(ANSA) - ROMA, 28 GEN - ''In inglese, Abu Omar parla di processo di pace ma in arabo, rivolto al proprio popolo, afferma che Israele non esiste ne' ha il diritto di esistere''.
E' rivolto a una comunita' internazionale ''del tutto inconsapevole'' l'appello fatto oggi dal direttore Itamar Marcus e dai ricercatori dell'ong israeliana Palestinian Media Watch (Pmw), che ha illustrato quella che ha definito la campagna sistematica di istigazione all'odio contro gli ebrei e al terrorismo internazionale condotta dai palestinesi e tragicamente rivolta soprattutto ai bambini, in un seminario organizzato oggi dall'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele.
La ong israeliana, che si occupa di analisi e monitoraggio delle televisioni e dei testi scolastici palestinesi, ha proiettato per due ore estratti di spot televisivi, documentari ma soprattutto 'insegnamenti' veicolati, a suo giudizio, per conquistare la mente dei piu' piccoli: personaggi di cartoni animati - Topolino incluso - che inneggiano allo sterminio degli ebrei, libri di testo che incitano all'odio, scuole e campi da gioco intitolati alla ''stimata martire'' Dalal Mughrabi, autrice del sanguinoso attentato terroristico del 1978, nel quale morirono 37 ebrei.
Secondo la Ong israeliana, si tratta di una campagna capillare che, se sottovalutata, rischia di degenerare con conseguenze catastrofiche per l'umanita'. Che non sembra pero' preoccuparsi ''perche' dai tempi della Guerra Fredda, il mondo e' stato diviso in due parti, gli imperialisti cattivi e i buoni sofferenti, e in questo i palestinesi sono riusciti a piazzarsi molto bene'', ha detto l'onorevole Fiamma Nirenstein (Ufficio di Presidenza dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Israele). La conseguenza e' la diffusione di una serie di ''menzogne sconfinate e ripetute'' che ha prodotto la cecita' di ''un'opinione pubblica precondizionata dall'Onu, dalle ong e da tutti gli istituti internazionali in cui ci sono delle maggioranze precostituite dei paesi islamici''.
La soluzione auspicata e' che i governi occidentali pongano la condizione di ''educazione alla pace'' prima di concedere finanziamenti all'Autorita' Palestinese. E monitorino costantemente cio' che avviene nelle scuole e sui media di molti paesi arabi, al di la' delle parole di pace pronunciate solo in inglese dai loro leader. (ANSA).
Il Palestinian Media Watch al Parlamento Italiano
Cronaca di Costantino Pistilli, Informazione Corretta
16 febbraio 2010
Quello che il premier palestinese dice in inglese alla comunità internazionale non lo ripete, in arabo, al proprio popolo. Lo ha dimostrato Itamar Marcus, direttore del Centro Palestinian Media Watch al seminario "Ideologia e indottrinamento nei media e nei testi scolastici palestinesi". Marcus, dal 1996, monitora e analizza testi scolastici, programmi tv, documentari, cartoons, giornali: in Palestina intere generazioni sono educate all’odio e alla violenza contro l’ebreo, singolo e collettivo, cioè, Israele.
Itamar Marcus lancia un messaggio chiaro: controllare come si usano i soldi dati alle istituzioni palestinesi. Perché, al contrario di quanto si pensa in Occidente, non esiste una parte più moderata, non c’è un Fatah migliore di Hamas: entrambe incensano martiri e martirio. Abu Mazen crede nel terrorismo e sponsorizza modelli a cui ispirarsi. Ad assassini come Mughrabi Dalal (ha ucciso 37 passeggeri di un bus nel 1978, tra cui dieci bambini ) vengono dedicate piazze, scuole, campi estivi, tornei di calcio o sale computer, tutto pagato dal Ministero della gioventù o da altre istituzioni palestinesi. Ma ai“combattenti” serve un nemico da sconfiggere. Perciò prima si demonizza l’ebreo, lo si spoglia di umanità (occupa, ruba, uccide, beve sangue umano, diffonde droga e aids in Palestina) poi si plasmano assassini nuovi con lo stampo di quelli vecchi e infine si mostra la ricompensa, cioè il paradiso. Infatti il 68.6% dei palestinesi è favorevole alla legge coranica (Shari'a) e crede nella shahada, il martirio. Anche lo statuto di Hamas lo dimostra: “La parola Allah è scritta 105 volte rispetto allo zero volte dello statuto dell’OLP” chiarisce la correlatrice del PMW Nan Jacques Zilberdik.
Ecco come l' odio viene amministrato:
Non riconoscimento d’Israele
Israele non ha il diritto di esistere, perché non è mai esistito. Un documentario tv ( mandato in onda una volta al mese) mostra città notoriamente israeliane, come Tel Aviv, presentate come città palestinesi. Anche sulle carte geografiche dei testi scolastici, sui siti internet dell’ANP, Israele non esiste. Se poi qualche storico palestinese insegna che non ci sono tracce nell’antichità dell’esistenza della cultura ebraica, il gioco è fatto. Basta, magari, aggiungere un po’ di negazionismo e spiegare che l’Olocausto, se mai è esistito, è stato un mezzo usato dagli ebrei per selezionare i migliori della propria razza. Così, anche su semplici cruciverba, si indica lo "Yad Vashem" come “un luogo di bugie”.
L’incitamento all’odio
“Israele diffonde AIDS e droga nei territori per avvelenare e uccidere i giovani palestinesi”, dice dalla tv di Fatah Tayseer Tamim, massima autorità religiosa palestinese legata all'Anp. Ma non basta cambiare canale per sentire messaggi diversi. Altrove si vedono cartoons dove “quei sanguinari degli ebrei” distruggono lentamente con l’acido la moschea di Al Aqsa. Show di marionette ,sulla Tv di Hamas, dove gli eroi dei bambini vengono uccisi dai soldati israeliani; un destino comune per Tarabisho il pulcino parlante , Farfur il Mickey Mouse di Hamas, Nahool, l'Ape Maya di Hamas, Nassur, l’orso, sottoposto a un ‘intervento in diretta per salvarlo,ma inutilmente.
Sostegno al terrorismo islamico
Il sostegno al martirio arriva dalla tv attraverso la voce di membri di Fatath e capi religiosi. Martirio è uguale a resistenza e quindi libertà. “Quando si parla di paradiso viene da ridere” dice Marcus, ma è lo specchio ideale per molte allodole. Così sulla tv ufficiale del ANP, capi religiosi e funzionari governativi glorificano e autorizzano al martrio mentre le madri augurano shahada ai propri figli. Su video musicali si mostra “la ricompensa dei cieli” e alla tv dei ragazzi ci sono bambini, anche molto piccoli, che dichiarano con ingenuo orgoglio di preferire la morte alla vita. Non c’è da stupirsi, quindi, se a Gaza si festeggiava per il massacro degli otto ragazzi della Yeshiva Merkaz Harav del marzo scorso. Non dimentichiamo che Hamas usava innocenti come scudi umani durante l’operazione Piombo Fuso. Tutto questo è scritto nello Statuto di Hamas e nel materiale usato nelle scuole, dalla (moderata) Autorità Nazionale Palestinese.