Vi segnalo questo articolo di Lorenzo Cremonesi sul Corriere di oggi.
Aquanto pare la realtà sul campo comprova ciò che abbiamo denunciato
nel corso di questa guerra sull'uso di abitazioni civili, ospedali e
sedi Onu come basi di attacco da parte di Hamas e
sull'impiego degli scudi umani.
Anche i numeri delle vittime e dei feriti, che finora erano stati
insindacabilmente citati senza avere la minima idea delle fonti,
sembrano essere molto diversi. Muhammad Al-Dura, Jenin, Kafer Qana sono
i precedenti di quella che si rivela essere una nuova campagna di
manipolazione mediatica.
Dubbi sul numero delle vittime: potrebbero essere 600 e non 1.300
«Così i ragazzini di Hamas ci hanno utilizzato come bersagli»
Abitanti di Gaza accusano i militanti islamici: «Ci impedivano di lasciare le case e da lì sparavano»di Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera, 22 gennaio 2009GAZA - «Andatevene, andatevene via di qui! Volete che gli israeliani ciuccidano tutti? Volete veder morire sotto le bombe i nostri bambini?Portate via le vostre armi e i missili», gridavano in tanti tra gliabitanti della striscia di Gaza ai miliziani di Hamas e ai loro alleatidella Jihad islamica. I più coraggiosi si erano organizzati e avevanosbarrato le porte di accesso ai loro cortili, inchiodato assi a quelledei palazzi, bloccato in fretta e furia le scale per i tetti più alti.Ma per lo più la guerriglia non dava ascolto a nessuno. «Traditori.Collaborazionisti di Israele. Spie di Fatah, codardi. I soldati dellaguerra santa vi puniranno. E in ogni caso morirete tutti, come noi.Combattendo gli ebrei sionisti siamo tutti destinati al paradiso, nonsiete contenti di morire assieme?». E così, urlando furiosi,abbattevano porte e finestre, si nascondevano ai piani alti, negliorti, usavano le ambulanze, si barricavano vicino a ospedali, scuole,edifici dell’Onu.
In casi estremi sparavano contro chi cercava di bloccare loro la stradaper salvare le proprie famiglie, oppure picchiavano selvaggiamente. «Imiliziani di Hamas cercavano a bella posta di provocare gli israeliani.Erano spesso ragazzini, 16 o 17 anni, armati di mitra. Non potevanofare nulla contro tank e jet. Sapevano di essere molto più deboli. Mavolevano che sparassero sulle nostre case per accusarli poi di criminidi guerra», sostiene Abu Issa, 42 anni, abitante nel quartiere di TelAwa. «Praticamente tutti i palazzi più alti di Gaza che sono statocolpiti dalle bombe israeliane, come lo Dogmoush, Andalous, Jawarah,Siussi e tanti altri avevano sul tetto le rampe lanciarazzi, oppurepunti di osservazione di Hamas. Li avevano messi anche vicino al grandedeposito Onu poi andato in fiamme E lo stesso vale per i villaggi lungola linea di frontiera poi più devastati dalla furia folle e punitivadei sionisti», le fa eco la cugina, Um Abdallah, 48 anni. Usano isoprannomi di famiglia. Ma forniscono dettagli ben circostanziati. [...]