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Il mio nuovo libro:

Cari amici,

è uscito il mio nuovo libro “A Gerusalemme” edito da Rizzoli. Sono 214 pagine di vita vissuta, di storia della città, di luoghi che amo particolarmente. Insomma in poche parole una lettera d’amore a una città che è nel cuore e nella mente di tutti noi per il suo passato e per il suo futuro.

Vi invito quindi alla presentazione del libro lunedì 13 febbraio alle 18,00 presso la Libreria Arion Esposizioni (Via Milano 15/17 – Roma) con Franco Frattini, Elisabetta Rasy e Walter Veltroni.

Vi accludo qualche recensione uscita in questi giorni.
Arrivederci, Fiamma



"Per le strade di Gerusalemme, la città che dà coraggio"
Libero, 4 febbraio 2012 di Paolo Bianchi

È un libro al contempo bello e terribile questo A Gerusalemme (Rizzoli, pp. 214, euro 18), soprattutto perché è scritto da una giornalista come Fiamma Nirenstein, figlia di uno dei primi «ebrei pionieri», giunto nel nascente Stato di Israele dalla Polonia nel 1936, e da molti anni commentatrice delle vicende del Vicino Oriente per i quotidiani La StampaeIl Giornale. Il volume che ha confezionato con minuziosa cura storica, cronachistica e autobiografica è un addentrarsi tra le pieghe oscure della città santa per eccellenza, capitale dei tre monoteismi, ebraismo, cristianesimo e islamismo e cuore pulsante di una ventina di loro derivazioni. Se il primo approccio turistico è sempre quello con la Città Vecchia, e specialmente con la porta di Giaffa, la più frequentata delle sette (ne esistono anche altre quattro, ma chiuse o murate), se le prime occhiate possono quasi far pensare a un variegato parco a tema, anzi a «un luna park turistico e commerciale», il rischio è quello di «imbrancarsi mentalmente con le truppe appena scese dai pullman». La realtà è ben più complessa, drammatica diciamo pure. Quei cumuli di pietre gialle e rosate celano confini invalicabili, circondano territori rivendicati a partire da tremila anni fa. Il Quartiere Musulmano arriva fino alla Spianata del Tempio, a fianco del Quartiere Ebraico. Accanto alla Tomba di Davide c’è anche la sala dell’ultima cena di Gesù e, a fianco, una moschea. Perché «tutto è vero, guai a metterlo in discussione, e tutto è falso, basta chiedere agli archeologi. Molto a Gerusalemme è fatto così. Ma sul vero e sul falso resta sempre aperta la finestra della fantasia e di una fede che mostra i denti». Conoscere la storia di Gerusalemme significa addentrarsi in un gomitolo aggrovigliato di verità e di supposizioni. Ma la mescolanza e la sovrapposizione, per quanto suggestive, hanno anche significati non del tutto rassicuranti. Nel luglio 2000, alla presenza di Bill Clinton, Arafat sostenne placidamente che a Gerusalemme non era mai esistitoun Tempiodi Salomone, cioè un Tempio degli Ebrei. Un esempio di negazionismo raccapricciante. E nel marzo dello stesso anno, quando Giovanni Paolo II aveva appena cominciato a parlare alla folla, il richiamo del muezzin si levò fortissimo a coprire la sua voce. C’è la Gerusalemme delle divisioni eterne e dell’eterna violenza. «Affacciarsi sul futuro è molto difficile», spiega Nirenstein, «ormai la questione di Gerusalemme è una delle più irrisolvibili del mondo, e lo dimostrano molti episodi degli anni recenti: ogni processo di pace discute la questione di Gerusalemme solo per trovarla impossibile». Eppure, che gli ebrei non demordano è specificato in una frase che non lascia spazio a dubbi. Proclama l’autrice: «Che errore hanno fatto con me i terroristi islamici: se volevano convincermi ad andarmene, hanno invece reso più bello il volto di questa città, mi hanno affondato nei secoli indietro, mi hanno fatto conoscere re Davide».


“Davar acher – A Gerusalemme con Fiamma Nirenstein”
Moked, 5 febbraio 2012 di Ugo Volli

Ho letto tutto d'un fiato il nuovo libro di Fiamma Nirenstein, "A Gerusalemme" (Rizzoli, pp.215, €18). E' un testo assai più emozionante e più coinvolgente della maggior parte delle cose che si scrivono sulla storia, l'archeologia e la politica di Gerusalemme, perché contiene sì frammenti di tutti questi argomenti, ma è anche è soprattutto una love story, la storia dell'amore di una donna fiorentina per una città mediorientale carica di storia e di conflitti. Quest'amore non è geloso, non esclude nessuno, racconta di vicini arabi ambigui, di capi palestinesi che odiano Israele, di intellettuali scettici e politici affettuosi. Parla di luoghi, di case, di wadi, di negozi, di spese, di motorini, di caffè, della difficoltà di un figlio e di una grande festa di matrimonio. Racconta con angoscia e partecipazione gli anni delle stragi, in cui non c'era giorno senza che i terroristi facessero saltare in aria un autobus o un luogo di ritrovo. Spiega il terrore del ritardo di un figlio, la doppia faccia di commessi simpatici che si rivelano sostenitori del terrore. Esplora i sotterranei del Monte del Tempio, descrive le vecchie case palestinesi, parla della ginnastica e del caffé al tempo delle stragi e delle colazioni dei giornalisti inviati a Gerusalemme. Racconta abbondantemente e con amore della sua famiglia, ricorda il terribile sconcerto del padre di fronte alla Shoà, le partite di pallone del figlio, la forza del marito. E' insomma un diario intimo e pubblico, costruito per frammenti, per associazioni, per emozioni. Un bel libro.
Ma soprattutto è un documento del rapporto profondo, vero, non più libresco dopo millenni, che lo stato di Israele ha permesso agli ebrei di istituire con Gerusalemme e Eretz Israel, quello che ci porta appena possiamo prendere un aereo e ad inventarsi cose da fare nel piccolo stato ebraico: parenti, amici, lavoro, ricorrenze religiose, vacanze, non importa. L'importante è andarci, o stare lì, come Nirenstein, trasferirvisi come hanno fatto tanti ebrei italiani. Il rapporto che Fiamma Nirenstein disegna nel libro e pratica nella vita, e tanti altri come lei, è un legame d'amore, fisico, concreto, perfino sensuale con Eretz Israel. Una curiosità, una necessità, una consuetudine, un attaccamento a tratti disperato, ma sempre pieno di speranza.
Questo non capiscono, o capiscono fin troppo bene, quelli che la detestano e la criticano, quelli anche di origini ebraiche che applaudono alle vignette che la ritraggono secondo i canoni dell'ideologia nazista col pretesto dell'infame lotta politica italiana, tutta segnata da partigianerie e piccinerie, da viltà e finti moralismi. Fiamma Nirenstein non è solo una grande giornalista, non è solo un esempio di successo dell'impegno civile dell'ebraismo italiano, ma anche la figura del rapporto autentico, emotivo, intimo, passionale con Israele, della condivisione del suo destino storico. Il suo libro parla di questo, ancor più che della città di Gerusalemme. Farsene penetrare, condividere questa passione, pagina dopo pagina, è un piacere e un atto di partecipazione intellettuale e politico cui è bello abbandonarsi.

“Ritorno al Muro del Pianto dove iniziò Gerusalemme”
Corriere della Sera, 5 febbraio 2012 di Pierluigi Battista

Gerusalemme è un luogo dello spirito, ma è anche una città viva e turbolenta. Una foresta di simboli, e anche un intrico di strade, palazzi, ristoranti, mercati sovraffollati. Città sovraccarica di memorie antiche, illuminata dalla fede (anzi, dalle fedi), ma anche groviglio modernissimo di urbanistiche audaci e arcaiche insieme. È la Gerusalemme cantata e celebrata da Fiamma Nirenstein in un libro che è un omaggio d'amore, un manifesto politico, una descrizione particolareggiatissima di volti, contraddizioni, parole, usanze e linguaggi di una città unica. Di una città speciale, trattata dalla Nirenstein con una sensibilità anch'essa speciale, mai neutrale e asettica: la sensibilità di una donna ebrea, italiana, con un passato politico di sinistra oggi rivisitato e arricchito con nuovi punti di vista.
Un punto di vista esplicitamente dichiarato. Nelle pagine del libro si respira l'emozione per la scoperta di storie e personaggi che sono emanazione di un genius loci unico e irripetibile, la pietà e l'orrore per le vite stroncate da un terrorismo che si prefigge di uccidere o mutilare (leggere la descrizione dei micidiali ordigni esplosivi portati dai terroristi suicidi per accertarsene) quante più persone possibile, quanti più civili possibile, quanti più ebrei possibile. Si respira anche il rispetto per le religioni che a Gerusalemme trovano i loro santuari, la convinzione che solo la convivenza tra fedi diverse può salvare una città in cui i luoghi sacri dell'ebraismo, del cristianesimo e dell'islamismo si trovano in un rapporto esplosivo di vicinanza e di prossimità. Non è una convinzione puramente retorica. E il racconto della Nirenstein, che non si compiace di una memoria indulgente e superficialmente ecumenica, non fa a meno di ricordare che dalla nascita dello Stato di Israele fino al 1967 il Muro del Pianto, sotto il controllo giordano, era un luogo precluso agli ebrei, con i simboli dell'ebraismo degradati a discarica, irraggiungibili per chi voleva accostarsi ai simboli della religione dei padri, pregare, commuoversi, ritrovare se stessi. Come in qualunque religione.
La Nirenstein spiega anche molto dettagliatamente, e con un atteggiamento giustamente scandalizzato per la mole di menzogne che circolano negli ambienti più vulnerabili di un antisemitismo torvo e aggressivo, come si sia diffuso in questi anni una forma perniciosa di «negazionismo» sulla natura di Gerusalemme. Galvanizzata da dichiarazioni di Arafat, declamate con un'inclinazione ossessiva per la propaganda e la manipolazione storica, la campagna anti-israeliana ha infatti martellato duramente sull'immagine di una totale estraneità di Gerusalemme dall'ebraismo. Per rafforzare l'immagine degli ebrei usurpatori e colonialisti, perfidamente intenti a prendersi terre che non sono mai state loro, la propaganda anti-Israele ha lanciato un'offensiva para-archeologica per dimostrare che gli ebrei non hanno mai messo piede a Gerusalemme, mai hanno costruito il Tempio e ricostruito quello distrutto. La campagna negazionista viene ricostruita, dettaglio dopo dettaglio, da questo libro di Fiamma Nirenstein. Il suo amore per Gerusalemme ne risulta rafforzato, come reazione sacrosanta a una bugia colossale che pure si addobba di argomenti pseudo-scientifici.
Per questo, parlare di Gerusalemme non è più possibile come se si volessero indicare ai turisti i luoghi più significativi della città, tracciare la mappa dei palazzi più rilevanti, dei quartieri più eccentrici e «pittoreschi». Non è questo l'intento di questo libro, dove pure sono presenti scorci di vita curiosi, pluralità di comportamenti, di modi di vestire, di mangiare, di parlare che indicano un'incomprimibile diversificazione non riducibile a uniformità o unidimensionalità politica o religiosa. L'intenzione è quella di stabilire una linea di continuità tra la vita pulsante della contemporaneità di Gerusalemme e l'intensità di una memoria in cui si depositano secoli e millenni di storia.
Una storia da cui, ovviamente, l'ebraismo non può essere escluso per decreto di una fazione politica, che tra l'altro non si è mai segnalata per la protezione dei liberi studi storici svincolati dalle urgenze della propaganda. Una storia ricca e densa, piena di tensioni, di una città più volte ferita e martoriata da un antagonismo che non riesce a decantarsi se non in una pace stabile, per lo meno in una tregua benefica e risanatrice. Gerusalemme santa, ma anche colpita da una maledizione che sembra non liberarla mai da conflitti feroci e irriducibili.
Un motivo di più per amare e onorare una città speciale, qualcosa di molto più importante di una normale meta turistica.



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paola gaspari , varese
Pubblicato giovedì 1 marzo 2012 alle ore 18:15:19

Sono stata in una delle principali librerie della mia città, e mi hanno detto che il libro è arrivato, è già finito e lo hanno riordinato!Mi sono detta: le cose sono due, o avevano solo un paio di copie!!! Oppure, molti lo hanno già preso, e questo mi fa piacere.L' ho prenotato e non vedo l'ora di leggerlo!



roberto mattei , torino
Pubblicato giovedì 9 febbraio 2012 alle ore 11:43:26

Più che un commento al libro, che mi riprometto di leggere come ho già fatto per altri suoi (peccato che non si trovi più quello su un solo dio e tre religioni, non ricordo iltitolo esatto) volevo esprimerLe la mia ammirazione e incoraggiamento per il lavoro che svolge e che ho sempre grandemente apprezzato (pur essendo su posizioni politiche distanti dalle Sue). Con l'occasione, se Le fosse sfuggito, segnalo l'a dir poco criticabile commento sulla religione ebraica contenuto nell'articolo di oggi sul foglio. a firma Langone (un altro esempio di deliberata e immotivata aggressione verbale...).Cordiali saluti, Con stima roberto mattei



elisabetta , padova - italia
Pubblicato mercoledì 8 febbraio 2012 alle ore 15:14:58

cara fiamma che ne diresti di venire anche a padova (o anche a venezia) a presentare il tuo bel libro? un caro saluto da una tua fedele lettrice



michele lascaro , matera
Pubblicato mercoledì 8 febbraio 2012 alle ore 09:49:34

La presentazione mi ha incuriosito e siccome l'autore è una Signora che apprezzo molto, lo acquisterò.



Alessandro S. Carone , Verona Italy
Pubblicato martedì 7 febbraio 2012 alle ore 12:55:59

Preg.ma Sig.ra Nirenstein,leggo con grande interesse gli aggiornamenti essendo iscritto al suo sito e le confesso che è da molto che cerco di poterLa contattare per poter confrontarmi con Lei, su quanto nelle mie numerose missioni in terre d'oltremare ho conosciuto e compreso in qualità di Ufficiale superiore degli Alpini. Dai Balcani all'Afghanistan e Le posso garantire che ogni Sua parola conferma quanto io ho vissuto sulla mia pelle e su quella dei miei Alpini che io uso chiamare "la meglio gioventù". Di fatto essi portano in loro e ad altri donano (misericordia) parola che sembra non essere conosciuta dai fondamentalisti.Molto ho raccolto in termini di richieste di aiuto da donne afgane che ho sempre cercato di aiutare. Tutto questo mio patrimonio vorrei metterlo a Sua completa disposizione ed è per quasto e solo per questo che Le porgo preghiera al fine di poterLa incontrare.Ossequiosamente,Prof. Alessandro S. Caronemobil 347 9726997



Elda Tomassini , Giulianova/Italia
Pubblicato martedì 7 febbraio 2012 alle ore 12:28:29

Carissima Fiamma,Ti do del tu perché ti ho sentito tanto vicina.Il tuo libro "A Gerusalemme" é bellissimo, l'ho letto d'un fiato e sento ogni tanto il bisogno di tornare a leggerlo.Un caro salutoElda Tomassini



Marco Facchini , Italia
Pubblicato martedì 7 febbraio 2012 alle ore 12:18:54

A Gerusalemme ci sono stato solo3volte, di cui 2con una guida eccezionale, un ex colonnello dell'IDF, una donna, una Israeliana proveniente dall'iraq, quando l'iraq confiscava beni e passaporti agli ebrei e ogni tanto gli consentiva loro, quando non li ammazzava, di scappare verso il neonato Israele; una di quegli 800,000 e dico OTTOCENTOMILA ebrei che sono stati,spesso a forza,condotti a lasciare la propria terra dai paesi arabi ed andare verso Israele;800mila che con i loro discendenti costituiscono meta' della popolazione ebraica odierna(dati del2002)Gente che parla arabo, capisce l'arabo, ne condivide alcuni costumi, cucina, gestualita'.. dico questo sia per porre l'accento sul falso mito dell'Israele tutto Aschenazita che nulla c'entra col territorio, sia per ricordare anche a me stesso del fantastico giro non convenzionale fatto nei quartieri arabi, nei villaggi a ridosso della citta', dove il caffe' e' buono e gli sguardi riprovevoli verso quella donna in pantaloncini che quasi "osava" fare qualcosa che da noi in europa e' normale: vestirsi come le pare,visitare,addirittura dirigere un gruppo di persone, eppure non gliele mandava a dire, in rispetto di quella liberta' che aveva riacquistato dopo averla perduta in Iraq, ripartendo da zero. Purtroppo non bastano le mie tre volte per poterla apprezzare in tutta la sua bellezza e problematicita'. Il luogo in cui i turisti provano una delle loro piu' grandi emozioni religiose e nel contempo si leggono cronache di religiosi afferenti a differenti sfumature cristiane che si menano perche' non si cedono il passo durante questo o quel rito religioso, o storie di un mio zio novello chirurgo estetico negli anni80che doveva affrontare il dramma di donne arabe bruciate vive e lasciate mezze morte dentro un tappeto dinanzi al pronto soccorso perche' adultere.Gerusalemme e' anche storie di persone e va' raccontata senza peli sulla lingua, la Nirenstein avra' sicuramente scritto 1 ottimo libro, che leggero' al + presto.



tarves tangerini , modena - italia
Pubblicato martedì 7 febbraio 2012 alle ore 12:03:36

Gentile Fiamma Nirenstein,su questo, il più bel commento, con confidenza: brava, e poi, che lo aspettiamo nelle nostre città. Con affetto. Tarves Tangerini - Modena.



Sonia Valenzin , Bruxelles, Belgium
Pubblicato lunedì 6 febbraio 2012 alle ore 21:28:38

Cara Fiamma, non vedo l'ora di andare in Italia (la prossima settimana) per comprarlo. Solo a leggere le critiche ho potuto comprendere come sarà un libro che leggerò e amerò, sono andata tre volte a Gerusalemme, ogni volta è come fosse la prima o la millesima.Grazie. Riscriverò dopo averlo letto!Un affettuoso salutoSonia



Piero Pasquinelli , Reggio Emilia - Italy
Pubblicato lunedì 6 febbraio 2012 alle ore 20:56:53

Cara Fiamma, non è ovviamente il primo tuo libro che leggo, ma posso dire che questa volta ti sei davvero superata. Certo qualla città, quella Yerushalaym d'oro è nel mio cuore come tanti dei luoghi tu illustri, spesso con un lirismo... che magari non ci si aspetta.Mi ha aiutato a conoscerla e ad amarla una persona, Angela Polacco, che, come te l'ha incisa nel cuore. Non è stato facile: quei tanti luoghi carichi di storia e di dolore (penso al Kotel e allo Yad Vashem che sono diventati per me mete irrinunciabili tutte le volte che mi è stato dato di ritornarvi) costituivano un peso per l'anima, ma hanno saputo diventare, volta dopo volta anche luoghi di silenzioso conforto. Ora, alla vigilia di un periodo che spero potrà durare, come tante volte ho sognato, di almeno un mese, i luoghi che tu hai descritto in maniera tanto mirabile saranno anche alcune delle mie nuove mete. Li visiterò accompagnato da un'amica israeliana che, come me, ti stima ed è orgogliosa di quanto tu fai per quel piccolo fantastico Paese. Così il tuo volume, che non ho potuto che leggere tutto di un fiato, sarà per me una sorta di prezioso e particolarissimo Baedeker. Grazie davvero di cuore Fiamma per quelle righe scritte con una passione che potevi esprimere solo tu.