*
*
sabato 26 luglio 2014, ore 01:02 , utenti connessi :
Appuntamenti Appuntamenti
  Home page    I libri    Biografia    Video    English    Mailing List

Il Giornale, 2 dicembre 2009

La proposta della Svezia, presidente Ue: «Una città, due capitali». Ma così si riconosce lo Stato palestinese. E si scatena la guerra.
RISCHI - Difficile pensare a una gestione liberale di quei luoghi da parte di chi adotta la sharia.


Dato che la sua presidenza della Unione Europea durerà fino al primo di gennaio, la Svezia fa di tutto per portare a casa più in fretta possibile qualche risultato eclatante, spingendo l’Ue verso inusitate sponde di palestinismo. Carl Bildt ministro degli esteri svedese, lo stesso che si rifiutò di dissociarsi dall’articolo del quotidiano Aftonbladet per il quale i soldati israeliani uccidono i palestinesi per commerciare nei loro organi, adesso ha preparato un documento svelato ieri dal giornale israeliano Ha’aretz. Sarà presentato la prossima settimana all’incontro dei ministri degli esteri dei 27 paesi dell’Ue: l’Unione Europea vi si pronuncia perché Gerusalemme sia divisa in due, insieme capitale israeliana e capitale palestinese.

Ecco come si risolve all’Europea una delle questioni più delicate del mondo: un documento, una spina per Israele, un piacere ai palestinesi, e niente di fatto. Pare che la Germania, l’Italia, e la Spagna non vogliano starci, e invece la Francia e l’Inghilterra sì. Il solito stile che ha portato l’Europa fuori di ogni rilevanza politica in Medio Oriente. Qui, è solo l’avventata conclusione di una trattativa ancora non iniziata e mille volte abortita.

Come è noto, Netanyahu proprio due giorni or sono ha stabilito che le costruzioni negli insediamenti vengano fermate per dieci mesi per dare un segnale ai palestinesi della volontà di Israele di andare a un tavolo di pace. Di questa mossa nel documento dell’Ue si fa un cenno sprezzante, simile molto all’atteggiamento della nomenclatura araba, dicendo solo che si spera che la mossa porti a più significativi passi per la pace. Invece, senza che i palestinesi abbiano accettato di parlare di pace, ecco che l’Unione Europea promette Gerusalemme a un’Autorità spaccata fra Fatah e Hamas; chiede il ripristino dell’uso palestinese di siti che sono serviti, come l’Oriental House, per organizzazioni politiche che hanno giuocato anche un ruolo violento; dimenticano che la gestione giordano-palestinese della città non ha mai garantito, a differenza di quella ebraica, la libertà religiosa per tutti. Ignora che la scelta di dividere Gerusalemme, se non accompagnata da una quantità di cautele, di garanzie di sicurezza e religiose, dalla delicatissima gestione del Monte del Tempio e di tutta una serie di altri siti, porterebbe a grandi disastri, a una guerra permanente.

In una parola, difficile immaginare una gestione liberale di una città policulturale come Gerusalemme da parte di uno Stato con la Sharia. Un passo avventato, dicono gli israeliani, impedirebbe per chissà quanto tempo la ripresa di seri colloqui di pace negoziata. Sostengono che la Svezia agisce solo per polemica. Non si può essere ingenui su problemi come questo: non si può dimenticare che Ehud Barak a Camp David aveva già diviso Gerusalemme con Arafat e che questo non solo non ha portato alla pace, ma ha al contrario portato al peggiore scontro fra israeliani e palestinesi, quello dell’ Intifada del terrorismo suicida. Arafat disse che gli era impossibile accettare qualsiasi divisione perché il mondo arabo non lo avrebbe accettato. «Sarebbe la mia fine», disse.

La divisione di Gerusalemme creerebbe un’eccitazione micidiale nel mondo islamico estremista, che vi vedrebbe uno richiamo alla battaglia definitiva. Il documento svedese intende sottoporre all’approvazione dell’Ue la scelta di Salam Fayyad per la dichiarazione unilaterale di uno Stato Palestinese, quando è evidente, ed anche statuito dalla risoluzione 242 dell’Onu, che senza accordi definitivi sui confini, sulla sicurezza, sull’economia, sulla fine dell’incitamento e della convinzione mai sopita di potere alla fine cancellare lo Stato d’Israele, per il futuro stato non c’è futuro. Senza negoziati Israele non accetterà mai di dividere con i palestinesi Gerusalemme, che hanno da poco tradito la fiducia di una suddivisione territoriale unilaterale mettendosi a sparare da ogni centimetro di terra liberata a Gaza.

Gerusalemme ha 750mila abitanti di cui due terzi ebrei: senza garanzie, non vogliono trovarsi sotto il fuoco nemico nella strada accanto. Di destra o di sinistra, inoltre, la capitale, riconosciuta o meno dal resto del mondo, è la loro stessa identità, l'identificazione con la Bibbia, con la grande storia del re David, con la gloria del Primo e del Secondo Tempio, con la sopravvivenza nelle guerre dal 48 in avanti. Gli arabi avevano sempre riconosciuto questa primogenitura nonostante l’importanza per l’Islam della città e delle bellissime Moschee che sorgono sul Monte del Tempio e sono nella religione musulmana il luogo da cui Maometto volò in cielo. Fu Arafat che negò, con invenzione mediatica potente fino a oggi, le radici ebraiche di Gerusalemme.

Ora, finché i palestinesi non ammetteranno che gli ebrei a Gerusalemme ci sono nati, è inutile che Bildt si dia tanto da fare: Israele non accetterà chi li nega. L’accordo avverrà solo a un tavolo delle trattative. Forse. E semmai nonostante gli aiuti europei.

Data mercoledì 2 dicembre 2009


Facebook  Twitter





giampaolo rbuni , firenze
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 12:32:46

il problema è tutto centrato sulla mancanza di reciprocità.come si fa ad aspettarsi comportamenti civili da chi pratica la sciaria ?=



bike , Lugano - CH
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 11:53:39

Condivido pienamente il tuo commento sul comportamento di questa europa che mal ci rappresenta.L'UE, nei confronti del mio Paese, agisce perfidamente con pressioni e ritorsioni indegne.La recente votazione federale sui minareti, respinta da quasi il 60% della popolazione, una decisione democratica promossa da una iniziativa popolare (più democratica di cosi!) non viene accettata da questa europa settaria e poco rispettosa della sua storia.Sulla questione Israelo-Palestinese poi, l'UE non ha ancora capito nulla e continua a penalizzare Israele con una politica di sinistra filo palestinese indecente.



ben , torino
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 11:52:50

l'Europa voule dividere Gerusaleme.allora? Anche io voglio essere il presidente dello stati uniti. :-)Gerusaleme è la capitale di Israele è stata costruita da e per il popolo ebreo.l'Europa deve prima cucire la divisione interna, prima di iniziare a dividere altre città.



giuseppe casarini , binasco (MI)-Italia
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 11:51:30

Cosa vuol fare cara Signora?: sdegno e tristezza!Da Raoul Wallemberg a Carl Bildt: da una nobile e fulgida figura di svedese ad uno oscuro e meschino politico svedese in cerca di notorietà, da atti di amore verso gli Ebrei del Primo a proposte inique ed indecenti verso Israele dal secondo.shalomggc



Silvia Baldi , San Miniato - Toscana
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 11:07:13

L'Europa così facendo si sta autodistruggendo. Abbiamo davvero qualcosa da sperare in una classe dirigente europea così politicamente compromessa? Non ci resta che continuare ad operare, aiutandoci gli uni gli altri a tenere gli occhi bene aperti e guardando in alto, molto in alto. L'Iddio d'Israele, per chi ci crede ed io ci credo, è l'unico che può salvarci ed è anche l'unico che può darci speranza.



Francesco , Roma Italia
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 10:27:54

Non si dovrebbe permettere che un qualsiasi deputato europeo, ovvero, chi intende essere eletto al Parlamento d'Europa, possa manifestare concetti o dichiarazioni antiebraiche, od anche negare, in tutte le sue formule dialettiche, le verità storiche, culturali e sociali che hanno determinato la nascita e le lotte per la propria esistenza dello Stato democratico d'Israele.So bene che i "giuristi", i "progressisti" ed in genere coloro che si definiscono "pacifisti" (ma non lo sono) propongono la libertà d'espressione, tuttavia, quello che "loro" effettivamente propongono, è l'anarchia e la negazione dei diritti solo nei confronti degli isreliani.Chi conosce quali siano stati i momenti per giungere ad una vera pacificazione tra arabi ed israeliani, sa benissimo che è stato Arafat a negarla per ben tre volte. I nostri pacifisti, sono coloro che, una volta smesso l'arcobaleno, vanno a braccetto con gli Hezbollah libanesi e promettono accordi con gli assassini di Hamas. C'è una parte di questa Europa, fradicia, antiebraica e relativista, che ama seguire politicamente questi "pacifisti", negando le millenarie radici giudaico-cristiane che hanno costruito tutto il processo culturale, epico, politico, economico e sociale dell'Europa.Questi personaggi, che s'insinuano nel tessuto politico/sociale delle nazioni per andare, poi, a far parte del Parlamento Europeo, dovrebbero essere indotti a dichiarare come la pensano in ordine alla Shoà... Ne vedremo delle belle.



Carla Fadda Bacchini , Ashdod, Israele, Cagliari, Italia
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 09:36:17

Ormai siamo abituati alle idee brillanti degli svedesi. Tanto ci vogliono un bene dell'anima.Non se ne puo' piu'. Come diceva un giornalista israeliano ieri sera, se l'Europa accettasse l'idea della Svezia, vorrebbe dire, per la milionesima volta, che l'Europa non ci considera nemmeno.Fiato sprecato discutere.Carla Fadda



Silvio , San Mauro Torinese
Pubblicato giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 08:41:44

Dispiace e addolora che la sorte della Città Santa sia ridotta ad agnello sacrificale delle ambizioni europee. La storia a noi tramandata ci narra dei Re di Israele, al contrario non ho mai sentito parlare di re palestinesi. Quando nacque Maometto (oltre cinque secoli dopo il primo millennio) Istraele aveva già scritto - e testimoniato - nella Regione qualche migliaio di anni di storia. La distruzione di Gerusalemme da parte di Tito nel 70 del primo millennio e la dispora del suo popolo (ebreo) non danno il diritto, ad altri , di rivendicarne il possesso.No oso pensare cosa diventerebbe una Gerusalemme divisa.



Loris , Bolzano
Pubblicato mercoledì 2 dicembre 2009 alle ore 22:09:21

Le solite porcherie di una classe dirigente europea sempre più ostaggio dei poteri forti del mondo islamico , ma quello che meraviglia di più è il comportamento del presidente Sarkosy il quale ormai sembra aver delegato le decisioni della Francia sulla politica estera alla statista ed ex modella Bruni Carlà!!!!! Ovviamente in questa situazione l'Iran può continuare il suo micidiale giochetto per arrivare tranquillamente alla fabbricazione di armamenti atomici! L'Europa sta giocando sulla vita degli israeliani ma anche su quella dei palestinesi è una vergogna!!!!!!!