di un incontro promosso dal segretario di Presidenza di Palazzo Madama, il senatore del Pdl Lucio Malan. Malan, che non ha potuto partecipare all'incontro, ha inviato un messaggio di benvenuto: "Le tre pi&#249; importanti ideologie totalitarie degli ultimi cento anni: fascismo, comunismo e fondamentalismo islamico, hanno avuto la Nazione Ebraica come prima vittima - scrive Malan -. Gli ebrei e lo Stato di Israele sono stati la loro prima ma non ultima vittima. Dopo &#232; il turno della civilt&#224; occidentale, che si basa su libert&#224; e democrazia e sull'eredit&#224; giudaico-cristiana. Questo dovrebbe essere un motivo sufficiente per stare dalla parte di Israele" scrive ancora Malan che esorta Israele e Italia a "lavorare insieme, come fratelli, con questo nuovo strumento che &#232; il Christian Allies Caucus".<BR>Uno strumento che nasce oggi in Italia ma che &#232; gi&#224; attivo non solo in Israele, dove si &#232; costituito nel 2004 (all'interno della Knesset, il parlamento monocamerale, dove conta 17 deputati israeliani appartenenti a 5 differenti gruppi parlamentare), ma in altri 18 Paesi sparsi in tutti i continenti, dall'Asia all'Africa, dall'America all'Europa, per sviluppare relazioni giudaico-cristiane e sostenere Israele.<BR>"Il motivo per cui questo comitato &#232; cos&#236; importante &#232; perch&#233; ebrei e cristiani condividono i principi e i valori della democrazia" ha detto durante l'incontro Giuseppe Platania, giovane italiano che vive e lavora in Israele e che ricopre il ruolo di mediatore tra le due comunit&#224;, di ambasciatore del Christian Allies Caucus Italia. "Dobbiamo proteggere i valori della democrazia dalla minaccia di un integralismo islamico che cresce ogni giorno in tutta Europa e io spero che i leader europei riconoscano questa minaccia" ha detto Platania.<BR>Minaccia dell'integralismo islamico sottolineata anche dal presidente del Kcac presso la Knesset, David Rotem che esorta la comunit&#224; internazionale ad "assicurarsi che Ahmadinejad non costruisca armi di distruzione di massa" perch&#233; Israele "&#232; solo il primo dei suoi bersagli e il cristianesimo &#232; un altro". Presente all'incontro anche Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera, che ribadendo "il diritto di Israele di vivere in pace e sicurezza" ricorda per&#242; anche il dramma palestinese. "Siete spaventati e avete buone ragioni per essere spaventati - dice Buttiglione alla rappresentanza israeliana -, ma non possiamo dimenticare che ci sono uomini e donne palestinesi che stanno soffrendo ed &#232; necessario lavorare per una riconciliazione" ha affermato. Sottolinea il forte legame tra Israele e l'Italia anche Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera per il Pdl, che afferma: "Difendere la democrazia significa difendere Israele che oggi si trova in prima linea". L'incontro si &#232; concluso con un appello di Orit Noked, vice ministro per l'Industria Commercio e Occupazione per Gilad Shalit, militare israeliano da pi&#249; di tre anni ostaggio dei miliziani palestinesi "pregate per Gilad e fate tutto il possibile per lui". (Clr)</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2345&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La tv turca attacca Israele e fa infuriare pure i palestinesi</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2344&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 6 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 7 aprile 2010<BR><BR></STRONG><EM>Un serial mette in mostra la cattiveria dei soldati israeliani. Ma la scena inventata di uno stupro scatena persino lo sdegno di Fatah.</EM><BR><BR>Zelo traditore, che brutta figura si fa quando si cerca di essere pi&#249; realisti del re. Se ci si poteva aspettare che la Turchia inciampasse sulla strada iperislamica e antisraeliana intrapresa recentemente, che fossero i palestinesi, bandiera di Erdogan, a sbugiardare la Turchia non si sarebbe mai potuto prevedere. La storia &#232; semplice: a ottobre la tv turca ha trasmesso un serial che ad ogni puntata mostrava la mostruosa cattiveria dei soldati israeliani. I soldati uccidevano e tormentavano con mostruosi sghignazzi bambini e donne palestinesi. Ok, fa parte della nouvelle vogue turca, la stessa che ha portato Erdogan a gridare insulti a Shimon Peres durante l&#8217;incontro di Davos.<BR>Il serial in questi giorni &#232; in onda su due tv del network saudita Mbc. Israele aveva gi&#224; protestato, ma si sa, il diritto alla libera espressione fa si che n&#233; gli Usa n&#233; gli europei alzino mai un dito specie quando si incita all&#8217;antisemitismo. Diverso &#232; con l&#8217;islamofobia, si capisce. Ma al tredicesimo episodio, in cui una famiglia palestinese torna dalla Giordania per trovare la sua casa distrutta dalle solite carogne, c&#8217;&#232; anche una scena molto espressiva in cui una prigioniera del carcere israeliano, Miriam, viene violentata dalle guardie. Uscita dalla galera la ragazza nel film viene uccisa dalla famiglia, ed &#232; sempre ovvia colpa degli israeliani.&nbsp;[...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2344&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 1 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/300726?30105></OBJECT><BR><STRONG><U><BR>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Siamo nella settimana di Pesah, la pasqua ebraica, la ricorrenza che ricorda la liberazione del popolo ebraico dalla schiavit&#249; d'Egitto.<BR>Anche Obama ha celebrato l'apertura della festivit&#224;, con la cena rituale del Seder, in cui si legge l'Hagad&#224;, il testo che ricorda appunto l'uscita dall'Egitto. Si discute sulla stampa israeliana e americana sull'interpretazione che il Presidente ha dato a questa lettura, a chi e cosa si riferiva parlando di "un mondo diviso tra oppressi e oppressori".<BR>La percezione in Israele di un Presidente non troppo amico e le difficolt&#224; nei rapporti con il grande alleato storico.<BR>Il precedente di Begin-Carter.<BR>Ma Netanyahu non ha interesse a delegittimare Obama e le sue azioni dimostrano che gli sta cercando di andare incontro: il s&#236; a "due popoli, due stati", il congelamento degli insediamenti (non a Gerusalemme Est, in quanto le costruzioni l&#236; non&nbsp;sono considerate "insediamenti" e questo punto &#232; sempre stato accettato nei precedenti colloqui di pace).<BR>La vera controversia tra Obama e Israele &#232; l'Iran e il suo programma nucleare, non il conflitto israelo-palestinese. L'Amministrazione americana, con la sua over-reaction sulla questione di Gerusalemme Est, ha lanciato un messaggio a Netanyahu: non azzardatevi a pensare di poter attaccare l'Iran.<BR><BR>Nuovi dossier della CIA sul nucleare iraniano presentati al Congresso e alla stampa, dopo l'annuncio da parte di Ahmadinejad riguardo alla costruzione di due nuove centrali. I dossier segnalano che l'Iran si &#232; dotato anche di una serie di sistemi balistici in grado di portare testate nucleari.<BR><BR>La Cina &#232; sospettata, insieme alla Russia, di aver contribuito sostanzialmente al programma nucleare iraniano. La Russia ha fatto un passo indietro, mentre la Cina tituba ancora. Il volume di affari tra questi due paesi &#232; veramente ingente. Ma qualcosa sembra stia cambiando: il 12 aprile la Cina,&nbsp;nella persona del Presidente Hu Jintao, ha annunciato che parteciper&#224; al prossimo incontro del 5+1 che dovrebbe concordare una nuova tornata di "sanzioni ragionevoli" nei confronti del regime iraniano.<BR><BR>La contropartita che la Cina potrebbe volere in cambio dell'appoggio alle sanzioni all'Iran sar&#224; probabilmente il rapporto dell'America verso la questione Tibet e Taiwan.<BR><BR>Arabia Saudita: l'imminente condanna a morte di un uomo, libanese sciita, accusato di "stregoneria" perch&#233; si occupava di astrologia (categoria da rubricarsi sotto la voce "idolatria").</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2342&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Cina pronta per le sanzioni all&#8217;Iran. Ma perch&#233; Obama non si muove?</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 1 Apr 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 2 aprile 2010</STRONG><BR><BR>S&#236;, la Cina andr&#224; a Washington al summit del 12 e 13 aprile: il presidente Hu Jintao sulla via del Sud America, dopo molti corteggiamenti, parteciper&#224; all&#8217;incontro sulla sicurezza nucleare e Iran. Il tema chiave, il Tema. Nei giorni scorsi annunciando che i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e la Germania avevano stabilito di preparare nuove sanzioni avendo la Cina abbandonato l&#8217;opposizione, il segretario di Stato americano Hillary Clinton aveva aggiunto, soddisfatta che ci sarebbe stata un&#8217;ulteriore tornata di consultazioni non solo fra i 5 pi&#249; uno, ma anche con gli altri membri del Consiglio. Insomma, la Clinton segnala con clamore che la promessa fatta da Barack Obama marted&#236;, forte anche del patto con Nicolas Sarkozy (&#171;siamo inseparabili sulle sanzioni iraniane&#187;, ha detto in visita al presidente americano) di procedere con nuove misure economiche nel giro di qualche settimana ha buone possibilit&#224; di riuscire ora che la Cina ha detto a mezza bocca: &#232; inaccettabile un Iran nucleare. Ma quanto &#232; disposta a marciare? Nessuno lo sa veramente, ed &#232; anche difficile mettere in fila le variabili dipendenti delle decisioni cinesi, in genere ispirate da uno spietato realismo. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2341&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>European politicians are living a lie about Israel: an interview with Fiamma Nirenstein</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 25 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>By Stefan Frank, March 26, 2010,</STRONG> <STRONG><A href="http://pajamasmedia.com/blog/european-politicians-are-living-a-lie-about-israel-an-interview-with-fiamma-nirenstein/">Pajamas Media</A></STRONG><BR><BR><EM>The Italian journalist Fiamma Nirenstein is the author of numerous books on anti-Semitism, Israel, and the Middle East conflict, including (in English) <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/libri.asp?Id=18">"Israel is Us"</A></STRONG> (JCPA, 2009) and </EM><A href="http://fiammanirenstein.com/libri.asp?Id=14"><STRONG><EM>"Terror: the New Anti-Semitism and the War against the West"</EM></STRONG></A><EM>&nbsp;(Smith &amp; Kraus, 2005).</EM></P>
<P><EM>In April 2008, she was elected to the Italian Chamber of Deputies as a member of Silvio Berlusconi&#8217;s People of Freedom (PDL) party. She is presently the vice-president of the chamber&#8217;s Committee on Foreign Affairs. In February, she accompanied Prime Minister Berlusconi on a three-day visit to Israel.</EM></P>
<P><EM>Stefan Frank spoke with Fiamma Nirenstein about Israeli construction in East Jerusalem, anti-Semitism on the left, European criticism of Israel, and the significance of Berlusconi&#8217;s recent visit. [...]</EM></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2340&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Crisi Usa-Israele 2: tutti contro Israele, ormai &#232; moda</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2339&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 25 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 26 marzo 2010<BR><BR></STRONG>Forza, diamoci gi&#249;. Quale migliore occasione per un attacco mondiale contro gli ebrei, pardon, contro Israele, di questo momento di frizione fra gli Usa di Obama, il presidente che con tutti i dubbi risultati ottenuti in politica mediorientale (Iran con i suoi mortali sberleffi, Siria e di conseguenza Libano che cadono in ambito iraniano, Turchia che passa all&#8217;islamismo, palestinesi sempre pi&#249; radicalizzati...) non pu&#242; tuttavia mai sbagliare.<BR>L&#8217;ultima ad essersi unita alle azioni diplomatiche antisraeliane &#232; l&#8217;Australia, che con mossa inusitata si associa all&#8217;Inghilterra che ha cacciato il capo del Mossad (e pare che i Servizi agli ordini di Sua Maest&#224; non siano per niente contenti) per dire che &#232; allo studio un&#8217;azione fotocopia se risulter&#224; che sono stati falsificati dagli israeliani anche passaporti australiani.<BR>Intanto ci pensano i quotidiani britannici a sollevare l&#8217;opinione pubblica in favore di Miliband e del suo partito laburista fortemente antisraeliano e della notevole porzione elettorale dei musulmani immigrati. Il </B>Daily Mail</B> sottolinea per esempio come &#171;Nessuno ha pi&#249; bisogno di alleati di Israele circondata da nemici&#187;, e poi lo stigmatizza proibendogli di fatto di reagire agli attacchi: &#171;Tuttavia invadendo il Libano (sgomberato nel 2000, </B>ndr</B>) e costruendo insediamenti nelle aree disputate di Gerusalemme... Tel Aviv (Tel Aviv?, </B>ndr</B>) sembra determinata a alienarsi ogni governo che le sia amica&#187;. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2339&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Netanyahu da Obama, gelo tra alleati</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 23 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 24 marzo 2010<BR><BR></STRONG>Resteranno delusi sia quelli che avrebbero voluto vedere un incontro di pugilato fra il presidente Obama e Benjamin Netanyahu, sia quelli che avrebbero desiderato assistere a un abbraccio durante l&#8217;incontro di ieri notte. Alla fine delle giornate del congresso dell&#8217;Aipac, la maggiore fra le associazioni americane filoisraeliane, l&#8217;incontro fra i due leader rimarca amore e odio: un disaccordo che pure non pu&#242; permettersi di distruggere un rapporto strategico fuori discussione. Israele e gli Stati Uniti, come ha esordito Netanyahu nel suo discorso, hanno davvero molto in comune e questo nemmeno l&#8217;infastidito Obama pu&#242; ignorarlo. Sono davvero due Paesi di frontiera in senso morale e fisico, anche se le loro dimensioni sono tanto diverse, in cui la realt&#224; storica e l&#8217;immaginario collettivo disegnano sempre un John Wayne o un Mosh&#232; Dayan campioni di libert&#224; e di democrazia in un mondo turbato da ideologie violente, autocratiche, terroristiche. Essi sono davvero due Paesi fratelli perch&#233; credono in Dio senza essere clericali. E ancor pi&#249; forse, Obama ha certo visto le statistiche per cui dieci americani contro uno ritengono che gli Usa debbano sostenere Israele. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2338&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2337&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 18 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Conversazione settimanale sull'attualit&#224; dal Medioriente con il Direttore di Radio Radicale Massimo Bordin.<BR><BR>Ascolta la registrazione:&nbsp;</P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/299850?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Missili fatali dalla Striscia: nove lanci nel corso della settimana, un missile&nbsp;ha ucciso&nbsp;un lavoratore tailandese di un Moshav nei pressi dei confini con la Striscia di Gaza.<BR>Il "giorno dell'ira" indetto da Hamas a seguito della vicenda di Ramat Shlomo.<BR>La propaganda mussulmana che dipinge una volont&#224; di Israele di "ebraicizzare" l'intera citt&#224; di Gerusalemme.<BR>La crisi israelo-americana: Obama, in un'intervista a Fox News, ha fatto dietro front sulla vicenda di Gerusalemme.<BR><BR>Il concetto di "insediamenti" a Gerusalemme: del tutto distinto da quelli della Cisgiordania.<BR>Nel dicembre scorso, Netanyahu ha annunciato un congelamento, molto lodato dall'amministrazione USA, delle costruzioni negli insediamenti della Cisgiordania, specificando che questo non riguardava Gerusalemme. Perch&#233; no? La situazione di Gerusalemme &#232; decisamente pi&#249; complessa. Prima della dominazione giordana nel 1948, per esempio il quartiere di Shekh Jarrah, che &#232; stato a sua volta al centro delle polemiche prima della vicenda di Ramat Shlomo, era un quartiere ebraico, dal quale gli ebrei vennero espulsi per mano giordana. Dopo il '67, gli ebrei hanno cercato di tornarvi. Ramat Shlomo &#232; un quartiere del tutto ebraico, con una popolazione principalmente ortodossa. In tutti gli accordi su una possibile divisione della citt&#224;,&nbsp;come quelli tra Arafat e Barak nel 2000, o tra Abu Mazen e Olmert nel 2007, questo quartiere veniva inserito nella parte ebraica di Gerusalemme. Anche per il fatto che &#232; inserito del tutto in una zona ebraica.<BR>Eli Ishai, il Ministro dell'Interno, forse alla ricerca di consensi, ha veramente usato un tempismo pessimo per annunciare la costruzione di queste 1600 unit&#224; abitative.<BR>Il viaggio di Netanyahu in America per il discorso all'AIPAC. La possibilit&#224; di un incontro estemporaneo con Obama.<BR><BR>La possibilit&#224; di una coalizione di Netanyahu con Kadima.<BR>Il documento di Kadima su Gerusalemme (contro il blocco delle costruzioni nella capitale).<BR><BR>Il tentativo di spaccare Kadima e di far riaggregare al Likud la fazione che si rif&#224; a Shaul Mofaz.<BR><BR>La predominanza della questione iraniana rispetto a quella palestinese per i vertici israeliani.<BR><BR>Curiosit&#224;: gli iraniani hanno richiesto alle infermiere di un ospedale boliviano di indossare il velo islamico, a fronte di un finanziamento iraniano di un milione di dollari.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2337&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Ora l'Italia porta una bandiera davvero atlantica ed europea</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 19 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale,</EM> 20 marzo 2010<BR><BR></STRONG>Sarebbe un incubo tornare ad essere l&#8217;Italia della politica estera che ha caratterizzato il nostro paese fino a qualche anno fa, quella andreottian-comunista, quella in cui la faceva da padrone, e non parlo solo del Medio Oriente, l&#8217;&#8220;equivicinanza&#8221;: essa era il necessario derivato di una visione della diplomazia italiana barocca e circonvoluta, tutta interna alle logiche della Guerra Fredda, in cui l&#8217;Italia era atlantista, perbacco, che altro, ma sempre caratterizzata da una particolare tenerezza per il mondo arabo, per tutti i movimenti di liberazione antiamericani, per il Sudamerica guevarista, per tutti i Paesi che si autodenominavano repubblica democratica, laddove democratico era un aggettivo fatto apposta per schiacciare un occhiolino d&#8217;intesa; la tenerezza era estesa sovente anche ai movimenti armati, naturalmente ritenuti di resistenza, compreso da ultimo quello degli Hezbollah. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2336&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Un fiore per Neda</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2335&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 17 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P align=center><OBJECT height=300 width=400><PARAM NAME="flashvars" VALUE="offsite=true&amp;lang=en-us&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F28849077%40N00%2Fsets%2F72157623527289319%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F28849077%40N00%2Fsets%2F72157623527289319%2F&amp;set_id=72157623527289319&amp;jump_to="><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true">   <embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&lang=en-us&page_show_url=%2Fphotos%2F28849077%40N00%2Fsets%2F72157623527289319%2Fshow%2F&page_show_back_url=%2Fphotos%2F28849077%40N00%2Fsets%2F72157623527289319%2F&set_id=72157623527289319&jump_to=" width="400" height="300"></embed></OBJECT></P><P align=left><BR><BR>Gioved&#236; &#232; stata una giornata molto importante per noi alla Camera. Abbiamo infatti invitato, per essere audito in Commission Esteri, Caspian Makan, dissidente iraniano che fu il fidanzato di Neda Soltan, uccisa dalle milizie del regime iraniano il 20 giugno scorso, la cui morte, ripresa da un cellulare, ha fatto il giro dei media mondiali, diventando il tragico simbolo della lotta per la libert&#224; del popolo iraniano.<BR>In serata abbiamo poi invitato il pubblico ad ascoltare la testimonianza di Caspian al Cinema Trevi, una sala messaci a disposizione dal Ministero dei Beni Culturali, dove abbiamo proiettato il film "Il Cerchio" di Jafar Panahi, vincitore del Leone d&#8217;Oro a Venezia nel 2000, un film molto crudo sulla condizione della donna in Iran. La scelta del film voleva essere una denuncia non solo delle continue violazioni di diritti umani in Iran, ma anche un omaggio al regista, che &#232; stato arrestato il 1 marzo a Teheran.&nbsp;E&#8217; la seconda volta che Panahi viene arrestato da quando sono iniziate le violente proteste di piazza dopo le elezioni presidenziali del giugno scorso. La prima &#232; stata l&#8217;estate scorsa proprio per aver preso parte ai funerali di Neda. Dal giorno del suo arresto, non si hanno pi&#249; sue notizie, e questa &#232; purtroppo&nbsp;la sorte di centinaia, alcune fonti dicono anche migliaia, di detenuti politici. [...]<BR><BR><STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2335"><EM>RIASCOLTA TUTTI GLI INTERVENTI</EM></A><BR><BR><A href="http://www.youtube.com/watch?v=xhaUWsKluJo">UN'AMICA CI HA SEGNALATO QUESTA CANZONE SCRITTA DA PAOLO PREITE:<BR>"She was Neda (don't forget your past)"</A><BR><BR></P></STRONG><P align=center><OBJECT style="WIDTH: 370px; HEIGHT: 282px" height=282 width=370><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/xhaUWsKluJo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/xhaUWsKluJo&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></OBJECT></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2335&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Obama detesta Netanyahu e sta creando problemi agli israeliani</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 16 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 17 marzo 2010<BR><BR></STRONG>L&#8217;ha spiegato molto bene il consigliere diplomatico che gest&#236; la crisi fra Rabin e gli Usa nel 1975: &#171;Gli Stati Uniti non devono mai creare una situazione in cui Israele si senta abbandonata: questo infatti incoraggia lo spirito bellicista della parte avversa e l&#8217;inflessibilit&#224; israeliana. Se gli Usa vogliono far avanzare il processo di pace, non devono mettere Israele in un angolo chiamando Ramat Shlomo &#8220;insediamento&#8221;. Ci&#242; che occorre da ogni parte &#232; una costruttiva ambiguit&#224;&#187;. Ed era quanto si era avuto fino ad oggi, con lo stop alle costruzioni nel West Bank per dieci mesi e la ripresa dei rapporti fra le parti tramite interposta persona. Poi, Obama ha protestato duramente su un accordo mai fatto, per il quale secondo lui Israele non dovrebbe pi&#249; costruire a Gerusalemme est prima che sia stato fatto nessun accordo. Ma &#232; noto che a Gerusalemme est abitano da sempre decine di migliaia di ebrei insieme agli arabi, e nessuno ha mai immaginato che in vista di un accordo su Gerusalemme tale presenza potrebbe essere obliterata. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2334&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Uno strano incontro con i diritti umani</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 10 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici, questa mattina la signora Navanethem Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, &#232; stata ascoltata dal Comitato permanente sui diritti umani della Commissione Esteri, della quale sono vicepresidente. Voglio comunicarvi brevemente la mia sorpresa, e l&#8217;ho espressa molto chiaramente anche alla Pillay, che comunque ringrazio di nuovo per l&#8217;istruttiva visita. La signora ha interpretato l&#8217;incontro come un&#8217;occasione per rivolgere all&#8217;Italia molti rimbrotti sulla nostra politica verso l&#8217;immigrazione e su quella che lei considera una criminalizzazione dell&#8217;immigrazione clandestina. Lo stesso ha detto sui Rom, e ha invitato i deputati a giustificarsi, anzi a discolparsi. L&#8217;invito non &#232; stato accolto n&#233; a destra n&#233; a sinistra, anzi, parecchi hanno sentito il bisogno di rivolgere domande alla Commissaria di un&#8217;organizzazione che definire problematica &#232; dir poco, sia per la sua scarsa incisivit&#224; che per la sua intollerabile partigianeria. Personalmente ho ricordato alla signora che il Consiglio&nbsp; per i Diritti Umani dell'Onu, organismo sottoposto alla Commissaria Pillay, nasce dalla screditata Commissione per i Diritti Umani, che vide tra i suoi presidente anche un campione del rispetto del diritti umani come la Libia e che fu sciolta da Kofi Annan nel 2006, dopo che aveva dedicato gran parte del suo lavoro a difendere, invece che i dissidenti, quasi tutti i dittatori del mondo. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>A strange encounter with human rights</FONT><BR><BR></STRONG></P><P>Dear friends,<BR>this morning Mrs Navanethem Pillay, U.N. High Commissioner for Human Rights, spoke before the Permanent Committee on Human Rights of the Foreign Affairs Committee, where I sit as Vice President.<BR>I would like to voice my surprise for what I heard from Mrs Pillay - a feeling that I expressed very clearly to her &#8211; still thanking her for her informative visit. <BR>The Commissioner interpreted the meeting as an opportunity to harshly criticize Italy&#8217;s policies on immigration and what she considers as the criminalization of illegal immigration.<BR>She voiced the same criticism on the policies concerning the Roma people and invited the Members of the Chamber of Deputies to justify themselves, indeed to clear themselves. This request was rejected by both the right and the left wing. Indeed, many mambers felt the need to ask the Commissioner some questions about the Organization where she serves, because it is deemed to be extremely problematic for its poor performace and its intolerable partisanship. I reminded the Commissioner that the UN Human Rights Council, which reports to her, stems from the discredited Commission on Human Rights. This Commission from 2003 was also chaired by a human rights champion such as Libya and was dissolved by Kofi Annan in 2006 after having devoted much of its work to defend almost all dictators in the world rather than dissidents. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2332&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>In Europa c'&#232; chi difende il burqa. E fa la festa alle donne</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 8 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 9 marzo 2010<BR></STRONG><BR>&#200; l&#8217;otto marzo, ed &#232; molto triste ma significativo che l&#8217;Europa lo debba festeggiare con l&#8217;oltraggiosa riflessione sul burqa che, nella ricorrenza, Thomas Hammarberg ha presentato sul giornale pi&#249; liberal d&#8217;Inghilterra, <STRONG><A href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/mar/08/europe-ban-burqa-veil">il Guardian</A></STRONG>, il solito che sostiene soprattutto i diritti degli estremisti e dei terroristi. Di Hammarberg ho un recente ricordo personale: una visita nella sua stanza della delegazione italiana al Consiglio d&#8217;Europa in cui gli furono porte forti rimostranze per una sua visita in incognito sul nostro terreno nazionale ai campi rom e per le sue aggressive conclusioni consegnate direttamente a Repubblica in un&#8217;intervista invece di elaborarle e discuterle, come si usa, in sede politica prima di pubblicizzarle. Fu gelido e formale, ceruleo, corretto e scostante quanto si pu&#242; immaginare possa un tipo come lui con l&#8217;Italia d&#8217;oggi, anche se la delegazione era bipartisan; ricordo di essere rimasta ipnotizzata per alcuni secondi dai suoi piedi, infilati, forse per dimostrare un fiero rifiuto del cuoio, invece che nelle scarpe, in pantofole di stoffa. Il suo commento adesso potrebbe essere che ho violato, parlando dei suoi piedi, la sua privacy, perch&#233; &#232; quella che sembra stargli molto a cuore quando ne parla come uno dei principali diritti umani violati se si proibisse alle donne musulmane di indossare il burqa. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2331&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>8 MARZO: LE DICHIARAZIONI HAMMAMBERG SUL BURQA SONO UN INSULTO ALLA FESTA DELLA DONNA</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 7 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>(ASCA) - Roma, 8 mar - ''E' insopportabile che il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, proprio nella Giornata Internazionale della Donna, <STRONG><A href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/mar/08/europe-ban-burqa-veil">si sia espresso contro ogni eventuale divieto legislativo del burqa</A></STRONG> in quanto ''potrebbe costituire una palese violazione del diritto al rispetto della vita privata e del diritto al rispetto di manifestare liberamente la propria religione''. Lo afferma in una nota Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.</P><P>''L'interpretazione di Hammarberg, del tutto formalista, dei principi su cui si regge la nostra societa' democratica - prosegue - , e' lo specchio di una visione cieca che rendera' impossibile affrontare realisticamente le sfide dei nostri tempi, in primis quella dell'integrazione. Il burqa esprime vergogna e disprezzo per il corpo della donna, lo rinchiude in una prigione che rappresenta senza ombra di dubbio la negazione del corpo femminile. Permettere che delle donne - e non sapremo mai quanto per libera scelta o per imposizione familiare - possano circolare segregate dal resto del mondo, costituisce una palese violazione di quei diritti sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo a cui Hammarberg si richiama.</P><P>Inoltre - aggiunge - il Commissario, sostenendo che il divieto del burqa impedisce la liberta' religiosa, sembra ignorare quello che viene ormai ripetuto anche dalle piu' alte cariche dell'Islam sunnita, come Mohammed Said Tantawi, grande Imam dell'Universita' al Ahzar, ovvero che il burqa non e' imposto dal Corano.</P><P>Durante le celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna - conclude Nirenstein - e' ben piu' giusto riflettere su quanto hanno lottato e lottano le societa' democratiche per i diritti delle donne e su quanto ogni attacco alla liberta' delle donne, anima e corpo, sia un attacco alla democrazia''.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2330&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Bush aveva ragione, da Bagdad speranza di libert&#224;</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2329&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 7 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 8 marzo 2010<BR><BR></STRONG>Lasciatemi essere per un momento molto personale, anzi, lasciatemi vantare. Avevamo ragione, e lo dico durante queste quinte elezioni irachene che tutto il mondo, nonostante le difficolt&#224;, definisce come un altro decisivo passo verso una democrazia s&#236; minimalista, in pericolo, ma in decisa ascesa verso la misteriosa composizione del puzzle sciita-sunnita eccetera verso quella magnifica, misteriosa aspirazione umana che &#232; la libert&#224;.<BR>L&#8217;ex presidente George Bush l&#8217;aveva capito, come Natan Sharansky, suo ispiratore che per esperienza in Russia aveva visto come i dittatori hanno i piedi d&#8217;argilla, e l&#8217;aveva capito anche un gruppo di strapazzati giornalisti e intellettuali. Ci fu pena e disgusto verso tutti questi oscuri neoconservatori, non si cap&#236; o non si volle capire niente dell&#8217;aspirazione libertaria di base che ne determinava il pensiero: essa fu addirittura scambiata per una specie di neofascismo imperialista. Hybris, petrolio, stupidit&#224;, imperialismo. Ce ne dissero di tutte. Non posso dimenticare il senso di sollievo il 15 dicembre del 2005 quando vidi la foresta di dita blu sollevate dopo il voto dalle donne velate e dagli uomini che avevano sfidato, in coda davanti ai seggi, la reazione sanguinaria del saddamismo, del qaedismo, dell&#8217;estremismo sciita.<BR>Il Corriere della Sera, il 7 febbraio, per la penna di Pierluigi Battista, scrisse in prima pagina che si doveva un risarcimento simbolico a quegli osservatori &#171;da Bernard Lewis a Oriana Fallaci a Paul Berman a Andrew Sullivan a Fiamma Nirenstein&#187; che &#171;si erano affannati a definire, in solitudine e spesso accompagnati da dileggio, &#8220;antifascista&#8221; la guerra contro Saddam e per l&#8217;Irak libero&#187;. Molti invece, dall&#8217;altra parte, avevano evocato come &#8220;resistenza&#8221;, spesso marciando in piazza nel rogo delle bandiere degli Stati Uniti, la lotta armata anti-americana in Irak, con la sicumera di chi distribuisce, diceva Battista, &#171;il ruolo dei buoni e dei cattivi&#187;. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2329&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Apartheid week: la malafede dei professori anti-Israele</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 6 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 7 marzo 2010<BR><BR></STRONG>La apartheid week contro Israele che si sta concludendo in troppi campus in giro per il mondo, comprese, che peccato, le universit&#224; di Firenze, Pisa, Milano (mentre la Sapienza di Roma con un bel colpo di reni ha siglato un accordo con l&#8217;Universit&#224; di Tel Aviv), &#232; uno degli eventi pi&#249; intellettualmente ripugnanti mai concepiti. &#200; il sesto anno che professori e allievi estremisti mobilitano gli atenei sul tema &#171;Israele stato di apartheid&#187;: non sono tanti, ma l&#8217;impatto delle campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele sono come il suono del campanello per il cane di Pavlov, e la risposta allo stimolo &#232; la criminalizzazione e la delegittimazione dello Stato ebraico.<BR>Cos&#236; come il mondo distrusse l&#8217;indegno regime sudafricano di apartheid, suggerisce la settimana, altrettanto deve fare con Israele. Uno Stato accusato di discriminare per motivo etnico, razziale, religioso i suoi cittadini deve sparire, pensa il mondo attuale. E la &#171;settimana&#187; non ha nel mirino il razzismo nei suoi tanti aspetti e latitudini: &#232; uno Stato nella sua specificit&#224; che &#232; preso di mira, e il velenoso paragone con il Sudafrica dell&#8217;apartheid, sparito per la pressione internazionale, suggerisce l&#8217;indegnit&#224; di Israele a esistere. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2328&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2327&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 21 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/298050?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Il 19 di gennaio, l'omicidio di Mahmoud al-Mabhouh, tra i leader di Hamas e uno dei fondatori delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam. Responsabile di diverse azioni terroristiche contro Israele, ma soprattutto l'uomo chiave nel traffico di armi tra Iran, Hezbollah e&nbsp;Hamas a Gaza.<BR>Questo episodio, la cui responsabilit&#224; &#232;&nbsp;attribuita al Mossad, si inserisce in una catena di operazioni che sembrano avere un comun denominatore: a&nbsp;dicembre, un autobus sul quale viaggiavano ufficiali iraniani e membri di Hamas, &#232; stato fatto esplodere a Damasco (i siriani, con grande imbarazzo, dissero che era scoppiata una gomma).<BR>Il mese dopo, un gruppo di Hamas e Hezbollah &#232; stato attaccato nel sud di Beirut. Poi l'omicidio di Mahbouh il 19 di gennaio (la notizia &#232; stata diffusa dopo settimane).<BR>Prima ancora c'&#232; da collegare la morte del leader di Hezbollah Imad Mughniyeh (febbraio 2008).&nbsp;Nel mirino c'&#232; chiaramente l'asse iraniano-siriano-libanese.<BR><BR><U>E' in corso uno scontro interno?<BR></U><BR>Il capo della polizia di Dubai, durante una conferenza stampa, ha dichiarato che <STRONG><A href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/feb/21/mahmoud-al-mabhouh-passports-hamas">molte delle informazioni sui movimenti di Mabhouh sono state fornite da membri di Hamas stessi</A></STRONG>. Pare anche che molte informazioni venissero fornite da palestinesi di Gaza legati a Dahlan.<BR><BR><U>Le reazioni nel mondo</U><BR><BR>L'indignazione dell'Inghilterra e dell'Irlanda (convocano gli ambasciatori israeliani). La Germania non l'ha fatto, nonostante fosse coinvolto anche un passaporto tedesco.<BR>Non si &#232; parlato di assassinio extragiudiziario. La preoccupazione &#232; per l'uso improprio di passaporti.<BR><BR>Il ritorno di El Baradei in Egitto, dopo aver appena concluso il suo mandato come Direttore dell'Agenzia Internazionale Atomica. C'&#232; un movimento popolare che lo vorrebbe presidente al posto di Mubarak.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2327&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2326&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 4 Mar 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/298802?30105></OBJECT>
<P><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Si torna ai colloqui indiretti tra Israeliani e Palestinesi, con l'intermediazione americana. Non si sa ancora dove avranno luogo.<BR><BR><U>Sul fronte interno israeliano</U>: si stanno ridistribuendo le maschere antigas. Corruzione: nuova inchiesta su Lieberman.<BR><BR>Previsto sabato l'arrivo dell'inviato americano in Medioriente, George Mitchell, insieme al Vicepresidente Joe Biden, che far&#224; un discorso stile Obama al Cairo. Perch&#233; lui e non Obama stesso, ci si chiede in Israele?<BR>Nei giorni scorsi al Cairo Abu Mazen &#232; stato convinto&nbsp;dai paesi della lega Araba ad accettare queste trattative, nonostante il freezing parziale nella costruzione nei territori.<BR>La reazione di Hamas: il ritorno a questi colloqui &#232; una perdita di tempo e rappresenta una ulteriore rottura con Abu Mazen.<BR><BR><U>Damasco</U>: la settimana scorsa summit tra Ahmadinejad, Bashar Assad, Hassan Nasrallah (il capo di Hezbollah che non si muove quasi mai dal suo bunker per la paura di attentati)&nbsp;e Khaled Meshal, il leader di Hamas residente appunto in Siria.<BR>Ahmadinejad si &#232; recato in visita in Siria a pochi giorni dall'insediamento del nuovo ambasciatore americano, che gli USA avevano deciso di ritirare nel 2005, a seguito dell'assassinio dell'allora premier libanese Rafik Hariri (per cui &#232; indicato dagli inquirenti il coinvolgimento di vertici militari e politici siriani).<BR><BR>Nell'incontro forti attacchi non solo a Israele, ma anche agli USA stessi. La riunione poi &#232; continuata a Teheran dopo due giorni e sembra che si siano portati in tavola intenti bellici non troppo velati, con la crazione di nuovi focolai di guerra tra Hezbollah e Israele per creare un diversivo all'attenzione mondiale sul nucleare iraniano.<BR><BR><U>Frattura interna a Hamas</U>: uccisione di Mahbouh a Dubai. Il ruolo di <STRONG><A href="http://www.youtube.com/watch?v=SmmujStCGxM">Mossab Hassan Yousef</A></STRONG>, figlio di uno dei fondatori di Hamas, convertito&nbsp;al Cristianesimo&nbsp;e collaboratore per anni con i servizi segreti israeliani. Nonch&#233; il ruolo di due palestinesi di Gaza, dipendenti di una impresa edile di Dahlan, con precedenti nei servizi segreti di Fatah, arrestati dalla Giordania nei giorni scorsi.<BR><BR>Mahmoud Al-Zahar, ex ministro degli esteri di Hamas, ha dato le dimissioni dal gruppo che trattava lo scambio tra Ghilad Shalit e i prigionieri palestinesi. Anche il mediatore palestinese ha abbandonato. Sembra che Zahar e Hanyie non ne possano pi&#249; della gestione di Khaled Meshal da Damasco.<BR><BR><U>Turchia:</U>&nbsp; La commissione esteri della Camera americana (con 23 voti vs 22) ha deliberato di denominare ufficialmente "genocidio" l'eccidio di un milione e mezzo di Armeni durante la prima guerra mondiale, facendo andare su tutte le furie la Turchia, che ha richiamato l'ambasciatore in patria.<BR><BR><BR>Secondo gli studi della Freedom House, 15 su 18 paesi arabi sono migliorati sul fronte del suffragio e dell'alfabetizzazione delle donne. In particolare per quanto riguarda Kuwait, Algeria e Giordania. Ma a un certo miglioramento dei diritti civili, tuttavia ancora non corrisponde un'emancipazione della donna nell'ambito domestico e familiare.&nbsp;La Tunisia e la Giordania sono gli unici che offrono una legislazione contro la violenza domestica.<BR><BR>La settimana contro l'apartheid di Israele che si sta celebrando in questi giorni in molte universit&#224; del mondo e in 4 italiane.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2326&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il vertice dell&#8217;asse del male che mette paura al mondo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2325&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 27 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 28 febbraio 2010</b><br>
&nbsp;<br>
<i>Summit a Damasco tra Ahmadinejad, il siriano Assad e i capi di Hamas
e Hezbollah. Tutti uniti per spingere l&#8217;assalto di Teheran contro
l&#8217;Occidente. Minacce: il ministro siriano Moallem parla di &#171;guerra
definitiva&#187;. Obama sbeffeggiato.</i><br>
<br>
Se si parla di guerra, si riuniscono i generali, si contano le armi, si
sbatacchiano gli scudi e si sventolano gli stendardi, pu&#242; darsi che ci
sia una guerra in vista. L&#8217;esame delle ultime mosse strategiche
iraniane ci fornisce un messaggio che riassumiamo prima di analizzare
gli eventi: di fronte all&#8217;ipotesi di sanzioni serie che finalmente si
prefigurano dopo i rifiuti del regime degli ayatollah di cessare
l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, l&#8217;Iran sta valutando l&#8217;opportunit&#224; di
aprire un focolaio bellico che attiri tutta l&#8217;attenzione
internazionale, e assegna i ruoli. L&#8217;obiettivo &#232; Israele, e il
grilletto che dovrebbe aprire il fuoco sarebbero gli Hezbollah, ormai
in possesso di 40mila missili in grado di colpire la zona industriale
di Israele nel nord, Tel Aviv e il Negev. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2325&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2325&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
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    <title>Omicidio di Dubai: guerra senza divise</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2324&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 23 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 24 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>La logica deve essere un&#8217;opinione al Quai d&#8217;Orsay, se il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha trovato consequenziale legare la morte di un terrorista come Mahmoud Al Mabhouh alla necessit&#224; assoluta della nascita di uno Stato palestinese, e in tempi brevi. In generale, &#232; davvero debilitante, politicamente e intellettualmente, che dall&#8217;assassinio mirato di Dubai l&#8217;Europa abbia ricavato una nuova spinta pacifista, per cui il ministro degli Esteri spagnolo Miguel &#193;ngel Moratinos e Kouchner, con un articolo comune, ma senza l&#8217;approvazione di Nicolas Sarkozy, che ha parlato di soluzioni negoziate, spingono a forza una soluzione tutta europea per uno Stato palestinese entro 18 mesi.<BR>Non &#232; certo un caso che in parallelo con questo giuramento di Pontida, l&#8217;Unione abbia formulato luned&#236; la sua condanna per &#171;gli assassini del comandante a Dubai che... hanno usato falsi passaporti degli Stati europei&#187;. Senza specificare chi &#232; stato. Ma una condanna a Israele d&#224; forza a una nuova pressione a cedere ai palestinesi senza trattative e quindi senza che prendano le loro responsabilit&#224;. Il nuovo assassinio mirato non spinge affatto a chiedersi come mai Mabhouh facesse di mestiere il collettore di missili per Hamas, ma solo se lo Stato palestinese sia un&#8217;urgenza inderogabile. Se poi le sgridate provengono dall&#8217;Inghilterra (Gordon Brown avr&#224; le elezioni alla fine dell&#8217;anno, con tre milioni di votanti musulmani), dalla Francia e dall&#8217;Irlanda dove gli episodi di antisemitismo hanno avuto un&#8217;impennata legata alla guerra di Gaza, allora &#232; anche facile leggervi una ricerca di popolarit&#224; a casa propria. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2324&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Onu, che vergogna se l&#8217;Iran decider&#224; sui diritti dell&#8217;uomo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2323&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 16 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Il Giornale,&nbsp;17 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>Per capire cos&#8217;&#232; diventato l&#8217;Onu basta pensare che forse a maggio l&#8217;Iran, con il suo carico di condanne a morte di dissidenti e omosessuali, con la sua persecuzione dei dissidenti, diventer&#224; membro del Consiglio dell&#8217;Onu per i Diritti umani con il voto della maggioranza dei 192 membri dell&#8217;assemblea generale. Non c&#8217;&#232; niente da ridere. Teheran ci sta lavorando parecchio, e le possibilit&#224; sono alte: i nuovi membri del Consiglio, composto di 47 Paesi, saranno eletti a scrutinio segreto. La durata del mandato &#232; di tre anni. Il gruppo asiatico adesso ha a disposizione quattro posti e gioca su cinque candidati: la Malaysia, le Maldive, il Qatar, la Thailandia... e l&#8217;Iran. Un calibro da 90 rispetto agli altri, in grado di dire semplicemente &#171;fatti pi&#249; in l&#224;&#187; a parecchi soggetti. E il gioco sarebbe fatto.<BR>Dunque l&#8217;Iran potrebbe, magari mentre gli vengono comminate le famose sanzioni che tanto tardano nonostante la violenza fisica e la protervia atomica del regime, ricevere una legittimazione internazionale attraverso la maggioranza automatica dei Paesi non allineati e dei Paesi islamici, e acquisire cos&#236; potere decisionale sulla moralit&#224; del mondo, su chi giudicare buono e chi cattivo, su chi spedire alla Corte penale internazionale, chi accusare di crimini di guerra. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2323&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Sconcertante e grottesca la candidatura dell'Iran al Consiglio diritti umani dell'ONU</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2322&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 14 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Roma, 15 FEB (Velino) - "Non si sa se ridere o piangere alla notiziadella candidatura dell'Iran a un seggio nel Consiglio per i DirittiUmani dell'Onu dal giugno prossimo, per tre anni: e' una candidaturasconcertante e grottesca, nonostante il paradosso continuo delledinamiche delle Nazioni Unite, che perlopiu' proteggono i violatori didiritti umani a causa di assurde maggioranze automatiche". Lo dichiarain una nota Fiamma Nirenstein, esponente del Pdl e vicepresidente dellacommissione Esteri della Camera.<br>"Proprio in questi giorni la violenta risposta del regime iraniano allerichieste di democrazia da parte della sua popolazione ha segnato unanuova quantita' di estreme violazioni di diritti umani, con uccisioni,imprigionamenti senza processo e persecuzione di dissidenti - prosegue-. Condivido e lodo le parole dell'ambasciatore Laura Mirachian, nostrorappresentante permanente presso le organizzazioni internazionali diGinevra, che oggi con estrema chiarezza ha espresso la contrarieta' delnostro Paese a questa candidatura. La partita resta tuttavia aperta dalmomento che<br>i posti a disposizione per il gruppo asiatico sono 4 e i candidati inlizza 5 (oltre all'Iran, il Qatar, la Malesia, le Maldive e laThailandia). Se, a causa di pressioni politiche, uno degli altri 4candidati dovesse rinunciare, l'Iran entrera' automaticamentenell'organismo che dovrebbe in teoria sorvegliare la morale del mondo.Giusto per completare il paradosso, la questione si pone proprio in<br>questi giorni in cui il Consiglio per i Diritti Umani stesso staesaminando le violazioni iraniane dalle elezioni del giugno scorso inavanti". [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2322&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Intervento in Aula sull'Iran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2321&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 14 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><A href="http://www.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idSeduta=282&amp;resoconto=stenografico&amp;indice=alfabetico&amp;tit=00100&amp;fase=#sed0282.stenografico.tit00100"><STRONG>Resoconto stenografico, seduta di gioved&#236; 11 febbraio 2010<BR></STRONG></A><BR>FIAMMA NIRENSTEIN Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi dato la parola, vorrei anch'io, dopo il collega intervenuto precedentemente, sottolineare la nostra attenzione, come Parlamento italiano, nei confronti di questa giornata, che pu&#242; essere decisiva o fatale per quei coraggiosi che cercano di prendere le strade mentre il potere degli ayatollah dispiega tutta la sua forza per opprimerli, imprigionarli, ucciderli. Voglio ricordare anche che questa aggressivit&#224; insopportabile nei confronti di coloro che ormai stanchi, dopo tanti anni di oppressione teocratica, cercano di scrollarsi di dosso un regime che ormai tormenta le donne, uccide gli omosessuali, perseguita i dissidenti, questa oppressione va di pari passo con l'arricchimento dell'uranio che avviene in maniera conclamata e ormai palese.<BR>Dopo aver rifiutato le migliori proposte che l'Occidente aveva fatto ad Ahmadinejad, a partire dall'ottobre scorso quando gli aveva proposto di arricchire l'uranio - gi&#224; arricchito al 3 per cento - al di fuori dei suoi confini e restituirglielo gi&#224; arricchito e quindi pronto per un uso pacifico, soltanto due giorni or sono il potere centrale iraniano dopo essersi preso gioco di noi pi&#249; volte - &#232; ormai dal 2003 che lo sta facendo, ma in particolare in questi mesi a partire da ottobre, quando ha ricevuto la proposta della Nazioni Unite - ha rifiutato una volta per tutte questa proposta di mano tesa e sta procedendo a tutta velocit&#224; all'arricchimento dell'uranio, dimostrando cos&#236; che i suoi fini sono sostanzialmente aggressivi.<BR>L'Iran &#232; l'unico Paese dell'ONU che minaccia quotidianamente di morte un Paese dell'ONU, e lo fa dentro l'Assemblea dell'ONU, inficiando cos&#236; tutte le buone intenzioni nate nel consesso internazionale all'indomani del disastro della seconda guerra mondiale. Noi qui abbiamo tre elementi di cui il nostro Parlamento deve tenere gran conto: la crescita verticale ed esponenziale della preparazione di ordigni micidiali, che non sono solo la bomba atomica, ma anche i missili Shahab 2 e 3 ormai realizzati e un sistema antimissili S-300 sostitutivo di quello che persino i russi si sono ormai rifiutati di fornire all'Iran; l'oppressione complessiva e generalizzata sia delle minoranze dissidenti, sia di quelle che il regime crede contravvenire ai principi dell'islamismo per come lo interpreta; infine la minaccia di genocidio che l'altro giorno quaranta premi Nobel, con un articolo pubblicato a pagamento su The New York Times, hanno dichiarato passibile di processo da parte del Tribunale dell'Aja, come tentativo di genocidio. Io credo che il nostro tribunale... (il lapsus non &#232; casuale), il nostro Parlamento si debba associare alla richiesta dei quaranta premi Nobel di processare Ahmadinejad per il tentativo di genocidio al Tribunale dell'Aja (Applausi).</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2321&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>E nell&#8217;ombra si nasconde la terza Intifada</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 13 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 14 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>La teoria dei corsi e ricorsi &#232; un po&#8217; vecchiotta, ma quando mercoled&#236; scorso un poliziotto palestinese al posto di blocco di Tapuah nell&#8217;West Bank ha pugnalato, uccidendolo, un soldato israeliano, tutta Israele non ha potuto fare a meno di ricordare quell&#8217;ottobre del 2000, quando la pace sembrava fatta, gli accordi di Oslo ancora non erano stati distrutti a Camp David, e tutt&#8217;a un tratto un poliziotto palestinese, in una di quelle speranzose ronde congiunte di forze armate palestinesi e israeliane insieme, spar&#242; in testa a un soldato di Tzahal. Poco dopo, ci fu l&#8217;assalto alla tomba di Giuseppe, dove un soldato israeliano druso fu ferito a morte e mor&#236; dissanguato perch&#233; una torma jihadista non lasci&#242; arrivare i soccorsi. Era l&#8217;anticamera dell&#8217;Intifada. Oggi, i segnali somigliano a quelli antichi: due mesi fa, &#232; stato ucciso un padre di sette figli, Meir Chai, e fra i tre assassini, tutti di Fatah, uno era un membro dei servizi di controspionaggio; nel novembre del 2007 tre poliziotti palestinesi uccisero un abitante di Shaveui Shomron, negli insediamenti. Un mese dopo due membri del Servizio Generale di Intelligence uccisero due autostoppisti israeliani. E non &#232; finita qui. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2320&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Let's go on</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2319&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 11 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Dear friends,<BR><BR>Just a few lines to keep you posted on my recent initiatives.&nbsp;We passed through an extremely prolific and significant period of work.<BR>I'm writing now having just came back from a very intensive week in Israel: first, I was part of President Berlusconi&#8217;s delegation for the first bilateral summit between Italy and Israel. Eight Italian Ministers took part in it and it was very successful, as you could probably see from the great media coverage that was granted to this historical event. You can read some of my impressions in one of my recent articles I&#8217;m forwarding below.<BR><BR>Just one day after Berlusconi&#8217;s visit ended, on February 4th, I led the delegation of MPs we promoted in the framework of our very active Italy-Israel Parliamentary Friendship Association. This was our second visit to Israel. Last year we concentrated in the Southern border, while this year we focused on the Jerusalem question, the "freezing" issue and the Northern border. The group, totally voluntary and self-funded, was made of 30 people, 14 MPs from the various political parties (totally bipartisan), some of them accompanied by their partners, professors and journalists. We had a ultra intensive 5 days program, from Thursday 4, coming back with the Tuesday 9 early morning flight in order to be right back for the voting in the Parliament&#8230; [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2319&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2318&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 11 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><br><br><object data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/297373?30105" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/297373?30105"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"></object><strong><u><br><br>Sintesi degli argomenti della puntata di questa settimana:<br><b><br></b></u></strong><b>Sul fronte iraniano:</b>
il cambiamento di Mir Hossein Mousavi, da esponente della leadership
iraniana, tra i principali sostenitori del programmma nucleare, a
leader del movimento di democratizzazione.<br>Il movimento &#232; forte. Ma anche il consenso di Ahmadinejad sembra esserlo, almeno a giudicare dalle piazze che lo sostengono.<br>A
meno ch enon si riesca ad aiutare il movimento interno in maniera
determinante, cher per&#242; sembra molto difficile, la comunit&#224;
internazionale deve intervenire sul fronte delle sanzioni. Venerd&#236;
prossimo si riunisce il Consiglio di Sicurezza ONU per deliberare in
merito.<br>La Russia si &#232; convinta nel corso degli ultimi mesi che l'Iran &#232; un pericolo anche per la Russia stessa.<br>Il
premier israeliano Netanyahu ha in programma una visita in Russia in
settimana per sensibilizzare Putin e Medvedev in vista della riunione
del COnsiglio di SIcurezza.<br><br>L'Unione Europea frattando ha votato
in settimana, per la prima volta, un documento sul mancato rispetto dei
diritti umani in Iran. E su questo fronte l'anello debole &#232; costituito
da un altro membro permanetente del COnsiglio di Sicurezza ONU, la Cina.<br><br>Sembra
che le sanzioni che verranno valutate la settimana prossima, siano
mirate a colpire le elite e quanto meno la popolazione.<br><br>Israele
richiede lo stopo completo dell'arricchjimento dell'uranio da parte
dell'Iran, mentre la comunit&#224; internazionale parla solo di "volerlo
controllare". E questo nonostante sua dal 2003 che le trattative per un
nucleare, in teoria a scopi civili, vanno avanti, con un Iran che ha
preso pi&#249; volte in giro l'interlocutore.<br><br><b>Sul fronte Israele/Autorit&#224; Nazionale Palestinese (ANP):</b>
Mitchell ha proposto il ritorno a negoziati indiretti. Ovvero,
significa tornare indietro a 16 anni fa. In cambio di alcune
condizioni, il 20 febbraio si dovrebbe riaprire un dialogo tra Israele
e ANP con intermediazione.<br><br>A un check point a Tapuach, nelle
vicinanze di Gerusalemme, un soldato israeliano &#232; stato accoltellato e
ammazzato da un ufficiale palestinese. Trattasi di uno di qeulli
ufficiali che vengono istruiti proprio dalle forze di polizia americane
e israeliane. Gi&#224; nell'ottobre 2000 si verific&#242; un episodio simile:
durante un pattugliamento congiunto tra israeliani e palestinesei, un
ufficiale palestinese spar&#242; a uno israeliano e questo fu uno degli
episodi che diede il via alla Seconda Intifada.<br>Salam Fayyad, il
primo ministro palestinese, ha condannato questo attacco, dimostrando
cos&#236; l'importanza del training israelo-americano delle forze di polizia
palestinesi, al quale non possiamo rinunciare.<br><br>Per Fayyad &#232; un
modo di indicare, soprattutto al popolo palestinese, che in realt&#224; la
situazione non sta andando cos&#236; male: il mercato azionario palestinese
&#232; cresciuto del 12% nel corso del 2009 e a Gerusalemme e al nord di
Jerico, si stanno compiendo importanti progetti di pianificazione
urbana per la popolazione palestinese.<br><br>Lo scandalo sessuale
all'interno dell'ANP, che vede coinvolto Rafik Al-Husseini, uno dei
principali consiglieri di Abu Mazen. La storia &#232; stata scoperta
inizialmente dal giornalista palestinese Khaled Abu Toameh, che ha
intervistato un avvocato, ex funzionario dei servizi di intelligence
palestinesi a capo dell'unit&#224; anti-corruzione dell'ANP, di nome Fahmi
Shabaneh. Nell'intervista, Shabane rivela numerosi casi di corruzione e
in sostanza rivolge un appello ad Abu Mazen: elimina le mele marce nei
vertici dell'ANP, o far&#242; nomi e cognomi che ti comprometteranno
seriamente.<br><br>Ora Shabaneh, originario di Hebron, <a href="http://www.jpost.com/MiddleEast/Article.aspx?id=168327"><b>&#232; ricercato da un mandato di cattura da parte dell'ANP</b></a>.
E' scappato verso Gerusalemme Est, dove, per sua stessa ammissione, ha
gi&#224; proveduto a comprare una tomba, ritenendo di avere i giorni contati
per via dell'entit&#224; delle sue rivelazioni.<br><br>Nota positiva in
conclusione: sono state appena create due nuove unit&#224; di salvataggio
della Protezione Civile israeliana, interamente arabe, ognuna composta
di 25 volontari, il 25% donne.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2318&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>IRAN: NIRENSTEIN (PDL), AL FIANCO DELL'ADNKRONOS PER LIBERTA' INFORMAZIONE</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2316&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 9 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 10 feb. (Adnkronos) - ''La minaccia rientra nella politica, ormai istituzionale del regime iraniano, di oscurare l'informazione. E' l'unico paese membro dell'Onu che minaccia di distruzione un altro paese dell'Onu, impicca i dissidenti, minaccia l'Italia, cosi' come tutti i paese democratici e liberali''. Lo dice Fiamma Nirenstein, commentando la minaccia rivolta alla redazione di Aki-Adnkronos International dall'Esercito informatico iraniano'.<BR>La parlamentare del Pdl esprime ''solidarieta' all'Adnkronos, la cui azione e' indispensabile per il pluralismo dell'informazione: sono al suo fianco in questa battaglia per le liberta' di informazione''.<BR><BR>IRAN: 'ESERCITO INFORMATICO IRANIANO' MINACCIA AKI</P><P>Teheran, 10 feb. - (Adnkronos/Aki) - "Il potente Esercito Informatico Iraniano ammonisce tutti i siti d'informazione e gli attivisti coinvolti nel ''progetto soft'', intento a rovesciare il governo, che, come siamo riusciti ad oscurare il sito ''Mowjcamp'', abbiamo la possibilita' di colpire anche altri centri d'informazione che vogliano continuare la propria attivita' ostile al popolo iraniano. Questi soggetti devono essere consci che potranno essere colpiti drasticamente, dal nostro esercito, nello spazio virtuale''. <BR>E' la minaccia contenuta in un messaggio fatto pervenire via mail alla redazione di Aki-Adnronos International. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2316&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;Iran ci attacca? &#200; un buon segno</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2315&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 9 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 10 febbraio 2010</STRONG><BR><BR>Non &#232; una novit&#224; vedere l'Italia al centro dell'attenzione dell'integralismo islamico. Ci sono parecchi imam e mufti che a svariate latitudini inveiscono appena possono contro Roma, i crociati, il cristianesimo, la civilt&#224; occidentale, e promettono la vittoria. L'attacco di ieri all'ambasciata italiana &#232; parte dell'anima della rivoluzione iraniana e della guerra islamista contro l'Occidente: quel qualche centinaio di basiji che lanciavano pietre e gridavano morte all'Italia devono avere sentito echeggiare nei loro imi precordi sentimenti profondi, cos&#236; come chi ha preparato la protesta contro il discorso di Berlusconi a Gerusalemme e ha chiamato a severo colloquio il nostro ambasciatore, &#232; senz'altro convinto che si tratti di una tappa come tante altre di un conflitto alla lunga inevitabile, proprio per l'essenza laica e democratica del nostro Paese. Perch&#233; l'Iran, che festeggia domani, il 22 di Bahman, 11 di febbraio, la rivoluzione del 1979, &#232; aggressiva ontologicamente. Lo sciismo di Ahmadinejad e di Khamenei crede che, per facilitare l'arrivo del suo Messia, non il migliorare l'accordo e l'accomodamento siano necessari, ma che lo siano invece il conflitto, il confronto e anche la conflagrazione finale. Allora sar&#224; garantita la redenzione e la supremazia islamica sulla storia. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2315&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>IRAN: NIRENSTEIN (PDL), ATTACCO ALL'AMBASCIATA &#200; UNA MEDAGLIA PER L'ITALIA</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2314&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 8 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>IRAN: NIRENSTEIN (PDL), ATTACCO ALL'AMBASCIATA &#200; UNA MEDAGLIA PER L'ITALIA<BR>CI FA ONORE CHE SIA PRESO DI MIRA L'IMPEGNO PER LA LIBERT&#192; E LA DEMOCRAZIA</P>
<P>Roma, 9 feb. (Adnkronos) - &#171;L'attacco alla nostra ambasciata, che giunge dopo le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a favore dei diritti dell'opposizione in Iran, &#232; un evento che ci fa onore&#187;. Lo dice all'ADNKRONOS la vice presidente della commissione Esteri di Montecitorio Fiamma Nirenstein (Pdl), dopo il tentato assalto da parte di un centinaio di persone alla sede diplomatica italianaa Teheran. &#171;D'altronde -aggiunge- &#232; un'azione che si conf&#224; ad un regime oppressivo e completamente antidemocratico come quello iraniano, la cui unica preoccupazione &#232; reprimere il popolo, fabbricare la bomba atomica e perseguire il genocidio del popolo ebraico. Che la nostra ambasciata sia stata presa di mira -conclude- &#232; una medaglia che il nostro Paese pu&#242; vantare sul fronte della difesa della libert&#224; e della democrazia&#187;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2314&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;amore di Israele per Silvio? Lui sfida il politically correct</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2313&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 3 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><B><I>Il Giornale</I>, 4 febbraio 2010</B><BR><BR>&#171;Ma perch&#233; non resta da noi, cosa ha da fare in Italia?&#187; ha esclamato il conduttore del telegiornale del Canale statale tv dopo aver parlato ieri di Berlusconi. &#171;Dopo tre giorni con lui devo dirlo: &#232; uno charmeur irresistibile&#187; ha ripetuto il giornalista del secondo canale. Ma addirittura Shimon Peres lo ha definito Shimsh&#236;, solare, nel discorso alla colazione in cui ha anche suggerito in maniera semplice e diretta al leader italiano che &#171;la stampa chiacchiera ma gli elettori scelgono&#187;. &#171;Lei ci ha scaldato il cuore&#187; ha sorriso Peres durante la colazione di saluto di ieri, e non si riferiva alla indubbia simpatia che il Premier italiano ha suscitato, ne alla storiella che ha raccontato, ma soprattutto alle prese di posizione sostanziali e coraggiose di Berlusconi in tutte le occasioni in cui si &#232; espresso, e in particolare durante l&#8217;intervento alla Knesset. Berlusconi &#232; stato diverso da tutti i leader europei, non ha cercato di insegnare niente a nessuno ma ha offerto la sua stima e la sua mediazione a un Paese che, ha detto, &#171;bisogna ringraziare per il solo fatto di esistere&#187;.&nbsp; [...]<BR><BR><STRONG>Israel's love for Berlusconi? He challenges the political correctness<BR><BR><EM>Il Giornale</EM>, February 4, 2010<BR><BR></STRONG>"But why don&#8217;t you remain with us, what do you have to do in Italy&#8221; exclaimed the anchorman of the State TV Channel news program in talking about Berlusconi. "After three days with him, I must say: he is an irresistible charmeur" chimed the journalist of the second channel. Indeed Shimon Peres defined him shimsh&#236;, sunny, in his speech delivered during the official reception. He also simply and directly said to the Italian leader that &#8220;the press chits chats but voters choose&#8221;. &#8220;You warmed our hearts&#8221; smiled Peres during the farewell lunch on the last day of Berlusconi&#8217;s visit. And he was not referring to the undoubted popularity the Italian Prime Minister gained, nor to the joke he told. But he referred specifically to the substantial and courageous positions that Berlusconi took on all the occasions in which he expressed his opinion. And in particular, during his speech to the Knesset. Berlusconi had a different approach with respect to all other European leaders. He did not try to teach anything to anyone. But he offered his appreciation and mediation to a country that &#8211; as he said &#8211; &#8220;we must thank for its very existence&#8221;. He did not leave the title &#8220;best friend of Israel&#8221; to remain a rhetorical exercise and the moving story of his mother Rosa who saved a Jewish woman as part of Bibi Netanyahu&#8217;s welcome speech: on a day in which the enemies turned up with every possible means, with war threats from Syria and large bombs launched in the sea probably by Hamas to blast shores and Israeli ships and to cause a massacre. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2313&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Dura battaglia al Consiglio d'Europa...</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2312&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 30 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR><BR>In questi giorni al Consiglio d&#8217;Europa (CDE),&nbsp;a Strasburgo,&nbsp;ho condotto una dura battaglia, sostenuta dai miei compagni del gruppo PPE, per ottenere una migliore mozione sul Medio Oriente.<BR>Il rapporto, richiesto alla Sottocommissione Medioriente del CDE, di cui anche&nbsp;io sono componente,&nbsp;era stato affidato all'On. Piero Fassino, anche lui componente della delegazione italiana presso questa istituzione.<BR>Il rapporto &#232; stato presentato durante la&nbsp;prima sessione plenaria del CDE, che quest'anno si &#232; svolta&nbsp;nella settimana del Giorno della Memoria.&nbsp;A proposito: ho presentato <STRONG><A href="http://assembly.coe.int/Mainf.asp?link=/Documents/WorkingDocs/Doc10/EDOC12137.htm">una&nbsp;dichiarazione affinch&#233; l'Aula celebrasse&nbsp;il ricordo della liberazione di Auschwitz</A></STRONG> (perch&#233; non c'era&nbsp;assolutamente&nbsp;nulla in&nbsp;agenda!). Dopodich&#233;, il dibattito sul rapporto sul&nbsp;Medioriente (badate bene: il rapporto &#232; proprio titolato "La situazione in Medioriente", tuttavia, e non ce ne stupiamo molto, si concentra per circa 40 dei 49 paragrafi che lo compongono, unicamente sul conflitto Israelo-Palestinese. Alla situazione in Siria, Libano e Turchia, per esempio, sono riservati un paragrafo ciascuno!) si &#232; svolto in maniera serratissima. I tempi in Aula sono molto stretti: il CDE non va confuso con una istituzione europea, bens&#236; &#232;&nbsp;un'organizzazione internazionale il cui scopo &#232; promuovere la democrazia, i diritti dell'uomo, l'identit&#224; culturale europea, di cui fanno parte 47 Stati, compresi&nbsp;quindi&nbsp;stati non membri dell'Unione Europea, come la Svizzera, la Turchia, la Russia, l'Ucraina.<BR>Io avevo presentato, col sostegno dei colleghi di partito, 28 emendamenti a questo rapporto, per spiegare ognuno dei quali avevo a disposizione&nbsp;circa trenta secondi.<BR>A questo link potete trovare il botta e risposta che si &#232; svolto sugli emendamenti: <A href="http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261500E.htm">http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261500E.htm</A>.<BR>E' stata una vera e propria lotta. Vi consiglio questa lettura per capire come viene trattata la vicenda mediorientale: in maniera superficiale, conformista e chiaramente pregiudizialmente contro Israele.<BR>Il rapporto completo (emendato in parte, perch&#233; molti dei miei emendamenti, messi ai voti dell'Aula, sono stati bocciati) lo trovate invece&nbsp;qui: <A href="http://assembly.coe.int/ASP/Doc/ATListingDetails_E.asp?ATID=11141">http://assembly.coe.int/ASP/Doc/ATListingDetails_E.asp?ATID=11141</A><BR><BR>Infine, qui di seguito trovate il testo del mio intervento nel dibattito generale sul rapporto, anche questo molto sintetico per via dei tempi ristretti (l'intero dibattito &#232; disponibile a questo link: <A href="http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261000E.htm">http://assembly.coe.int/Main.asp?link=/Documents/Records/2010/E/1001261000E.htm</A>). [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2312&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Andiamo avanti</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2311&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 1 Feb 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR><BR>poche righe da Israele dove mi trovo con la delegazione del presidente Berlusconi. Rester&#242; qui anche per unirmi alla delegazione di parlamentari dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele, che giungeranno questo gioved&#236;. Queste poche righe sono solo per dire che in questi giorni ho la bella sensazione che il lavoro di accumulare un chicco di sabbia sopra l&#8217;altro, un cucchiaino d&#8217;acqua del mare insieme all&#8217;altro, alla fine sia un lavoro con un significato. In questi giorni, quali che siano le opinioni politiche sul freezing o quelle sul Golan, la mia sensazione &#232; che esista un mondo che ha di Israele una visione realistica, non vista attraverso la lente deformante dell&#8217;odio arabo e palestinese che ne fa una grottesca caricatura di uno stato razzista, indegno di vivere, ma un meraviglioso simbolo dell&#8217;irrinunciabile amore della cultura ebraica per la democrazia e di resistenza di fronte al costante pericolo di vita.<BR><BR>Berlusconi ieri ha visitato Yad Vashem con concentrazione e passione intense, incitando la guida (molto brava) a continuare con le sue spiegazioni, fermandosi davanti a ogni fotografia. La cena con Bibi Netanyahu non ha trattato di banalit&#224; diplomatiche, ma sempre e soprattutto di Iran, di terrorismo, di collaborazione economica, di cose vere.</P>
<P>Veniamo da giorni di lavoro duro, io e Sharon insieme a altre persone di buona volont&#224;. come Veronica e vari colleghi del Parlamento che verranno con noi in viaggio, fra loro l&#8217;Onorevole Pianetta, che &#232; il presidente dell&#8217;Associazione di Amicizia Italia-Israele. Due iniziative pubbliche, <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2303">una sul rapporto Goldstone sulla guerra tra Israele e&nbsp;Hamas dell'anno scorso</A></STRONG>&nbsp;e una <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2309">sull&#8217;informazione nel mondo palestinese</A></STRONG>, con la proiezione di scioccanti filmati provenienti dalle TV palestinesi.<BR>A Strasburgo, <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2312">al Consiglio d&#8217;Europa ho condotto una dura battaglia</A></STRONG>, sostenuta dai miei compagni del gruppo PPE, per ottenere una migliore mozione sul Medio Oriente. Questa &#232; veramente incredibile e vi raccomando la lettura del resoconto (in questo post precedente: <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2312">http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2312</A>).<BR>Alla Camera, abbiamo tenuto la prima sessione della commissione d&#8217;indagine conoscitiva sull&#8217;antisemitismo, <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2306">con un'audizione del Ministro Frattini</A></STRONG>, meditata e seria, nel Giorno della Memoria. Ho scritto, come sempre, tanti articoli. E ancora molto troverete se scavate un po' nel blog, molto nelle coscienze che percorrono questo cammino con noi. Da gioved&#236;, cammineremo con una ventina di parlamentari fra israeliani e palestinesi, cercando di fare quello che &#232; riuscito bene, come si vede durante questa visita, a Berlusconi: vedere una realt&#224;, amarla, aiutare. Mandate i vostri commenti, andiamo avanti.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2311&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>&quot;Silvio, amico sincero&quot;: un bene raro per Israele</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2310&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 31 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 1 febbraio 2010</STRONG><BR><BR><EM>I media di Gerusalemme esaltano il ruolo di Berlusconi in un Paese a rischio di genocidio, tra Hamas, Hezbollah e l&#8217;incubo dell&#8217;atomica<BR></EM><BR>Un amico... haver tov, un buon amico. Gi&#224; dalla giornata precedente all&#8217;arrivo di Silvio Berlusconi in Israele tutti i media cartacei, radiofonici, televisivi erano pieni di questa espressione. Per Israele gli amici sinceri sono importanti quanto rari, specialmente quando arrivano dall&#8217;Europa. Israele &#232; abituata a vedere il mondo gestire con le pinze la sua situazione, sa che avere un rapporto caldo e gentile come quello di Berlusconi con lo Stato ebraico e con Bibi Netanyahu &#232; una scelta costosa, che il mondo islamico guarda e aggrotta le sopracciglia. Israele &#232; spesso calunniata e rimproverata mentre la premono mille minacce esistenziali, e il fatto che qualcuno capisca quanto &#232; duro difendere l&#8217;unica democrazia del Medio Oriente le dona un attimo di respiro, una autentica consolazione. Il panorama che Berlusconi vedr&#224; sar&#224; quello di una societ&#224; piena di voglia di vivere, di un&#8217;economia che si basa sull&#8217;innovazione tecnologica. Netanyahu, che ci tiene molto a dare un suo segno fortemente liberale, ha creato l&#8217;ambiente perch&#233; l&#8217;indice delle cento compagnie israeliane pi&#249; forti nello stock Exchange di Tel Aviv siano cresciute dell&#8217;88,8% in un anno, riprendendosi velocemente dalla crisi del 2008. Lo standard medio della vita &#232; simile a quello italiano. Sembra incredibile che sia una societ&#224; minacciata di genocidio, affaticata dalle spese militari, in cui la leva militare &#232; di tre anni, e in cui il pericolo &#232; pane quotidiano. L&#8217;Iran &#232; oggi il centro dell&#8217;attenzione strategica, un pericolo chiaro e presente: Israele lo vede appollaiato sui suoi confini, sempre pi&#249; aggressivo. Al nord Hezbollah, parte importante del governo libanese, milizia sciita integralista armata dagli ayatollah lungo il confine israeliano, &#232; pronto a scattare quando l&#8217;Iran lo ordini. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2310&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Seminario del &quot;Palestinian Media Watch&quot; alla Camera su &quot;Ideologia e indottrinamento nei media e nei testi scolastici palestinesi&quot; </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2309&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 27 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>(ANSA) - ROMA, 28 GEN - ''In inglese, Abu Omar parla di processo di pace ma in arabo, rivolto al proprio popolo, afferma che Israele non esiste ne' ha il diritto di esistere''.<BR>&nbsp;&nbsp; E' rivolto a una comunita' internazionale ''del tutto inconsapevole'' l'appello fatto oggi dal direttore Itamar Marcus e dai ricercatori dell'ong israeliana Palestinian Media Watch (Pmw), che ha illustrato quella che ha definito la campagna sistematica di istigazione all'odio contro gli ebrei e al terrorismo internazionale condotta dai palestinesi e tragicamente rivolta soprattutto ai bambini, in un seminario organizzato oggi dall'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele.<BR>&nbsp;&nbsp; La ong israeliana, che si occupa di analisi e monitoraggio delle televisioni e dei testi scolastici palestinesi, ha proiettato per due ore estratti di spot televisivi, documentari ma soprattutto 'insegnamenti' veicolati, a suo giudizio, per conquistare la mente dei piu' piccoli: personaggi di cartoni animati - Topolino incluso - che inneggiano allo sterminio degli ebrei, libri di testo che incitano all'odio, scuole e campi da gioco intitolati alla ''stimata martire'' Dalal Mughrabi, autrice del sanguinoso attentato terroristico del 1978, nel quale morirono 37 ebrei.<BR>&nbsp;&nbsp; Secondo la Ong israeliana, si tratta di una campagna capillare che, se sottovalutata, rischia di degenerare con conseguenze catastrofiche per l'umanita'. Che non sembra pero' preoccuparsi ''perche' dai tempi della Guerra Fredda, il mondo e' stato diviso in due parti, gli imperialisti cattivi e i buoni sofferenti, e in questo i palestinesi sono riusciti a piazzarsi molto bene'', ha detto l'onorevole Fiamma Nirenstein (Ufficio di Presidenza dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele). La conseguenza e' la diffusione di una serie di ''menzogne sconfinate e ripetute'' che ha prodotto la cecita' di ''un'opinione pubblica precondizionata dall'Onu, dalle ong e da tutti gli istituti internazionali in cui ci sono delle maggioranze precostituite dei paesi islamici''.<BR>&nbsp;&nbsp; La soluzione auspicata e' che i governi occidentali pongano la condizione di ''educazione alla pace'' prima di concedere finanziamenti all'Autorita' Palestinese. E monitorino costantemente cio' che avviene nelle scuole e sui media di molti paesi arabi, al di la' delle parole di pace pronunciate solo in inglese dai loro leader. (ANSA).<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Il Palestinian Media Watch al Parlamento Italiano</FONT><BR><BR>Cronaca di Costantino Pistilli, <EM>Informazione Corretta</EM><BR>16 febbraio 2010<BR><BR></STRONG>Quello che il premier palestinese dice in inglese alla comunit&#224; internazionale non lo ripete, in arabo, al proprio popolo.&nbsp;Lo ha dimostrato Itamar Marcus, direttore del Centro <STRONG><A href="http://www.palwatch.org/">Palestinian Media Watch</A></STRONG> al seminario "Ideologia e indottrinamento nei media e nei testi scolastici palestinesi". Marcus, dal 1996, monitora e analizza testi scolastici, programmi tv, documentari, cartoons, giornali: in Palestina intere generazioni sono educate all&#8217;odio e alla violenza contro l&#8217;ebreo, singolo e collettivo, cio&#232;, Israele. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2309&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;odio per gli ebrei c&#8217;&#232; ancora: ora si chiama antisionismo</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 27 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Il Giornale, 28 gennaio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Chi nega il diritto dello Stato d&#8217;Israele a esistere riprende gli odiosi metodi di quanti cercarono di sterminare un popolo<BR></EM><BR>A leggere i tanti comunicati e prese di posizione nel Giorno della memoria si assiste a una variegata dimostrazione di buona volont&#224;, ma molte volte, mi dispiace, gli ebrei non c&#8217;entrano niente. Spesso non &#232; una parola sul loro sterminio, sull&#8217;antisemitismo e su come combatterlo quella che viene pronunciata, gridata, sussurrata da uomini politici e fondi di giornale, ma piuttosto una presa di posizione sulla propria personale virt&#249;, sulle virt&#249; della memoria in s&#233; o su temi generici come la difesa dei gruppi che soffrono pregiudizi e persecuzioni da parte di maggioranze. Si dicono due parole di circostanza, poi si parla di Hiroshima, dei pellerossa, delle minoranze etniche ospiti in Italia, del Darfur, della memoria della Resistenza offesa dalle scritte antisemite, dell&#8217;immigrazione sfruttata al Sud; tutte cose che denotano sentimenti elevati, e anche una decisa volont&#224; di obliterare il fatto che l&#8217;antisemitismo attuale ha come obiettivo gli ebrei, lo Stato d&#8217;Israele. C&#8217;&#232; chi si indigna che proprio nel Giorno della memoria i muri di Roma siano stati imbrattati con svastiche, ma chi dichiara la sua indignazione si dimentica di dire che le scritte dicono &#8220;Hamas vincer&#224;&#8221; e &#8220;Usa e Israele boia&#8221;. Quello non d&#224; noia. Qualcuno arriva a punti comici, come il Manifesto, che denunciava Israele anche ieri sul suo sito: &#171;Israele attacca l&#8217;Iran mentre il mondo ricorda l&#8217;Olocausto&#187;. Che maleducato. Peccato che l&#8217;Iran nel frattempo gli prometta di nuovo lo sterminio. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2308&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il burqa &#232; disprezzo per la donna e la democrazia, va vietato</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2307&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 26 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</STRONG></P><P>&#8220;Non deve essere permesso nel nostro paese indossare il burqa, o qualsiasi altro tipo di velo integrale. E non perch&#233; si tratti di un simbolo religioso: molti esperti di Islam negano infatti che lo sia e inoltre i simboli religiosi nel nostro paese sono permessi come espressione della libera scelta dell&#8217;individuo.<BR>Il dibattito riguarda invece un fenomeno culturale e rappresenta inoltre una violazione delle norme di sicurezza vigenti da anni in Italia. <BR>Il burqa esprime vergogna e disprezzo per il corpo della donna, lo rinchiude in una spaventosa e scomoda prigione che rappresenta senza ombra di dubbio la negazione del corpo femminile.<BR>Inoltre, nascondendo il volto della persona, ne impedisce l&#8217;identificazione, come stabilito invece dal nostro ordinamento, secondo cui ogni cittadino deve poter essere immediatamente identificato.<BR>Le societ&#224; democratiche hanno fatto memorabili battaglie per il diritto delle donne a essere fiere del proprio corpo. Quindi reputo ogni attacco alla libera esposizione del corpo femminile un attacco alla democrazia&#8221;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2307&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Giorno della Memoria: Frattini apre l&#8217;Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo alla Camera</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2306&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 26 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>Shoah: Frattini apre l&#8217;Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo alla Camera<BR></STRONG></P><P><STRONG><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/296054">ASCOLTA LA REGISTRAZIONE DELL'AUDIZIONE</A>: <A href="http://www.radioradicale.it/scheda/296054">http://www.radioradicale.it/scheda/296054</A><BR><BR><BR><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/296054?30105></OBJECT><BR><BR><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</EM></STRONG></P><P>&#8220;Sono molto fiera del modo in cui la Camera dei Deputati ha scelto oggi di commemorare la Giornata della Memoria: l&#8217;invito del Presidente Fini al premio Nobel Elie Wiesel a intervenire nell&#8217;Aula di Montecitorio e l&#8217;inaugurazione dell&#8217;Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo con la prima audizione del Ministro Frattini&#8221;, ha dichiarato l&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.<BR>&#8220;In questo giorno, nel ricorrere del 65esimo anniversario dalla liberazione del campo di sterminio Auschwitz-Birkenau, purtroppo dobbiamo registrare che la minaccia di sterminio nei confronti del popolo ebraico &#232; ancora reiterata pi&#249; volte dal Presidente Iraniano Ahmadinejad e dai suoi alleati. Questo invito alla distruzione di Israele &#232; la conseguenza di un barbaro antisemitismo che trova la sua base tenace nella negazione della Shoah e in insensate accuse a Israele di razzismo e persecuzione nei confronti del Palestinesi&#8221; ha affermato Nirenstein nel corso dell&#8217;audizione del Ministro Frattini dinanzi alle Commissioni Esteri e Affari Costituzionali congiunte, che compongono il Gruppo di Indagine Conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo istituito dal Presidente Fini, e che ha cominciato oggi i suoi lavori.<BR>&#8220;Mi associo alla preoccupazione del Ministro Frattini&#8221; ha aggiunto Nirenstein &#8220;per i dati riportati dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), dai quali emerge che, se il 56 per cento degli italiani non nutre sentimenti antisemiti, il 44 per cento mostra in qualche modo ostilit&#224; agli ebrei e il 12 per cento degli italiani si dichiara apertamente antisemita. Inoltre, concordo con il Ministro nel dichiarare che gran parte dei sentimenti antisemiti si esprimono con un attacco razzista e spregiudicato nei confronti dello Stato d&#8217;Israele&#8221;</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2306&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>GIORNATA DELLA MEMORIA: DOMANI PRESENTAZIONE AVVIO INDAGINE CONOSCITIVA SU ANTISEMITISMO</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2305&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 25 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>GIORNATA DELLA MEMORIA: DOMANI PRESENTAZIONE AVVIO INDAGINE CONOSCITIVA SU ANTISEMITISMO;&nbsp;PRIMA AUDIZIONE AL MINISTRO FRATTINI<BR></P>
<P><A href="http://nuovo.camera.it/336"><STRONG>SARA' POSSIBILE SEGUIRE IN DIRETTA SUL SITO DELLA CAMERA L'AUDIZIONE DEL MINISTRO FRATTINI, DALLE 8:30</STRONG></A><STRONG>*<BR></STRONG><BR>Roma, 26 gen. (Adnkronos) - Domani, in occasione del Giorno della Memoria, la Camera avvier&#224; l'indagine conoscitiva sull'antisemitismo con la prima audizione del ministro deli Esteri Franco Frattini, davanti alle commissioni Esteri e Affari Costituzionali riunite. Alle 9,15, alla Sala del Mappamondo, si terr&#224; una conferenza stampa per presentare l'indagine e i suoi obiettivi. All'incontro parteciperanno Frattini, insieme all'ufficio di presidenza dell'organo parlamentare, Fiamma Nirenstein del Pdl, Pietrangelo Ferrari del Pd e Raffaele Volpi in rappresentanza della Lega Nord.<BR>L'indagine conoscitiva sull'antisemitismo, riferisce una nota, varata nell'ottobre scorso su mandato della presidenza della Camera, verr&#224; svolta congiuntamente dalle commissioni Esteri e Affari<BR>Costituzionali almeno per tutto il corso del 2010 con l'obiettivo, di istituire &#171;un'attivit&#224; di monitoraggio e di approfondimento tematico del fenomeno dell'antisemitismo, sia a livello internazionale che nazionale. L'indagine sar&#224; indirizzata a evidenziare i nuovi caratteri che tale fenomeno ha assunto rispetto alle impostazioni tradizionali, con particolare riferimento all'odio etnico e religioso alimentato dal fondamentalismo e allo strumentale intreccio con l'antisionismo e il negazionismo&#187;.<BR>L'indagine, con sopralluoghi sul campo e numerose audizioni di esperti e testimoni, dall'Italia e dall'estero, &#232; mirata a verificare in primo luogo il grado di consapevolezza dell'opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e del sistema educativo, l'adeguatezza degli apparati e delle misure legislative nazionali e delle previsioni delle convenzioni internazionali e infine l'efficacia degli organismi preposti al contrasto dell'antisemitismo.<BR><BR><EM><STRONG>* Al link </STRONG></EM><A href="http://nuovo.camera.it/336"><EM><STRONG>http://nuovo.camera.it/336</STRONG></EM></A><EM><STRONG>&nbsp;(dal sito </STRONG></EM><A href="http://www.camera.it/"><EM><STRONG>www.camera.it</STRONG></EM></A><EM><STRONG>, sezione Camera Video, cliccare su Conferenze stampa)</STRONG></EM></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2305&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Osama vs Obama: forse adesso la Casa Bianca cambier&#224; toni</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2304&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 24 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 25 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Non sono molte, negli anni, le dichiarazioni in cui la fantasmatica voce di Osama Bin Laden fa menzione di Israele; anzi, per molti anni la sua attenzione stragista &#232; stata molto pi&#249; concentrata sui crociati (i cristiani) anche se associati ritualmente agli ebrei in generale (siamo infedeli tutti quanti), sull&#8217;Occidente blasfemo e peccatore oppressore dell&#8217;Islam e soprattutto incarnato dagli Usa, e sulla parte infedele che macchia la Ummah Islamica, i moderati rinnegati da riconquistare con la forza alla Sharia, secondo Osama.<BR>Ai tempi dell&#8217;11 di settembre, che Bin Laden cita nel suo ultimo messaggio come un precedente all&#8217;attacco non riuscito del terrorista Umar Al Farouq Abdulmutallab, Gerusalemme era un elemento marginale per Al Qaida. Oggi invece, in questo messaggio, diventa centrale, anzi, retrospettivamente, a sentir lui, anche le Twin Towers sono state distrutte per difendere la giusta causa dei palestinesi, anzi, con balzo retroattivo, per aiutare la povera gente di Gaza, assediata da Israele. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2304&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2303&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 23 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2303&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Goldstone report conferece 21.1.2010.jpg" alt="Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento" title="Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>Cari amici,<BR>gioved&#236;&nbsp;abbiamo tenuto&nbsp;alla Camera il convegno sul Rapporto Goldstone. Sono intervenuti, moderati da Pierluigi Battista, Laura Mirachian, l'Ambasciatore italiano presso l'ONU a Ginevra, il Prof. Dore Gold, ex Ambasciatore israeliano presso l'ONU di New York, il Generale Giovanni Marizza, che &#232; stato vice comandante della forza multinazionale in Iraq, oltre al Presidente dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele e me.<BR>Il dibattito &#232; stato molto interessante. L'Ambasciatore Mirachian, che ha votato contro l'adozione del Rapporto da parte del Consiglio dei Diritti Umani,&nbsp;ci ha raccontato molti retroscena di quanto avviene presso questo organismo dell'ONU con&nbsp;sede Ginevra, un organismo gestito da maggioranze automatiche che non risponde assolutamente alla sua funzione di monitoraggio del rispetto dei diritti umani nel mondo. Dore Gold e il Generale Marizza hanno fornito un'importante analisi del Rapporto. Grazie a Radio Radicale, potete sentire tutto il convegno a questo link:<BR><A href="http://www.radioradicale.it/scheda/295639"><STRONG>http://www.radioradicale.it/scheda/295639</STRONG></A>.<BR><BR>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http%3A%2F%2Fwww.radioradicale.it%2Fscheda%2Fembedcfg%2F295639%2F99999></OBJECT><BR><BR><BR><STRONG>La vera storia della guerra tra Israele e Hamas<BR><FONT size=3>Perch&#233; il Rapporto Goldstone non &#232; attendibile</FONT></STRONG><BR><EM>di Andrea Loquenzi Holzer, <A href="http://www.loccidentale.it/articolo/+perch%C3%A8+il+rapposto+goldstone+non+%C3%A8+attendibile+.0085115">L'Occidentale</A>, 23 gennaio 2010</EM><BR><BR><EM>Il Rapporto Goldstone che accusa l'esercito Israeliano di aver commesso crimini di guerra durante le recenti operazioni militari nella Striscia di Gaza &#232; stato finora al centro di un intenso dibattito. A gettare luce sulla questione &#232; intervenuto il convegno che si &#232; tenuto il 21 gennaio dal titolo "Il Rapporto Goldstone, un pericoloso fraintedimento", organizzato dall'associazione interparlamentare di amicizia Italia-Israele, con Dore Gold, Fiamma Nirenstein, Pierluigi Battista, Giovanni Marizza e Laura Mirachian.</EM>&nbsp; <BR><BR>Il giudice sudafricano Richard Justine Goldstone ha presieduto la commissione d&#8217;inchiesta voluta dal Consiglio sui Diritti Umani dell&#8217;Onu per investigare &#8220;tutte le violazioni dei diritti umani e della legge umanitaria internazionale che potrebbero essere stati commessi nel contesto delle operazioni militari condotte all&#8217;interno dell Striscia di Gaza, nel periodo compreso tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009&#8221;. La &#8220;fact finding mission&#8221; &#232; stata originata dalla risoluzione dell&#8217;UNHRC (il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite - United Nations Human Rights Council) del 12 gennaio 2009. Gli altri membri della commissione erano Christine Chinkin del Regno Unito, Hina Jilani dal Pakistan e il Colonnello irlandese Desmond Travers.<BR>Il giudice Goldstone si era detto &#8220;sopreso in quanto ebreo&#8221; per essere stato scelto come capo commissione ma anche di credere fermamente dei diritti umani e nella legge di guerra e nel fatto che i civili hanno diritto alla massima protezione possibile durante il corso di conflitti armati.<BR>La Human Rights Watch con sede a New York (di cui Goldstone faceva parte), ha applaudito alla scelta dell&#8217;ex-membro come capo commissione, sottolineando le sue doti di imparzialit&#224; universalmente riconosciute. Alcuni commentantori come il Professor Gerald Steinberg, o l&#8217;autrice Melanie Phillips, hanno invece fatto notare che, nonostante avesse rassegnato le dimissioni da HRW, Goldstone non poteva dirsi al riparo da accuse di partigianeria, visto che l&#8217;organizzazione newyorkese aveva in precedenza pi&#249; volte accusato Israele di violenze nei confronti della popolazione civile palestinese. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2303&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Haiti: se il Paese della guerra salva le vite</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2302&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 20 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2302&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/haiti.jpg" alt="Haiti: se il Paese della guerra salva le vite" title="Haiti: se il Paese della guerra salva le vite" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p><strong><em>Il Giornale</em>, 21 gennaio 2010<br><br></strong><em>Una parte della stampa internazionale accusa Israele di ignorare i diritti umani. Eppure ad Haiti &#232; in prima fila soprattutto nella cura dei feriti e nella ricerca dei dispersi. Chi viene da una terra dove la morte &#232; sempre in agguato, rispetta il valore dell&#8217;esistenza.</em><br><br>Chi vede che cosa sta facendo Israele ad Haiti, resta a bocca aperta: non c&#8217;&#232; mezzo di comunicazione di massa, non c&#8217;&#232; rappresentanza diplomatica che non abbia lodato il lavoro di quei volontari che non dormono e salvano vite a catena, e che lo fanno al massimo della competenza scientifica e umana. Ma non illudiamoci: non ci vorr&#224; molto perch&#233; Cnn, Sky News, Cbs e tutte le tv internazionali, accusino di nuovo Israele di essere un Paese crudele, violatore di diritti umani, oppressore, assassino di bambini. Loro lo sanno, ma seguitano a lavorare fra le rovine e nell&#8217;ospedale da campo.<br>&#171;Loro&#187; sono i duecentoventi medici e paramedici israeliani, fra cui molti soldati, che sono arrivati per primi sull&#8217;isola distrutta, hanno cominciato a scavare e non hanno ancora smesso, hanno messo su un ospedale da campo che non sgarra di un millimetro dai migliori standard internazionali; a questo ospedale si rivolgono tutti i Paesi che cercano con buona volont&#224;, ma in grande confusione (prima di tutto gli Stati Uniti), di portare aiuto ai terremotati. &#171;Solo gli israeliani sono riusciti a portare velocemente un&#8217;assistenza avanzata&#187;, ha detto alla Cnn la dottoressa Jennifer Furin della Harvard Medical School. [...]</p><p>Vedi anche:<br></p><p><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/4258">"Mi chiamo Israele, Il primo bimbo nato a Haiti si chiama Israel per ringraziare lo stato ebraico degli aiuti"</a></p><p>di Giulio Meotti<br></p></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2302&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2302&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Un discorso pieno d&#8217;affetto, ma il Papa non ha mai citato Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2301&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 17 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 18 gennaio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Ine ma tov u ma naim shevet ahim beyahad</EM>. Com&#8217;&#232; bello e com&#8217;&#232; dolce sedersi insieme da fratelli. Il salmo lo dice, e ieri non &#232; stata retorica: quando lo hanno ripetuto sia Rav Di Segni che Benedetto XVI alla sinagoga di Roma, l&#8217;ha cantato il coro, si &#232; avuto il senso di come sia possibile cambiare, svoltare, forgiare la storia con la volont&#224;. Quante ferite nel rapporto fra cristiani e ebrei, e quale ammirevole gesto di amicizia. Il pubblico fitto degli ebrei romani ieri ha riempito la sinagoga, ha coperto di affetto e di rispetto Papa Ratzinger, e Papa Ratzinger ha a sua volta dardeggiato simpatia, per quello che si pu&#242; capire dal sorriso timido e tutto preso nel suo ragionamento, con molteplici sguardi e segni personali affettuosi agli ex deportati e a Rita Levi Montalcini, oltre che alla sinagoga calda, cerimoniale, ecumenica con gli alti cappelli, gli abiti, i tallit roteanti, i canti tenorili e ben intonati, che solo a Roma sono cos&#236; italiani.<BR>L&#8217;antisemitismo e la Shoah sono stati protagonisti del discorso del Papa, il puntiglio della memoria che ha ripercorso la tragedia ebraica risponde chiaramente alle polemiche sui vescovi lefebvriani (come dire &#171;non ho un briciolo di simpatia per le loro tesi&#187;), la lode per chi cerc&#242; di salvare gli ebrei ha messo un punto personale sulla polemica su Pio XII: take the best, forget the rest, prendiamo ci&#242; che c&#8217;&#232; stato di buono e dimentichiamo le mancanze, dedichiamoci insieme alla memoria dei giusti. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2301&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2301&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>&quot;Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento&quot;</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2300&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 16 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><div align="center"><b>CONVEGNO</b><br>
<br>
<i>A un anno dalla guerra tra Israele e Hamas</i><br>
<br>
<b><font size="3">"Il Rapporto Goldstone: un pericoloso fraintendimento" </font></b><br>
<br>
<i>Modera</i>: Pierluigi Battista, Corriere della Sera <br>
<br>
<i>Intervengono: </i><br>
<br>
<b>Amb. Laura Mirachian</b> &#8211; Rappresentante Permanente d&#8217;Italia presso l&#8217;ONU e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra<br>
<br>
<b>Prof. Dore Gold</b> &#8211; Presidente del Jerusalem Center for Public
Affairs, Gerusalemme, ex Ambasciatore d&#8217;Israele presso le Nazioni Unite
di New York<br>
<br>
<b>Gen. Giovanni Marizza</b>, ex Vice comandante del corpo d&#8217;armata multinazionale in Iraq <br>
<br>
<i>Commenti: </i><br>
<br>
<b>On. Fiamma Nirenstein</b>, Vicepresidente della Commissione Esteri, Camera dei Deputati<br>
<br>
<b>On. Enrico Pianetta</b>, Presidente dell&#8217;Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele<br>
<br>
<b>On. Gianni Vernetti</b>, ex Sottosegretario agli Esteri <br>
<br>
<font size="3"><b>Gioved&#236;&nbsp; 21 gennaio 2010, ore 18:00</b></font><br>
<br>
Camera dei Deputati, Sala del Refettorio, Palazzo San Macuto, Via del Seminario 76, Roma &nbsp;<br>
<br>
<i><b>E' necessario accreditarsi con una mail a nirenstein_f@camera.it,
telefonando al 06-67606805 o al 393-8058906<br>(Per gli uomini &#232;
necessario indossare la giacca)</b><br>
</i></div>

<br>

<i><br>
Il 16 ottobre 2009, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni
Unite, cos&#236;&nbsp; come successivamente l'Assemblea Generale, ha approvato un
rapporto stilato dal Giudice sudafricano Richard Goldstone, sul
conflitto tra Israele e Hamas del gennaio scorso.<br>

<br>


Per otto anni, le cittadine israeliane intorno alla Striscia di Gaza
sono state prese di mira da oltre 9000 razzi da parte di Hamas,
l'organizzazione terroristica che oggi governa la Striscia. La guerra
di Gaza, scoppiata il 27 dicembre 2008, fu una conseguenza di questo
continuo attacco alla popolazione civile israeliana, che ha continuato
a perpetrarsi anche dopo il disimpegno dalla Striscia da parte
israeliana nell'agosto 2005. [...]</i></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2300&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2300&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Alla Chiesa i suoi Santi, agli ebrei il diritto di criticarli</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2299&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 15 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 16 gennaio 2010</b><br>
<br>
Tutta la polemica sulla visita del Papa in Sinagoga attiene al tema del
dolore, della tragedia, della rabbia, della delusione e della sete di
giustizia, ed &#232; per questo una polemica ragguardevole. Ma non ha niente
a che fare con la questione dei rapporti fra ebrei e cristiani: essi
abitano altrove. &#200; evidente che la visita di Benedetto XVI non pu&#242; che
essere utile a un&#8217;amicizia che ha molte ragioni per reggere, e molte
ragioni, invece, per dubitare, dopo tante ferite, di farcela. La
questione centrale del sospetto che Rav Laras, persona savia, integra
ed ebraica come piace a me, esprime sulla bont&#224; della visita &#232;
certamente quella della beatificazione, o santificazione, di Pio XII
propugnata dal Papa. Un Papa che esalta le attitudini &#8220;eroiche&#8221; in Pio
XII alla sua beatificazione rivendicher&#224; l&#8217;imprimatur della visita in
Sinagoga. <br>
Ma gli ebrei non possono, non devono, non vogliono legittimare o
delegittimare nessun santo. Noi non abbiamo santi, non nel senso
cattolico; non crediamo ai santi, non fanno parte del nostro universo
religioso. La Chiesa ha ogni e qualsiasi diritto sulla scelta dei suoi
santi; per&#242;, noi abbiamo diritto al giudizio storico, discutibile come
tutti i giudizi, su qualsiasi personaggio, anche se beato o santo.
Nessuno si offenda, qui non ci sono vignettisti blasfemi, solo una
civile discussione, dunque. [...]</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2299&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2299&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Israele e Turchia, gli ex amici rischiano la rottura</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2298&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 13 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 14 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Era logico che prima o poi Israele si risentisse, come una fidanzata tradita, dell&#8217;atteggiamento ostile della Turchia di Recep Tayyip Erdogan. Ma l&#8217;ha fatto senza calcolare bene le sue reazioni: sempre per restare al paragone con l&#8217;umana fragilit&#224;, il tradimento dopo tanti anni di fragile e preziosa vicinanza con un Paese musulmano in mezzo all&#8217;ostilit&#224; dei vicini islamici, ha causato a Israele una crisi di nervi che accelera per i due Paesi mediorientali una pericolosa rottura gi&#224; nell&#8217;aria. Il presidente G&#252;l, a sentire la televisione turca, ha minacciato di rompere le relazioni se le scuse formali non fossero pervenute entro la serata di ieri. La storia di questi giorni parla di oggetti e simboli, poltrone e bandiere, microfoni e strette di mano: il vice primo ministro degli Esteri Danny Ayalon, dato che la Tv turca ha messo in onda un serial in cui i soldati israeliani ammazzano per divertimento sadico qualche bambino, ha invitato luned&#236; alla Knesset l&#8217;ambasciatore Oguz Celikkol per protestare, ma si &#232; mosso all&#8217;orientale. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2298&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2298&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>La nuova strategia: ora l&#8217;obiettivo &#232; colpire le &#233;lite. Funzioner&#224;?</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2297&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 12 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 13 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Il polverone sollevato in queste ore in Iran sull&#8217;assassinio dello scienziato nucleare Massoud Ali Mohammadi &#232; fatto di informazioni e disinformazioni che si elidono: era un grande sostenitore del regime; no, era un fiero alleato di Mir Hossein Moussavi, anzi aveva firmato una lettera in suo sostegno; era stato visto per strada inseguire gli studenti che partecipavano alle manifestazioni; no, era un tipo completamente apolitico. &#200; stato il Mossad, sono stati gli americani; no, &#232; un assassinio interno al regime... E cos&#236; via.<BR>Tutte queste diverse informazioni diffuse da agenzie di stampa, da vecchi amici dell&#8217;ucciso, dal rettore dell&#8217;universit&#224;, dal governo iraniano stesso, hanno tutte quante la stessa origine, e tutte tendono verso un solo punto: il caos. Perch&#233;, comunque sia andata la vicenda, resta chiara una cosa sola: Mohammadi non insegnava storia dell&#8217;arte, insegnava fisica nucleare. Non sappiamo se questo gli assegnasse un ruolo nei lavori in corso per costruire la potenza nucleare iraniana, ma possiamo pensare che un avvertimento ai dissidenti da parte del governo avrebbe potuto essere dato semmai colpendo qualche personaggio in vista nella rivoluzione in atto contro il regime di Ahmadinejad e degli Ayatollah. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2297&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>La Chiesa si ribelli contro il cieco odio islamista</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2296&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 8 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 9 gennaio 2010<BR><BR></STRONG>Da troppi anni si aspetta invano che &#171;preoccupazione, tristezza, angoscia&#187; espresse ieri dal Papa dopo la strage di copti a Nagaa Hammadi, in Egitto, si trasformino in una decisa levata di scudi, in una posizione politica definitiva e scandalizzata in difesa dei cristiani nel mondo musulmano, anche a costo di qualche rottura. Eppure, &#232; senz&#8217;altro chiaro a un teologo dell&#8217;importanza di Benedetto XVI, che l&#8217;islam non porr&#224; fine al disastro in omaggio ai sentimenti, persino se espressi in cos&#236; alta sede.<BR>L&#8217;odio islamista contro i cristiani &#232; un odio teologico e oggi di profondo significato strategico, un odio che ambisce alla sostituzione, che ha lontane origini: basta pensare a come nel 1009 il sesto califfo fatimide Al Hakim Bi Amr Allah ordin&#242; la completa distruzione del Santo Sepolcro, poi ricostruito nel 1048, o come, a Gerusalemme cent&#8217;anni, dopo la conquista crociata i musulmani, tornati all&#8217;attacco, rimossero i siti cristiani dal Monte del Tempio, proprio come i crociati avevano rimosso i loro. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2296&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2295&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 5 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>
<OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U><BR>Sintesi degli argomenti della puntata di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Il <STRONG><A href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1262339376052&amp;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull">video clip rap</A></STRONG> ("Never too late") del Principe saudita Faisal Bin Mansour bin Thunayan Al Saud, che ha suscitato grande scandalo in Arabia Saudita.<BR>Il precedente: una principessa saudita che, a seguito dello scandalo causato da sue&nbsp;fotografie senza velo (non senza veli...), si era suiscidata.<BR><BR>La censura in Iran: il regime ha diffuso una lista infinita di fondazioni, organizzazioni, mezzi di comunicazione con i quali la cooperazione&nbsp;per i&nbsp;cittadini iraniani &#232; proibita, costituendo reato.<BR><BR>Sul fronte egiziano: Omar Suleiman, il capo dell'intelligence egiziano, nonch&#233; il mediatore principale tra ANP e Israele, riferir&#224; a breve agli Stati Uniti circa due colloqui separati avvenuti al Cairo, il primo con Netanyahu e il secondo con Abu Mazen. Al termine del suo colloquio, Abu Mazen, si &#232; dichiarato non contrario in liena di principio alla riapertura di un dialogo con Israele, ribadendo le sue due condizioni: 1) l'acquisizione immediata da parte di Israele dell'idea di lasciare fino ai confini del '67; 2) il congelamento completo degli insediamenti.<BR><BR>La rezione di Israele &#232; cauta: non vuole partire dal dato territoriale (confini), ma dalla questione dei profughi e dal nodo di&nbsp;Gerusalemme. <BR><BR>La famosa compagnia di armi Lockheed Martin sta per vendere all'Egitto&nbsp;24 Jet F16, nel corso di un affare del valore complessivo di 3 miliardi e 200 milioni di dollari. Israele si preoccupa. Per capirne il perch&#233; a guardato il panorama generale.<BR>Il Congresso USA ha approvato nelle ultime settimane un costosissimo provvedimento sugli&nbsp;aiuti a vari paesi, tra cui Israelea cui vengono garantiti&nbsp;2 miliardi e 200 milioni di dollari. Ma circa il 75% di questi aiuti viene&nbsp;speso&nbsp;negli Stati Uniti stessi, in armi.&nbsp;Idem per l'Arabia Saudita, la Giordania, l'Egitto. Il Cairo&nbsp;ha richiesto&nbsp;145 milioni di dollari in missili anti nave; 1 miliardo e 290 milioni di dollari per 4 missili ad alta velocit&#224; per la marina e 450 missili aria-terra "Hellfire". Insomma, acquisti ingenti per un paese che non subisce nessuna minaccia diretta ed esplicita. Interesse anche con la Russia per l'acquisto di missili S-400. Considerato che dal 1975 l'America ha investito quasi 15 miliardi di dollari in una serie di progetti volti a migliorare le condizioni del popolo egiziano (83 milioni di persone, di cui praticamente la met&#224; al di sotto dei 25 anni e moltissimi sopravvivono con 2 dollari al giorno), c'&#232; da chiedersi come mai tutti questi investimenti in armamenti, cosa di buono potranno portare alla popolazione egiziana?<BR><BR>Sul fronte iraniano: non &#232; solo Israele l'obiettivo dell'Iran.<BR>A seguito della rivoluzione in Iran, dal giugno scorso, Israele ha via via ammorbidito&nbsp;la sua posizione sull'Iran, rendendosi pi&#249; disponibile alla via delle sanzioni, non alludendo pi&#249; a un attacco militare, anche attraverso esercitazioni militari particolari. C'&#232; una attesa e una volont&#224; di verificare se sanzioni dure, insieme alla rivolta intersa, potranno portare al collasso del regime.<BR><BR>Sul fronte interno&nbsp;palestinese: Hamas ha pi&#249; volte denunciato le torture subite dai suoi oltre 4000 militanti arrestati da Fatah. Queste notizie hanno piuttosto irritato Obama, che si &#232; rivolto al premier palestinese Salam Fayyad richiedendo di porre fine a questi abusi nei confronti dei prigionieri. Ma Hamas ha smentito le dichiarazioni di Fayyad. La stessa sorte subiscono palestinesi sospettati di essere simpatizzanti di Hamas.<BR><BR>L'attentato in Afghanistan in cui sono morti 7 uomini della CIA e il coinvolgimento di un paese moderato come la&nbsp;Giordania, divisa tra i&nbsp;suoi simpatizzanti jihadisti (uno degli attentatori) e la volont&#224; di combattere l'estremismo islamico.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2295&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Ma Barack fa il duro soltanto a parole</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2294&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 5 Jan 2010  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 6 gennaio 2010<BR><BR></STRONG><EM>Forse Obama comincia a realizzare che la sua speranza di ingraziarsi l&#8217;islam con un atteggiamento rispettoso fino alla sottomissione, che la sua rivoluzione culturale circa il ruolo degli Usa nel mondo, non placano il terrorismo islamico e non mitigano la sua ambizione di dominare il mondo.</EM><BR><BR>Quand&#8217;&#232; che sapremo dalle labbra del presidente degli Stati Uniti che il nemico che &#232; deciso a combattere &#232; la jihad, la guerra santa che in maniera multiforme, sottile ma organizzata e massiccia, schiera i suoi uomini sulla linea del fuoco degli attentati di New York, di Londra, di Madrid, di Bali, di Buenos Aires, di Mombasa, di Gerusalemme... lungo la frontiera pi&#249; vasta e pervasiva della storia di ogni altra guerra? Non &#232; un problema linguistico, ma di grande sostanza: senza identificare il nemico, non lo si pu&#242; battere.<BR>Il presidente Obama dopo l&#8217;attacco fallito al volo 253 di Natale, sembra scosso; ha risposto duramente alla sua ministra degli interni Janet Napolitano che non &#232; vero affatto che &#171;il sistema ha funzionato&#187;. Poi, ha ordinato di riorganizzare il sistema di sicurezza degli aeroporti; tanto si &#232; reso conto di quanto fosse importante, unito ad altri, il segnale proveniente dal giovane terrorista nigeriano addestrato in Yemen, da chiudervi l&#8217;ambasciata. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2294&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Ecco come si vive con la paura dei kamikaze</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2293&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 30 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 31 dicembre 2009<BR><BR></STRONG>In un altro mondo, quello in cui il terrorismo &#232; vita quotidiana, come accade in Israele, l&#8217;eventuale bomba si chiama semplicemente &#171;hefez hashud&#187;, oggetto sospetto. Quando lo si scopre sotto l&#8217;apparenza di un pacco, di una valigia, di qualsiasi cosa, si avverte la polizia che viene con un piccolo robot a farla saltare. &#200; un&#8217;unit&#224; molto occupata. Un &#171;hefez hashud&#187; non fa urlare di paura, non induce a fughe inconsulte, non spinge a investigare con occhi ansiosi dove sia il rifugio pi&#249; vicino, mentre ti chiedi semmai come passare sopra la testa dell&#8217;anziana signora in piedi dietro di te. Dove il terrorismo delle bombe &#232; uno slalom quotidiano, capita di fare tardi a un appuntamento. S&#236;, mi scusi tanto, c&#8217;era un &#171;hefez hashud&#187; sull&#8217;autostrada Tel Aviv-Gerusalemme. Sei fermo da un&#8217;oretta di fronte all&#8217;entrata di un ufficio, o di una scuola, di un grande magazzino dove hai lasciato un pacco e non puoi entrare finch&#233; non arriva il robot e danno il via libera? Pazienza, a volte capita, in una giornata puoi incontrarlo anche due volte. La radio annuncia con voce piatta durante le notizie sul traffico: &#171;Rallentamenti sulla strada numero 6 per la presenza di un hefez hashud vicino a Bacha el Garbiya&#187;. Non lo dice mai durante le notizie. Ok, si sa, speriamo non ci siano altri contrattempi, altrimenti faccio tardi.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2293&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2293&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Cara Italia, dall'America ti dico: la vera follia &#232; minimizzare</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2292&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 28 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 29 dicembre 2009<BR><BR></STRONG>Non &#232; come da noi, dove un paio di turisti sbattuti in ginocchio davanti all&#8217;integralismo islamico e alla minaccia sanguinaria di Al Qaida sono per l&#8217;opinione pubblica italiana un fatto collaterale al panettone; dove ci si seguita a interrogare da un paio di mesi se Mohammed Game, l&#8217;attentatore della caserma Perrucchetti armato di esplosivo e dell&#8217;ideologia islamista corroborata in Viale Jenner vada preso alla fine sul serio oppure no. Qui &#232; diverso. Senza il bagno di sangue dell&#8217;11 settembre 2001 tutta quanta la mente americana sarebbe diversa.<BR>Dopo il tentativo di tirare gi&#249; dal cielo di Natale sopra Detroit il 353 della Northwest &#232; meglio non farsi ingannare dal candore della neve, nel freddo punteggiato di festoni colorati, di canti natalizi, di sorrisi generosamente distribuiti col Merry Christmas e il Happy New Year, di colorati, pervasivi regali. Obama &#232; alle Hawaii, ma i segnali che non pensi ad altro che a Umar Farouk Abdulmutallab sono abbondanti: Obama tenne gran parte della sua campagna sulla promessa di restaurare il rispetto per i diritti individuali lasciandosi dietro le spalle l&#8217;era che Bush stesso aveva chiamato della &#171;guerra contro il terrorismo&#187;; insistette parecchio sulla scelta di conciliare sicurezza e libert&#224;. Ben tre dei suoi discorsi hanno avuto per tema la sicurezza nazionale. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2292&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>IRAN: NECESSARIO INTERVENTO COMUNITA&#8217; INTERNAZIONALE</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2291&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 27 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</EM></P>
<P>&#8220;In questi momenti, con incredibile sprezzo del pericolo, i giovani e i dissidenti iraniani tutti stanno dimostrando il loro desiderio di libert&#224; di fronte alla spietatezza della repressione messa in atto dalle Guardie della Rivoluzione Islamica. La preoccupazione che deriva dalla mancanza di informazioni, a causa della censura governativa, su quanto sta avvenendo nelle piazze iraniane, aumenta di fronte al fatto che&nbsp; fonti iraniane ci dicono che il numero reale delle vittime, dei feriti e degli arrestati tra i manifestanti &#232; ben superiore rispetto alle cifre ufficiali rilasciate dal regime iraniano.<BR>Inoltre &#232; ormai alle porte il 31 dicembre, la data stabilita dal Presidente Obama come nuova scadenza per la valutazione di una pi&#249; dura politica di sanzioni da parte del gruppo 5+1.<BR>In queste ore &#232; quindi quanto pi&#249; necessario che gli Stati Uniti e l&#8217;Unione Europea intraprendano subito una seria e determinata politica che costringa il governo di Ahmadinejad a piegarsi alla volont&#224; del popolo iraniano, che da mesi chiede un cambiamento radicale.<BR>Auspichiamo che un forte segnale da parte della comunit&#224; internazionale possa spostare l&#8217;asse della politica estera iraniana, oggi diretto in maniera sempre pi&#249; preoccupante verso la corsa agli armamenti atomici e al sostegno del terrorismo internazionale&#8221;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2291&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Nella lunga notte di Israele si decide il destino di Shalit</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 21 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2289&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Gilad Shalit.jpg" alt="Nella lunga notte di Israele si decide il destino di Shalit" title="Nella lunga notte di Israele si decide il destino di Shalit" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 22 dicembre 2009<BR><BR></STRONG>Gerusalemme - Se questo non &#232; un Paese perseguitato da una forma di odio e di terrorismo senza precedenti, allora nessuno lo &#232; mai stato. Eppure nessuna organizzazione per i diritti umani, nessun governo si &#232; affacciato per dire ai governanti di Israele che il dilemma che devono risolvere in queste ore &#232; terribile,&nbsp;o a sostenerli nel pi&#249; nobile e anche folle fra tutti gli antagonismi storici e filosofici, quello fra la vita e la morte, fra il bene e il male. Ieri un popolo intero intorno all&#8217;ufficio del primo ministro Benjamin Netanyhau, circondato da sagome a grandezza naturale di Gilad Shalit, ostaggio di Hamas da pi&#249; di tre anni, ha ingoiato le lacrime, diviso fra opinioni diverse. Il gabinetto del premier, formato da sei membri pi&#249; Netanyahu, si &#232; riunito per due giorni consecutivi e ieri ha rinnovato gli incontri ancora e ancora fino a tardi per la discussione definitiva su uno scambio che sembra metafisico e assurdo. Hamas vuole un numero esorbitante di assassini e di terroristi, intorno a mille, in cambio del ragazzo rapito lungo il confine di Gaza mentre era di ronda. I palestinesi di Hamas minacciano dicendo che la trattativa &#232; finita e che i genitori di Gilad non lo vedranno mai pi&#249; se Israele non accetter&#224; di liberare una quantit&#224; di assassini che, come le statistiche degli scambi precedenti garantiscono, torneranno a uccidere nelle strade, sugli autobus, nei ristoranti di Israele. [...]<BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2289&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Alla Knesset un riconoscimento per l'impegno del Parlamento italiano nella lotta contro l'antisemitismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2287&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 15 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2287&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Knesset premiazione 2.jpg" alt="Alla Knesset un riconoscimento per l'impegno del Parlamento italiano nella lotta contro l'antisemitismo" title="Alla Knesset un riconoscimento per l'impegno del Parlamento italiano nella lotta contro l'antisemitismo" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Oggi la Knesset, il parlamento israeliano, ha conferito a Fiamma
Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei
Deputati, un'onorificenza per il suo impegno nella lotta contro
l&#8217;antisemitismo. La consegna &#232; avvenuta nel corso di una toccante
cerimonia presieduta dal Presidente della Knesset Reuven Rivlin, dal
Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman e dal Ministro per le questioni
della Diaspora Yuli Edelstein, nell&#8217;ambito del <a href="http://www.gfantisemitism.org/Pages/default.aspx"><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Global Forum for combating antisemitism</span></a>,
la conferenza internazionale sulla lotta all&#8217;antisemitismo apertasi
oggi a Gerusalemme, alla presenza di accademici e autorit&#224; politiche da
tutto il mondo.<br><br>Il riconoscimento &#232; stato conferito ai
componenti del Direttivo della Coalizione Interparlamentare contro
l'Antisemitismo (ICCA), fondata a Londra lo scorso febbraio, ovvero,
oltre alla Nirenstein, l&#8217;On. Gert Weiskerchen, membro del Bundestag,
l&#8217;On. Irwin Cotler, parlamentare canadese e l&#8217;On. John Mann,
parlamentare inglese.<br>Questo riconoscimento, conferito a Nirenstein
come "testimonianza e tributo per il suo straordinario servizio nella
lotta contro l'antisemitismo", premia un costante impegno da parte
della giornalista e vicepresidente della Commissione Esteri anche
all&#8217;interno delle istituzioni italiane, che in questi giorni ha portato
alla realizzazione di due importanti risultati alla Camera dei
Deputati: &#232; stata varata <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2236"><span style="font-weight: bold;">un&#8217;indagine conoscitiva sull&#8217;antisemitismo</span></a>
che verr&#224; condotta congiuntamente dalle Commissioni Affari Esteri e
Affari Costituzionali, a partire da gennaio; si &#232; poi tenuta la prima
riunione del <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2235"><span style="font-weight: bold;">Gruppo di Collaborazione tra la Camera dei Deputati e la Knesset israeliana</span></a>,
stabilito dal Protocollo di Collaborazione tra le due assemblee
legislative, firmato a Roma dai Presidenti Fini e Rivlin il 6 ottobre
scorso. <br><br>Come ricordato da Nirenstein durante il suo discorso
di ringraziamento, queste iniziative rappresentano il culmine
istituzionale di tante altre iniziative di un Parlamento che nel corso
di questa legislatura non ha mai fatto mancare a Israele la propria
solidariet&#224;: il Parlamento italiano &#232; stato il primo a votare una
mozione che impegnava il governo al ritiro dalla conferenza di Durban
2; ha svolto una manifestazione in piazza Montecitorio, cui &#232;
intervenuto anche il Presidente Fini, in solidariet&#224; a Israele nella
guerra contro Hamas; ha fondato la sezione italiana della Coalizione
Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo <br><br>Sono anche degne di
nota la quantit&#224; e la qualit&#224; delle iniziative promosse
dall&#8217;Associazione parlamentare di amicizia Italia Israele, che riunisce
oltre 200 tra deputati e senatori. Il 21 gennaio prossimo, a un anno
dalla guerra tra Israele e Hamas, l&#8217;Associazione terr&#224; un convegno sul
rapporto Goldstone; il 28 gennaio un seminario sulla cultura dell&#8217;odio
nei mezzi d&#8217;informazione palestinese; inoltre dal 4 al 9 febbraio,
l&#8217;Associazione organizza per il secondo anno consecutivo il viaggio in
Israele per i parlamentari. <br><br>Questo riconoscimento &#232; quindi il
coronamento di un lungo e particolare impegno di tutto il Parlamento
italiano nella lotta per debellare il germe dell&#8217;antisemitismo che
ancora oggi &#232; pi&#249; vivo che mai.<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2287&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Teheran e Siria preparano la guerra contro Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2284&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 13 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 14 dicembre 2009</STRONG><BR><BR>Gerusalemme - Mentre i movimenti giovanili pacifisti pensano che il maggiore di tutti gli impegni sia quello di salvare la terra dai suoi guai ambientali, mentre tutti sollevano le sopracciglia perch&#233; Barack Obama ha pronunciato la parola &#171;guerra&#187; senza perdere i sensi, chi volesse occuparsi di salvare il mondo dovrebbe guardare al Medio Oriente. Perch&#233; qui si prepara un disastro per una vasta parte del mondo. L&#8217;Iran ha incrudelito ieri la linea dura in politica interna, mentre il miracolo delle piazze ancora formicolanti di desiderio di libert&#224; si ripete. La proiezione &#232; evidente nella politica egemonica di questo Paese che vuole dominare il mondo in nome dell&#8217;islam: l&#8217;Iran e la Siria hanno firmato un patto proprio ora che Teheran &#232; investita da nuova pressione internazionale e cerca di ciurlare nel manico negando e accettando, accettando e negando, mentre tutti sanno che il suo scopo &#232; solo quello di costruire la bomba atomica. <BR>Questo patto firmato due giorni or sono dal ministro della Difesa iraniana Ahmad Vahidi e dalla sua controparte siriana Ali Habib Mahmud, &#232; finalizzato ad affrontare &#171;comuni nemici e sfide&#187;, ovvero, se non si capisse, Israele, che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha gi&#224; destinato allo sterminio pi&#249; volte. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2284&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Caro Sgarbi, c'&#232; l'incubo terrorismo dietro a tutti quei controlli</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2282&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 12 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2282&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/ben_gurion_airport_sign.jpg" alt="Caro Sgarbi, c'&#232; l'incubo terrorismo dietro a tutti quei controlli" title="Caro Sgarbi, c'&#232; l'incubo terrorismo dietro a tutti quei controlli" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Cari amici, questa &#232; la mia risposta a Vittorio Sgarbi, che sul Giornale di oggi scrive <A href="http://www.ilgiornale.it/esteri/io_trattato_nemico_a_gerusalemme_non_tornero_mai_piu/13-12-2009/articolo-id=406470-page=0-comments=1"><B>"Io trattato da nemico. A Gerusalemme non torner&#242; mai pi&#249;"</B></A>:<BR><BR><B><I>Il Giornale</I>, 13 dicembre 2009</B><BR><I><BR>Quei giovani che controllano i passeggeri negli aeroporti sanno che la morte spesso &#232; arrivata dagli insospettabili</I><BR><BR>Caro Vittorio,<BR><BR>all&#8217;aeroporto, lo so, chi soffre di pi&#249; &#232; chi come te ascolta leragioni di Israele e cerca sempre di portare un raggio di luce nel buiodel pregiudizio che purtroppo prevale quando si parla dello Statoebraico. Proprio come me, ho sofferto anche io tante volte, squadrata,interrogata, bloccata per ore da ragazzotti a volte sordi e insistenti,a volte persino arroganti e aggressivi. Mi sono detta spesso chedovevano essere ignoranti, addestrati male a riconoscere il delinquenteterrorista, che c&#8217;era qualcosa di personale in quel farmi pagare,innocente e anzi amichevole, il rischio che loro e le loro famigliecorrono ogni giorno, le discriminazioni cui sono soggetti a partiredalle gare sportive fino alle Universit&#224; europee. A volte, sappilo, io,con tutti i miei libri e i miei articoli, sono finita seduta al pianosuperiore, scrutata, fotografata con qualche signora provenientedall&#8217;Europa orientale che cercava di entrare per lavorare in settoridisparati. Avevano ragione? Beh, alla fine s&#236;, e tu lo sai. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Dear Sgarbi,&nbsp; the nightmare of terrorism is behind all those checks</FONT><BR><BR></STRONG><EM>Vittorio Sgarbi is an important Italian art critic, former Member of Parliament and at present mayor of Salemi, a wonderful Sicilian town. He is also a sincere friend of Israel.&nbsp;Recently, invited for a Festival in Jerusalem,&nbsp;on his way back to Italy he was kept at length at&nbsp;Ben Gurion Airport by the security, as often happens.&nbsp;Yesterday he wrote an article on "Il Giornale" titled: "Treated like an&nbsp;enemy. I'll never come back to Jerusalem". I replied to this article with an open letter published on "Il Giornale" on the same day. Here it is</EM>:<BR><BR><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, December 13, 2009</STRONG>
<P>Dear Vittorio,</P>
<P>I know, the people who suffer the most are those who &#8211; like you &#8211; listen to the reasons of Israel and always try to bring a ray of light in the darkness of prejudice that prevails when talking about the Jewish state. Just like me. I too suffered many times when I was looked up and down, questioned, blocked for hours by young officials who sometimes were deaf and insistent and sometimes even arrogant and aggressive. I often said to myself that they were uneducated, ill trained to identify terrorists, that they had something against me, an innocent and even friendly individual who had to pay for the risk&nbsp;they and their families run every day, for the discriminations they have to endure, from sports activities to European Universities. You should know that&nbsp;sometimes I ended up sitting on the upper floor with all my books and articles, looked up and down, photographed together with some ladies coming from Eastern Europe who tried to enter the country to work in all sorts of fields. Were they right? Well in the end yes, they were, and you know that. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2282&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Un&#8217;Europa cos&#236; non pu&#242; mediare con Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2281&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 10 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p><strong><em>Il Giornale</em>, 11 dicembre 2009<br><br></strong>E cos&#236; l&#8217;ha avuta la Svezia la sua risoluzione votata dai ministri degli Esteri europei che pomposamente prevede la divisione di Gerusalemme in due parti e l&#8217;istituzione di uno Stato palestinese per il quale, addirittura &#171;non si riconosce nessun cambiamento rispetto ai confini del &#8217;67&#187; a meno che non sia riconosciuto dalle due parti. Peccato che fra le due parti quella palestinese seguiti a rifiutare di sedersi a un tavolo e parlare. Questo, mentre Netanyahu ha bloccato la costruzione in qualsiasi parte del West Bank di ogni costruzione, spaccando cos&#236; il suo Paese appunto sull&#8217;altare di un ritorno al colloquio: infatti &#232; una decisione assai difficile se si pensa, e nessuno ci pensa mai in Europa, che il West Bank per tutte le guerre contro Israele, da quella del &#8217;48 in avanti &#232; stato il retroterra strategico essenziale. [...]</p><p><b><font size="3">A Europe with this stance cannot mediate with Israel </font></b><br></p><p><b><i>Il Giornale</i>, December 11 2009 </b><br>&nbsp;<br>And so Sweden got its resolution passed by the European ForeignMinisters: a bombastic document that - out of the blue &#8211; envisagessplitting Jerusalem in two parts and creating a Palestinian State with&#171;no change at all with respect to the 1967 borders&#8221; unless the twoparties recognize such change. Now, unfortunately, of the two parties,the Palestinians are those still opposing sitting around a table totalk. Therefore the basic condition does not exists and this, even fora child, would be a fundamental requirement before venturing tovaticinate about one of the thorniest issues in the world. This is happening while Netanyahu has stopped any settlement in anypart of the West Bank, thus splitting its Country on the altar of theresumption of talks: in fact, it is indeed a very difficult decision ifwe think &#8211; and nobody in Europe ever thinks about it&nbsp; - that the WestBank has been the essential strategic background &#8211; the bunker, theshelter, the hideout &#8211; for all the wars waged by terrorists and armiesagainst Israel since the 1948. [...]<br></p></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2281&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Ma la religione non c&#8217;entra: i minareti sono simboli politici</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2279&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 2 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p><strong><em>Il Giornale</em>, 3 dicembre 2009<br><br></strong>Per parlare della decisione svizzera di bandire i minareti, innanzitutto avvertir&#242; che nei miei anni come corrispondente da Gerusalemme ogni notte, alle 4, ben prima del gallo, dalla valle sotto casa mia ho dovuto subire il canto del muezzin da una vicina moschea, e non lontano da lui, l&#8217;eco di molte altre voci simili. Mai, tuttavia, ho pensato che quel muezzin dovesse star zitto. Nel suo villaggio non canta per farsi sentire anche da me, ma per chiamare i suoi alla preghiera. Questa &#232; libert&#224; religiosa, e Gerusalemme la d&#224; a tutti.<br>Pensare che laggi&#249; cercasse di affermare un messaggio politico oltre che religioso significherebbe andare oltre ci&#242; che &#232; legittimo per una persona democratica, liberale, rispettosa della cultura, della religione altrui. Di fatto l&#8217;islamofobia, salvo per alcuni casi patologici, &#232; un&#8217;invenzione dell&#8217;Onu quando nel 2004 il segretario Kofi Annan la defin&#236; ufficialmente causa della frustrazione di molti musulmani, senza dedicare una parola alla jihad che allora impazzava e ad altri immensi problemi. Infatti nella sua maggioranza l&#8217;Islam ufficiale, nei suoi luoghi d&#8217;origine e all&#8217;estero, non ha accettato la dichiarazione universale dei diritti umani, contrapponendovisi con altre come la Dichiarazione del Cairo che afferma &#171;ognuno ha diritto a sostenere ci&#242; che &#232; giusto, e a mettere in guardia contro ci&#242; che &#232; sbagliato e malvagio in conformit&#224; con la Sharia islamica&#187;. [...]<br><br><br><strong><font size="3">But religion has nothing to do with it: minarets are political symbols</font></strong><br><br><strong><em>Il Giornale</em>, December 3, 2009</strong><br><br><br>
As to
the decision by Switzerland to ban minarets, I would like first of
all&nbsp;to say that, in my years as a correspondent from Jerusalem, I had
to bear the Muezzin&#8217;s call from a nearby mosque every night at 4 a.m.,
much before the cock crow. And nor far away from him came many other
similar voices. However, I never thought that the Muezzin had to be
silent. In his village, he does not sing to be heard also from me, but
to call his followers to pray. This is religious freedom and Jerusalem
gives it to everybody. Thinking that, down there, he was trying to
convey a political message in addition to a religious one, would mean to
go well beyond what is legitimate for a person who is democratic,
liberal and respectful of other people&#8217;s culture and religion.<br>
Actually, except for some pathological cases, Islamophobia is an
invention of the U.N. Indeed, in 2004, the U.N. Secretary General Kofi
Annan officially defined it as the cause of frustration for many
Muslims, without mentioning the rampant jihad and other huge problems.
In fact, in most countries of origin and abroad, the official Islam has
not accepted the universal declaration of human rights. But it has
responded with other initiatives such as the Cairo Declaration, which
states that &#8220;anyone has the right to support what is right and to warn
against what is wrong and evil in line with the Islamic Sharia&#8221;. [...]</p></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2279&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2279&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2278&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 1 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti della puntata di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Cambio della leadership all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Ahmadinejad non demorde.<BR>Internet &amp; the Middle East:<BR>Due attivisti iraniani arrestati il 18 novembre e condannati a 6 anni di carcere&nbsp;per attivit&#224; di dissenso su internet contro il regime.<BR>Istituita una nuova unit&#224; di polizia per combattere "gli insulti e il diffondersi di bugie su internet".<BR>Ahmadinejad nella veste di blogger: "le memorie personali di Mahmoud Ahmadinejad" - 15 minuti alla settimana per avere un contatto personale con la popolazione.<BR>Blog in inglese e in farsi: due lingue, due versioni.<BR>L'esercito israeliano sta organizzando una nuova unit&#224; di media per rispondere agli attacchi su Youtube.<BR>Sito DEBKA: attendibile o&nbsp;no? Buona fonte, ma da verificare...<BR><BR>Questione Gilad Shalit: nulla di nuovo sotto il sole, tutto in sospeso dalla settimana scorsa.<BR>La vicenda&nbsp;&#232; in stretto collegamento con le elezioni palestinesi,&nbsp;inizialmente indette da Abu Mazen e poi sospese. Sempre rifiutate da Hamas, ma ora sembra che ci stia ripensando. Ovvero: la liberazione di Shalit farebbe grande pubblicit&#224; a Hamas, e quindi eventuali elezioni giocherebbero a suo favore.<BR><BR>Netanyahu ha annunciato tre giorni fa un congelamento di tutti gli insediamenti per 10 mesi. L'esercito ha gi&#224; iniziato a distribuire ordini di arresto dei lavori in tutti gli insediamenti.<BR>Frattanto, i membri del Likud, il partito di Netanyahu, che vivono in insediamenti, hanno a loro volta annunciato un "congelamento", ma della loro appartenenza al partito, fino a che non si riprender&#224; la ricostruzione. Ma riprender&#224; mai la costruzione una volta accettato il principio?<BR><BR>L'apprezzamento degli Stati Uniti per il gesto israeliano e la posizione ostile dell'Unione Europea.<BR>Un'Unione Europea fortemente condizionata dalla presidenza svedese di turno, in carica fino a fine dicembre. Dopo l'episodio della pubblicazione antisemita sul traffico di organi palestinesi da parte dell'Esercito israeliano sul giornale svedese Aftonbladet, e il rifiuto del Governo svedese di condannarla, i rapporti Svezia-Israele si sono incrinati.<BR><BR>Carl Bild, Ministro degli Esteri svedese, ha preparato un documento, che presenter&#224; la settimana prossima all'Unione Europea, in cui sancisce la spartizione di&nbsp;Gerusalemme. Ovvero, pone come primo punto quasi scontato,&nbsp;il nodo principale, la questione&nbsp;pi&#249; delicata in tutte le trattative israelo-palestinesi, come ci insegna Camp David 2000, le trattative tra Barak e Arafat, sotto gli auspici di Bill Clinton, che fallirono drammaticamente proprio su questo punto, perch&#233; Arafat disse che per lui era impossibile accettare la divisione di Gerusalemme.<BR><BR>Problemi: l'unilateralit&#224;. Impossibile pensare di non discutere di questo punto se non a un tavolo di trattative.<BR>La libert&#224; di culto, concessa a tutte le fedi solo dal 1967 (sotto il dominio giordano, agli ebrei &#232; sempre stato negato l'accesso al Muro del Pianto).<BR>La propaganda arafattiana per cui gli ebrei non avrebbero nessun legame con Gerusalemme.<BR>Sari Nousseibeh, professore palestinese, &#232; intervenuto a una recente presentazione all'Universit&#224; Ebraica di Gerusalemme del libro "Dove&nbsp;il Cielo e la Terra&nbsp;si incontrano: la Sacra Spianata di Gerusalemme", alla cui stesura ha contribuito, sostenendo il legame esistente tra ebrei e Gerusalemme. Alla presentazione, tuttavia, non ha parlato, probabilmente per preservarsi.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2278&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;Europa vuol dividere Gerusalemme in due per regalarla agli arabi</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2277&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 1 Dec 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 2 dicembre 2009<BR><BR></STRONG><EM>La proposta della Svezia, presidente Ue: &#171;Una citt&#224;, due capitali&#187;. Ma cos&#236; si riconosce lo Stato palestinese. E si scatena la guerra.<BR>RISCHI - Difficile pensare a una gestione liberale di quei luoghi da parte di chi adotta la sharia.</EM><BR><BR>Dato che la sua presidenza della Unione Europea durer&#224; fino al primo di gennaio, la Svezia fa di tutto per portare a casa pi&#249; in fretta possibile qualche risultato eclatante, spingendo l&#8217;Ue verso inusitate sponde di palestinismo. Carl Bildt ministro degli esteri svedese, lo stesso che si rifiut&#242; di dissociarsi dall&#8217;articolo del quotidiano Aftonbladet per il quale i soldati israeliani uccidono i palestinesi per commerciare nei loro organi, adesso ha preparato un documento svelato ieri dal giornale israeliano Ha&#8217;aretz. Sar&#224; presentato la prossima settimana all&#8217;incontro dei ministri degli esteri dei 27 paesi dell&#8217;Ue: l&#8217;Unione Europea vi si pronuncia perch&#233; Gerusalemme sia divisa in due, insieme capitale israeliana e capitale palestinese.<BR>Ecco come si risolve all&#8217;Europea una delle questioni pi&#249; delicate del mondo: un documento, una spina per Israele, un piacere ai palestinesi, e niente di fatto. Pare che la Germania, l&#8217;Italia, e la Spagna non vogliano starci, e invece la Francia e l&#8217;Inghilterra s&#236;. Il solito stile che ha portato l&#8217;Europa fuori di ogni rilevanza politica in Medio Oriente. Qui, &#232; solo l&#8217;avventata conclusione di una trattativa ancora non iniziata e mille volte abortita. [...]<BR><BR></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2277&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;odio contro Israele, questo &#232; il risultato della politica della mano tesa di Obama</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 31 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Shalom</EM>, 1 novembre 2009</STRONG><BR><BR>Con l&#8217;approvazione del rapporto Goldstone si impedisce ad un paese democratico di difendersi dagli attacchi terroristi.<BR>Israele ha sempre dovuto difendere il suo diritto a sopravvivere come se fosse un lusso, come se le tante guerre, gli attacchi<BR>terroristi, le migliaia di morti di civili, e poi il bombardamento incessante portato da Hamas a Sderot, Ashkelon, Ashdod e ai kibbutz circostanti non comportassero abbastanza sofferenza. <BR>Mi piacerebbe sapere se c&#8217;&#232; qualcosa che vada bene nella politica della mano tesa di Barak Obama. Al momento, sembra che le sue speranze, sempre cos&#236; luminose sugli schermi tv e sulla carta, di fatto si riferiscano a un mondo che non vuole saperne.<BR>Dell&#8217;Iran, primo fra gli obiettivi del pacifismo obamiano, sappiamo che ancora non sono avvenute le promesse ispezioni alla struttura atomica di Qom; quand&#8217;anche avvenissero, sarebbero operate dall&#8217;AEIA di El Baradei, ovvero consterebbero di qualche evanescente, cauta notizia destinata a essere subito smentita da fatti ben pi&#249; crudi, per esempio da altri siti nascosti, oppure sarebbero la foto di un teatrino destinato a cambiare lo scenario poco dopo l&#8217;uscita dei tecnici dell&#8217;Agenzia Atomica. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2276&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>L&#8217;Onu &#232; il vero ostacolo alla pace</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2275&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 30 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Shalom</EM>, ottobre 2009</STRONG><BR><BR>Quando Netanyahu &#232; intervenuto all&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite gioved&#236; 24 ottobre, ha compiuto un&#8217;audace rivoluzione concettuale, innanzitutto attaccando l&#8217;ONU frontalmente per la prima volta, e anche collegando fra loro quattro temi. Prima, ha ripercorso l&#8217;orrore della Shoah, e con una modestia da studente, che &#232; poi stata criticata da alcuni, ne ha mostrato pianamente la verit&#224; storica tramite documenti. In secondo luogo, inaspettatamente, ha accostato il tema della negazione della Shoah a quello della relazione della commissione dell&#8217;ONU guidata dal giudice Goldstone, incaricato di indagare sulla guerra di Gaza. Come tutti si aspettavano dato il pregiudizio che sempre caratterizza l&#8217;ONU quando tratta di Israele, la commissione ha elaborato il suo mito negativo, ha partorito cio&#232; un autentico blood libel, che collega l&#8217;idea stessa di Israele con quella di attacchi indiscriminati e senza ragione alla popolazione palestinese innocente e col concetto di crimini di guerra. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2275&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Un rapito vale mille criminali?</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2273&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 25 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il&nbsp;Giornale</EM>, 26 novembre 2009<BR><BR></STRONG>Per assistere alla pi&#249; espressiva parabola della condizione di Israele nel Medio Oriente, si pu&#242; guardare in questi giorni al peggiore fra tutti gli affari possibili: lo scambio di un ragazzo innocente, un caporale dell&#8217;esercito israeliano che doveva aver sparato ben pochi colpi se non nel corso delle esercitazioni, tenuto in crudele segregazione dal giorno del rapimento nel giugno 2006, contro un branco gigantesco di delinquenti, 1400 prigionieri palestinesi condannati nei pi&#249; rigorosi processi che sistema giudiziario possa garantire. Fra loro, almeno un centinaio di ergastolani, assassini seriali, killer volontari di donne e bambini.<BR>Queste sono le ore in cui si decidono gli ultimi nomi, e Israele cerca di evitare che escano liberi i pi&#249; fanatici assassini, quelli che probabilmente torneranno a uccidere. Ma Israele &#232; soggetta a due forze straordinarie: la totale devozione alla vita che nasce dal dovere di sopravvivere e di salvare i ragazzi per i loro genitori; e dall&#8217;altra parte, il cinismo di un mondo che da sempre lo spinge a considerare naturale rinunciare, abbandonare, come se dovesse farsi perdonare. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3>A kidnapped soldier worth a thousand criminals?</FONT></STRONG>&nbsp;<BR><BR></P>
<P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, November 26, 2009</STRONG></P>
<P>On these days, to exemplify the parable of Israel's condition&nbsp; in the Middle East, you can look to the worst of all deals : the exchange of 1 innocent boy, an unexperienced Israeli army corporal, still held in cruel segregation from the day of the kidnapping in June 2006 by a gang of thugs, with 1400 Palestinian prisoners condemned by the most rigorous processes that can be ensured by justice. Among them, at least a hundred life convicts, murderers, serial killers of women and children. <BR>Now is the time when definitive names are decided, while Israel is trying not to free the most fanatical murderers, those who probably will return to kill. But Israel is subject to two special extraordinary forces: total devotion to life and&nbsp; will of survival, saving the children for their parents and on the other hand, the cynicism of a world that always pushes Israel to consider giving up, as if it needed to make amends... [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2273&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2272&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 23 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105></OBJECT><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Le trattative in corso per la liberazione del caporale israeliano Ghilad Shalit: l'incontro del Cairo, a cui hanno partecipano non solo le frange militari, ma anche quelle politiche di Hamas. Tra questi, nome chiave &#232; Ahmed Jaabari, una sorta di capo di stato maggiore di Hamas, che sostiene di aver programmato il rapimento di Shalit e di starne preparando altre.<BR>Sul fronte israelaino: accordo di massima tra destra e sinistra sull'andare avanti con le trattative. Tra quelli contrari: Benny Begin, figlio del premier storico.<BR>Probabile comunque l'approvazione della trattativa da parte del gabinetto israeliano.<BR>La mediazione tedesca.<BR>Il succo della trattativa: 1400 prigionieri per avere indietro Ghilad Shalit. 450 sulla base di una lista stilata da Hamas; altri 550 come omaggio ad Abu Mazen e al presidente egiziano Mubarak; altri 400 tra donne e giovani. Ma il vero nodo&nbsp;&#232; una lista di 120 persone, poi ridotte a 70 (anche se ora sembri che il prezzo sia stato rincarato di nuovo), di cui&nbsp;4 nomi in particolare perch&#233; si tratta di terroristi responsabili di innumerevoli massacri: 1) Ibrahim Hamed, capo dell'ala militare di Hamas in Cisgiordania dal 2001 al&nbsp;2005 (76 israeliani ammazzati); 2) Abdallah Barghouti, detto l'"Ingegnere" di Hamas (46 israeliani ammazzati); 3) Abbas Sayed - responsabile dell'attacco di Netanya del 2002, nel quale morirono 30 israeliani e in seguito al quale venne decisa l'operazione "Scudo di Difesa"; 4) Ahmad Saadat, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che nel 2001&nbsp;mand&#242; ad ammazzare il ministro (appena dimessosi) israeliano Rehavam Zeevi.<BR>La controversia sul nome di Marwan Barghouti (condannato a 5 ergastoli) e il suo impatto sugli equilibri interni dell'Autorit&#224; Nazionale Palestinese.<BR>Barghouti &#232; l'unico possibile antagonista di Abu Mazen, che recentemente ha invocato una Terza Intifada, forse per accreditarsi agli occhi di Hamas come possibile uomo della mediazione tra Hamas e Fatah. D'altro canto, questo &#232; proprio il motivo per cui Hamas potrebbe non essere interessato alla sua liberazione, che farebbe accrescere la popolarit&#224; di Fatah, l'unico leader laico con cui forse sarebbe possibile per Israele avviare una trattativa.<BR>Abu Mazen in viaggio in America Latina, rispondendo alle voci su una possibile&nbsp;Terza Intifada, ha escluso questa possibilit&#224;, dicendo che con la Seconda Intifada i palestinesi hanno gi&#224; sofferto abbastanza.<BR>Le statistiche dicono che circa il 35% dei terroristi liberati in trattative di questo genere, torna alle stesse attivit&#224;. Nell'ambito di questo scambio viene avanzata anche l'ipotesi che alcuni tra questi possano essere esiliati. Pare che la Finlandia sia disponibile ad accoglierne qualcuno.<BR><BR>La visita di Ahmadinejad in Brasile - Ahmadinejad, accolto molto calorosamente dal Presidente Lula, ha detto che nessuno attaccher&#224; l'Iran perch&#233; tutti avrebbero paura della reazione.<BR>Come mai la Russia non ha ancora fornito all'Iran il sistema anti-missile S-300, come aveva promesso?<BR>E' di pochi giorni fa la notizia che l'Iran, attraverso un centro di beneficenza,&nbsp;ha dato 100mila dollari alla Columbia University dopo che questa ospit&#242;, nel 2007, Ahmadinejad per il famoso discorso.<BR><BR>Sul fronte siriano - Il comandante delle forze americane in Iraq, generale Ray Odierno, ha dichiarato alla Reuters che le indagini sulle&nbsp;esplosioni di Baghdad del 25 ottobre scorso, in cui morirono 150 persone, indicano che&nbsp;gli ordigni erano di provenienza siriana. L'idea &#232; quella che Al Qaeda, che ha subito una pesante sconfitta con il <EM>surge</EM> attuato dal generale Petreus, abbia trovato dei nuovi alleati nei baathisti siriani.<BR><BR>Il viaggio del Ministro Ben Eliezer in Turchia, l'incontro con Erdogan. Il discorso su una possibile riapertura del dialogo con la Siria attraverso la Turchia.<BR><BR>Lo stato di allarme in Israele, la distribuzione delle nuove&nbsp;maschere a gas. La straordinaria partecipazioni alle esercitazioni di difesa civile a Gerusalemme anche di centinaia di&nbsp;ultraortodossi anti-sionisti.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2272&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>Ecco perch&#233; la Casa Bianca sta sbagliando tutto</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2271&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 22 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 23 novembre 2009</b><br>
<br>
&#200; abbastanza difficile immaginarsi una serie di mosse pi&#249; sbagliate di
quelle intraprese dall&#8217;amministrazione Obama per rimettere in moto il
processo di pace: non perch&#233; ha spinto con tutte le sue forze Israele a
fare concessioni. Questo &#232; legittimo e potrebbe anche essere utile, se
fatto in maniera intelligente, cercando una contropartita rassicurante.
Ma prima di tutto ci vorrebbe un piano, e il piano, che tutti
richiedono, non &#232; mai saltato fuori. Non si conosce nessuna strategia
di Obama per raggiungere lo scopo desiderato di due Stati per due
popoli. Si sa solo che lo vuole fortemente.<br>
Oltre a questo, si &#232; visto che Obama ha avuto solo un&#8217;idea e che &#232;
sbagliata. Per la verit&#224; l&#8217;idea rovinosa l&#8217;ha avuta il suo delegato
speciale per il Medio Oriente George Mitchell: &#232; stata quella di
inventarsi la &#171;precondizione&#187; cio&#232; il &#171;congelamento&#187; di tutti gli
insediamenti, considerando per tali anche alcuni quartieri di
Gerusalemme che nessuno, n&#233; la destra n&#233; la sinistra, in Israele
bloccherebbe senza trattare. Cio&#232;, non si sa perch&#233; il congelamento &#232;
preventivo rispetto a ogni altro passo. In realt&#224; la risoluzione Onu
242, che stabilisce il fine di due Stati per due popoli, dice anche che
vi si deve arrivare con una trattativa e secondo criteri di sicurezza
per Israele. Persino Yossi Beilin, ex ministro degli Esteri del governo
laburista e leader di &#171;Pace Adesso&#187;, ha dichiarato che Mitchell
dovrebbe dimettersi, perch&#233; le trattative fra Netanyahu e Abu Mazen
devono avvenire su un tavolo sgombro, animati solo dalla volont&#224; di
arrivare a un accordo. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2271&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Intervento nel corso del quinto Congresso Mondiale Parlamentare sul Tibet </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2270&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 18 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=330 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.5.swf></OBJECT><BR><BR>Sala della Lupa, Montecitorio</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2270&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Dopo l'intesa su &quot;Mr. Europa&quot; e &quot;Madame Pesc&quot;</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2269&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 19 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG>"Il governo ha sostenuto con grande determinazione la nomina di D'Alema" <BR><BR>Intervista a Fiamma Nirenstein di Fabrizia B. Maggi<BR><EM>L'Occidentale</EM>, 20 novembre 2009</STRONG><BR><BR>Sono tante le polemiche nate all&#8217;indomani della scelta delle persone che guideranno l&#8217;Europa nei prossimi mesi. Dopo la riunione di ieri tra i leader dei Ventisette per decidere il nome del presidente stabile dell&#8217;Ue e quello dell&#8217;Alto Rappresentante della Politica Estera, una cosa &#232; certa: il nuovo primo ministro degli Affari Esteri europeo non sar&#224; Massimo D&#8217;Alema. Nel pomeriggio, &#232; arrivato infatti il colpo di scena. Nonostante tutti i bookmakers europei dessero quasi per sicura la nomina dell&#8217;ex premier italiano a &#8220;Mr. Pesc&#8221;, il gruppo dei socialisti europei ha deciso all&#8217;ultimo momento di ritirare la sua candidatura per dare preferenza alla baronessa britannica Catherine Ashton. Cos&#236;, Londra ha finalmente dato il via libera alla nomina di Herman Van Rompuy come nuovo presidente europeo.</P>
<P>Se per alcuni la decisione&nbsp; &#232; stata &#8220;una beffa&#8221; e &#8220;un affondo&#8221; da parte dei compagni europei di D&#8217;Alema, altri invece puntano il dito contro &#8220;lo scarso attivismo&#8221; del governo italiano e lo &#8220;scarso appoggio&#8221; del premier Silvio Berlusconi. La stessa persona che era scesa in campo (persino fino a poche ore prima della decisione finale) per appoggiare personalmente la candidatura di D&#8217;Alema, nonostante le ovvie divergenze politiche. Per capirne di pi&#249; abbiamo parlato con Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati.</P>
<P><STRONG>Onorevole Nirenstein, Martin Schultz (capogruppo dei socialisti a Strasburgo) ha dichiarato che a far saltare la candidatura di Massimo D&#8217;Alema a responsabile della PESC sia stato lo scarso appoggio ricevuto dal governo Berlusconi. Sono andate davvero cos&#236; le cose?</STRONG></P>
<P>Come vicepresidente della Commissione degli Affari Esteri al Parlamento, sono stata presente ad un paio di riunioni e ho sentito il ministro Frattini parlare della candidatura di D&#8217;Alema con grande determinazione. E poi, mi &#232; sembrato capire che a ritirare la sua candidatura non sia stato il governo ma bens&#236; il Partito socialista europeo, cio&#232; i colleghi del suo stesso gruppo politico in Europa. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2269&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2269&amp;Categoria=6</guid>

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<item>
    <title>&quot;Per i palestinesi anche Gerusalemme &#232; un insediamento d'Israele&quot; </title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2268&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 19 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>L'Occidentale</i>, 20 novembre 2009<br>
Intervista a Fiamma Nirenstein di Andrea Holzer</b><br>
<br>
Una pioggia di critiche sono piovute addosso al governo israeliano,
dopo l&#8217;approvazione di un piano regolatore che prevede la realizzazione
di 900 appartamenti nella zona di Ghilo, a sud-ovest della Citt&#224; Santa,
da parte dell&#8217;amministrazione municipale di Gerusalemme. L&#8217;Onu, gli
Stati Uniti, l&#8217;Autorit&#224; Palestinese e altri governi occidentali, hanno
gridato alla scandalo e profetizzato la fine prematura dei negoziati,
bench&#233; l&#8217;approvazione del piano preveda comunque molti altri passaggi
burocratici (le palazzine, infatti, vedranno la luce soltanto tra
diversi anni).<br>
<br>
Il fatto &#232; che Ghilo non &#232; "un insediamento", visto che fa parte della
Citt&#224; Santa, e le cosiddette &#8220;precondizioni&#8221; poste dall'amministrazione
Obama, di cui tanto si &#232; parlato, facevano riferimento allo stop degli
insediamenti fuori dalla capitale israeliana. Ma gli arabi considerano
sacra quella parte di Gerusalemme in cui sarebbe passato il Profeta,
cos&#236; come gli israeliani reclamano il diritto inalienabile di abitare
quella che considerano da sempre la &#8220;loro&#8221; capitale. E' uno dei nodi
della irrisolta questione israelo-palestinese. Abbiamo chiesto a Fiamma
Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei
Deputati, di spiegarci meglio cos'&#232; accaduto a Ghilo. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2268&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2267&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 17 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><OBJECT type=application/x-shockwave-flash height=24 width=400 data=http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.5.swf></OBJECT>
<P><BR><BR><STRONG><U>Sintesi degli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Due soldati israeliani processati e condannati per aver rifiutato di sgomberare delle case di settlers.<BR>L'aumento di soldati religiosi che si arruolano: il fenomeno del nazionalismo religioso e la crescente contestazione di destra all'interno dell'esercito.<BR>La richiesta del "congelamento" degli insediamenti.<BR>Le differenze tra Arafat e Abu Mazen che sono emerse anche durante il ricordo di Abu Mazen alle celebrazioni per l'anniversario dalla morte di Arafat alla Muqata nei giorni scorsi.<BR>Abu Mazen &#232; andato a sondare il terreno per verificare se andare avanti o meno sulla decisione di non ricandidarsi alle prossime lezioni presidenziali, indette da lui stesso per gennaio. In generale si pensa all'opportunit&#224; o meno di queste elezioni, dal momento che sembra quasi sicuro che Fatah le perderebbe.<BR>Saeb Erekat, storico negoziatore palestinese, ha sollevato l'idea di dichiarare unilateralmente la nascita di uno stato palestinese. Come?&nbsp;Facendo rilasciare alle Nazioni Unite una risoluzione ad hoc. Anche se dovesse avere valore solo simbolico, non &#232; detto che questa iniziativa all'ONU non passerebbe, soprattutto sulla scia della vicenda del Rapporto Goldstone.<BR>Frattanto, Netanyahu ha ribadito la richiesta di sedersi al tavolo delle trattative senza precondizioni (come quella del&nbsp;"congelamento"), riaffermando la disponibilit&#224; a grandi concessioni. Plausibile, ricordandoci degli accordi di Wye Plantation, fatti proprio da Bibi nel 1998 e in generale dei grandi gesti di uomini di destra per cercare di raggiungere la pace.<BR>Yaakov Katz, membro del governo Netanyahu, ha contestato la possibilit&#224; di&nbsp;dichiarazione unilaterale di uno Stato palestinese, facendo riferimento alla possibilit&#224; che allora anche Israele annetta unilateralmente zone della West Bank e richiamando piuttosto alla Risoluzione 242 che invita a sedersi al tavolo dei negoziati.<BR><BR>Il Times di Londra rivela oggi (17.11.09)&nbsp;che Muhammad El Baradei, il direttore dell'AIEA, avrebbe stilato da settembre un documento segreto, presentato dal Times come un documento di resa, che darebbe all'Iran la possibilit&#224; di arricchire il suo uranio, concedendo in cambio all'Agenzia per l'Energia Atomica di effettuare alcune ispezioni cicliche.<BR><BR>Mentre Obama dichiara "&#232; il momento che l'Iran si comporti in maniera pacifica e trasparente", l'AIEA ha rilasciato due rapporti, questi pubblici: uno sulla visita al sito segreto di Qom, scoperto il mese scorso e un altro sulla Siria.<BR>Nel primo rapporto si parla dell'eventualit&#224; che, essendo la centrale di Qom stata mantenuta in segreto molto bene per lungo tempo, esistano altre centrali non dichiarate.<BR>Il secondo rapporto fa riferimento a 3 luoghi nelle vicinanze del sito bombardato in Siria nel settembre 2007 dove, con i resti del reattore nucleare bombardato allora, sembra si stia continuando un'attivit&#224; di arricchimento di uranio e plutonio.<BR><BR>I sospetti sul rapimento da parte di&nbsp;forze che collaboravano con il Mossad di Ali Reza Askari, un ufficiale della difesa iraniano scomparso all'inizio del 2007 mentre si trovava in Turchia, forse ora detenuto in un carcere israeliano. Fonte: la radio militare israeliana (Galei Tzahal). Si suppone che sia Askari dietro al passaggio di informazioni sul reattore siriano&nbsp;succitato, bombardato nel settembre 2007 e sulla sorte di&nbsp;Ron Arad, il pilota israeliano scomparso dal 1986.<BR><BR>Fronte delle trattative israelo-siriane: il consiglio di Sarkozy a Netanyahu di concentrarsi su quel fronte dato lo stallo su quello palestinese. Il viaggio di questi giorni di Kouchner in Israele e Siria segue la visita della settimana scorsa di Bashar Assad a Parigi.<BR><BR>Nuovi revisionismi:&nbsp;<A href="http://www.memritv.org/clip/en/2260.htm"><STRONG>un professore dell'Universit&#224; di&nbsp;Gaza&nbsp;in un'intervista alla televisione Al Aqsa</STRONG></A> ha sostenuto che le lamentele degli ebrei che costruirono le Piramidi, per cui&nbsp;furono maltrattati e&nbsp;sfruttati, sono una mera bugia. I ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che gli schiavi ebrei erano trattati benissimo.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2267&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Le mogli dei dittatori ci fanno lezione</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2266&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 16 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 17 novembre 2009<BR><BR></STRONG><EM>L&#8217;Unit&#224; esalta la conferenza contro la fame delle first lady del Terzo mondo. Dove a spiegare come sconfiggere il sottosviluppo erano la signora Ahmadinejad e la rappresentante del governo cubano.<BR></EM><BR>&#200; davvero corruttiva rispetto al ruolo della donna nella societ&#224;, alla sua dignit&#224;, all&#8217;uso del corpo la prima pagina dell&#8217;Unit&#224; di ieri: una schiera colorata di foto di donne avrebbe dovuto testimoniare l&#8217;eccellenza della femminilit&#224; nel combattere la battaglia contro la fame nel mondo in occasione di un vertice di first ladies nell&#8217;ambito della Conferenza della Fao. Ma queste donne, che hanno come caratteristica predominante quella di essere mogli, se poi si va a guardare mogli di chi, si vede che il giornale fondato da Antonio Gramsci cade in una deprimente trappola propagandista. La patente di combattenti contro l&#8217;ingiustizia sociale che viene loro attribuita da un titolo &#171;Donne contro la fame&#187; infatti, certo non &#232; quello pi&#249; meritato da chi condivide e sostiene le politiche di paesi totalitari, discriminatori verso le donne, che perseguitano ogni opinione diversa e che sono poveri non per destino divino, ma perch&#233; la dittatura impoverisce la gente. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2266&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Prospettive europee dopo l'ok dei 27 al Trattato di Lisbona: discussione in Commissione</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2265&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 15 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>vi segnalo questa interessante discussione&nbsp;<STRONG><A href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/stenografici/16/congiunte/3-14-III-XIV-20091111-AU%200583%20(BOZZA).pdf">"Comunicazioni del Governo sugli esiti del Consiglio europeo del 29-30 ottobre 2009",</A></STRONG> nella quale &#232; intervenuto il Ministro degli Esteri Frattini davanti alle Commissioni Esteri e Unione Europea di Camera e Senato in seduta congiunta.<BR>La discussione &#232; molto interessante perch&#233; verte su tematiche cruciali per il futuro dell'Unione Europea: il 3 novembre scorso, con la ratifica da parte della Repubblica ceca del Trattato di Lisbona, si &#232; chiuso un lungo processo di riforma delle istituzioni europee.<BR>Trovate tutto il testo a questo link:<BR><A href="http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/stenografici/16/congiunte/3-14-III-XIV-20091111-AU%200583%20(BOZZA).pdf">http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/stenografici/16/congiunte/3-14-III-XIV-20091111-AU%200583%20(BOZZA).pdf</A><BR>Segue il mio intervento, durante il quale ho colto l'occasione per esporre la mia opinione sulla <STRONG><A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&amp;Id=2252">candidatura di D'Alema alla carica di Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea</A></STRONG>.<BR><BR><BR>NIRENSTEIN (PdL): Presidente, ringraziare il Ministro in questo caso non &#232; solo una consuetudine, ma &#232; veramente sentito, perch&#233; ha cercato di dare una cornice di razionalizzazione ottimista a problemi epocali e giganteschi che questa specie di zattera della Medusa che &#232; l'Europa si trova ad affrontare nel mezzo di problemi mondiali spaventevoli, dopo che il Trattato di Lisbona &#232; passato sul filo del rasoio, come ha detto qualcuno, riproponendo il tema degli egoismi delle Nazioni. Soprattutto, a me sembra che l'Europa abbia problemi fondamentali dal punto di vista della sua definizione identitaria, morale, etica, tant'&#232; vero che ci troviamo tra il problema di un indispensabile rispetto della libert&#224; religiosa e delle minoranze da una parte e quello della conservazione e del rispetto della nostra identit&#224; giudaico-cristiana dall'altra. Non &#232; questione da poco e pone tutta una serie di problemi teorici e sociali di grandissimo livello. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2265&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Consigli di lettura: &quot;Non smetteremo di danzare&quot;, di Giulio Meotti</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2264&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 15 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2264&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/non smetteremo di danzare.jpg" alt="Consigli di lettura: &quot;Non smetteremo di danzare&quot;, di Giulio Meotti" title="Consigli di lettura: &quot;Non smetteremo di danzare&quot;, di Giulio Meotti" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Cari amici,<BR>ho qui vicino a me il libro di Giulio Meotti e sento il bisogno di comunicarvi la mia ammirazione per il suo lavoro.<BR>Parlo e scrivo spesso dell&#8217;eccezionalit&#224; di Israele, del coraggio edella coesione della sua societ&#224;, della determinazione dei giovani agodersi la vita nonostante tutto, dell&#8217;eroismo nel viverecontemporaneamente una vita di incredibili sacrifici e di gioiosavitalit&#224; moderna e democratica. Una volta la mia amica Ruthie Bloom -una famosa giornalista con cui ho condiviso tutti i giornidell&#8217;Intifada a Gerusalemme, quando tutto esplodeva e noiostinatamente, come tutti i gerosolimitani, andavamo a sederci, achiaccherare, a ridere nel prossimo caff&#232; che sarebbe stato oggettodell&#8217;attenzione dei terroristi - presentando un mio libro ha detto chequello che manca agli israeliani per spiegarsi al mondo &#232; sapersivedere come io li racconto. Bene, vorrei dire la stessa cosa del librodi Giulio Meotti <A href="http://www.ilfoglio.it/recensioni/152"><B>&#8220;Non smetteremo di danzare - le storie mai raccontate dei martiri di Israele"</B></A>, edito da Lindau.<BR><BR>Un libro che gi&#224; per come si presenta &#232; compatto e ponderoso, un lavoro che fin dalla copertina in cui compare una famigliola di <I>mitnahalim</I>, i famigerati &#8220;coloni&#8221; come la stampa italiana chiama gli abitanti degli insediamenti, sfida il cuore e la mente del lettore a entrare in un mondo nuovo, a indossare occhiali completamente diversi per capire la storia di Israele. Meotti osa avventurarsi dove nessun giornalista, nessun critico, nessun osservatore politically correct guarda mai per paura di bruciarsi, ovvero nel martirio infinito tramite un continuo stillicidio omicida del popolo ebraico, anche oggi che &#232; giunto nella sua terra, nello Stato ebraico. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2264&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Iran: Nirenstein, le donne iraniane sono con Neda </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2263&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 14 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i>Dichiarazione dell'on. Fiamma Nirenstein (Pdl), vice-presidente della Commissione Esteri della Camera dei deputati </i><br>
<br>
Siamo al fianco dei dissidenti iraniani e di tutti quelli che
manifestano contro la presenza a Roma e il discorso di Azam al Sadat
Farahi, moglie del presidente iraniano Ahmadinejad. Per noi, come per
tutti i democratici del mondo, il simbolo delle donne iraniane &#232; Neda
Agha Soltan, uccisa a 27 anni a sangue freddo dalle forze del regime
iraniano solo per aver portato in piazza il suo desiderio di libert&#224;,
la sua bellezza, la sua vitalit&#224;. Neda era contro il regime che la
signora Azam al Sadat Farahi e' venuta qui a rappresentare e a
pubblicizzare. Sono certa che le donne iraniane sono ben pi&#249; fiere di
Neda che della signora Ahmadinejad. Personalmente non possiamo
giudicarla, ma di lei il presidente iraniano dice che sia stata una
delle sue grandi maestre. Ad oggi, risulta perfettamente congeniale al
sistema ultrarepressivo di un Paese che penalizza in particolare la
donne.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2263&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Barack liquida la guerra globale al terrorismo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2262&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 14 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 15 novembre 2009<BR><BR></STRONG><EM>SVOLTA Da Guantanamo all&#8217;Iran un filo conduttore nelle sue scelte: la fine del compito morale degli Usa<BR></EM><BR>Pi&#249; di tutte le critiche di carattere giuridico alla decisione di processare a New York i terroristi islamici responsabili dell&#8217;attacco alle Twin Towers, un&#8217;autentica sirena d&#8217;allarme suona, per chi ricorda le immagini dell&#8217;eroismo coperto di cenere e sangue dei vigili del fuoco che persero 343 uomini, nella presa di posizione di Steve Cassidy, presidente dell&#8217;associazione dei pompieri di New York: &#171;&#200; un terribile errore&#187;, dice e spiega che New York &#232; sempre stata il numero uno degli obiettivi dei terroristi, e adesso sar&#224; segnata da un ulteriore marchio. Cassidy dice che la discussione sar&#224; infinita, con corsi, ricorsi, deduzioni e controdeduzioni, che per anni risulter&#224; in misure di sicurezza insopportabili per i newyorkesi, e che susciter&#224; altri terribili attacchi dopo quello che fece 2973 morti.<BR>Di fatto la decisione garantista e all&#8217;apparenza legislativamente neutrale sostituir&#224; il leit motiv newyorkese del pianto delle famiglie delle vittime con la discussione sulla legalit&#224; dei trattamenti a Guantanamo. E contiene un messaggio tipico dell&#8217;amministrazione Obama. &#200; la desublimazione dell&#8217;eccellenza americana, il declino di un compito morale, per altro messo in discussione da Obama stesso ormai almeno una decina di volte quando ha accusato gli Usa di aver usurpato beni altrui e maltrattato popolazioni di culture diverse, di essere stati arroganti con l&#8217;Islam: l&#8217;idea di un processo civile contro gli autori di una strage di civili (che per&#242; in una guerra asimmetrica &#232; a tutti gli effetti militare anche secondo gli assassini) &#232; formalmente corretto, ma &#232; una rinuncia a una delle pi&#249; importanti primogeniture americane, quello della guerra mondiale al terrorismo. La scelta di rinunciare a un ruolo speciale degli Usa trasformando la guerra al terrorismo in un processo civile come succeder&#224; a New York, o politico come succede con l&#8217;Iran, ma anche con gli Hezbollah, o Hamas, o la Siria &#232; un errore continuo della presidenza Obama. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2262&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Quell&#8217;amicizia con Hezbollah pesa come un macigno</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2259&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 31 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><FONT size=2>
<P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 1 novembre 2009</STRONG></P>
<P>Massimo D&#8217;Alema commentando ieri l&#8217;ipotesi che egli, ex ministro degli esteri italiano diventi ministro degli esteri europeo, secondo Repubblica ha detto una delle sue frasi classiche, quelle in cui da del cretino a un po&#8217; di gente: &#171;Una nomina italiana a ministro degli Esteri d&#8217;Europa &#232; una questione di grande interesse nazionale, non un pastrocchio da piccolo interesse di bottega. Se qualche imbecille non lo capisce, peggio per lui&#187;. Ha ragione. E io sono, mi sembra, fra questi imbecilli. Una scelta per D&#8217;Alema implica una quantit&#224; di piani politico-ideologici: parla di scelte che riguardano la politica italiana; di Weltanschauung, la sua visione del mondo; delle attuali scelte degli italiani per l&#8217;Europa. Non c&#8217;&#232; dunque solo la questione che &#232; stata maggiormente messa in rilievo, il segnale di buona volont&#224; fra le parti politiche, la buona novella che quando si tratta dell&#8217;interesse nazionale si deve e si pu&#242; sotterrare un&#8217;ascia di guerra ormai insanguinata. Da questo punto di vista sarebbe una buona cosa che tutti concordassero su una candidatura italiana quale che ne sia la parte politica. Ma c&#8217;&#232; di mezzo l&#8217;Europa e il messaggio che l&#8217;Italia le vuole lanciare in un momento che non &#232; delicato solo per noi, ma per il Vecchio Continente alla ricerca di ruolo, di spazi, di significato. [...]</P></FONT></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2259&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2259&amp;Categoria=6</guid>

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<item>
    <title>Berlino 20 dopo - Al KeDeWe, amai la caduta del muro</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2258&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 9 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2258&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/muro berlino piccola.jpg" alt="Berlino 20 dopo - Al KeDeWe, amai la caduta del muro" title="Berlino 20 dopo - Al KeDeWe, amai la caduta del muro" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><I><B>Il Giornale</B></I><B>, 10 novembre 2009</B><BR><BR>Quando <A href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=2&amp;Id=2257"><B>&#8220;Epoca&#8221; diretto da Roberto Briglia mi sped&#236; a coprire la caduta del muro di Berlino</B></A> non bast&#242; subito il passaggio delle Trabant, piccoli dinosauri a due pistoni ansimanti verso la libert&#224;, per creare in me una sensazione di tenerezza, di giubilo politico e umano. Erano tedeschi. Cadeva il comunismo, e io avevo nei geni la passione per la libert&#224;, quindi ero felice fino negli imi precordi; nel corso degli anni avevo incontrato tanti refusenik, ero stata una fan attiva di Natan Sharansky, avevo fatto un film su Ida Nudel nei ghiacci del Gulag insieme a Giovanni Minoli; ma avevo coltivato verso l&#8217;est della Germania una antipatia personale: da ragazza comunista avevo fatto un viaggio in delegazione nella Germania comunista e avevo capito, avevo respirato l&#8217;orrido clima di repressione e di ovattato spionaggio che faceva suonare il telefono in camera per assicurarsi che tu non fossi andata a fare una passeggiata da sola, che non parlassi con qualcuno che non era stato programmato, che ti accontentassi delle balle sulla felicit&#224; del cittadino comunista universale e dei regalini che si trovavano sul comodino. Mi accorsi, facendo qualche domanda, che la Shoah per loro non era mai esistita, era rimossa, cancellata, era tutta colpa della Germania Ovest, capitalista, imperialista, insomma nazista. [...]<BR></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2258&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2256&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 5 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><object data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf"><param name="flashvars" value="config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/290605"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"></object><br><br><span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">Gli argomenti di questa settimana:</span><br><br>L'adozione del Rapporto Goldstone anche da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con le maggioranze automatiche date dai paesi arabi e dal blocco dei cosiddetti Non Allineati.<br>Israele ha avviato numerose inchieste su singoli episodi di presunte violazioni.<br>L'annuncio di Abu Mazen che non si ricandidera' alle prossime elezioni palestinesi, previste per gennaio e da lui stesso convocatie. La delusione americana. Il poco consenso popolare di Abu Mazen rispetto a Hamas.<br>Le ennesime trattative fallite per una riconciliazione nazionale palestinese tra Hamas e Abu Mazen, anche per via delle dichiarazioni di Obama secondo cui nel caso si formasse un governo palestinese di unita' nazionale, l'America si troverebbe costretta a smettere di finanziarlo perche' non si puo' dialogare con i terroristi.<br>La Clinton in visita negli Emirati, tesse le lodi di Netanyahu e parla di "moratoria" degli insediamenti e non di "congelamento", suscitando l'ira di Abu Mazen.<br>Un uomo vicino a Abu Mazen ha tuttavia riferito che non e' escluso che il presidente possa ritornare sui propri passi.<br>Il Capo dell'Intelligence militare Amos Yadlin ha fatto una relazione riportando che, nei giorni passati, Israele ha rilevato il lancio verso il mare di missili Fajar da Gaza, in grado di arrivare anche a Tel Aviv (piu' di 60 km di gittata).<br>La nave carica di tonnellate di armi iraniane fermata dalla marina israeliana presso le coste di Cipro. Partita dallo stretto di Hormuz, passata dallo Yemen, dallo Stretto di Suez, diretta verso la costa libano-siriana.La task force NATO, di stanza a Napoli e di cui fanno parte anche gli Israeliani, copre proprio il traffico di armi sul Mediterraneo.<br>Le allusioni del siriano Bashar Assad a una possibile emulazione dell'atteggiamento libico, con la rinuncia al nucleare.<br>La rabbia iraniana e nord-coreana su queste dichiarazioni.Nuovo rapporto su aumento antisemitismo in Europa, presentato da Moshe' Kantor (European Jewish Congress).<br>Sondaggio svedese: tra i giovani, uno su cinque crede che gli Stati Uniti si siano fatti da soli gli attacchi dell'11 settembre.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2256&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Lezioni di suicidio politico: il caso Abu Mazen</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 7 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 8 novembre 2009<br>
</b><i><br>
Il presidente dell&#8217;Anp, rinunciando a candidarsi alle prossime elezioni, si &#232; messo da solo in una via senza uscita</i><br>
<br>
Fine settimana piuttosto luttuosa per le politiche di conciliazione
internazionale, di cui il patrono &#232; Barack Obama. Da una parte, il
rifiuto ormai chiaro dell&#8217;Iran a seguire il piano occidentale che
doveva portare a un rallentamento della costruzione del suo nucleare,
con immediata e ossequiosa sostituzione del piano da parte di El
Baradei e entrata in scena della Turchia; dall&#8217;altra parte lo sconcerto
occidentale di fronte al ritiro di Abu Mazen dalla competizione
elettorale da lui stesso fissata per il 24 gennaio. Bernard Kouchner,
ministro degli Esteri francesi &#232; il pi&#249; disperato e chiede a Abbas di
ripensarci: il suo abbandono &#232; una minaccia non solo per la pace, dice,
ma &#171;per tutti noi&#187;. Anche Hillary Clinton spera di continuare con
Mahmoud Abbas &#171;qualsiasi sar&#224; la sua posizione&#187;.<br>Tutti, anche gli israeliani, fra cui Ehud Barak, sperano di recuperare
le vecchie abitudini, e quindi che Abu Mazen scenda dall&#8217;albero sui cui
si &#232; arrampicato. Ma la verit&#224; &#232; che la decisione di Abu Mazen riguarda
l&#8217;onda nera che si eleva e si arrotola all&#8217;orizzonte, e il modo in cui
egli stesso e il resto del mondo stanno cercando di affrontarla,
ovvero, debolmente, amatorialmente. L&#8217;unica maniera che forse avrebbe
Abu Mazen di tornare sulla scena sarebbe di rimandare quelle elezioni
che ha appena convocato e mettersi a nuotare contro corrente, e non &#232;
detto che alla fine non lo faccia. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2255&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Bene Italia su rapporto Goldstone all'ONU: cos&#236; si aiuta la pace</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2254&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 5 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</EM></P>
<P>&#8220;Purtroppo, come era prevedibile, dopo il Consiglio per i Diritti Umani, ieri anche&nbsp; l&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU ha votato, grazie alla solita maggioranza automatica data dal connubio tra Paesi Islamici e del Movimento dei Non Allineati, una risoluzione di sostegno al rapporto Goldstone sul conflitto del gennaio scorso tra Israele e Hamas.</P>
<P>Tale rapporto, l&#8217;abbiamo ribadito pi&#249; volte, fornisce una visione unilaterale e ingiusta di un conflitto che Israele ha cercato a lungo di evitare e che ha dovuto affrontare infine perch&#233; Hamas da Gaza bombardava incessantemente, da quasi dieci anni, i suoi civili, sconvolgendo la vita del sud del paese.</P>
<P>44 paesi si sono astenuti, 18 hanno votato contro e l&#8217;Italia &#232; tra questi ultimi. Mi congratulo quindi con la delegazione italiana all&#8217;ONU che ha saputo capire come aiutare veramente il processo di pace. Infatti, se si preclude a Israele il diritto all&#8217;autodifesa, le si impedisce di affrontare con le dovute garanzie di sicurezza il percorso delle concessioni territoriali che, come nel caso di Gaza nelle mani di Hamas da quando Israele si &#232; ritirata nel 2005 o come il Sud del Libano in ostaggio di Hezbollah, la mettono di fatto in pericolo di vita&#8221;.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2254&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Mozione sulla situazione dei diritti umani in Iran</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2253&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 4 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>dopo che ieri si sono rinnovati&nbsp;gli scontri violenti in Iran tra l&#8217;&#8220;Onda verde&#8221; e il regime degli Ayatollah, &#232; pi&#249; che mai necessario discutere anche da noi sulle continue violazioni di diritti umani in corso in quel paese.<BR>Avrete di certo&nbsp;visto su internet&nbsp;in questi giorni la toccante ripresa dell&#8217;intervento dello studente Mahmoud Vahidnia che ha osato sfidare pubblicamente, con il solo uso della parola, la Guida Suprema Ali Khamenei. &#8220;Perch&#233; nessuno pu&#242; permettersi di criticarla in questo Paese?&#8221;, ha chiesto lo studente tra le altre cose. In seguito a questo intervento la sorte di Vahidnia risulta misteriosa, come quella di numerose altre persone scomparse negli ultimi mesi in Iran. Per questo oggi ho proposto una mozione ai colleghi deputati, che depositer&#242; non appena raggiunte le dieci firme necessarie nella speranza venga calendarizzata al pi&#249; presto per la discussione in Aula. Segue il testo.<BR><BR><BR></P><P align=center><OBJECT height=344 width=425><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.youtube.com/v/5Q3wbO5l8qo&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/5Q3wbO5l8qo&hl=it&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></OBJECT></P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2253&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Su D'Alema Mr Pesc non siamo tutti d'accordo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2252&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 12 Nov 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Cari amici,<BR>alcuni di voi hanno espresso il proprio disappunto per una frase dell'articolo di Maurizio Caprara sul Corriere di ieri, che ho fatto circolare per sollecitare un dibattito sulla candidatura di Massimo D'Alema ad Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea: ovvero, nell'articolo vengo qualificata come "deputata del &#171;Po&shy;polo della libert&#224;&#187; di religio&shy;ne ebraica".<BR>Ora, io sono ebrea. Trovo che il menzionarlo sia non solo una descrizione della realt&#224;, ma anche un motivo di orgoglio.<BR>Certo, dipende da chi scrive, non siamo ingenui. Ma nelle parole di Maurizio Caprara, che&nbsp;&#232; un amico, non c'&#232; nessun elemento discriminatorio.<BR>Penso semmai che ci si debba concentrare di pi&#249; sul contenuto dell'articolo di Caprara. Stanno giungendo parecchi commenti, seguitate a dirmi cosa ne pensate.<BR>Segnalo&nbsp;l'articolo uscito sul Foglio di oggi.<BR><BR><STRONG><FONT size=3>Massimo impegno<BR></FONT><EM>La lobby dalemiana in Europa alle prese con la contro spinta</EM><BR><EM>Il Foglio</EM>, 13 novembre, p. 1</STRONG> </P>
<P>Roma. I giochi sono sempre meno fatti, a Bruxelles, nel grande gioco che porter&#224; al nome del ministro degli Esteri europeo (&#8220;pi&#249; nomi che posti&#8221;, dice il presidente svedese dell&#8217;Ue Fredrick Reinfeldt). I giochi non sono fatti per il candidato Massimo D&#8217;Alema &#8211; che pochi giorni fa appariva favorito anche per l&#8217;Economist, specie dopo l&#8217;ufficializzazione dell&#8217;endorsement berlusconiano. Certo D&#8217;Alema pu&#242; ancora contare sul sostegno europeo ufficiale di Martin Schulz e di Paul Nyrup Rasmussen (con cui l&#8217;ex premier ha contatti diretti), sull&#8217;opera di indefessa sponsorship di Piero Fassino e sul sostegno ufficioso di chi, negli ambienti politico-economici internazionali, perora la sua causa tra Roma e l&#8217;Europa (un nome per tutti: Andrea Peruzy, segretario generale della dalemiana Fondazione Italianieuropei e membro del cda Acea). [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2252&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Iran, ennesimo rinvio. E l&#8217;Occidente si stanca</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2251&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 27 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 28 ottobre 2009<BR><BR></STRONG>Chi ancora aveva voglia di credere che la politica della mano tesa verso l&#8217;Iran avrebbe dato qualche risultato e che la proposta di El Baradei, cos&#236; vantaggiosa per l&#8217;Iran, sarebbe stata accettata, ieri, in Europa, ha sofferto particolarmente sulle ore del pranzo. Invece Obama si &#232; svegliato con la notizia che al Alam, il satellite in lingua araba dell&#8217;Iran, ha annunciato che gli Ayatollah daranno la risposta sulla proposta occidentale fra 48 ore; nel frattempo fa sapere che, mentre intende accettare il principio del trasferimento all&#8217;estero dell&#8217;uranio da arricchire, intende richiedere &#8220;cambiamenti&#8221;, senza specificare quali. Lo schema di accordo chiede all&#8217;Iran di trasferire entro l&#8217;anno alla Russia l&#8217;80 per cento della quantit&#224; di uranio che si pensa l&#8217;Iran possieda, una tonnellata e mezzo, e dopo l&#8217;arricchimento di passarlo alla Francia per l&#8217;ulteriore lavorazione che poi dovrebbe portare alla restituzione a Teheran dell&#8217;uranio trasformato in carburante per un reattore che produce radio isotopi. Una favola bella che sembra ormai praticabile solo a El Baradei. Comunque, adesso Alaeddin Borujerdi, capo della commissione parlamentare per la sicurezza e la politica estera, dice che l&#8217;accordo non prevede di trasferire all&#8217;estero tutta insieme la quantit&#224; proposta, ma di spedirla in piccole quantit&#224; e di sostituirla una volta arricchita al 20 per cento. La spiegazione &#232; logica. L&#8217;80 per cento tutto insieme, proprio per la sua consistenza, pu&#242; causare un rallentamento delle operazioni che portano alla bomba atomica. E, poi, sembra dire l&#8217;Iran, meglio non fidarsi e tenersi a casa il tesoro. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2251&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Serata in memoria di mio padre, Alberto Nirenstein</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2250&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 25 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2250&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/alberto_nirenstein.jpg" alt="Serata in memoria di mio padre, Alberto Nirenstein" title="Serata in memoria di mio padre, Alberto Nirenstein" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>CARI AMICI,<br>SPERO DI VEDERVI GIOVED&#236;.<br>FIAMMA<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2250&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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<item>
    <title>Abu Mazen si gioca tutto con le elezioni</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2249&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 24 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 25 ottobre 2009</b><br>
<br>
Se sullo sfondo non si udisse risuonare a Ramallah lo squillo del
telefono proveniente direttamente da Obama, il gesto di Abu Mazen, al
secolo Mahmud Abbas, il presidente palestinese, di indire le elezioni
presidenziali e parlamentari per il 24 di gennaio potrebbe avere un che
di seriamente masochista. Ma due giorni fa il presidente americano ha
telefonato per rassicurare Abbas sul suo sostegno per un futuro Stato
palestinese, e, in sostanza, per dargli il suo appoggio. Gli americani
sono stati messi a parte per tempo, e forse lo hanno anche ispirato,
del giuoco durissimo in cui Abbas aveva intenzione di mettersi con la
mossa annunciata venerd&#236;: il presidente palestinese deve aver detto al
suo amico &#171;se non tento di riportare Hamas a un atteggiamento meno
strafottente la spaccatura crescer&#224; a dismisura insieme alla sua forza.
Tanto vale tentare di piegarlo prima che gonfi fino a sommergermi,
richiamandolo al fatto che esistono le elezioni e che io sono il
presidente&#187;.<br>
Abbas ha dunque detto al pubblico che le elezioni sono un obbligo
costituzionale, che la legge lo mette in condizioni di non potersi
esimere dal rimettere di nuovo il futuro della sua gente alle urne. Un
punto molto dignitoso per ribadire la sua legittimazione democratica.
Ha anche aggiunto che il fatto che Hamas sia contraria ad andare alle
elezioni adesso dopo il fallimento dei colloqui di riconciliazione
sponsorizzati da Mubarak (conclusisi pochi giorni fa con un s&#236; di Abu
Mazen, addirittura inviato al Cairo per fax, ma con un altro successivo
no di Hamas) non esclude che l&#8217;Egitto da qui a poco riesca a stilare
una carta di accordo buona per tutti. Abu Mazen lascia capire che in
quel caso sar&#224; malleabile. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2249&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2249&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2248&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 22 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><object width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/289703"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/289703" width="400" height="24" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash'></embed></object><P><BR><BR><STRONG><U>Gli argomenti di questa settimana:<BR><BR></U></STRONG>Tre fatti di politica interna israeliana: le voci sull'uscita di Ariel Sharon dal coma profondo; i dissidi interni al partito laburista tra Ehud Barak, Ministro della Difesa, e alcuni esponenti del partito e in particolare il parlamentare della Knesset Daniel Ben Simon; l'episodio di un gruppo di soldati che, durante il giuramento, ha manifestato contro lo sgombero di insediamenti. Gli obiettori di coscienza "di destra".<BR>L'attesa risposta dell'Iran alla proposta di El Baradei dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (arrichimento di parte&nbsp;dell'uranio iraniano in Russia, per "monitorare" il processo). Lo scetticismo di Israele. Lo strano incontro di qualche settimana fa al Cairo tra rappresentanti israeliani e iraniani, insieme ad altri, per la riunione della Commissione internazionale per la non proliferazione e il disarmo. Non un incontro bilaterale, ma comunque l'Iran ha negato, Israele no.<BR>Libano: l'arresto di 21 sospetti terroristi legati ad Al Qaeda nel campo profughi palestinese Nahr El-Bared (dove nel 2007&nbsp;&#232; avvenuta una&nbsp;durissima repressione da parte dell'esercito libanese, sulla quale non si &#232; mai indagato fino in fondo).<BR>La pubblica richiesta di Ban Ki-Moonal disarmo degli Hezbollah.<BR>La guerra sotterranea tra Israele, Libano, Siria: le "misteriose" esplosioni nel Sud del Libano di questi giorni. L'assassinio di Imad Mughniyehnel febbraio 2007. Il bombardamento della centrale nucleare in Siria nel settembre 2007.</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2248&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2248&amp;Categoria=6</guid>

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    <title>Mediorientale</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2247&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 13 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>&nbsp;</P>
<OBJECT height=24 width=400><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.radioradicale.it/modules/flowplayer/flowplayer/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/289139"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="allowscriptaccess" VALUE="always">
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    <title>L&#8217;Iran non ferma la bomba: l&#8217;accordo di Vienna &#232; gi&#224; diventato una farsa</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 22 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 23 ottobre 2009<BR><BR></STRONG>Chiss&#224; se Mohammed El Baradei ha ancora stampato sul viso quel sorriso di soddisfazione che mercoled&#236; esibiva descrivendo la bozza di accordo fra l&#8217;Iran e il mondo che dovrebbe rappresentare la luce in fondo al tunnel dell&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio per la produzione della bomba atomica degli ayatollah. Ma a poche ore dal preteso accordo (ancora non ratificato) della riunione di Vienna dell&#8217;Aiea, l&#8217;Agenzia per l&#8217;Energia Atomica, che per altro a uno sguardo meno entusiasta appare buono solo per l&#8217;Iran, arrivano gi&#224; le prime smentite. Mohammed Reza Bahonar, vicepresidente del Parlamento iraniano, ha dichiarato beffardamente: &#171;Quelli (le potenze riunite a Vienna, ndr) ci dicono: voi ci date il vostro uranio arricchito al 3,5% e noi vi diamo il carburante per il reattore. Per noi &#232; inaccettabile&#187;. N&#233; pi&#249; n&#233; meno. &#200; certamente una premessa poco incoraggiante rispetto al parere ufficiale atteso dall&#8217;Iran entro oggi: esso pu&#242; dunque preludere a un tipico ritorno alla casella zero del gioco secondo uno schema ormai sperimentato, pi&#249; tempo guadagnato, pi&#249; uranio arricchito; oppure, Bahonar prepara il tavolo ai negoziatori per ottenere di pi&#249;. L&#8217;Iran non sceglier&#224; comunque questo momento di intensa pressione americana per chiudere la porta; seguiter&#224; a fare ci&#242; che vuole, cio&#232; la bomba, traccheggiando variamente per non causare l&#8217;ira funesta di Obama. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2246&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>&quot;Gli occhi del mondo sull'Iran&quot;: dibattito a Radio Anch'io</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2245&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 19 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P class=testobianco8 align=center><STRONG><A href="http://www.radio.rai.it/radio1/radioanchio/view.cfm?Q_EV_ID=300541">ASCOLTA LA TRASMISSIONE</A></STRONG></P>
<P align=left><FONT class=testobianco10>Teheran ha alzato i toni dopo l'attentato in Belucistan che ha provocato 42 morti tra i Pasdaran. Il capo dei guardiani della rivoluzione ha promesso rappresaglie contro Stati Uniti e Gran Bretagna, Ahmadinejad ha invece accusato il Pakistan. Una vicenda che certo non aiuta il complicatissimo dialogo sul nucleare iraniano. Oggi &#232; in programma un incontro cruciale a Vienna, con l'Iran che deve dare una risposta sulla possibilit&#224; di far arricchire l'uranio in un Paese terzo. <BR><BR>Saranno ospiti di Giorgio Zanchini: Bijan Zarmandili (giornalista e scrittore iraniano, esperto di politica mediorientale); prof. Renzo Guolo (docente di Sociologia dell'Islam all'Universita' di<BR>Torino); Bruno Ruffolo (giornalista del Giornale Radio Rai, piu' volte inviato in Iran); Yossi Melman (editorialista del quotidiano iraeliano Haaretz, co-autore di La sfinge nucleare di Teheran: Mahmoud Ahmadinejad e lo stato iraniano); on. Fiamma Nirenstein (vice presidente Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati/Pdl); Khaled Fouad Allam (docente di Sociologia del mondo musulmano all'Universita' di Trieste e di Urbino, editorialista de Il Sole 24 ore, gia' parlamentare dell'Ulivo); prof. Michael Cox (docente di Relazioni Internazionali alla London School of Economics di Londra).<BR></P></FONT></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2245&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Dall&#8217;Onu un bel regalo al terrorismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2243&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 17 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Il Giornale</EM>, 18 ottobre 2009<BR><BR></STRONG>Una volta qualcuno ha detto che prima o poi l&#8217;Onu voter&#224; a maggioranza che il mondo &#232; quadrato, e che questa diventer&#224; una inviolabile risoluzione. Il rovesciamento della realt&#224; all&#8217;Onu succede continuamente, in realt&#224;, dato che questa organizzazione e tutte le strutture che ne derivano come il Consiglio dei Diritti umani hanno una maggioranza automatica formata da Paesi islamici e Paesi cosiddetti non allineati antiamericani e antisraeliani che votano qualsiasi cosa venga deciso a priori dai loro interessi, ovvero dagli interessi di fatiscenti e nuove dittature, senza nessun riguardo per la verit&#224; e con una perversa interpretazione del tema dei diritti umani. Ed essi sono tanto pi&#249; diritti e tanto pi&#249; umani quanto pi&#249; fanno comodo ai loro interessi. <BR>Ma adesso siamo tutti a rischio. Il voto che due giorni fa ha promosso il rapporto del giudice Goldstone che descrive a modo suo la guerra di Gaza per 575 pagine &#232;, anche se siamo abituati al peggio quando si tratta di Israele, un amaro pasto che ci rimangeremo per i prossimi anni a tutte le latitudini in cui si presenti un conflitto non convenzionale; una guerra, cio&#232;, in cui non siano due eserciti a fronteggiarsi, ma un esercito da una parte e dall&#8217;altra milizie fanatizzate e terroriste che ritengono loro diritto e, anzi, loro dovere fare uso della popolazione civile per condurre la loro guerra. Immaginiamo per esempio che in queste ore l&#8217;esercito pakistano nella sua offensiva anti-Al Qaida e anti-talebana, indispensabile per evitare che le bombe atomiche (90) di quel Paese finiscano all&#8217;estremismo islamico, sia regolato da norme che proibiscono categoricamente di affrontare il nemico se per caso si nasconde dentro strutture a uso civile, case, moschee, scuole. [...]<BR><BR><BR><STRONG><FONT size=3>A gift to terrorism from the UN</FONT></STRONG></P>
<DIV class=TestoArticolo>
<P>Once someone said that, sooner or later, the U.N would cast a majority vote to state that the world is square and that this resolution would be unassailable.<BR>The U.N. is consistently turning the tables on reality. In fact, this organization and all its agencies and bodies, such as the Human Rights Council, have an automatic majority of Islamic countries and of so-called non aligned anti-American and anti-Israeli countries that vote any decision based on their interests. That is the interests of obsolete and new dictatorships without any concern for truth and with a perverse interpretation of human rights. And these rights are the more righteous and human the more they meet their agenda.<BR>But now we are all in danger. Two days ago, the U.N. approved the report by judge Goldstone who provides his personal description of the war in Gaza in 575 pages. And even if we are used to the worst when it comes to Israel, this is a bitter pill that we will have to take wherever in the world there is a non conventional war; that is a war where there are not two armies fighting each other, but, on one side there is an army and, on the other, there are fanatic and terrorist militias who believe they have the right, indeed the duty, to use civilian populations to conduct their war. Let us imagine, for example, that, in its anti-Al Qaeda and anti-Taliban offensive &#8211; which is indispensable to prevent Islamic extremists from getting hold of (90) atomic bombs &#8211; the Pakistani army is governed by rules under which they must not face their enemies hidden in civilian facilities, houses, mosques and schools. [...]</P></DIV></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2243&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Il rapporto Goldstone &#232; dannoso per la pace e per i diritti umani</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2242&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 15 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P>Roma, 16 OTT (Velino) - "Oggi a Ginevra il Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu ha adottato, per mezzo di una risoluzione nella quale sono menzionati solo i crimini di Israele, il rapporto Goldstone che, ignorando gli attacchi omicidi che Hamas ha portato con 1300 missili sulla popolazione civile di Israele, condanna con argomenti pretestuosi e falsi l'intervento militare del gennaio scorso, pure deciso dopo decine di tentativi di calmare le acque con Hamas".<BR>Lo dichiara Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. "La risoluzione e' dannosa sia per il processo di pace in Medio Oriente sia per la protezione dei diritti umani di tutti i popoli. Infatti incoraggia le organizzazioni terroristiche in tutto il mondo a colpire i civili e a usarli come scudi umani e criminalizza anche il piu' moderato tentativo di fermarli. Inoltre, e'<BR>evidente che Israele, che va incontro a rischi gravissimi nel cedere territori, come hanno dimostrato i suoi ritiri dal Libano e da Gaza, non potra' mai prendere questa decisione una volta che le si proibisca di difendersi, pena l'accusa di essere un criminale di guerra - prosegue -. La risoluzione e' stata votata con le solite maggioranze automatiche delle Nazioni Unite, che mettono insieme Paesi Islamici e del Movimento dei Non Allineati. Siamo orgogliosi che l'Italia sia tra i 6 paesi che hanno votato contro, dando un'altra prova di saggezza in politica estera. Questa risoluzione, ancora una volta, dimostra come le politiche dei diritti umani siano colonizzate dal palestinismo".</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2242&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La lunga retromarcia della Turchia: sempre meno Europa e pi&#249; islam</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2240&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Tue, 13 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 14 ottobre 2009</b><br><br>La Turchia continua a sconcertare. Di nuovo pi&#249; che un&#8217;operazionepolitica sembra una grintosa presa di posizione, come tutte quelle delgoverno di Recep Tayyp Erdogan, il governo del partito islamista Akp,anzi un riposizionamento, la ricerca di un nuovo &#171;brand&#187; che mette inimbarazzo chi tiene per il suo ingresso in Europa: dopo aver portatoalla cancellazione da parte americana e italiana delle esercitazioni&#171;Aquila anatolica&#187; perch&#233; il ministro degli Esteri Ahmet Davutogluaveva disdegnato di volare con gli F16 di Israele, ieri dieci ministriturchi (fra cui lo stesso Davutoglu) si sono spostati in massa aDamasco, con cui la Turchia era quasi in guerra negli anni 90, perpartecipare al nuovo &#171;Consiglio di cooperazione strategica&#187; con laSiria. <br>La Siria, &#232; bene ricordarlo, &#232; un Paese molto controverso, il suorapporto con l&#8217;Iran degli ayatollah, la sua implacabile inimiciziaverso Israele, la sua persecuzione dei dissidenti, e soprattutto la suafunzione di centrale di distribuzione di armi e di terrorismo la reseroai tempi di Bush un elemento centrale dell&#8217;&#171;asse del male&#187;. Molti hannocercato nel tempo di recuperarla, senza mai riuscirci. Un&#8217;alleanza cos&#236;stretta presuppone una fiducia simile a una comunanza di idee. Ma laTurchia, dai tempi di Kemal Ataturk aveva sempre rappresentato lasperanza di una presenza laica e moderata all&#8217;interno del mondomusulmano, e questo ne aveva fatto un candidato per l&#8217;Ue. Forsel&#8217;accanita opposizione che la Turchia ha incontrato in questi anni &#232;stata frutto di un eccessivo antagonismo, ma il fatto &#232; che l&#8217;identit&#224;che le ha conferito Erdogan &#232; sempre pi&#249; aggressiva. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2240&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>La scomparsa dei diritti umani e l'ascesa del palestinismo</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2239&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 11 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><EM><STRONG>Discorso pronunciato nel panel "Diritti umani e responsabilit&#224; dell'Occidente" del convegno della Fondazione Magna Carta </STRONG><A href="http://www.magna-carta.it/le-nuove-relazioni-transatlantiche/2009"><STRONG>"Le nuove Relazioni Transatlantiche 2009",</STRONG></A><STRONG> realizzato in collaborazione con il Forum Strategico del Ministero degli Affari Esteri</STRONG></EM><BR><BR><STRONG>9 Ottobre 2009<BR></STRONG><BR>Un&#8217;autentica schizofrenia caratterizza oggi la politica dei diritti umani nel mondo. Si tratta di una sensibilit&#224; estrema, raffinata e dettagliata verso la politica dei diritti umani quando si tratta, da un lato, di rapporti verso determinate categorie sociali e politiche o verso temi legati alla nostra societ&#224;, e dall&#8217;altro, invece, di una progressiva indifferenza verso gli stessi temi quando si affrontano scenari internazionali. E&#8217; una suddivisione sperimentale, primitiva, che aspetta ancora una definizione migliore che spero venga dalla discussione. Ma di certo possiamo dire che negli anni passati, gli Stati Uniti si sforzavano di chiudere il gap nella sensibilit&#224; verso i diritti umani: le dottrine politiche che ne hanno guidato la politica estera, di cui ora non discuto gli inevitabili problemi, partivano dall&#8217;idea che l&#8217;oppressione dei popoli era un problema che penetrava direttamente la politica interna, e che comunque ogni uomo sulla terra, come ha scritto Natan Sharansky, desidera la libert&#224; e ha diritto di perseguirla.<BR>E&#8217; stata una naturale espansione del modo di vita americano, in cui lo stato di diritto, il rule of law, si deve estendere dentro i confini storicamente negoziati dell&#8217;accordo religioso e linguistico. L&#8217;Europa invece ha fatto del dettato dei diritti umani una specie di dottrinale trattato di 170 pagine di regole oppressive che definiscono una moralit&#224; post moderna di &#8220;non discriminazione&#8221; che di fatto mette a rischio le identit&#224; locali valorizzando principi astratti, e con i suoi annessi e connessi ha stabilito regole di &#8220;diritti umani&#8221; per ogni minuzia, principi astratti e severissimi per cui essi precedono i diritti della comunit&#224; primaria, e anche prescindono dalla situazione di fatto. Far&#242; degli esempi pi&#249; avanti. [...]<BR><BR><STRONG><FONT size=3><BR>The disappearance of human rights and the advent of Palestinism</FONT></STRONG></P>
<P><EM><STRONG>Fiamma Nirenstein&#8217;s intervention during the round table on &#8220;Human Rights and responsibilities of the West&#8221; at the International Conference &#8220;New Transatlantic Relations&#8221;, of the Magna Carta Foundation</STRONG></EM></P>
<P>Today, human rights policies in the world are indeed characterized by schizophrenia. On the one hand, these policies are dealt with an extreme, refined and detailed sensitivity if they target certain social and political groups or rather themes related to our society. On the other hand, instead, dealing with international scenarios, they are faced with increasing indifference. It is an experimental and primitive approach that needs to be better defined, which I hope we will be able to do during our discussion. Certainly, in the past, the United States made an effort to close the sensitivity gap in the field of human rights: the political rationale of foreign policy - and its problems which I do not want to discuss here &#8211; was based on the idea that the oppression of people was directly relevant for domestic policy and that &#8211; as written by Natan Sharansky &#8211; every human being desires freedom and the right to freedom. This was a natural expansion of the American life style, according to which the rule of law had to be implemented within the historically negotiated boundaries of the religious and linguistic agreement. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2239&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Obama e il Nobel: un regalo a chi vuole gli Usa pi&#249; deboli</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2238&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 9 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 10 ottobre 2009</b><br>
<br>
Fossi Barack Obama, mi si scusi l&#8217;azzardo, direi al comitato che mi ha
assegnato il premio Nobel per la pace: &#171;Gentilissimi signori, &#232;
meraviglioso quello che mi capita, e ve ne sono grato: ma fatemi un
piacere tenetevi in un cassetto questo premio, assegnatelo magari a
un&#8217;afghana, che in questo momento laggi&#249; le donne ne hanno parecchio
bisogno: conservatemelo per il prossimo anno. Se me lo sar&#242; meritato,
lo verr&#242; a ritirare&#187;. Ma Barack &#232; Barack, e si vede benissimo che il
suo modo di vedere se stesso &#232; quello di chi pensa che qualsiasi lode,
qualsiasi onore, sia un po&#8217; meno di quel che si merita. Che &#232; la sua
essenza, progressista e finalmente realizzatrice della riscossa di neri
americani, che merita il Nobel: e non ci convincono le sue parole di
modestia. Obama fin dal primo giorno &#232; stato gratificato di aspettative
gigantesche, che egli ha alimentato con toni messianici e
palingenetici, ovvero suggerendo sempre che ora che era arrivato lui
cambia tutto. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2238&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Iran: L&#8217;Occidente tende la mano, ma prepara la guerra</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2237&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 8 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 9 ottobre 2009</b><br><br>Dal primo di ottobre, ovvero dai colloqui del 5+1 di Ginevra con l&#8217;Irandi Ahmadinejad, la situazione si &#232; ulteriormente complicata: i colloquihanno messo il mondo in uno stato di speranzosa aspettativa. Obama hamesso in scena con un certo successo lo spettacolo di &#171;utili colloqui&#187;,ma nessuno, anche negli Stati Uniti, ha voglia di farsi prendere ingiro. Il presidente americano sa che i risultati di una beffa sarebberodisastrosi e che fidarsi di Ahmadinejad &#232; un rischio che nessuno pu&#242;assumersi. Dunque l&#8217;ipotesi della guerra persiste. Nessuno vuol fare lafigura del cretino, se l&#8217;Iran finge di trattare solo per prepararci unabella sorpresa.<br>C&#8217;&#232; stata la decisione del Pentagono di costruire una &#171;gigantesca bombacapace di penetrare bunker profondi e ben difesi&#187;; i sistemi di difesaantimissilistica americani ora di stanza in Israele per esercitazioni,resteranno probabilmente sul suolo ebraico; in Arabia saudita &#232; sparitouno degli ingegneri atomici iraniani, Shahram Amiri, e l&#8217;Iran accusagli Usa di essere coinvolti. Dunque, Obama stesso sembra essere ilprimo a immaginare che l&#8217;atteggiamento di Ahmadinejad, melenso earrogante al contempo, non sia una garanzia. Oltretutto, sono molte leanalisi che danno la capacit&#224; iraniana di produrre la bomba come gi&#224;ultimata. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2237&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Indagine conoscitiva sull'antisemitismo alla Camera</title>

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    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2236&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 7 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Rifacendoci al modello britannico e canadese di commissioni di inchiesta sull'antisemitismo e seguendo gli impegni presi in seguito alla <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2216"><span style="font-weight: bold;">riunione del Direttivo della Coalizione Interparlamentare contro l'Antisemitismo</span></a> (ICCA), tenutasi a Roma il 10 e 11 settembre scorsi, oggi abbiamo compiuto un importante passo avanti: gli uffici di presidenza riuniti delle Commissioni Esteri e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati hanno adottato il programma dell'Indagine Conoscitiva sull'Antisemitismo che le due commissioni svolgeranno nel corso di quest'anno, sotto mia proposta.<br>Il programma di istituzione dell'indagine stabilisce che l'obiettivo &#232; "un'attivit&#224; di monitoraggio e di approfondimento tematico del fenomeno dell'antisemitismo, sia a livello internazionale che nazionale. L'indagine sar&#224; indirizzata a evidenziare i nuovi caratteri che tale fenomeno ha assunto rispetto alle impostazioni tradizionali, con particolare riferimento all'odio etnico e religioso alimentato dal fondamentalismo e allo strumentale intreccio con l'antisionismo e il negazionismo. La recrudescenza dell'antisemitismo a livello mondiale, ed in particolare in Europa, unitamente al complesso rapporto con le vicente del Medio Oriente, induce a non sottovalutare <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=14386&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27"><span style="font-weight: bold;">gli episodi di intolleranza che hanno avuto luogo anche in Italia</span></a> e ad adottare un'impostazione del problema che coniughi i profili di interesse internazionale a quelli di interesse nazionale".<br>L'indagine &#232; mirata a verificare: <br>- il grado di consapevolezza dell'opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e del sistema educativo;<br>- l'adeguatezza degli apparati e delle misure legislative nazionali e delle previsioni delle convenzioni internazionali;<br>- l'efficacia degli organismi preposti al contrasto dell'antisemitismo.<br><br>Inoltre sulla base dell'indagine sar&#224; possibile fornire utili indicazioni ai fini di un rafforzamento del tessuto normativo, anche con riferimento ai nuovi mezzi di diffusione dell'antisemitismo, come le reti informatiche.<br><br>Ultimate le procedure burocratiche, nell'arco delle prossime settimane la Presidenza della Camera dar&#224; il via all'indagine, che prevede l'audizione di numerosi esperti ed eventuali sopralluoghi sul campo.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2236&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2236&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Firmato il primo Protocollo di Cooperazione parlamentare Italia-Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 5 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/Rivlin-Fini.jpg" alt="Firmato il primo Protocollo di Cooperazione parlamentare Italia-Israele" title="Firmato il primo Protocollo di Cooperazione parlamentare Italia-Israele" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Oggi &#232; stato compiuto un passo molto importante nei rapporti tra Italia e Israele: &#232; stato firmato, dal Presidente della Camera Fini e dal Presidente della Knesset Rivlin in visita in Italia, il primo Protocollo di Cooperazione tra la Camera dei Deputati e la Knesset.<br>Il Protocollo nasce dall&#8217;idea che la cooperazione tra Italia e Israele derivi dalla comune fede nei valori di libert&#224;, democrazia e tolleranza, e stabilisce una serie di obiettivi congiunti tra i due&nbsp; Parlamenti, in cui sono stati istituiti due gruppi di collaborazione che dovranno incontrarsi periodicamente per attuare un concreto piano di lavoro. I due gruppi si dedicheranno a un lavoro comune di progettazione e di studio, in ambito economico, amministrativo e formativo e in generale tutte le sfere che competono alla vita parlamentare.<br>Il gruppo Italiano &#232; formato da me in quanto presidente e da altri 6 Onorevoli in rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari: Adornato, Polledri, Fiano, Pianetta, Vernetti e Barbareschi.<br>Questa iniziativa &#232; il culmine istituzionale di tante altre prese di posizione di un Parlamento che nel corso di questa legislatura non ha mai fatto mancare a Israele la propria solidariet&#224; in un contesto invece a voltea ggressivo e privo della comprensione necessaria per un paese sempre minacciato da terribili nemici: il Parlamento italiano &#232; stato il primo a <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2120"><b>votare una mozione che impegnava il governo al ritiro dalla conferenza di Durban 2</b></a>; ha svolto una <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=3&amp;Id=2084"><b>manifestazione in piazza Montecitorio</b></a>, cui &#232; intervenuto anche il Presidente Fini, in solidariet&#224; a Israele nella guerra contro Hamas; ha sostenuto la sezione italiana della <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2216"><b>Coalizione Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo (ICCA)</b></a> promuovendo una indagine conoscitiva sull&#8217;Antisemitismo che si avvier&#224; a breve; <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=4&amp;Id=1994"><b>non ha mai ricevuto Ahmadinejad</b></a> quando ha visitato l&#8217;Italia.<br>Questo accordo &#232; quindi il coronamento di un lungo e particolare impegno del Parlamento italiano.<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2235&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L'intifada lambisce Gerusalemme: un nuovo negazionismo infiamma la piazza palestinese</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2234&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 5 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 6 ottobre 2009</b><br>
<br>
Quando ieri mattina &#232; risuonata sulla spianata del Muro del Pianto la
benedizione dei Cohanim che hanno levato alto il talled bianco e nero
sopra le teste e gli occhi del popolo di Gerusalemme riuniti per la
Festa dei Tabernacoli, Sukkot, Gerusalemme ha finalmente preso un lungo
respiro dopo giorni di tensione.<br>
Da poco pi&#249; di dieci giorni, ovvero dalla festa di Kippur, tutta la
zona est della citt&#224; vecchia e dei quartieri arabi moderni che
confinano con le sue mura, verso il Monte degli Ulivi, sotto la parte
orientale della Spianata del Tempio, o Spianata delle Moschee, &#232; stata
tutta un lancio di pietre, di copertoni bruciati, fino all&#8217;attacco col
pugnale di un giovane poliziotto. Le cariche della polizia contro
gruppi di giovani si sono ripetute, con parecchi feriti sia fra loro
che fra i poliziotti. Il fuoco religioso islamico di Gerusalemme &#232;
divampato di nuovo, le organizzazioni estremiste hanno chiamato a
raccolta. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2234&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2234&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L&#8217;impossibile tentativo di sradicare la storia ebraica da Gerusalemme </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2232&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 31 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i><b>Shalom</b></i><b>, settembre 2009</b><i><br>
</i><br><i>Esiste un negazionismo palestinese che nega la millenaria presenza degli ebrei sulla spianata del tempio.</i><br>
<br>
Esiste un negazionismo che &#232; infame almeno quanto quello che riguarda
l&#8217;Olocausto, ed &#232; quello su Gerusalemme e il Monte del Tempio, dove
sorsero il Primo e il Secondo tempio.<br>
Proprio alla fine di agosto, di nuovo, in una infinita serie di
attacchi palestinesi che suonano insopportabili e disgustosi
all&#8217;orecchio di chi abbia un minimo di cultura storica, il capo della
corte islamica dell&#8217;Autorit&#224; Palestinese sceicco Taysir Rajab Tamimi ha
detto che non c&#8217;&#232; nessuna prova che Gerusalemme sia mai stata abitata
dagli ebrei, che il Beit ha Migdash non &#232; mai esistito, che gli
archeologi israeliani hanno ammesso che gli ebrei non hanno nulla a che
fare con la capitale di Israele. &#8220;Gerusalemme &#232; una citt&#224; araba e
islamica, ed &#232; sempre stato cos&#236;&#8221;. <br>
Questa linea ridicola, mai sperimentata prima dalla propaganda
palestinese e araba che anzi si pregiava di avere i propri santuari
costruiti sopra le vestigia del Tempio, ha il suo inizio conclamato a
Camp David, quando Arafat nel 2002, al nono giorno di summit, impose a
Clinton, stupefatto, una lezione di revisionismo: &#8220;Non c&#8217;&#232; traccia del
Tempio degli ebrei sul Monte del Tempio&#8221; disse a Clinton.<br>
Clinton gli rispose &#8220;Come cristiano sono certo del contrario&#8221; e, off
the records, gli disse anche, con tono molto deciso, che se non avesse
cessato questa vile propaganda, avrebbe rotto i rapporti. Non ha
funzionato: da allora questa folle linea ha preso enormemente piede,
tanto che oggi persino i giornalisti occidentali - che pure hanno letto
dei ritrovamenti relativi al Tempio (locazioni, bolle, proibizioni
incise su pietra, e strutture basilari evidenti a tutti) e sanno che
tutto &#232; minutamente provato sia dal punto di vista archeologico che dei
ricordi storiografici e biblici - scrivono del Tempio &#8220;che secondo gli
ebrei sorgeva a Gerusalemme...&#8221;, oppure &#8220;secondo il mito&#8221;, o &#8220;secondo
la religione ebraica...&#8221;. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2232&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2232&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>&#171;Il caporale Shalit &#232; vivo e sta bene&#187; Il video che premia il cinismo di Hamas</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2231&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 2 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 3 ottobre 2009</b><br>
<br>
&#200; vivo, &#232; in condizioni di salute apparentemente decenti, anche se
appare smagrito e la sua voce &#232; quella di una persona che non parla da
molto tempo: ma, pulito e sbarbato, &#232; in grado di leggere un testo
probabilmente tradotto da lui stesso dall&#8217;arabo e a cui ha aggiunto
particolari biografici che dimostrano che la sua memoria &#232; vivida e
particolareggiata. Gilad Shalit, il soldato ventitreenne rapito sul
confine di Gaza ben 1195 giorni fa, ha inchiodato la famiglia Shalit,
il padre Noam e la mamma Aviva, e stretto attorno a loro tutto il
governo e il pubblico israeliano in un&#8217;attesa ansiosa della cassetta
annunciata e trattata allo spasimo dal governo con Hamas. La cassetta,
consegnata verso le nove di mattina all&#8217;inviato del primo ministro
Hagai Hadas dal mediatore tedesco Ernst Urlan, &#232; la prima prova davvero
consistente che il ragazzo rapito pi&#249; di tre anni fa &#232; in vita. Gilad
legge un messaggio di due minuti in cui si rivolge direttamente a
Netanyahu chiamandolo per nome perch&#233; realizzi il suo sogno di tornare
a casa. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2231&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2231&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Rilasciato video di Gilad Shalit: &#232; vivo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 1 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/shalit video.jpg" alt="Rilasciato video di Gilad Shalit: &#232; vivo" title="Rilasciato video di Gilad Shalit: &#232; vivo" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">M.O., Nirenstein (Pdl): commozione per immagini Gilad Shalit<br><br>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera<br><br>&#8220;Siamo pieni di commozione nel vedere il soldato israeliano GiladShalit vivo e lucido dopo pi&#249; di tre anni di crudele sequestro da partedi Hamas e ci complimentiamo con gli intermediari tedeschi per essereriusciti a ottenere per la prima volta un concreto segnale di vita delgiovane di cui tuttora si ignora il luogo di detenzione.<br>Ci auguriamo con tutto il cuore che ben presto Gilad possa tornare sanoe salvo dai suoi genitori, che stanno vivendo momenti di incredibilecommozione dopo avere combattuto come dei leoni per ottenere questoprimo risultato.<br>Siamo certi che la citt&#224; di Roma, che ha dato di s&#233; ottima provaconferendo a Gilad Shalit la cittadinanza onoraria nel giugno scorso,continuer&#224; nella sua importante opera di solidariet&#224;&#8221;.<br><br><a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1194419829128&amp;pagename=JPost%2FPage%2FVideoPlayer&amp;videoId=1254393084258"><b>Clicca qui per vedere il video</b></a><br><br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2230&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Iran atomico: parole tante, risultati pochi</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2229&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 1 Oct 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 2 ottobre 2009</b><br>
<br>
<i>Uniche concessioni di Teheran, l&#8217;accesso all&#8217;impianto segreto di Qom
e l&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio all&#8217;estero L&#8217;impressione &#232; che gli
iraniani vogliano guadagnare tempo. Obama: &#171;Ispezioni dell&#8217;Onu entro
due settimane&#187;</i><br>
<br>
Cos&#236; il primo d&#8217;ottobre &#232; arrivato, dopo l&#8217;allarme urgente di
Pittsburgh lanciato da Obama, Sarkozy e Brown circa la volont&#224; iraniana
di perseguire la bomba atomica: e con esso la concessione da parte
degli iraniani di visitare la struttura atomica di Qom che era stata
celata a tutto il mondo fino a pochi giorni fa. Da parte iraniana &#232;
un&#8217;offa all&#8217;Occidente per poter dire che i colloqui si sono aperti con
profitto, e tutti si sono affrettati a farlo. Ma anche la concessione
stessa &#232; a doppio taglio, perch&#233; se da una parte consente all&#8217;Aiea di
entrare per la prima volta in questa centrale che &#232; fra le pi&#249;
sotterranee e difese, dall&#8217;altra la legittima e la qualifica come pegno
di amicizia, cosa del tutto proditoria, agli occhi del mondo. Altra
concessione &#232; la possibilit&#224; di arricchire l&#8217;uranio all&#8217;estero, in
Francia e Russia. Ma Obama ha gi&#224; detto che anche se l&#8217;inizio pu&#242;
considerarsi &#171;costruttivo&#187;, ci si aspettano per&#242; fatti concreti: la
pazienza americana &#171;non &#232; illimitata&#187; ed entro due settimane gli
ispettori Onu dovranno avere accesso illimitato al sito di Qom. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2229&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2229&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>E se il regime iraniano avesse altre strutture nascoste?</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2228&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 26 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 27 settembre 2009</b><br>
<br>
L&#8217;Iran &#232; determinato oltre la nostra povera immaginazione occidentale a
ottenere la bomba atomica, e il suo bisogno esistenziale di potere
legato all&#8217;idea di un compito egemonico irrinunciabile, ha dato una
enorme, inevitabile evidenza di s&#233; nei giorni scorsi: la scoperta della
nuova struttura di arricchimento nucleare, che Obama voglia o no
ammetterlo, lo ha portato almeno ad un cambiamento verbale di linea; la
Russia, che &#232; pesante, si &#232; spostata; la Cina, mentre Sarkozy e Brown
denunciavano le violazioni di Teheran, non ha potuto mantenere la sua
orientale indifferenza.<br>
&#171;La nuova struttura, con l&#8217;aiuto di Dio, comincer&#224; a funzionare molto
presto&#187;: se non avevamo capito bene, la cocciuta determinazione
iraniana dopo che Obama, Sarkozy e Brown avvertivano Teheran che adesso
&#171;&#232; l&#8217;Iran che deve dare risposte&#187; come ha detto il presidente degli
Usa, ce l&#8217;ha di nuovo spiegata ieri Muhammad Muhammadi Golpayegani il
consigliere del leader spirituale dell&#8217;Iran, l&#8217;ayatollah Ali Khamenei. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2228&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2228&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Torna l'incredibile show di Hamas &quot;Pionieri di domani&quot;: quando educazione significa incitamento all'odio</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 24 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/nassur-al-aqsa-300x243.jpg" alt="Torna l'incredibile show di Hamas &quot;Pionieri di domani&quot;: quando educazione significa incitamento all'odio" title="Torna l'incredibile show di Hamas &quot;Pionieri di domani&quot;: quando educazione significa incitamento all'odio" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Dopo la tragica morte di <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=6&amp;Id=1743"><b>Farfour</b></a> (alias Topolino) e dopo <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=8&amp;Id=1757"><b>Nahool</b></a> (Ape Maya), la televisione di Hamas, Al Aqsa, torna alla carica nella nuova stagione televisiva con un nuovo personaggio per animare lo show per bambini "Pionieri di domani". Quando l'educazione passa per l'incitamento all'odio, e la libert&#224; per il "massacro degli ebrei in Israele".<br><br>Gerusalemme, 24 set (ANSA) - Il sito internet israeliano Palestinian
Media Watch riferisce che gli ospiti di un programma televisivo per
bambini, trasmesso a Gaza dalla Tv controllata dal movimento islamico
Hamas, hanno pi&#249; volte affermato che la &#8220;liberazione&#8221; della Palestina
passa attraverso il &#8220;massacro&#8221; degli ebrei in Israele.
Nel programma per bambini denominato &#8220;Pionieri di domani&#8221;, andato in
onda il 22 settembre sulla Tv Al Aqsa, Nassur, un pupazzo con le
sembianze di un orsacchiotto, si rivolge a una giovane ospite in
studio, dal nome Saraa, spiegandole che tutti gli ebrei &#8220;devono essere
eliminati dalla nostra terra&#8221;. &#8220;Saranno massacrati&#8221;, ribatte a sua
volta Saraa. Poi Nassur si rivolge telefonicamente a un bambino per
chiedergli &#8220;Cosa vuoi fare agli ebrei che hanno ucciso tuo padre?&#8221;.
&#8220;Voglio ucciderli&#8221; &#232; la risposta. Saraa: &#8220;Non vogliamo far niente a
loro, solo cacciarli dalla nostra terra&#8221;. Nassur: &#8220;Vogliamo massacrarli
(Nidbah-hom, in arabo), cos&#236; saranno cacciati dalla nostra terra,
giusto?&#8221;. Saraa: &#8220;S&#236;. E&#8217; giusto. Li cacceremo usando tutti i modi&#8221;.
Nassur: &#8220;E se non se ne andranno pacificamente, con la persuasione e il
dialogo, dovremo farlo sterminandoli (Shaht, in arabo)&#8221;. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2227&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Gli amici di Ahmadinejad ora sono in Svezia</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2226&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 24 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 25 settembre 2009</b><br>
<br>
&#171;Vergogna&#187;, ha detto ieri il primo ministro israeliano Benjamin
Netanyahu durante il suo discorso a New York, rivolgendosi &#171;a chi &#232;
rimasto seduto, in questa sessione dell&#8217;Assemblea dell&#8217;Onu, a
legittimare chi nega la Shoah e minaccia di sterminio gli ebrei,
vergogna a chi non capisce che il matrimonio fra fondamentalismo
religioso e armi di distruzione di massa minaccia tutto il mondo&#187;. E
peccato davvero che questa vergogna ricada sulla Comunit&#224; Europea, la
cui presidenza svedese, rappresentata dal ministro degli Esteri Carl
Bildt, ha dichiarato di essere rimasta seduta con altri membri dell&#8217;Ue
(non l&#8217;Italia) perch&#233; il discorso di Ahmadinejad non aveva superato &#8220;le
linee rosse&#8221; che si era data l&#8217;Europa rispetto alla possibilit&#224; di
abbandonare l&#8217;aula.<br>
Dunque, per responsabilit&#224; europea, lo spettacolo politico cui il mondo
ha assistito durante l&#8217;assemblea generale dell&#8217;Onu &#232; stato duplice, e
il ruolo europeo non &#232; stato certo quello dell&#8217;eroe: il peso politico
maggiore l&#8217;ha avuto alla fine la sensatezza americana e di alcuni Paesi
europei di fronte al pericolo iraniano, mentre la Svezia ha svolto una
parte frigida e invecchiata. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2226&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2226&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2225&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 20 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><object width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/287442"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/287442" width="400" height="24" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" type='application/x-shockwave-flash'></embed></object></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2225&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2225&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>I sogni della Casa Bianca frantumati dai dittatori</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2224&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 23 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 24 settembre 2009</b><br>
<br>
No, il discorso di ieri di Obama non &#232; riuscito a restaurare un&#8217;idea
rassicurante del futuro del mondo nelle mani dell&#8217;Onu. E forse non
sarebbe poi una cattiva idea quella buttata l&#224; ieri da Gheddafi di
portare il Palazzo dell&#8217;Onu in qualche Paese dell&#8217;emisfero meridionale
del mappamondo. Perch&#233; al momento l&#8217;immagine di quello che dovrebbe
essere il punto di riferimento della salvaguardia mondiale, della
concordia e della pace, risulta di nuovo quella di uno specchio delle
immense difficolt&#224;, delle faglie di odio e incomprensione accompagnate
da insopportabili ipocrisie e anche dalle incontenibili aggressivit&#224;
che fanno parte dello scenario internazionale. Uno scenario inquieto a
dir poco.<br>
Cos&#236; &#232; andata ieri subito all&#8217;inizio: di fuori le manifestazioni anti
Ahmadinejad e anti Gheddafi di quelli che non vorrebbero vedere l&#8217;Onu
trasformata, come &#232; ormai da tempo, in un palcoscenico per dittatori e
leader islamisti antioccidentali, antiamericani, antisemiti. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2224&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2224&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Unesco: eletta la candidata bulgara Bokova, battuto l'egiziano Hosni</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2223&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 21 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i>Dichiarazione dell&#8217;On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera</i><br><br>"Esprimiamo
la nostra soddisfazione per la vittoria della candidata bulgara Irina
Bokova sul candidato egiziano Farouk Hosni alla Direzione dell&#8217;Unesco.<br>Da
mesi, la candidatura di Hosni si prospettava come un&#8217;ombra sul ruolo
che dovrebbe svolgere l&#8217;Unesco rispetto alla promozione della cultura
nel mondo: Hosni, infatti, aveva espresso nel passato posizioni
pesantemente antisemite e anti-occidentali, pur rivestendo (e da ben 22
anni!) l&#8217;importante ruolo di Ministro della Cultura egiziano.<br>Hosni
aveva fatto ripubblicare in Egitto i Protocolli dei Savi di Sion, aveva
dichiarato il proprio disprezzo per la cultura ebraica e l'aveva
cancellata dal suo paese con tutte le sue forze, aveva promosso la
diffusione di tesi negazioniste dell&#8217;Olocausto e aveva anche boicottato
e censurato autori arabi colpevoli di aver scritto testi che non
combaciavano con le sue idee.<br>Siamo lieti che un candidato come
Hosni non sia stato accettato dal consesso internazionale, pur
rispettando il suo paese e il suo popolo dalla cultura millenaria:
Hosni &#232; stato bocciato grazie alla profonda consapevolezza, espressa
anche dai molti deputati italiani di tutte le parti politiche che hanno
firmato il nostro appello al Consiglio Esecutivo dell&#8217;Unesco, che la
cultura debba avere un carattere aperto e universale. E' una vittoria
della coscienza civile.<br>Ci congratuliamo infine con la neo Direttrice Irina Gueorguieva Bokova, la prima donna a ricoprire questo importante ruolo".<br><br><a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2199"><b>Leggi l'appello dei parlamentari contro la candidatura di Farouk Hosny</b></a><br><br>Mentre attendevamo il responso dell'ultima votazione in corso, era giunta anche questa notizia: <br><i><b><br><br>Corriere della Sera, 22/09/2009</b></i><br><div id=":13e" class="ii gt"><h3>Il principale candidato a direttore generale dell'agenzia dell'Onu per la cultura </h3><h1><a href="http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_22/farouk-hosni-unesco_124c4576-a772-11de-84dd-00144f02aabc.shtml">Unesco: nuove accuse a Farouk Hosni</a></h1><h2>Agli ordini dei servizi segreti egiziani contro studenti e intellettuali. Un ruolo nell'affare Achille Lauro <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2223">[...]</a><br></h2></div><br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2223&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2223&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Obama ottiene il suo vertice. Ma nessuno crede a una svolta</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2222&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 20 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 21 settembre 2009</b><br>
<br>
<i>Il leader americano convoca il premier israeliano Netanyahu e il
palestinese Abu Mazen. Ma l&#8217;incontro di domani sar&#224; pi&#249; di immagine che
di sostanza.</i><br>
<br>
Dunque, Obama avr&#224; il suo vertice. Benjamin Netanyahu, primo ministro
d&#8217;Israele, e il presidente palestinese Abu Mazen partono oggi per New
York dove, domani, prima dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu di mercoled&#236;,
si terr&#224; un incontro con il Presidente degli Stati Uniti. Obama vedr&#224;
prima un leader alla volta e poi tutti e due insieme. Una bella
fotografia senza molta sostanza. Abu Mazen &#232; stato il pi&#249;
recalcitrante, e ha riempito la settimana scorsa di accuse contro
Netanyahu; d&#8217;altra parte il premier israeliano, che ha ripetuto che le
costruzioni negli insediamenti subiranno solo un blocco parziale,
insiste per riprendere i colloqui che furono interrotti da un ennesimo
rifiuto palestinese nel 2008.<br>
Abu Mazen accusa Bibi di restare attaccato alla politica degli
insediamenti, e dopo l&#8217;incontro di sabato con Mubarak al Cairo e con
Abdullah ad Aqaba, si &#232; rafforzato nell&#8217;idea che la palla debba essere
giocata in campo israeliano; la strada l&#8217;ha gi&#224; tracciata Obama, quella
di un completo &#171;congelamento&#187; degli insediamenti, fra cui Abu Mazen
considera anche Gerusalemme, come precondizione. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2222&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2222&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>L'impunit&#224; dell'Iran aumenta il rischio terrorismo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2220&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 17 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 18 settembre 2009</b><br>
<br>
Il devastante attacco suicida dei talebani a Kabul &#232; l&#8217;ennesima tessera
di un mosaico che disegna sull&#8217;intero orbe terracqueo il mostro del
terrorismo. La dimensione strategica degli attacchi che punteggiano
tutta la carta geografica risponde a svariati disegni, sia di origine
sunnita sia sciita, e tutti mirano a stabilire un califfato mondiale.<br>
Per tutti i combattenti dell&#8217;islam estremo, sia sunniti sia sciiti, il
punto di riferimento, il modello ideale, l&#8217;incoraggiamento costante
verso quella che considerano una sicura vittoria, &#232; il regime degli
ayatollah, l&#8217;Iran, la bandiera strategica, la fonte primaria della
strategia mondiale e del finanziamento del terrorismo mondiale. Fra gli
insurgent afghani e l&#8217;Iran c&#8217;&#232; un rapporto strategico essenziale.
Teheran &#232; il modello e la fonte di approvvigionamento del terrorismo
islamista di tutti i tipi, molte volte se ne &#232; parlato addirittura come
di uno dei rifugi di Bin Laden.<br>
Proprio in questi giorni, scade per questo Paese un appuntamento che avrebbe dovuto essere cruciale, e non lo sar&#224;. [...]</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2220&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2220&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>&#200; il &#171;palestinismo&#187; la vera malattia dell&#8217;Onu</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2219&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Wed, 16 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i><b>Il Giornale</b></i><b>, 17 settembre 2009</b><i><br><br>La relazione della commissione Goldstone non mostra alcun interesse perla verit&#224;, ma solo per l&#8217;ennesima criminalizzazione di Israele. Estabilisce un principio: bisogna arrendersi ai terroristi checolpiscono i civili</i>.<br><br>La relazione della commissione Goldstone sull&#8217;operazione &#8220;Piombo fuso&#8221;&#232; un pericolo per tutti noi. &#200;, nero su bianco, il proclama chestabilisce che bisogna arrendersi di fronte al terrorismo sistematicoche colpisce e usa i civili. Se si d&#224; una rapida occhiata alle 575pagine prodotte per stabilire che cosa &#232; accaduto a Gaza nella guerradel 2008-2009, si vede che la commissione istituita dall&#8217;Onu non haavuto alcun interesse alla verit&#224;, ma solo alla ennesimacriminalizzazione di Israele: l&#8217;Onu incarna qui, ancora una volta, unesempio del palestinismo moralista che sfrutta, in funzione delladelegittimazione antioccidentale, i sensi di colpa del mondocontemporaneo e cerca, nella pratica immediata, la morte civile efisica dello Stato ebraico.L&#8217;Onu dedica ogni anno due terzi delle sue risoluzioni sui dirittiumani alla condanna di Israele; la sua assemblea, dove sono gi&#224;risuonati i discorsi antisemiti del presidente Ahmadinejad, adessoprocede con una versione flautata, quella del giudice Goldstone, unebreo con tanto di figlia che vive in Israele. [...]<br><br><br><font size="3"><b>"Palestinism", the real UN disease</b></font><br>
<br>
<b><i>Il Giornale</i>, 17 september 2009</b><br>

<br>

The report by the Goldstone Commission sponsored by the U.N. is a
danger for all of us; it is a written document stating that it is
necessary to give up the fight against systematic terrorism that hits
and uses civilians. A quick look at the 575 pages of the report
designed to establish what happened in Gaza in the 2008-2009 war: it is
clear that the Commission set up by the United Nations during the ninth
special session of the Human Rights Council in January 2009 has is not
at all interested in truth, but only in still another criminalization
of Israel: the U.N. embodies once again an example of moralistic
Palestinism that exploits the guilty feelings of the contemporary world
to delegitimize the West. And it practically aims to the physical and
institutional death of the Jewish State.

Every year, the U.N. devotes two thirds of its resolutions on human
rights to condemn Israel; its Assembly has already echoed the
anti-semitic speeches by President Ahmadinejad, and now it is going on
with a whipping version by Judge Goldstone, indeed a Jew with a
daughter who lives in Israel.&nbsp; [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2219&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2219&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Parlamentari in solidariet&#224; a Giorgio Israel e contro l'antisemitsmo</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2218&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 14 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">Ecco l'iniziativa che stiamo portando avanti in Aula in questi momenti.<br>Fiamma<br><br><div align="right">Roma, 15 settembre 2009<br></div><br><br>L'episodio che ha colpito il professor Giorgio Israel impone a tuttigli italiani di alzare la guardia contro l'insorgenza di una nuova epesante ondata di antisemitismo. Esso si presenta qui in una delle sueforme pi&#249; tradizionali, quella della teoria del complotto, dell'ebreoburattinaio, "puparo" per l'appunto, che da dietro le quinte gestiscela politica. L'aggressione verbale al professor Israel, apparsa sulsito www.comedonchisciotte.org, contiene inoltre una vera e propriaminaccia con l'accostamento al giuslavorista Marco Biagi assassinatodalle Brigate Rosse.<br><br>Ci troviamo di fronte a un aumento esponenziale di incidenti antisemitiin tutta Europa e nel mondo intero, come testimoniano i dati di molteautorevoli indagini conoscitive. La settimana scorsa alcuni ordignisono esplosi di fronte a una scuola ebraica di Marsiglia; sabato serauna sinagoga di Khabarovsk, nella Russia orientale, ha subito la stessasorte; ieri in Argentina, 58 tombe sono state dissacrate in un cimiteroebraico nella provincia di Buonos Aires. In Svezia, il giornaleAftonbladet, sulla traccia della tradizionale "accusa del sangue", haaccusato i soldati israeliani di uccidere palestinesi per commerciarnegli organi. L'influenza di questo genere d&#8217;interventi si &#232; vista inquesti giorni sul giornale algerino Al-Khabar, che delinea unafantomatica rete di traffico di organi di bambini algerini ad opera diisraeliani e di ebrei americani. Anche in Italia sono comparse numerosesvastiche e scritte antisemite: una grossa svastica &#232; stata dipintaanche sul portone della casa del Presidente della Comunit&#224; ebraicaromana Riccardo Pacifici. Su internet &#232; in aumento l'invasione dimessaggi di odio antisemita. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2218&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2218&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>Mediorientale</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2217&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 13 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><br><object width="400" height="24"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286889"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286889" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24"></object><br><br><span style="font-weight: bold;">Gli argomenti di questa settimana:</span>La morte di Assaf Ramon, figlio di Ilan Ramon, il primo astronauta israeliano alla NASA, morto nel 2003. Il lutto privato che si lega indissolubilmente a quello pubblico. La vittoria del Leone d'Oro a Venezia per il film israeliano "Lebanon". Il malore del Presidente Shimon Peres: il timore, anche se solo momentaneo, di vedere sparire l'ultimo "padre fondatore". Ma Peres si &#232; gi&#224; ripreso, &#232; voluto uscire dall'ospedale e ha incontrato George Mitchell, l'inviato di Obama in Medioriente.Il misterioso viaggio di Netanyahu in Russia: luned&#236; scorso i giornali israeliani riferiscono che Netanyahu era "sparito", non era dove diceva di essere. Finch&#233; il vicepremier Dan Meridor ha rivelato che era in Russia. A quanto pare per discutere della vicenda della nave russa scomparsa a luglio vicino alla Svezia: la Russia parla di sequestro da parte di pirati, ma le voci sulla possibilit&#224; che stesse trasportando verso l'Iran missili terra-aria S-300, si stanno consolidando.I recenti accordi economici-militari Russia-Venezuela.Dal fronte libanese solo pessime notizie. Saad Hariri ha rimesso il mandato per formare il governo. Walid Jumblatt, leader druso, e lo spostamento filo-iraniano. Le due katyushe sparate dal Libano in territorio israeliano venerd&#236; scorso e le ipotesi su chi vi sia dietro: Palestinesi legati ad Al Qaeda o Hezbollah? Il ruolo dell'UNIFIL: si dice che sapeva delle katyushe e avesse avvisato l'esercito libanese, non permettendo le sue regole di ingaggio di disarmare direttamente. La dichiarazione israeliana: Israele ritiene responsabile il governo libanese di ogni attacco proveniente dal territorio libanese.Il messaggio di Bin Laden nell'anniversario dell'11 settembre: contro Obama e contro Israele.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2217&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2217&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>A Roma il Comitato Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2216&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Fri, 11 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2216&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/ICCA Fini Roma.jpg" alt="A Roma il Comitato Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo " title="A Roma il Comitato Interparlamentare contro l&#8217;Antisemitismo " border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN">di Rossella Tercatin<br>l'Unione Informa, 11 settembre 2009<br><br>Nirenstein: "Necessario predisporre strumenti concreti"<br><br>&#200; in visita a Roma il comitato direttivo della CoalizioneInterparlamentare contro l'Antisemitismo (ICCA), organizzazione cheriunisce i rappresentanti delle assemblee legislative di oltre quarantapaesi del mondo, tra cui Stati Uniti, Russia, Canada, Australia, SudAfrica e molti Stati europei.<br>Il suo intento &#232; di promuovere misure concrete per combattere l&#8217;antisemitismo in ogni sua forma ed espressione.<br>Invitati dall&#8217;onorevole Fiamma Nirenstein, vicepresidente dellaCommissione affari Esteri alla Camera, sono John Mann, presidente dellaCommissione parlamentare inglese contro l&#8217;antisemitismo, Irwin Cotler,gi&#224; Ministro della Giustizia canadese e procuratore di Stato,presidente della Commissione parlamentare canadese control&#8217;antisemitismo, il tedesco Gert Weiskerchen, e il ministro israelianoper la diplomazia e gli affari della diaspora Yuli Edelstein, membridel Comitato direttivo dell&#8217;ICCA, di cui anche la Nirenstein fa parte,insieme allo statunitense Chris Smith. &nbsp;<br>Una visita importante, dal programma fitto, in cui il Comitatodirettivo, oltre a compiere una valutazione del lavoro svolto dallaCoalizione fino a questo momento, incontrer&#224; il presidente della CameraGianfranco Fini, e poi, accompagnato dal sindaco di Roma GianniAlemanno, si recher&#224; alla Fondazione per il Museo Nazionale della Sho&#224;.Il programma prevede un incontro con il Presidente della Fondazione,Leone Paserman, il Presidente della Comunit&#224; Ebraica di Roma RiccardoPacifici, il Presidente dell&#8217;Unione delle Comunit&#224; Ebraiche ItalianeRenzo Gattegna, l'assessore alla Cultura Ucei Victor Magiar e ilrabbino Capo di Roma, Rav Riccardo Di Segni.<br>L&#8217;onorevole Fiamma Nirenstein, <a href="http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&amp;Id=2213"><b>di ritorno dalla Svezia dove ha preso parte alla riunione delle Commissioni esteri dei paesi dell&#8217;Unione Europea</b></a>, di cui lo stato scandinavo detiene questo semestre la presidenza, spiega l&#8217;importanza di questa organizzazione.</span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2216&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
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    <title>La maledizione dell'eroe dei cieli: Assaf Ramon muore come il pap&#224; astronauta</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 13 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><i><b>Il Giornale</b>, 14 settembre 2009</i><br>
<br>
Vicino a Har Hevron, nel primo pomeriggio, in tutto quel giallo
accecante del deserto della Giudea, fra i villaggi arabi e quelli
ebraici, il destino si &#232; esercitato di nuovo in una di quelle crudeli
giravolte che in Israele gli riescono particolarmente bene.<br>
Non &#232; usuale che un F16 A, il pi&#249; vecchio aereo da guerra che calza
come un guanto sui suoi piloti, precipiti durante un&#8217;esercitazione:
invece ieri, in un fungo di fumo nero che hanno raccontato stupefatti
sia i palestinesi che gli ebrei che vivono fra quelle pietre, uno di
quegli aerei imbattibili &#232; precipitato. Non si perde mai pi&#249; di un
pilota l&#8217;anno nelle esercitazioni, le statistiche assicurano che &#232; un
evento molto inconsueto. Quei ragazzi sono troppo preziosi, dopo ben
sette anni di studi pratici e teorici di qualit&#224; unica, in cui hanno
stretto i denti e dato l&#8217;anima. Invece stavolta decine di soldati e di
guardie di confine hanno cercato fra le pietre i resti di un pilota la
cui identit&#224; era troppo incredibile per essere proprio lui. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2215&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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    <title>Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne</title>

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    <category>Home page</category>
    <pubDate>Thu, 10 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2214&amp;Categoria=6"><img src="http://www.fiammanirenstein.com/writable/ImgArticoli/foto famiglia Carfagna.jpg" alt="Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne" title="Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne" border="0" align="left" style="margin-right:5px; margin-bottom:5px"/></a><p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><p>Cari amici,<br>il 9 e 10 settembre si &#232; tenuta a Roma laConferenza Internazionale&nbsp;sulla&nbsp;Violenza contro le Donne, un'iniziativadel Ministero&nbsp;per le Pari Opportunit&#224; nell'ambito degli eventi dellaPresidenza Italiana del G8. E' la prima volta che i grandi della terraaffrontano questo tema agghicciante&nbsp;in un consesso cos&#236; importante.Centinaia di donne e uomini da 26 paesi diversi si sono riuniti peraffrontare molti dei temi che ancora devastano la met&#224; del mondo: dallaviolenza nella famiglia, dove si consumano la maggior parte degliorrori, i reati cosiddetti d&#8217;onore - 50mila donne uccise o suicidel&#8217;anno - le molestie, le violenze sessuali, gli stupri da parte deimariti o dei parenti stretti; alla mercificazione del corpo della donnacon la tratta delle schiave usate a scopo sessuale; dall&#8217;abortoselettivo, all&#8217;acidificazione, alle mutilazioni genitali femminili -pi&#249; di 140 milioni di vittime sempre in crescita in Europa a causadell&#8217;immigrazione. Abbiamo voluto occuparci del nostro futuro dedicandodue sessioni alle violazioni nei confronti delle pi&#249; giovani: le sposebambine (oltre 60 milioni nel mondo, tra gli 8 e i 14 anni), l&#8217;accessoegualitario all&#8217;educazione, l&#8217;impiego delle bambine soldato.<br>Hoavuto l'onore di presiedere la prima sessione della Conferenza,&nbsp;chetrattava&nbsp;della violenza&nbsp;nell'ambito familiare. Sono intervenuti, contestimonianze&nbsp;toccanti e importanti, la&nbsp;giornalista cinese Xinran,che&nbsp;per anni -&nbsp;prima che&nbsp;lo stess provocatole dagli&nbsp;effetti dellacensura e dalle storie terribili confidatele da centinaia di donne lafacesse ammalare e la costringesse a lasciare la Cina -ha&nbsp;condotto&nbsp;alla radio cinese&nbsp;un&nbsp;programma rivolto per&nbsp;la prima volta aun pubblico femminile;&nbsp;il Magistrato afghano Marzia Basel, in primalinea&nbsp;per tutelare, con lo strumento giuridico, i diritti delle donnein ambito familiare in una societ&#224; dove il potere del clan e del maritospesso &#232; l'unica legge che alcune donne conoscono; il Dottor GiuseppeLosasso, presidente dell'Associaizone Smileagain a Udine, che da annisi dedica ad operare donne sfigurate da una pratica barbara,l'acidificazione, una pena inflitta, quasi sempre dai familiari,&nbsp;alledonne che rifiutano un pretendente, un matrimonio combinato; unapratica ancora molto diffusa specie in Pakistan e&nbsp;Bangladesh; infine lapsichiatra francese Marie France Hirigoyen, che ha parlato tra le altrecose del circolo vizioso della violenza in cui le vittime della stessaentrano a fare parte e che spesso impedisce loro di prendere coscienzadel male che subiscono.</p><p><a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1215:lunalleanza-internazionale-a-tutela-delle-donner&amp;catid=45:comunicati-stampa&amp;Itemid=226"><span style="font-weight: bold;">Qui potete leggere il documento conclusivo adottato dalla Conferenza</span></a></p><p>Qui sotto potete ascoltare la registrazione delle due giornate diconvegno. Questa &#232; invece la relazione di apertura del panel che hopresieduto sulla violenza all'interno del nucleo famigliare. [...]<br></p><p></p><object width="400" height="330"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286574/2380496"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer-3.1.1.swf?config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/286574/2380496" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="330"></object></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2214&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>Prosegue la polemica tra Italia e Svezia sul tema dell'antisemitismo </title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2213&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sun, 6 Sep 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><P><STRONG><EM>Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati</EM> <BR></STRONG><EM>Visby, Svezia, 7 settembre 2009</EM> </P>
<P>Nel corso del dibattito sull&#8217;intervento del Ministro degli esteri svedese, Carl Bildt, davanti alle Commissioni esteri dei Paesi UE, riunitesi oggi a Visby in Svezia, l&#8217;Onorevole Fiamma Nierenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha chiesto al Ministro di precisare il suo programma per combattere l&#8217;antisemitismo in Europa, dato che il fenomeno &#232; in crescita verticale, come dimostrato dal rapporto pubblicato nel 2009 dalla European Union Agency for Fundamental Rights (FRA): lo studio, condotto sull&#8217;andamento dal 2001 al 2008 ha dimostrato infatti il grave incremento di incidenti antisemiti, anche nei Paesi del Nordeuropa, come conseguenza delle tensioni in Medio Oriente e della crisi finanziaria globale. <BR>Fra gli episodi pi&#249; significativi, ha detto al Ministro la Nirenstein, l&#8217;articolo del giornale svedese Aftonbladet, su cui il Governo svedese non ha voluto esprimere la propria opinione. [...]<BR><EM><BR><STRONG>Statement by MP Fiamma Nirenstein, Vice-President of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Chamber of Deputies<BR></STRONG>Visby, Sweden, 7 September 2009</EM>&nbsp;<BR>&nbsp;<BR>During the discussion following the speech of Sweden Minister of Foreign Affairs, Carl Bildt, at the meeting of the EU member States' Foreign Affairs Committees, which was held today in Visby, Sweden, MP Fiamma Nirenstein, Vice-President of the Committee on Foreign Affairs of the Italian Chamber of Deputies, asked the Minister to clarify his program for combating anti-semitism in Europe. The phenomenon is dramatically increasing, as demonstrated by the 2009 report by the European Union Agency for Fundamental Rights (FRA): the study, which examined the trend from 2001 to 2008, has - in fact - demonstrated the rise of anti-semitism throughout Europe, and throughout Northern European countries as well. It's a phenomenon which can partly be explained as a consequence of the increasing tensions in the Middle East and as result of the recent global economic crisis.<BR>Among the most significant episodes as of late, MP Nirenstein cited to Minister Bildt the article on&nbsp;IDF killing Palestinians in order to traffic in their organs, published this August by the Swedish newspaper Aftonbladet, a report that the Swedish government refused to condemn. [...]</P></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2213&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>La Svezia si piega all&#8217;islam e guida il coro contro Israele</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2211&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Mon, 24 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 25 agosto 2009</b><br>
<br>
Israele &#232; furiosa con la Svezia al punto che il suo primo ministro
Benjamin Netanyahu e il suo ministro degli Esteri Avigdor Lieberman
insistono duramente perch&#233; il governo di quel Paese si dissoci dal
contenuto dell&#8217;articolo che descrive i soldati del loro esercito come
interessati macellai. Perch&#233; non lasciano il giornale, come i critici
suggeriscono, a cuocersi nel suo brodo di menzogne? Perch&#233; Israele &#232;
satura, con la bomba atomica iraniana dietro l&#8217;angolo e la jihad in
tutto il mondo, sente che oltre a Gerusalemme, anche gli ebrei in
Europa sono in pericolo, e dopo anni in cui ha sollevato innanzitutto
dubbi su se stessa, ha capito che se non cambia registro l&#8217;incitamento
e l&#8217;odio possono soffocarla.<br>
Se chiedi in giro com&#8217;&#232; Israele e buona parte degli europei, nelle
universit&#224;, alle cene, ti descriveranno un vulcano di violenza contro i
poveri palestinesi innocenti, una sentina di crudelt&#224;, in cui i soldati
sparano ai bambini e il governo solleva muri razzisti di apartheid o fa
guerre inutili per il gusto di uccidere. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2211&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
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  </item>
  
<item>
    <title>I terroristi diventano ministri e l'Occidente rimane a guardare</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2209&amp;Categoria=6</link>
    <category>Home page</category>
    <pubDate>Sat, 22 Aug 2009  GMT</pubDate>
    <author>Fiamma Nirenstein</author>
    <description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="BACKGROUND: white; MARGIN: 0pt; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto"><span lang="EN" style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-ansi-language: EN"><b><i>Il Giornale</i>, 23 agosto 2009</b><br><br>E&#8217; il tempo dell&#8217;istituzionalizzazione del terrorismo: potr&#224; capitare sempre pi&#249; spesso a un politico occidentale in visita in mezzo mondo di stringere la mano a un ricercato dall&#8217;Interpol in veste ufficiale, o almeno a qualche leader che ha lodato pubblicamente qualche noto assassino plurimo di donne, bambini, turisti, facendone la sua bandiera dopo averlo probabilmente finanziato. E&#8217; preciso il messaggio di tutto il regime iraniano quando decide, alla faccia di tutte le diplomazie, di nominare Ministro della Difesa Ahmad Vahidi, il comandante dell&#8217;unit&#224; &#8220;Forza Quds&#8221; della Guardia Rivoluzionaria, che ha perpetrato nel 1994 l&#8217;attacco dell&#8217;AMIA, un&#8217;associazione ebraica di Buenos Aires, facendo 85 morti e 200 feriti, ricercato dall&#8217;Interpol: qualcuno ricorder&#224; lo sventramento enorme causato dalla bomba, l&#8217;inferno di morte e dolore visto, e poi le immagini in replica in talmente tante citt&#224;, a New York, a Londra, a Parigi, a Mumbai, a Gerusalemme, a Mombasa... Con la nomina di Vahidi, Ahmadinejad dice che non solo uccidere innocenti &#232; buono e giusto, ma anche, attenti a noi, che un attentato diventa un esempio da premio quando ha luogo in un grande centro a sorpresa, lontano dal Medio Oriente. La scelta del regime iraniano ha a che fare con il suo coinvolgimento palese nel terrorismo internazionale, e ce lo butta in faccia come una promessa. [...]<br><br><br><font size="3"><b>Terrorists become ministers, and the West looks on</b></font><br>
<br>
<b><i>Il Giornale</i>, August 23, 2009</b><br>
<br>
It's time for terror institutionalization: it might happen more and
more often to Western politicians that they will be shaking the hands
of people on Interpol's "wanted" list, or at least to some leaders who
have been publicly praising - and probably also financing - certain
notorious multiple-killers of women, children, tourists.
The Iranian regime is sending a very precise messag, in spite of all
the diplomatic norms, by appointing Ahmad Vahidi as Iran's Minister of
Defense. Vahidi is on Interpol's "wanted" list because he is a former
commander of the "Quds Force" of the Revolutionary Guards, the unit in
charge of Iran's overseas operations that on 1994 carried out the bomb
attack on the Israeli-Argentine Mutual Association (AMIA) building in
Buenos Aires that killed 85 people and injured some 200: people still
remember the huge destruction and devistation caused by the bomb, the
hell of death and pain; the same images then replied in so many cities:
Jerusalem, New York, Mombasa, Madrid, London, Mumbai. [...]<br></span><br /><br /><a href="http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2209&amp;Categoria=6">Continua</a></p>]]></description>
    <guid>http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2209&amp;Categoria=6</guid>

  </item>
  
<item>
    <title>OBAMA, NIRENSTEIN: INCOMPRENSIBILE RICONOSCIMENTO USA &quot;CAMPIONI DELLA LIBERTA'&quot; A MARY ROBINSON</title>

    <link>
    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Id=2208&amp;Categoria=6</link>
